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Pelargoni: una cascata di fiori e colori in giardino e sul balcone

I pelargoni (da non confondere con i gerani!) si piantano a maggio e resistono fino alle prime gelate. Scopri le bellissime varietà e come coltivarli

Pelargoni o gerani? Spesso si fa confusione tra questi due generi. L’equivoco è nato addirittura all’inizio dell’Ottocento, quando i pelargoni furono portati in Europa dai colonialisti inglesi e vennero scambiati, a causa della loro somiglianza, con le piante di Geranium all’epoca già molto diffuse. Appartengono in effetti alla stessa famiglia (geraniacee) ma, al contrario dei gerani, i pelargoni non resistono agli inverni rigidi. La maggior parte di essi, infatti, è originaria dell’Africa australe dove beneficia di inverni miti e piovosi, assenza di gelate ed estati calde con sole costante.
Per questo da noi vanno coltivati in vaso e messi al riparo durante l’inverno. A portamento eretto oppure rampicanti, possono essere inseriti anche nelle aiuole estive, purché vengano rimossi ai primi freddi.

LE VARIETÀ
L’incredibile varietà di questa specie, poi, rende difficile la scelta. Affidati alle emozioni che forme e colori suscitano in te e individua il ‘tuo’ pelargonio tra quelli che compongono i tre gruppi che
li riuniscono
(e che sono comunemente indicati con la parola ‘geranio’, tanto per confonderci ancora un po’...).
  • Gerani edera (P. x hederaefolium o P. peltatum) e i loro ibridi sono perfetti se collocati nei vasi sospesi. Possono però anche crescere a mo’ di rampicanti se correttamente supportati da una griglia.
  • Gerani zonali (P. x hortorum) e tutti i loro ibridi hanno un portamento eretto e fiori di grandi dimensioni. È fra gli appartenenti a questo gruppo che si trovano le foglie più colorate e quelle marginate di bianco.
  • Gerani fioriferi (P. grandiflorum) sono caratterizzati da fogliame piccolo e compatto, fioriscono in abbondanza verso metà maggio (capitano a proposito per la Festa della mamma!) ma assai meno regolarmente durante l’estate.
COME FARE LE TALEE
  • Ad agosto taglia uno stelo lungo 5 cm, partendo dalla sommità di un ramo. 
  • Rimuovi tutte le foglie presenti alla base.
  • Tieni soltanto due o tre foglie sull’apice e tagliale della metà. 
  • Sistema la parte dello stelo priva di foglie dentro vasetti riempiti con un mélange fatto di parti uguali di sabbia e torba. 
  • Trapianta le nuove nate a primavera. 

Anche i pelargoni comprati ancora piccoli nei vasetti di coltura raggiungono alla svelta dimensioni generose: che tu scelga di metterli in vaso, in fioriera oppure in un contenitore sospeso, puoi sbizzarrirti ad abbinarli nel modo che preferisci con le piante annuali.
In vaso, dopo un mese dalla messa a dimora, lasciali per un po’ a corto d’acqua, per sollecitare la schiusura di nuovi fiori.
Se invece li pianti in terra piena, il vantaggio sarà quello di doverli annaffiarli più di rado.
Se sono ancora sani, in autunno riescono ad affrontare anche le prime gelate (-2 °C/-5 °C); poi, vanno sfoltiti di due terzi della vegetazione, addossati a un muro esposto a sud oppure riposti in casa o in veranda. 

3 CONSIGLI UTILI
  • Dopo un mese dalla messa a dimora, dirada le annaffiature: un leggero ‘stress idrico’ accelera la fioritura dei pelargoni.
  • È utile stimolarne la crescita con un concime a lento rilascio. In commercio esistono a forma di piccoli coni o granulari (come COMPO Giardino): entrambe le tipologie sono adatte all’uso. 
  • Spesso un buon terriccio fa la differenza: mescola tre differenti sacchi di terra per ottenere un substrato di ottima qualità.

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