Materiali

Piastrelle nere per il bagno

Rivestimenti cementizi, mosaici, piastrelle e pitture tra il nero e il grigio ardesia per creare ambienti scenografici moderni e pieni di fascino

Il design mostra il suo lato dark e misterioso. Il colore più estremo della palette torna giocando elegantemente con le texture e con le finiture lucide e opache.

Si tende spesso a scegliere piastrelle e colori per i rivestimenti in tonalità chiare ma perché non valutare il colore nero?

Sceglilo per un ambiente luminoso e non temere le dimensioni. Anche sulle stanze più piccole. Il colore scuro creerà un effetto scenografico più raccolto e di grande atmosfera.

Non dimenticare di valutare la texture: non solo colori pieni ma anche alternanza di finiture lucide e opache per rendere l'ambiente più ricercato.

Puoi optare per rivestimenti cementizi, mosaici in tessere ceramiche o in vetro, piastrelle che simulano l'effetto metallo o pitture che giocano con l'effetto lavagna sempre di grande tendenza.

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Come arredare casa con pareti neutre e arredi nelle sfumature del verde e del blu

A scuola di stile per scoprire una palette originale da abbinare a tinte naturali e neutre come il colore dell'anno 2018 di Sikkens 'Heart Wood'

Osare contrasti vincenti, tinte inedite e mix misurati, ma dalla forte personalità. Il risultato? Palette colore super chic, da declinare sul tessile, negli arredi e nei complementi.

All'elegante palette colore creata attorno al punto di rosa caldo 'Heart Wood', colore 2018 secondo Sikkens, abbina toni d'ombra come blu grigio, verde foresta e argilla. Contrasti originali che danno un twist ricercato alla palette colore e vestono la casa con un'atmosfera elegante e avvolgente da declinare con arredi e accessori nel tuo stile preferito.

Sfoglia la gallery e scopri materiali di tendenza e forme classiche rivisitate con il colore.

 

Idee e tendenze

Arredare con righe bianche e nere

L’ispirazione è quella delle ultime passerelle di moda, dove il bianco e nero è tornato decisamente alla ribalta, nell’intramontabile versione a righe. È l’occasione per vestire anche la tua casa con un look sartoriale di tendenza

Orizzontali, verticali, larghe, strette, a zig zag, optical... le righe, nella moda, sono un classico senza tempo. Coloratissime e dallo spirito Carioca alla fine degli Anni ’30 con la tendenza baiadera, ritornano in bianco e blu negli Anni ’50 nello stile marinière, con le divise dei pescatori e dei marinai bretoni che diventano icone di stile.
Negli Anni ’60 con l’Op Art, le righe scelgono ipnotici pattern geometrici in bianco e nero. Lo chevron, o spina di pesce, diventa un must.

Icone di stile per Jean Paul Gaultier. Quasi una divisa per Picasso. Celebrate da Coco Chanel e da Paul Smith. Dai red carpet le righe entrano in casa e fanno tendenza. New vintage, postmodernista o boho-chic.
Qual è il tuo stile? Sfoggia una texture new optical la parete della nicchia con l’angolo lettura, arredata con pezzi icona tra il neoclassico e il rétro. Giocano con i pattern postmodernisti i tavolini che disegnano con segni grafici il pavimento raw di microcemento. Dal retrogusto boho-chic il living con la wallpaper grafica a righe verticali disassate. Completano il mood il divano e il tappeto soft dai toni neutri, la lampada di ottone con boules di vetro e i tavolini di marmo. Il dress code del tuo spazio domestico? Un sofisticato bianco e nero.

Si ringrazia Jannelli & Volpi e Baxter Cinema per le location.

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News

A New York è veramente possibile fare colazione da Tiffany

Al quarto piano del celebre negozio di gioielleria sulla Fifth Avenue a New York ha aperto un vero e proprio bar dove sentirsi Audrey Hepburn

Ora è davvero possibile fare colazione da Tiffany!
Sulla Fifth Avenue a New York ha aperto, al quarto piano dell'iconico negozio di gioielli, il Blue Box Cafè, dove assaporare l’atmosfera romantica del celebre film Colazione da Tiffany del regista Blake Edwards con Audrey Hepburn.

