Lo spazio per l’home office che non pensavi di avere

Nicoletta Carbotti

Nicoletta Carbotti  •  Nicoletta Carbotti

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Spesso lavori da casa ma ti manca un vero e proprio studio? Qui trovi tante soluzioni per ricavare uno spazio per lo smart working nella tua zona giorno

Agnese ha un living davvero mini, Lorenzo vorrebbe sfruttare la zona ingresso aperta sul soggiorno, Federica vive in un loft con grandi vetrate e poche pareti d’appoggio… Tutti e tre lavorano spesso da casa, non hanno un vero e proprio ambiente studio e vorrebbero realizzare un piccolo home office evitando la zona notte.

L’architetto del team di CasaFacile Nicoletta Carbotti ha trovato per loro soluzioni pratiche senza rinunciare allo stile, utilizzando i sistemi Zalf che moltiplicano le possibilità compositive con la massima personalizzazione e l’impareggiabile qualità made in Italy per esplorare nuovi schemi abitativi.

Il design che genera lo spazio

Lo spazio home office spesso può essere ricavato nel living, ma non deve ‘prevalere’ sul contesto della zona giorno, normalmente dedicata alla convivialità e al relax: bastano pochi elementi, un piano scrivania, una buona illuminazione, una seduta ergonomica e qualche elemento contenitore per realizzare un'area dedicata allo smart working che risulti armoniosa con il contesto, mantenendo la coerenza tra gli arredi delle varie aree funzionali in termini di stile, colori e materiali.

Gli spazi che non pensavi di avere

Il design di Zalf sa essere furbo e versatile, e prestarsi a innumerevoli necessità: un armadio può nascondere un piccolo scrittoio, un pratico ripiano sospeso può armonizzarsi in una parete attrezzata, un pannello divisore può isolare il computer dal resto del tavolo da pranzo, lo schienale di un divano può fare da appoggio alla scrivania, magari schermata da una libreria divisoria.

Ma vediamo nel dettagli le soluzioni scelte da Nicoletta Carbotti.

Lo spazio per l’home office che non pensavi di avere

A casa di Agnese la protagonista diventa la libreria Flexy Easy con un ripiano da dedicare al lavoro, un ottimo compromesso funzionale per chi ha spazi limitati, ma non vuole rinunciare a uno stile essenziale e pulito.
Lorenzo ha un ingresso aperto sul living che può essere ben sfruttato grazie al sistema Modulor: nella nicchia accanto allo spazio contenitivo si inseriscono ripiani e piani d’appoggio per creare un comodo home office con illuminazione integrata. E l’eleganza è garantita dall’alternanza delle mensole in metallo brunito con il piano scrivania in finitura noce.
Federica vive in un piccolo loft con grandi vetrate e una certa difficoltà nel trovare 'appoggio' per gli arredi: per lei la soluzione ideale è freestanding come lo scrittoio Sign, con struttura metallo e screen in tessuto. Il suo design asciutto ma versatile è adatto a configurazioni più giovani e libere.

Soluzioni smart, eleganti, funzionali e… sostenibili!

Zalf progetta e produce da anni secondo gli standard del design sostenibile: l’ecopannello, a bassissima emissione di formaldeide, è conforme al regolamento “CARB Fase 2” che abbassa drasticamente, rispetto agli standard attuali, i limiti massimi consentiti di emissione di formaldeide. Le strutture dei mobili Zalf sono realizzate in melanimico resistente alle abrasioni e di facile pulizia per evitare un eccessivo uso di detergenti.

Idee e tendenze

Parole di stile: imperfetto

Carlotta Oddone progetta interni dove l’essenziale è ciò che non si vede: pazienza, cura, anima. La sua guida per costruire uno stile unico è fatta di parole. Astratte, ma concretissime... Questo mese la parola di stile è: imperfetto

“L’artigianato più raffinato mette in evidenza i difetti delle materie prime naturali, i segni caratteristici di una qualità non riproducibili su larga scala”. Qualche settimana fa ero sconsolata per alcuni problemi che non riesco a risolvere nelle mie stampe su lino.

Lavoro come una matta alle collezioni, faccio tante prove di stampa, ripenso, cambio, ma alla fine trovo sempre qualche imperfezione. Così ho fatto ricerche su due parole chiave: Naturale e Imperfezione e... ho scoperto che esiste un’ampia letteratura su questo binomio.

