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L’arte giapponese del Gyotaku

Francesco Bonini

Francesco Bonini  •  Cijecam

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Alla scoperta del Gyotaku, un'antica e poetica arte giapponese antenata della fotografia e di....instagram!

Alzarsi all'alba, scendere al porto all'arrivo dei pescatori e scegliere il pesce direttamente dai banchi di marmo sulla banchina accanto alle imbarcazioni. Ho incontrato Elena intenta a dipingere con pennello e china nera su carta di riso dei soggetti marini. Era seduta dentro al suo stand di legno in un mercatino di Santa Margherita Ligure e la sua storia mi ha subito affascinato.

Elena Di Capita, in arte Gyotaku Levante è una fra i pochissimi artisti italiani a cimentarsi nella poetica arte giapponese del Gyotaku, che consiste nel 'trasferire' su supporti quali carta di riso o seta le sagome di pesci e fauna del mare, precedentemente colorati con del nero di seppia. Una volta che la sagoma è 'stampata' si procede con il pennello ad evidenziare i particolari ed i dettagli.

La tecnica nasce a metà dell'ottocento tra i pescatori dell'impero del Sol Levante che volevano immortalare come in una specie di istantanea le loro prede migliori prima di procedere a consumarle, e personalmente la trovo una cosa così romantica!

Elena nel suo lavoro si è specializzata nei piccoli esemplari di pesce azzurro, come le acciughe tipiche dei nostri mari, che rappresenta in fogli singoli, polittici, composti in vortici e palloni, proprio come se il banco vivesse sulle pareti una volta incorniciato!

E una volta finito il lavoro col pesce che si fa? Beh, proprio grazie all'utilizzo del nero di seppia si passa dal foglio alla padella e si può cucinare!

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Francesco Bonini

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Elena Di Capita

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