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Il design secondo Carlo Colombo

È un Carlo Colombo ispirato e un po’ sentimentale quello che incontriamo in occasione della 13a ‘Creative Cities Conference’ dell’Unesco, ospiti di Faber, azienda fabrianese produttrice di cappe.

Una vita dedicata al design?

In 25 anni di carriera ho disegnato centinaia di oggetti – tra le aziende con cui ha collaborato, oltre a Faber, ci sono Antonio Lupi, Cappellini, F.lli Guzzini, Franke, Poliform, Zanotta..., e in ognuno c’è qualcosa di me.

Il rapporto tra design e cappe?

La cappa oggi è essenzialmente un oggetto di design, soprattutto se si tratta di un modello che resta a vista, come la Glow che ho disegnato per Faber. La collaborazione con l’azienda è nata due anni fa e continuerà: a Eurocucina 2020, infatti, presenteremo una nuova cappa.

Qual è la sua idea di design?

Deve essere sexy, avere forme accattivanti che te ne facciano innamorare. Attorno al design c’è una magia che fa sì che lo si desideri. Quella è la scintilla che porta all’acquisto. E vedere un oggetto che ho disegnato all’interno di una casa è, ancora oggi, una grande soddisfazione.

Architetto, designer ma anche artista...

A questa domanda, Carlo Colombo sorride sornione... Ma la 784 ne è la prova. Una poltrona- scultura fatta di 784 barre di alluminio pieno, di sezioni diverse. 

Testi

Claudio Malaguti

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