Architetti & Designer

Architetti & Designer: Studio Pepe

Per chi ci legge da tempo è un nome noto... In passato hanno firmato tanti bei progetti di styling per noi. Oggi sono uno Studio apprezzato a livello internazionale

Arianna Lelli Mami e Chiara Di Pinto si sono conosciute da studentesse al Politecnico di Milano e da quasi 20 anni costituiscono un’affiatata e prolifica coppia professionale.

Che cosa apprezzate di più una dell’altra, sotto il profilo lavorativo e della creatività? «lo e Chiara siamo diverse ma complementari – dice Arianna. Il background e i riferimenti sono gli stessi (sono entrambe laureate in Design, ndr) e si arricchiscono delle passioni dell’una o dell’altra. Ci muove la curiosità, unita al desiderio di esplorare nuovi codici mantenendo però un nostro linguaggio riconoscibile».

Il vostro studio oggi conta 15 persone. Come si fa impresa conservando la creatività? «Siamo due menti creative – racconta Chiara – e crediamo fortemente che il dialogo e lo scambio generino quella scintilla che porta alle idee migliori. Coordiniamo un team di professionisti tra architetti, designer e interior designer ma anche grafici, illustratori e fotografi – fondamentali per rifinire e tradurre in immagini il nostro lavoro – gravitano intorno al nostro studio, sui generis e certamente a tutto tondo».

Che cosa consigliereste a un giovane studente di design in cerca di ispirazione? «Non esistono ricette per la creatività e a chi è all’inizio (anche se in questo campo si è sempre all’inizio, forse è questa la prima regola della creatività) consiglieremmo di fare le cose, di progettare per il piacere di farlo, o per divertirsi anche, senza pensare a che cosa porterà quel progetto, alla fama, al consenso... anche e soprattutto in questi tempi di strapotere dei social media».

Testi di Claudio Malaguti

Pareti e pavimenti

Sos pavimenti: come arredare con il parquet rosso

Nicoletta Carbotti

Nicoletta Carbotti  •  Nicoletta Carbotti

Blogger CF Style

Iroko, merbau, doussié: sono alcuni dei legni esotici sui toni del rosso molto usati tra gli anni ’90 e i 2000. C’è chi li ama e chi deve... conviverci! A quali mobili e colori si abbinano?

Molte case ristrutturate una ventina d’anni fa conservano pavimenti in legno rosso, ancora perfetti e rinnovabili. La forza cromatica di queste superfici può spaventare perché la si ritiene condizionante ma, al contrario, può essere un interessante punto di partenza.

Un buon modo per reinterpretare il parquet ‘rosso’ è giocare con uno stile fortemente contemporaneo, asciutto e minimale. Suggerisco di partire da un fondale di colore freddo ma acceso e luminoso, su cui appoggiare arredi e complementi dai toni neutri e freddi per stemperare l’intensità del pavimento.

Poltrone con forme sinuose e morbide con tessuti chiari e opachi si abbinano a complementi minimal di colore nero: gli elementi scuri, coordinati fra loro, renderanno l’insieme meglio amalgamato.

LA PALETTE COLORE
Per un progetto dirompente serve un colore dirompente come un blu cobalto o blu Klein, freddo ma acceso, anzi elettrico. Un grigio seta (non freddissimo) e il nero completano la palette di riferimento.

Avere una casa più luminosa è quasi un gioco

Nicoletta Carbotti

Nicoletta Carbotti  •  Nicoletta Carbotti

Blogger CF Style

Durante il Fuorisalone sulla casa galleggiante di CasaFacile abbiamo giocato con alcune carte un po’ speciali che hanno la luce come protagonista: scopriamole insieme qui per poi continuare a parlarne anche sui social. Qual è la vostra carta preferita? Quale vorreste giocare subito a casa vostra?

Sulla Floating Home di CasaFacile allestita per il Fuorisalone 2025 abbiamo parlato anche di luce naturale giocando con delle ‘carte’ un po’ speciali.
Quante volte usiamo la luce nei nostri modi di dire? Alla luce dei fatti, alla luce del sole, dare o venire alla luce, essere la luce degli occhi di qualcuno, far luce su qualcosa, mettere sotto una nuova luce… La luce è innanzitutto uno strumento, un mezzo per disegnare e per trasformare! Giochiamo insieme, allora.

