Televisori e Hi-Tech

Scegli la fotocamera che fa per te

Davide Cerruto Davide Cerruto

Mirrorless professionali e luci led ma anche macchina lomografiche, camera strap colorati e treppiedi che si arrampicano: perché la fotografia è un arte da prendere con un po' di leggerezza

Ti piace la fotografia digitale ma la tua compattina ti va ormai stretta? Se vuoi fare il salto di qualità, o allargare i tuoi orizzonti, per prima cosa ti serve la macchina giusta, che non deve essere necessariamente una reflex. Questa, difatti, potrebbe rivelarsi una fotocamera ‘alternativa’, ad esempio una mirrorless oppure una instant camera, perché la fotografia in fondo è un bellissimo gioco.

Gli accessori

Per non parlare degli accessori, veri oggetti di culto che marcano il confine tra il fotografo occasionale e gli autentici appassionati che, attraverso un mirino, aspettano di catturare il momento perfetto. Sfoglia la gallery e cerca la fotocamera e l'accessorio che ti ispirano

FrontRow Sarebbe piaciuta a Andy Warhol, questa FrontRow: non sembra una fotocamera ma un medaglione, o un cronometro, da mettere intorno al collo per immortalare la vita di tutti i giorni. Da questa posizione l'obiettivo cattura le immagini e poi le rielabora in una sorta di time lapse giornaliero, un distillato di sessioni fotografiche e video streaming senza mani. E senza filtri.

Fujifilm X-E3 Una fotocamera a ottiche intercambiabili ultracompatta e dall’attitudine professionale. Queste le frecce al suo arco: video 4k, joystick per navigare, sensore da 24 megapixel, Bluetooth e LCD da 3'' a basso consumo in soli 337 grammi di peso. Astenersi perditempo.

Dxo One Non è certo la prima fotocamera per smartphone che si vede in giro, ma è di indubbia qualità e permette addirittura di scattare file RAW professionali. Il modulo esterno si monta su cellulari Apple e Android e porta in dote un’ottica fissa da 32 mm e immagini da 20 megapixel. Giocattolo pro.

Nikon Coolpix W100 Sembra una normalissima fotocamera punta&scatta e invece questa Coolpix è un macchina che resiste ai maltrattamenti degli utenti più scriteriati: è waterproof fino a 10 m di profondità, non tema le infiltrazioni di polvere e sabbia e cadere dall’alto le fa il solletico (max 1,8 m di altezza). Resiliente.

Manfrotto Lumimuse 8 Lumimuse monta 8 luci led luminose ad alta resa cromatica, regolabili nella potenza. In pratica serve ad illuminare al meglio il soggetto quando ci troviamo in condizioni di luce precaria (guarda caso, quasi sempre) così riusciamo a portare a casa scatti e riprese sempre a fuoco e migliori della media. E luce fu.

Instax Square SQ10 Una macchina quadrata che stampa immagini quadrate, come la Polaroid, ma quarant’anni dopo. E in più registra pure in digitale. Evergreen 2.0.

GorillaPod Magnetic Mini I GorillaPod sono treppiedi fotografici tra i più flessibili in commercio. Magnetic Mini aderisce a qualsiasi metallo mentre le sue gambe snodate garantiscono stabilità su ogni superficie. Treppiede da primate.

Dirky Camera Strap Questa tracolla universale, in pelle e tessuto multicolore, aggiunge un po’ di verve a quelle cinghie seriose (di solito in dotazione alle reflex) con il nome del brand stampigliato sopra. Un po’ di stile, suvvia, siamo italiani.

Lomo Instant Automat Glass Magellan Sembra un giocattolo, e in parte lo è, come tutte le Lomo. La peculiarità di Magellan è però un obiettivo grandangolare in vetro, inusuale per la categoria. Il resto è uguale: premi il pulsante e lei fa tutto in automatico (ma c’è un telecomando a distanza, volendo) e poi stampa istantanee dai colori vivaci. Trendy.

