Lampadari super moderni, ma ispirati agli chandelier rococò: il colore li rende protagonisti dell'ambiente, ideali per portare tocchi vivaci in soggiorno.
Lampadari chandelier coloratissimi che diventano autentiche dichiarazioni di stile.
Ogni tonalità diventa un mezzo per esprimere stili diversi, creando atmosfere giocose o sofisticate a seconda della scelta cromatica. Questi lampadari colorati non sono semplicemente fonti di luce, ma vere e proprie opere d'arte dinamiche che si adattano a ogni contesto con versatilità e originalità.
Rappresenta una nuova idea di società e di città: un organismo vivente in cui le relazioni fra uomo, arte, ambiente e storia possano materializzarsi» così l’architetto Mario Cucinella definisce il Padiglione Italia progettato per l’Expo 2025 di Osaka, in Giappone. Ma la cosa più interessante è che ogni parte è ‘programmata’ per avere una sua ‘second life’, una volta terminato il ciclo di vita del Padiglione.
Il prossimo Expo di Osaka 2025 vedrà l'Italia protagonista con un Padiglione unico e innovativo, un vero e proprio organismo vivo che coniuga cultura, storia e innovazione in un'esperienza multisensoriale. Il progetto, ispirato al tema "Saving lives" e agli obiettivi degli SDGs, promette di essere un palcoscenico straordinario per connessioni globali, scambi culturali, sociali ed economici. Il Padiglione, concepito come un organismo che promuove un rinnovato equilibrio tra uomo, natura e tecnologia, diventerà un potente strumento per ispirare azioni e instaurare nuove sinergie verso uno sviluppo più sostenibile.
La struttura del Padiglione sarà un grande Hangar del saper fare italiano, che accoglierà sperimentazioni artistiche, scientifiche, imprenditoriali e sociali. Composta da due corpi distinti, una teca contenente il cuore espositivo ed esperienziale, e un corpo secondario con funzioni accessorie, la struttura sarà permeabile alla luce del cielo e del mare circostante. Un ordine gigante di portali sul fronte principale accoglierà i visitatori, creando un'atmosfera di grande atrio porticato che incornicerà le architetture interne del percorso espositivo.
Il Padiglione sarà diviso in tre atti distinti, ciascuno ispirato a luoghi ed esperienze innovative dell'Italia. Il Teatro, un luogo ibrido che mescola l'osservatore con l'attore, offrirà un'esperienza immersiva e multisensoriale attraverso suggestioni visive, suoni e movimenti. La Città Ideale sarà il luogo per riflettere sull'inclusione sociale, la sostenibilità e la valorizzazione delle arti e dell'artigianato, mentre il Giardino all'italiana, situato sulla copertura del Padiglione, rappresenterà un equilibrio tra uomo e natura.
L'approccio al design del Padiglione va oltre la mera valutazione dell'impatto ambientale, proponendo un approccio integrato che promuova un'economia circolare interna al sito. L'impiego di legno da filiere locali certificate, l'origine naturale dei prodotti e la monomatericità dei componenti sono solo alcune delle scelte sostenibili adottate. Al termine dell'esposizione, il Padiglione diventerà una "miniera" di materiali, un archivio di best practice, brevetti e idee sostenibili, contribuendo a mantenere l'Italia al centro dell'arte e dell'innovazione globale.
Letto sfoderabile Teda [Alto], design Maurizio e Silvia Varsi, rivestimento in pelle Olio 225. Struttura e piedi a coda di balena in legno di frassino alta qualità, colorazione natural.
Letto sfoderabile Teda [Alto], design Maurizio e Silvia Varsi, rivestimento in tessuto Fabula 0024. Struttura e piedi a coda di balena in legno di frassino alta qualità, colorazione wengè.
Letto sfoderabile Volo [Alto], design N Lab, rivestimento in tessuto Lana 01. La caratteristica cucitura ad X sul giroletto e sulla testata è realizzata in tono su tono con colore leggermente più scuro. Piedi interni sagomati realizzati in multistrato verniciato nero opaco.
Letto sfoderabile Zenit [Alto], design N Lab, rivestimento in pelle Levante 211. Piedi in metallo colorazione Pantone14-4508 realizzati in abbinamento alla struttura.
