Donna moderna
Case dei lettori

A Milano un appartamento anni ’30 tra arredi di famiglia e design

La casa di famiglia ristrutturata nel rispetto dell'impianto iniziale. Un mix di arredi antichi e moderni dove le passioni trovano spazio e si respira un'atmosfera accogliente

Cristina ci ha scritto raccontandoci la sua casa, un appartamento milanese degli anni '30 dove è nata, cresciuta e dove ora, completamente rinnovato, vive con il marito.

I lavori di ristrutturazione hanno rispettato l'impianto originale dell'edificio: "Non abbiamo voluto interventi di muratura che alterassero la pianta originale della casa, per non snaturarne la fisionomia."

Nell'ingresso e nel corridoio la graniglia originale degli anni '30 è stata restaurata, così come il parquet, le porte e gli stucchi dei soffitti.

"Gli arredi, dalle lampade ai mobili, sono il frutto della stratificazione di eventi della nostra vita e del nostro personale gusto. L’arredo riflette l'amore per la montagna che io e mio marito condividiamo. Anche se in un appartamento in città, i richiami si ritrovano un po' ovunque: nei quadri del salottino che abbiamo arredato con mobili da esterno di Moroso, nelle foto scattate da mio marito e montate su tela, nelle sculture in legno e nella sala, nel grande quadro del taglialegna di autore valdostano e nella donna cognense".

Il tocco di colore viene dato dagli estrosi e iconici arredi da esterno disegnati da Patricia Urquiola per Moroso, arredi moderni e di design che si mixano a mobili antichi e ricordi di famiglia: "Abbiamo mantenuto in sala la vetrina liberty viennese del 1929 di mio nonno e il lampadario di vetro di Boemia di mia suocera, che abbiamo fatto restaurare e da color bronzo è ora appeso nel salottino, bianco. Anche la pendola e i quadri del corridoio appartengono alla mia famiglia, mentre tutti quelli appesi in sala li ha dipinti mio suocero."

"Per me è proprio questa contaminazione di oggetti e di epoche il fascino della nostra casa con le sue porte che aprono accessi da una stanza all’altra e che conferiscono una continuità allo spazio."

 

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