Da trilocale a B&B: ristrutturare per mettere in affitto
Per dedicarsi all'ospitalità con gli affitti brevi serve un progetto che tenga conto delle normative (il proprietario deve risiedervi, quindi una camera resta a lui) e che sfrutti lo spazio al meglio. Qui un esempio di ispirazione
Un trilocale di famiglia: il giovane proprietario vuole metterlo a reddito trasformandolo in B&B e con l’architetto CF style Caterina Scamardella valuta la fattibilità.
Gli ambienti, pur luminosi, sono frammentati e non ci sono zone comuni accoglienti, né la possibilità di dare servizi privati per gli ospiti. In più, la normativa prevede che il titolare debba risiedere nell’appartamento, quindi una stanza con bagno deve rimanere a lui.
LA SOLUZIONE
Il progetto che gli viene proposto consente di accogliere fino a 4 ospiti. Dopo l’ingresso in cui è stato ricavato un vano tecnico, si entra in un open space di quasi 19 mq che fa da spazio comune molto conviviale grazie anche alla vetrata che delimita la cucina lasciandola a vista e che permette di fruire della molta luce che entra dalle portefinestre del balcone.
Dal corridoio si accede alle 3 camere: la singola del proprietario (di 8 mq come consentito dalla normativa) ha il bagno accessibile dal disimpegno per lasciare posto agli armadi. Le due matrimoniali hanno i bagni en suite: ricavati ex novo sono dotati di sistema di trituratori e pompe per garantire il corretto smaltimento delle acque; in più, essendo ciechi, prendono luce dalle stanze di pertinenza grazie a ‘finestre’ con vetri satinati aperte sulle pareti. Un sistema di aerazione forzata consente lo smaltimento di vapori e odori.
BUDGET*
Demolizioni pareti e pavimenti compreso smaltimento €4.250
Realizzazione tramezzi e controsoffitti in cartongesso €8.250
Realizzazione intonaci e rasature pareti €7.200
Fornitura e posa pavimenti €6.000
Fornitura e posa rivestimenti bagno €2.500
Lamatura parquet esistente €1.000
Fornitura e posa porte interne €2.000
Tinteggiatura pareti €4.500
Impianto elettrico €7.500
Impianto idraulico (bagni + cucina) €9.000
Impianto di climatizzazione €3.195
TOTALE (iva esclusa): €55.395
* Il preventivo si riferisce a questo progetto; l’immobile si trova in provincia di Novara.
Progetto a cura di Caterina Scamardella, architetto CFstyle di Castelletto Ticino (NO) >> caterinascamardella.it
Testi di Elena Favetti
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Design a prova di crescita: quando l’arredo matura insieme ai figli
Camerette che evolvono, mobili che cambiano pelle e oggetti capaci di durare dai 6 ai 17 anni: la sfida del progetto Wear and Grow, nato dalla collaborazione tra Nidi e il Politecnico di Milano, ci insegna che il design del futuro si fonda sul legame affettivo e sulla flessibilità
Quella scrivania che sembrava perfetta alle elementari, improvvisamente "si restringe" o perde fascino agli occhi di un adolescente. Ma se l'arredo potesse davvero accompagnare ogni fase dello sviluppo, adattandosi ai cambiamenti fisici ed emotivi dei ragazzi?
È questa la domanda da cui è partito il workshop "Wear and Grow", che ha visto collaborare lo scorso giugno il brand Nidi con gli studenti del corso di laurea triennale in design del prodotto industriale del Politecnico di Milano.
Al centro della ricerca non c'è solo la funzionalità, ma un concetto rivoluzionario: la Emotional Durability. Si tratta della capacità di un oggetto di creare un legame duraturo con chi lo usa, estendendo il suo ciclo di vita attraverso la personalizzazione e il valore affettivo.
Dallo scompiglio all'ordine creativo
Il punto di partenza è stato l'universo del "vestire". Non parliamo solo di abiti, ma di come i ragazzi vivono lo spazio: dai vestiti accumulati sulla famosa sedia-armadio agli oggetti del cuore, fino agli strumenti quotidiani. Gli studenti hanno immaginato dieci concept che trasformano il caos in opportunità di crescita e autonomia.