Letto sfoderabile Zenit [Alto], design N Lab, rivestimento in pelle Levante 211. Piedi in metallo colorazione Pantone14-4508 realizzati in abbinamento alla struttura.
Letto sfoderabile Zenit [Alto], design N Lab, rivestimento in tessuto Natural Bouclè 01. Piedi in metallo nero realizzati in abbinamento alla struttura.
Letto sfoderabile Zenit [Alto], design N Lab, rivestimento in tessuto Natural Bouclè 01. Piedi in metallo nero realizzati in abbinamento alla struttura.
Dall’esperienza ultratrentennale di Noctis nasce il brand ALTO Letti Tessili, che debutta con 15 modelli, ciascuno dei quali è un mondo, un mood, una microarchitettura.
Dalla grande esperienza di Noctis, nasce ALTO Letti Tessili, un nuovo brand dedicato all'esplorazione di nuove dimensioni nel mondo dell'arredamento e dell'esperienza abitativa.
Quindici letti che parlano la lingua del design e che sono dotati di un'estetica haute couture. Mattia Priori, creative director di ALTO, spiega la filosofia alla base del brand: "Cura, riconoscibilità, unicità, profondità, esclusività: questi i valori che ci hanno guidato nella creazione di ALTO. Ogni letto è un mondo e un immaginario, un mood, una citazione, una microarchitettura."
Tutti i prodotti sono il frutto del lavoro del N_Lab, il laboratorio di Noctis Spa dove prendono forma idee e progetti. Un vero incubatore, N_Lab è unico in Italia, dedicato esclusivamente al mondo del letto tessile, dove progettisti, designer, comunicatori, specialisti e tecnici dei materiali collaborano alla creazione di proposte innovative.
Lo stile di ALTO è un mix audace di forme, materiali e finiture che trova la sua genesi nella maestria artigianale e nell'eccellenza di chi guarda all'abitare contemporaneo con occhi nuovi. Un lusso ricercato che si dipana in forme nuove e lavorazioni inedite: dai capitonné in lana ai piedi in vetro, dai pattern in cuoietto alle cuciture virtuose, ogni dettaglio è frutto di storia, passione e anni di ricerca. I tessuti utilizzati, tra lino, cotone ecologico, pelli ecosostenibili e lane soffici, rispecchiano l'impegno dell'azienda per l'armonia degli abbinamenti e l'attenzione alla sostenibilità.
Con ALTO Letti Tessili, Noctis Spa completa la sua offerta, posizionandosi come un marchio che anticipa le tendenze dell'abitare contemporaneo, contribuendo così a definire un nuovo standard nel mondo dell'arredamento italiano.
Scegliere con cura gli oggetti della nostra quotidianità ha un forte peso sulla personalità degli spazi che abitiamo. I tessuti e le lavorazioni artigianali hanno un sapore diverso.
Carlotta Oddone progetta interni dove l’essenziale è ciò che non si vede: pazienza, cura, anima. La sua guida per costruire uno stile unico è fatta di parole. Astratte, ma concretissime... Questo mese la parola di stile è: invisibile
Siamo abituati a credere in quello che vediamo e tocchiamo. Ma sappiamo che sono reali anche tante cose che non percepiamo con la vista: l’elettricità, le onde elettromagnetiche, la tensione emotiva che si crea in una relazione... Prestare attenzione all’invisibile ci sensibilizza sulla realtà di tutti i giorni.
La pazienza si vede? La creatività e la cura si vedono? La capacità di fare qualcosa con le mani, la fatica e la volontà di farlo nel migliore dei modi, sono visibili con gli occhi? Eppure pazienza, creatività, cura, fatica e volontà sono vere, esistono e fanno parte di quell’invisibile che permette al visibile di prendere forma. Sto pensando agli oggetti artigianali, nel caso del mio lavoro, a un cuscino, un pouf, un divano.
Prendi in mano un oggetto industriale, uno di mille tutti uguali, e prendine uno artigianale: forse anche quello non è un pezzo unico, ma non ne esiste un altro identico e ognuno ha molto da raccontare.
