La Paula Seegy Gallery di Milano ospita fino al 30 novembre la straordinaria mostra "Ugo La Pietra. Itinerari", un viaggio artistico attraverso il ricco corpus di opere dell'artista, realizzate nel corso di una vita che abbraccia gli anni Settanta fino ai giorni nostri.
L'esposizione, accompagnata da una pubblicazione che ne approfondisce il contesto, offre uno sguardo unico sulla carriera di Ugo La Pietra e la sua instancabile esplorazione del tema del territorio.
Il percorso espositivo è un affascinante intreccio di pitture, lavori grafici, disegni, collage, piatti e ceramiche, che tracciano un ampio spettro di linguaggi artistici. La tematica centrale è quella del territorio, indagato dall'artista sin dagli anni Sessanta, in tutte le sue molteplici sfaccettature: dal centro alla periferia, dal macro al micro.
Ugo La Pietra, figura di esploratore, ricercatore e studioso, ha affrontato gli spazi senza preconcetti, decodificandoli per condurre un'analisi libera e consapevole, completamente sganciata dai modelli imposti dalla società. Il risultato di queste esplorazioni è una rivoluzione concettuale che cancella le barriere fra spazio pubblico e privato, interno ed esterno, svelando valori e contraddizioni dell'abitare urbano.
L'artista, con un approccio pragmatico e analitico, crea gli "Itinerari", descritti come tracciati su tela bianca che narrano viaggi attraverso luoghi e territori inesplorati. I colori diventano strumenti di descrizione, con l'azzurro a indicare la profondità delle acque nelle mappe del navigatore solitario, e i segni a delineare percorsi più o meno arditi, carichi di significato.
L'esposizione rivela diversi aspetti legati agli "Itinerari" di Ugo La Pietra. I "Percorsi dal centro alla periferia" richiamano gli esercizi praticati costantemente, rievocando il concetto surrealista del "chemin du derive". I "Percorsi urbani" si legano alla rete metropolitana, mentre i "Percorsi alternativi" si soffermano sulle periferie, luoghi spesso trascurati che l'artista esplora con attenzione.
"My territoriality" presenta soggetti legati a luoghi fantastici, tracciando territori legati a esperienze passate di cui rimangono poche tracce, ma che conservano il potere di coltivare desideri. Infine, la mostra si arricchisce di "Itinerari non praticati dall'uomo ma dagli animali", in cui La Pietra dedica la sua esperienza artistica ai percorsi di tre amici speciali: il leprottino, la tartaruga e il gufo, creature che hanno particolarmente affascinato l'artista nel corso del tempo.
Fino al 30 novembre 2023
Paula Seegy Gallery - via San Maurilio 14, Milano
Ogni anno, gli esperti del colore Sikkens traducono i trend globali nel Colore dell'anno, la tonalità scelta per il 2024 è Sweet Embrace™.
La tonalità Sweet Embrace™ è stata scelta come Colore dell'Anno 2024 dagli esperti del Global Aesthetic Center Sikkens, guidato da Heleen Van Gent. Questo colore, selezionato tra i trend globali, rappresenta una nuance tenue e delicata che riflette i gusti e le sensibilità del momento.
Durante le nostre conversazioni, è emerso un sentimento comune: nonostante l'abbondanza di informazioni a nostra disposizione, continuiamo a cercare qualcosa di essenziale: la pace interiore, la chiarezza mentale, e i momenti di gioia genuina. In un mondo che appare sempre più fragile e complicato, è fondamentale avere uno spazio sicuro dove poter ritrovare equilibrio, rinnovare le energie e affrontare con determinazione il futuro (team esperti Sikkens)
Sweet Embrace è una tonalità tenue e delicata, un rosa grigio che irradia stabilità e calma. Sikkens l'ha presentata come il colore dell'anno 2024, insieme alle nuove tendenze cromatiche per il design e l'architettura.
Il colore è infatti affiancato da 3 nuove palette: WARM, CALM e UPLIFTING, rendendolo uno strumento versatile, capace di trasformare gli spazi interni degli edifici o le loro facciate esterne con il giusto accostamento di tinte. Una palette di colori destinate a ispirare tutti coloro che operano nel campo della progettazione di interni.
Millimetro, la creazione di Daniel Rybakken per Luceplan, è una versatile lampada sospesa o a soffitto, offrendo opzioni di altezza regolabili con elegante design minimalista.
Millimetro, disegnata da Daniel Rybakken per Luceplan, è una lampada a sospensione ma anche a soffitto, grazie alla possibilità di scegliere tra differenti altezze di ‘tige’, la barra che collega il sottile disco specchiante e riflettente al rosone superiore.
Dalla forma essenziale, la luce che diffonde è indiretta e calda e, per questo, estremamente confortevole.
