Hai creatività da vendere… o regalare? Partecipa al concorso e all’iniziativa solidale Let’s Help di Natural Trainer! Nel testo sotto trovi tutte le informazioni e il regolamento. Nella foto: cuccia fai-da-te che ricorda la forma del cartone del latte, ciotola e barattolo Alessi, secchiello porta-crocchette, ciotola a forma di pesce e topino United Pets, crocchette Natural Trainer, tappeto e orologio Jannelli e Volpi Store. Styling Elisabetta Viganò e Cristina Dal Ben (wunderlab.it), foto Andrea Baguzzi
Tanti gattini in tutta Italia aspettano i tuoi doni! Crea un fai-da-te 'felino', partecipa al concorso e poi scrivi una mail a [email protected]: verrai contattato da Natural Trainer che ritirerà il tuo manufatto per donarlo ai gatti meno fortunati che sono ospiti di gattili e strutture d'accoglienza
Segui il video tutorial per realizzare la cuccia fai-da-te! Trovi il video in fondo al post (scorri verso il basso). Nella foto: cuccia fai-da-te che ricorda la forma del cartone del latte (a destra l'occorrente per realizzarla), ciotola e barattolo Alessi con crocchette Natural Trainer, topino United Pets, tappeto e orologio Jannelli e Volpi Store. Styling Elisabetta Viganò e Cristina Dal Ben (wunderlab.it), foto Andrea Baguzzi
Partecipa al concorso creativo: realizza un fai-da-te ‘felino’ e vinci 10 forniture Natural Trainer per il tuo gatto (o cane). E in più ci sono anche un progetto solidale a favore degli animali ospitati nei gattili e un evento con la stylist di CasaFacile
Se ami gli animali, non puoi perdere questa occasione: un concorso creativo in perfetto stile CasaFacile, un premio speciale che nutrirà con prodotti di alta qualità i tuoi amici a 4 zampe (gatti o cani) per molto tempo, un’iniziativa solidale per i gatti meno fortunati che sono ancora nei gattili, un laboratorio con la stylist per realizzare un progetto fai-da-te per i tuoi pet!
Per partecipare al concorso…
…che cosa devi fare?
Crea una cuccia o un gioco fai-da-te originale per gatti con idee creative e materiali di riciclo.
Fotografa la tua creazione e manda lo scatto via mail (formato jpg o pdf, dimensione max della foto 5Mbyte, oggetto della mail “Concorso Let’s Help”), entro le ore 23:59 del 27 aprile 2018 all’indirizzo [email protected].
I primi tre classificati vinceranno una fornitura di cibo per cani o gatti Natural Trainer del valore complessivo di 820 euro (Iva esclusa). Dal 4° al 10° classificato vinceranno invece una fornitura di cibo Natural Trainer del valore complessivo di 410 euro (Iva esclusa).
Let’s Help: partecipa anche all’iniziativa solidale!
Aiuta i gatti meno fortunati: consegna la creazione fai-da-te (che hai realizzato per il concorso) a Natural Trainer (scrivi una mail a [email protected] e verrai contattato per il ritiro del tuo manufatto). Le cucce e i giochi fai-da-te saranno distribuiti ai gatti ospitati in oltre 200 gattili e strutture d’accoglienza su tutto il territorio italiano.
Copia la cuccia fai-da-te!
Ti piace la cuccia fai-da-te che vedi nella gallery sopra? Segui il video tutorial per realizzarla (scorri in fondo al post per vedere il video e clicca sulla rotellina per selezionare HD e vederlo così in alta risoluzione)! Ricordati però che non potrai ovviamente usarla per partecipare al concorso… Ma scommettiamo che il tuo gatto te ne sarà grato comunque!
Il laboratorio creativo con la stylist di CasaFacile
Mercoledì 21 febbraio alle ore 16.30 al Garden Center Viridea di Rodano (Milano) si è svolto un workshop creativo con la stylist di CasaFacile Elisabetta Viganò che ha realizzato due fai-da-te dedicati ai gatti: la cuccia che vedi nella gallery sopra e un ‘gioco’ con cui far divertire il tuo micio: guarda qui il video!
Torni dalle vacanze e hai voglia di cambiare arredamento a casa? È tutto normale, succede al 57% dei viaggiatori! Ecco quali sono gli stili che colpiscono e ispirano di più
Da una ricerca di Booking.com, risulta che il 73% degli italiani nella scelta dell’alloggio per le proprie vacanze, predilige strutture con un arredamento di stile e gusto. Ovvero interni curati e confortevoli, con un bel design di interni. Alloggi che trasmettano un impatto positivo e che aumentino l’effetto relax della vacanza.
E non solo. Pare che circa il 57% dei viaggiatori al rientro dalle vacanze sia spinto a rinnovare l’arredamento della propria casa traendo ispirazione proprio dalla vacanza appena finita.
