Come far crescere i bulbi in acqua
L’inverno è lungo e avere qualche fiore in casa fa sempre piacere. I bulbi, come i giacinti, amaryllis, muscari, narcisi e tulipani che trovi sui banchi dei garden center e supermercati, possono fiorire anche in casa, basta metterli in un vaso in vetro. Vuoi scoprire come si fa? Segui le nostre indicazione step by step!
ECCO COSA TI SERVE
. Bulbi di giacinto, muscari, tulipani, amaryllis e narcisi (scegli quelli venduti nei piccoli vasetti con la terra e il germoglio).
. Vasi in vetro trasparente di ogni genere, dai barattoli delle conserve ai grossi vasi tipo quelli da vecchia drogheria.
. Ghiaia sottile o sassolini di fiume.
. Terriccio universale.
COME SI FA?
. Prima di usarli lava molto bene i vasi senza lasciare tracce di detersivo.
. Metti sul fondo del vaso uno strato di ghiaia (da 1 a 3 cm) per permettere il drenaggio dell’acqua in eccesso.
. Aggiungi il terriccio (dai 3-6 cm in base alle dimensione del vaso).
. Prendi il bulbo e con le mani libera parzialmente le radici dalla terra.
. Inserisci il bulbo nel vaso e bagna sino ad arrivare allo strato di terra e alla base del bulbo. Questo sarà il livello di acqua da mantenere sempre costante.
. Tieni il vaso in buona luce ma lontano dal sole e dai caloriferi.
DRITTE SUI VASI IN VETRO
Per far crescere i bulbi in acqua scegli un vaso che possa non solo accogliere il bulbo nella sua fase iniziale, ma che sia adatto ad ospitare il fiore durante la fioritura. Per i bulbi a stelo lungo (come l’amaryllis) scegli un vaso alto affinché possa sorreggere tutto lo stelo (una volta fiorito, pesa molto e arriva a 30-40 cm. di altezza). In questo caso è perfetta una forma a cilindro molto alta. Se preferisci fare una coltivazione multipla, sono perfetti anche i vasi in vetro a forma di parallelepipedo.
CONSIGLI DECOR!
Fai dei gruppi: se hai tanti vasi in vetro mono-fiore, raggruppali su un vassoio. In gruppo saranno più scenografici!
Se hai dei vasi molto grandi, metti più bulbi insieme allo stesso livello e se hai a disposizione del muschio fresco, crea l’ultimo strato! Très chic!
Questa semplice tecnica di coltivazione ‘sotto vetro’, permette di ammirare i vari strati: dalla ghiaia alle radici.
Sulla tavola delle feste sono perfetti con l’aggiunta di qualche candela! ![]()
Ricordati di aggiungere l’acqua almeno una volta alla settimana e i tuoi bulbi fioriranno sani e coloratissimi!
Buon giardinaggio!
Apre il nuovo Design Museum di Londra
Il nuovo Design Museum di Londra apre il 24 novembre 2016 a Londra e sarà il più grande del mondo.
Il progetto di John Pawson comprende uno mostra per la collezione permanente ad ingresso gratuito, due grandi spazi per le esposizioni temporanee, un ristorante che si affaccia su Holland Park, un auditorium, una biblioteca e un archivio su 10.000 mq.
L’architetto ha rinnovato una grande costruzione modernista degli anni Sessanta, che già esisteva a South Kensington, a ovest del centro di Londra,scegliendo un’interessante ristrutturazione conservativa.
Lo spettacolare tetto in cemento dell’edificio e la facciata sono state conservate, mentre l’interno è stato rimodellato con una serie di spazi ampi che si aprono intorno all’atrio e incorporando elementi chiave della struttura originale.
L’attrazione principale è la collezione permanente, allestita in una mostra intitolata “Designer Maker User”: per la prima volta nella storia del museo, questi spazi saranno visitabili gratuitamente. Saranno esposti oltre 1000 oggetti, analizzati dal punto di vista del designer, del produttore e dell’utente finale.