LA CARTA DELLA LUCE

Noi architetti cerchiamo di giocarcela spesso! La luce naturale gioca un ruolo fondamentale nel benessere e nella vivibilità degli ambienti domestici. Oltre a migliorare l'estetica degli spazi, la luce naturale offre numerosi vantaggi sia dal punto di vista della salute che dell'efficienza energetica. Un'adeguata progettazione degli ambienti che favorisca l'ingresso della luce solare può trasformare radicalmente la percezione e la funzionalità di una casa, migliorando la qualità della vita quotidiana.
La luce del sole ci fa più belle in estate… ma cos’altro fa per il nostro benessere? Migliora l’umore: l'esposizione alla luce solare stimola la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore che riduce lo stress. Ambienti luminosi e ben illuminati possono contribuire a combattere la depressione stagionale e migliorare la produttività nelle attività quotidiane. La luce naturale aiuta anche a sincronizzare il ciclo sonno-veglia, regola il nostro ‘orologio interno’, migliorando la qualità del riposo e favorendo il benessere generale.
L'esposizione alla luce del mattino, in particolare, contribuisce a regolare la produzione di melatonina, un ormone essenziale che ci servirà poi alla sera.. per un buon sonno ristoratore! La luce naturale riduce l'affaticamento degli occhi rispetto all'illuminazione artificiale, contribuendo a una visione più chiara e rilassata. Uno spazio ben illuminato naturalmente permette di leggere, lavorare e svolgere attività quotidiane senza necessità di luce artificiale intensa, riducendo il rischio di mal di testa e problemi alla vista.

LA CARTA DELLA TRASPARENZA

La Floating Home di CasaFacile è un inno alla trasparenza, quanto vorremmo avere tutti una casa con ampie vetrate e aperture luminose che creano un continuum tra interno ed esterno, migliorando la percezione dello spazio e favorendo il contatto con la natura! Le pareti vetrate ci aiutano a separare aree nella zona giorno, a dare luce ad un corridoio, a isolare uno studio o una cucina… Moltiplicano la profondità di campo e permettono alla luce di muoversi con maggiore libertà facendoci cogliere anche il trascorrere del tempo e delle stagioni.
Ci sono tantissime soluzioni tecnologiche che permettono di portare la luce naturale dove non arriva: penso ai tunnel camini solari, alle finestre per tetti, ai vetrocementi tornati tantissimo di moda.

LA CARTA DELLO SPECCHIO

Chi meglio di uno specchio riflette la luce? E il primo specchio conosciuto dall’uomo è stato lo specchio d’acqua. Facciamo un passo indietro, vi siete mai chiesti perché siamo tutti istintivamente attratti dalle cose lucenti? Alcuni studi psicologici sostengono che possa trattarsi di un istinto innato che dipende dall’evoluzione: per sopravvivere l’uomo primitivo aveva bisogno dell’acqua… ed era quindi attratto dal suo luccichio!
Anche nelle nostre attuali case gli specchi sono strumenti eccellenti per amplificare la luce. Posizionati di fronte a una finestra o in punti strategici, riflettono la luce naturale distribuendola nell’ambiente e ‘trascinandola’ dove da sola non potrebbe arrivare. Ma non ci sono solo gli specchi per trasportare la luce: uno dei modi più efficaci per aumentare la luminosità è scegliere colori chiari per pareti, soffitti e pavimenti. Il bianco, il beige e le tonalità pastello riflettono la luce in modo ottimale, accentuando anche le volumetrie interne. Anche materiali lucidi o superfici laccate aiutano a potenziare la riflessione della luce. Tende chiare in tessuti leggeri, come lino o cotone, lasciano filtrare la luce diffondendola in modo morbido.

LA CARTA DELLO ZENITH

Renzo Piano dice che la luce zenitale (quella cioè che arriva direttamente dall’alto) è ‘metafisica’ nel senso pittorico, è una luce che si diffonde uniformemente. Rappresenta una risorsa importantissima, tanto per il benessere dell’uomo quanto per la qualità dell’architettura che va ad illuminare. Questa luce di tipo verticale può essere introdotta in casa attraverso aperture posizionate sulla copertura. Le finestre da tetto hanno infatti questo potere: portare luminosità nella profondità delle stanze, La luce zenitale è infine fortemente legata all’idea di ‘cielo’: non importa com’è orientata l’abitazione, provenendo dall’alto la luce zenitale è efficace in tutte le condizioni e rappresenta una fonte luminosa potentissima.