Questi sono gli stili che hanno colpito di più i viaggiatori:
Fascino mediterraneo (57%). Ceramiche decorate, tessuti naturali, elementi di arredo in legno e pavimenti in terracotta.
Semplicità scandinava (53%). Minimalismo, legno chiaro, forme pulite e luce naturale con pochissimi accessori. Semplice e raffinato nello stesso tempo.
Case di campagna (42%). Il look da ‘casa della prateria’ con arredi in legno massello e pavimenti in pietra che donano un’atmosfera calda e avvolgente, ambienti anche molto vissuti che rievocano il passato dando un tocco di romanticismo e nostalgia.
Zen giapponese. Estetica semplice e interni funzionali. Spazi fatti per sfruttare al meglio la loro potenzialità dove ogni elemento ha una sua funzione. Colori neutri, toni naturali e caldi, spesso accompagnati da linee geometriche elementari e pulite e da elementi di verde curatissimo.
Stile urban (27%). Stanze con finestre a tutt’altezza su panorami mozzafiato, mattoni a vista e pavimenti in legno. Spesso troviamo ambienti open space come espressione del lusso cittadino.
Portare un po’ della tua vacanza nella tua casa non significa imbarcarsi in un progetto di ristrutturazione radicale: ci sono modi molto più semplici come ad esempio ispirarsi per la scelta di materiali e colori o acquistare un oggetto o un elemento d’arredo durante il viaggio. Di solito, i viaggiatori tendono ad acquistare oggetti creati da artigiani e artisti locali come soprammobili e ornamenti, cuscini e tessili e accessori per la cucina.
Tavolo Meety [Arper, Ø cm 120x74h €968], con le sedie 66 Chair [Artek
€323 cad], la poltroncina Candy [Novamobili €368] e la sospensione Golden Bell [Artek €323], ideale per
pranzare ma anche per lavorare; l’archivio trova posto sulla libreria String System [String]. Portafrutta [Tacchini], tappeti Cage [cc-tapis] e Hemp Straw [Carpet Edition]; panca Hang Tall [Ex.T].
Due soluzioni salvaspazio da copiare: la quinta in legno chiusa soltanto in basso [dipinta con smalto 0N.00.90 di Sikkens] e la sedia-servomuto Alfred [Covo]. All’intelaiatura della quinta puoi appendere piante e decori per
creare un effetto vedo-non-vedo.
Per schermare la camera la proprietaria di casa non voleva una parete, né una soluzione vaga come un paravento. Questa struttura in legno è perfetta: stabile ma ariosa, di un colore speciale. E fa anche da piano d’appoggio!
A sinistra il rendering e a destra la mini cucina: Sul piano a induzione Möjlig [Ikea €199], casseruola Terra.Cotto [Sambonet €120,90], lavello Kubus [Franke €513] con rubinetto Pan [Zucchetti €280,60]; piastrelle Sistemic Città [Marazzi] e tenda in tessuto Noriko [Nya Nordiska]. Stampa [Studio Atto], bottiglia [Ceramiche Bucci], utensili [Tescoma], sottopiatto [Scandola Marmi], strofinaccio [Vallesusa], lattiera [Ikea].
Sul sommier, copriletto [Hästens], set copripiumino [Somma] e cuscino [Aytm]. Boiserie rivestita con tessuto Pic-Nic [Dedar], stampe [The Poster Club e La Tigre], bottiglie [Ceramiche Bucci], specchio [Aytm], applique Teti [Artemide €38].
Scalda l’atmosfera anche da spento il focolare che ospita sulla mensola la lampada Pom Pom [Calligaris €164] e le stampe grafiche di Gianni Colombo e Bruno Munari [da Noleggio Cose].
Prima: il living dell’appartamento, un tempo adibito a ufficio, era senza personalità, con arredi slegati e addossati alle pareti: casuale, disordinato e poco godibile.
Tavolo Meety [Arper, Ø cm 120x74h €968], con le sedie 66 Chair [Artek
€323 cad], la poltroncina Candy [Novamobili €368] e la sospensione Golden Bell [Artek €323].
Il sofà Leaf in velluto [Calligaris, cm 242x102x87h €3.713] è abbinato al pouf Geo [Saba Italia da €444,10] e alla poltrona Lady Iconica [Cassina, da €2.685]; cuscini [Nomess e Aytm], tavolini tondo [Muuto] e triangolare [Gervasoni], lampade Plissè [da Arcarreda] e da parete Lampe de Marseille [Nemo Lighting].
Una libreria mobile appoggiata alla nicchia per avere sott’occhio illustrazioni. Puoi realizzarla applicando a un pannello di legno le mensole reggi quadri di Ikea.