Tra le idee più interessanti emerse dal laboratorio, spicca ad esempio Fishpole: una rivisitazione educativa del "servo muto" a forma di lisca di pesce. Grazie a calamite colorate e profumate, aiuta i più piccoli a organizzare i propri vestiti in autonomia, trasformando un dovere in un gioco.
Versatilità e trasformismo
Per chi cerca soluzioni salva-spazio e multifunzionali, il progetto propone oggetti come Flip: un contenitore che si capovolge letteralmente, passando da panca bassa a seduta più alta, fino a diventare una scaffalatura con il passare degli anni. Oppure Willy, un cubo minimale su ruote che nasce come carrello portagiochi da spingere per casa e finisce per diventare il piano d'appoggio per i libri e i gadget di un adolescente.
Non mancano le soluzioni che guardano alla tecnologia e al comfort informale, come la lampada Papillon, che si riconfigura in altezza seguendo la crescita dell'utente, o la seduta Ta-Dan!, pensata per adattarsi ai nuovi modi di concepire il relax tipici dei ragazzi di oggi.
L'approccio di Nidi e del Politecnico ci ricorda che la vera sostenibilità non passa solo dai materiali, ma dalla capacità di un prodotto di restare con noi a lungo, senza stancare. Progettare arredi flessibili e riconfigurabili significa non solo ridurre gli sprechi, ma anche rispettare l'evoluzione dell'identità dei nostri figli, dando loro uno spazio che sappia davvero accogliere le loro passioni... che cambiano!
Trucchi eclettici (e tanto verde) per stemperare il classico parquet e le travi in legno
Un appartamento che aveva bisogno di un relooking senza però stravolgerlo: per stemperare la presenza classica di parquet e travi in legno geometrie e colori inattesi creano un nuovo filo conduttore e aggiungono tocchi nuovi (tra cui un bagno speciale...!)
Ci troviamo nel centro storico di Bologna, in un appartamento affacciato su piazza Verdi e profondamente amato dalla proprietaria, Francesca, che ha scelto di affidarsi alla nostra stylist Cristina Gigli per affiancarla in questo restyling.
LE SCELTE FATTE:
«Quando si entra in case con una personalità così definita, il progetto non deve stravolgere» racconta Cristina. «Sono spazi che hanno già una loro identità fatta di libri, opere d’arte e arredi importanti, come qui due iconici divani. In questi casi il lavoro deve essere un filo conduttore capace di legare ciò che già esiste, valorizzandolo, e di introdurre nuovi accenti solo dove necessario, per aggiungere un piacevole tocco di freschezza».
Il divano Strips di Arflex e il Cuba 25 di Cappellini erano già citazioni importanti: quando Cristina ha scelto di rivestire la parete della TV, la carta è stata vista come un terzo punto focale di design. «Non avrebbe avuto senso inserire una palmetta, un floreale o anche un motivo puramente decorativo: la carta puntinata disegnata da Le Corbusier è una nota di rigore che può dialogare con i pezzi più iconici e chiude il racconto di questo ambiente con coerenza».
IL TOCCO DI STILE:
Nuances attuali, due belle carte da parati e un nuovo bagno en suite con cementine grafiche: tocchi lievi che non tradiscono il mood.
Styling: Cristina Gigli
Foto: Studio Daido
Testi: Grazia Caruso
Come realizzare una lampada in legno fai da te: il tutorial passo passo
Bastano una scatola di legno, un cavo elettrico colorato e un po’ di creatività per realizzare una lampada dal design originale. Segui il tutorial passo passo e scopri come trasformare materiali semplici in un punto luce decorativo, perfetto per dare carattere a qualsiasi ambiente.
Colorata, originale e facile da realizzare: questa lampada fai da te trasforma una semplice scatola di legno in un complemento d'arredo colorata e decorativa. Segui il tutorial e scopri come creare una sospensione personalizzata giocando con forme geometriche, colori vivaci e dettagli che fanno la differenza.
LE LAMPADE CUBO
Occorrente:
√ scatola di legno √ matita e righello √ cacciavite tondo √ vernice spray √ cavo, portalampada e lampadina √ forbici da elettricista
Come realizzarle:
- Con la matita e il righello traccia un riferimento per realizzare un foro al centro della base della scatola di legno.
- Con il cacciavite buca il foro in misura del cavo elettrico. Esercita poca pressione per evitare che il legno si spezzi.