Lowepro StreetLine SH 180 La borsa di un fotografo, di per sé, è già un mito. Questa tracolla di Lowepro ha un’impronta street nel nome e nello stile, ma è anche funzionale: è pensata per contenere e proteggere un intero kit fotografico comprensivo di ottiche, un laptop da 13’’ e include tante tasche e taschine per schede, filtri e minuterie. Fetish.
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Mobili di design nordico da Design Republic

Nasce a Milano un nuovo negozio Design Republic, l'indirizzo giusto per chi vuole comprare design nordico

Design Republic, lo store che seleziona il meglio del design scandinavo, ha aperto il suo secondo punto vendita a Milano (piazza Tricolore 2, nello spazio che era dello storico negozio Zanotta), dopo quello in Corso di Porta Ticinese.

Quella di Design Republic è la storia di una passione familiare. Due fratelli, Giulia e Marco Mornata, cresciuti in una famiglia che da 50 anni lavora nella vendita di arredamento e design, lanciano il brand Design Republic con uno scopo: portare in Italia una selezione di design – mobili e complementi d’arredo – proveniente soprattutto dal mondo scandinavo, ma anche con una selezione di oggetti made in Italy di qualità.

Da Design Republic si trovano marchi nordici come Hay, Muuto, Design Stockholm House, Nomess Copenhagen, Pols Potten, Normann Copenhagen, House Doctor. Ma anche Kriptonite, String, Seletti, ecc.

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Ispirazioni

Natale in famiglia in stile nordico

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La lampada O Joy vince il Good Design Award 2017

Diffonde luce, profumo e musica. O joy di O bag è l'innovativa lampada di design che ha vinto il Good Design Award 2017

La lampada da tavolo O joy di O bag ha vinto il Food Design Award 2017 per la sezione "lighting furniture". Assegnato dal Chicago Athenaeum Museum of Architecture and Design e promosso dall'European Centre for Architecture Art Design and Urban Studies, si tratta di un prestigioso premio dedicato agli oggetti di design più innovativi dell’anno.

O joy, progettata dall'architetto e designer Franco Driusso, è decisamente una lampada innovativa: 

  1. è multifunzione e componibile: O joy ha una base "a dondolo", ed è una lampada dinamica anche perché non ha un filo fisso, ma è ricaricabile;
  2. è personalizzabile: ogni parte che la compone è disponibile in 6 colori da mixare a piacere, con lo stesso spirito che contraddistingue le celebri borse del brand O bag, ormai diventate iconiche;
  3. è multisensoriale: oltre alla luce, diffonde una fragranza a scelta tra 6 profumazioni, e ha incorporato un amplificatore Bluetooth per la musica.  

La lampada O joy è il primo prodotto con cui il brand italiano O bag ha debuttato nel mondo del living, dove ha portato la sua filosofia: oggetti giovani, innovativi, nel segno del colore e soprattutto della personalizzazione, vedi l'orologio O clock wall e i coloratissimi lunch box O eat, anche loro personalizzabili nei colori.

 

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Complementi d'arredo

O clock wall, l’orologio componibile da parete

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Concorso per progettare un giardino pensile

Sei un architetto del verde? Partecipa al bando 'Il giardino dello Sport Therapy' progettando il giardino pensile dell'ospedale per i bambini leucemici, le iscrizioni chiudono il 5 gennaio 2018

Il tema del ‘progetto Sport Therapy’ è un roofgarden attrezzato per attività sportive dei piccoli pazienti malati di leucemia dell’ospedale Centro Maria Letizia Verga di Monza.

Myplant & Garden e Fondazione Minoprio indicono un concorso creativo aperto ad architetti e operatori che lavorano nel settore della progettazione.

Il progetto del giardino pensile Sport Therapy di circa 500 mq. ha come obiettivo l’ampliamento delle attività svolte in palestra anche negli spazi esterni adiacenti alla palestra stessa. Diventerà uno spazio a cielo aperto ricreativo dedicato ai giovani pazienti, alle loro famiglie e ad eventi.

Il progetto del giardino dovrà prevedere :

  • la sistemazione dell’area perimetrale, oggetto del concorso, con piantumazioni o mascherature che vadano a coprire la vista dei macchinari presenti in alcune zone della copertura;
  • la creazione di zone che possano accogliere le attività fisiche e non solo, descritte nell’allegato al bando “SPORT THERAPY”;
  • la realizzazione di aree ombreggiate e la possibilità che l’area venga utilizzata per ospitare eventi ufficiali.