LA CARTA DEL DOPPIO

Dove c’è spazio per una finestra per tetti… spesso c’è spazio anche per due! Ecco perché Velux ha scelto di lanciare la soluzione 2 in 1: un nuovo standard composto da due elementi, uno apribile e uno fisso, inseriti un unico telaio. Ma c’è anche la soluzione 3 in 1, con un elemento fisso e due apribili.
Queste aperture verso l’esterno offrono un’incredibile vista sul cielo… di giorno e di notte! Il design sottile consente un maggiore ingresso della luce diurna rispetto a una finestra per tetti singola. Sono disponibili otto diverse dimensioni, con varianti simmetriche e asimmetriche. Comoda anche la versione motorizzata a energia solare e personalizzabile con tapparelle esterne e tende interne, con vetro stratificato di sicurezza con trattamento autopulente e antirugiada, secondo le diverse necessità.

 

Forse alla fine di questo gioco potremmo aggiungere anche un’altra carta, quella dell’ARIA: avere a disposizione le finestre sul tetto significa anche poter creare un ricambio d’aria molto più efficace, soprattutto in bagno e cucina dove si concentra l’umidità. Le finestre motorizzate Velux possono essere controllate anche da remoto tramite smartphone, per arieggiare anche quando non siamo in casa. Con speciali sensori possono anche aprirsi e chiudersi a intervalli regolari o in base alla temperatura e alle condizioni climatiche (nessun rischio pioggia anche se le abbiamo dimenticate aperte!). Arieggiare bene significa anche ridurre l’uso dei sistemi di raffrescamento durante le stagioni più calde, alleggerendo le bollette.

News

Talent scout di aprile 2025

Giusi Silighini Giusi Silighini

Cose, persone, suggestioni, mode che verranno e intramontabili evergreen. Scovati in giro, intercettati su Instagram o surfando nello ‘sconfinato-mondo- dell’Internet’...

ECO-VENTAGLI JAP
Realizzati in bambù e una carta washi che riutilizza gli scarti di piante e verdure, sono lavorati a mano e impiegano solo tinte naturali, come la indigo blue della foto grande. » marugameuchiwa.com

IN THE KITCHEN
Sono pensati per la zona cucina i delicatissimi disegni stilizzati con soggetti in tema su fondo bianco. Ogni piastrella, realizzata a mano, misura cm 10x10 e ciascuna composizione ne conta 24. @nysaceramic

PORTA-BIJOUX
Replicano lattine di tonno e sardine, hanno grafiche vintage e una predilezione per bianco&blu con dettagli dorati. Queste scatolette in ceramica sono belle da vedere (e da collezionare) e al loro interno puoi riporre i tuoi gioielli più cari. @thou_art_momo

KAMADO FAN
Origini giapponesi e una caratteristica forma a uovo, il Kamado è un BBQ in ceramica sempre più popo- lare. Perché oltre a grigliare e arro- stire, affumica anche. www.kokko.net/it

FIAMMIFERI… A NANNA
Cosa c’è di più romantico di questo letto in miniatura in ceramica, con il cassettino su misura che contiene una scatola di fiam- miferi? E subito tornano alla mente tutte le fiabe dell’infanzia, un desiderio per ogni fiammella… @danielalv_taller

Arredare

Angoli relax: arreda con il gioco delle coppie!

Sei in cerca della tua zona-rifugio dedicata a lettura, svago e riposo? Qui trovi una scelta di poltrone, divani e divani letto abbinati ai complementi che ne esaltano funzione, praticità e stile

Come abbinare poltrona + piantana

Per l’angolo lettura, l’ideale è abbinare una seduta avvolgente che sostenga il corpo a una lampada con fascio concentrato di luce calda (3.000 Kelvin) e orientabile, per dirigerla dove serve.

Le nostre scelte

1. Poltrona Quadrotta, rivestita con camoscio a stampa Occhio di Pernice [Calligaris, cm 85x75x72h] + lampada Baffo, qui con diffusore di vetro in titanio sfumato [Italamp, cm 33x80x180h].

2. Poltrona Tender dotata di maniglia posteriore [Connubia] + lampada Wally PT1 con braccio regolabile [Ideal Lux, ø cm 29x160h].

