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Materiali da esterni: quali sono e come ‘curarli’

Di cosa sono fatti esattamente gli arredi per outdoor? Ecco una guida per conoscere i materiali, sceglierli e farli durare!

Un buon arredo da esterno deve resistere a pioggia, caldo, freddo, umidità e salsedine. Una sfida che si gioca sui materiali (chiedi sempre al rivenditore o cerca nella scheda prodotto se acquisti on line) e sulle attenzioni per farli durare nel tempo.

L’ALLUMINIO

Se non trattato, ‘fiorisce’, cioè si ricopre di aloni. Se ami l’effetto ‘industrial’ lo apprezzerai, anche perché, pur macchiato, questo materiale continua a riflettere l’ambiente, amplificando lo spazio. Se invece vuoi sedie, panche o tavolini che sembrino sempre nuovi, scegli l’alluminio verniciato a polvere epossidica a caldo, la stessa che si usa per le auto. Per rimuovere pollini e polvere bastano acqua e sapone.

L’ACCIAIO

Il migliore in assoluto per resistenza alle intemperie è l’inox AISI 316, che si usa sulle barche, ad esempio per il frigo e le viti. Un’accortezza: quando lo lavi (anche solo con acqua), asciugalo subito per evitare che si depositi il calcare.

IL RATTAN SINTETICO

È detto anche polyrattan dal nome della fibra polimerica di cui è composto, riciclabile al 100%, o wicker (vimini in inglese). Un tempo con gli sbalzi di temperatura si sgretolava. Oggi, quello di qualità è resistente. Come riconoscerlo? Valutalo a occhio (il migliore è difficile da distinguere da quello naturale) e al tatto (dev’essere una via di mezzo, né troppo rigido, né troppo morbido). Se i tuoi arredi non sono di alta qualità, riponili al chiuso in inverno e d’estate non lasciarli sotto il sole cocente.

IL LEGNO

Grazie a particolari trattamenti, oggi ci sono legni garantiti addirittura dieci anni. Ma questo non significa che puoi acquistarli e dimenticartene. La garanzia vale se ogni anno fai manutenzione con oli naturali che impediscono alle muffe e ai funghi di attaccare le fessurazioni, inevitabili in un materiale così ‘vivo’, sensibile a sbalzi termici e di umidità. Senza protezione, i microrganismi si nutrono del legno fino a deteriorarlo.

LE PLASTICHE

Il problema principale è la perdita di colore. Per evitarlo alcune aziende utilizzano polipropilene con additivi anti-Uv e colorato in massa, cioè la tinta non è applicata con vernici ma inglobata nella materia. Altro consiglio per avere arredi di plastica belli a lungo, e facili da pulire, è puntare su quelli laccati.

GLI INTRECCIATI NATURALI

Per realizzarli si usano fibre vegetali: bambù, giunco, palma (da cui si ricavano il rattan naturale e il midollino) e salice (da cui viene il vimini). Sono delicati e vanno messi al riparo a partire dall’autunno.

I TESSUTI

I migliori sono quelli che fanno passare l’acqua abbinati a un tipo di imbottitura che consente alla pioggia di uscire da un’altra parte o di evaporare. Quelli impermeabili al 100%? L’acqua entrerebbe comunque dalle cuciture, ma non potrebbe evaporare, distruggendo l’imbottitura.

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Carolina Borgonovi – con la consulenza di Diana Iannelli, designer di Progetto Ombra Milano