21. Da esporre nella libreria con la sua cover rosa e il profilo delle pagine in verde l’inedita guida di Parigi con disegni artistici e sticker. Di Zoé de Las Cases. ‘Paris Chéri’ (Hachette)
Un tandem riuscitissimo di toni soft, dolci ma non troppo, che trasmettono relax e buonumore. Scopri come rinfrescare la tua casa con questi due gusti... gelato!
Associare i colori ai gusti del gelato non è solo un trucco per ingolosire e attirare l’attenzione. Questo è un tandem riuscitissimo di toni soft, dolci ma non troppo, che trasmettono relax e buonumore.
Rinfresca la tua casa con il verde+rosa: mescola i pattern dei rivestimenti, scombina le sedie, aggiungi tavolini giocosi, pouf curvy e tappeti pop. Crea eleganti riflessi iridescenti con luci, vetri o specchi. E nelle pause... gioca a scacchi!
1. Monoblocco le sedie outdoor Souvenir in polipropilene [Pedrali, cm 53x59x85h].
2. Di Kendyll Hillegas la stampa su tela ‘Strawberry and mint ice cream’ [Artstar, da cm 50x70].
3. Effetto stencil per la carta da parati Zig and Zag [Annika Reed, cm 52h].
4. Nuovi colori per la lampada ricaricabile Battery [Kartell, cm 12x12x26h].
5. Realistica la Dalia Henriette artificiale [L’Oca Nera, cm 50h].
6. Cotone biologico per il tappetino Unikko [Marimekko, cm 73x74].
7. Vetro soffiato per i bicchieri da acqua Calypso [Serena Confalonieri].
8. Artigianali i calici Miami [Abask].
9. Righe nel vaso in vetro [La Redoute, ø cm 18x23h].
10. In acrilico il gioco degli scacchi [Answear., cm 36x36].
11. Struttura sottile nel pouf rotondo [Koketto Home su » maisonsdumonde.com, ø cm 60x35h].
12. Tubi di metallo nel tavolino Elienor [Les Gambettes, cm 110x60x43h].
13. In stile Art Déco lo specchio da parete bicolore [Melody Maison, cm 71x46].
14. Ecosostenibili le piastrelle Centina di Elisa Passino [New Terracotta, cm 16x16].
15. Con manici a cono gelato la corda per saltare [H&M].
16. Da esterno la sedia con braccioli Sun [Les Gambettes, cm 38x48x 80h].
17. Vetro soffiato opaco per la lampada a Led Parade [Hay, ø cm 16x24h].
18. Versatile il tavolino in metallo Trisse [Design Letters su Westwing, ø cm 31x45h].
19. La sedia Rey è la riedizione di un modello Anni ’70, in faggio laccato [Hay, cm 44x49x80h].
20. Ideali per gli antipasti la ciotola Flower in ceramica [Rex London, ø cm 12].
21. Da esporre nella libreria con la sua cover rosa e il profilo delle pagine in verde l’inedita guida di Parigi con disegni artistici e sticker. Di Zoé de Las Cases. ‘Paris Chéri’ (Hachette).
La cucina aperta sul living con bancone snack è l'ultimo cambiamento realizzato da Barbara, nostra lettrice storica, nella sua casa di Milano dove ha vissuto per 15 anni.
«Abbiamo sacrificato lo studio per avere questo living aperto. Ma ne è valsa la pena, è diventato uno spazio molto luminoso con due balconi uno di fronte all’altro e versatile per tutti gli usi: rilassarsi, studiare, lavorare, giocare, cucinare tutti insieme».
Il bancone con gli sgabelli, da sempre il sogno del marito di Barbara, oggi è anche una postazione smartworking: le mensole e la cassettiera office in legno fanno anche da archivio.
La libreria su misura sospesa permette di sfruttare anche lo spazio sotto: copia l'idea di 'muoverla' con alcune antine colorate e di decorarla con una carta da parati sul fondo.
Barbara ha sfruttato al massimo ogni angolo del suo trilocale e anche l'ingresso è super attrezzato. Con un mobile scarpiera con piano d'appoggio e una bacheca Ikea dove appendere borse, chiavi, bloc notes e tanto altro! Da notare: il mobile non tocca a terra, così si ricava anche spazio per riporre le pantofole.
«Il terrazzino per tanti anni è stato un vero e proprio locale in più, con i bambini sempre fuori a giocare» racconta Barbara. Copia l'idea di arredarlo con poltrone e divanetti dalla struttura leggera ma con sedute soffici e comode. E non dimenticare il tappeto!
La cameretta dei figli era in origine la camera matrimoniale, ma Barbara e suo marito hanno deciso di 'cederla' ai ragazzi. Un letto a castello ha permesso di guadagnare spazio per una postazione relax e per un canestro.
Sotto al letto a castello c'è un... mondo di dettagli romantici! Dalle luci colorate appese al filo all'arazzo alle mensoline dove riporre libri e ricordi.