Oltre a valorizzare il soffitto della stanza e quindi anche l’altezza, grazie alla finitura specchiata si integra perfettamente negli interni tanto minimali quanto decorativi, riflettendo i dettagli dell’ambiente circostante.
Dimensioni: ø cm 50-85x23-33-53-73h tige Materiale: ottone/specchio - blu/specchio Sorgente: 37W Led integrato Prezzo: a partire da €935
L'arte e l'architettura sono intrinsecamente legate, e i lavoro dell'architetto e designer Andrea Branzi, recentemente scomparso, lo dimostra in modo sorprendente attraverso la mostra "L'architettura appartiene al teatro".
Questa esposizione, ispirata dalla magia del teatro e dell'architettura, esplora l'intersezione tra queste due discipline, offrendo al pubblico una visione affascinante dell'opera di Branzi.
L'immaginazione e la creatività di Andrea Branzi prendono vita come in una coreografia all'interno di un teatro improvvisato. In questa rappresentazione, le maschere cambiano forma e colore, trasformando le creazioni dei grandi maestri della pittura del Novecento in opere uniche e sorprendenti. Questa mostra è un inno alla commedia, alle avventure circensi e alla magia dell'arte.
Il nucleo della mostra prende il nome da una serie di disegni realizzati da Branzi negli anni Duemila. Accanto a queste opere, la mostra presenta "Archetipi", un'indagine nell'ambito dei modelli teorici mentali che precedono la creazione materiale. Questi modelli fanno parte del nostro patrimonio antropologico non evidente, che risiede nell'inconscio collettivo. In architettura, questi archetipi possono essere ricondotti alle strutture primarie, la cui funzione non è strettamente legata all'abitare ma al costruire.
Nella visione di Andrea Branzi, l'architettura civile sta attraversando una crisi di credibilità, con il suo rapporto con la società che si è gradualmente logorato. Allo stesso tempo, la società stessa sta vivendo una profonda crisi e non è più in grado di fornire quadri di valori per il progetto architettonico. In questa prospettiva, gli archetipi diventano fondamentali come repertorio da reinventare.
Un punto saliente della mostra è la serie inedita di disegni intitolata "Torre Velasca", realizzata nel 2023, che trae ispirazione dall'architettura moderna milanese. Questi disegni rappresentano un'interpretazione personale di Branzi di un'iconica struttura architettonica, evidenziando il suo ruolo cruciale nel processo di creazione e reinvenzione.
Info: Galleria Antonia Jannone, Corso Garibaldi 125, Milano
3 ottobre - 30 novembre 2023
Da lunedì a sabato 15.30 - 19.30 (La mattina su appuntamento)
Abbiamo selezionato le più belle carte da parati geometriche e d’impatto: puoi usarle in una stanza intera o per decorare una singola parete, magari nello studio.
In particolare, per pareti singole, l'ideale è scegliere pattern medio piccoli, per caratterizzarle in modo efficace e, soprattutto, per creare un effetto visivo di maggior ampiezza.
Sfoglia la gallery e lasciati ispirare!
Effetto 3D per Coffer Mania di LatoxLato [Inkiostro Bianco]
Memphis, geometrie in toni pastello [Boråstapeter]
Mood Sixties per Hebe [Hovia]
Arthur’s theme ha grafismi astratti [Wall&Decò]
Décor astratto in Sculpture [York Wallcoverings]
Kado, con effetto frattale [Bewall]
Toni pastello, nero e bronzo: Human Nature [Mindthegap]
Come chicchi di caffè stilizzati i decori multicolor di Timor [Masureel]
Palette calda/fredda per ACADEMY - A tribute to Gustav Klimt [Jannelli & Volpi]
Denise Giordanella è una nostra lettrice, è flower designer e creator digitale. Il suo profilo Instagram @_dennyjo_ è un’esplosione di tavole e creazioni con fiori, fil di ferro, carta, stoffa e legno. Piatti [Bontempo Ceramiche 1862], posate vintage in silver, bicchieri [Maisons du Monde].
Le assi grezze di un ponteggio inventano una tavola di Natale provocatoria, che ci chiama all’autenticità...
Chi ci segue lo sa, queste pagine sono dedicate alle lettrici che creano mise en place secondo galateo o sregolatezza, sempre di grande ispirazione. Per questo Natale sono arrivate molte proposte, ma quella che ci ha conquistati è la più... spiazzante! Forse nessuno apparecchierebbe per la festa su assi da cantiere riciclate (nei consigli trovi il fai-da-te), ma la scelta racconta come ci sentiamo in questi tempi: nudi, ‘scorticati’, bisognosi di bellezza e pace. E allora ci piace ricordare che l’essenza (come la vita) è nei contrasti. Denise ha posato su una materia grezza oggetti di conforto, le ceramiche abruzzesi con il ‘fioraccio’, le posate in silver, melagrane di buon augurio. Di questa tavola puoi rubare lo spunto che ti rappresenta di più, il suo invito è a essere ‘veri’.