Iscrizione: entro il 5 gennaio 2018

Invio elaborati: entro il 2 febbraio 2018

Comunicazione del progetto selezionato: entro il 13 febbraio 2018

Invio impegno di accettazione per la realizzazione dell’allestimento: entro il 16 febbraio 2018

Premiazione dei progettisti: durante la manifestazione di Myplant&Garden

(21-23 febbraio 2018)

Realizzazione dell’allestimento: ottobre 2018

Cucina

La cucina con isola effetto vedo-non-vedo

Grazie all'alzata con ripiani, l'isola di lavoro a centro stanza non ha i fuochi visibili dal salotto pur essendone parte integrante

La workstation con boiserie vedo-non-vedo è perfetta per dividere lo spazio mantenendo la continuità visiva tra le diverse zone. In questa composizione, la cucina Replay di Stosa ha la zona cottura al centro del grande living, in una versione inedita: l’isola è infatti completata da un’alzata che al tempo stesso maschera i fuochi e serve da boiserie attrezzata, con mensole per tenere a portata di mano le spezie e i condimenti. Alle sue spalle, una madia nella stessa finitura (trendy) dei pensili serve la zona tv del salotto. In questa versione la cucina a  vista non risulta per nulla invasiva perché gioca con moduli di altezze e finiture differenti. 

Ami cucinare? Puoi, come qui, scegliere di installare 2 piani cottura da 3 fuochi ciascuno e 2 cappe di design. Basta avere a disposizione uno spazio di cm 120.

Nella composizione delle immagini la cucina Replay di Stosa ha sia le basi sia le colonne ad altezza ridotta in polimerico liscio finitura Lana Grey Opaco più top e fianchi in Fenix Bronzo Doha; lo stesso materiale e colore è stato scelto per l’alzata-boiserie), i pensili sono in polimerico Verde Riace Opaco e lo zoccolo è in Pvc PeltroLa madia appoggiata all'isola e ad uso del living è in polimerico Verde Riace Opaco.

La cascina ristrutturata diventa una casa moderna

A casa di Carolina Vergnano alla scoperta della ristrutturazione di un'antica cascina trasformata in casa moderna e accogliente

Una grande cascina piena di stanze, il profumo di campagna, gli spazi aperti. «L’abbiamo ristrutturata a nostra misura. Ma lasciando intatti gli ambienti originari, i muri e i soffitti di una volta», ci racconta Carolina Vergnano. Che adora tutto quello che è ‘famiglia’: dalla sua casa piena di idee e spazi ospitali, alla storica azienda di caffè in cui lavora, fondata dal bisnonno.

Solo il granaio è stato davvero trasformato: ora è una grande zona giorno, chiusa da una maxi vetrata che ha rispettato le dimensioni dell’apertura originaria e lascia entrare tanta luce. Qui ci sono il living e la zona cucina-pranzo, e al piano sopra una sala giochi per i bambini.

«Il ricordo dei Natali della mia infanzia è molto caldo, e voglio che sia così anche per i miei bambini» dice Carolina. «Preparo con cura l’atmosfera della festa, abbiamo i nostri riti: ogni anno decidiamo il tema delle decorazioni – righe, pois, o colori – che caratterizzeranno soprattutto la tavola della Vigilia. A cena, il 24, ci riuniamo qui con i parenti: siamo in 17! Poi preparo tante lattine del nostro caffè personalizzate con foto di famiglia, da regalare agli invitati».

Ingresso e disimpegni

Come mascherare la porta blindata

3 idee per decorare e mimetizzare la porta blindata: rivestirla con carta da parati, dipingerla come la parete o valorizzarla con una ghirlanda di lucine

La porta blindata sempre più spesso affaccia sul living della casa, perché nelle case contemporanee l'ingresso in osggiorno è pratico e ottimizza gli spazi. Quindi la porta blindata deve essere, oltre che funzionale per la sicurezza, anche un elemento estetico che si amalgama con lo stile della casa e in particolare della stanza.
Spesso le nostre stylist, nei loro lavori di relooking, propongono di mimetizzare la porta blindata con l'ambiente, trattandola come una superficie non diversa dalle altre e quindi dipingendola o rivestendola con carta da parati. Ecco 3 modi per mascherare, nascondere e al tempo stesso valorizzare la porta blindata.

