Per creare piani diversi tra due
stanze e ‘ingrandire’ il secondo ambiente, l’ideale
è usare sulla parete di fondo una tappezzeria
trompe-l’œil, quindi in primo piano creare una
boiserie in colore scuro o saturo.
In salotto la boiserie dipinta sul muro crea un romantico effetto décor. Ricorda che lo zoccolino va coordinato: al
pavimento, alle porte o alla parete.
Vuoi ripavimentare low cost? Puoi farlo tu con un
pavimento sottile ma stabile
in SPC (Stone Polymer
Composite) che, a un costo di
€ 18-35/mq, si posa flottante
su quello vecchio senza dover
rifilare gli infissi.
Per ridipingere un vecchio armadio (quello nella foto prima era di legno) puoi usare le vernici di nuova
generazione che non hanno bisogno di stendere prima il grip. Ricorda che una finitura lucida
dà luminosità,
una satinata risulta
molto elegante.
Devi recuperare gli infissi? Fatti aiutare se sono in pvc o alluminio, perché sono materiali che richiedono competenze e prodotti specifici. Cucina: regalata da
amici [Scic]. Vernice
all’acqua per piastrelle
(anche in bagno)
Methacryl Siegel
[Herbol].
Per rigenerare le piastrelle usa uno smalto all’acqua pronto
all’uso che non richiede fondo. Mobile lavabo Nysjön
Björkån [cm 54x40x98h] e scaffale Vilto
[cm 46x26x150h] di
[Ikea].
Anche tu, come i proprietari della casa di questa gallery, vuoi rinnovare i tuoi spazi con poca spesa? Qui trovi tante idee fai-da-te da copiare subito, o da far realizzare a un professionista
Un bilocale nel cuore di Roma è stato trasformato da Roberta e Alessandro con budget minimo ma tantissime idee: «I miei CasaFacile sono consumati da quanto li ho letti» dice lei «così grazie anche all’aiuto della stylist Cristina Gigli abbiamo deciso di mettere in pratica i vostri consigli e ci siamo rimboccati le maniche».
La casa ha una palette soft e luminosa: l’armadio in ingresso è dipinto in azzurro, il bagno ha le piastrelle rosa cipria, in cucina il bianco amplifica la luce e nel living la boiserie terracotta dipinta fa da sfondo ideale all’arredo recuperato in mercatini, soffitte e vecchie case, dando a questi ambienti un sapore unico, vissuto, reale.
Le vere protagoniste, però, sono le carte da parati ironiche e sognanti che portano la natura dentro casa. Visto il risultato, condividiamo questa casa con voi per proporvi spunti di restyling easy ma efficaci... pronti con pennelli&Co?
Come recuperare gli infissi
Inizia carteggiando la superficie con la levigatrice elettrica a base triangolare (è precisa anche negli angoli!) fino a ottenere una superficie ruvida e ripara le eventuali fessure con lo stucco verniciabile per legno.
Se vuoi garantire l’adesione allo smalto di finitura, applica prima una mano di cementite o primer per legno e poi stendi 1-2 mani di smalto protettivo all’acqua, nel colore desiderato. Fatti aiutare se l’infisso è in pvc o alluminio, perché richiede competenze e prodotti specifici.
Come ripavimentare low cost
Puoi farlo tu con un pavimento sottile ma stabile in SPC (Stone Polymer Composite) che, a un costo di € 18-35/mq, si posa flottante su quello vecchio senza dover rifilare gli infissi. Una volta pulito il pavimento, posa un materassino fonoisolante da 2 mm, sovrapponendo i giunti di 5 cm e sigillandoli con un nastro ad hoc.
Quindi posa a secco le doghe in SPC che, dotate di semplici incastri a clic, basterà unire senza l’uso di colla. Per i tagli, prendi le misure con una squadra e usa un cutter o taglierina. Fatti aiutare se le pareti irregolari comportano tagli impegnativi.
Come riadattare i mobili vintage
Riporta il legno al suo aspetto naturale levigandolo con delle spugne abrasive sagomate a grana media e fine che aiutano a rimuovere la precedente finitura da ogni parte del mobile e a eliminare le imperfezioni.
Poi ripara eventuali scalfitture o graffi con la cera naturale che, una volta essiccata, va carteggiata con grana superfine e infine passa 1-2 mani di vernice protettiva trasparente con un rullo e, negli angoli, con pennello piatto. Fatti aiutare se hai un mobile d’epoca pregiato e con intarsi.
Come decorare con una boiserie
Con metro laser e matita traccia una linea all’altezza a cui dipingerai la boiserie e fisserai la cornice. Applica (sulla riga a filo in alto) il nastro adesivo in carta per evitare sbavature e stendi con il rullo il colore scelto per la boiserie.
Usa il pennello da rifinitura per le aree vicino a porte e zoccolino (da proteggere sempre con il nastro in carta). Asciugata anche la seconda mano, togli il nastro e applica la cornice decorativa lungo la linea. Fatti aiutare se il muro ha sotto una pittura lucida spatolata.
Come creare scorci che allargano
Per creare piani diversi tra due stanze e ‘ingrandire’ il secondo ambiente, l’ideale è usare sulla parete di fondo una tappezzeria trompe-l’œil quindi in primo piano creare una boiserie in colore scuro o saturo.
Puoi posare una carta effetto nuvole con degli azzurri e accostare un blu elettrico, o una wallpaper che simula una tenda écru di una finestra e abbinarla al ciliegia, o ton sur ton carta con archi e alberi verdi insieme al tono bosco. Fatti aiutare da un interior designer se non hai dimestichezza con colori e decori.