Il bagno è tutto giocato tra bianco, blu e tocchi di rosa. Nella parte bassa
è stata usata pittura idrorepellente, e sopra una all’acqua, che assorbe l’umidità.
Riflessa nello specchio vintage [Galleria Mauro Bolognesi] si vede la composizione pensile Felt in metallo verniciato [Ex.T] con scatole Tray Box [Nomess] e barattolo con coperchio in legno [Zara Home].
Grazie a un progetto geniale, questo appartamento d’epoca con due stanze ‘in catena’ è diventato un bilocale luminoso e funzionale. Da scoprire anche la micro cucina in appena un metro!
La struttura della casa d’epoca è stata mantenuta. Cucina e bagno sono di fronte alla porta d’ingresso; a seguire i due ambienti principali, in catena, in diretta successione e divisi solo dalla parete portante con i due archi: necessari perché le uniche finestre sono quelle del living. Con la creazione di un corridoio si accede ora alla zona giorno senza entrare in camera e una delle nicchie preesistenti contiene il piccolo guardaroba.
La divisione degli ambienti è stata la prima sfida da affrontare: «Gli spazi a vista richiedevano uno stile molto curato, ma anche pratico e confortevole, dato che a casa lavoro spesso» racconta la proprietaria dell'appartamento. Il giallo alle pareti non dava risalto allo splendido pavimento in cotto antico e alle travi a vista, già ‘caldi’, anzi appesantiva. Meglio il bianco sporcato da un po’ di grigio (il bianco ottico dà l’impressione di poco pensato, non rifinito). Giallo, rosa e toni verde-blu sono stati riservati a complementi e arredi: multifunzione, e da spostare al bisogno.
Il living dell’appartamento, un tempo adibito a ufficio, era senza personalità, con arredi slegati e addossati alle pareti: casuale, disordinato e poco godibile.
L'appartamento ha le stanze ‘in catena’, tipiche di molte case d’epoca: dalla prima, destinata alla zona notte perché più piccola e meno luminosa, entri nella seconda dove ci sono le uniche due portefinestre. Prima, non essendoci corridoio, per andare nel living bisognava passare dalla camera da letto! Ora c'è più privacy. Così la nostra stylist ha progettato un divisorio che scherma in modo light la zona notte, senza togliere la luce e creando anche un microingresso. Quanto alla cucina, aperta e proprio di fronte alla porta d’entrata, doveva essere minimale ma organizzata.
La microcucina era disordinata e poco invitante: qualche mensola, una tavola di legno dozzinale e poco altro. Il progetto della stylist ha valorizzato l’estetica e ottimizzato gli spazi: il lavello sotto top, senza bordi, aumenta la superficie del piano di lavoro, come la piastra a induzione e la rubinetteria incassata. Sotto ci stanno frigo e mini forno. Sopra, un pensile su misura.
L'intervento della nostra stylist ha trasformato l'appartamento e tocchi di colori freschi e luminosi hanno creato un perfetto mix di stile rétro e stile nordico, una accoppiata armoniosa!
Vivere 'in piccolo' richiede qualche sforzo in più nella scelta di arredi versatili e multi-uso, scopri la mia lista top 5!
Vivere in spazi mini è facile se scegli gli arredi giusti!
Arredi trasformisti, impilabili, richiudibili o provvisti di vano contenitore saranno i 'pezzi chiave' del nostro nuovo modo di abitare in miniatura, fluido e - sempre più spesso - nomade.
In questi ultimi anni gli spazi abitativi si sono notevolmente rimpiccioliti e la necessità di arredarli con mobili multifunzione - e salva spazio - è una strada obbligata che saremo molto felici d’intraprendere con l’aiuto di qualche pezzo di design.
Una delle regole d’oro per arredare uno spazio piccolo è quello di evitare di occupare la superficie calpestabile.
Giocare in altezza e scegliere arredi sospesi per sfruttare al meglio il perimetro e non sacrificare ulteriormente l’area di passaggio... Ma non solo! Anche dal punto di vista visivo si avrà la sensazione di alleggerire lo spazio.
Un’altra regola irrinunciabile: acquistare solo arredi che possono trasformarsi in altri arredi!
Un esempio? La poltrona che in poche mosse si trasforma in letto singolo.
Ecco la mia personale top 5 dei migliori arredi salva-spazio in circolazione!