I consigli di Denise Giordanella
Il tavolo in più. Mi piaceva l’idea di una scenografia che partisse dal tavolo stesso, allora ne ho creato uno riciclando le assi del cantiere che hanno utilizzato per la realizzazione del cappotto termico di casa. Prima le ho fatte segare a metà, quindi le ho inchiodate tra di loro, poi le ho levigate e sbiancate con delle passate leggere di smalto all’acqua. Infine le ho appoggiate su due semplici cavalletti.
Centrotavola naturale. È un runner di rametti di pino con melograni e melette, intervallati da pigne e girandole in carta. Sono presenti anche delle dalie bianche: questo effetto spontaneo l’ho creato utilizzando il Kenzan, il supporto in metallo specifico per realizzare le composizioni dell’ikebana.
Dettagli sparsi. I segnaposti, costruiti sia con dischetti di legno e tag con il nome del commensale sia con minuscoli mazzi di rami di pino, bacche e nastrino in velluto rosso. E poi renne, soldatini e le tessere di un antico scarabeo che compongono la scritta ‘Christmas is coming’...
E per la tovaglia...
L’apparecchiatura proposta qui si può replicare con una tovaglia bianca. Per osare di più, ecco altre tre idee: il classico tartan che fa Natale country, una sofisticata fantasia toile de Jouy in rosso o un tradizionale decoro con le bacche. A te la scelta!
Crea la tua pegboard per tenere in ordine gli oggetti. Nello spazio studio puoi appendere la stationery, nella craft room i tuoi attrezzi, in cucina accanto al piano di lavoro gli utensili che usi di più.
Occorrente
pannello di faesite forato
viti e tasselli
trapano a percussione
seghetto
bastoncini di legno rotondi
Come si fa
Prendi le misure della parete e taglia il pannello di faesite in misura. Rifinisci con la carta vetrata
Fissa il pannello alla parete con le viti e i tasselli
Taglia in misura i bastoncini di legno per realizzare i pioli della pegboard. Il diametro dei bastoncini deve essere più piccolo dei fori della faesite
Moderna. Cuoce con induzione la cocotte Evolution [Le Creuset] in ghisa vetrificata.
Lineare. È in acciaio inossidabile la cucina a induzione Enfasi 100/3 All black [Steel].
La lotta al riscaldamento globale passa anche dalle nostre case. E la parola chiave è elettrificazione. Cosa significa? Riscaldare o raffrescare, produrre acqua calda sanitaria e cucinare con sistemi che funzionano a elettricità proveniente da fonti di energia rinnovabili. Quindi, stop a caldaie a gas o metano e via libera a pompe di calore; stop ai fornelli tradizionali e via libera a piastre a induzione.
La pompa di calore
Come funziona
La pompa di calore sfrutta il calore presente in natura (aria, acqua o suolo) per generarne altro da utilizzare per il riscaldamento, il raffrescamento e, in alcuni casi, anche per la produzione di acqua calda sanitaria. Per il riscaldamento invernale di un edificio, per esempio, una pompa di calore sottrae calore all’ambiente esterno e lo fornisce agli spazi interni, mantenendoli alla giusta temperatura, attraverso l’impianto di riscaldamento, termosifoni o pannelli a pavimento che siano.
È una scelta sostenibile
Per funzionare, la pompa di calore utilizza energia elettrica e nessun tipo di combustibile fossile. Può essere alimentata anche con elettricità prodotta da fonti rinnovabili, per esempio pannelli solari. Le immissioni di sostanze inquinanti in atmosfera sono così notevolmente ridotte.
Non solo: la pompa di calore riversa nell’ambiente una quantità di energia termica molto superiore all’energia elettrica consumata. La sua efficienza energetica confrontata a quella di molti impianti a gas o a GPL risulta anche fino a 4 volte superiore a quella delle migliori caldaie. L’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) ha calcolato che le pompe di calore aria-aria per il riscaldamento domestico possono ridurre il fabbisogno energetico in casa del 70%.
È più economica rispetto alla caldaia tradizionale
Il funzionamento delle pompe di calore richiede una quantità di energia elettrica piuttosto bassa, il cui costo è inferiore rispetto a quello dei combustibili necessari per il riscaldamento domestico realizzato con le tradizionali caldaie. Il risparmio che si può ottenere sui consumi energetici annui è pari in media al 40% dei costi totali di riscaldamento e condizionamento. Il risparmio in bolletta viene massimizzato se la pompa di calore è alimentata dall’energia elettrica prodotta da un eventuale impianto fotovoltaico.