Come rivestire le pareti con la carta
Fatti aiutare dal posatore indicato dal rivenditore o produttore che, dopo aver stuccato eventuali crepe e pulito la parete, applica con un rullo uno strato uniforme di colla sul muro, coprendo di volta in volta un’area poco più ampia della larghezza dei fogli. Poi, partendo dall’alto, appoggia un telo alla volta sul muro incollato passando su ognuno una spatola per eliminare le bolle d’aria e tagliando le eccedenze.
Nel far combaciare i fogli, passa un rullo di gomma lungo i giunti per assicurarne la perfetta adesione. Puoi farlo tu se hai buona manualità o vuoi rivestire solo un riquadro dietro al letto o al divano.
Come ridipingere un vecchio armadio
Puoi farlo tu con le vernici di nuova generazione perché non serve stendere il grip. Dopo averle smontate, carteggia le ante e dai 2 mani di pittura specifica che combina primer e topcoat in un unico prodotto con il rullino per legno, lasciando asciugare tra i due passaggi.
Vernicia struttura e interni dell’armadio e, rimontato tutto, avvita i nuovi pomelli. Fatti aiutare se l’armadio è laccato o laminato: serve l’intervento di un professionista.
Come rigenerare le vecchie piastrelle
Fatti aiutare da un posatore qualificato che, stuccate le fughe eventualmente danneggiate e passato un panno umido sulle vecchie piastrelle, stende un fondo pulente e aggrappante sulla superficie.
Poi, miscelando 2 prodotti ad hoc, stende 2-3 mani di micro-resina all’acqua con un rullo per dare nuovo colore alle piastrelle e alle fughe, senza nasconderle. La nuova superficie è impermeabilizzata, uniforme e facile da pulire. Puoi farlo tu con uno smalto all’acqua pronto all’uso che non richiede fondo.
di Elena Favetti e Paolo Manca – styling Cristina Gigli – foto Francesca Maiolino
Il living della villa di 236 mq di Francesca Falsetti e Alfredo Pantani,
titolari di Studio
Daido. Con l’aiuto di
Cristina Gigli hanno
pensato a una soluzione ad affetto per la scala:
un rivestimento di piastrelle verdi. I gradini sono
rivestiti di resina,
la balaustra è in
metallo tinto nero. Piastrelle Rombini [Mutina], divano
Pixel [Saba Italia],
cuscini [L’Opificio],
plafoniere Duo [Vibia], stampa
serigrafica Uno La
Mela di Enzo Mari
[Danese Milano].
La visuale che si
ha quando si
varca la soglia
d’ingresso: in
fondo si legge
l’angolo pranzo
della zona salotto,
a destra una
libreria bifacciale
filtra la stanza
dedicata allo
studio dei due
fotografi. «Da
segnalare, il tocco
rosso mela: sia
sulla storica
stampa sia sulla
poltroncina,
accende i grigi e i
verdi delle pareti
che funzionano
un po’ come dei
neutri, al pari del
bianco» precisa
Cristina Gigli. Poltroncina
Loop [Gebrüder Thonet
Vienna],
libreria K2 cielo terra
[Kriptonite].
La zona pranzo ha un mood vintage: tavolo e sedie sono
di design Anni ’70 [li
trovi simili su » subito.it
e su » catanai.it]. Vasi
della coll. Cartocci [Paola
Paronetto], lampade
da terra Parentesi [Flos].
«Per la parete tv e per lo studio ci siamo rivolti
a Tuttaluce Design, mettendo a punto il progetto
della libreria passante che separa lo studio dal
corridoio e scegliendo i tavoli. Entrambe le librerie,
quella in soggiorno e questa, sono di Kriptonite,
due modelli diversi che hanno però un’estetica
simile» dice Francesca. Qui diventa una membrana
filtrante che si veste di libri, ma anche oggetti
importanti, giochi e piante.
I due tavoli affiancati dietro la libreria creano una doppia postazione e il tappeto
accoglie i bambini per il gioco, quando serve. Poltroncine Loop [Gebrüder Thonet Vienna] e Pippi [Midj], tavoli Four [Kartell], vaso rosa Fide [Paola Paronetto], lampada da tavolo Lampadina [Flos]. Tappeto Stockholm
[Ikea], sospensioni Aim [Flos].
Colore a parete Bone China Blue 107 [Little Greene].
Le librerie metalliche sono il leitmotiv di questa casa: vengono usate a parete o con sistema bifacciale. Libreria K1 [Kriptonite], tappeto Hula Hoop
Frame [G.T. Design], poltrona Chignon [Gebrüder Thonet Vienna], tavolini Plissé [Midj], lampada Atollo [Oluce].
L’imperativo era, soprattutto al piano terra, avere tanta
luce, grandi aperture e una continuità anche con
l’esterno. «Volevamo creare un ambiente confortevole
e caldo e per questo abbiamo deciso di utilizzare
il parquet quasi dappertutto, compreso nel bagno della
nostra camera e in cucina. Per l’esterno invece
pensavamo a un materiale chiaro e luminoso, quindi
la scelta è ricaduta su un travertino, posato in
continuità con i listoni del parquet» specifica Alfredo.
La cucina è stata progettata
con il supporto del fornitore
Meozzi Mobili, che ha
riadattato il modello di
Arredo3 affiancando agli
elementi standard altri
su misura: guarda la veletta
che chiude lo spazio
superiore delle colonne.