Space-saver: avere poco spazio nella credenza non significa dover rinunciare ai calici, Lempi di Iittala sono impilabili (47,80€ il set da 4 bicchieri)
Doppio uso: una poltrona che all’occorrenza diventa letto singolo per fare spazio agli ospiti, Lycksele Murbo di Ikea (179€)
Richiudibile: Hanger Chair di Umbra non solo diventa sottilissima quando viene “richiusa” ma può persino essere appesa come una camicia nell’armadio. Smart! (299€)
Comeglians (UD): sulle Dolomiti, una casa costruita intorno a un faggio, con tronchi che attraversano la zona living e un soppalco. (Foto: homeaway.it)
Chulmleigh, nel Devon (Regno Unito): stanze comunicanti su più piani, progettate attorno ai rami. E nel bagno una grande vasca di rame! (Foto: canopyandstars.co.uk)
Chulmleigh, nel Devon (Regno Unito): stanze comunicanti su più piani, progettate attorno ai rami. E nel bagno una grande vasca di rame! (Foto: canopyandstars.co.uk)
Nojals-et-Clotte, Beaumontois-en-Périgord (Francia): un castello ligneo con caldi arredi dal sapore coloniale e idromassaggio outdoor. (Foto: nidperche.com)
Nojals-et-Clotte, Beaumontois-en-Périgord (Francia): un castello ligneo con caldi arredi dal sapore coloniale e idromassaggio outdoor. (Foto: nidperche.com)
Abitare in una casa sull'albero è possibile e salutare. Ecco alcune case sull'albero (italiane e non) da affittare per una vacanza tra ecologia e interior design
Oggi affittare una casa sull'albero è possibile, sia in Italia, sia in giro per l'Europa. E ci sono almeno due ottime ragioni per farlo: una è legata alla salute e al benessere, l’altra è ‘estetica’, perché le case sull’albero sono un’occasione per immergersi, oltre che nella natura, in ambienti ecogreen con un design d’interni interessante e ingegnoso.
Case sull’albero: un’idea per il benessere
Prendendo spunto dalla disciplina giapponese dello Shirin-yoku, che letteralmente significa “bagno nella foresta”, è nata la pratica della forest therapy: un'esperienza amatoriale e multisensoriale – di full immersion nei profumi, nei suoni e negli stimoli visivi della natura - si è trasformata in un vero e proprio programma di prevenzione e di cura.
Ricerche scientifiche giapponesi dimostrano che anche solo un fine settimana tra le fronde aiuta a regolarizzare il battito cardiaco, riduce i livelli del cortisolo (l'ormone dello stress) e migliora la risposta immunitaria dell’organismo. Per non parlare di come un bagno nel verde risollevi l'umore e restituisca un po' di serenità quando serpeggiano ansia e nervosismo. In pratica, ci fortifica in modo assolutamente naturale. Per questo dal Giappone la pratica è ‘migrata’ negli Stati Uniti e poi in Europa. Anche in Italia esiste una scuola di Forest Therapy che organizza percorsi benessere nei boschi. Un modo semplice per godere di questi benefici è pensare a una vacanza in una casa sull’albero: nella gallery ne trovi 8, in Italia e in Europa.
Case sull'albero: l’interior design eco-green
Strutture ricavate tra tronco e rami, sopraelevate rispetto al suolo: le case sull'albero nascono così. Poco più di un basamento appeso a una quercia o incastonato tra i fusti di un faggio secolare. Ed è certo che anche le versioni grezze delle tree houses promettono vantaggi wellness. Il relax è assicurato, persino là dove si offre “solo” un avamposto aereo per meditare o una prospettiva diversa da cui contemplare il tramonto. La vera rivoluzione, però, è rappresentata dalle case sull'albero abitabili e affittabili, oggi gettonatissime come mete di soggiorni atipici. Soluzioni ingegnose, minimali o capaci di fare qualche concessione agli amanti del lusso, spesso concepite secondo i canoni della bio-architettura. La formula vincente è quella che offre ospitalità a single, coppie o intere famiglie, garantendo emozioni e standard variabili di comodità, in uno scenario il più possibile incontaminato. I materiali dominanti? Il legno gioca il ruolo di protagonista, ma anche le trasparenze del vetro lasciano il segno: dopo tutto, una casa sull'albero è un belvedere privilegiato. Se non addirittura esclusivo.
Windeck (Germania): essenziale e romantica, ha un angolo cottura con lavabo in pietra. E il bagno è una piccola perla. http://www.baumhaus-schaeferwagen.de
Scopri le 10 librerie per le camerette che ti aiuteranno a tenere in ordine oggetti, libri di scuola, riviste e albi illustrati.
La camera dei ragazzi è il regno in cui custodire sogni, giocattoli, avventure e libri. Per tenerli ben ordinati e organizzati, le librerie sono gli alleati di cui hai bisogno.
Sfoglia la gallery e scopri le 10 librerie che abbiamo scelto per te!
Parola d'ordine, non appesantire gli spazi. La camera dei ragazzi è paragonabile ad uno studio in miniatura, ma non dimenticare che ha anche la primaria funzione dei riposo. Scegli librerie dai colori chiari oppure opta per piccoli scaffali colorati che danno un tocco particolare all'ambiente.
