Noi le scegliamo pensando che siano tutte bellissime, ma i gusti sono gusti. Delle case che trovi ogni mese su CasaFacile, di sicuro ce n'è una che preferisci: ecco il sondaggio per votare la tua preferita di Giugno!
Un giornale di arredo non è semplicemente un giornale, ma un luogo in cui riconoscersi... Ti aspettiamo in edicola dal 4 giugno 2024!
Quando Ulàssai, il suo paese natale nel cuore della Sardegna, le chiese di progettare un monumento ai caduti, Maria Lai rispose «Io le cose le faccio per i vivi, non per i morti». Propose invece questo: «Leghiamo con un nastro una casa all’altra del proprio vicino, come quando si ha paura e ci si stringe la mano. Questa sarà l’opera». Per due anni il paese si oppose: troppe inimicizie tra le famiglie; ma pian piano le donne capirono il valore di quella bizzarra performance che sarebbe stata definita Arte Relazionale, e l’8 settembre 1981 gli abitanti di Ulàssai legarono le case con 3 km di nastri azzurri, gli scalatori le legarono alla montagna e fu il miracolo degli esseri umani che depongono le rivalità e si tendono un filo.
Molti di voi già conosceranno questa storia, ma io sono stata da poco a Ulàssai e mentre mi parlavano di Maria Lai pensavo: «Vorrei un nastro azzurro per ritentare il miracolo! Legare la mia casa a quella del vicino maleducato con il cane che abbaia sempre, alla vicina che ha due bambini simpatici, al palazzo dove un’amica sta affrontando cose non facili, al negozio di vestiti dove è sempre più difficile portare clienti... E mentre raccontavo i miei sogni ad alta voce, mio marito ha detto: «Ma tu ce l’hai quel nastro, è CasaFacile...». La mia mente è subito volata al raduno spontaneo di lettrici, due anni fa, capitanato dalle strepitose Paola, Valeria e Virna, che ha dato il via a un’incredibile rete di amicizie e altri raduni, ha cucito fili fra persone che, unite dall’amore per CasaFacile, hanno scoperto di avere in comune anche molte altre cose...
E poiché i miracoli dobbiamo farli succedere di nuovo, rilancio l’idea: comprate due copie e una regalatela, o regalate un numero vecchio che avete già sfogliato: usate CasaFacile come un filo, un giornale che parla di case&persone per cucire nuovi legami. E fotografatevi mentre lo regalate, lo lasciate dal parrucchiere, in una sala d’aspetto, in un angolo per il bookcrossing, mentre lo date al negoziante sotto casa, all’amica o, meglio ancora, a qualcuno verso cui siete diffidenti... Raccontateci che nastri siete riusciti a legare e fra chi, e cosa germoglierà. Perché qualcosa germoglierà di sicuro. Diceva Maria Lai: una comunità nasce quando si fa qualcosa insieme. P.S. il grido è #casafacileunisce
Come si comincia a costruire lo stile di una casa?
Scopri come costruire il tuo stile unico, equilibrato ma personale: l’architetto e creator Nicoletta Carbotti ha guidato i partecipanti all’evento fuorisalone di CasaFacile ‘Punta in alto’ in un viaggio creativo partendo dagli elementi strutturali di una casa come porte e pavimenti fino ad arrivare alla una nuova consapevolezza che ha il sapore della libertà e dell’unicità perché mette davvero le persone al centro
Se devi fare una cosa falla con stile
(Freddie Mercury)
Armonia, accordi e disaccordi, ritmo… perché la similitudine con la musica è inevitabile? Perché architettura e musica vanno davvero a braccetto, i concetti base musicali si applicano anche allo stile, scopriamolo insieme!
All’evento del fuorisalone di CasaFacile abbiamo potuto toccare con mano, giocare con carte, colori, campioni di vari materiali, porte e ambientazioni.
