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Come coltivare il peperoncino

Davide Cerruto

Davide Cerruto  •  Leftygardens

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In vaso, nell’orto, in planting bag, sul davanzale, coltiva tu stesso i tuoi peperoncini piccanti: sono piante generose e facili da coltivare (e i frutti da conservare) e trasmettono allegria e positività!

Piacione, imprescindibile e rosso sono i tre aggettivi che ben descrivono un peperoncino. Piacione, perché il peperoncino rallegra qualunque orto, terrazzo e bordura con le sue bacche colorate. Imprescindibile perché è una spezia indispensabile in cucina, per dare sapore senza gravare sulle calorie. Con un po’ di esperienza puoi scoprire, non senza sorpresa, che molti peperoncini non si limitano ad asfaltarti le papille gustative ma rilasciano al palato sfumature fruttate, affumicate, alla cannella, al cioccolato. Rosso perché è il colore del fuoco e ci comunica che il peperoncino è maturo e pronto a... deflagrare!

Coltivare il peperoncino

Se c’è una pianta facile da coltivare quella è il peperoncino; molto ornamentale, cresce bene mescolato alle altre piante da giardino. Si sposa bene con Pennisetum e graminacee ornamentali di medie dimensioni, ma non ha problemi a crescere anche in vaso. Scegli un contenitore capiente 10 litri (almeno), anche una borsa in juta o in tessuto non tessuto, riempi di terra fertile ben drenata e metti a dimora la piantina. Non far mancare acqua al tuo peperoncino, specie ai primi caldi, e in poche settimane potrai assistere a una crescita prodigiosa, anche se parti da seme.

La pianta prima produce fiori bianchi, ai quali seguono frutticini che arrivano a maturazione sotto il sole caldo di luglio e agosto. Infatti il peperoncino ama il caldo (e viceversa soffre i venti freddi), quindi è meglio scegliere una posizione molto assolata e portarlo all’esterno solo dopo che le temperature si saranno stabilizzate sopra i 15°. Dopo il raccolto ricordati di lasciare da parte qualche peperoncino per le semine dell’anno seguente.

Ma quanto è piccante il piccante?

Perché siamo così attratti dal gusto piccante? Forse la spiegazione risiede nella capsaicina, quella sostanza contenuta nel peperoncino che scatena il bruciore e che – una volta passate le scalmane - stimola la produzione di endorfine benefiche.

Se vuoi sapere quanto ti farà penare il peperoncino che stai per mangiare, puoi utilizzare la scala Scoville, dal nome del suo inventore, che assegna un valore ad ogni peperoncino. In rete si trovano facilmente le tabelle con i relativi livelli di ‘hotness’ del genere Capsicum (più alto il numero, maggiore la piccantezza).

  • Il Jalapeno che mangi al tex-mex, ad esempio, è classificato 5.000 shu (unità di Scoville) che è già un discreto bruciore.
  • Il classico peperoncino di Cayenna è quotato intorno ai 40.000 shu... non proprio una passeggiata.
  • Un Habanero è da maneggiare con cura perché misura 350.000 shu, praticamente una bomba!

 

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