Mobili fai da te

Come fare una mensola decorativa

Simona Ortolan

Simona Ortolan  •  Il pampano

Blogger CF Style

Parete spoglia? Con una semplice mensola fai-da-te puoi decorarla e creare un accessorio utile: segui le istruzioni passo passo

Creare una mensola fai da te dal gusto nordico è davvero semplice. Bastano una tavola di legno, del cordino, un anello di metallo e pochi attrezzi per il fai da te. Il risultato è un design semplice ma d'effetto per decorare la tua stanza.

OCCORRENTE:

- Tavola di legno (misura a piacere)
- Corda in polipropilene colorata Ø 4mm
- Anello di metallo 
- Matita
- Righello
- Forbici
- Trapano
- Chiodi
- Martello

Scegli una tavola di legno (da Leroy Merlin puoi farla tagliare nella misura che preferisci) e controlla i lati e la superficie: se trovi imperfezioni evidenti, carteggiale. A questo punto la base è pronta e non ti resta che cominciare.

Sfoglia la gallery qui sopra e segui il foto-tutorial per realizzare la tua mensola!

STEP 1

Con la matita e il righello, prendi le misure e segna i 4 punti in cui forare. La misura ideale è a circa 2cm da ambo i lati. Con il trapano crea i fori stando attento a non farli troppo piccoli (il cordino non riuscirebbe ad entrare) o troppo grandi (il nodo del cordino risulterebbe troppo piccolo e non reggerebbe). Con il cordino di 4mm usa una punta da trapano di 5mm.

STEP 2

Taglia due pezzi di cordino di circa 1.5m, piegali a metà e crea i nodi per fissarli all'anello di metallo. 

STEP 3

A questo punto poggia l'anello sul centro della mensola, prendi le quattro estremità e infilale nei fori corrispondenti.

STEP 4

Per trovare la giusta lunghezza del cordino bisogna procedere in due step, possibilmente facendoti aiutare da un'altra persona. I cordini anteriori, infatti, non sono lunghi come quelli posteriori.

Prima di tutto fissa il chiodo al muro con l'aiuto del martello. Scegli la lunghezza del cordino e fai il nodo dietro ai fori posteriori della mensola.

STEP 5

A questo punto, facendoti aiutare, appendi la mensola (che si reggerà solo sui fori posteriori) e porta in bolla il ripiano. Segna con la matita, sui cordini anteriori, il punto in cui fare i nodi. Questa operazione puoi farla a occhio o servendoti di una bolla. 
A questo punto, se la mensola risulta dritta, stringi bene i nodi e taglia le estremità in eccesso.


La mensola è pronta e non ti resta che creare il tuo piccolo styling con libri, piante e piccoli oggetti decorativi.

Guarda anche
Fai da te

Arredare casa quasi gratis

News

A Bologna la sesta edizione di Fruit Exhibition

Paola Tartaglino

Paola Tartaglino  •  We Make A Pair

Blogger CF Style

Dal 2 al 4 febbraio 2018 tutti gli appassionati di editoria indipendente si danno appuntamento a Bologna, in concomitanza con Arte Fiera

A Palazzo Re Enzo di Bologna, in una location davvero suggestiva, torna Fruit, il market internazionale dell’editoria d’arte indipendente che raccoglie le più interessanti pubblicazioni e digitali tra cui libri d’artista, cataloghi, progetti di graphic design, periodici e zines, generalmente introvabili nei circuiti commerciali tradizionali.

Saranno presenti oltre 150 espositori italiani e stranieri: tra i tanti, Gram Publishing, un progetto editoriale tutto italiano strettamente legato all'arte visiva nelle sue declinazioni più underground che produce, pesa e impacchetta le sue pubblicazioni; Monorhetorik, il corposo e un po’ folle catalogo di pubblicazioni dell'artista e musicista olandese Matt Plezier; dall'Inghilterra, Ottographic, libri e poster serigrafati del designer e artista Otto Dettmer; e ancora le piccole e colorate pubblicazioni di Ruja press, duo basato in Olanda ovvero l'architetto Ruohong Wu e l'artista Jose Ja Ja Ja; ritornano anche le due prestigiose e sperimentali case editrici di fotografia, Rorhof e Witty Kiwi.