Da sempre ho lavorato pensando al lato nascosto delle cose che faccio per le case dei miei clienti, non solo per il debito che ho con chi rende concrete le mie idee, ma anche per la ricchezza che si aggiunge. Mi piacerebbe che questa ricchezza arrivasse nelle case sotto forma di bellezza.
È un’intenzione che metto sempre nel mio lavoro. Non si può lavorare senza far quadrare i conti e avere una soddisfazione economica, ma amo essere concentrata sul portare nelle case una bellezza piena di senso e che dia benessere, la bellezza a volte imperfetta delle cose fatte con le mani.
La grande libreria mobile si apre-chiude per unire o dividere il soggiorno dallo studio. Tavolo da pranzo Eliot [Cattelan] con piano su disegno in marmo.
Tra soggiorno e cucina un'altra libreria, questa volta a ponte. Poltroncina anni '50, carta da parati [Glamora su disegno], lampada da terra Castore [Artemide], porta filomuro [Ferrerolegno].
Un appartamento a Milano ispirato dalla passione per i libri dei proprietari. Migliaia di volumi a cui trovare spazio, in soggiorno una grande libreria girevole divide e organizza lo spazio in modo scenografico e un'installazione 'di carta' racconta la storia d'amore di questa famiglia.
I proprietari di questo bellissimo appartamento nel cuore di Milano sono due appassionati lettori, amano i loro libri e ne hanno così tanti che hanno voluto partire proprio da loro per creare un'abitazione confortevole e funzionaleper l'intera famiglia.
Immaginate di dover trovare spazio per alcune migliaia di libri... c'è bisogno di tante librerie! E così è stato, in questa casa infatti le librerie si trovano in ogni stanza (anche in cucina e in bagno!), librerie di ogni tipo: librerie frontali, a incasso, librerie passanti che lasciano filtrare la luce, librerie che dividono e organizzano lo spazio e persino librerie mobili!
L'oggetto libro è diventato l'ispirazione per tutto il progetto sviluppato dallo studio Icona Architetti Associati: una casa per libri e persone, una casa 'maneggevole' e 'flessibile'.
Protagonista della zona giorno è la grande libreria a tutt'altezza dotata di parti mobili che si aprono e chiudono proprio come un libro dividendo, o unendo, il soggiorno dalla zona studio. Una vera 'macchina libresca' studiata su misura: le partizioni centrali si piegano di 180° ricordando il gesto del voltare pagina, un sistema di cerniere garantisce un movimento fluido e senza fatica dell'intera struttura. Grazie a questo ingegnoso sistema lo studio può essere perfettamente isolato dal soggiorno, come fosse una stanza a sé oppure diventare tutt'uno con esso.
Sempre una libreria fa da filtro verso la cucina, chiusa da porte scorrevoli, qui è stata progettata una libreria a ponte che guida verso gli ambienti e allo stesso tempo li separa visivamente e cela parzialmente.
A fare da raccordo tra la zona giorno e la zona notte non poteva che essere un'altra libreria che si prolunga verso le camere dove si trova una capiente e funzionale armadiatura lungo il corridoio. Qui si incontra anche una vera installazione poetica realizzata dai proprietari di casa selezionando le pagine dei libri che compongono il romanzo sentimentale della coppia. Progettata per il loro matrimonio, oggi occupa uno spazio speciale nel cuore della casa.
La nostra lettrice Caterina Mainero vive tra Roma e Boston. Nella sua pagina Instagram @catnoir_roma raccoglie scatti di tavole bellissime e prospettive dei suoi interni, zeppi di libri, quadri, statue e collezioni di vasi. Nella sua mise en place trovi: piatti rosa [Anthropologie], vassoio centrale a forma di mani di [Nathalie Lété], bicchieri Boston [Villeroy&Boch]. La tovaglia è in
vendita su oeuvres-sensibles.com. I piatti verdi e le posate sono elementi vintage.
Idee per una tavola ‘senza regole’, ma di travolgente allegria! Copia questo stile che si diverte a giocare con i toni zuccherosi, le trame a rilievo e quelle vegetali.