La prima mostra temporanea si intitola “Fear and Love – Reactions to a complex world”, con undici nuove installazioni con una selezione di alcuni dei designer e architetti più innovativi e stimolanti del momento, tra cui OMA, Hussein Chalayan, Kenya Hara e Neri Oxman.
Il Design Museum avrà inoltre un negozio con una selezione unica di oggetti realizzata in collaborazione con oltre 100 marchi e disponibili anche online su designmuseumshop.com: acquistando si supportano direttamente le attività museali e si porta a casa un souvenir decisamente di valore!
#newdesignmuseum
designmuseum.org | newdesignmuseum.tumblr.com
Come rimuovere le macchie dai bicchieri
La lavastoviglie è un elettrodomestico molto utile nella nostra vita quotidiana: capita però che i bicchieri ne escano puliti ma ricoperti da antiestetiche striature bianche, che sembrano difficili da pulire, ma che invece si possono far sparire in poche mosse.
Intanto, cosa sono queste macchie sui bicchieri?
Prima di tutto, verifica che i bicchieri siano adatti alla lavastoviglie, è sempre indicato sulla confezione di acquisto: se così non fosse, dopo qualche lavaggio diventeranno opachi e questo danno sarà irreversibile, perché la superficie avrà subito una vera e propria alterazione.
Se invece i bicchieri hanno striature e riflessi bluastri, che vanno via facilmente, con un lavaggio a mano, allora la quantità di brillantante è troppo alta.
Se infine la patina è bianca, allora manca il sale di rigenerazione o l’addolcitore è stato programmato su un livello troppo basso.
In questo caso, si tratta di depositi di calcare, causati dal fatto che l’acqua utilizzata dalla lavastoviglie è molto dura, quindi con alti livelli di calcio e magnesio.
Come rimuovere i depositi di calcare
Ci sono diversi metodi che puoi utilizzare per pulire le macchie, ma assicurati di non usare spugne troppo abrasive, per evitare di segnare le superfici.
Con l’aceto: immergi i bicchieri in una soluzione di acqua calda, aceto e sapone. Dopo 15-30 minuti passare i bicchieri con un panno morbido.
Con il bicarbonato: fare una pasta di bicarbonato e poca acqua, copri il vetro e lascia agire 10-15 minuti, quindi risciacquare.
Con il dentifricio: strofina un po’ di dentifricio con un vecchio spazzolino, poi immergi nella soluzione di acqua, aceto e sapone, quindi risciacqua.
Con la carta di giornale: come per i vetri delle finestre, fai una pallina di carta di giornale, inumidiscila con una soluzione di acqua e aceto e utilizzala per strofinare il vetro
Come impedire che i depositi di calcare macchino i bicchieri
Ora che i bicchieri sono puliti, cerchiamo di capire come fare in modo che non capiti più.
La cosa più importante è capire come ridurre la durezza dell’acqua di casa, che cambia da città a città. Ma come si fa, in pratica?
A dispetto del suo nome, il sale per lavastoviglie serve ad addolcire l’acqua, oltre che a rendere più efficace l’azione del detersivo: in realtà non è il sale ad agire direttamente, ma è essenziale per far funzionare il decalcificatore, presente in tutte le lavastoviglie.
Il decalcificatore (o addolcitore) può essere regolato in base alla durezza dell’acqua: su tutti i libretti di istruzioni è presente una tabella, che spiega esattamente come scegliere la quantità di sale.
Ma come sapere la durezza dell’acqua di casa?
Sul sito di Federchimica è possibile verificare la durezza dell’acqua nel proprio Comune: sarà il valore più alto quello da tenere in considerazione per la calibrazione dell’addolcitore.