L’imperfetto non è un minus, ma è la prova dell’unicità, dell’artigianalità e della peculiarità delle materie prime usate. Non è facile comunicare il valore dell’imperfetto senza che appaia una giustificazione, siamo abituati a comprare mele tutte grandi uguali al supermercato.

Ma se si esce dalla serialità industriale, ogni prodotto ha la sua personalità. Il lino ha un po’ di peluria che rimane piegata in fase di stampa, e nel passaggio successivo, il finissaggio, il pelo si alza e lascia dei puntini bianchi perché lì il colore non è arrivato.

È un difetto anche se non esiste soluzione? Ora sono certa di no e sorrido quando leggo su meravigliosi capi di abbigliamento: trattato artigianalmente; irregolarità e usure regalano al prodotto una originale personalità e non sono difetti. La citazione in apertura è di Paolo Marangon, che non ho mai conosciuto, ma ringrazio perché ha dato la risposta più bella al mio dilemma.

Lava, strizza, riusa: scopri le molte vite di Tutto Pannocarta

Hai ancora il classico rotolo di carta monouso in cucina? C’è un’alternativa che riduce gli sprechi, aumenta la comodità ed è utilizzabile (e ri-utilizzabile) in moltissimi altri ambienti della tua casa…

Quanti ‘strappi’ fai al giorno? No, non stiamo parlando del cioccolatino quando sei a dieta, ma del rotolo di carta monouso in cucina. Siamo riusciti a eliminare molti prodotti usa-e-getta dalle nostre case, ma non abbiamo ancora rinunciato a quella comodità: strappo, uso, butto.
E se ci fosse un’alternativa riutilizzabile più volte e ancora più versatile ed efficiente rispetto al classico rotolo?

Lava, strizza, riusa più e più volte

Tutto Pannocarta è un prodotto che fa per tre: è CARTA da cucina (pura cellulosa idonea al contatto con gli alimenti) che assorbe l’unto, asciuga e aiuta a conservare frutta e verdura in frigorifero; è un PANNO riutilizzabile più volte per pulire ogni tipo di superficie (vetro, legno, acciaio, piastrelle, fornelli, piani a induzione), bagnato o asciutto, senza lasciare pelucchi; è una SPUGNA che assorbe grandi quantità di liquidi grazie alla tecnologia Airlaid, un processo di lavorazione innovativo che permette di ottenere un prodotto simile al tessuto ma con le qualità della carta.
Puoi lavare, strizzare e riutilizzare ogni singolo strappo numerose volte! In più è compostabile e biodegradabile.

Ci hai mai pensato?

Nel video che trovi qui in basso scoprirai che cosa hanno in comune una pavlova, uno smartphone e una ciotolina fai-da-te: divertiti con i consigli dei nostri #creatorcfstyle Luca @buonbrunch, Vania @homedecordetails e Francesca @dillidalliblog che hanno provato Tutto Pannocarta.

Albumi montati a regola d’arte!

Luca ha scoperto che Tutto Pannocarta è perfetto per pulire con cura le fruste e le ciotole della planetaria ed eliminare così quegli invisibili residui di grasso che impediscono agli albumi di montare in modo perfetto. Ti è già venuta l’acquolina guardando la sua pavlova? Qui trovi consigli utili e la ricetta originale!

Cellulare pulito senza pelucchi!

Vania si occupa di interior design, passa velocemente dalla tastiera del portatile a quella dello smartphone per seguire al meglio i suoi clienti: ha scoperto che Tutto Pannocarta è perfetto per pulire lo smartphone e il computer in modo rapido anche perché non lascia pelucchi e non si sfalda anche se viene utilizzato con un detergente. E se nel frattempo hai rovesciato un bicchiere… oplà, asciuga tutto al volo!

Idea curiosa fai-da-te!

Tutto Pannocarta puoi usarlo e riutilizzarlo moltissime volte, ma quando pensi che sia ormai da buttare… può essere recuperato e trasformato in qualcosa di nuovo: Francesca ha realizzato delle ciotoline fai-da-te per tenere in ordine la sua craft room, qui trovi le sue istruzioni passo passo.

Una ne fai, cento ne pensi, mille ne scopri…

Tu come usi (e riusi) Tutto Pannocarta? C’è chi ha scoperto che è l’alleato perfetto durante il cambio pannolini o per le zampette dei pet al rientro dalla passeggiata, c’è chi lo usa come acchiappacolore in lavatrice o per togliere il make-up o per pulire gli occhiali e il frigorifero perché da bagnato non si sfalda. Ma c’è anche chi lo usa per lucidare le scarpe. E per avvolgere i panini della merenda. Ottimo anche da mettere tra un vasetto e l’altro in bollitura quando prepari sughi o marmellate! Segui @tutto.official su Instagram e raccontaci come lo usi tu!