È di facile installazione e manutenzione
Una pompa di calore aria-aria non richiede la predisposizione di canne fumarie e la manutenzione non necessita di particolari procedure, se non una verifica periodica di funzionamento. Inoltre la possibilità di passare rapidamente da un sistema di riscaldamento a uno di raffrescamento degli ambienti evita la realizzazione e la gestione di due impianti separati.
Il piano a induzione
Come funziona
Anche se molte persone optano ancora per il classico fornello a gas, il piano a induzione si sta decisamente diffondendo. La differenza principale rispetto a un piano cottura tradizionale è la fonte di energia: la piastra a induzione funziona con l’energia elettrica. Sotto il piano ci sono delle speciali bobine elettriche che generano un campo magnetico che si trasferisce direttamente alla base della pentola specifica (in ferro, acciaio o ghisa vetrificata) trasformandosi in calore.
Come si installa
Installare un piano cottura a induzione è più facile di quello che si potrebbe pensare. Non c’è bisogno di cambiare tutti i mobili della cucina: basta adattare al nuovo piano lo spazio precedentemente occupato da quello a gas. Le misure non sono così diverse dai piani di cottura tradizionali (variano da 30 a 90 cm), per cui è facile adattare un qualsiasi top. I piani cottura a induzione hanno un numero variabile di zone di cottura: se si ha poco spazio, ci sono anche soluzioni con cappa di ventilazione integrata o con zone di cottura flessibili, ovvero zone cottura le cui dimensioni sono regolabili, in modo tale da poter utilizzare anche pentole ingombranti con piani a induzione di dimensioni ridotte.
I vantaggi per chi cucina
Oltre ad annullare il pericolo di fughe di gas, con l’induzione non si rischia di scottarsi quando si è ai fornelli perché la parte di vetroceramica che circonda la zona di cottura resta fredda. La maggiore sicurezza si accompagna a un risparmio di ore da passare in cucina, dato che con l’induzione i tempi per la preparazione dei cibi si accorciano (per esempio 1 litro di acqua bolle in 3 minuti). Non solo, la cottura risulta più uniforme grazie alla distribuzione omogenea del calore sotto la pentola e anche la temperatura si regola più facilmente. Infine, il piano è facile da pulire rispetto ai fornelli a gas: essendo la superficie del tutto liscia, basta passare un panno.
I vantaggi per l’ambiente
I piani cottura a induzione hanno un rendimento maggiore fino al doppio rispetto ai tradizionali fornelli a gas. Solo il 10% dell’energia impiegata viene dispersa, il 90% viene utilizzata per cucinare. Cucinare a induzione porta a un notevole risparmio di emissioni di anidride carbonica. Può aiutare a evitare ogni anno oltre 200 kg di emissioni di CO2 rispetto a un fornello tradizionale.
Se i designer reinterpretano la scrivania ‘a ribalta’ tipica degli uffici di fine ’800... ecco che la trasformano in un vero must have. Intrigante, con il suo gioco apri&chiudi, ideale nei piccoli spazi, minimal, artistica, organizzata, predisposta per il laptop. E con tanti cassettini per celare i segreti.
I mobili secrétaire rappresentano una rinascita sorprendente della classica scrivania 'a ribalta' che un tempo dominava gli uffici di fine Ottocento.
Questi secrétaire, con il loro affascinante gioco di apertura e chiusura, sono particolarmente adatti per i piccoli spazi, rendendo possibile l'integrazione di un'area di lavoro anche nelle abitazioni più piccole. La loro estetica minimalista li rende un elemento di design che si adatta con facilità a vari stili d'arredamento, dall'industriale al contemporaneo.
E poi sono anche incredibilmente pratici, progettati per ospitare un laptop o un computer portatile, offrendo un comodo spazio di lavoro per chiunque ne abbia bisogno. I cassetti e gli scomparti segreti permettono inoltre di organizzare e nascondere i propri oggetti personali in modo discreto ed elegante.
Altro che ‘mobili della nonna’... Questi secrétaire rispondono perfettamente alle esigenze che abbiamo oggi! [Francesca]
Sfoglia la gallery e lasciati ispirare!
Fascino vintage per Larsen, in noce con due cassetti [La Redoute]
Disegnata da Konstantin Grcic, Orcus è in noce laccato [ClassiCon]
Cassetti scomposti per Confidence of a Cloud, di Thomas Dariel [Maison Dada]
Linea, limited edition di Alessandro Mendini, con laccature artistiche [Porro]
Stan, in rovere con tendina a scomparsa e cassetti, by Adrien Carvès [Habitat]
In rovere con tre vani e foro per i cavi del laptop, Baron Flap-Top [Woodman]
In faggio massello con cassettiera Emily, super classica [Sixay]
Noce canaletto con foro passacavi e Led per Bureau di Esa Vesmanen [Horm]