Se il legno della scatola è spesso e duro, puoi usare un trapano dalla punta fine per realizzare il foro. Basta un invito, quindi allargalo con il cacciavite tondo. - Con lo spray colorato dipingi dentro e fuori la scatola. Incrocia gli spruzzi per evitare di creare colature. Dai una seconda mano.
- Fissa la spina a un’estremità del cavo e fallo passare nel foro, dall’esterno della scatola. Taglia il cavo della lunghezza desiderata.
- Collega il portalampada, avvita la lampadina e appendi la lampada. Crea un trittico, forando una scatola su un lato e non alla base.
A cura di Elisabetta Viganò e Cristina Dal Ben, interior stylist @wunderlab
Arredi intrecciati e fibre naturali: la nuova tendenza per la casa
Lavorazioni artigianali, texture tattili e materiali naturali conquistano il design contemporaneo. Dagli arredi ai rivestimenti, gli intrecci si rinnovano e diventano protagonisti degli interni più attuali.
Ha più di 6.000 anni l'arte di intrecciare fibre vegetali per creare sedute, contenitori e oggetti per la vita quotidiana. Una tecnica antichissima che, sorprendentemente, continua a reinventarsi e a conquistare il design contemporaneo. Lo abbiamo visto alla recente edizione di Maison&Objet 2026, dove l'intreccio è emerso come uno dei linguaggi più interessanti della nuova progettazione.
Oggi rattan, vimini, giunco e corde naturali si allontanano dall'immaginario esclusivamente etnico o rustico per assumere un'estetica più sofisticata e trasversale. Gli intrecci alleggeriscono visivamente arredi e complementi, aggiungono profondità alle superfici e introducono una dimensione tattile che rende gli ambienti più accoglienti e sensoriali.
Non solo sedute e lampade: questa lavorazione ispira anche pannelli decorativi, rivestimenti murali, ante, divisori e dettagli architettonici capaci di creare giochi di luce e ombra sempre diversi. Il risultato è un design che valorizza il sapere artigianale e la matericità, interpretandoli con forme contemporanee e soluzioni innovative.
Versatili e senza tempo, le nuove trame intrecciate trovano spazio in case dallo stile nordico, mediterraneo, minimalista o eclettico, confermandosi una delle tendenze più interessanti per chi desidera ambienti autentici, leggeri e ricchi di personalità.
A cura di Marta Mariani
Sos pavimenti: come arredare con il pavimento a scacchi
Nicoletta Carbotti • Nicoletta Carbotti
Blogger CF Style
Come arredare con un pavimento damier? Antico o in versione Anni ’80, il pavimento a scacchi è molto apprezzato all’estero, ma considerato difficile da noi. Ecco come puoi valorizzarlo
Il pavimento damier è un pavimento a scacchi. Questo particolare disegno, che si può ottenere sia con la ceramica sia con marmi e cementine, è tornato ciclicamente di moda. Il suo forte carattere crea qualche difficoltà nella scelta dell’arredo.
Soprattutto se è a scacchi bianchi e neri, serve una strategia per valorizzarlo: lo stile posh, raffinato e lussuoso, dà risultati di grande personalità!
Introduci sulle pareti elementi classici come cornici modanate, per un ‘effetto boiserie’, da dipingere con colori caldi e avvolgenti. E arredi elegantissimi: velluto per il divano borgogna o cremisi, oro per i complementi.
I velluti suggeriscono morbidezza, lucentezza e lusso, i dettagli dorati accentuano il mood. Un tappeto contemporaneo dal disegno damascato è la perfetta base per imbottiti e complementi.
La palette è caldissima e accogliente, strutturata su toni terrosi e forti: rosso prugna, borgogna e rosa si amalgamano per un risultato lussuoso e potente che veste di vera eleganza gli interni.
A cura di Nicoletta Carbotti, architetto e interior design @la_nico_c
65mq ben sfruttati: il trilocale anni ’70 diventa moderno
Una fascia colorata tra cucina e living e una insolita (ma geniale) parete obliqua: così un ex appartamento per studenti si è trasformato in casa per due. Iper funzionale e con carattere
Sapessi com'è strano... innamorarsi da coinquilini a Milano! Sì, perché
Maria Giovanna e Gaston si sono conosciuti 8 anni fa proprio da studenti in condivisione. Lei, dopo la laurea in Scienze giuridiche a Cagliari, stava inseguendo il sogno di frequentare il Politecnico per diventare designer d’interni. Lui si stava laureando in Ingegneria gestionale. Oggi abitano in questo appartamento ridisegnato proprio da Maria Giovanna.