Libreria Surfy di Nidi
Surfy è una libreria a giorno con struttura solida ma leggere che la rende adatta anche come parete divisoria. È disponibile in sei configurazioni diverse che comprendono modelli di diverse altezze.
Libreria LZ di Zalf
La libreria è costituita da moduli di 90 cm accostabili a piacere. Realizzata in melaminico spesso 12 mm è disponibile in 11 colori e in bianco.
Libreria Peekaboo di Kutikai
Questa libreria bassa è l'ideale per la cameretta dei bambini ma si adatta anche alle camere degli adolescenti grazie al design minimal e contemporaneo. Oltre ai ripiani per i libri ha due cassetti capienti nella parte inferiore.
Libreria La Folie di Laurette
Per chi cerca un elemento di carattere, questa è la libreria ideale. In poco spazio racchiude tanti ripiani per i libri e per gli oggetti. Ha la struttura in metallo e ripiani in legno di betulla verniciato.
Libreria Simone di Hartô
Chi cerca una libreria bassa può puntare su questo modello del brand francese. Adatta ad ogni ambiente della casa, può essere spostata in salotto o in uno studio se i libri e gli oggetti diventano troppi.
Libreria Kallax di Ikea
Mobile storico dell'azienda svedese, il Kallax è disponibile in tante misure e colori. È l'ideale per la camera dei ragazzi perché oltre ad essere comodo per contenere i libri (anche quelli più profondi) può essere completato con tanti accessori tra cui scatole, cesti, porta riviste e suddivisioni in metallo.
Libreria verticale di OEUF NYC
Dopo il successo della versione orizzontale, l'azienda ha lanciato sul mercato il modello verticale del suo storico scaffale. Ha tanti ripiani per i libri e due piccoli moduli con ante.
Libreria AL13 di Moretti Compact
Questa grande libreria è adatta soprattutto a chi deve dividere la camera con sorelle o fratelli. Tanto spazio per l'archiviazione con un design sobrio e contemporaneo.
Libreria Luce di Nidi
Modello davvero flessibile, è disponibile in versione da terra o sospesa. Si possono creare tante configurazioni diverse, scegliendo i ripiani e la loro disposizione, vani da chiudere con ante e abbinamento di vari colori.
Scopri come creare una cucina personale e funzionale, con il colore e materiali naturali valorizzati al massimo, grazie ai consigli degli architetti Kanz.
Ho intervistato Mauro e Antonella di Kanz Architetti per scoprire qualcosa di più sul loro approccio all'abitare, attraverso il racconto della loro casa veneziana.
Due architetti, che fanno coppia nella vita e nel lavoro: Mauro Cazzaro e Antonella Maione fanno base a Venezia, dove hanno casa, studio e - da qualche mese - un punto vendita. Si occupano di architettura d’interni in generale, ma sono popolari per le loro interessanti sperimentazioni nella progettazione di oggetti d’uso, per i quali prediligono l’uso del vetro, per produrre vasi, bicchieri, porta candele, lampade in collaborazione con i Maestri vetrai veneziani.
Qual è la vostra stanza preferita della casa e perché?
La cucina, senza dubbio. È il luogo dove passiamo praticamente tutto il nostro (poco) tempo libero, cucinare non è solo una grande passione comune, è anche un modo per rilassarci a fine giornata, è uno dei pensieri positivi che ci sostengono e ci accomunano.
Involontariamente siamo perfino riusciti a trasmetterlo a nostro figlio di 5 anni, che ha già deciso: da grande farà il cuoco.
È sul tavolo di cucina poi che si continua a discutere anche dopo cena, che si parla di quel che è successo durante il giorno, che prendono vita molti dei nostri progetti, che si prendono le decisioni più complicate. La cucina è anche la nostra sala riunioni privatissima.
Quale consiglio dareste ai nostri lettori per rendere più accogliente o personalizzare questo spazio?
Partiamo dal presupposto che gli spazi andrebbero cuciti sulle persone che li abitano e non viceversa, ragion per cui quello che calza perfettamente su di noi non è detto che possa adattarsi a qualsiasi personalità, abitudine, stile di vita.
Ci sono sicuramente alcuni accorgimenti oggettivi che aiutano a rendere uno spazio accogliente, come l’uso di materiali naturali (il legno, la pietra) e soprattutto il coraggio di lasciarli al naturale, di lasciare che vivano e si modifichino.
Anche l’uso della luce artificiale incide profondamente nella sensazione di comfort e accoglienza, scegliere una luce intensa solo là dove serve, dove si lavora, mentre una luce più bassa e calda sopra al tavolo, dove ci si riunisce. In questo modo si differenziano gli spazi all’interno di un unico ambiente: non so se ci hai mai fatto caso, nei ristoranti dove c’è molta luce in genere c’è un’acustica terribile e tutti tendono a parlare a voce più alta, mentre nei ristoranti in cui ogni tavolo è illuminato separatamente e si creano zone d’ombra tra i tavoli, le persone abbassano il tono naturalmente, l’atmosfera si fa piacevole, accogliente per l’appunto.