Partiamo dal basso… il pavimento
Spesso è uno dei primi elementi che viene scelto oppure al contrario rappresenta una preesistenza significativa che si intende mantenere. In alcune occasioni il mantenimento di un pavimento è un fatto di necessità economica e dunque allo stesso modo rilevante.
I pavimenti in legno sono percepiti come materiali e non come colori (gli abbinamenti sono più aperti), la complessità è data magari dal disegno di posa, ma in generale se c’è del parquet ci sono ampi margini di intraprendere qualunque strada.
Le resine sono superfici continue che tendono ad abbassare il grado di complessità di un ambiente e semplificano gli abbinamenti: generalmente si lavora con blocchi cromatici molto definiti.
Saliamo di complessità con le graniglie e i marmi perché la complessità della superficie alle volte prende il sopravvento su chi guarda e quindi sono materiali che inevitabilmente ‘chiamano’ a una maggiore semplicità, con un’apertura a certe carte e disegni geometrici che organizzano, semplificano la lettura.
Arriviamo poi alle cementine e alle piastrelle decorate in cui ci sono in modo evidente sia il dato cromatico sia quello geometrico, di ritmo, di disegno.
Assecondare per poi… capovolgere!
Proviamo ad assecondare il materiale base che abbiamo scelto, sintonizziamoci con le sue cromie, la sua vocazione, il suo ambito di appartenenza, a volte la sua provenienza. Poi, a sorpresa, capovolgiamo tutto! Proviamo a creare un ‘corto circuito’, qualcosa che risulti forte e potente nella costruzione di un immaginario. Troviamo il dettaglio che spariglia!
Come studiare una palette cromatica
La palette non è fatta solo di colori da applicare alle pareti, ma è un gruppo cromatico che riguarda in generale le superfici e che quindi deve creare l’amalgama giusto.
Io generalmente parto da una palette di 4 colori che poi tendo ad ampliare in funzione del tipo di casa e dimensione. La palette va studiata per l’intera abitazione e poi declinata o misurata stanza per stanza. Se si riescono a creare delle prospettive, la casa acquisisce un piacevole dinamismo, è un piacere spostarsi all’interno e scoprire ‘scorci’ sempre nuovi…
All’interno dei 4 colori della palette vi consiglio di scegliere un neutro di base e un colore d’accento, quello che darà il twist di cui dicevamo sopra: un colore brillante o che comunque nell’insieme spicca, emerge. Come un evidenziatore va però usato con parsimonia perché risulti potente.
Ora apriamo le porte al carattere!
Il carattere è proprio il vostro, è l’indirizzo che volete portare in una casa, è lo spirito che volete suggerire attraverso piccoli dettagli e attraverso elementi capaci di suggerire un certo indirizzo. Ci sono elementi che più di altri, in modo strutturale, aiutano a definire il carattere e penso proprio alle porte.
Le porte sono tantissime in una casa, e a cominciare dalla porta d’ingresso, si sviluppano all’interno degli ambienti e attraverso le loro forme e configurazioni contribuiscono moltissimo a trasmettere quel ‘senso delle cose’ che avete immaginato.
Un esempio a cui raramente si pensa? Le porte ‘vestono’ parti della casa in cui non è possibile arredare nel senso classico del termine: in un piccolo corridoio ci troviamo a tu per tu con il nostro pavimento e quindi lì sono le porte a dare un messaggio chiaro sull’indirizzo stilistico che abbiamo scelto.
Se voglio un carattere asciutto, più tecnico…
sceglierò porte a scomparsa o a filo parete, magari da rendere mimetiche.
Se scelgo una decorazione più tonda e morbida…
vorrò vedere delle cornici e delle bugne importanti o magari modanature arrotondate.
Se scelgo di optare per una linea pulita ma colorata…
vorrò realizzare delle laccature in tinte a richiesta.
Se voglio suggerire un discorso legato alla geometria…
sceglierò delle porte pantografate con decori.