Sarà inoltre possibile assistere a conferenze, workshop, mostre e installazioni: tra le novità c’è Fashion Documents, focus dove editoria e moda si incontrano, attraverso una selezione di progetti e oggetti editoriali che utilizzano la lente della moda per indagare il presente.

Guarda anche
News

Shopping tour a Bologna

Pulire casa

Come lavare il parquet, consigli utili e tecniche efficaci

Lavare il parquet richiede attenzione e una buona dose di cautela, ma ne vale la pena, perché regala un pavimento "caldo" e longevo!

I consigli giusti per curare i pavimenti più delicati

Il parquet è una delle finiture per pavimenti più amate dagli italiani. Che sia recuperato o moderno, verniciato o al naturale, è sicuramente una superficie capace di regalare sensazioni tattili uniche.
Ma è anche un pavimento delicato sul quale certamente non è possibile agire con la forza con cui a volte vorremmo, nel nome dell’igiene.

Evita i prodotti abrasivi

Il legno è un materiale vivo, “respira” con i cambiamenti di temperatura, e soprattutto se tenuto al naturale (oliato, cerato o comunque non verniciato) non ama i prodotti troppo abrasivi, né alcool, ammoniaca e solventi, che tendono letteralmente a corroderne la patina rendendolo opaco e spento.
Proprio per lo stesso motivo sarebbe meglio evitare le tradizionali macchine da lavaggio a vapore nel lavare un parquet. Se ne possiedi una leggi con attenzione le sue istruzioni per verificare se ha un programma dedicato (a temperature inferiori e con sistemi di protezione per i pavimenti delicati).

Sfrutta le proprietà del calore

Se il vapore ad alta temperatura è controindicato con un parquet, lo stesso non si può dire dell’acqua tiepida che accompagnata a un detergente neutro aiuta a sciogliere efficacemente lo sporco e il grasso rimasto sul pavimento, garantendo un ottimo livello di igiene anche per i più puntigliosi con le pulizie.

Ovviamente, prima di qualsiasi lavaggio, abbi cura di spolverare con attenzione il pavimento in parquet, usando magari un panno in microfibra elettrostatico perfetto per catturare ogni elemento di sporco che trascinato dallo straccio di lavaggio potrebbe graffiare il pavimento. Allo stesso modo, usa un aspirapolvere solo se dotato delle specifiche spazzole per parquet.

Il panno giusto fa la differenza

Forse non lo sapevi, ma a seconda del tipo di parquet è meglio usare un dato tipo di panno per la pulizia. Se il tuo parquet è ruvido o tenuto a grezzo l’ideale per pulirlo è usare un pezzo di vecchio asciugamano di spugna di cotone, ben strizzato (non bisogna mai lavare il parquet con troppa acqua). Se il tuo parquet invece è liscio scegli un panno di microfibra, di nuovo ben strizzato.

Cera o non cera?

Un tempo la pulizia del parquet si concludeva sempre con una bella passata di cera. In realtà, da quando si sono diffusi i parquet verniciati questo passaggio non è più indispensabile. Su questi pavimenti puoi ancora applicare uno strato di cera una volta ogni tanto per dare maggiore vitalità al colore del legno, ma usa comunque il prodotto con parsimonia perché di fatto non viene assorbito dal legno.

Se invece hai scelto un parquet al naturale, la cera è una cura di bellezza utile ad allungare il periodo di vita del legno tra un’oliatura professionale e l’altra. Fatti consigliare sempre dal produttore il prodotto più adatto alla finitura che hai scelto e ancora una volta non eccedere in quantità.

Ormai l’avrai capito, per quante attenzioni voglia il parquet, non ama gli eccessi di acqua e prodotto!