«Sulle finiture e i materiali avevamo le idee
abbastanza chiare. Facendo questo lavoro
vediamo tante case e per la nostra abbiamo
messo insieme le cose che ci sono piaciute
di più» racconta Francesca. «Quando
abbiamo iniziato a pensare al progetto,
fantasticavamo sull’idea di vederla
pubblicata ed è stata una grandissima
soddisfazione per noi fotografarla proprio
per la rivista a cui siamo più affezionati». Applique Ray Mini [Wever&Ducré],
madia 36e8 glass [Lago], stampa
di Alexander Girard [Vitra].
La pennellata calda di
terracotta crea un effetto box (Real Plum sempre di Sikkens):
una ‘lingua’ colorata che segna l’accesso alla
master bedroom e al bagno padronale.
Semplice ma
d’effetto: la
ricetta per un
bagno così?
Rivestimento
crema, parquet
di rovere e
dettagli black. Rivestimento Pico [Mutina],
sanitari e mobili [GSI Ceramica], rubinetterie [IB rubinetterie].
Colore a parete Slaked Lime Deep [Little Greene].
In cameretta, la nuance che riveste alcune
pareti e il soffitto inclinato disegna un po’
l’effetto capanna: è De Nimes 299, di Farrow
& Ball. Escludendo i bagni, tutti i soffitti qui
sono spioventi: la scelta di lasciare a vista il
colmo del tetto, invece di realizzare una
veletta in cartongesso, qui e nel disimpegno
ha felicemente smosso le forme dell’ambiente. Composizione cameretta [Nidi], sgabello Elephant [Vitra],
sospensione Oh! Smash [Linealight].
«Ci siamo divertiti a fare
tre bagni totalmente diversi: uno con smalto
e cementine, uno con graniglia e sanitari
colorati, il terzo con maxi grès monocolore» dicono i proprietari. Graniglie
Fancy Slabs [Mipa].
Cosa accade quando una coppia di fotografi di interni progetta finalmente la propria casa? Si mette ordine tra i mille spunti raccolti... questo è il risultato!
Francesca e Alfredo fanno coppia nella vita e nel lavoro: sono i fotografi di Studio Daido, che ha base a Roma e ad Arezzo, città dove hanno messo radici.
Le scelte fatte
«Abbiamo costruito la casa mettendo un po’ di noi in ogni cosa. Partendo da un progetto dell’arch. Roberto Severi, che ci ha aiutato nella disposizione delle stanze, abbiamo ricavato un living ‘fluido’, con una chiara divisione delle funzioni ma senza una interruzione fisica – ci dice Francesca – le librerie hanno fatto da partizioni».
Il tocco di stile
Con Cristina Gigli poi, la nostra stylist con cui lavorano da anni e a cui sono legati da grande amicizia, hanno scelto colori, alcuni arredi e luci: «Ci ha aiutati a risolvere la principale incertezza, ovvero la scala: ora il verde delle sue piastrelle amplifica quello del giardino e delle piante disseminate in tutta casa!»
styling Cristina Gigli foto Studio Daido testi Grazia Caruso
Fabienne, la proprietaria di questa casa, ha affidato il progetto di ristrutturazione alla figlia Julie Chatelain, titolare di uno
studio di interior design. Il suo
motto? ‘Se puoi sognarlo, puoi
farlo’. @juliechatelain_interiors. In questa foto il grande living che ospita anche la cucina, con le vetrate che incorniciano la zona outdoor.
«Le travi in legno di
colore verde che
proteggono il living
outdoor della casa
– racconta Julie –
sono tipiche di questa
zona, per questo le
abbiamo scelte come
uno degli elementi
caratterizzanti del
nostro progetto». Al
di sotto si è ricavata
un’area pranzo;
poco più in là, ci
sono un angolo relax
e – questa è la vera
coccola! – una comoda
vasca idromassaggio. Panca realizzata su misura
con materassi [Ikea],
sedie Tripoline AA [Airborne],
seduta Puppy Dalmatian,
design Eero Arnio [Magis].
La zona pranzo sotto la tettoia: tavolo e sedie in rattan sono stati sverniciati per evidenziarne la patina naturale. Sospensioni
[The Wild Bazar, Biarritz].
«Non ci piaceva l’idea della classica cucina
abitabile – dice Julie – così per riunire in
un unico ambiente le funzioni pranzo/cottura
siamo partiti dal tavolo Knoll che Fabienne
possedeva già». Per avere pulizia visiva, gli
elementi più tecnici della cucina sono stati
messi in una stanzetta attigua, a cui si accede
da una porta accanto ai forni.
Cucina realizzata su misura, tavolo Tulip con piano in marmo
[Knoll], sedie [AMPM], sospensioni in abacà Grass, design
Jette Scheib, tende [Alinea]. Sopra
il tavolo, candelieri [H&M Home]. Sopra il mobile cucina,
vasi [Pols Potten], bicchieri [Zodio], caraffe in metallo
[Christofle], bottiglie in vetro acquistate nei mercatini.
L’altezza del piano
terra ha permesso
di realizzare un
livello soppalcato che insiste
sulla zona notte
del primo livello. E
la parete che lo
delimita, realizzata
su disegno di
Julie, ospita tanti
vani libreria ma
anche il camino e
la tv! Divano Bend-Sofa e
tavolini Fat-Fat, tutto
design di Patricia
Urquiola [B&B Italia]. Tappeto
[Brink & Campman],
sospensioni Flowerpot
[&Tradition], lampade
da tavolo: Pipistrello e,
nella libreria, Cobra [tutte
e due Martinelli Luce].
