La sua piccola bottega artistica ha conquistato persino il lontano mercato giapponese: è "Materia Ceramica" della maestra artigiana Maria Antonietta Taticchi, che da 40 anni porta avanti una passione, poi diventata professione, creando pezzi unici realizzati rigorosamente a mano. Oggi al suo fianco c'è anche la figlia Caterina Aquinardi, che crea originali gioielli e accessori.
Maria Antonietta, qual è stato il suo percorso professionale e quando è nata la sua passione per la ceramica e la decorazione? «La mia passione per l’arte e la pittura nasce nell’infanzia. Sono cresciuta a Ponte Pattoli, nella campagna umbra, in una grande famiglia profondamente legata alla terra. Mio padre e mia nonna paterna dipingevano e sono stati loro a trasmettermi il gusto per la pittura, il colore e l’osservazione del mondo che mi circondava. Mio nonno Giuseppe, agricoltore innovatore, ha avuto un ruolo importante nella mia formazione: mi ha insegnato ad amare il paesaggio, le stagioni, i campi di grano e le vigne. A 16 anni i miei genitori mi accompagnarono a Deruta nella bottega artigiana del Maestro Ceramista Guido Montanari, dove appresi l’arte del “bello”, l’arte di trasformare un oggetto in terracotta in una maiolica dipinta a mano. Fu un’esperienza decisiva, che mi permise di apprendere una tradizione artigianale straordinaria e di capire che la ceramica sarebbe diventata il mio percorso professionale. Dopo il liceo scientifico ho scelto di frequentare l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, approfondendo la mia formazione artistica per decidere infine di diventare artigiana ceramista. Nel centro storico di Perugia ho dato vita al mio laboratorio, trasformando una passione nata da bambina in una professione che porto avanti da oltre quarant’anni. Oggi continuo a dedicarmi alla creazione di pezzi unici, mantenendo vivo il dialogo tra tradizione e ricerca personale».
Ci racconta come si svolge il suo mestiere di artigiana e quali sono le sue ispirazioni? «Il mio lavoro è il risultato di un processo interamente manuale che richiede tempo, attenzione e sensibilità. Ogni pezzo inizia con la scelta dell’oggetto in terracotta, che viene accuratamente preparato, levigato e immerso in uno smalto bianco. Una volta asciutto, osservo la forma dell’oggetto e lascio che sia essa stessa a suggerirmi il decoro più adatto. Dipingo esclusivamente a mano libera utilizzando terre e ossidi metallici mescolati ad acqua. Amo particolarmente lavorare in punta di pennello sulle sfumature cromatiche, cercando di restituire la ricchezza e la profondità dei paesaggi naturali. La sfida più affascinante è rappresentare la luce, i verdi di un bosco, i gialli dei campi maturi o le infinite variazioni di colore che caratterizzano la natura. Le mie principali fonti di ispirazione sono l’Umbria e il suo territorio. Le colline, gli alberi, i campi coltivati, il Lago Trasimeno e gli scorci architettonici di Perugia e dei borghi umbri sono elementi che ritornano costantemente nelle mie decorazioni. Mi piace pensare che un semplice piatto o una lampada possano raccontare una storia e invitare chi li osserva a intraprendere una passeggiata».
Ha partecipato e lanciato numerose iniziative legate al lavoro artistico e all’artigianato: quali sono quelle che hanno caratterizzato di più il suo lavoro e che ricorda con più gioia? «Nel corso degli anni mi sono sempre impegnata insieme ad altri artigiani per promuovere e valorizzare l’artigianato artistico contemporaneo per il suo valore culturale, economico e sociale fino a fondare nel 2009 l’associazione ARTICITY Botteghe Artigiane del Centro Storico. Particolarmente significativo è stato il riconoscimento nel 2017 come Maestro Artigiano e la trasformazione della mia bottega in Bottega Scuola. Ho sempre creduto che il sapere artigianale debba essere condiviso e trasmesso, perché rappresenta un patrimonio prezioso che rischia di andare perduto se non viene coltivato dalle nuove generazioni. Scoprire che le ceramiche che ho realizzato nel corso degli anni sono diventate una parte importante della vita delle persone che le hanno ricevute o acquistate è una grande soddisfazione; come constatare che il piccolo laboratorio Materia Ceramica, è diventato un punto di riferimento per chi cerca opere autentiche realizzate a mano e desidera conoscere da vicino il mondo della ceramica artistica. Mi colma di orgoglio vedere le mie creazioni apprezzate anche al di fuori dell’Italia. In particolare dal 2016, il mercato giapponese ha dimostrato una sensibilità speciale per il mio lavoro artigianale. Sapere che le mie ceramiche vengono esposte e acquistate in tutto il Giappone in manifestazioni dedicate all’artigianato italiano rappresenta per me una grande soddisfazione e una conferma del valore universale dell’artigianato fatto con passione. Tra le emozioni più grandi, però, c’è senza dubbio quella di lavorare oggi insieme a mia figlia Caterina. Vederla scegliere di proseguire questo percorso e contribuire con la propria creatività alla crescita del laboratorio è motivo di orgoglio e rappresenta una naturale evoluzione di una storia familiare che continua nel tempo.
Quali sono i vostri best seller? «I prodotti più richiesti sono gli oggetti dedicati alla casa e all’arredo: pannelli decorativi, mattonelle artistiche, lampade, piatti e complementi d’arredo dipinti a mano. Molti clienti scelgono opere che rappresentano paesaggi umbri e vedute di Perugia, perché riescono a racchiudere in un oggetto un ricordo, un’emozione o un legame con il territorio. Un altro aspetto molto apprezzato è la possibilità di realizzare pezzi personalizzati. Mi piace instaurare un dialogo con chi acquista le nostre creazioni e trasformare richieste particolari in oggetti unici, pensati appositamente per la persona che li riceverà. Negli ultimi anni la produzione si è arricchita grazie al contributo di Caterina, che realizza gioielli e accessori in ceramica completamente fatti a mano. Collane, bracciali, portachiavi e papillon personalizzabili hanno portato una nuova energia creativa al laboratorio, avvicinando anche un pubblico più giovane. Caterina ama modellare l’argilla e creare nuovi oggetti dando così ancora più originalità alla produzione».
Sta lavorando su nuovi progetti, idee, creazioni? «La ricerca e la sperimentazione fanno parte del nostro lavoro quotidiano. Pur rimanendo profondamente legata alla tradizione ceramica umbra, esploriamo nuove possibilità espressive per raccontare il territorio attraverso la ceramica. In laboratorio stiamo continuando a sviluppare nuove collezioni che uniscono il sapere artigianale alle esigenze e ai linguaggi contemporanei. L’incontro tra la mia esperienza e la creatività di Caterina ci permette di confrontare punti di vista differenti e di dare vita a progetti che mantengono forte il legame con la tradizione e il territorio, pur aprendosi all’innovazione. Il nostro obiettivo è quello di creare opere capaci di emozionare e di raccontare una storia. Ogni nuovo lavoro rappresenta un’occasione per osservare il mondo con occhi diversi e trasformare un materiale antico come la ceramica in qualcosa di vivo, attuale e sempre unico».