Avete dei piccoli suggerimenti décor che avete adottato in casa vostra e che volete condividere?
Tornando alla cucina, abbiamo utilizzato un espediente semplice e molto economico per ottenere esattamente quello che volevamo. Abbiamo progettato una cucina modulare adattata allo spazio che avevamo e alle nostre esigenze, abbiamo acquistato tutte le strutture interne dei mobili all’IKEA ed abbiamo incaricato un falegname di realizzare tutte le ante, i pannelli di rivestimento e il top nei materiali e finiture da noi scelti. In questo modo abbiamo ottenuto una cucina personalizzata, spendendo poco più di quello che avremmo speso con una cucina IKEA. Per chi volesse provarci e non ne avesse il tempo o la voglia, c’è un’azienda danese che fa esattamente questo per i suoi clienti: la Reform.
Un altro suggerimento è di utilizzare i colori, qualcosa che negli ambienti domestici italiani manca quasi completamente, mentre all’estero, soprattutto nel mondo anglosassone, è piuttosto normale. Una parete interamente colorata diventa un ottimo sfondo per una libreria, per una cucina o, per chi possa permetterselo, per un’esposizione di quadri. Quale colore? È qui in genere che arriva il blocco, ma non si deve aver troppa paura di sbagliare, ridipingere una parete due volte richiede uno sforzo minimo rispetto alla soddisfazione che può dare sentirsi a proprio agio in casa propria.
Quello che spesso notiamo nei nostri clienti è un’eccessiva emotività nell’affrontare le scelte che riguardano la casa, il che crea appunto dei blocchi psicologici difficili da superare. Il consiglio migliore che ci sentiamo di dare è di ridimensionare il valore di questo tipo di scelte, di essere più leggeri, più spensierati, il che porterà di sicuro ad essere più liberi e più creativi.
Penso sia normale per un progettista trovare fonti di ispirazione ovunque, non soltanto nei libri e nelle riviste di settore, ma soprattutto nella vita quotidiana, ad una mostra, in un bel locale, ad una cena a casa di amici, ma soprattutto durante i viaggi all’estero, quando si ha occasione di entrare in contatto con culture lontane dalla nostra che risvegliano la voglia di conoscenza. Quando viaggiamo la nostra tappa obbligata sono i mercati, dal più piccolo garage sale incontrato per caso ai mercati centrali, meglio se c’è anche del cibo. Profumi, colori e forme sconosciute predispongono i sensi ad un’attenzione ancora più viva. A Tokyo siamo tornati due volte al famoso, gigantesco, mercato generale di Tsukiji, ci era impossibile starne distanti. È lì che abbiamo acquistato uno dei souvenir a cui siamo più affezionati, il Noren, una tenda tagliata al centro che crea due pannelli gemelli decorati con classiche grafiche giapponesi. Noi le usiamo come filtro su una porta a vetri, ma è anche una bella idea quando si vogliano separare due ambienti senza inserire una porta.
Un collega di cui ammirate particolarmente il lavoro?
Jasper Morrison è il designer contemporaneo che apprezziamo di più, il concetto su cui si basa il suo lavoro è sicuramente quello in cui ci riconosciamo maggiormente. Un concetto vecchio ma sempre attuale, quello del “Less is More”, nessuna opulenza, ma forme semplici, sobrie e funzionali. I suoi oggetti riescono ad inserirsi nei contesti più vari con estrema naturalezza ed eleganza, come fossero sempre stati lì.
I materiali "onesti", tutti i materiali che hanno la propria dignità e che quindi vanno usati con coscienza, seguendone le caratteristiche tecniche oltre che estetiche. L’importante è non voler snaturare un materiale, un errore che si tende a fare molto spesso. Un materiale plastico oppure ceramico che imiti il legno o la pietra è un controsenso per noi.
Se amiamo i materiali naturali, è perché ne apprezziamo non solo l’effetto visivo, ma anche l’odore, la sensazione tattile che ci regalano, il calore e più di tutto dovremmo essere in grado di apprezzarne i cambiamenti, il modo in cui si “rovinano”, il vissuto. Il fascino del materiale naturale, la sua forza, sta proprio in questa sua capacità di invecchiare.
Se vogliamo un materiale immutabile preferiamo scegliere un gres, una resina, ma in questo caso allora ci divertiamo a giocare con i pattern e con i colori, piuttosto che voler imitare qualcosa di inimitabile.
Qual è il progetto di cui andate più fieri e perché?
Ikebana per principianti è un progetto che da anni avevamo in mente di sviluppare e che finalmente sta prendendo forma in una serie di vasi ormai in produzione, il vaso Aqua, il vaso Dervish, il vaso Fugu.