La
zona sottoscala è dipinta
con la pittura Treron
292 [Farrow & Ball]. La
console è Pomègues
[Margaux Keller]. I due
tavolini-totem in
metallo lucido e opaco
sono di [Zara Home].
Il progetto
ha previsto la realizzazione di una mini zona studio
ricavata con una semplice quinta accanto
al letto. Nelle nicchie, vasi [H&M Home] e [Habitat]. Sedia [AMPM],
tessile letto, tende e cuscini [Haomy]. A parete, pittura
Jitney 293 [Farrow & Ball].
Un mood zen e minimalista per il bagno, dove i colori
tenui e naturali sono sottolineati dai dettagli black. Lavabi [Leroy Merlin], specchio
fatto realizzare su misura, vasca Lounge [Porcelanosa].
A pavimento, lastre in grès porcellanato Anthology Desert con tecnologia
antibatterica integrata Protect® [Lea Ceramiche]. Foto [Desenio].
La camera degli ospiti al piano superiore mantiene il senso di
accoglienza di quella padronale, ma si accentua la presenza del
décor, a partire dal rosa polveroso che incornicia la zona della
testiera del letto (e una parte dell’armadio!) e soprattutto con la
wallpaper dal sognante paesaggio montano. «Mi sono innamorata
di quel disegno – dice Julie – che richiama il panorama esterno».
Il tocco più estroso è in bagno, con l’abbinamento tra la carta
da parati effetto maculato e le zellige scure nella zona della doccia. Wallpaper Graou - Kaki [Bilboquet], zellige
simili alle piastrelle in grès della coll. Lume [Marazzi,
cm 6x24], mobile [Ikea], specchio [Zuivel], lavabo da
appoggio [Leroy Merlin].
Grandi aperture, tanta luce, colori tenui e tessuti morbidi. È la ricetta che rende questa casa vicino a Biarritz, in Francia, così accogliente
Cosa c’è di meglio, tagliata ‘su misura’, che chiamare qualcuno che conosce alla perfezione i tuoi gusti? Così ha fatto Fabienne, chiedendo alla figlia Julie di progettarle questa villa che si trova ad Arcangues, un paese a pochi chilometri da Biarritz.
Le scelte fatte
Fabienne voleva ambienti pratici, che si sviluppassero su un solo piano e con grandi aperture di collegamento con l’esterno. Julie, con lo studio Alaman& Macdonald che ha firmato il progetto, l’ha accontentata: sul soppalco c’è soltanto la zona ospiti. E le ha creato un habitat naturale: tessuti freschi, legno e materiali come rattan, vimini e abacà.
Il tocco di stile
Oltre a un uso sapiente del colore, che nel tutto-neutro dà risalto ad alcune zone, l’importanza delle strutture: la mega tettoia all’esterno ma anche la scala, il soppalco, il camino, le nicchie all’interno. Che personalità!
IL KIT PER REALIZZARE LA SHOPPER DI PIZZO. Ti servirà: √ centrino di pizzo (cm 38x100)
√ forbici √ spilli √ ago e filo
√ bandana √ macchina per cucire. Dado vintage fatto a mano
[da Emporio Mikica], quaderno con cover a righe Notem [da Saypaper].
Alzata vintage in vetro molato verde [All’Origine], vaso Mid Century in vetro turchese
e scultura carciofo in porcellana [da Emporio Mikica]. La parete è stata dipinta con la pittura
decorativa colore Pale Wedgwood 249 [Little Greene].
Protagonisti indiscussi nelle case di un tempo, i centrini di pizzo cambiano look e inventano una shopper dal piglio fashion. Cerca nei mercatini o nei marketplace online quelli in pizzo San Gallo, a macramè, filet o all’uncinetto e cuci la tua borsa (chic) per la spesa!
REALIZZA COSÌ LA SHOPPER DI PIZZO
tempo: 1 ora difficoltà: media costo: 12 euro occorrente: √ centrino di pizzo (cm 38x100) √ forbici √ spilli √ ago e filo √ bandana √ macchina per cucire
1. Lava, stira e appretta il centrino per renderlo rigido.
2. Piega verso l’alto l’angolo in basso a destra del centrino, formando un triangolo. Ripeti sul lato opposto, piegando la punta in alto verso il basso. Otterrai un secondo triangolo.
3. Piega la punta a destra verso l’alto, ottenendo la sagoma della borsa. Punta con gli spilli. Apri leggermente i lembi che si incrociano al centro della borsa, invertili e fissa con gli spilli.
4. Cuci a macchina per 12 cm i due lati alla base della borsa. A mano, a punto orlo, cuci la diagonale della borsa, dove i tessuti si incrociano.
5. Fai mettere in merceria o dal calzolaio due occhielli di metallo per i manici.
6. Piega a triangolo la bandana, arrotola, falla passare negli occhielli, fermala con un nodo. O usa una corda portacellulare, fissando gli anelli agli occhielli.
di Elisabetta Viganò e Cristina Dal Ben - foto di Andrea Baguzzi
Il patio con la zona
outdoor in origine non
esisteva. «La casa è
stata acquistata dai
miei nonni 50 anni fa»
ci racconta Elin, la
proprietaria. «La vista
mare ai tempi non era
una priorità». Oggi
si sono aggiunte anche
una dépendance e
la rimessa per barche.
