Artigiani

Eugenio e Marta: l’impagliatura ‘intreccia’ passione e tradizione

La loro attività di impagliatura e incannatura è nata primi anni del ‘900. Oggi Impagliando Design, tra gli espositori di Med Soul 2025, ha un linguaggio più moderno e contemporaneo che non dimentica, però, la tradizione

Impagliando Design è tra i brand artigianali che hanno partecipato alla prima edizione dell'esposizione Med Soul, a Genova. Nato nei primi anni del ‘900 come laboratorio di impagliatura e incannatura a Meda (Mb), oggi il marchio è stato rinnovato da Marta e Eugenio, coppia nel lavoro e nella vita.

Marta, raccontaci la vostra attività. «Nasciamo nel 2006 dall’unione nella vita e nel lavoro tra Eugenio, già nell’ambito del mobile e arredo, e io che ho ereditato dai miei genitori l’attività di impagliatura e incannatura, che a loro volta è stata ereditata dalla nonna materna. Il contesto in cui si sviluppa è un piccolo paese, Meda, che ha visto nascere importanti società di arredo riconosciute a livello internazionale e intorno a loro si sono evolute attività artigianali tra cui la nostra. Nel corso del tempo abbiamo sempre avuto la necessità di concretizzare idee che nascevano durante l’attività di impagliatura (da qui la scelta del nome  "Impagliando") e di esternarle. Il nuovo si fonde con il vecchio, si unisce o si inserisce a seconda del contesto, rispettando sempre il passato».

Di che tipo di lavorazioni vi occupate? «Le lavorazioni sono molto diverse: impagliatura con erba palustre e cordoncini di cellulosa, incannatura con trafilato di giunco e manao e intrecci con materiali sia naturali che sintetici, purchè ricilabili o riciclati. Produciamo sgabelli e sedie in ferro con intrecci in corda, poltrone in legno e oggetti quali tasche portaoggetti in corda, specchietti per bagno o camera, seggioline per bambini, vasi abbelliti con midollino oppure intrecciati in corda e midollino».

Siete molto attenti anche alla sostenibilità, al riciclo e all'upcycling. «Siamo cresciuti in una realtà semplice ed educati fin da bambini al non spreco e al riutilizzo. Per cui è stato naturale proporre di riutilizzare o fornire una nuova funzione a complementi d’arredo stipati in cantine o box, mantenendo la loro originalità, oppure modificandoli aggiungendo dettagli o impreziosendoli con lavorazioni, dando più valore e unicità al pezzo».

Testi

Sara Peggion

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