La ricetta per una mise en place dall’anima funky ce la dà la nostra lettrice Caterina Mainero che inizia l’apparecchiatura dalla poetica tovaglia della designer francese Sarah Espeute: già di per sé, questa, rappresenta una tavola allestita che moltiplica, almeno idealmente, i pezzi veri sistemati a fianco. Tra tessuti dai bordi ricamati o sfrangiati, ceramiche vegetali e tovaglioli ‘surrealisti’ a forma di mani (perfetti nei cocktail party per reggere il finger food!), ci siamo accodati al suo shopping divertente, stravagante, dipinto di rosa. Chissà dove porterà la tua tavola questa improvvisa voglia di funky...
I consigli della lettrice Caterina Mainero
Funky style. A tavola, si ricrea con l’uso di ceramiche a rilievo che pennellano colori vivaci e contrasti vibranti, unite a posate d’argento vintage e cucchiaini di plastica. Così formale e informale convivono.
Ghost notes. Come le note fantasma (quelle note musicali che hanno un valore ritmico ma che non emettono un loro suono riconoscibile), sono piccoli tocchi quasi invisibili che catturano l’attenzione e aggiungono una certa dose di... magia! Vedi la tovaglia della designer francese Sarah Espeute: mettendo le posate parallelamente a quelle ricamate sulla tovaglia si è dato vita a un insolito
mélange di reale e irreale.
Vasi alternativi. La verdura, per esempio un peperone svuotato, può funzionare come contenitore per sistemare dei mazzolini variopinti che danno allegria.
Colori pastello. Il rosa, sicuramente, è il colore ‘funky’ per eccellenza. Usalo abbinato a un verde che richiama quello del cavolo, per renderlo più grintoso.
Come abbinare la madia minimal in lignum dark con ante Plana blu e pomice e con basamento in brunito [Zalf, cm 240x45,2x77,7h]?
Cornice a onde luminosa per lo specchio Illu [Normann Copenhagen, cm 55x160]. Stampa Papiers Découpés [H&M Home]. Oppure specchio Lautrec con cornice in velluto blu marino [Beliani,
cm 50x70]. Poster Cinzano [Poster Lounge, da cm 20x30].
Come arredare intorno alla madia dal look vintage Onda in versione bassa a 4 ante finitura Ottone spazzolato a mano [Riflessi, cm 264x52x66h]?
Stampa art Déco 1 [Desenio, cm 50x70] e specchio ovale Boa con cornice in vetro bronzo [Artelinea, cm 76x106h ]. Oppure stampa Autumn [Paper Collective, cm 30x40] con Galia che ha 9 specchi minimali con cornici in metallo dorato [Maisons du Monde, cm 120x120].
Il tavolo rettangolare Thibaut è allungabile con gambe e top impiallacciato Eucalipto chiaro [Febal Casa, cm 95x220/300x75h] e la sospensione Perlage con barre finitura ottone satin e boule di diverse misure in vetro acidato [Ideal Lux, cm 81x30x234h] stanno bene con le sedie: Nora con rivestimento e base laccata in blu elettrico [Bross, cm 58x 59x78,5h], Gambe in massello e schienale avvolgente per Holly Fab [Calligaris, cm 62cmx57,5x81,5h], Gold ha seduta e schienale in velluto turchese su gambe dorate [Conforama, cm 55x45x80h], Finn è minimale e monocromatica in polipropilene e metallo [Casa, cm 52x50x81h].
Tavolo rotondo Francis ha la struttura in alluminio neve e top in marmo crystal white opaco [Rimadesio, da ø cm 130x76,8h], e sospensione Jube ha il paralume in vetro Verde antico trasparente e dettagli oro satin [Vistosi, ø cm 38x17h] stanno bene con le sedie: Sibilla Soft ha la scocca imbottita e rivestita in tessuto [Connubia, cm 45x 56x83h], Taco in acciaio e feltro blu è 100% sostenibile [La Cividina, cm 62x58x79h], Stile Fifties per Vic, con scocca a poltroncina [Pedrali, cm 64x53,5x78h] e Social® Turn, in polipropilene qui in azzurro, ha la scocca di seduta che ruota [Varier, cm 54,5x55,7x80,3h].