Fuorisalone 2024: la periferia industriale protagonista con Baranzate Atelier

Simona Ortolan

Simona Ortolan  •  Il pampano

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Baranzate Ateliers ritorna a Milano per una seconda edizione, curata da Zavantem Ateliers, polo creativo dedicato all’arte e al design fondato dal designer e architetto belga Lionel Jadot.

Dopo il successo della sua edizione 2022, l’evento torna in una nuova location monumentale: un edificio industriale degli Anni ’50 di 7.300 mq nei pressi di Linate.

Il progetto nato da un’idea di Lionel Jadot, creatore di Zaventem Ateliers, un hub di design con base a Bruxelles che ospita artisti e artigiani per esplorare nuove frontiere delle collettive di designer. ha un approccio sperimentale e si riflette perfettamente in Baranzate Ateliers, che quest’anno si amplia, raddoppiando lo spazio espositivo rispetto alla precedente edizione.

Gli ampi capannoni industriali si trasformano in una piattaforma d’arte e design, dove sperimentazione e artigianalità si fondono in un’esposizione dal forte impatto visivo.  L’edizione 2024 promette un’esperienza immersiva che va oltre la semplice esposizione di opere. Teli sospesi, giochi di luce e materiali innovativi dialogano con gli elementi architettonici dell’ex-industriale, creando un ambiente che si avvicina a una vera e propria performance artistica.

Nel cuore della periferia milanese, l’evento si configura come una vera 'occupazione progettata', capace di trasformare spazi dimenticati in dinamici laboratori creativi. Qui, il grigio urbano lascia spazio alla sperimentazione e alla riflessione sulle nuove frontiere del design. Il programma curatoriale include la partecipazione di 14 nuovi designer di Zaventem Ateliers, ciascuno con una visione innovativa e sostenibile. Tra i progetti più attesi: Laurids Gallee e le sue ricerche sulle resine monoblocco, Studio Elementaires, con installazioni luminose dal forte impatto scenografico e Adeline Halot, che presenta intricati arazzi in tessuto metallico. A questi si aggiungono Maison Junckers, con sculture monolitiche che fondono materie prime naturali, Arno Declerq, i cui mobili in legno bruciato ridefiniscono l’estetica minimalista, DIM Atelier, con lampade a sospensione in bronzo fuso e LED, Thomas Serruys, che espone i suoi esclusivi tavolini Resourcer in acciaio e resina e Studio Khachatryan, che esplora la scultura funzionale con legno e pietra.

A questi si aggiungono ospiti speciali provenienti da Francia, Belgio, Lisbona e Milano, portando con sé un mix di culture e tradizioni artigianali che si integrano armoniosamente con la filosofia di Zaventem Ateliers.

La mostra non è solo un’esposizione, ma un progetto collettivo che valorizza la collaborazione tra designer e artigiani, spingendo i confini dell’innovazione. La forza dell’unità e della condivisione è il filo conduttore di questo evento, che si afferma come punto di riferimento per la scena del design indipendente in Europa. L’interazione tra materiali, tecniche e ispirazioni diverse genera un’esperienza unica, capace di unire estetica e funzionalità in un equilibrio perfetto tra arte e progetto.

Come organizzare la cameretta da 0 a 10 anni: i consigli di Zeno’s Room

Alessandra Barlassina

Alessandra Barlassina  •  Gucki

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Dai preziosi consigli di ‘zia Mary’ (Montessori) alla pratica della vita quotidiana con suo figlio Zeno, mamma Anna condivide da anni su Instagram spunti, idee, giochi e libri, fermamente convinta che i bambini debbano essere trattati da bambini e non da adulti da plasmare. Le abbiamo chiesto di svelarci i suoi segreti per mantenere gli spazi dedicati ai figli funzionali e ordinati: ecco che cosa ci ha raccontato…

Se avete bambini piccoli probabilmente conoscete già la pagina Instagram @zenos_room. Dietro questo account virtuoso si nasconde Anna, mamma di Zeno di cui però nessuno conosce il volto! Praticamente una super eroina, paladina della 'genitorialità gentile', del diritto al gioco dei bambini, della buona organizzazione che favorisce l'autonomia, del magico potere della rotazione di giochi e libri (se non ne avete mai sentito parlare, scorrete sotto, questo è davvero un grande consiglio!), il tutto nei colori arcobaleno di giochi e libri.
Il gioco è il lavoro del bambino è il mezzo attraverso cui i bambini imparano a stare nella società. Abbiamo chiesto ad Anna qualche consiglio su come organizzare e arredare lo spazio dedicato ai bambini. Che sia uno spazio 'bello' ma che con bello si intende non 'instagrammabile' ma piacevole, pulito, semplice e accessibile! Ecco la nostra intervista:

Come hai progettato la cameretta per tuo figlio?