1. Decorare la porta blindata: con la carta da parati

Si può usare la stessa carta da parati della parete oppure sceglierne una ad hoc e rivestire la porta e l'area di muro di cui essa è parte. Nella gallery trovi le immagini ispirazione per realizzare queste due soluzioni. La carta da parati si può applicare senza difficoltà sulla superficie della porta, utilizzando una normale colla per carta da parati. In questo caso si ottiene l'effetto di mimetizzare e al tempo stesso valorizzare la porta.

2. Decorare la porta blindata: con la pittura

Dipingere la porta blindata è il sistema migliore per farla "scomparire" nella parete. Il risultato è immediato ed efficace. Un consiglio: utilizzare uno smalto in finitura satinata sia per la porta sia per il muro circostante, per avere una texture più liscia.

Nella nostra gallery l'esempio è di una porta dipinta in colore unico come la parete; naturalmente ci si può anche sbizzarrire con righe o dividendo la porta in diverse campiture di colore.

3. Decorare la porta blindata: con le lucine

Se la porta ha un design particolare, magari antico, e non si vuole mascherarlo ma valorizzarlo, l'idea décor più semplice ed efficace è di circondarla con una ghirlanda di lucine delle dimensioni preferite. Nella gallery la foto mostra una ghirlanda di lampadine; in alternativa si possono usare micro-luci a Led e giocare con la finitura del filo: argento, bronzo o rame. 

Per ghirlande luminose adatte anche a Natale, clicca qui

Infine: puoi anche realizzare un decoro fai-da-te con applicazioni adesive. 

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Come decorare la porta blindata

Progetti degli architetti

Ristrutturare: una casa di 4 locali in stile nordico

A Merano un appartamento dall'impianto troppo rigido, viene ristrutturato per dare spazio alla zona notte dei genitori, a quella dei figli e ai servizi

L’appartamento si trova al secondo piano di un condominio in una zona residenziale di Merano. La coppia che lo ha acquistato ci abiterà con i due figli di 8 e 10 anni.I soffitti sono alti 260 cm, il riscaldamento è di tipo tradizionale ed il terrazzo, con doppio accesso è esposto a sud.

Le richieste:

  • Separare la zona notte dei genitori da quella dei figli.
  • Camera matrimoniale con bagno ad uso esclusivo
  • 2 camere per i figli di uguale metratura
  • Living ampio che integra la cucina mantenendola però separata
  • Ampie armadiature
  • Vano lavanderia
  • Inserimento di arredi esistenti

Obiettivo del progetto:

Il progetto mira alla riorganizzazione degli spazi esistenti in modo da adeguarli alle esigenze della famiglia. Dopo una verifica tecnica è stato possibile progettare la realizzazione di un bagno dove prima c’era la cucina. Questo ha permesso di  assecondare le richieste della Committenza che desiderava una piccola suite matrimoniale. Il mood del progetto si ispira alla tradizione scandinava nella scelta di finiture, materiali (legno) e colori (predominanza del bianco).

Gli interventi:

  • Gli interventi significativi riguardano il rifacimento degli impianti, anche per permettere la realizzazione di un bagno dove prima c’era la cucina e lo spostamento di quest’ultima dove prima c’era il locale doccia -wc. In questo modo la camera matrimoniale dispone di un servizio ad uso esclusivo.
  • Nell’ingresso, la realizzazione di un tamponamento tra pilastro e parete della ex cucina, crea un disimpegno che dà accesso alla camera matrimoniale e nel quale trova posto un’armadiatura in nicchia a tutta altezza. 
  • Il living resta ampio, come richiesto dalla Committenza, che desiderava anche una cucina separata, ma non chiusa da tramezze.
  • Il progetto prevede la realizzazione di una parete vetrata a tutta altezza, in modo da assicurare una continuità visiva tra gli ambienti.
  • Nel disimpegno, lo spazio tra i pilastri viene chiuso, così da realizzare una nicchia in cui trovano posto il vano lavanderia ed un vano ripostiglio. Lateralmente, altri due vani saranno destinati a dispensa (lato cucina) e scarpiera (lato camere).
  • Il locale WC viene ampliato e diventa così il bagno della zona giorno, con dotazione completa di sanitari, lavabo e box doccia.