Se voglio lavorare sul tema della luce…
sceglierò le porte in vetro.
Anche il tema delle maniglie diventa determinante perché l’inserimento dei metalli è un discorso (ancora) fortemente di carattere.
Fin qui ho fatto lo sforzo di usare degli aggettivi ma di non usare parole che afferiscono a degli stili ben noti come il nordico, l’industrial ecc ecc. L’ho fatto con uno scopo preciso, arrivare all’ultimo punto:
Lo stile... lo fai tu!
Proviamo a trovare nuovi nomi al nostro stile: spesso si tende a credere che costruire uno stile voglia dire necessariamente approcciarsi secondo dettami o regole scritte da altri. Ma l’unica cosa importante è la coerenza del progetto al proprio stile personale.
Puntare in alto, puntare a mettere le persone al centro
Questo è secondo me la traduzione in pratica del tema di questo evento: puntare in alto è riscoprire che siamo noi a realizzare il nostro personalissimo stile, costruendolo intorno al nostro carattere. Solo così abiteremo case davvero ‘nostre’, mettendo le persone al centro.
Un’idea che ho piacevolmente ritrovato nelle parole di Laura De Robertis (Direttrice Marketing Dierre): “Puntare in alto per noi è da sempre un must. Essendo da quasi 50 anni leader nel settore delle porte blindate dobbiamo necessariamente innovare e immaginare l’evoluzione tecnologica di tutti i nostri prodotti con largo anticipo rispetto alle richieste del mercato. Oggi però, per la nostra azienda, puntare in alto significa molto di più. Vuol dire essere impegnati nel sociale, e nei progetti di crescita sostenibile dei Paesi in via di sviluppo, dove operiamo con la nostra rete. È un mio sogno dai tempi dell’università, dove ho studiato l’impatto positivo del microcredito e dei progetti di microimprenditoria sulla società. Temi che mi stanno molto a cuore e ai quali ho dedicato anche la mia tesi di ricerca. In Italia, nei prossimi dieci anni, il mio obiettivo è supportare la qualità di vita dei nostri collaboratori con progetti concreti, inserendo ad esempio in azienda spazi dedicati al benessere e alla riduzione dello stress. Penso anche a un asilo nido per rendere più facile la vita alle famiglie e a un’area cani per chi non può lasciare a casa i suoi amici a quattro zampe. Sotto questo aspetto abbiamo molto da fare e ritengo che sia davvero necessario puntare in alto per il bene di tutti. Mens sana in corpore sano. Abbiamo bisogno di stare bene per lavorare bene su obiettivi condivisi. Puntare in alto è puntare sulle persone per sprigionare creatività, benessere e produttività.”
Arredo3: soluzioni sartoriali e progetti su misura per la tua cucina
Dietro l’area lavaggio, dettaglio del modulo Mover aperto, lo schienale con un’anta a scorrimento verticale verso il basso. Qui è proposto con fondo luminoso e ante in vetro micro-cannettato.
Il piano snack della collezione Tuttotondo è posto in appoggio sull’isola e sul supporto Stilo in versione tonda in finitura impiallacciato lava. Quest’ultimo è composto da un susseguirsi di tondini inseriti in una base in legno massello.
Le colonne appartengono al modello Asia e sono divise in due blocchi, l’uno alle spalle dell’isola e realizzato in impiallacciato lava millerighe, l’altro di fianco all’isola. Quest’ultimo propone un gioco fra la finitura di tendenza rigata dell’area in cui sono incassati i forni e quella liscia, in laccato lava, delle colonne che la abbracciano a destra e a sinistra.
Le cucine moderne Arredo3 sono pensate, progettate e realizzate per valorizzare al meglio i tuoi spazi. Il design pulito ed essenziale viene esaltato da innumerevoli finiture e materiali innovativi, sempre in linea con la qualità Made in Italy.
