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Casa e privacy: cosa è emerso dal ‘Life at Home Report 2019’ di Ikea

Deborah Della Penna

Deborah Della Penna  •  More Time Studio

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Il progredire della tecnologia e l’avvento dei social hanno rafforzato e modificato sia il concetto che il bisogno di privacy. Ancora di più quando si parla di casa.

È proprio il concetto di privacy e la sua evoluzione al centro del 'Life at Home Report 2019', la più grande ricerca internazionale condotta da Ikea che esplora le tendenze legate alla vita domestica e l’evolvere del concetto stesso di abitare.

Quest’anno l’indagine ha coinvolto oltre 33.500 persone in 35 paesi del mondo, tra cui l’Italia.

Anche la casa infatti, in quanto spazio domestico ed emotivo, è strettamente correlata al senso di privacy. Ecco cosa è emerso dalla ricerca:

  • l’83% degli italiani considera un diritto avere privacy a casa, ma il nostro Paese ne avverte più di altri l’esigenza.
  • il 30% degli italiani sente infatti di non avere abbastanza tempo e spazio per sé, rispetto al 12% della Svezia, il 18% della Germania, il 21% della Gran Bretagna.
  • Per il 74% degli italiani la privacy gioca un ruolo primario per il proprio benessere e la sua mancanza genera un senso di frustrazione e ansia.

Un dato davvero curioso e che ha colpito la mia attenzione è quello relativo alla tecnologia: paradossalmente per il 76% degli italiani, i social media e la messaggistica sono uno spazio in cui trovare tempo per sé e parlare con altri senza essere disturbati. Un vero paradosso, perché in realtà i social hanno reso molto meno tangibile e marcata la linea di confine tra sfera privata e pubblica. Siamo sempre connessi e spesso lo facciamo da quello spazio che siamo abituati a definire 'sicuro', ovvero casa.

Forse uno dei buoni propositi per questo nuovo anno appena iniziato potrebbe essere proprio questo: più tempo di qualità da dedicare al proprio spazio personale e alle proprie passioni.

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