Ogni cosa qui è nell’inconfondibile azzurro di Tiffany & Co. Per poco più di 25 euro, la colazione è da vera star! 
Si tratta del primo caffè firmato dalla celeberrima gioielleria newyorkese, qui tutto è in tinta e brandizzato dagli arredi alle stoviglie e già attira lunghe file di appassionati desiderosi di realizzare nella realtà un sogno visto al cinema. 

Il restauro del quarto piano del flagship store Tiffany ha comportato l'aggiunta di una linea di articoli per la casa, tazze, mug e souvenir da portare a casa in ricordo.

Case dei lettori

Ristrutturare una villa primi ‘900

Un architetto racconta la scelta di ristrutturare una villa antica anziché costruirne una nuova. Ecco la sua storia e le scelte di arredo

Una villa indipendente con un piccolo giardino, tutta da ristrutturare. L'impresa è nelle mani di un architetto, naturalmente, che in questo caso è anche il proprietario. Ecco i ragionamenti, i sogni, le valutazioni che precedono una ristrutturazione, nelle parole di Tommaso Michieli, architetto dello studio michielizanatta.net, che lavora fra Udine e Treviso.

Costruire da zero o ristrutturare?

«Da dove cominciare a raccontare la propria casa? Si perché in questo caso particolare sono sia cliente che progettista essendo la ristrutturazione di questa casa dei primi del ‘900 finalizzata ad accogliere me e la mia famiglia. Comincerei raccontando la verità e cioè che la paura era tanta e che per me come architetto non sarebbe stato mai possibile iniziare da un foglio bianco, da un terreno vuoto, da zero. Troppo difficile tirare la prima linea troppo complicato prendere una decisione. Inoltre i dubbi sarebbero nati nuovi ogni mattina al risveglio e mi avrebbero reso difficile prendere sonno. Troppe le possibilità…
E allora, strano a dirsi, avevo bisogno di limiti e confini, costituiti da un punto di
partenza già dato, da qualche cosa che mi avrebbe costretto ad adattarmi ad integrarmi, così facendo il numero di possibilità e di dubbi sarebbero calati e l’impresa sarebbe stata meno ardua.
Inoltre io e la mia compagna da sempre crediamo che al di là di ogni scelta tecnologica la prima scelta vera per essere architettonicamente sostenibili e
attenti all’ambiente sia quella di ristrutturare il patrimonio edilizio esistente.
Ma naturalmente cercavamo qualche cosa di particolare, che avesse anima e personalità, che fosse collocata non in centro città ma nemmeno troppo lontano».

Come trovare la casa giusta?

«E un giorno la incontrammo, quasi nascosta tra gli alberi, lontana dalla strada, elegante ma discreta. Non ci servì nemmeno entrare per capire che era lei.
Una casa su tre livelli, tra due ampi giardini. Il progetto è impostato sul tema della privacy e sulla sorpresa, sulla capacità di costruire spazi che non si mostrano tutti al primo sguardo bensì riservano sorprese via via che li si esplora.
E così il fronte principale abbiamo deciso di lasciarlo intatto con le sue rughe ed i suoi difetti che sono costati una vita di fatiche per averli. Mentre il retro lo abbiamo ampliato con un nuovo corpo che ospita il nostro salotto e permette la costituzione di un sistema ad anello attorno alle scale che libera la circolazione dal dover sempre passare per l’ingresso.
In questo modo dalla strada la casa nemmeno si nota essendo tenuta distante da un giardino formale e con molte piante. E poi il gioco una volta entrati è di una continua scoperta e sorpresa, gli spazi si ampliano la luce entra sempre di più e la vista si apre su un giardino libero ed informale, il giardino della famiglia, dell’orto e della frutta.
Il volume retrostante denota nell’uso del corten (un materiale che ha un effetto ruggine) la sua volontà di essere vero e proprio “accessorio”, elemento aggiunto in cui i pieni del metallo fanno da contrappunto alle ampie vetrate che di notte con le luci accese rendono il piano terra una vero e proprio palcoscenico dove la vita della nostra famiglia è rappresentata in tutti i suoi aspetti quotidiani, per la gioia dei nostri vicini.
Le finiture interne sono un racconto di quello che è stata questa casa e dei molti mondi che io e la mia compagna abbiamo visto insieme. È una casa di ieri di oggi e di molti posti lontani che abbiamo deciso di tenere vicino a noi. È colorata perché amiamo il colore che ci dà gioia, è imperfetta perché non amiamo la perfezione e le cose finite. È quasi tutto quello che solitamente non faccio per i nostri clienti perché si può fare una cosa del genere solamente quando ci si conosce nel profondo.
Gli accostamenti dei materiali sono a volte arditi a volte imperfetti, la casa è densa di cose, di vita, i punti di vista sono molteplici. È una casa in divenire, dobbiamo ancora colonizzarne molte parti a cui non abbiamo ancora trovato una funzione precisa ma sappiamo che sarà la nostra vita e la casa stessa che un giorno ci faranno capire cosa fare e come».