In Italia l’acqua varia davvero molto da città a città, per esempio:
Torino 8-28 gradi francesi
Milano 20-41 gradi francesi
Bologna 17-41 gradi francesi
Roma 29-32 gradi francesi
Napoli 14-48 gradi francesi
Infine: fai la corretta manutenzione della lavastoviglie, pulendo il filtro e facendo un lavaggio a vuoto ogni due mesi e aggiungendo un bicchiere di aceto sul fondo: in questo modo eventuali residui all’interno si scioglieranno.
Se preferisci, in commercio troverai prodotti anticalcare specifici: sul libretto di istruzioni troverai inoltre consigli specifici per il tuo elettrodomestico.
La stanza nella stanza: la cucina a vista nel box di vetro
Il nostro architetto CF style Selina Bertola è stato contattato per ristrutturare una tipica casa sui Navigli milanesi caratterizzata da tanti muri portanti, ambienti piccoli e da una zona giorno suddivisa in due locali poco luminosi. Ecco il progetto.
- Il living è stato reso un unico grande ambiente con, in sequenza, cucina, pranzo e (in fondo verso il balcone) la zona relax. Le travi in legno, prima nascoste da un controsoffitto, sono state riportate a vista.
- La cucina è il gioiello della zona giorno: organizzata a C, è ‘racchiusa’ all’interno di un box in ferro e vetro con passa-vivande; le pareti vetrate separano ma al tempo stesso fanno passare la luce tra i due ambienti.
- All’ingresso, dove c’era il cucinotto è stato creato il 2° bagno e un disimpegno con lavanderia.
- La zona notte è ora composta da 2 camere, una stanza con armadi più ripostiglio e il bagno principale.
- Lo stile? Un mix molto curato ed equilibrato tra stile classico all’inglese e il mood industriale.
Arredare con pareti grigie e tanto legno
Ambienti aperti gli uni sugli altri: la cucina è una ‘scatola trasparente’ che dialoga con il living. Gli arredi, intorno, si ‘vivificano’ nei contrasti: la penisola in acciaio spazzolato, il tavolo di quercia scovato in un antico casino di caccia, il lampadario del XIX secolo proveniente da una brasserie di Parigi…
I fattori vincenti di questo progetto sono una palette acromatica che lavora di bianchi e di grigi, e un uso ‘sensibile’ (in tutta la casa sono stati usati legni di recupero delle foreste dell’Europa orientale” del legno, impiegato per la strepitosa boiserie del camino o il soffitto della cucina.
L’architettura moderna incontra materiali vissuti, tra il minimalismo del design e gli oggetti che narrano piccole storie.
Un altro segreto della casa sono le composizioni décor create qua e là, perfette per addolcire la mise ‘impettita’ del total grey.
Arredi e accessori in stile far west
Atmosfere polverose, assalti alla diligenza, saloon e praterie sconfinate… Al cinema e in casa torna di moda lo stile Western.
Tornano ad affascinare le ambientazioni dei più classici film western, ricchi di oggetti, mobili e accessori ormai iconici.
Immancabili le porte in legno stile saloon, sedie a dondolo e rimandi alla natura del vecchio West.
È in tutti i cinema ‘I Magnifici 7’, remake dell’omonimo film del 1960. Nella versione di Antoine Fuqua conserva il fascino dell’originale con un taglio più moderno.
Idee regalo e décor con Instax e CasaFacile
Giovedì 24 novembre saremo a Bologna alla fiera Big Buyer con Instax per una giornata dedicata alla creatività con workshop e ispirazioni.
Con la nostra blogger #CFstyle Gucki, realizzeremo un calendario dell’Avvento in formato maxi con scatole, decorazioni, tag e le stampe istantanee Instax. Seguiranno poi la creazione di un originale portafoto e una mappa geografica décor dedicata a tutti gli appassionati di viaggi.
Orari workshop:
12.00 – 13.00 Calendario dell’Avvento
14.30 – 15.30 Realizza la mappa dei tuoi viaggi
15.30 – 16.30 Portafoto fai-da-te
Dove&quando:
Dal 23 al 25 novembre 2016 a Bologna Fiere presso Big Buyer, la manifestazione dedicata alla cartoleria, cancelleria e ufficio.