La libreria in legno Wall 30 in laccato opaco ginepro, boiserie e top finitura rovere miele, più ante Era in vetro [Novamobili, su progetto] puoi abbinarla con una poltrona in tinta come il modello confortevole e accogliente, Mimì disponibile fissa e girevole [Egoitaliano, cm 92x88x72h]. In alternativa con un modello a contrasto come PoLet che diventa lettino abbassando lo schienale [Twils, cm 70x84/195x175/63h].
La libreria in metallo Formalia con struttura Status in titanio, ante telaio in alluminio titanio con vetro fumé e anta scorrevole PET Pioggia [Scavolini] puoi abbinarla ad una poltrona dai colori pieni e sofisticati come Claire che ha schienale alto e avvolgente, più gambe in metallo [Lema, cm 78,5x87x100h]. Oppure un modello bianco che alleggerisce i riflessi metal della libreria come Harvey, rivestita in poliestere riciclato bianco [Casa, cm 80x76x67h].
Ci sono arredi e complementi nati per stare insieme, e altri che si combinano inaspettatamente: questa mini guida allo stile ti insegna a coordinare oppure osare.
Il soggiorno è il cuore pulsante della casa, uno spazio dedicato al relax, all'intrattenimento e alla condivisione di momenti preziosi con amici e familiari. Quando si tratta di arredare questo ambiente, la chiave è trovare un equilibrio tra comfort, funzionalità ed estetica.
Credenza + specchio e stampa
Le credenze offrono spazio di archiviazione prezioso e sono un'opportunità per esprimere il tuo stile personale. Opta per modelli raffinati con dettagli scolpiti o finiture laccate per un tocco di glamour. Utilizza lo spazio sopra la credenza per esporre oggetti d'arte, piante o stampe per aggiungere interesse visivo.
Gli specchi sono alleati preziosi in un soggiorno perchè sono in grado di ingrandire lo spazio e diffondere la luce naturale. Opta per un grande specchio a parete per creare un effetto di profondità e luminosità.
Le stampe sono il modo perfetto per aggiungere personalità e carattere al tuo soggiorno. Scegli opere d'arte che catturino la tua immaginazione e riflettano il tuo stile unico.
Tavolo + sedie
Il tavolo e le sedie del soggiorno non sono solo elementi funzionali, ma anche il fulcro degli incontri e dei momenti condivisi con amici e familiari. Scegli un tavolo e delle sedie che si integrino armoniosamente con lo stile del tuo soggiorno. Opta per un design che rifletta il tuo gusto personale, che sia esso moderno, rustico, classico o minimalista.
Liberia + poltorna
Facendo attenzione alla comodità, al design e alla funzionalità, puoi creare un'area relax con libreria e TV che diventerà il tuo rifugio personale per il tempo libero e il relax. Goditi i tuoi momenti di svago in un ambiente che riflette il tuo stile e la tua personalità.
Un nome ‘programmatico’ e una vocazione internazionale che deriva da una lunga permanenza in Olanda. Etica e sostenibilità sono i valori alla base del loro lavoro
Andrea Trimarchi e Simone Farresin hanno dato vita allo studio Formafantasma nel 2009, ma sono una coppia da oltre vent’anni e da quasi altrettanti lavorano insieme.
Il vostro progetto di tesi per il Master alla Design Academy di Eindhoven nel 2009, 'Moulding Tradition', metteva insieme la tradizione ceramica siciliana e la denuncia dei problemi legati all'immigrazione. Si può dire che avete sempre avuto un approccio etico al progetto...
Sì, fin dall’inizio c’è sempre stato il tentativo di capire come il design possa funzionare all’interno di sistemi molto più complessi e come gli oggetti non assolvano soltanto a una funzione di tipo primario, ma anche a una funzione di tipo simbolico e oltre. E a quel tempo, quando eravamo studenti, avevamo già individuato delle problematiche non tanto legate alle questioni dei rifugiati politici o climatici, che arrivavano e arrivano dalle coste del Mediterraneo, quanto piuttosto a come l’idea stessa di politica locale e di nazionalismo sarebbero diventati dei problemi che oggi non ci permettono di osservare il mondo contemporaneo con la dovuta chiarezza. E a come gli oggetti diventino dei sistemi simbolici e politici: la cultura e ciò che noi definiamo tradizione diventano degli elementi, a volte, anche problematici, per il modo in cui vengono utilizzati a livello simbolico e per il modo in cui qualcuno se ne appropria politicamente.