In un maso altoatesino l’atmosfera di Natale a casa Thun

Soffitti e pareti affrescate, travi in legno e pavimenti antichi: venite con noi alla scoperta della casa della famiglia Thun addobbata a Natale

Benvenuti a casa Thun nei giorni scintillanti che annunciano l’attesa delle Feste. Siamo in un maso altoatesino dove le stanze celano un infinito rincorrersi di affreschi, mobili e pavimenti di legno vecchio: «Allestire qui il Natale di CasaFacile è stata un’avventura incredibile» dice la nostra stylist, Cristina Gigli. «Il décor c’entra poco, questa volta. Volevamo raccontare una storia magica, la forza di un mondo che, pur diventando ‘grande’, perpetua il legame con la nascita di quegli oggetti. Semplici e gioiosi».

Questa casa di famiglia fu acquistata nel 1965, quando la cantina del castello di Klebenstein non bastava più. «Mia madre era stregata dalle antiche opere murarie. Ecco il motivo per cui i miei genitori acquistarono questo podere vecchio di 800 anni e cadente, in cui gli affreschi gotici vennero alla luce solo durante la ristrutturazione» racconta il figlio Peter.
«Mia madre insisteva nel preservare lo stato originario delle cose. Neanche il cancello d’ingresso abbiamo mai sostituito... per questo nessuno dei nostri camion è mai riuscito ad attraversarlo» conclude.

Al tramonto il giardino prende vita. Immaginiamo la sera di Natale o una qualunque altra tra quelle che si succedono fino al cambio di calendario. San Giorgio cavaliere, nelle sue vesti sbiadite, rimane lì da sempre, a proteggere simbolicamente la grande casa. «Sul prato circondato da mura merlate abbiamo allestito una tavola ispirata alla magia dei boschi dell’Alto Adige» racconta la nostra stylist Elisabetta Viganò. «Cesti, coperte, animaletti, marmellate: che sfizio!».

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La ricetta dei biscotti di Natale

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La storia delle creazioni Thun e della contessa che lavorava l’argilla

Gli angeli laudanti e le figure tondeggianti nascono negli anni '50 dalla passione per l'argilla della Contessa Lene Thun. Da Bolzano ormai sono celebri in tutta Italia, venite con noi a scoprire la storia Thun

«Il bello dei sogni è che qualche volta si avverano». La Contessa Lene Thun lo sapeva bene, per questo amava ripeterlo spesso agli affetti più cari. Dal suo, di sogno, coltivato con il marito Otmar nello scantinato preso in affitto nel castello di Klebenstein, a Bolzano, nacque quel magico micromondo che oggi appartiene un po’ alla storia di tutti noi: Thun.

Sono gli Anni ’50. Nell’oscurità della cantina, giorno e notte Lene e Otmar lavorano con passione ai primi manufatti in ceramica: non hanno neanche una vetrina dove esporli, così Otmar ne improvvisa una nella cassetta della posta vicino al cancello. In quel piccolo spazio sistema un biglietto da visita e gli angeli laudanti che diventeranno l’icona del loro marchio e uno dei simboli del nostro Natale, al pari dell’abete o dei Re Magi. Ma loro due, ancora, non potevano saperlo...

Dal ventre molle dei corpi d’argilla, le dita sbozzano creazioni ispirate all’artigianato altoatesino e ai suoi elementi naturali, come un fiore, un tronco d’albero, ma anche all’arte romanica e gotica che la Contessa Lene scopre negli altari delle chiesette di campagna, durante le sue gite fuori porta.
Al rientro, siede fino a notte fonda al tavolo da lavoro invaso di pennelli e arnesi appuntiti; a fianco c’è sempre qualche cesto ricolmo d’argilla. È lì che affonda la mano, smuove la materia; poi assembla e liscia, ritocca e affina. Pian piano i dettagli emergono, affiorano come sabbia dall’acqua. Negli anni, a bordo della sua vecchia Renault, trasporterà tonnellate di argilla. Lavorerà sodo, fino al calar della sera, dimenticandosi spesso di accendere la luce. E darà corpo, identità e forza a quelle forme tondeggianti che fanno parte della storia di tutti noi. «Le idee abbandonano quelli che smettono d’interessarsi al mondo intorno a loro», usava dire la Contessa.

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