3. Poltrona Meghan, qui con tessuto Maiori I61 [Riflessi, cm 85x84x81h] + lampada Girasoli con diffusori inclinabili di 90° e ruotabili a 360° [Il Fanale, ø cm 29,5x164,7h].

Come abbinare divanetto + tavolino

Per una mini-isola di relax basta un divano a 2 posti a cui affiancare un tavolino: un side table alto 55-65 cm al servizio dei braccioli o, se c’è spazio frontale, un coffee table più basso e ampio, da cm 35-45h.

Le nostre scelte

1. Divano sfoderabile Onni con struttura metallica e tessuto blu Laila 05 [Novamobili, cm 155x72,5x74,5h] + tavolino Yori nella finitura oro lucido con piano superiore rotante [Desiree, cm 57x34x56h].

2. Divano personalizzabile Dorian con rivestimento anallergico lavabile a 30 °C in lavatrice. È disponibile in vari colori e misure [Divani.Store® cm 178x93x88h] + tavolino Rialto nella finitura Terracotta con top in vetro opaco e struttura in alluminio [Rimadesio, ø cm 40,2x40,3h].

3. Divano Vento, disponibile anche a 3 posti [Ditre Italia, cm 206x88x77h] + tavolino Coffee con piano a goccia in ceramica nella finitura Travertino Opaco [Riflessi, cm 110x70x36h].

Come abbinare divano + wallpaper

Per mettere in risalto lo stile di un divano importante e dare carattere a una parete impersonale, basta rivestire soltanto il muro alle spalle dell’imbottito, inquadrandolo con una wallpaper capace di creare profondità e di catturare l’occhio.

Le nostre scelte

1. Divano a 3 posti Plano color Carta da Zucchero con penisola e piedini in acciaio cromato. Personalizzabile, è disponibile in altri 12 colori [Divani. Store® cm 252x102/171x86h] + wallpaper Flower Fantasy Light Blue effetto dégradé in TNT vinilico [Officinarkitettura®].

2. Divano Avenue rivestito in pelle Nevada 9514 e con tavolino in noce canaletto [Egoitaliano cm 350/180x120x69h] + wallpaper lavabile Pibiones ispirata all’arte tessile sarda [Carta Parati Artistica, cm 300x310].

3. Divano modulare Dorvan assemblabile in linea, ad angolo o a isola [Desiree] + wallpaper Yori a ispirazione botanica con effetto 3D [InstabileLab].

Come abbinare divano letto + lenzuola

Nel living o nel monolocale giorno-notte il divano si trasforma con un gesto in un letto con materasso alto 14-18 cm senza dover rimuovere i cuscini. Ed è pronto per essere vestito con lenzuola in tono col rivestimento.

Le nostre scelte

1. Divano letto Gregorio a 3 posti Maxi con rivestimento cat. Topazio Rosa. Si trasforma in letto matrimoniale con meccanismo a ribalta [Dondi Salotti, cm 220x112/218x102h] + set lenzuola Lunaria in percalle di puro cotone con sovrastampa in lacca bianca. Qui è nel colore Rosa [Fazzini].

2. Divano letto sfoderabile Edgar con rivestimento impermeabile e antimacchia color Verde Acqua. Si trasforma in letto, anche con doghe, e con materasso da 14 cm, senza dover rimuovere i cuscini di seduta e schienale [Divani.Store® cm 283x97,5/212x94h] + set lenzuola Marisol in cotone e Lyocell, la fibra vegetale ricavata dalla cellulosa estratta da alberi di eucalipto [Caleffi].

Testi di Paolo Manca

Idee e tendenze

Tendenza: Lumen

Una selezione di 3 immagini scovate in giro per il web e raggruppate in trittici da Giorgia Bimbatti, la nostra Art Director. Fotografi, artisti, illustratori, typo designer: i loro lavori ispirano e fanno pensare. Questo mese il tema è... Lumen

È l’unità di misura del flusso luminoso; simbolo lm. Comunemente equivale alla luminosità di una qualsiasi fonte di luce. Esprime la nostra volontà di renderla quantificabile.

@melataelcorazon Il duo di street artist con ‘Andare verso la luce’ rivendica un mondo migliore. Praticano la loro arte effimera per illuminare i cuori dei passanti attraverso l’uso di lattine riciclate e colorate con messaggi positivi che poi diffondono in città.