Guarda anche
Pareti e pavimenti

Parquet come nuovo in 8 ore

Pareti e pavimenti

Di tendenza: piastrelle e carte da parati trompe l’oeil

Perché tutti impazziscono per le nuove piastrelle e carte da parati? Perché permettono di ottenere pareti con effetti particolari: effetto-mattoni, effetto-tessuto, effetto-stucco. I nuovi rivestimenti sono trompe l'oeil

La tendenza è chiara: oggi il mondo delle carte da parati e dei rivestimenti in grès lavora sul gioco degli effetti. Le nuove tecnologie di produzione di questi materiali, infatti, permettono di farne dei veri e propri trompe l'oeil capaci di "mimare" l'effetto di altri materiali. qui vi riportiamo alcuni esempi, ma la ricerca in questo senso è inarrestabile e cavalca la tendenza del décor contemporaneo, che vuole pareti non banali, che non si accontentano di essere semplicemente decorate ma che vogliono addirittura diventare altro, e trasportarci in mondi diversi.

Le carte da parati che si fingono muri

Questo significa, per esempio, che chi sogna una parete in mattoni rossi che ricordi il sapore tipico di un loft newyorkese, può ottenerlo facilmente e con costi contenuti semplicemente scegliendo una carta da parati! Le carte da parati effetto trompe l'oeil vegono prodotte su misura della parete, in modo da riproporzionare il disegno in base alle dimensioni della superficie che devono ricoprire.

Le piastrelle che si fingono tessuto

Molto interessante anche la tendenza nel mondo delle piastrelle. Il grès è un materiale estremamente versatile e dalle straordinarie capacità "mimetiche": dopo il boom dei pavimenti in grès effetto legno, a volte così perfetti da essere difficilmente distinguibili da un reale parquet, questo materiale contemporaneo, funzionale e versatile sta esplorando nuove frontiere. Direste mai che una piastrella possa illudervi fino a farvi credere di essere una preziosa tappezzeria in tessuto? Eppure succede anche questo. Come dimostra la nostra gallery.

Rivestimenti effetto trompe l'oeil

C'è un'altra tendenza in fatto di decoro: la carta da parati che riesce a far comparire l'immagine di arredi che non ci sono. In questo caso si trovano, per esempio, wallpaper che riproducono una libreria e che possono essere poi completate con moduli contenitore reali, in modo da portare all'estremo il dialogo tra illustrazione 2D e realtà 3D.

News

I materassi sicuri per culle e lettini

Tutto quello che devi sapere prima di acquistare il materasso per la culla del neonato o il lettino per i primi anni di vita di tuo figlio

A settembre 2017 l'UNI (Ente Italiano di Normazione) ha recepito la nuova normativa europea che riguarda i materassi per letti e culle e, nello specifico, tratta tutti gli aspetti inerenti la sicurezza di questi prodotti che spesso possono celare insidie non evidenti a chi li acquista.

La UNI EN 16890:2017 - Mobili per l'infanzia - Materassi per letti e culle - Requisiti di sicurezza e metodi di prova, ha sostituito la UNI 11036:2003 oltre ai materassi si applica anche alle basi dei materassi, ai coprimaterassi, ai lettini da viaggio, alle culle e ai lettini sospesi per uso domestico e non. Questa norma è fondamentale dato che i bimbi sono soggetti ad alto rischio durante il sonno perché poco controllati e, soprattutto, esposti a molti rischi domestici.

Rischi da fattori chimici

I fabbricanti, gli importatori o i rivenditori devono fornire una verifica della migrazione di elementi chimici dalla superficie di contatto, che non deve superare in alcun modo i valori dettati dalla normativa. Occorre evitare, infatti che le sollecitazioni alle quali è sottoposto durante l'uso il materasso, causate da sfregamenti, variazioni di temperatura, o sudore, possano liberare elementi dannosi per il piccolo. Rispetto alla precedente norma, viene trattato con estrema cura la questione della correttezza, visibilità e completezza delle informazioni che accompagnano il materassino, come ad esempio la marcatura, le informazioni per l’acquisto e le istruzioni per l’uso.