Nel tempo avete creato un iter lavorativo o non avete schemi?
Non abbiamo un iter preciso – dice Simone. Stiamo insieme da più di vent’anni e lavoriamo insieme - ufficialmente - dal 2009, ma in realtà da molto prima. Ci sono certamente delle differenze: Andrea è molto più organizzato di me e io sono quello che, in qualche modo, potrebbe continuare a lavorare fino all’ultimo momento a nuove idee, mentre lui è un quick decision maker. Detto questo, a livello creativo lavoriamo insieme alle cose e il frutto del nostro lavoro non è tanto il disegno, quanto piuttosto la parola, la continua conversazione e discussione tra noi due.
Quali sono i temi etici con cui oggi un designer si confronta?
Sono infiniti. Giustizia sociale e ambientale sono i primi che ci vengono in mente. Teniamo molto al tema dell’ecologia, perché è rilevante per il mondo in cui viviamo ma soprattutto perché ci permette di muoverci oltre la postmodernità e ripensare i modelli che ci hanno portati al nostro stile di vita odierno. E non si tratta soltanto di una necessità, ma anche di una grande opportunità, quella di ripensare veramente il modo che abbiamo di vivere e di abitare il Pianeta.
Anche la collezione di tessuti Untitled per Kieffer ha una forte valenza di sostenibilità... Ma c'è anche un richiamo all'arte: mi riferisco all'idea del 'wrapping' utilizzata per la campagna pubblicitaria...
Il percorso che vogliamo fare con Kieffer è lungo ma, soprattutto, ha un obiettivo: continuare a offrire, come si faceva un tempo, all’interno della collezione Rubelli (produttore del marchio Kieffer, ndr), tessuti che siano meno radicati in processi di tipo stilistico – che è appunto una caratteristica più tipica di Rubelli – ma più concentrati sulle tecniche di tessitura, proponendo tessuti che possono entrare nella quotidianità in modo più sottile e 'tattile'. Questo ci permette di creare una sorta di ‘laboratorio’ per Rubelli sul tema dell’ecologia e della sostenibilità. In questo momento non stiamo disegnando per Kieffer o per Rubelli, ma piuttosto stiamo guidando l’Ufficio Stile interno, lavorando quindi come Creative Director e non come Artistic Director, e questa è la cosa a cui teniamo di più. Vogliamo dare un impianto che possa essere a lungo termine e che perduri più a lungo della nostra permanenza in azienda. Il tessuto è un ambito dove si può lavorare molto, perché ha a che fare con risorse di tipo naturale ma consente anche di usare il sintetico. Vogliamo sottolineare anche che Kieffer non ha l’obiettivo di essere esclusivamente un marchio di fibre naturali, perché ci sono grandi opportunità anche nella lavorazione di materiali sintetici, che spesso hanno anche una durata maggiore rispetto ad altre fibre, specialmente in applicazioni di tipo tecnico. Per quanto riguarda il riferimento all’arte, il nostro primo obiettivo con il ‘wrapping' era fornire semplicemente uno strumento che aiutasse a visualizzare le possibilità del tessuto in modo astratto ma, allo stesso tempo, molto tangibile. Ovviamente sì, ci sono inevitabili riferimenti al mondo dell’arte, da Christo fino all’arte povera, ma quello è un byproduct, una conseguenza di un’esigenza molto più funzionale, che è quella di visualizzare le capacità dei tessuti di performare e di non essere mostrati soltanto come semplice rivestimento di un pezzo d'arredo.
Progettare per una galleria o per un brand, intervenire come creative agency o fare un allestimento, modifica il vostro approccio?
Le cose sono radicalmente diverse una dall’altra, ma non è una questione di qualità quanto di possibilità e di problematiche. Ogni contesto ha le proprie. Molto spesso il designer viene raccontato senza considerare i diversi contesti in cui si trova a operare. Non abbiamo preferenze particolari: ciò che fa la differenza è la committenza. Seguiamo anche progetti indipendenti, non solo per gallerie ma anche per musei, che sono esclusivamente di ricerca e quello ci sta dando grandi soddisfazioni perché è in quel caso che abbiamo l’opportunità di dedicare del tempo ad aspetti che di solito nelle commissioni non si ha possibilità di seguire.