Il mio approccio alla pianificazione della camera di Zeno - più che ‘progettuale’ in senso stretto - si potrebbe riassumere con questo mantra: ‘prova, osserva, impara e… risparmia!’
La prima versione della Zeno’s Room era molto grande, circa 22mq, e all’inizio avevo provato a creare una netta separazione tra la zona notte e la zona gioco. Ma osservando Zeno interagire con lo spazio (aveva due anni e mezzo) ho capito che non sarebbe stata funzionale, quindi ho rimescolato tutto e dopo aver deciso la disposizione con i mobili che avevo già, ho comprato i pezzi mancanti per creare un unico spazio di grande respiro, ma con aree ben definite.
La zona notte, con il lettino basso e le mensole frontali per i libri, fungeva anche da angolo lettura. La parete più lunga serviva per l’esposizione dei giochi con un angolo per il gioco simbolico dove all’occorrenza potevo spostare piccoli scaffali e giochi costruiti da me per ricreare un ristorante, un ufficio postale, un supermercato o uno studio medico… Un solo armadio ad ante scorrevoli molto capiente da usare principalmente per contenere giochi e materiali, oltre che per i vestiti, occupava l’ultima parete insieme a due mobili per storage uniti per ottenere un ripiano su cui giocare. Perfetto per creare minimondi e piccoli set.
Ora ci siamo trasferiti ma anche nella nuova camera abbiamo mantenuto la stessa struttura ma con un’unica sfida: 6mq in meno!

Quali sono le cose che non possono mancare per rendere i bambini autonomi nella gestione delle proprie cose/spazi?

La prima cosa che non deve mancare è l’attenzione a ‘dimensione bambino’: qui ci arrivo? Se salgo si ribalta? Questo cassetto è facile da aprire? Qui ci passo? Questo contenitore è troppo profondo per le mie braccine?
Molto spesso ci facciamo attirare dall’aspetto estetico delle cose, mentre per me, nel regno dei bambini, viene prima la funzionalità che può favorire l’autonomia.
Dopo la forma mentis, passiamo all’azione!
In generale la prima cosa a cui pensare è mettere la casa in sicurezza: fissare i mobili ai muri, mettere in sicurezza prese, specchi, vetri, spigoli etc… Sembra scontato ma ho scoperto che moltissime persone non pensano ad ancorare i mobili mentre invece è fondamentale! Uno spazio in cui muoversi liberamente è prima di tutto uno spazio sicuro.
Per quanto riguarda i mobili per me è stato fondamentale il letto basso (quasi a terra), che nel nostro caso era anche la zona lettura quindi Zeno dai 10 mesi si è sempre mosso in autonomia salendo e scendendo dal suo lettino per leggere, giocare e andare a dormire. Un ottimo modo anche per familiarizzare con il proprio lettino, visto che sappiamo che il passaggio dalla culla o dal lettone è uno dei temi caldissimi nelle case di tutti noi genitori!
Infine il mantra che ogni genitore deve ripetersi per non rimanere schiacciato da aspettative irrealistiche: ‘know your chicken!’ - conosci il tuo polletto, ovvero ogni bambino è diverso e anche nella ricerca dell’autonomia e libertà non è detto che a tutti servano le stesse cose.

Giochi e cose quotidiane (vestiti…) come convivono nell’organizzazione?

Sicuramente in casa nostra c’è uno sbilanciamento forte verso i giochi e di conseguenza lo spazio destinato ai vestiti è abbastanza ridotto. Ma nella mia esperienza, soprattutto prima dei 3/4 anni, non servono moltissimi vestiti. Anche adesso ammetto che 4 cassetti molto capienti contengono comodamente tutti i vestiti di Zeno, e non sono pochi! Oltretutto i cassetti, se ben organizzati, sono la soluzione migliore per favorire la scelta autonoma dei vestiti.

