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Legno uniti a vetro e ceramica negli oggetti di design di Anna Bertinelli

Lucrezia Sarnari

Lucrezia Sarnari  •  Cera una vodka

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Cresciuta nella falegnameria del papà, Anna Bertinelli ha dedicato i suoi studi al design unendo nella sua nuova linea per la casa artigianalità, territorialità umbra e linee moderne. Gli stessi elementi che utilizza nelle stanze dove lavora e vive.

Ciao, puoi raccontarmi chi sei e cosa fai?
Mi chiamo Anna Bertinelli e sono una designer, mi occupo principalmente di progettazione d’interni e di design del prodotto. Sono cresciuta nella falegnameria di mio padre e nel corso del tempo mi sono appassionata al legno e al mondo dell’artigianato. Ho affinato questa passione facendola diventare un lavoro creando un piccolo brand 'Nuova linea Produzioni di design' che amo definire di 'design-artigiano' e che  riunisce in un'unica realtà, essenzialità delle forme e territorialità dei materiali. Creo oggetti per la casa, per la tavola… per lo stupore quotidiano! Utilizzo il legno, come materia principale ma che trova felici unioni con vetro e ceramica, anche questa rigorosamente umbra e lavorata a mano.

In un mondo che è votato all’innovazione tu sei, per certi versi, una professionalità del passato: come concili queste due facce del tuo lavoro?
Siamo la generazione dei makers, degli artigiani 2.0 e dei designer che credono che la riproducibilità non sia soltanto quella industriale, che si battono per il saper far territoriale come valore aggiunto al progetto, che credono che un oggetto oltre ad essere bello e funzionale può anche emozionare. Tutto questo lo raccontano con passione, consapevolezza, competenza, con i modi e i mezzi che la contemporaneità mette a disposizione… e con uno sguardo verso il futuro! Ecco io mi sento in questa ultima categoria!

Perché hai scelto la strada dell’artigianato?
Per emozionare e stupire le persone! Credo che un oggetto di artigianato abbia un’aura intorno a sé unica che racchiude una parte della personalità di chi l’ha pensato, di chi l’ha plasmato, un po' della cultura e un po' del territorio dove è stato realizzato. Un oggetto di artigianato racconta sempre una storia di felicità!

Tre parole per descrivere i tuoi prodotti.
Emozionali, essenziali, territoriali

Qual è la stanza di casa tua che preferisci?
Amo il cibo, la buona tavola e gli oggetti che ruotano intorno a questo mondo, non a caso con Nuova Linea mi dedico principalmente a questo. La cucina è la stanza della casa che preferisco (e anche di casa mia ovviamente) perché cucinare è convivialità, divertimento, sperimentazione: un atto d'amore che rende tutti più felici. In un progetto d'interni, reputo che sia la stanza principale a cui dedicare grande attenzione, dove coniugare funzionalità ed estetica.

Come ottimizzi lo spazio nel tuo laboratorio?
Non sono una maniaca dell'ordine ma ho necessità di riorganizzare lo spazio secondo esigenze che cambiano continuamente. Credo che l'ordine dello spazio aiuti anche l'ordine mentale e la spinta creativa. Il mio lavoro si svolge contemporaneamente nel mio studio/show-room e in falegnameria: la seconda è il regno di mio padre e tutto ruota intorno ad una sua logica d'ordine, lo studio e lo show-room sono sotto la mia gestione! In studio ho diverse scaffalature che contengono riviste, campionari, cataloghi e libri sempre a portata di mano e un grande piano d'appoggio libero. Adoro il vecchio tecnigrafo sul quale tengo alcuni dei miei pezzi in legno e ceramica che uso come contenitori per penne, matite, colori e pennelli. Una cosa a cui non posso rinunciare è la lavagnetta in sughero dove posso appuntare le idee e comporre moodboard d'ispirazione. Lo show-room fortunatamente è uno spazio abbastanza grande da accogliere le necessità del brand: esposizione delle collezioni, allestimento di angoli a tema e spazi per workshop soprattutto nel periodo delle festività natalizie.

 

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