LE SCELTE FATTE:
«Il trilocale è degli Anni ’70 e aveva in origine due grandi stanze da letto, la cucina stretta e lunga e il bagno: la sfida più grande è stata creare una zona giorno ex novo, mantenere due camere – una per noi e una jolly – e ottimizzare gli spazi con il minimo sforzo anche per cercare di ridurre il budget» spiega l’interior designer.
IL TOCCO DI STILE:
Oltre all’idea di colorare di terracotta la soglia che divide in due l’open space della zona giorno, la coppia ha voluto puntare su una cucina blu notte che ricorda a entrambi le città di mare di provenienza, Cagliari e Civitanova Marche. E su un’originale parete obliqua che unisce funzionalità ed estetica.
Progetto: Maria Giovanna Deriu
Foto: Marta D'Avenia
Testi: Sara Peggion
Quando il relax trova la posizione giusta
La casa non è solo il luogo in cui viviamo, ma anche quello in cui recuperiamo energie. In un tempo in cui rallentare diventa un vero valore, scegliere arredi progettati intorno al benessere significa creare spazi più personali e accoglienti. Con il divano Aker, Vitarelax interpreta il vero lusso: stare bene trovando il proprio comfort!
Quando ci si siede sul divano, si lascia andare la tensione e finalmente ci si concede una pausa. Oggi il concetto di relax domestico si è evoluto: non basta più avere un arredo bello da vedere, cerchiamo soluzioni capaci di migliorare concretamente il nostro benessere quotidiano.
È questa l’idea alla base di Aker, il divano letto di Vitarelax che porta nel living un nuovo modo di vivere il comfort: più personale, più ergonomico, più vicino alle esigenze di ogni persona.
Il cuore di Aker è il sistema Relax Cuore, un meccanismo studiato per accompagnare il corpo in una posizione particolarmente confortevole, con le gambe sollevate più in alto rispetto ai tradizionali sistemi reclinabili.
Questa configurazione, chiamata “posizione cuore”, nasce da una ricerca dedicata all’ergonomia e al benessere: l’allineamento tra gambe e cuore contribuisce a creare una sensazione di leggerezza e distensione, ideale per recuperare energie dopo una giornata intensa.
Un comfort che si adatta a chi lo vive
Ogni persona ha il proprio modo di rilassarsi: c’è chi ama leggere, chi preferisce guardare un film, chi cerca semplicemente una posizione in cui abbandonarsi alla quiete. Per questo Aker integra due motori indipendenti che permettono di regolare separatamente schienale e pediera, offrendo la possibilità di trovare la configurazione più naturale per il proprio corpo. Il relax non è più una posizione standard, ma un’esperienza personalizzata. Un gesto semplice come sedersi sul divano diventa così un vero momento di cura personale.
Tecnologia discreta, design accogliente
Dietro al comfort di Aker c’è una tecnologia pensata per essere intuitiva e invisibile. La batteria opzionale BT2500 consente infatti di alimentare il sistema reclinabile senza cavi a vista, lasciando maggiore libertà nella disposizione del divano e mantenendo il living più ordinato ed elegante.
Anche l’estetica racconta una nuova idea di benessere: volumi morbidi, sedute generose, schienali accoglienti e cuciture decorative a vista sui braccioli definiscono un design contemporaneo, capace di unire eleganza e comfort.
Un equilibrio tra cura dei dettagli e funzionalità che rende Aker perfetto per ambienti moderni, dove il living è sempre più uno spazio multifunzionale da vivere ogni giorno.
Aker: comfort personalizzato e qualità Made in Italy
Come tutti i modelli Vitarelax, anche Aker è realizzato interamente in Italia, dove esperienza artigianale, attenzione ai dettagli e ricerca del comfort si incontrano per dare vita a un divano progettato per accompagnare la quotidianità nel tempo.
La personalizzazione è uno dei suoi punti di forza: per adattarsi perfettamente allo stile di ogni casa, Aker può essere rivestito scegliendo tra oltre 300 varianti di tessuti, pelli ed eco-pelli. Tra queste spiccano i tessuti tecnici della collezione Technos, pratici e performanti grazie alle proprietà idrorepellenti e antimacchia, ideali per chi vive la casa in modo dinamico, magari con bambini o animali domestici.