Chi ti segue su Instagram è sempre molto interessato alla rotazione dei giochi che organizzi periodicamente. Ce ne parli meglio?

La rotazione dei giochi è come la fontana dell’eterna giovinezza!
Sostanzialmente consiste nell’esporre e quindi rendere disponibili ai bambini solo un numero limitato di giochi, attività e materiali, per favorire la scelta autonoma e la concentrazione. Il numero indicativo di giochi da scegliere dipende ovviamente dall’età: per bambini molto piccoli (fino ai 3 anni circa) una decina di giochi sono più che sufficienti. Se presentati separatamente, in maniera ordinata e di facile accesso sarà molto più semplice per i bambini piccoli muoversi tra le loro cose e scegliere quale gioco o attività fare. E col tempo anche imparare a giocare da soli! Dobbiamo pensare al gioco come ad un insieme di capacità da acquisire: anche ‘a giocare’ si impara!
Inoltre la rotazione dei giochi permette sia di seguire le passioni e inclinazioni del momento (fase puzzle, momento di amore assoluto verso i mezzi di trasporto, inizio del gioco simbolico, etc…) ma anche di supportare le diverse fasi della crescita alternando magari materiali che supportano lo sviluppo dei movimenti fini, della coordinazione occhio-mano, etc…
E infine, quando un gioco finisce ‘fuori rotazione’, ovvero lo mettiamo via per qualche settimana perché magari è scemato l’interesse, sarà circondato dall’aura del nuovo quando lo riproporremo! Ogni gioco che riappare dopo essere sparito per un po’ ha questo potere magico: successo assicurato (e quindi anche meno giochi che durano più a lungo).

Come organizzi i libri?

Sperando di non scandalizzare classificatori seriali di libri o bibliotecari, organizzo i libri di Zeno in ordine cromatico. Ammetto di avere un’ottima memoria visiva che mi aiuta a orientarmi facilmente tra i colori di coste e copertine (ma non chiedetemi dove ho parcheggiato la macchina). E poi chi non ama le librerie arcobaleno?
A parte la questione cromatica (che mi sembra renda anche molto più facile l’organizzazione in generale) per contenere i nostri (tantissimi) libri uso una classica libreria e alcune mensole a muro.
Anche i libri hanno una rotazione: più o meno una volta al mese faccio una selezione, a volte tematica (per esempio seguendo la stagione, Back to School, Natale…) a volte semplicemente mischiando libri divulgativi con libri di narrativa e li metto nella libreria frontale a terra in soggiorno e nelle mensole frontali in cameretta. In questo modo Zeno ha sempre scelto in autonomia i libri da leggere prima di andare a letto o durante il giorno nei momenti di relax.
Anche nel caso dei libri, l’esposizione aiuta tantissimo nella scelta autonoma: libri posizionati con la copertina frontale ben visibile e in numero limitato, come per i giochi, fanno tutta la differenza!

Quali sono i contenitori più utili per te?

Per me i contenitori più utili e versatili sono quelli in plastica facilmente impilabili (come per esempio i Trofast di Ikea), sia per contenere giochi (mattoncini, tessere magnetiche, blocchi di legno, piste per trenini, mezzi di trasporto….), sia per materiali sensoriali di ogni tipo (riso colorato, ceci, semini vari, sabbia cinetica…).
Poi vassoi e cestini di varie dimensioni per esporre in maniera ordinata giochi e attività, e scatole per organizzare i giochi fuori rotazione nell’armadio e le scorte di materiali sensoriali (riso, ceci, sabbie varie etc…)

La camera di Zeno è grande, come fare nei piccoli spazi?

Anche se la camera attuale è più piccola della precedente, è comunque abbastanza grande (circa 15mq).
Per l’esposizione dei giochi negli spazi piccoli secondo me la soluzione ideale sono i mobili a scomparti che possono essere usati sia per esporre che per contenere (con ceste o contenitori ad hoc), e quando i bimbi sono un po’ più alti anche come ripiano-gioco. E poi sono facilmente riciclabili in altre zone della casa se si vuole cambiare la disposizione della cameretta nel tempo, super versatili!
Nello storage dei giochi per risparmiare spazio meglio liberarsi di scatole ingombranti e utilizzare scatole piatte o buste trasparenti con zip (si può ritagliare l’immagine del puzzle dalla scatola e buttare il resto!). Ottima soluzione anche per gli amanti dei mattoncini! Infine, tenere i giochi divisi per tipologia in scatole con coperchio aiuta ad ottimizzare lo spazio (e a ritrovare tutto facilmente).