Le cucine tailor made rappresentano l'essenza della personalizzazione e del design su misura. Ogni elemento è progettato per riflettere le specifiche esigenze e i desideri per trasformare lo spazio cucina in un ambiente unico e funzionale. La progettazione di una cucina tailor made inizia con un'attenta valutazione delle abitudini quotidiane e dello stile di vita di chi la utilizzerà. Si considerano aspetti come l'ergonomia, l'organizzazione degli spazi, i materiali e le finiture, al fine di creare un ambiente che non solo soddisfi le necessità pratiche, ma che esprima anche la personalità e il gusto estetico del cliente.
Grazie a una progettazione accurata e personalizzata, Arredo3 è in grado di trasformare ogni cucina nel cuore pulsante della casa, un luogo dove cucinare, lavorare, studiare e anche vivere momenti importanti, creando ricordi preziosi. La possibilità di scegliere ogni singolo componente, dalla tipologia di moduli alle finiture, dalle maniglie ai piani di lavoro, permette di creare un ambiente armonioso e coerente, dove ogni dettaglio è stato pensato per migliorare l'esperienza quotidiana.
Le cucine Arredo3 sono realizzate con alti standard tecnologici e qualitativi, grazie a modelli eleganti e personalizzabili, facili da mixare fra loro in composizioni inedite e a complementi e accessori di design, disegnati in esclusiva e 100% made in Italy.
Tra le finiture più di tendenza per il 2024 troviamo il cannettato che Arredo3 declina nella sua nuova finitura, un vetro micro-cannettato elegante eversatile in grado di creare, con la sua texture materica, ambienti sofisticati e sempre diversi. Sfoglia la gallery e lasciati ispirare!
Glass 2.0 abbinata a Kalì
La cucina che abbina Glass 2.0 e Kalì è pensata per uno spazio ampio e conviviale, occupato da persone che amano cucinare, aperto sul living e ha una struttura a golfo, perfetta per muoversi in modo ergonomico.
La nicchia esistente è organizzata con le colonne Glass 2.0, dotate di ante in vetro micro-cannettato con finitura piuma. Le basi, disposte a U, appartengono invece al modello Kalì nella versione rovere fumé. Il lungo top in Abitum Pietra Grigia scende con eleganza coprendo anche i fianchi dei due moduli più esterni della composizione. Il vetro micro-cannettato viene utilizzato anche per le colonne in bianco puro della cucina. La rigatura sottile consente di sovrapporre due ante, eliminando l’antiestetico effetto a sbalzo e conferendo alla composizione un effetto di grande eleganza e leggerezza.
Composizione Glass 2.0 con Asia
Un ambiente progettato come open space può essere utilizzato non solo per cucinare, ma anche per ricevere ospiti. In questo contesto, la struttura a isola si rivela ideale, accompagnata da colonne contenitive che offrono una sensazione immediata di ordine e che, grazie a una finitura ricercata, si abbinano perfettamente all'eleganza del blocco centrale. La cucina è dotata anche di una libreria, parte della collezione esclusiva Tuttotondo, realizzata in alluminio verniciato nero con mensole in vetro fumé e ripiani portabottiglie, che rispondono al desiderio crescente di dividere gli spazi senza ricorrere a opere murarie.
Le ante Glass 2.0, il top dell’isola e il piano snack sono in Laminam Pietra di Savoia Perla, una tonalità che conferisce un'allure di grande raffinatezza. Le ante si distinguono per un prezioso dettaglio: il telaio in finitura champagne su cui sono montate. Il sistema di apertura è a gola traslata, posizionato sotto i cassetti per servire sia questi ultimi sia le basi sottostanti.