Le scelte di arredo

«Gli arredi quelli principali sono stati disegnati e realizzati su misura in modo da integrarsi completamente con la casa, e così la grande libreria del salotto non è null’altro che la continuazione del soffitto. La cucina è ugualmente pensata in continuità con il pavimento in cementine. Il resto è un mix di pezzi classici moderni mescolati con alcuni arredi di famiglia che di fatto ci legano al nostro passato.
Il tutto è stato faticoso, ha portato via tempo ed energie, i dubbi non sono mancati. Ma ora che vediamo nostra figlia crescere allegra tra questi muri e le molte cene con gli amici hanno un sapore diverso grazie anche al calore della casa, bhe la fatica è stata totalmente dimenticata».

Bagno e lavanderia

Carta da parati in bagno

Le nuove carte da parati sono resistenti all'acqua e all'umidità e possono essere posate anche sulle pareti del bagno

Oggi, grazie all’utilizzo di materiali innovativi, puoi mettere la carta da parati anche in bagno perché è impermeabile, facile da pulire e super resistente. Perfetta, quindi, anche in un ambiente umido.
Vuoi rinnovare il bagno risparmiando, senza rimuovere il rivestimento ceramico esistente? Hai dovuto cambiare la vasca e non riesci più a trovare la continuazione del vecchio rivestimento ceramico? Risolvi il problema con una carta da parati ‘a prova d’acqua’, per dare vita a una parete decorativa, elegante e inusuale e che... non sembri un rattoppo!

Mentre la tappezzeria tradizionale risentirebbe degli sbalzi termici e del vapore acqueo dovuto all’uso della doccia, che si condensa e si deposita sotto forma di goccioline su muri, specchi e vetri, inumidendo tutta la stanza, le nuove composizioni plastiche risultano assolutamente resistenti, inattaccabili da muffe e batteri, impermeabili e respingono la condensa. Vediamone le caratteristiche.

Carta da parati vinilica

È composta di uno strato di carta o di tessuto-non-tessuto ricoperto da uno in pvc (vinile), che la rende impermeabile. Lavabile, ignifuga, resistente e duratura, si applica con facilità grazie a un collante speciale a base di poliuretano, che vanta ottime caratteristiche di idrorepellenza e fungicida, per evitare la creazione di muffe. È impermeabile, ma non adatta a pareti a diretto contatto con l’acqua (nella doccia o sulla vasca). Quella con base in tessuto-non-tessuto (TNT) è vellutata al tatto.

Carta da parati in fibra di vetro

È la più resistente all’acqua, proprio perché ricavata dal vetro e, una volta fissata al muro con l’apposito collante, si può anche dipingere, come una parete tradizionale. È ignifuga e inattaccabile da batteri e agenti chimici. Una fibra di vetro brevettata è Wet System™ di [Wall&Decò], che impedisce il passaggio di acqua nello strato sottostante, garantendo l’impermeabilizzazione delle superfici trattate. È composta da 4 strati: un primo isolante da applicare tra parete e fibra di vetro, un secondo adesivo che serve per incollare la fibra di vetro, un terzo decorativo (la carta da parati vera e propria) e un quarto e ultimo strato detto ‘di finitura’ che rende il rivestimento finale resistente all’acqua e impermeabilizza lo strato sottostante.

Consigli per la manutenzione della carta da parati in bagno

Va fatta con attenzione e cura, perché si tratta pur sempre di un materiale cartaceo. Passa la carta da parati, con cadenza regolare, con l’aspirapolvere o una spazzola a setole morbide. Puoi togliere piccole macchie passandola con una spugna o un panno umido e un detergente neutro, strofinando delicatamente. Resiste sì ai graffi e allo strofinio, ma non usare troppa forza, per non lasciare segni. Non utilizzare prodotti aggressivi e abrasivi: i granuli possono graffiare e rovinare il rivestimento della tappezzeria in modo permanente.

