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Una casa che… respira!

Già nelle costruzioni arabe di millenni fa, il vento veniva incanalato nei muri e fatto uscire dai tetti a torre, per avere stanze fresche e sane. Oggi simuliamo lo stesso principio di ventilazione con nuove tecnologie bioclimatiche.

L'esempio virtuoso a cui ispirarsi è il complesso edilizio ecosostenibile BedZED (acronimo per Beddington Zero Energy Development), situato nel distretto londinese di Sutton. Oltre a essere stato progettato per raggiungere l’autosufficienza, è costruito con strategie di bioarchitettura e materiali bioedili per azzerare l’impatto ambientale e le emissioni. In più, ha un tetto fotovoltaico con un sistema di torrette multicolore dette ‘windcatchers’, dei veri e propri ‘acchiappa-vento’ che, grazie a un meccanismo di ventilazione naturale e a un sistema di canalizzazioni, sfruttano le brezze stagionali per estrarre l’aria viziata dagli ambienti e per immettervi aria fresca, filtrata e preriscaldata d’inverno.

L’aria è vita. E la sua corretta circolazione all’interno delle strutture e degli ambienti è fondamentale per la salute della casa che, villetta o condominio che sia, deve poter respirare per ossigenarsi ed espellere tutto ciò che a noi fa male inalare. Soprattutto quando l’edificio è così isolato da risultare sigillato.

Ecco le tecniche, gli impianti e i serramenti che mettono in moto l’aria automaticamente, forzandone la circolazione in modo naturale o controllato.

Il tetto ventilato

È una tecnica di posa con la quale tra lo strato isolante e le tegole si lascia un’intercapedine di circa 6-10 cm (ma lo spessore va deciso caso per caso) così da formare una vera e propria camera d’aria.

Il vantaggio è che all’interno di questo micro canale si innesca naturalmente un circolo d’aria salutare che d’inverno agevola la fuoriuscita di vapore acqueo (evitando così che si formi la condensa) e d’estate smaltisce il calore eccessivo.

La facciata ventilata

È una tecnica di isolamento che recupera l’idea impiegata già nelle costruzioni arabo-normanne di far circolare l’aria all’interno dei muri. Si realizza applicando alle pareti esterne una struttura a strati in modo che tra lo strato di isolante e i pannelli di finitura venga lasciata un’intercapedine: questa permette la naturale circolazione dell’aria, evitando il surriscaldamento estivo e smaltendo l’umidità in inverno.

Il sistema di ventilazione meccanica controllata

Detto VMC, è una tecnologia che funge da ‘polmone’ della casa, provvedendo in automatico sia a prelevare l’aria esausta da ambienti umidi e saturi di microinquinanti, sia a portare in casa aria fresca, filtrata e a una temperatura confortevole.

Se non stai ristrutturando e ti basta garantire un ricambio d’aria solo in stanze o zone specifiche, puoi scegliere un serramento a ventilazione automatica o un sistema decentralizzato di VMC, composto da unità compatte e facili da montare. Se invece hai in previsione lavori, puoi progettare un impianto di VMC centralizzato con recupero di calore, costituito da un’unità centrale che distribuisce l’aria di rinnovo in tutti gli ambienti tramite un sistema a doppia canalizzazione (per l’aria in uscita e in ingresso) nascosto nel controsoffitto o nelle pareti.

Il vespaio aerato

È una tecnica adottata ai piani terra degli edifici che, tramite elementi a cupola, separa il terreno dalla soletta abitabile creando un’intercapedine ventilata: oltre isolare, il continuo ricircolo d’aria che si forma impedisce all’umidità di risalire dal basso e smaltisce, portandolo all’esterno, il gas Radon. Questo gas nocivo alla salute ristagna proprio ai piani terra di abitazioni di molte regioni, tra cui Lazio, Lombardia, Friuli, Campania, Abruzzo, Trentino, Sardegna e Piemonte.

Poiché il vespaio aerato oggi è obbligatorio per ottenere l’abitabilità ai piani terra o nei locali seminterrati ma implica scavi impegnativi, puoi verificare se nella tua zona di residenza le attuali leggi regionali, come quella della Lombardia, consentono il ricorso a metodi alternativi altrettanto efficaci ma assai meno invasivi.

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Paolo Manca

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