Le colonne, appartenenti al modello Asia, sono divise in due blocchi: uno alle spalle dell’isola, realizzato in impiallacciato lava millerighe, e l’altro a fianco dell’isola. Quest'ultimo presenta un contrasto tra la finitura rigata dell'area dove sono incassati i forni e quella liscia, in laccato lava, delle colonne che la abbracciano a destra e a sinistra. Ilpiano snack della collezione Tuttotondo è posto in appoggio sull’isola e sul supporto Stilo in versione tonda in finitura impiallacciato lava. Quest’ultimo è composto da un susseguirsi di tondini inseriti in una base in legno massello.
I vasi diventano opere d’arte con questo fai da te. Protagonista una palette dal sapore estivo che al bianco e blu abbina il color corallo.
Occorrente
vasi di diverse forme e dimensioni
matita
colori acrilici
pennelli
pennarelli permanenti
spray finale all’acqua
Come si fa
Crea una 'base' comune. Uniforma i vasi di recupero dipingendoli con un primer bianco universale per la ceramica a pennello o spray. Passa più mani di colore fino a ottenere un fondo uniforme.
Con un panno con un po’ d’alcol pulisci bene il vaso, in modo da eliminare la polvere o eventuali macchie.
A matita, a mano libera, traccia le linee guida per i decori. Il tratto deve essere molto leggero.
Con l’acrilico corallo dipingi il collo del vaso. Dai due mani di colore, lasciando asciugare bene.
Se non ti senti sicura a mano libera, aiutati con un pois di cartoncino per tracciare la circonferenza dei vari cerchi.
Tenendo il pois di cartoncino come riferimento disegna con il pennarello blu la circonferenza del cerchio a puntini.
Prosegui con i decori, lascia asciugare per qualche ora, quindi dai una mano di vernice trasparente su tutto il vaso.
Questione di gusti: se preferisci le linee diritte, usa un nastro di carta per creare le mascherature.
Hai una zona esterna che vorresti attrezzare per fare grigliate con gli amici? Ecco tutte le combinazioni possibili per un angolo barbecue funzionale e pratico, a partire da un metro per arrivare a una cucina intera con tanto di forno per la pizza!
Griglia
Le dimensioni standard delle griglie del barbecue sono cm 60x40, 70x40 e 90x40. Per appoggiare utensili, piatti e condimenti servono due piani laterali da cm 20 e, magari, uno da 40 davanti. Considera quindi uno spazio, in base alla griglia scelta, da cm 100x80 a 160x80. Se hai tanto spazio puoi realizzare un maxi bbq accostando più griglie.
Griglia + forno
Se hai almeno 2 metri di larghezza a disposizione puoi accostare alla griglia anche il forno per la pizza che ha un ingombro di cm 80x40. Tieni conto che tra griglia e forno è bene lasciare circa 10 cm per lavorare con agio.
Griglia + cucina
Se oltre al barbecue vuoi una cucina outdoor puoi partire da un modulo di minimo 2 metri in cui inserire sia griglia sia piano cottura. Se aggiungi anche il lavello ti servono 3 metri e ad almeno 420 cm inserendo il forno.
Da sapere
I modelli a gas funzionano come i fornelli di casa: il calore si sviluppa subito, 20 in modo uniforme e puoi regolare la temperatura.Il classico barbecue a legna entra in temperatura dopo circa 30 minuti e deve essere monitorato costantemente, però la brace dona ai cibi un sapore più deciso. Quello elettrico fa poco fumo e ha temperatura costante.
Se le dimensioni della stanza sono al limite (8/9 mq) ma non si vuole rinunciare alla comodità né a uno spazio gioco, si può ricorrere a un letto a ribalta che, quando non serve, si richiude in verticale dentro il modulo di un armadio. In foto, letto a ribalta Twiddy da cm 136x208 [Nidi].
In mansarda si sfrutta la parte in cui la falda del tetto è più bassa con un cassettone da cm 100x200 con rete a doghe e materasso. Quando c’è un ospite si estrae il cassettone e il letto è pronto. Questa soluzione si può adottare anche
nella stanza dei ragazzi.