3 consigli che daresti a chi vuole organizzare la cameretta

  1. Scegliete per lo più mobili versatili e qualche elemento facilmente spostabile: per come la vedo io, la cameretta per i primi 8/10 anni è uno spazio in continuo mutamento ed evoluzione.
  2. Fate pace con trapano, tasselli e stucco, accoglieteli a braccia aperte nelle vostre vite!
  3. E per ultimo il consiglio più importante: progettate per il bambino che avete e non per il fanta-bambino degli Instagram feed patinati degli altri.

Qual è il tuo oggetto o spunto preferito per l’organizzazione della cameretta?

Sicuramente i vassoi in legno, in tutte le loro forme e dimensioni! Per esporre giochi e materiali supportando l’autonomia, per presentare attività e favorire ordine e concentrazione, per trasportare costruzioni e creazioni…e ogni tanto anche la merenda!
E lo spunto da cui partire sempre è osservare i bambini quando si muovono, quando giocano e come interagiscono con lo spazio. Osservare in silenzio è lo strumento migliore che abbiamo a disposizione.

Come cambia l’organizzazione degli spazi con la crescita dei bambini?

Come ho detto per me la cameretta non è uno spazio fisso e definito: soprattutto nella prima infanzia le modalità di interazione con lo spazio cambiano spesso e anche molto velocemente, perché cambiano (e aumentano!) le competenze e anche i gusti! Quindi avere il famoso ‘ambiente preparato’ (citando la nostra cara amica Maria Montessori che io chiamo affettuosamente zia Mary) è fondamentale.
E non solo nella cameretta ma in generale in tutta la casa, e spesso basta davvero poco. Per una zona ingresso a misura di bambino piccolo basta uno sgabello basso e qualche gancio per appendere le giacche. Per lavarsi da soli le mani o cucinare insieme basta uno sgabello stabile con due scalini. In cucina possiamo liberare un ripiano basso in cui tenere qualche bicchiere, stoviglia, piccola caraffa e tovagliolo.
Insomma, basta qualche accortezza (e attenzione alla sicurezza) per far sentire parte attiva della vita domestica anche i bambini più piccoli, e non c’è niente di più bello dello sguardo soddisfatto di un bambino che ha imparato a fare da solo!
Vorrei chiudere con un messaggio per noi genitori: impariamo a dare fiducia ai bambini e non sottovalutiamo le loro capacità e la loro voglia innata di autonomia… anche se spesso, pur davanti alla meraviglia di loro che crescono, vorremmo che restassero piccoli. Minuscoli. Palline nelle nostre braccia. Lo so, lo so bene!

Grazie davvero Anna per questi preziosi consigli e per tutto il lavoro di condivisione che ci regali su Instagram! 

News

Donna Moderna lancia il progetto “Libere e uguali. Per una nuova idea di parità”

“Libere e uguali. Per una nuova idea di parità” è un progetto lungo un anno che mira a smantellare stereotipi e pregiudizi che rallentano l’affermazione di una società realmente equa ed inclusiva per le donne.

Donna Moderna ha dato il via alla grande iniziativa  “Libere e uguali. Per una nuova idea di parità”. Un lungo progetto che si svilupperà in vari appuntamenti nel corso dell’anno - sia culturali che istituzionali - e che culminerà con un evento speciale a novembre in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

Il progetto è stato lanciato l'8 marzo presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano, nell’ambito delle celebrazioni organizzate dalla Statale per la Giornata Internazionale della Donna. Durante il talk è stato presentato anche l’Osservatorio dei diritti, una grande indagine sulle richieste e le mancanze delle donne nella sfera privata e pubblica, condotta con l’istituto di ricerca SWG e che vede la collaborazione scientifica dell’Università degli Studi di Milano.

Un progetto che ha l'obiettivo di scardinare modi di pensare, comportamenti, abitudini e automatismi della lingua che ancora vogliono le donne in una posizione subalterna.

In Italia, da un sondaggio internazionale Ipsos del 2023, risulta che quasi 7 persone su 10 ritengono che nel nostro Paese vi sia una disuguaglianza tra uomini e donne in termini di diritti sociali, politici e economici.

Donna Moderna, da sempre il brand a fianco delle donne, si fa portavoce di questa istanza formulando un grande progetto che mira ad individuare quali sono i diritti ancora in parte negati e le libertà non appieno raggiunte dalle donne a causa di una cultura ancora androcentrica e poco egualitaria.