Nella camera matrimoniale i comodini sono stati sostituti da piccoli sgabelli in legno di betulla costruiti dal papà di Barbara quando era bambina e da una pratica mensola dietro la testiera del letto costruita dal marito.
Ora che i figli sono cresciuti e c'è bisogno di una stanza in più, Barbara sta per lasciare questa casa. Ma prima di traslocare ha voluto raccontarci la passione, i relooking e le idee furbe che in 15 anni hanno ridisegnato gli spazi familiari. Grazie anche ai nostri consigli!
«Abbiamo acquistato questo trilocale 15 anni fa, quando nostro figlio Jacopo aveva poco meno di un anno. Ci avevano convinti la palazzina di recente costruzione, gli spazi razionali, due bagni, le ampie vetrate sul terrazzino che per tanti anni è stato un vero locale in più, con i bambini sempre fuori a giocare» racconta Barbara, insegnante di Milano e nostra lettrice storica.
«L’appartamento era nuovo e non necessitava di lavori di ristrutturazione, ma decidemmo di far spostare la cucina nella zona living per mantenere un locale adibito a studio. E galeotta fu quella cucina che mi spinse fra le pagine di Casa Facile! Avevo decisamente sbagliato qualcosa, e mio marito ancora borbotta quando racconta di quella volta che, dopo essermi consultata con Vanessa Pisk ad uno dei vostri eventi milanesi, gliela feci spostare tutta (basi e pensili!) di 10 cm perché tanto mancava per far stare un frigorifero freestanding in linea, guadagnando spazio sull’altra parete».
Quello fu il primo passo coraggioso di Barbara, poi vennero i cambi di colore, la scelta della carta da parati, l’aggiunta di qualche mobile di recupero, la passione per il relooking… e la seconda figlia, Licia. «Con 6 anni di differenza era chiaro che i bambini non avrebbero potuto condividere la cameretta per sempre» ricorda. «Ma fra un Casa Facile e l’altro, e qualche consulenza con le mie stylist del cuore ho trovato spunti e strategie salvaspazio che ci hanno permesso di ottimizzare e trasformare ogni angolino in base alle esigenze familiari, sempre in divenire».
Quasi tutti i mobili della casa - continua Barbara - sono stati orientati in tutte le direzioni possibili, a volte sono stati dismessi in cantina per poi tornare con una nuova veste e una nuova funzione. «Durante il lockdown abbiamo invertito le camere, lasciando quella grande ai ragazzi, con aree ben definite e dedicate allo studio e allo svago, e abbiamo preso noi la cameretta. Rinunciando a qualche elemento di serie, abbiamo sfruttato ogni centimetro per renderla comunque confortevole e accogliente, come una romantica camera d’albergo quando si prenota all’ultimo minuto!».
I comodini sono stati sostituiti da piccoli sgabelli in legno di betulla costruiti dal papà di Barbara quando era bambina e da una pratica mensola dietro la testiera del letto costruita dal marito, come gli scaffali porta documenti e il mini piano d’appoggio per brevi sessioni di lavoro online. «Abbiamo anche una postazione pc inserita nei moduli della libreria, fatta costruire da un amico falegname, intorno ad una credenza anni ’50 scovata in un mercatino e ristrutturata da noi».
L’ultimo grande cambiamento, due anni fa, è stato quello di abbattere la parete del locale studio per creare una spaziosa cucina a vista sul soggiorno con ampio bancone snack (e office!) e sgabelli che da sempre erano il sogno del marito di Barbara.
«Certo, avremmo potuto trasformare lo studio in una seconda cameretta, direte voi, ma la verità è che, inspiegabilmente, ci trovavamo i figli sempre calamitati nella zona giorno, perciò abbiamo optato per un living più luminoso con i due balconi uno di fronte all’altro, più ampio e versatile per tutti gli usi: rilassarsi, studiare, lavorare, giocare, cucinare, tutti insieme appassionatamente… finché l’adolescenza non ci separi. Ora l’adolescenza del primo figlio è arrivata».
«Negli ultimi 9 anni abbiamo costantemente pensato di cambiare casa e ne abbiamo viste molte ma nessuna ci sembrava che potesse diventare casa nostra. Poi è successo, quando avevamo ormai rinunciato all’idea... Nell’attesa di poterci entrare, fra gli scatoloni da preparare e qualche decluttering, mi sono ritrovata una pila di CF dal 2009 ad oggi: li sfoglio uno per uno, catalogando le idee che potrebbero funzionare nella nuova casa, perché per quanto mi riguarda, una buona idea non teme le mode. Mi rendo conto ora che questa casa è stata per me una palestra in cui mi sono allenata a gestire gli spazi, accostare i colori, definire il mio stile, riconoscere e curare il bello. Grazie per essere il mio team di allenatori!».
Noi le scegliamo pensando che siano tutte bellissime, ma i gusti sono gusti. Delle case che trovi ogni mese su CasaFacile, di sicuro ce n'è una che preferisci: ecco il sondaggio per votare la tua preferita di Maggio!