Una soluzione adatta anche nel monolocale? Il letto
si nasconde nella parete attrezzata che accoglie
i libri e la tv. Un modulo da cm 200x42/122x 102,7h che esternamente sembra una madia chiusa da ante ospita un letto singolo a ribalta. In foto, composizione CM 322 da cm 350x42/58 [Giessegi].
Avere un letto in più fa sempre comodo, specie se quando non serve scompare. Lo puoi ricavare con un progetto ad hoc o scegliendo fra le soluzioni in commercio. E nelle camere dei bambini il letto che di giorno sparisce e lascia spazio al gioco è una soluzione perfetta!
Avere un letto in più in casa è sempre un vantaggio, soprattutto quando non è necessario che occupi spazio tutto il tempo. La praticità di un letto che scompare quando non serve è ineguagliabile, permettendo di ottimizzare lo spazio disponibile e mantenere l’ambiente ordinato e funzionale.
Questa esigenza può essere soddisfatta in due modi: attraverso un progetto personalizzato su misura oppure optando per le numerose soluzioni già disponibili sul mercato. La scelta dipende dalle specifiche necessità e dal budget a disposizione. Un progetto ad hoc offre la possibilità di adattare il letto esattamente alle dimensioni e allo stile della stanza, integrandolo perfettamente nell'arredamento esistente. D'altra parte, le soluzioni commerciali, spesso modulari, offrono praticità e versatilità, con una vasta gamma di modelli che possono adattarsi a diverse esigenze di spazio e design.
Le camere dei bambini rappresentano l'ambiente ideale per questo tipo di soluzioni. Un letto che di giorno scompare, lasciando spazio al gioco e ad altre attività, contribuisce a creare un ambiente dinamico e multifunzionale. I letti a scomparsa, infatti, non solo liberano spazio prezioso, ma possono anche trasformarsi in altri elementi d’arredo come scrivanie, armadi o divani, rendendo la stanza un vero e proprio spazio polivalente. Un esempio classico è il letto a scomparsa verticale, che si ripiega verso il muro, oppure il letto a cassetto, che si estrae da sotto un altro letto o un
La foto del mese è della nostra lettrice Vittoria Noci, imprenditrice che fa consulenze digitali e lavora nel mondo del food. Insieme alla madre e alla sorella dirige Pandalì, un bistrot nel centro di Roma (@pandali_roma). Piatti [Ginori 1735], piattini [Bitossi Home], bicchieri e posate sono un mix di vari modelli [Ikea].
Uno sfondo a quadretti che catalizza l’attenzione e la semplicità di poche pietanze da servire in mini contenitori super cool. Si comincia dalla tovaglia... non stirata!
Una tavola semplice apparecchiata in una domenica di primavera assolata, in occasione di un brunch veloce con le amiche: questa volta, a sorprenderci, è l’estro creativo della nostra lettrice Vittoria Noci, che è partita dalla tovaglia a quadretti Vichy della zia ultranovantenne per allestire la tavola. I suoi consigli? Tovaglia (volutamente) stropicciata, stoviglie di base bianche e un grande filone di pane da tostare e servire in un piatto da portata centrale, che invita alla convivialità: piattini, ciotoline e salsiere serviranno per hummus di ceci, guacamole, bacon fritto e uova strapazzate...
La ricetta di Luca Fiorini creator CF style: Hummus di Avocado
Ingredienti
1 barattolo di ceci lessati (400 gr ca.)
la polpa di 2 avocado grandi (o di 3 piccoli)
4 cucchiai da tavola di olio extravergine di oliva
2 cucchiai di tavola di tahina (la pasta di semi di sesamo che si usa per l’hummus)
2 spicchi d’aglio
il succo di 2 lime
qualche ciuffetto di prezzemolo
2 pizzichi abbondanti di sale
1 cucchiaino di zucchero
pepe nero qb
Come si fa
Metti tutti gli ingredienti nel mixer e azionalo a media velocità, aumentando gradualmente. Per renderlo ancora più cremoso puoi aggiungere un cubetto di ghiaccio.