Rischio d'incendio

Il materasso non deve permettere che la fiamma si propaghi, questo è un principio assodato ma la questione è complessa perché per bruciare senza che si propaghi la fiamma, i materassi dovrebbero subire un trattamento con ritardanti di fiamma, che di per sé sono un pericolo chimico. Quindi la nuova norma prevede la prova della limitazione della velocità di diffusione delle fiamme dei tessili, tessili rivestiti o coperture di plastica (EN 71-2), e la prova della sigaretta (EN 597-1), che risulta essere l'incidente domestico più probabile in materia di incendio.

Rischi meccanici

Grande e maggiore importanza è anche riservata ai requisiti riguardanti i rischi meccanici. La UNI EN 16890:2017 tiene conto  dei rischi che, statisticamente, sono i più ricorrenti in situazioni, come le ore notturne, in cui il bambino non può essere sorvegliato con costanza. Vengono, dunque, definiti i metodi di prova per i rischi di intrappolamento tra il materasso e i lati, quelli di strangolamento e soffocamento sia esterno (etichette, imballi in plastica, la compattezza) sia interno (piccole parti, accessibilità ai materiali di riempimento), e i pericoli dovuti a sporgenze e spigoli.

 
Chi garantisce l'idoneità dei materassi e il rispetto della nuova normativa?


Il Consorzio Produttori Italiani Materassi di Qualità, tramite il proprio marchio garantisce la conformità dei materassi alla nuova UNI EN 16890:2017, recependone i requisiti, in modo da garantire ai prodotti attualmente sul mercato e destinati ai bimbi più piccoli le caratteristiche di sicurezza più attuali e complete.

Pulire casa

Tieni pulite le fughe del pavimento con i rimedi della nonna

Scopri con noi i rimedi naturali infallibili per pulire le fughe del pavimento, dal bicarbonato all'aceto, tutti i trucchi per pavimenti perfetti

Se in casa hai pavimenti in ceramica e ami ordine e pulizia, siamo certi che te lo sarai chiesto almeno una volta, come pulire le fughe del pavimento senza usare agenti troppo aggressivi?

Le fughe del pavimento sono il cruccio principale di chi ama ordine e pulizia e ha pavimenti in piastrelle. Soprattutto se al momento della posa le fughe sono state rifinite con stucco bianco (ebbene sì, è possibile ora scegliere anche stucchi colorati se preferisci!).

Per quanto ti sforzi di passare lo straccio tutti i giorni (magari mattina e sera), quelle antiestetiche righe sembrano non essere mai perfettamente pulite! D’altra parte utilizzare agenti sbiancanti di frequente potrebbe rovinare le piastrelle stesse.

Per fortuna ci vengono in soccorso i rimedi naturali di una volta, quelli che usavano anche le nonne e che erano alla portata di tutti. Di seguito trovi i principali, ma prima di usarli su grandi superfici ricordati sempre di fare una prova su una piccola porzione di pavimento non visibile, proprio come faresti prima di testare un nuovo prodotto sulla pelle. In particolar modo questi rimedi potrebbero non essere indicati per pavimenti in marmo, cotto e altri materiali particolarmente delicati. Nel dubbio, chiedi sempre consiglio al produttore prima di procedere con una prova di pulizia.

Bicarbonato

Il bicarbonato di sodio è l’asso pigliatutto dei rimedi naturali per la pulizia (in casa e nell’igiene personale), lo puoi usare davvero con tantissimi scopi e la pulizia dei piccoli spazi tra le piastrelle è uno di quelli che dà più soddisfazioni.

Se lo usi diluito (circa 50 gr di bicarbonato in 500 ml di acqua) con uno spruzzino funziona per una pulizia rapida e ad hoc, contro singoli schizzi di sporco, magari prodotti durante le cotture. In alternativa puoi ottenere una pasta densa mescolando 100 gr di bicarbonato con 200 ml di acqua. Spalma il composto ottenuto sulle fughe e lascialo agire per almeno 20 minuti per permettere che ammorbidisca i residui di sporco, poi sfregalo con una spazzola da bucato e rimuovilo completamente asciugando subito dopo la superficie.