Si tratta di pensare ad un vaso che non sia più soltanto un contenitore, ma che serva da sostegno per i fiori recisi e che aiuti a creare delle composizioni piacevoli ed equilibrate, con pochi elementi e grande semplicità. Ne andiamo molto fieri perché il risultato è sorprendente ed il pubblico li apprezza moltissimo.
Infine: qualche anticipazione sui vostri prossimi appuntamenti?
Ci vediamo ad aprile a Milano, saremo in via Rossini 3!
Ottimo isolamento termo-acustico e tanta luce in più con Prolux Evolution in pvc, dall’ampia superficie vetrata; isolamento termico in classe A+ fino a Uw = 0.8 e acustico fino a 45dB [Oknoplast].
HF310, in legno/alluminio, presenta inglesine – esterne
o integrate – che danno un tocco classico all’ambiente. E offre un eccellente isolamento termoacustico [Internorm].
Il classico disimpegno centrale, poco sfruttabile, portava via molto spazio utile: riducendolo allo stretto necessario, sono stati ampliati soggiorno e cucina e c’è posto per il secondo bagno
I proprietari di questo appartamento volevano una cameretta grande per i due figli, un secondo bagno, una zona studio in soggiorno, una grande cucina conviviale e delle armadiature in più.
IL PROGETTO
L’appartamento, con un disimpegno enorme, necessitava di una completa ristrutturazione, anche degli impianti.
Riducendo drasticamente il disimpegno, nella zona notte è stato ricavato il secondo bagno con lavanderia e, nell’ingresso, una nicchia che ospita un’armadiatura a tutta altezza, che fa anche da ripostiglio.
Al posto di cucinotto e tinello, ora c’è una grande cucina con zona pranzo e accesso diretto al balcone.
Nel living, ampliato, trovano posto la zona studio e un tavolo a console estraibile, per i pranzi con tanti ospiti.
La camera più piccola è stata data ai genitori e dotata di bagno privato con finestra e maxi- doccia.
Nel secondo bagno, ricavato sfruttando una parte del vecchio disimpegno, è stata ricavata una colonna lavanderia con lavatrice e asciugatrice.
La camera più grande è diventata la stanza dei bambini con due letti, un grande armadio a tutta altezza e una scrivania per due.
C. Linda Salzano - Arkymade di Merano (BZ), è architetto CF style da 2 anni. Vuoi anche tu una sua consulenza? scrivi a: [email protected]
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Al via l'edizione 2018 del concorso Tales and Tables: new technologies for a new conviviality dedicato ai giovani designer
Ha appena preso il via l'edizione 2018 del concorso che Istituto Marangoni e Cappellini indicono da quattro anni per giovani designer di tutto il mondo. Il tema di quest'anno? Tales and Tables: new technologies for a new conviviality, per la realizzazione di un tavolo che sia legato ai concetti di 'tecnologia' e 'convivialità diffusa'.
Il tema del concorso
Il concorso si ispira da una parte alla convivialità, ossia quel 'momento' in cui le persone riescono a condividere istanti di vita quotidiana e sociale, nello specifico per questa prova, attorno a un tavolo, che, dunque, non deve servire solo per mangiare ma anche per lavorare assieme e comunicare; dall'altra parte è fondamentale il concetto di tecnologia, che ormai è parte integrante di questa convivialità e che da molti è percepita come elemento di disturbo. Allo stesso tempo, però è proprio la tecnologia che consente a moltissime persone di riuscire a condividere tanti momenti (spesso i più importanti) della loro vita soprattutto con persone lontane fisicamente, acquisendo, perciò una connotazione sicuramente positiva.
Il concorso chiede, quindi, a chi vi partecipa di raccontare il proprio punto di vista sui due concetti, convivialità diffusa e tecnologia, come? Progettando un tavolo con o senza elementi tecnologici.
Chi intende partecipare deve consegnare le proprie proposte (una relazione in cui venga espressa la propria posizione sull'argomento e l'obiettivo del progetto più una tavola con disegni e render che descrivano graficamente la propria idea) entro e non oltre il 2 maggio 2018.
La giuria
La giuria, che sarà composta dalla dirigenza della School of Design, assieme a importanti professionisti del design italiano e internazionale – come Michele Lupi, direttore di Icon e Icon Design e Giulio Cappellini, Architetto, Designer e Art Director di Istituto Marangoni - The School of Design, e Presidente di giuria, visionerà e giudicherà i progetti in base alla coerenza con il tema del contest, dell’innovazione e della capacità di sintesi del progetto.
Il premio
Il vincitore del concorso conquisterà una borsa di studio offerta dall’azienda Cappellini per il Master di Contemporary Furniture Design, che avrà luogo nella School of Design di Istituto Marangoni da ottobre 2018, nonché una esclusiva internship nell'azienda Cappellini.