@lachlanturczan rende visibile la luce, la rende fisica e tattile. ‘Making the Invisible Visible’ è l’opera in collaborazione con Google per la Milano Design Week di quest’anno.

@dkowacki Nel suo lavoro esplora il tema del ‘komorebi’: in giapponese indica la luce che filtra attraverso le cime degli alberi.

Testi di Giorgia Bimbatti

Prima & Dopo: scelte semplici ma d’effetto per il bilocale d’epoca

Come si ritrova lo spirito originale di una casa d’epoca? Rispettandone ed esaltandone lo stile con arredi vintage mixati a pezzi moderni. E con guizzi di colore a sorpresa

Dopo 10 anni in affitto, per Irene giunge il momento di fare il grande passo. La ricerca della sua prima casa non è facile, ma dopo averne viste decine... eccola! E nel suo quartiere preferito, pieno di palazzi primi ’900: proprio in uno di questi c’è l’appartamento che le ruba il cuore. «I soffitti alti e con le cornici in gesso, il parquet originale, il doppio affaccio e gli ambienti ben divisi mi hanno subito convinta» ci racconta. «Però andava rivisto e ho chiamato Studio Pisk per dargli personalità: la mia personalità».

Le scelte fatte

«Siamo partiti dall’involucro», dice Vanessa, «il parquet è stato lamato e in cucina e bagno le piastrelle sostituite con lastre effetto graniglia in bianco per dare luce». L’arredo è partito dal desiderio di Irene di trovare uno spazio alle poltroncine rosse della nonna, che in soggiorno hanno dato il la alla ricerca di pezzi vintage come tavolo, sedie e madia mentre in camera (adesso resa più funzionale da una nuova distribuzione degli arredi) al punto di colore per ‘inquadrare’ il soffitto verde.

Il tocco di stile

L’uso del colore ha dato verve alle stanze in modo delicato: il senape della cornice nel soggiorno arriva dal tappeto, il blu scelto per tinteggiare la cucina esalta i mobili bianchi e il verde della camera parte dalla nuance del letto. La chicca? La wallpaper trompe-l’œil bucolica che magicamente riesce ad ‘allargare’ il bagno!

A cura di Studio Pisk
Foto di Giandomenico Frassi
Testi di Elena Favetti

Mise en place

Una tavola in denim, casual ma chic!

Sfilacciato o rifinito, brillante o slavato, scuro, medio o chiaro: il jeans è un passepartout che funziona sempre... anche a tavola! È l’ideale con colori, fiori e, a sorpresa, con la toile de Jouy

Hai mai pensato che il jeans potesse creare il fondale giusto per un’apparecchiatura in stile primaverile?

«Il blu, in tutte le sue sfumature, è un colore che mi piace moltissimo ma il denim ha una marcia in più: l’abbinamento con le tovagliette in toile de Jouy, dai tipici disegni d’ispirazione bucolica, mi ha conquistata! E ho rafforzato il tema colore con tutti gli accessori che avevano dei tocchi di blu. Il dettaglio in più, i tulipani e i muscari».

A raccontarci questa mise en place è Monica Di Felice, creativa di @raccontamiunatavola. Noi l’abbiamo seguita con una shopping list a tema (nella gallery)!

I CONSIGLI DELLA LETTRICE

Monica Di Felice @raccontamiunatavola

1. Vai col verde Ho mescolato tulipani e giacinti, creando piccole composizioni e inserendole in un servizio da tè inglese. Le ho sparse in modo orizzontale lungo tutto il centro della tavola. Anche il servizio ha le stesse nuance della tovaglia.

2. Crea un contrasto Io l’ho cercato con il colore che qui spicca rispetto a tutto l’insieme, ovvero il verde mela dei tovaglioli che sembra raddoppiare all’infinito quello naturale. Ma il denim va bene con tutto (o quasi) quindi vai anche di giallo, rosso, rosa… Insomma, osa!

3. Dai movimento Posiziona i tovaglioli in modo diverso per ogni posto tavola, per creare un finto disordine. Sembrerà tutto più ‘spettinato’ grazie a fiori, foglie e tralci.