Acqua ossigenata

Una validissima alternativa al bicarbonato è l’acqua ossigenata, particolarmente indicata nel debellare le muffe che spesso proliferano nelle fessure tra le piastrelle, e che tendono a formare le antiestetiche macchie scure sullo stucco bianco.

Spruzza l’acqua ossigenata sulle fughe e sfregala bene, poi lasciala in posa per circa 20 minuti prima di procedere col risciacquo e l’asciugatura del pavimento.

Come il bicarbonato, l'acqua ossigenata ha la capacità di sciogliere in profondità le incrostazioni di sporco rendendo più semplice rimuoverle.

Aceto di vino bianco

L’altro principe del pulizie al naturale è l’aceto di vino bianco, le cui proprietà antimicotiche, deodoranti e antibatteriche lo rendono un candidato perfetto per la pulizia delle fughe.

Come il bicarbonato, può essere usato sia in forma diluita in acqua tiepida, da spruzzare sul pavimento, sia in forma pura, versato direttamente sui punti particolarmente sporchi per rimuovere le macchie più resistenti. Abbi cura di risciacquarlo sempre con acqua tiepida e poi di asciugare il pavimento con cura.

Alta temperatura

Che sia il getto a 100% di un elettrodomestico a vapore (magari diretto proprio sulla fuga tra due piastrelle, con l’accessorio di precisione) o anche solo uno straccio imbevuto di acqua bollente, l’alta temperatura è un ottimo alleato per sconfiggere lo sporco recidivo delle fughe del pavimento.

Salvo rari casi è di gran lunga l’elemento meno aggressivo sui pavimenti in ceramica.

Olio di gomito

Ok, non è divertente stare in ginocchio come Cenerentola passando uno spazzolino da denti su ogni centimetro del perimetro delle piastrelle del pavimento. Eppure la garanzia migliore per tenere pulite le fughe è proprio quella di ripassarle con uno spazzolino di piccole dimensioni subito dopo aver lavato il pavimento con lo straccio bagnato in acqua calda.

Il detersivo che usi per i pavimenti è infatti perfettamente in grado, da solo, di sciogliere lo sporco. Il problema semmai è che di norma l’acqua di lavaggio del pavimento defluisce proprio tra una mattonella e l’altra e lì rimane più a lungo, prima di asciugarsi, facendo accumulare i residui di sporco sul materiale poroso che viene usato per riempire le fughe.

Ripassandole prontamente con uno spazzolino si evita che questo avvenga e si mantengono questi interstizi puliti più a lungo.

Guarda anche
Pulire casa

Come pulire le piastrelle e le fughe

In edicola

Verde Facile: a febbraio lo trovi in edicola

L'allegato di CasaFacile dedicato a piante e fiori compie 15 anni e ti aspetta in edicola dal 6 febbraio con un numero speciale

Il 6 febbraio 2018 in allegato a CasaFacile uscirà il nuovo numero di VerdeFacile tutto dedicato alla primavera.

Di cosa parleremo? Moltissimi spunti per vivere all'aperto la passione per il giardinaggio. Un viaggio in Normandia alla scoperta dei più famosi giardini botanici e uno alle Seychelles tra flora e fauna incontaminata! 

Le magnolie con le loro strepitose fioriture, ci annunciano la primavera.

Il progetto 'verde' di un terrazzo metropolitano di soli 36 mq che ha cambiato la vita alla padrona di casa e al suo cagnolino.

La protagonista intramontabile degli spazi verdi? La rosa. Che sia rampicante o arbustiva, trovi tutte le dritte per coltivarla.

Scopri il mondo delle 'erbe da compagnia', micro giardini chiamati Kusamono.

E non è tutto! Parleremo del Bonus Verde 2018 e degli attrezzi must-have. Dei bambini giardinieri e gli intramontabili consigli pratici, news e appuntamenti verdi.

Conosci il significato di 'franca di vaso'? Scoprilo nei 10 consigli per gli acquisti!