Per tutte le info tecniche sul concorso clicca qui.
Il personaggio del mese è la freelance che lavora da casa, cioè io, creatura non mitologica e portata a procrastinare. Ti spiego come mi organizzo.
Il freelance che lavora da casa è un essere mitologico con una spiccata propensione a procrastinare, o almeno così si vocifera.
Tanti lo invidiano, altri lo temono. Il lavoro da casa può avere moltissimi vantaggi, ma anche tanti lati negativi. In questo post scopriremo come renderlo gestibile, salutare e (tenetevi forte) persino piacevole!
Prima di tutto, però, osserviamo insieme la protagonista della nostra storia: l’illustratrice freelance.
Lunedì, suona la sveglia. Posticipa, posticipa, posticipa.
Il lunedì mattina rotola fuori dal letto con fatica, e si trascina in modalità zombie fino alla cucina. Questa passeggiata è una delle poche certezze della freelance: con molta probabilità sarà l’unica attività fisica che svolgerà nell’arco della giornata.
Dopo la colazione e la vestizione (rara e spesso approssimativa) è pronta e scattante per cominciare con le sue mansioni.
Il tragitto dal tavolo della cucina alla scrivania è lento e inesorabile. In quei pochi metri di camminata, però, la freelance ha già:
Mentalmente organizzato la sua giornata
Risposto a due email dal telefono
Lanciato Illustrator, Photoshop e Indesign con il comando vocale di Siri
La freelance si mette in posizione, pigiama e pantofole comode dalla vita in giù, outfit professionale e trucco impeccabile per l’inquadratura a mezzo busto da Skype.
Dicono che sia silenziosa, irascibile, perennemente sull’orlo di una crisi di nervi, pigra e ritardataria, fotofobica e che mangi solo zuppe pronte.
La verità, però, è un’altra! La freelance che ama il suo lavoro e ama svolgerlo da casa è la regina del multitasking, adora prendersi cura della sua casa e dell’ambiente in cui passa la maggior parte del suo tempo.
Come fa a vivere serenamente la sua ‘terribile condizione’?
1. Ambiente di lavoro e ambiente relax separati
La regola numero uno per mantenere alta la produttività è proprio quella di dividere il più possibile l’ambiente di lavoro dall’ambiente di relax.
La freelance sconsiglia di lavorare in camera da letto. Consiglia invece di tenere la scrivania in salotto, o magari (se ne hai la possibilità) in una camera dedicata.
Se decidi di lavorare in salotto, puoi fare una divisione ulteriore, e prevedere una libreria che divida il tuo angolo studio dall’angolo living.
In questo modo quando lavorerai non sarai distratta dall’irrefrenabile desiderio di accendere la tv, e quando guarderai un film su Netflix non ti verrà voglia di tornare al computer per mandare “l’ultima email”. Non-è-mai-l’ultima.
Una classica Billy di Ikea dovrebbe fare il suo dovere.
2. Sedia ergonomica
La freelance passa dalle 8 alle 12 ore filate seduta davanti al computer. Il rischio di trasformarsi in Quasimodo? Elevato.
Per evitare fastidi temporanei o danni permanenti alla schiena sceglie una sedia adeguata. Si tratta di un investimento importante per la sua salute.
La freelance in questione lavora su una Varier Balans, seduta attiva che aiuta a mantenere una corretta postura e allo stesso tempo la tiene in costante movimento.
3. L’angolo del tè
Strumento assolutamente indispensabile per dedicarsi un momento di relax tra una consegna e l’altra: il bollitore per il tè. La freelance ha creato uno spazio relax accanto alla scrivania: una poltrona morbida e un tavolino con tisane e libro.
Deadline is coming, e senza pause... non sopravviverai.
La poltrona in stile scandinavo Lazy di Calligaris o la poltrona Cristallo di Mercatone Uno potrebbero fare al caso tuo.
4. Radio e musica
In sottofondo durante il lavoro o nei momenti di pausa. Se non vuoi ascoltare musica in digitale e desideri decorare il tuo angolo studio, una radio vintage (o, ancora meglio, un giradischi) potrebbe essere perfetta.
Dedicati un pomeriggio all’avventura per mercatini, o magari la domenica sul Naviglio di Milano, a caccia di quella giusta per te.
5. Organizzazione progetti in corso
La kanban board è uno strumento miracoloso, perfetto per tenere d’occhio tutti i progetti in corso, soprattutto quando hai tanti clienti a cui pensare.
La freelance ne utilizza una cartacea. Puoi costruirla come preferisci, magari seguendo l’Ikea Hacks con le tovagliette di sughero che trovi sulla bacheca Pinterest. Sulla bacheca Pinterest dedicata troverai altre idee, spunti e suggestioni per gestire il tuo lavoro da casa.