Attenzione: l’ingresso a Big Buyer 2016 è gratuito ma occorre registrarsi alla reception.
Shopping tour ad Arezzo
Ogni mese, dal 1968, la Fiera Antiquaria ‘arreda’ il centro storico di Arezzo: un’occasione in più per scoprire tesori di un’altra epoca. Ogni prima domenica del mese (e sabato precedente) dalle ore 8 alle 19 in Piazza Grande e nelle vie limitrofe del centro della città toscana, l’appuntamento è davvero imperdibile: più di quattrocento espositori provenienti da tutta Italia ‘arredano’ il centro storico di Arezzo con pezzi d’antiquariato, modernariato, vintage e artigianato di qualità. Non mancano nemmeno libri, gioielli, stampe d’altri tempi, orologi, strumenti scientifici e musicali, giocattoli e biancheria d’antan. Un vero paradiso per gli appassionati che amano il piacere della ‘trouvaille’, ovvero la ricerca del pezzo raro o curioso.
FRASCHETTI
Via San Francesco 5
Accanto alla basilica di San Francesco (non perdetevi al suo interno i meravigliosi affreschi di Piero della Francesca!) c’è una piccola bottega di belle arti: colori acrilici ad olio, pennelli e tutto il materiale per sentirsi veri artisti rinascimentali.
BUSATTI
Corso Italia 48 – www.busatti.com
Imperdibile il punto vendita aretino dello storico marchio di Anghiari, dove la famiglia Busatti lavora artigianalmente da otto generazioni le fibre naturali di lino, lana, canapa e cotone. La tintura avviene in filo e non in pezza, per una maggiore tenuta e durata del colore. Biancheria per la casa, tovagliame e tessuti sono tinti con colori naturali e prodotti interamente in Italia. Il blu di Busatti si ispira al pigmento utilizzato da Piero della Francesca (ricordate il manto della Madonna del parto?), derivante dalla lavorazione delle foglie di guado (Isatis tinctoria).
SPAZIO LEBOLE
Via Margaritone 27a/b/c – www.lebolegioielli.it
La sede della prima fabbrica di abbigliamento maschile made in Italy (famosa dagli Anni ’50) oggi ospita ricercati complementi d’arredo e un’originale linea di gioielli disegnati dalle eredi Lebole e realizzati a mano.
CASA DEI SOGNI
Corso Italia 15 – www.lacasadeisogniarezzo.it
All’interno dello storico palazzo vescovile aretino ti sorprenderà un susseguirsi di arredi e complementi che spaziano dallo stile industriale allo shabby chic, passando per il provenzale, lo stile classico e l’immancabile country.
NERO
Piazza San Francesco 5 – www.nero-design.it
Questo spazio poliedrico, nato nel 2005 dalla grande passione dell’interior designer Michele Seppia, continua ad arricchirsi di spunti e proposte grazie alle sue continue ricerche artistiche. Attualmente è un concept store, ma anche spazio espositivo, galleria e punto vendita di selezionati pezzi d’arte e oggetti contemporanei. Da vedere assolutamente.
TUTTA LUCE
Via San Giovanni Decollato 38 – www.tuttaluce.net
Qui puoi trovare un’accurata selezione di marchi d’eccellenza dell’illuminazione e dell’interior design, accompagnata da una ricca proposta di complementi d’arredo e oggettistica. È anche sede di eventi ed esposizioni, spesso ospita personaggi di rilievo del mondo del design.
DETTAGLI D’ARREDO
Via Cesalpino 14 – www.dettaglidarredo.it
State cercando pezzi importanti di antiquariato? O volete semplicemente curiosare fra tessuti pregiati e scoprire le ultime tendenze d’arredo? C’è sempre un buon motivo per entrare in questo negozio e conoscere la proprietaria: Giusy Santagati ha iniziato come antiquaria, ma presto si è appassionata ai molteplici dettagli dell’abitare.
