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Il concetto di ‘rinascita’ nei lavori di tre artisti

I progetti di una giovane fotografa slovacca, un artista turco e un restauratore di ceramiche olandese.

Il vecchio torna nuovo e trova nuovi significati: breve viaggio nel concetto di rinascita.

Il primo riferimento lo si trova nei progetti di Mária Švarbová: classe 1988, è una studentessa di archeologia e restauro di opere d'arte slovacca che, a partire dal 2010, si lascia stregare dalla passione per l'estetica e la fotografia, diventando una delle più interessanti espositrici internazionali (Stati Uniti, Italia, Spagna, Russia, Giappone).

I suoi lavori, soprattutto quelli ambientate nelle piscine dell'era socialista ('Swimming Pool', 'Girl Power' e 'Origins') si basano su un'interpretazione onirica della realtà, dove le emozioni si congelano a vantaggio di una serenità quasi indotta in cui le figure, snelle e longilinee, sospendono il movimento in una rarefatta simmetria e i colori pastello si fondono tra loro.

Tra passato e presente, invece, si collocano i dipinti dell'artista espressionista Eser Gündüz, 30 anni, di Istanbul, che sintetizzano i suoi inizi segnati dal disegno libero fino alla sua passione per l'architettura.

Infine, unifica concettualmente l'idea di "rinascita" il lavoro di Bouke de Vries, un po' restauratore di ceramiche olandese, un po' artista, la cui ricerca inzita nel 2009 ci ricorda la bellezza della decostruzione, che permette di ricostruire. Come nel suo incantevole vaso in pezzi.

Testi

Giorgia Bimbatti e Laura Barsottini

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