Guarda anche
Giardinaggio

Giochiamo al giardiniere con i bambini

Guarda anche
Consigli e soluzioni

Come scegliere e coltivare le rose

News

Guida per migliorare il comfort abitativo e risparmiare

Il Politecnico di Milano con MCE Lab e il climatologo Luca Mercalli hanno stilato una guida per informare i cittadini su come vivere la casa al meglio e risparmiare

Uno dei motivi più importanti dell'aumento del consumo energetico è sicuramente la grande variabilità meteorologica che caratterizza questi ultimi anni, compreso lo spostamento dei picchi di consumo dall'inverno all'estate a causa del grande uso dei climatizzatori. Per questo motivo il Politecnico di Milano assieme a MCE Lab (osservatorio sul vivere sostenibile promosso da MCE – Mostra Convegno Expocomfort, la manifestazione internazionale per il comfort abitativo) e con il contributo del climatologo Luca Mercalli ha redatto una guida chiara, completa e scaricabile da internet per far conoscere ai cittadini quali sono le pratiche e gli accorgimenti e gli interventi migliori da attuare per avere una casa confortevole al 100% risparmiando economicamente e salvaguardando anche la salute dl pianeta. Non solo, dunque, una guida alle buone pratiche quotidiane ma anche agli interventi strutturali e sugli impianti nonché le indicazioni sulle figure professionali alle quali rivolgersi caso per caso.

La situazione attuale

I dati che sono stati forniti dal Politecnico di Milano evidenziano uno spreco di energia medio del 30-35%, dovuto alla cattiva gestione delle risorse e degli impianti e, di conseguenza, un inutile spreco di soldi che ciascuno di noi potrebbe tranquillamente risparmiare. Per facilitare l'adozione di queste iniziative, per fortuna gli incentivi fiscali sono stati prorogati per tutto il 2018 con la Legge di bilancio: l'Ecobonus previsto del 65% riguarda gli interventi di riqualificazione energetica come la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie dall'efficienza pari alla classe A e contestualmente sistemi di termoregolazione evoluti, gli impianti ibridi formati da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, i generatori di ’aria calda a condensazione.

La Guida 

Divisa in capitoli la Guida consente al lettore di affrontare tutte le fasi necessarie per migliorare l'efficienza energetica e la sostenibilità della propria casa fin dalla comprensione dello stato di partenza (la diagnosi energetica) per passare alla programmazione degli interventi. Il tutto grazie a una descrizione chiara e concisa dei vantaggi nell'’installazione di caldaie a condensazione, pompe di calore, impianti solari e sistemi di building automation. Senza dimenticare gli incentivi fiscali e la manutenzione degli impianti e il conseguente risparmio che si può ottenere.

Il risparmio

Giusto per fare un esempio installare una caldaia a condensazione in un appartamento tipo di 82 mq in una città come Milano (Zona climatica E) permette di ottenere un risparmio annuo di circa 500 euro per riscaldamento e ’acqua calda sanitaria; installando pompe di calore elettriche ad aria esterna in una città come Roma (Zona climatica D) il risparmio annuo arriva a 1.300 euro (dati elaborati grazie al contatore ENEA: http://efficienzaenergetica.acs.enea.it).

Il Politecnico di Milano ha curato i contenuti della guida, garantendone l'’autorevolezza e la scientificità, con il Prof. Giuliano Dall'’Ò’, docente di Fisica Tecnica Ambientale

Per scaricare gratuitamente la guida vai sul sito MCE Lab

News

È morto il fondatore di Ikea Ingvar Kamprad

Aveva 91 anni e idee da vendere: Ingvar Kamprad ha rivoluzionato il mondo della casa con le sue geniali intuizioni, partendo dalla vendita di penne, fiammiferi e orologi e arrivando ai mobili da assemblare a domicilio per ridurre i costi...

Ingvar Kamprad è stato uno degli imprenditori più creativi del XX secolo: si è spento a 91 anni nella sua casa in Svezia, dopo una breve malattia.

Era nato nel 1926 nella Svezia meridionale e all'età di 17 anni aveva già iniziato una piccola attività commerciale.

Il suo sogno? Migliorare la quotidianità del maggior numero di persone possibile.