Anche la configurazione può essere adattata alle diverse esigenze di spazio e comfort: in versione a 2 o 3 posti (con materasso da 140 o 160 cm), sul sito Vitarelax è disponibile un pratico configuratore 3D che permette di sperimentare rivestimenti, colori e finiture e visualizzare il risultato in tempo reale, per trovare la combinazione perfetta per il proprio living.
City guide CasaFacile: alla scoperta di Bologna
Cartoline da... Bologna! Con le @amiche_in_tournee, un gruppo di lettrici e digital creator che si sono conosciute sul profilo IG di CasaFacile, continuiamo il giro d’Italia a caccia di cose belle. Questo mese Paola ci accompagna tra le vie e i portici di Bologna
“Lungo l’autostrada da lontano ti vedrò. Ecco là le luci di San Luca” cantava Lucio Dalla. Oggi la città ti accoglie così: con il balenio del suo Colle.
Camminare nel centro vuole dire perdersi in un intreccio di storia sotto i portici patrimonio Unesco. Eleganti archi che proteggono i passanti, fino a condurli verso le due torri: sono l’Asinelli e la Garisenda, che svettano fiere sul rosso dei tetti. In Piazza Maggiore, il cuore pulsante, la vita scorre nel viavai dei cittadini e nel passaggio delle biciclette sul selciato. Qui il Nettuno veglia sulla piazza e la facciata di San Petronio osserva silenziosa l’Alma Mater, l’università più antica del mondo occidentale. Bologna è una musa che ha ispirato poeti, musici e sognatori di ogni epoca. È la città dove la cultura si mescola al profumo del buon cibo tra i vicoli del Quadrilatero.
È un porto di terra, dove nessuno è mai straniero.
A t’al dég!
‘Te lo dico io’: è una locuzione usata per confermare con enfasi. Equivale a ‘Altroché!’, ‘Eccome!’, ‘Puoi dirlo forte!’.
I TORTELLI - Dove trovarli
Gastronomia Ceccarelli, via Pescherie Vecchie 8a
Non un semplice primo piatto: il tortellino è il centro permanente della cucina cittadina. A Bologna deve essere piccolo e servito in brodo. La ricetta originale prevede proporzioni al milligrammo per il ripieno (maiale, prosciutto crudo, mortadella, parmigiano Reggiano, uovo, noce moscata). » ceccarelligastronomia.it
ARCHITETTURA
3.796 metri e 666 arcate, numero altamente simbolico: il Portico di San Luca è il più lungo al mondo e fa parte del Patrimonio Mondiale UNESCO. È sul Colle della Guardia e al suo interno custodisce l’icona della Madonna con Bambino attribuita all’evangelista Luca.
DOVE MANGIARE
Vetro Bistrot, via Castiglione 134
Ai Giardini Margherita, in un’antica serra recuperata con vetrate che abbattono il confine tra dentro e fuori, un ambiente luminoso e ‘green’, per una pausa relax a due passi dal centro. Menù di stagione e antispreco. » leserredeigiardini.it
PER LA COLAZIONE
Fram Café, via Rialto 22c
Nel cuore della città esiste un piccolo scrigno dedicato a tutti coloro che amano le colazioni lente, tra mobili di recupero e piatti spaiati: qui troverai torte artigianali fatte con amore e yogurt bowl colorate. Più che un bar, è diventato un punto di ritrovo per una ‘tribù’ urbana che condivide valori di riuso, rispetto per l’ambiente e amore per la cultura. @framcafe
SHOPPING
Sia Poesia, via Porta Nova 12c
Più di un negozio di abbigliamento: uno spazio creativo, un salotto incantato. L’atmosfera magica riesce a far sentire i clienti come in una piccola casa dove scoprire dettagli unici e ricercati. » siapoesia.com
Gallina Smilza, via S. Stefano 14d
Una delle botteghe di oggettistica e home decor più iconiche della città. Un regno del colore, pieno di vita e accessori per la tavola che mettono subito di buon umore. Un negozio che incarna perfettamente l’anima di Bologna: accogliente, conviviale e mai troppo seria... » gallinasmilza.it
Fuori dal mazzo, via Marsala 31c
Se cerchi un fioraio che si allontani dai classici mazzi di fiori, questa officina floreale anticonvenzionale è perfetta. L’anima dell’atelier è Valentina, che privilegia stagionalità e forma spontanea, scegliendo fiori di campo e varietà meno comuni. Con un’attenzione per il dettaglio ‘imperfetto’ che rende ogni suo mazzo davvero unico! » fuoridalmazzo.it
DOVE DORMIRE
Casa Vintage, via Barberia 32c
Residenza d’epoca, comfort moderni. Vi si accede da giardino interno con piante curate e dettagli architettonici d’epoca. In perfetto stile vintage il soggiorno: mobili e tanti dettagli che raccontano una storia. @casavintagebo_
UNA CURIOSITÀ:
La finestrella di via Piella, via Piella, all’altezza del numero 16
Nel Medioevo Bologna era una città d’acqua. Tra il XII e il XIV secolo furono create grandi chiuse per deviare l’acqua verso il centro città: in via delle Moline, l’acqua faceva girare decine di ruote idrauliche per macinare il grano. Oggi un piccolo sportello nel muro dà la possibilità di ammirare il canale delle Moline,
in uno dei suoi pochi tratti scoperti.