Immerso completamente nella luce, il salotto
è in dialogo continuo con il giardino grazie
alle tre finestre gemelle. Il bianco alle pareti
amplifica ulteriormente la luminosità:
i tocchi di colore qui sono affidati ai quadri,
ai cuscini e al verde generoso del giardino. Poltrona in rattan Armchair 311 e tavolino verde Oolong [entrambi Svenskt Tenn].
Coffee table Around [Muuto], poltrone Frog [Living Divani]. Tappeto [Vandra Rugs]. Divano simile a Louise [Maisons du Monde]. Piantane Scanting [Marset]. Sospensione BPL [Rotaliana].
Il tavolo rettangolare di
cm 180-210 si adatta
a ospitare 8 persone
(per 10-12 ci vuole un
modello da cm 220 in
su): anche la sorella di
Elin ha una casa qui
sull’isola e capita che
pranzino tutti insieme.
Lo stile è minimal
e naturale, reso ancor
più accogliente dal
tema botanico-green di
tovaglia e mise en
place... e dai fiori veri! Tavolo [Ikea], tovaglia in tessuto
a tema foglie Bladverk [Gyllstad]. Sedie Fröjel
[G.A.D]. Cuscini a righe [Ikea].
«La casa deve riflettere chi ci vive e resistere al
tempo, quindi non deve seguire troppo le mode» dice
Elin, che con il marito condivide l’amore per la vita
semplice e tranquilla a contatto con la natura. «Il mio
motto è: rustico, comodo, semplice. Non amo il ‘tutto
perfetto’, adoro invece decorare e recuperare arredi
e oggetti di un tempo. Come tributo ai miei nonni ho
preservato l’atmosfera vintage dei mobili in rattan».
Anche fare la spesa ha tutto un altro
sapore quando trascorri l’estate
su un’isola: la famiglia deve infatti
prendere la barca verso i negozi di
Harö o Sandhamn.
In cucina, la disposizione dei mobili a elle con
l’isola lavoro è stata studiata da
Elin: niente pensili, solo basi e schienali rivestiti con
piastrelle acquamarina effetto rétro. Cucina con top in legno e inox
[Ikea]. Piastrelle [Höganäs], ma le trovi anche
su » leroymerlin.it. Tagliere [Åhlens], vassoi
e portafrutta simili di [Tescoma]. Puoi trovare su
» subito.it le lampade a petrolio come quelle
sulla mensola e anche i vasetti dorati vintage.
Per sfruttare tutto lo spazio
di questa grande stanza,
nata dall’unione di una
camera padronale e di una
cameretta, si è deciso di
realizzare una quinta che
separa la zona notte dal
guardaroba. Da una parte la
parete serve lo spogliatoio,
dall’altra diventa l’appoggio
per il letto: il tocco décor
è dato dalla carta da parati.
«Anche se non amo particolarmente
la classica combinazione di colori
navy, la trovo perfetta e fresca per
una casa estiva» dice Elin. L’abbinata
è vincente sia come wallpaper effetto
azulejos sulla quinta, sia per i tessuti
del letto dove non manca il tocco di
rosso (che riprende il colore esterno
della casa). L’assenza di comodini è
ovviata dalla coppia di applique a
braccio orientabile e dalla testiera del
letto che contiene i libri e serve
anche da appoggio per piccoli oggetti. Testata letto Brimnes [Ikea]. Wallpaper Round & Round The Garden
Pal Blue [Anna Spiro]. Cuscini [Mille Notti
e Gyllstad], coperta [Klippan]. Lampade PJ72
[Örsjö Belysning]. Tessuti letto [Gyllstad].
Dalla doppia finestra della
camera la visuale sulla baia
è spettacolare. Su quest’isola del Mar Baltico è ambientata la serie di gialli di Viveca Sten, ‘I misteri di Sandhamn’ (Feltrinelli).
La colazione
viene servita all’aperto,
con le porcellane dei nonni
di Elin. «Amo i loro vecchi
servizi da tavola vintage e
continuo a collezionarli
ancora oggi. Si abbinano ai
tessuti di Ulrika Gyllstad:
lei e suo marito, l’architetto
Lars che ci ha aiutati con la
ristrutturazione, sono nostri
vicini qui nell’arcipelago». Porcellane Mon Amie e Koka Blå [Rörstrand].
Alzatina simile a quella della Linea Delicia di [Tescoma].
Teiera vintage simile al modello Salam [Degrenne].
«Negli anni Sessanta, quando la mia famiglia
originaria dello Småland, nel sud della Svezia,
acquistò il cottage, si viveva con lampade
a petrolio e un bagno esterno. L’acqua dolce
doveva essere presa a Sandhamn» racconta
Elin. «Ora il bagno ha un sistema settico
ecologico e abbiamo costruito un nostro pozzo».
Nascosta dalla casa principale c’è anche
una struttura con la doccia esterna e il bagno. Sedia a dondolo vintage: nuova, c’è Boho di [Maisons du Monde].
Affacciato su un’idilliaca baia svedese, questo fiabesco cottage rosso si apre alla natura grazie a grandi vetrate. Per gli arredi, rattan e vintage
Dopo aver vissuto 9 anni tra Shanghai e Hong Kong con il marito e i due figli, Elin ha deciso di riprogettare in prima persona il bel cottage di famiglia nell’arcipelago di Stoccolma. Economista di formazione e oggi interior designer, per rivedere la distribuzione degli ambienti ha chiesto aiuto all’architetto Lars Wester.