Aggiusta con l’olio, il sale e il succo di lime la consistenza e il sapore, assaggiando.
Servi in una ciotola con un filo d’olio in più, un ciuffetto decorativo di prezzemolo e due spicchi di lime.
Consigli: Scegli avocado maturi ma non troppo, preferendo la qualità Hass (la più polposa, adatta a queste lavorazioni). Devono essere sodi a sufficienza, da non sfaldarsi al tocco, ma anche abbastanza morbidi da lasciare il dito appena impresso, premendo. Due indicatori di maturità sono il colore (verde scuro) e il profumo (leggermente dolciastro). Se li acquisti troppo ‘indietro’ lasciali maturare qualche giorno fuori frigo, a temperatura ambiente, vicino a una mela o una banana!
Prima di tutto c’è la questione dello spazio, poi ci sono le abitudini: se ami cucinare puoi ‘costruirti’ il piano cottura su misura e installare un forno XL; se cucini poco e solo cose essenziali, ti bastano meno piastre e un fornetto.
Piano cottura
Gas o induzione? Non importa quale tipologia scegli ma quanto spazio hai e/o se ti appassiona cucinare: i moduli da 30 cm sono ideali per mini locali o, abbinandone 2 o 3 diversi (cottura, friggitrice, piastra...) per una cucina da professionisti. Il modello da 60 cm ha 4 fuochi, quello per ‘quasi-chef’ ne ha 5 e arriva a 90 cm.
Forno
Microonde: è compatto, per essere messo sul piano di lavoro senza ingombrare.
Combinato: fa sia da microonde sia da forno ventilato: se hai una mini cucina prendilo da appoggio (puoi metterlo su una mensola), altrimenti da incasso sta anche in una colonna
Multifunzione: in versione big è dedicato a chi ama cucinare e ha molto spazio: si inserisce sotto il piano cottura.
Frigorifero
Come sceglierlo? In base allo spazio e a quante persone serve: per single e coppie ci sono il sottopiano (se ci sta aggiungi un modulo freezer uguale) o il due porte, magari compatto. Per 4 o più persone il side by side ha la giusta capienza (e può avere anche l’erogatore d’acqua e la cantinetta).
Il lato più ‘morbido’ del design, con tessuti materici per le sedute, mensole piene di libri e oggetti, luci eleganti e un lieve tocco rétro.
Il lato più ‘morbido’ del design emerge attraverso l'uso di tessuti materici per le sedute, creando un ambiente accogliente e confortevole. Gli arredi si arricchiscono di mensole piene di libri e oggetti che donano personalità e calore agli spazi, trasformandoli in veri e propri angoli di relax e riflessione. Le luci eleganti, scelte con cura, contribuiscono a creare un'atmosfera sofisticata e raffinata, mentre un lieve tocco rétro aggiunge un fascino senza tempo che rende unico ogni ambiente.
Per esaltare la luminosità degli spazi, opta per pareti in bianco, che non solo amplificano la luce naturale ma creano anche un fondo neutro e versatile. Per scaldare ulteriormente gli ambienti, un parquet lavorato rappresenta una scelta ideale: la sua texture e le sue tonalità naturali aggiungono un tocco di calore e accoglienza, bilanciando l'aspetto minimalista delle pareti bianche.
Infine, per dare un carattere deciso e contemporaneo alla tua casa, inserisci un colore forte e ‘terroso’. Che sia un mobile di design, un divano, o anche solo qualche accessorio come cuscini e tappeti, questo colore aggiunge profondità e contrasto, rendendo l'ambiente dinamico e visivamente interessante. Sperimenta con tonalità come il terracotta, il senape, o il verde bosco, per creare un effetto di grande impatto visivo che rimane però elegante e coerente con lo stile complessivo.