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La casa milanese rinasce grazie ai colori di Le Corbusier

Verde/ruggine/tortora: il mix di sfumature di Le Corbusier, maestro dell'architettura, fa rinascere gli spazi di questa casa milanese Anni '30.

Immortalata sull’iconica peacock chair con indosso il suo sorriso migliore e degli irresistibili pantaloni in palette con gli arredi, c’è Lulù: da oltre vent’anni lavora nel campo della moda per marchi del calibro di Paul Smith e questa è la sua casa, dove vive con la famiglia, a due passi da Porta Venezia e dai tanti localini à la page.

L’architetto che ha curato il progetto è la sorella Betti (bettisperandeo.it), a cui è stata data carta bianca nella scelta di colori, materiali e dettagli costruttivi, purché rispettasse due esigenze: spazio e praticità.

Le scelte fatte

La luce di quattro finestre inonda il living ed è amplificata dal riflesso di una vetrata con apertura a sali-scendi, che disegna un volume di forma trapezoidale e ospita la cucina.

Il tocco di stile

Per creare la palette con il verde, il ruggine e il tortora Betti ha attinto al libro capolavoro di Le Corbusier, ‘Polychromie Architecturale’, che si compone di 63 affascinanti sfumature, divise in due raccolte di colori, una creata nel 1931 e una nel 1959 dai toni più vivaci.

Il colore accentua le forme e determina una nuova, magica, dimensione dell’abitare (Betti)

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Testi

Grazia Caruso

Stylist

Francesca Martinez

Foto

Cristina Galliena Bohman

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