Ogni giorno, senza rendercene conto, compiamo innumerevoli scelte che determinano chi siamo, che percorso di crescita e di sviluppo intraprendiamo. Scegliamo cosa indossare, cosa mangiare e bere, che parole usare, quali libri leggere, quali sogni inseguire, che canzoni ascoltare, cosa vedere, con chi avere
relazioni. La possibilità di scegliere è una delle espressioni più concrete della libertà, perciò il diritto la tutela sotto varie forme: libertà di pensiero, di espressione, di movimento e di autodeterminazione.
La libertà di scelta aiuta ciascuno a costruire la propria identità, ma non è mai assoluta: se da bambini sembra facile scegliere – un gioco, uno sport, un’amicizia – crescendo il nostro spazio di autonomia da un lato aumenta ma dall’altro lato ci mette di fronte a esigenze o obblighi che restringono il campo di libertà.
Se ci serve un lavoro per vivere, non sempre siamo nelle condizioni di poter decidere quale esercitare. Per i minori sono gli adulti a prendere decisioni legate alla salute, all’istruzione, alla gestione del patrimonio, ma questo non significa che la voce dei ragazzi non conti. Al contrario, il nostro ordinamento riconosce sempre più valore all’ascolto dei minori, specie quando hanno raggiunto un’età e una maturità sufficienti per esprimere un’opinione. C’è poi un altro aspetto da ricordare: le scelte sono influenzate dalle condizioni economiche, dal contesto familiare, dal luogo in cui si vive, dalle opportunità educative e culturali che si incontrano lungo il cammino, e non tutti partono dalle stesse possibilità.
La possibilità di scelta è una delle espressioni più concrete della libertà. La libertà di scelta si esercita entro dei limiti.
Essere liberi di scegliere non significa sempre avere opzioni e opportunità uguali. Esiste, infine, un limite che riguarda tutti: la libertà di una persona non può trasformarsi in un danno per gli altri. I diritti convivono nello stesso spazio e devono trovare un equilibrio reciproco. Tutto questo si riflette nelle nostre case: possiamo decidere come arredarle, organizzarle, colorarle e trasformarle per renderle più vicine alla nostra personalità – la casa è uno dei luoghi in cui esprimiamo maggiormente chi siamo – però la libertà incontra dei confini.
Le risorse economiche possono ampliare o ridurre le possibilità di scelta; esistono regole urbanistiche, edilizie, architettoniche, vincoli paesaggistici
o storici che limitano ciò che possiamo modificare fuori e dentro le nostre abitazioni. Forse è questo il significato più autentico della scelta: non fare qualsiasi cosa, ma poter compiere scelte consapevoli all’interno di una comunità, rispettando gli altri e il mondo che condividiamo, tenendo in considerazione la personale condizione ambientale, economica e di vita.
Perché la libertà di scelta non vive nell’assenza di regole e di limiti, ma nella possibilità di trovare il proprio spazio dentro di essi.
LA LIBERTÀ DI SCELTA NEL DIRITTO:
• La Costituzione all’art. 2 riconosce e garantisce i diritti inviolabili della persona; art. 3: afferma il principio di uguaglianza e impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che limitano libertà e opportunità; art. 21: tutela la libertà di manifestazione del pensiero; art. 30: riconosce il diritto-dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli.
• La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia con l’art. 12 riconosce al minore capace di discernimento il diritto di essere ascoltato nelle decisioni che lo riguardano.
Di Eleonora Colombo, avvocato penalista e tech, cultrice della materia all'Università Ca' Foscari, Venezia - www.eclex.eu
