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Fuorisalone: le novità del brand Désirée

Scrittoio e divano firmati da Antonio Rodriguez in collaborazione con Matteo Thun

Dopo il successo della poltrona Rito, Désirée, brand di imbottiti di Gruppo Euromobil, presenta due nuovi prodotti: il divano e lo scrittoio della collezione Rito. Anch'essi firmati dalla fortunata collaborazione di Antonio Rodriguez e Matteo Thun, propongono linee pulite e leggere, fattura di grande qualità, materiali raffinati e importanti.

"L'idea è quella di abbinare leggerezza e comodità, anche visiva", spiega Rodriguez. "Perché prima si tocca con gli occhi. Poi il divano, per esempio, si rivela più comodo del previsto! Per quanto riguarda lo scrittoio, ha una linea essenziale ma capace di arredare e di ottima fattura. C'è ormai da tempo la voglia di tornare a prodotti 'timeless', capaci di durare nel tempo. Da abbinare anche, perché no?, a pezzi di 'fast design', diciamo!".

Il divano coniuga la linearità del tondino metallico della struttura alla morbidezza e generosità dell'imbottitura. Un tavolino rotondo si posiziona tra una seduta e l'altra, pratica soluzione anche per lavorare 'sdraiati' "come fanno i giovani", aggiunge Rodriguez.

Combinazione di opposti anche per lo scrittoio, compatto e delicato, con struttura in metallo sovrastata da pannelli di legno e foderati in pelle.

Nello showroom di via Monforte, poi, è possibile visionare l'installazione dell'artista di origine austriache Jorrit Tornquist: commissionata dai fratelli Lucchetta, titolari del brand e da sempre interessati all'arte, si colloca all'interno del progetto WePlanet. "La Terra non ha bisogno della presenza umana per sopravvivere", dichiara. "Dobbiamo renderci conto che siamo noi ad aver bisogno di lei". L'opera, "Oltre il sipario", è costituita da 3 scheletri che ritraggono le 3 scimmiette di tradizione nipponica che non vedono, non sentono e non parlano, sedute al cospetto di un grande mondo: a quella che non vede, l'artista ha messo degli occhiali, come una mascherina a quella che non parla e delle cuffie stereofoniche a quella che non sente.