Questo progetto è nato da una domanda: quanto siamo davvero libere? Libere di girare la sera senza sentirci in pericolo, libere di vestirci e comportarci come vogliamo senza essere giudicate, libere di fare o non fare figli, di non scegliere tra famiglia e carriera, di avere il lavoro e il compenso che meritiamo, di dire di “no”. Anche se viviamo in un Paese democratico, tante di queste libertà ci vengono negate a causa di retaggi sessisti che giustificano atteggiamenti e modi di pensare che svalutano le donne, aprendo la strada a comportamenti violenti. L’orribile mattanza che riempie ogni giorno le pagine della cronaca non è mai frutto di un raptus o di un impulso, ma di una mentalità che tiene le donne in una posizione di subalternità, nella sfera privata e pubblica. E c’è un solo modo per fermarla: sradicare stereotipi e pregiudizi, rimettendo al centro i diritti. Riscrivere i fondamentali del rapporto tra i sessi partendo dai centri che fanno cultura: le scuole, le università, i media, i teatri. È quello che cercheremo di fare con un Osservatorio e il nostro progetto  (Maria Elena Viola, direttrice di Donna Moderna)

L'obiettivo del progetto Libere e uguali. Per una nuova idea di parità” è costruire uno spazio in continuo aggiornamento con norme, giurisprudenza e notizie, e relativi commenti di esperti, utile per monitorare e analizzare le istanze che creano terreno fertile alla diffusione di una cultura poco rispettosa delle donne e in molti casi violenta.

Il 25 novembre, giornata mondiale contro la Violenza sulle donne, si terrà il grande evento di chiusura dei lavori con la conferenza stampa di presentazione del libro biancocon le richieste e proposte concrete emerse dal percorso di tavole rotonde e incontri organizzato dalla redazione e da presentare ufficialmente al Governo.

 

Partner: Avon – Banco BPM – BioRepack – Generali – Gruppo FS – Jeep – Mundys

 

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Negozi CF style: V17 a Torino

Clara Battello Clara Battello

V17 è il progetto di vita di due amiche, Giulia e Susanna, che in negozio e online propongono inattesi oggetti per la casa, prodotti di cartoleria, vasi, bijoux, borse...

Nel concept store V17 di Torino, in via Napione 20/F tanti prodotti originali e colorati.

  • Portachiavi Rosè in metallo, con scatola in cartone
  • Scatola di fiammiferi Two Peacocks
  • Candela Occhi, ceramica e cera di soia [Paddiwax]
  • Pochette Blue Summer, in cotone [Louise Misha]

Tutto a posto! – 1° Digital Week 2024

Una casa più ordinata, più pulita e più organizzata è una casa che senti più tua e in cui vivi meglio. Dal 18 al 24 marzo segui la prima Digital Week di CasaFacile con trucchi e consigli per avere... tutto a posto!

Chiamiamo ‘pulizia’ la rimozione di ciò che è indesiderabile, il ristabilimento dell’ordine. ‘Pulizia’ significa ordine. (Z. Bauman)

PULIZIA, ORDINE & ORGANIZZAZIONE: MISSION (IM)POSSIBLE?

Nulla è difficile per CasaFacile! Dal 18 al 24 marzo 2024 vogliamo progettare gli spazi perché sappiano ‘crescere’ e trasformarsi insieme alle nostre necessità, scegliere arredi che aiutano a tenere tutto a posto, organizzare le pulizie per renderle più lievi: insomma, condividere tante idee-e-soluzioni da copiare subito con l’energia e la freschezza che la primavera ci mette a disposizione.

Cosa sono le Digital Week?

Una novità 2024: quattro settimane dedicate a quattro diversi temi, tutte da vivere, scoprire, guardare e commentare sui social e sul sito di CasaFacile.

Cosa troverai dal 18 al 24 marzo sui social di CasaFacile?

Soluzioni smart, progetti da copiare e prodotti selezionati per te e raccontati dai creator di CasaFacile.