News

Dallo sketch alla sorpresa: come nasce il design degli ovetti Kinder

Da 50 anni il piccolo uovo di cioccolato amato da bambini (e adulti) ha 'lanciato' oltre 15.000 sorpresine diverse. A realizzarli un team di designer, creativi e ingegneri internazionali

Era il 1974 quando Michele Ferrero ebbe un’intuizione semplice e rivoluzionaria: creare un ovetto di cioccolato che contenesse una sorpresa all’interno, regalando ai bambini la magia della Pasqua ogni giorno dell'anno.

Così nasceva Kinder Sorpresa, un piccolo capolavoro di design che unisce dolcezza, curiosità e gioco e che a distanza di 50 anni è diventato un oggetto cult per milioni di persone. Un'icona pop che ha attraversato epoche, gusti e mode.

Alla Milano Design Week 2025, 'l'ovetto' ha celebrato il suo mezzo secolo con l'evento Kinder Sorpresa Design Studio, un pop-up immersivo dove il pubblico poteva ricevere sullo smartphone un proprio avatar-sorpresina in 3D. Cinquanta fortunati si sono portati a casa anche una miniatura tridimensionale, chiusa in una teca da collezione.

Ma come si realizzano le sorpresine?

La struttura dell’ovetto è studiata nei minimi dettagli: che siano coccodrilli, macchinine o robottini, tutti i mini giocattoli vengono progettati attraverso un processo che coinvolge designer, ingegneri, psicologi infantili e trend analyst, in collaborazione con hub creativi internazionali a Chicago e Singapore.

Ogni anno le sorpresine prodotte sono 300, con requisiti di sicurezza che superano quelli richiesti dalla normativa: ciascun prototipo viene sottoposto fino a 75 test diversi prima di poter essere approvato per la produzione (quelli richiesti dalla legge sono 48).

Si parte da uno sketch disegnato a mano, che passa poi alla modellazione 3D e, se supera i controlli estetici e tecnici, viene adattato per stare nel celebre barilotto giallo.

Tutto deve rispondere a criteri di giocabilità, sicurezza, ergonomia, e deve poter essere prodotto in milioni di copie senza perdere qualità. In media servono 2 anni per completare il ciclo creativo di una sorpresa.

Commercializzato in 80 Paesi del mondo, l'ovetto Kinder ha creato un proprio micro-universo con collezioni cult come le Tartallegre e gli Happy Hippo che vengono scambiate e vendute anche sui marketplace. I collezionisti sono oltre un milione nel mondo e le serie vintage dipinte a mano degli anni ’90 sono ormai considerate pezzi da museo del giocattolo.

Diamo i numeri...

Dal 1974 a oggi, Kinder Sorpresa ha lanciato oltre 15.000 sorprese diverse. Ogni anno ne vengono ideate più di 300. Ci vogliono in media 2 anni per svilupparne una, con fino a 75 test di sicurezza. In Italia, oltre 4,5 milioni di famiglie acquistano l’ovetto ogni anno. Viene venduto in 80 Paesi e prodotto in 6 stabilimenti nel mondo. Esistono collezionisti ufficiali che possiedono più di 10.000 sorprese catalogate.

Ispirazioni

Azzurro, blu e cipria ridisegnano una candida villa a Marsiglia

Entra in questa casa nel quartiere di Longchamp a Marsiglia a scoprire come si disegnano gli spazi bianchi. Con wallpaper dal gusto naif e uso sapiente del colore

Un album bianco, da disegnare e dipingere. Ecco cos’era la casa su 2 livelli con giardino, scovata da Claire Clerc e Benoit a Marsiglia, nel quartiere di Longchamp. I soffitti alti quasi 4 metri, gli echi ‘haussmanniani’, una ristrutturazione già terminata (e il mare!) hanno convinto la coppia a lasciare il caos di Parigi.

Le scelte fatte

Il passato di stilista di moda di Claire si ritrova nella passione per le grafiche e nel colore, con cui ha ridisegnato le stanze. Dai tappeti (che vivono come quadri sui pavimenti bianchi) Claire ha trovato l’ispirazione per la palette: una sfilata di azzurri e blu, di cipria, con cenni di corallo e mattone. Alcune carte da parati di gusto naïf si mixano a paesaggi mediterranei.

Il tocco di stile

L’arredo è fatto di mobili di seconda mano, pezzi su misura e altri di design Anni ’70 e contemporanei. «Amo creare contrasti e mescolare le epoche. È il modo per dare vita a uno stile tutto mio» dice Claire.