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Perché il sonno dei bambini viene interrotto dagli incubi

Incubi o terrori notturni: nei bambini, il sonno può essere bruscamente interrotto da questi due problemi.

Dai 3 agli 8 anni, il sonno può essere bruscamente interrotto da incubi. I brutti sogni rispecchiano fantasie o conflitti interiori legati ai problemi quotidiani che la fatica di crescere comporta. Di notte possono così affiorare sotto forma di incubo i momenti di rabbia e frustrazione di fronte a contrarietà o regole imposte dai grandi, sensi di colpa per le proprie ‘cattiverie’, dolore per le separazioni dei genitori...

Questi brutti sogni sono quindi preziose occasioni di crescita e ‘riordino mentale’ perché permettono al bambino di liberarsi di paure, ansie e conflitti, elaborandole e archiviandole. Ecco perché gli incubi sono frequenti nella prima infanzia, l’età delle ‘prime volte’, e possono aumentare nei periodi di stress e nei passaggi evolutivi.  L’importante è rassicurare e farsi raccontare il sogno, senza giudicarne o banalizzarne il contenuto.

Gli episodi di terrore o pavor nocturnus invece sono diversi. Sono situazioni molto spaventose: il bambino si sveglia in piena notte urlando, sudato e agitato. Guarda un punto fisso con gli occhi sbarrati, dice frasi sconnesse ed è impossibile entrare in contatto con lui perché in realtà non è sveglio. Non va accarezzato o svegliato: se lasciato stare, in genere si riaddormenta profondamente dopo 10 minuti e al mattino non ricorda nulla. Il terrore si manifesta nelle fasi di sonno non REM e dipende semplicemente da una attivazione del sistema limbico, sede delle emozioni. Non è una patologia e non è neppure legato a qualche episodio accaduto durante il giorno: crescendo, in genere dai 12 anni, grazie allo sviluppo dell’amigdala, non si ripresenteranno più.

Testi

Elena Favetti - ha collaborato Silvia Calvi (con la consulenza del prof. Luigi Ferini-Strambi del Centro Medicina del Sonno, Ospedale San Raffaele di Milano).

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