La posa della carta da parati in bagno

  • Il muro su cui si va posata la carta deve essere assolutamente pulito e asciutto.
  • Se ci sono fenditure o buchi, occorre stuccare e levigare bene la parete, con una carta vetrata a grana media.
  • Si può applicare la carta da parati sopra le piastrelle vecchie, ma prima bisogna preparare un fondo rasante, cioè un componente che crei una superficie liscia.

Cose da sapere prima di scegliere la carta da parati per il bagno

  • È comunque importante che il bagno sia adeguatamente ventilato: se non ha una finestra, deve esserci almeno un aeratore.
  • Le fantasie e i motivi proposti sono davvero tantissimi: puoi scegliere una carta da parati con decori di animali o con motivi floreali per ricreare un bagno elegante e classico, ma se ami il moderno opta per motivi astratti, dai netti contrasti cromatici o a righe multicolore.
  • Il tuo bagno è piccolo? Preferisci carte color pastello o fantasia, con micro-disegni, per non rimpicciolire visivamente la stanza.
  • Puoi anche combinare la carta da parati con porzioni di muro dipinte o con altri materiali come legno o piastrelle. Otterrai un piacevolissimo gioco cromatico.
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Il nero sta bene con tutto e ora torna anche negli interni

Il nero torna protagonista degli interni tra cucine nere, pavimenti e pareti scure. Il direttore Giusi ci racconta l'ispirazione e perché non passa mai di moda

Perché il nero? Perché va su tutto e sta bene con tutto, è chic, rassicurante e intramontabile e poi... sfina! Sfina? Ah no, già, si parlava del nero in casa, ma i tanti anni di lavoro nella moda, dove per molti il dress-code era solo in black, una sorta di divisa di appartenenza, mi hanno portato fuori strada. Anche se. I punti di contatto sono tanti, rileggete tutti gli aggettivi che ho usato nelle prime righe, non sono condivisibili? E quanto al mondo beauty, gli ‘smokey eyes’ non sono il trucco per occhi più seducente che c’è? È partita qui, forse, un’espressione che mi ha recentemente conquistata: si parlava del nero che sottolinea e rafforza i contorni di un oggetto o un tappeto ‘come l’eyeliner.

Nero trasversale, dunque, nero che non stanca mai ma che è tutt’altro che scontato. Questo è il filo conduttore di tutto il numero di gennaio 2018, di casa in casa e di stanza in stanza, declinato in maniera imprevista alla scoperta di tanti stili contemporanei dove, ve ne accorgerete, è facile vivere.
Vi sembrerà un po’ una provocazione ma ormai ci conoscete. Dunque preparatevi...

La foto di copertina è uno scatto di Christer Strömholm del 1961 dalla mostra ‘I grandi maestri. 100 anni di fotografia Leica’, al Vittoriano di Roma fino al 18 febbraio 2018.

La Leica, con la sua capacità di agire e farlo velocemente, è per me ciò che la penna è per lo scrittore - Berengo Gardin

News

I tappeti optical di Verner Panton

I pattern optical di Verner Panton prendono forma e dagli Anni '60 entrano negli interni con tappeti diventati vere icone del design

Gli ambienti e i colori di Verner Panton (1926- 1998) sono il nostro DNA: arredi dalle forme geometriche complesse (la sinuosa Panton Chair) e colori portati a ruolo di materia anche in oggetti a due dimensioni, come i tappeti. I VP VIII, di cui il modello a cerchi bianchi su fondo nero è l’archetipo (esiste anche versione full color), sono una specie di studio del colore. Capaci di giocare con le dinamiche figura/sfondo, bi/tridimensionalità e di reinterpretare i fenomeni naturali, la luna, le onde...

Le fantasie geometriche nel tessile per la casa sono un tema decorativo tipico degli Anni ’60. Verner Panton ha ‘schizzato’ questo pattern nel 1960, ma il grande pubblico lo ha scoperto solo verso la fine del decennio: questo dice chiaramente quanto il designer danese sia stato un pioniere.

Lo scopo del mio lavoro è indurre le persone a usare la loro immaginazione e rendere più eccitante l’ambiente in cui vivono.

