La casa-silenzio non è isolamento ma equilibrio.
Assenza di rumore: questo è il silenzio nella percezione comune. In realtà è molto di più: il silenzio è spazio, è confine, è tutela. Tutte le civiltà giuridiche più evolute ne garantiscono il diritto, come una delle più forti tutele della persona.
Sebbene non esista una disposizione specifica che lo menzioni apertamente, la tutela giuridica e giudiziaria del silenzio è indiscussa anche nel nostro ordinamento. Nell’ambito penale l’indagato e l’imputato hanno il diritto di non rispondere, di non collaborare, di non autoincriminarsi, di non trasformarsi
in fonte di prova contro se stessi, di non proferire verbo e che questo comportamento venga interpretato e usato ai fini del decidere. È il principio del “nemo tenetur se detegere”, nessuno è obbligato ad accusarsi. Il silenzio non è e non può essere sospetto, è presidio contro pressioni, errori, suggestioni, interpretazioni non autentiche. È una scelta strategica e difensiva. parlare è una facoltà, tacere è una libertà protetta. Questa dimensione di garanzia ci dice qualcosa di profondo: il silenzio è uno spazio di autodeterminazione.
È il tempo necessario per capire, valutare, scegliere. È la pausa che rende la decisione davvero libera e consapevole.
C’è poi un secondo livello di considerazione, meno tecnico ma altrettanto importante: il silenzio come condizione di ascolto. Nei tribunali si chiede silenzio per ascoltare chi sta parlando, comprendere, pesare le parole, rispettare la voce dell’altro. Il silenzio è ordine che consente alla verità processuale di emergere senza sovrapposizioni e rumori che possono confondere, sviare o coprire informazioni rilevanti. Se dalle aule del tribunale ci spostiamo alla vita quotidiana, la casa è il luogo naturale di garanzia del silenzio, nella sua accezione più completa. Non solo perché è spazio fisico separato dal caos esterno, ma perché rappresenta il primo ambiente di protezione della persona. Tra le mura domestiche il silenzio assume valore rigenerativo: è difesa dalla sovraesposizione, dall’eccesso di stimoli di una vita frenetica ed iperconnessa. La casa-silenzio non è isolamento ma equilibrio.
Proteggere la casa significa proteggere anche il silenzio che la abita. Progettare la propria dimora con spazi che non richiedono produttività ma solo stare, significa rispettare e garantire il diritto al silenzio e riconoscerne il valore intrinseco. In un’epoca di notifiche, flussi costanti e opinioni immediate, riscoprire il valore giuridico e umano del silenzio è quasi un atto rivoluzionario.
È potere. È garanzia. È sentirsi a casa.
DOVE È SANCITO IL DIRITTO AL SILENZIO:
- Il principio che nessuno è tenuto ad accusare se stesso è considerato corollario implicito degli articoli 24 e 27 della Costituzione in materia di diritto di difesa
ed è implicitamente garantito dagli articoli 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. - Il diritto al silenzio è disciplinato dal Codice di Procedura Penale (art. 64 e 210), che impone alle autorità l’obbligo di avvertire l’indagato della sua facoltà di non rispondere.
- È parte essenziale del concetto di equo processo definito dall’art. 111 della Costituzione e 6 della Convenzione europea per diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.
Di Eleonora Colombo, avvocato penalista e tech, cultrice della materia all'Università Ca' Foscari, Venezia - www.eclex.eu
