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A scuola di fiori con La Fiorellaia: l’Anthurium

Una sua follower l’ha definita una ‘spacciatrice di gioia floreale’: Cecilia Paganini (La Fiorellaia) è una profonda conoscitrice dei fiori, ma soprattutto ne è un’amante... contagiosa. Tra consigli pratici e curiosità, ci regala conoscenza e bellezza e questo mese ci parla dell'Anthurium

Con questo caldo, che ahimé fa soffrire molti dei fiori che abbiamo visto finora, ho pensato di parlarvi di fiori tropicali. In particolare dell’anthurium, perché credo che sia uno di quei fiori ‘da difendere’ e riproporre, e sono certa che se imparerete a conoscerlo vi saprà stupire per le sue tante qualità.

UN FIORE CHE SA... ARREDARE!

L’anthurium ha una forma unica che ricorda la tavolozza di un pittore o, per i più romantici, un cuore. Il suo andamento geometrico lo rende particolare anche quando viene utilizzato da solo. Inserite un anthurium del colore e della dimensione che preferite in un vaso che amate molto, e il gioco è fatto: scoprirete quanto sia in grado di ‘arredare’ qualsiasi angolo di casa.

LA COMPOSIZIONE

Il mese scorso vi ho insegnato a utilizzare la spugna e immagino che non sia stato facile mettersi alla prova. Ho pensato quindi di proporvi nuovamente questa tecnica, in modo che non abbia più segreti! Questa volta creeremo un vasetto che potrà decorare un angolo della vostra casa o diventare un centrotavola.

Occorrente

  • vaso (il mio è un porta-piante in cemento)
  • spugna per composizioni floreali
  • anthurium
  • garofani (in alternativa: rose)
  • garofani ramificati (in alternativa: roselline ramificate o piccoli fiori)
  • violaciocche (in alternativa un qualunque fiore a forma di spiga come gladiolo, bocca di leone, delphinium)

Come si fa

  1. Riempi una bacinella d’acqua e appoggia la spugna; aspetta qualche minuto, in modo che la spugna assorba l’acqua. Non spingerla sul fondo per accelerare il processo, si creerebbero delle bolle d’aria e la spugna finirebbe per non bagnarsi in modo uniforme come dovrebbe.
  2. Inserisci la spugna bagnata nel vasetto che hai scelto (se la spugna non è delle dimensioni esatte, rifiniscila con un coltello) e inizia a inserire gli anthurium. Io ho creato la struttura principale della composizione usandoli come base. Attenzione ad aggiustare il tiro. Se non dovesse piacerti l’altezza del fiore all’interno della composizione, non basterà sfilare lo stelo dalla spugna per farlo risultare più alto. Dovrai rimuoverlo e infilarlo di nuovo nella spugna: il vuoto che si creerebbe tra la spugna e lo stelo spostando di qualche centimetro il fiore, infatti, non gli permetterebbe di bere correttamente!
  3. Inserisci i garofani ramificati per dare un tocco di colore e aggiungere forme più vaporose, che riempiranno la parte inferiore della composizione. Di questi garofani ramificati amo anche il tocco di verde che aggiungono.
  4. Per arricchire ho pensato di aggiungere delle violaciocche, in modo da giocare con altezza e volumi. Le ho scelte di un tono simile a quello degli anthurium per creare un accostamento ton sur ton.
  5. Infine ho inserito qualche garofano, in questo caso non ramificato, per dare ulteriore volume, sempre nel color pesca.

Curiosità

L’anthurium è un fiore dall’animo un po’ vintage che sta tornando di moda. La sua caratteristica principale è durare a lungo. Di solito conosciamo quello rosso con lo spadice verde, ma esiste anche in molte colorazioni intense o sfumate, dal bordeaux al fucsia, dai rosa agli arancio, e in diverse dimensioni, anche molto piccole. L’anthurium è un fiore tropicale, perciò vi lascio qualche consiglio per farlo vivere più a lungo.

  • I fiori tropicali non amano il freddo, quindi l’anthurium vive meglio in casa.
  • Nei mesi scorsi abbiamo imparato che i fiori recisi si conservano meglio se tenuti in un luogo fresco durante la notte o quando non siete in casa; con i fiori tropicali vale l’opposto: meglio sempre un ambiente caldo e umido.
  • Se viene lasciato al freddo, l’anthurium si macchia e appassisce più in fretta.
  • Ultimo consiglio: l’anthurium reciso non necessita di molta acqua, ne bastano un paio di centimetri.
Testi

Cecilia Paganini

Foto

Mara Brioni