Siete rientrati in Italia da qualche anno, dopo un lungo periodo olandese. Come va?
Siamo molto felici di essere tornati in Italia e di avere il nostro studio principale a Milano, dopo gli anni passati tra Eindhoven, Amsterdam e Rotterdam.
Abbiamo scelto il nome quando ancora studiavamo. Vuole sottolineare che per noi la forma è la conseguenza di un processo e non un fatto solamente estetico.
2022 - Coll. Post Scriptum [Cassina – Ginori 1735]
2023 - Tessuto Feral, coll. Untitled [Kieffer]
Progetti futuri?
Sono molte le collaborazioni che proseguiranno per la prossima Design Week. Tra queste c’è quella con Flos: un progetto con una forte componente tecnologica, a cui teniamo tantissimo e al quale abbiamo lavorato per 4 anni!
Oknoplast annuncia l'apertura della seconda edizione del concorso Oknoplast FOR ART, in collaborazione con MOCAK, il Museo d'Arte Contemporanea di Cracovia. Questa iniziativa, volta a sviluppare e diffondere la cultura e l'arte contemporanea, si conferma dopo il successo riscontrato nella sua prima edizione lo scorso anno.
Il legame tra Oknoplast e il mondo dell'arte è sempre stato forte, riflettendo i valori intrinseci dell'azienda, dove design e creatività sono il motore di crescita e innovazione continua: Magdalena Cedro-Czubaj, Direttrice Marketing del Gruppo Oknoplast, sottolinea l'interconnessione tra l'azienda e gli artisti partecipanti, evidenziando l'impegno nel design e nella creazione di prodotti unici.
L'azienda, nel corso degli ultimi anni, ha intensificato i suoi sforzi nel sostenere il mondo dell'arte, la cultura e l'educazione. Anche nel 2024, Oknoplast rinnova il suo impegno insieme a MOCAK, lanciando un concorso dedicato ad artisti emergenti a livello internazionale. La competizione, chiamata Oknoplast FOR ART, sfida gli artisti a esprimere liberamente la propria creatività, utilizzando la finestra come tela.
La competizione, che si concluderà il 4 marzo 2024, offre premi significativi per i vincitori della seconda edizione: 7.000 euro per il primo classificato, 3.000 euro per il secondo e 2.000 euro per il terzo. I risultati della prima edizione, annunciati il 29 giugno scorso, hanno visto Jakub Słomkowski ricevere il primo premio per la sua opera "Gelosia di guerra (Zazdrostka wojenna)", dimostrando la profondità e la rilevanza dei temi affrontati dagli artisti.
Maria Anna Potocka, direttrice del Museo d'Arte Contemporanea MOCAK di Cracovia, riflette sulla prima edizione del concorso, che ha raccolto oltre 200 progetti da artisti di tutta Europa. La libertà data agli artisti nell'interpretare il tema della finestra ha portato a sfide personali e a opere d'arte straordinarie, esposte in una mostra post-competizione.
Tutte le informazioni sulla seconda edizione del concorso e le modalità di partecipazione sono disponibili sul sito dedicato art.oknoplast.com. Il concorso si rivolge ad artisti maggiorenni, residenti nell'area dell'Unione Europea, offrendo la possibilità di inviare un progetto in formato grafico entro il 4 marzo 2024. La valutazione si concentrerà sull'unicità, la tecnica di esecuzione e il valore artistico di ciascun lavoro, mantenendo inalterate la struttura della finestra, il vetro e il sistema di apertura.
Aveva influenzato le arti figurative, il décor, l’architettura e l’artigianato, tra fine ’800 e primi del ’900, avvolgendo tutto con le linee curve, i fiori, le forme organiche e donne elegantissime.
L’Art Nouveau, che in Italia prese il nome di Liberty, torna a ispirare il design con arredi sinuosi, iper lavorati, tessuti e tappeti preziosi, vetri artistici, séparé, ricchi servizi per la tavola e lampade. Riscopri il vero piacere della decorazione con piccoli e ricercati tocchi... di pura poesia!