Le scelte fatte
«La casa si raggiunge soltanto in barca: quando arrivarono qui i miei nonni non c’erano né acqua né elettricità! Loro adoravano essere circondati dal bosco. Adesso le stanze si affacciano tutte verso il mare, ci sono finestre più grandi che fanno entrare tanta luce e un patio esterno molto godibile».
Il tocco di stile
Il dialogo tra i colori: dalle tinte pastello nel living al blu e bianco dei tessuti, dagli esterni in rosso al verde della vegetazione, fino all’azzurro del cielo. Poesia!
foto Anne Nyblaeus / Living Inside – testi Sara Peggion
Il living di Enzo e Silvia: lei crea accessori (il suo brand si chiama ‘Quella
dei NODI’), lui è direttore
commerciale. La loro casa è su Instagram alla pagina @citofonarerotondo. In questo ambiente due le lampade
di Achille Castiglioni:
Parentesi (a destra) e
Arco, del nonno di Silvia. Libreria [Cubo Design], divano Austin [Chateau
d’Ax], tavolo Zen [Bonaldo]. Sedie [The Masie], pouf [Connubia].
La libreria originale String Furniture ereditata da Silvia
è stata collocata all’ingresso. «Ha un grande valore affettivo.
E i libri sono in ordine cromatico, come piace a me!». Poltrona con pouf [La Redoute].
Di dimensioni generose, la cucina misura 22 mq. È divisa
in zona operativa (dove Enzo prepara il ragù), penisola
e tavolo. La palette colore è rosa+bianco. I pensili centrali della cucina e la porta sono stati realizzati con lo stesso colore della parete: il codice è NCS S 3020-Y70R. Cucina modello Ménta laccato opaco Sahara Beige [Milton]. Piano in grés
[Neolith]
A dare una sferzata di colore intenso alla cucina c'è un maxi-quadro giallo, riproduzione dell’opera ‘Testa
di donna’ di Gustav Klimt su carta da parati di Photowall.
In fase di ordine è stato intensificato il colore. La cornice è di [Artigianlegno di Pescara].
In camera da letto, doppio wow per
la carta da parati
e per il soffitto
blu. Cassettiera Nordmela
[Ikea], letto [Lema],
sospensione IC [Flos]. Carta da parati
[Photowall], tessili
[Arket].
In origine diviso in due, il bagno padronale riprende il
colore rosa usato in cucina, con texture e materiali
diversi. Per il pavimento l’architetta Debora Di Michele
ha scelto e configurato cementine con motivo ‘a bolli’.
Il mobile con doppio lavabo proviene invece dalla casa
precedente della famiglia: era arancione, ora è stato
laccato di rosa. A parete si alternano piastrelle e resina. Cementine [Mosaic Factory], sanitari [Nic Design],
specchio e luci [Ikea], piastrelle Regolo [Appiani].
Silvia ed Enzo amano leggere, tanto da avere una libreria a testa. E sono patiti dei pezzi di design iconici. Su Instagram hanno raccontato i lavori di ristrutturazione della loro grande casa
Dopo 10 anni a Madrid, Silvia ed Enzo tornano in Italia e trovano a Pescara una grande casa per tutta la famiglia. «Non dimenticheremo mai quel periodo: la scelta dei materiali, le prove colore, i rendering... che avventura! Mesi faticosi ma super stimolanti».
Le scelte fatte
L’appartamento aveva già ottime finiture, non tutte però di loro gusto. La coppia si è quindi affidata all’architetta Debora Di Michele perché li aiutasse a dare nuova vita e un nuovo look alla zona giorno, alla camera padronale e ai due bagni.
Il tocco di stile
Decisivi il mix equilibrato tra moderno e vintage con pezzi di design iconici, le soluzioni tailor-made e la palette colori personalizzata in ogni ambiente.
progetto Arch. Debora Di Michele – foto Michele Boccia – testi Sara Peggion
«Essendo al centro della casa, desideravo
che forme e colori rendessero la cucina
un luogo accogliente in cui si ha voglia di
fermarsi» spiega Claudia.
La ristrutturazione è durata due anni. Cucina su misura realizzata
da [Falegnameria Zeni].
Cappa a isola Spazio 130
[Falmec]. Pentole Vardagen
[Ikea]. Macchina caffè
Rivelia [De’Longhi], alzatina
[Zara Home]. Piastrelle
rosa Sartoria [Terratinta].
Nella sala da pranzo: sedie basse Jimi [La Redoute].
Colore pareti KK116 [Kerakoll Color Collection]. Paralumi Alaya
[La Redoute fuori produzione, simili al mod. Tahiti]. Specchio, tavolo,
sedie alte, vasi vintage.
Claudia ha il culto dei materiali: per il cotto
degli esterni è andata da una fornace in Umbria,
per la posa dei parquet da una ditta del Trentino,
le tende le ha cucite insieme a un’anziana
vicina sarta. Tanti anche i dettagli fatti da lei,
come il corrimano in micoresina della scala. Pavimento in cotto [Enrico
Palmucci], corrimano in microresina KK11 e KK106 [Kerakoll].
Le camere seguono lo
stile romantico della
zona giorno, tra mood
british e provenzale.
Sono state decorate
con una wallpaper
floreale che incornicia
la parete del letto. Lampade [H&M Home], letto Belle [Westwing], wallpaper Kerala
[su » cartadaparatideglianni70.com].
La seconda camera da
letto ha una piccola
finestrella proprio al centro della
parete: tutto intorno una carta
da parati botanica a grandi foglie.