Televisori e Hi-Tech

Connessione internet a casa: come portare il wi-fi in ogni stanza

La soluzione più semplice ed economica per estendere Internet a ogni stanza? Gli adattatori ‘plug & play’, da inserire nelle prese

Non è raro che in una casa con più stanze il segnale Wi-Fi non prenda bene ovunque. La soluzione più semplice è scegliere gli adattatori ‘plug & play’, da inserire nelle prese: diffondono il segnale Wi-Fi e offrono una connessione veloce e senza ‘zone d’ombra’. L’ideale in case grandi o su più piani e per lavorare contemporaneamente con più device fissi e mobili.

Ecco i vantaggi e svantaggi tra il kit Powerline tradizionale e quello ibrido:

Kit tradizionale

Vantaggi

  • Composto da 2 adattatori – il ‘primario’ con porta Ethernet e il ‘secondario’ wireless più porta Ethernet – estende la connessione dal router a qualunque presa elettrica a muro, diffondendola in Wi-Fi ad alta velocità in qualsiasi stanza, anche in quella più distante da dove è posizionato il router.
  • Crea una rete wireless ‘separata’ rispetto a quella generata dal router, che ti permette di dare priorità al traffico multimediale di video, musica e giochi rispetto al normale traffico dei dati Internet.
  • Perfetto per collegare gli smart TV via Ethernet, permette la visione in streaming di film in 4K e il download di file di grandi dimensioni in ogni stanza.
  • Tecnologicamente evoluto, ha costi accessibili, è semplice da installare e usare e garantisce una connessione di rete sicura, stabile e veloce.

Svantaggi

  • La presenza di un numero eccessivo di reti wireless in casa potrebbe creare interferenze.

Fattori da valutare

  • Ci sono kit con adattatori privi di connessione wireless e dotati solo di porta e cavo Ethernet.

Kit ibrido

Vantaggi

  • Include due potenti adattatori wireless che, potenziando la rete del router, generano un’unica rete Wi-Fi di casa che ti collega automaticamente al segnale più forte mentre ti sposti da stanza a stanza.
  • Ideale per l’home office, basta inserirlo nelle prese, collegarne uno al router e scaricare l’apposita app per creare un potente e veloce flusso di dati uniforme in ogni angolo di casa, superando gli ostacoli alla connessione causati da pareti e distanza dal router.
  • È perfetto per collegare i dispositivi mobili e della smart home, come laptop, tablet, console giochi e sensori di impianti di sicurezza, anche via Ethernet.
  • La tecnologia innovativa si ispira a quella delle reti per i cellulari, così da garantire una connessione molto sicura e potente, e anche priva di interruzioni.

Svantaggi

  • Ha un costo maggiore, indicativamente il doppio, rispetto al kit Powerline tradizionale.

Fattori da valutare

  • Con lo starter kit cominci a creare un’unica rete potente con due adattatori, ma la tecnologia ibrida è ‘componibile’ ed estensibile con più adattatori.
Cucina

7 buone ragioni per scegliere la cucina nera

La cucina nera ti sembra una scelta difficile? Ecco 7 situazioni in cui per prenderla in condiserazione.

1. Se hai una cucina a vista sul soggiorno e vuoi creare un ambiente unico in cui la funzione cucina non sia separata dal resto, i mobiletti di colore scuro sono una scelta perfetta ed elegante. Così la cucina si mimetizza con la parte attrezzata.


2. Se vuoi dare risalto a un pavimento speciale, per esempio in cementine antiche che in genere hanno colori scuri.

3. Se hai una casa al mare, luminosa per natura, e magari dallo stile un po' rustico, una cucina scura dà un tocco raffinato.

4. Se ti piacciono le cucine con forme romantiche e neo-classiche: le antine scure, magari con inserti in metallo, producono uno stile classico chic.

5. Se ami lo stile nordico, il nero – abbinato al bianco e al legno chiaro – è immancabile. Se la cucina ha pochi pensili, puoi abbinare un frigo nero, magari lucido, che riflette la luce.

6. Se scegli di costruire una cucina in muratura, magari in un ambiente mansardato (con travi bianche), il nero o il grigio antracite la rendono sofisticata: danno un tocco sofisticato al rustico della muratura.

7. Se hai una casa in città con cucina a semi-vista, per esempio divisa dal soggiorno da una parete vetrata (che puoi anche realizzare su misura), la cucina nera è elegante e crea giochi di visuale interessanti.