  • Che cos’hanno in comune la pavlova preparata da Luca Fiorini @buonbrunch, il computer con i progetti interior e gli acquerelli di Vania Zorzi @homedecordetails e le ciotoline fai-da-te di Francesca Rinaldi @dillidalliblog? Lo scopriremo insieme a Tutto Pannocarta.
  • Hai bisogno di un angolo ben progettato per lavorare da casa, ma non hai un locale da dedicare a studio? Prova a dare un’occhiata ai progetti dell’architetto Nicoletta Carbotti @la_nico_c che propone 3 soluzioni per pratiche senza rinunciare all’estetica, grazie alla versatilità dei sistemi Zalf.
  • I figli crescono in fretta e le loro camere diventano complicate da tenere in ordine e dispendiose da riorganizzare? Cambia la prospettiva e lasciati guidare dalle proposte a prova di adolescente di Simona Ortolan @ilpampano con i sistemi per camerette firmati Nidi.
  • Che cosa rende speciale il bucato? Il profumo di pulito e le tue fragranze preferite! Simona Ortolan @ilpampano e Veronica Iani @casa_per_caso ci raccontano una storia tutta al femminile che ha dato vita a Le essenze di Elda.

(IL SONDAGGIO SI E' CONCLUSO IL 24.3.2024)

E tu che abitudini hai per le pulizie di casa? Che prodotti usi, che consigli daresti? E come organizzi gli spazi? Rispondi al sondaggio di CasaFacile e vieni a parlarne con noi anche su instagram, condivideremo le idee migliori.

Decorare

Come realizzare le uova di Pasqua effetto Tie & Dye

Veronica Iani

Veronica Iani  •  Casa_per_caso

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Portiamo un po’ di colore sulla tavola di Pasqua? Ecco un centrotavola realizzato con le uova effetto tie&dye. Un fai-da-te che può essere realizzato anche dai bambini

Occorrente

  • 12 uova sode
  • panna montata
  • coloranti alimentari in gel

Come si fa

  1. Versate la panna montata in una teglia da muffin o in tante piccole ciotole o tazze.
  2. Versate sulla panna gocce di colorante alimentare in gel e iniziate a mescolare
  3. Inserite le uova e continuate a mescolare.
  4. Lasciate a riposo per almeno 20 minuti.
  5. Sciacquate delicatamente sotto l’acqua fredda.

Tip 1: bagnate per qualche minuto le uova sode con aceto bianco per ottenere colorazioni più accese.

Tip 2: se non mangerete le uova, al posto della panna montata potete usare la schiuma da barba.

 

Guarda il video e lasciati ispirara!

 

Mise en place

Mise en place: per una Pasqua ‘Preppy style’

Un look ‘perbene’, un po’ casual e un po’ chic, che dalla moda salta sulla tavola: la base sono i tessuti e i piatti con motivi a quadretti, che si mescolano felicemente alle uova di Pasqua.

La tavola è il centro delle Feste: ogni anno pensiamo a come potrebbe essere diversa, o a come rivisitarla con i pezzi che già abbiamo. Per questa Pasqua l’ispirazione è della nostra lettrice Anna Abate, che porta nella mise en place uno stile preppy, traboccante di tessuti e piatti con motivi Vichy.

Il mood pasquale, visto così, diventa adatto a più occasioni. Altre idee? Le posate dorate in contrasto con il tovagliato country, i nidi di uova come fermatovaglioli, i tralci di gemme e la corona di rose intorno alla mitica pastiera!

Pastiera Napletana

La ricetta è di Luca Fiorini, creator CF style

Ingredienti

  • 450 gr di pasta frolla pronta
  • 300 gr di ricotta vaccina
  • 250 gr di grano saraceno cotto
  • 150 gr di zucchero semolato
  • 100 ml di latte intero
  • 70 gr di macedonia candita
  • 1 uovo grande
  • 1 busta di vanillina
  • 1 fialetta di aroma ai fiori d’arancio
  • 1 pizzico di cannella (opzionale)
  • 1 pizzico di sale

Come si fa

  1. In un pentolino unisci al latte il grano saraceno con lo zucchero e cuoci a fiamma media, mescolando, finché il latte non si è assorbito. Fai raffreddare.
  2. Aggiungi ricotta, uovo, canditi, aromi e sale, mescola e tieni da parte.
  3. Stendi la frolla spessa circa 0,5 mm e usane 3/4 per rivestire uno stampo da 18 cm. Cuocila in bianco (nel forno statico preriscaldato) per 30 min. a 170°. Fai raffreddare.
  4. Aggiungi la crema di ricotta e con l’impasto avanzato rivesti con strisce da crostata. Inforna a 170° per 30 min., fino a doratura.
  5. Sforna, fai intiepidire a temperatura ambiente, e riponi in frigo a rassodare, spolverizzando di zucchero a velo.