Il suo motto? Ci sono ancora un sacco di cose da fare!

Dal 1988 non aveva più un ruolo operativo in azienda, ma continuava a dare il suo contributo creativo, spingendo i collaboratori alla ricerca di soluzioni sempre nuove, sempre innovative, era sempre a caccia di ciò a cui nessuno aveva ancora pensato.

LA BIOGRAFIA DI INGVAR KAMPRAD IN BREVE

1926 - nasce ad Älmhult e all'età di 5 anni inizia a vendere i fiammiferi alle fattorie vicine. ben presto amplierà l'offerta dei suoi prodotti con semi, cartoline d'auguri, decorazioni natalizie, matite e penne.

1943 - il padre gli dà un premio in denaro per i suoi risultati scolastici: Ingvar investe i soldi fondando la sua azienda, Ikea (I come Ingvar, K come Kamprad, E come Elmtaryd, la sua fattoria, e A come Agunnaryd, il suo paesino d'origine). Ikea vendeva penne, portafogli, cornici, orologi e calze di nylon.

1948 - tra i prodotti in vendita arrivano per la prima volta i mobili, prodotti da artigiani locali. La risposta dei clienti è buona e quindi Ingvar si dedica al mondo dell'arredamento con più convinzione.

1951 - esce il primo catalogo Ikea.

1958 - viene aperto il primo negozio Ikea ad Älmhult, in Svezia. Ai tempi era il più grande negozio di arredamento di tutta la Scandinavia.

1959 - i dipendenti Ikea superano il numero di 100.

1960 - viene aperto il primo ristorante Ikea nel negozio di Älmhult. Ingvar dichiara: "A stomaco vuoto non si vendono divani".

1963 - Ingvar sposa Margaretha Stennert. Avranno 3 figli: Peter, Jonas and Mathias.

1998 - Ingvar lascia il proprio ruolo direttivo in Ikea e diventa consulente. Si dedica inoltre a progetti filantropici e di sviluppo del design.

News

Le cappe di Falmec hanno vinto 3 Good Design Award

Grande successo per le cappe di design Dama Materia e Oceano E.ion di Falmec che si sono aggiudicate il prestigioso Good Design Award

Nato nel 1950 da un’idea di Edgar Kaufmann Jr – curatore e fondatore del Museum of Modern Art di Chicago – Il Good Design Award è uno dei premi internazionali di maggior prestigio, che viene conferito ai prodotti più innovativi dell’anno per forma, materiali, concept, costruzione, utilità, funzione, sostenibilità ed estetica. Il premio viene assegnato ogni anno dal Chicago Athenaeum: Museum of Architecture and Design, ed è promosso dall’European Centre for Architecture Art Design and Urban Studies. Le cappe Dama, Materia e Oceano E.ion di Falmec hanno vinto questo riconoscimento a fine 2017 e, dunque, come da tradizione, entreranno a far parte della collezione permanente di design del Chicago Athenaeum

Le cappe premiate

Dama e Materia appartengono alla collezione Circle.Tech che integra in un unico corpo sia l'aspirazione sia la filtrazione, riducendo l’ingombro, massimizzando l’efficienza e regalando un nuovo e originale design a questo tipo di prodotto. Dama e Materia sono più di una semplice cappa aspirante poiché hanno anche il ruolo di complementi d'arredo e corpi illuminanti dato che hanno dei sistemi a LED integrati. Queste cappe hanno uno sviluppo orizzontale, come tutte le altre della linea Circle.Tech; l’aria in uscita attraversa un corpo filtrante che avvolge il motore, diffondendosi in modo omogeneo, la forma circolare assicura la massima superficie filtrante ed grandissime performance.

La cappa Oceano, dal design essenziale e geometrico appartiene alla collezione E.ion System, che lavora tramite la ionizzazione bipolare controllata, che permette di eliminare fino al 95% dei cattivi odori . Oceano è aspira lungo tutta la sua struttura, raggiungendo, quindi una superficie molto più ampia di aspirazione rispetto alle altre cappe.