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Comprare all’asta e fare affari con il design d’autore

Ami il vintage. Conosci i mercatini, le fiere d’antiquariato, i grandi marchi. Ma forse non sai che c’è un altro modo per scovare pezzi originali: le aste. Ecco la nostra guida!

Sì, sono le aste che si vedono nei film, quelle col battitore sul podio che, con il martelletto, dichiara: «Aggiudicato!». Le case d’asta che trattano design sono molte: Cambi, Bertolami Fine Art, Pandolfini, Finarte, Wannenes, Boetto, Sant’Agostino, solo per citarne alcune fra quelle italiane più note.

  • Di design vengono fatte un paio d’aste all’anno, una in autunno e una in primavera.
  • Facendosi inserire nelle mailing list delle case d’asta è possibile essere aggiornati sul calendario.
  • Gli oggetti e i mobili proposti in asta si possono vedere dal vivo durante la preview, che precede l’asta di qualche giorno, o nei cataloghi on line presenti sui siti. Gli esperti sono sempre a disposizione per qualsiasi richiesta di ‘condition report’ con foto e dettagli sullo stato di conservazione.

Ma come funziona un’asta?

È più semplice e divertente di quanto si possa pensare. Si può fare un’offerta fissa prima dell’asta in base al massimo che si è disposti a spendere, ma se viene superata il lotto (cioè l’oggetto) è perso; per fare i rilanci bisogna partecipare dal vivo in sala o in diretta live via web o ancora telefonicamente, tramite qualcuno dello staff.

Su quasi tutti i cataloghi si trova una stima minima e massima che corrisponde al valore orientativo del pezzo. Il consiglio è di aggirarsi attorno alla stima minima o poco più o di fare riferimento, nel caso in cui si partecipasse dal vivo, alla base d’asta dichiarata dal battitore.
Una cosa importante da sapere: ai prezzi di aggiudicazione va aggiunta la commissione della casa d’aste, che si aggira attorno al 25%, per cui nel fare l’offerta bisogna sempre tener conto anche di questo.

Si fanno davvero affari? Nel 2015 un tavolo di Gio Ponti stimato fra 30 e 40.000 euro è andato venduto a 387.000... Ma in genere i rilanci non sono scontati e quindi sì, spesso si trovano pezzi d’autore a costi accessibili.

Qualche esempio lo vedete nella gallery. Una bella coppia di poltrone Vicario di Vico Magistretti per Artemide è stata aggiudicata presso la casa d’aste di Roma Bertolami Fine Art a soli 100 euro, che era la base d’asta (la stima sul catalogo era fra 100 e 300 euro). E sempre da Bertolami è stata venduta a 400 euro la lampada da terra Bacio di Piero Fornasetti. Molto versatile anche il tavolino porta-telefono di Ico Parisi aggiudicato a 400 euro presso la casa d’asta Boetto di Genova o le sei sedie di Carlo Ratti, rimaste invendute alla casa d’aste Sant’Agostino di Torino, e disponibili dopo l’asta a 500 euro (la stima iniziale era 700-1.000 euro).

Sì, perché anche il dopo asta non è da sottovalutare: già dal giorno dopo, infatti, è possibile consultare l’elenco dei lotti invenduti e fare via email, di persona o per telefono un’offerta al ribasso. Se non ci si allontana troppo dal prezzo richiesto, che a quel punto è fisso, ci sono alte probabilità che venga accettata.

Testi

Manuela D’Aguanno

Foto

si ringraziano le case d’asta Bertolami Fine Art, Boetto, Cambi e Sant’Agostino

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