A cura di Paola Dreina, @nocciolemaison
Hanno collaborato Valentina @quasi.un.attico e Cristina @crihomebeautylab
Prima e dopo: una casa d’epoca si trasforma con colori pastello e carta da parati
Travi antiche, parquet a spina di pesce e dettagli d’epoca incontrano una palette di colori sorbetto e wallpaper scenografiche. Il risultato è una casa luminosa e romantica, dove verde menta, azzurro cielo e rosa cipria trasformano gli ambienti con leggerezza e personalità.
Le antiche travi a vista, protagoniste di questa casa d'epoca, hanno ispirato un progetto fatto di tonalità pastello e carte da parati decorate con righe, fiori, nuvole e motivi botanici. Il risultato è un'atmosfera delicata e fiabesca, capace di valorizzare il fascino storico degli ambienti con leggerezza, eleganza e un tocco contemporaneo.
Non capita spesso, quando si è studenti, di avere a disposizione una casa di famiglia. «I miei genitori la acquistarono anni fa e non fecero lavori perché era abbastanza a posto ma, stabilito che ci avrei abitato io, abbiamo deciso di sistemarla» racconta Anna. «Da tempo seguivo Studio Pisk su Instagram e CasaFacile, posso quindi dire che rivolgermi a Vanessa è stato naturale».
LE SCELTE FATTE:
«La divisione degli spazi era ottimale: un ampio soggiorno con travi a vista, cucina piccola ma abitabile, due camere, due bagni» dice Vanessa Pisk. «Anna voleva renderla più fresca e alleggerirla senza intaccare gli elementi d’epoca che la rendono affascinante». Prima di tutto si è lavorato sull’involucro: il parquet a spina è stato lamato e i pavimenti di bagni e cucina sono stati rivestiti con cementine bianche esagonali e azzurre che aiutano ad ampliare visivamente gli spazi. Quindi è stata scelta una palette di colori pastello, amatissimi da Anna, perfetti per dare risalto al soffitto di travi in legno e alle cornici di porte, finestre e vetrine. In ogni stanza siamo partiti dalla scelta delle carte da parati e da quelle abbiamo estratto la palette colore: menta in soggiorno, rosa in camera e nello studio l’azzurro cielo. Alcuni arredi sono stati recuperati smaltandoli in nuance con le pareti, altri sono stati realizzati su misura seguendo un mood neo-classico per aderire al contesto.
IL TOCCO DI STILE:
Colori sorbetto e decori creano un’atmosfera fiabesca ma non stucchevole, rétro ma leggera... Un sogno!
Per alleggerire la presenza scenica delle travi antiche senza rinunciare al loro fascino, Studio Pisk ha scelto colori sorbetto e carte da parati poetiche.
«Per mantenere l’atmosfera rétro e dare risalto agli elementi d’epoca servono tinte leggere che tengano insieme materiali diversi» spiega la stylist Vanessa Pisk.
A cura di Studio Pisk
Progetto tecnico: Studio A Capo - @studioacapo
Foto: Giandomenico Frassi
Testi: Elena Favetti