Gli arredi sono di legno chiaro e
grezzo, come il parquet a listoni. Il
soffitto, a differenza della camera
precedente, qui è dipinto di bianco. Letto Auguste e comodino
Selena [Maisons du Monde]. Mobile
azzurro [Falegnameria Zeni].
Era una dimora ‘old style’ di fine ’700. Claudia, la proprietaria, l’ha trasformata nel suo rifugio dell’anima. E oggi è anche un piccolo relais
A Costermano sul Garda, non lontano dal lago, una casa rosa con 4.000 mq di giardino è diventata un’oasi di relax grazie alla visione della sua giovane proprietaria. Claudia ha 33 anni, è italo-tedesca e dopo alcune esperienze nell’hotellerie ha deciso di acquistare questo antico casale per trasformarlo in Jar, la ‘wunderkammer’ dei suoi sogni oggi anche b&b.
Le scelte fatte
Lo stile rustico è nato giorno dopo giorno: «Avevo le idee, la manualità e il tempo: una squadra di artigiani mi ha aiutata» dice. Gli arredi sono un mix di mercatini, ordini online, avanzi di cantine del vicinato. «Sono fissata con le maniglie! Le ho prese su Etsy o smontate da mobili vecchi».
Prima di dedicarsi a ‘Jar’ Claudia ha cambiato strada diverse volte. Diplomata all’istituto d’arte e maestra dei metalli e dell’oreficeria, ha frequentato il biennio di giornalismo narrativo alla Scuola Holden di Torino e lavorato al front desk di alcuni alberghi sul Lago di Garda, dove i suoi genitori avevano acquistato una casa. «Ma dopo sette stagioni, ho capito che volevo costruire qualcosa di speciale, di mio».
Il tocco di stile
Recuperare è un’arte: qui in cucina, sedie di famiglia, il tavolo arriva dalla comunità Emmaus, lo specchio da una casa abbandonata, e la madia è stata dipinta di resina nera.
«I miei studi e la passione per l’arte hanno formato la mia ‘estetica’ ma il mio maestro di vita è stato Giovanni, un vecchio marmista che avevo chiamato per realizzare una scala in giardino. Mi ha vista sola in questa immensa casa che imbarcava acqua, perché era piena di infiltrazioni, e ha deciso di aiutarmi. Da lui ho imparato a stuccare, a tagliare il marmo, persino a creare canali di scolo». Nella gallery le immagini del casale come è diventato oggi.
Dagli
oggetti ai mobili, dai tessuti all’architettura.
Un ventaglio creativo completo nella mostra
“The Shakers: a World in the Making” fino
al 28 settembre al Vitra Design Museum di
Weil am Rhein [» design-museum.de].
Quando nel 1774 i rappresentanti inglesi di una chiesa libera, gli Shaker, emigrarono nelle colonie americane, nessuno poteva prevedere la loro dirompente influenza nel mondo dell’arredo...
Quando nel 1774 i rappresentanti inglesi di una chiesa libera, gli Shaker, emigrarono nelle colonie americane, nessuno poteva prevedere la loro dirompente influenza nel mondo dell’arredo...
All’interno delle loro comunità autonome idearono mobili, oggetti, utensili ed edifici basati su funzionalità e purezza di forme.
Lasciati ispirare dal loro stile così attuale con mobili e complementi essenziali che nascono dal legno in tutte le sue essenze, dal metallo e dai tessuti grezzi. Con quel tocco unico del fatto a mano che sa scaldare ancora le nostre case.
Per accentuare la
sua immagine pop, il divano
è disponibile nei tre colori
bianco, nero e rosso. Courtesy @Centro Studi Poltronova, Serena Eller Vainicher
Il prototipo venne presentato
nel 1966 alla galleria Jolly di
Pistoia alla mostra
‘Superarchitettura’, in quel
contesto di reazione alla
‘superproduzione,
superconsumazione,
superinduzione al consumo, del
supermercato, del superuomo’,
Superonda suscitò subito
l’interesse di Poltronova.
Archizoom nacque
a Firenze ispirandosi
a un gruppo di
progettisti radicali
londinesi, Archigram,
che attraverso un
linguaggio ironico
aveva l’obiettivo
serio di denunciare
la crisi culturale
che stava vivendo il
mondo occidentale. (In piedi, Andrea Branzi con Paolo Deganello e le sorelle Morozzi,
1967. Foto Dario Bartolini. Courtesy Centro Studi Poltronova).
Una provocazione, un gesto politico, un simbolo di un nuovo modo di concepire il progetto architettonico: ancora convinti che Superonda sia nato nel 1967 semplicemente come arredo?
Un arredo ‘efficace nel gettare il panico’, così lo descriveva Ettore Sottsass, allora art director di Poltronova. Una provocazione, un gesto politico più che un divano, simbolo di un nuovo modo di concepire il progetto architettonico. Archizoom è stato un gruppo di progettisti d’avanguardia attivo dal 1966 al 1974, rappresentanti di quella che sarà poi chiamata Architettura Radicale.
Il punto di partenza è il rifiuto per il moralismo di cui accusano la generazione precedente: ribaltando le convenzioni e portando il kitsch a nuova bandiera, dichiarano la loro sfida estetica e ideologica. La ricerca radicale rompe con il design funzionalista e vira verso espressioni artistiche e concettuali, spingendo verso un uso più libero e autonomo dello spazio.
Infatti Superonda non è solo un divano – il primo senza scocca – è letto singolo e chaise longue. Ed è anche scultura, stimola la creatività e la fantasia dell’utente sfidando le convenzioni del tradizionale salotto borghese.