Radiocubo di Brionvega: un’icona del design
A volte riesce impossibile immaginare un comodino senza Radiocubo. Le partite della domenica, i successi di Sanremo, qualche ‘azzardo’ oltreoceano ma soprattutto loro, i Beatles che proprio in quegli anni imperversano dalle radio d’Europa a quelle degli States. Siamo nei primi Anni ’60: la gente dice ancora ‘apro la televisione’ perché è spesso celata dai classici mobiletti di legno. L’idea geniale di Marco Zanuso e Richard Sapper parte proprio da lì: sono loro a colorare la scatoletta e aprire… la radio!
Da quella data, l’oggetto veste la sua celeberrima forma di parallelepipedo con angoli smussati; tasti e regolazioni si aprono alla vista e sono accessibili con un semplice gesto di rotazione. È ‘lei’ la nuova icona. Negli anni il progetto è stato rinnovato, ma ha mantenuto costanti la sua forma e il suo posto: un’immortale ‘scultura’ un po’ nostalgica ma supertrendy!
Ci immaginiamo un’icona come statica e immutabile nel tempo. In realtà Radiocubo TS 502 V.1 ha avuto, da subito, significativi aggiornamenti. Dal 1963-4, Sapper e Zanuso ci hanno messo le mani almeno cinque volte, adattando e riaggiornando interfaccia, alimentazione e qualità musicale. Nel 2001 un altro aggiornamento importante e, nel 2010, il definitivo ‘salto in avanti tecnologico’, che ha reso Radiocubo interattiva con lo smartphone.
Anno di nascita: 1963/64
Progettista: Marco Zanuso e Richard Sapper
Tipo di oggetto: radio portatile
Riconoscimenti: Radiocubo ha avuto da subito un grande successo di critica e pubblico. È presente nei maggiori musei del mondo, dal MoMA di New York al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica, Milano.
Prodotti affini: tra i prodotti storici di Brionvega ci sono anche il televisore portatile Algol (ancora di Zanuso e Sapper) e il radiofonografo RR126 (dei fratelli Castiglioni).
Produttore: Brionvega
Prezzo: € 298
Materiale: scocca in ABS, frontali e maniglia in zama (alluminio+zinco)
Idea: creare una radio portatile, adatta a tutti e per ogni ambiente
Curiosità: sul ‘mito’ di questo oggetto-cult, esiste un sito dedicato che ne racconta la storia e propone i diversi modelli www.radiocubo.it
Piano di lavoro in cucina: il Fenix NTM®
Il Fenix NTM® è un materiale innovativo, dalle prestazioni tecnologiche all’avanguardia.
La parte esterna è trattata con resine acriliche di nuova generazione, indurite e fissate attraverso il processo di ‘Electron Beam Curing’.
La sua superficie è soft touch, opaca, anti-impronte e termoriparabile grazie all’uso della nanotecnologia, che le consente di rigenerarsi da eventuali micrograffi superficiali. Idrorepellente e antimuffa, resiste ad abrasioni, strofinamenti, calore secco, urti, solventi acidi e reagenti di uso domestico.
COME SI PULISCE:
Basta un panno umido, con acqua calda e detergente neutro. Per eliminare micrograffi, stendi un foglio di carta assorbente umida sul top, passa per 10 secondi (non di più) il ferro da stiro a 120 °C max e ripassa con acqua tiepida e un panno in microfibra.
STA BENE CON:
Laminato noce – È la soluzione più adatta per ‘scaldare’ una cucina, magari fredda e spartana, con l’effetto legno. L’essenza chiara lo rende ideale anche in ambienti piccoli o poco luminosi.
Pet opaco cachemire – Questo materiale leggero, ecologico e superpratico, in versione opaca rende la cucina elegante, in versione lucida più easy. In ogni caso, meglio scegliere toni neutri.
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