Realizzata su disegno delle progettiste, la cucina
è il cuore della casa. La scena è però tutta per la wallpaper
Fornasetti di [Cole & Son], che richiama gli aranci
che costeggiano la via sottostante l’appartamento. Cucina e dispensa realizzate
su misura da [Massimo Rinaldi Arredamento in coll. con Valentino
Arredamenti]. Frigorifero [Smeg].
Sorpresa! La dispensa in realtà è una porta che conduce alla camera ospiti: lì prima c’era la cucina. Privacy garantita. Portavivande vintage da [Mobilia Secondamano]. Stampa [Desenio].
«Era chiaro che i proprietari precedenti avevano
dedicato molta cura al design Anni ‘70: allora
ho deciso che dovevo salvarlo!» ci racconta Lia.
Tra i tanti dettagli mantenuti ci sono le piastrelle
sagomate. «Sono state tolte una a una, quindi
riposizionate in modo da non interrompere la
continuità del pavimento». Anche il camino,
le mensole e i profili di legno scuro (così come
gli zoccolini) sono stati ‘adottati’ senza
essere verniciati di bianco per mascherarli. Sedie Baltsar [Ikea].
«Per gli esterni e
per gli interni ho
fatto la stessa
scelta: arredi
leggeri, resistenti
e facili da pulire»
dice Lia. Questa è
la zona ‘aperitivo
al tramonto’.
«Quando ho visto le piastrelle dell’ex cucina, dove
ora c’è la camera ospiti, le ho subito immaginate
come quinta perfetta per un letto» ricorda Lia. «Per
evitare l’effetto nonna, con l’architetta Francesca
abbiamo fatto molta attenzione a mantenere il resto
del design pulito, minimalista e moderno». Il
pavimento è stato invece rinnovato: al posto delle
ceramiche esagonali adesso c’è un grès molto più
contemporaneo che smorza l’eccessivo stile ‘granny’. Cubo contenitore
Eket [Ikea], pavimento in grès [Laminam].
Il campanile che domina la visuale fuori dalla finestra è quello della chiesa di San Siro di Nervi. Un dolce risveglio! Lampada stile vintage [Maisons du Monde].
L’idea della casa giocosa prosegue anche
in questa stanza con la porta ‘travestita’
da specchio che dà accesso al secondo
bagno. «Si è rivelata l’elemento ideale
per mantenere la convivenza fra ieri e
oggi» spiega la proprietaria. «Il passato
nella cornice di legno scuro, materiale
che caratterizza lo zoccolo perimetrale
di tutta la casa; il nuovo perché il bagno
è stato completamente rifatto, con
dettagli oro che adoro!».
Dietro la porta a specchio (nella immagine precedente) si nasconde un bagno
décor con lastre di grès dalle venature
dorate e rubinetteria gold. Anche
il pavimento ha un effetto luccicante
che Lia definisce ‘disco-dramatic’!
Non si vede, ma c’è: a lato della doccia
alloggia una mini lavanderia. Pavimento in grès
Pixel oro [Laminam], lastre
Calacatta Oro [Lea Ceramiche],
rubinetteria Fleur [Bongio].
«La nostra casa a Brooklyn, dove viviamo
tutto l’anno, è molto tradizionale» dice Lia,
che oggi è consulente di viaggi e di design
(prima era avvocato). «In Italia volevamo
fuggire dalla routine e la pianta di questo
appartamento lo conferma: il living è al
centro e la zona notte e i servizi gli ruotano
intorno». La camera matrimoniale segue
lo stile minimal e low cost: una sobrietà
dettata anche dalla scelta di avere amici
ospiti quando la famiglia si trova negli
States e non usa la casa per le vacanze. Letto,
tessuti e comodino [Ikea],
lampada Tab Table [Flos],
stampa grande [Desenio].
Questa stanza era la più piccola
dell’appartamento e la più buia. Dopo
la ristrutturazione, grazie al bianco
burroso delle pareti e al giallo come
colore d’accento, si è letteralmente
illuminata. «Adesso brilla di una luce
morbida, allegra, calda e invitante»
dice Lia. I lettini erano in origine un unico
modello a castello, ora diviso in due. Lampadario e
letti [Leroy Merlin], pupazzi polpi [Ikea], stampe
[Estelle Designs su » etsy.com].
Una coppia di New York innamorata del capoluogo ligure. Un appartamento con una forte personalità. Un progetto che ha mantenuto il divertente design vintage. Con nuove stanze e porte segrete...
Casa ‘Ligurlia’ (sì, l’hanno chiamata proprio così, giocando sul nome della proprietaria) è una dimora per le vacanze estive e anche un luogo del cuore. Lia e Roberto vivono a Brooklyn, New York, con le due figlie Siena e Paloma ma hanno sempre sognato un appartamento a Genova, città natale di lui. Cercavano stanze piene di luce naturale, uno spazio all’ aperto e un mood insolito e divertente.
Le scelte fatte
Lia si è subito innamorata del design originale e giocoso degli Anni ’70, che ha cercato di preservare e valorizzare con i lavori di ristrutturazione guidati dall'architetta Francesca Cacici, che che ha condiviso la visione e ha supervisionato ogni dettaglio.
Il tocco di stile
Gli arredi arrotondati, i colori rétro, la vista sul campanile. «Con questo progetto ho trovato la casa dei sogni, un’amica come Francesca e ho superato il test per diventare cittadina italiana!» dice Lia.
progetto Lia Capri Minkoff e Francesca Cacici – foto Manuela Borsi – testi Sara Peggion