Dopo il successo del temporary store, Motel a Miio torna a Milano con un flagship store in Corso Garibaldi per portare in città il carattere unico delle sue ceramiche fatte a mano in Portogallo
Motel a Miio è tornato a Milano con un nuovo spazio in Corso Garibaldi 26. Le celebri ceramiche portoghesi, fatte e dipinte a mano, riportano in città un design colorato e autentico. Un invito a riscoprire il piacere di arredare con pezzi unici e dal sapore mediterraneo.
Dopo il grande entusiasmo del temporary store di settembre, la città accoglie di nuovo le celebri ceramiche portoghesi che hanno conquistato l’Europa con il loro stile fresco e inconfondibile. Entrare nel negozio significa fare un piccolo viaggio: le forme irregolari, i colori vivaci ma naturali e le superfici materiche riportano immediatamente alle coste dell’oceano, regalando un’atmosfera rilassata e piena di luce. Ogni pezzo è unico perché realizzato e dipinto a mano in Portogallo, con tutta la cura e l’autenticità dell’artigianato tradizionale.
Dietro al progetto ci sono Laura e Anna, fondatrici del brand che nel 2016 hanno aperto il primo pop-up store in Germania, portando in pochi anni Motel a Miio a contare oltre 40 negozi in Europa. A Milano, il ritorno in Corso Garibaldi è una conferma: c’è sempre più voglia di circondarsi di oggetti che non siano solo belli, ma che raccontino storie di autenticità, sostenibilità e artigianato.
Chi cerca un tocco di personalità per la propria casa, chi ama la convivialità a tavola o semplicemente chi desidera sentirsi un po’ in vacanza anche in città, troverà in questo negozio una fonte inesauribile di ispirazione. Milano, con Motel a Miio, ritrova un angolo di Portogallo a due passi da Brera.
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Vuoi che ti prepari anche una **versione più snella in stile articolo online** (con titoletti brevi e paragrafi più corti, ideale per lettura rapida su smartphone)?
Un giornale di arredo non è semplicemente un giornale, ma un luogo in cui riconoscersi... Ti aspettiamo in edicola!
Se un alieno mi domandasse cosa significa partecipare alla Milano Design Week per chi lavora nel mondo dell’arredo e del design, glielo spiegherei così: immagina di dover cercare conchiglie su una spiaggia spazzata da un tornado.
In quella manciata di giorni la sfida è decidere a quale degli oltre mille eventi partecipare (quest’anno se ne sono registrati 1066), senza possedere la giratempo di Hermione Granger (la citazione è per gli appassionati di Harry Potter) e con una certezza: incontrerai sempre qualcuno che ti dirà che la cosa più interessante è quella che ti sei perso.
Io con gli anni ho imparato a selezionare cosa vedere con i miei occhi e a seguire il resto attraverso gli occhi degli altri; ho sviluppato una idiosincrasia per i brand estranei al design che approfittano del grande pubblico per accaparrarsi un pezzetto di attenzione, spesso usando gadget gratuiti per generare code senza senso; amo quando ci sono giovani designer a raccontare di persona la loro idea; e apprezzo che il design porti a visitare ville e zone industriali abbandonate ricordandoci di patrimoni architettonici che dovremmo recuperare.
Ma c’è una cosa che più di tutto vado cercando, in questa faticosissima ed esaltante settimana: entrare nelle case. Amo gli appartamenti che ogni anno tornano con allestimenti diversi. Adoro le dimore borghesi che alcuni brand scovano dentro i palazzi milanesi, custodi egoisti di bellezze segrete: le arredano con scelte scenografiche e visionarie che nulla hanno a che vedere con case realmente vivibili, ma sono iperboli progettuali e decorative che costruiscono mondi. Eccessive, inarrivabili, da sogno? Sì! e proprio per questo riescono a essere di grande ispirazione.
Entrare in queste case è come seguire le sfilate di alta moda sapendo che un giorno quel punto di ceruleo dalle passerelle arriverà nei nostri guardaroba e conquisterà i nostri desideri, come spiega Miranda Priestly nella celebre scena de ‘Il diavolo veste Prada’. E quando la Design Week propone ‘idee di case’ – come abbiamo cercato di fare anche noi di CasaFacile nei 37mq della nostra Floating Home – credo riesca a mostrare il design come una cosa al servizio della vita quotidiana. Esattamente ciò per cui è nato!
«L’art. 1122 del Codice civile prevede l’obbligo di comunicare all’amministratore l’intenzione di effettuare lavori di ristrutturazione, anche se non coinvolgono le parti comuni dell’edificio. La comunicazione deve contenere una descrizione dettagliata dei lavori che verranno eseguiti.
È consigliabile allegare una copia del progetto di ristrutturazione, se disponibile. Occorre indicare la data di inizio e la durata prevista dei lavori e specificare le ditte incaricate dell’esecuzione.
La comunicazione può essere inviata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, per avere una prova della ricezione. In alternativa, è possibile consegnarla a mano, facendosi rilasciare una ricevuta.
L’amministratore deve verificare che i lavori non danneggino le parti comuni né compromettano la sicurezza dell’edificio.
Anche se non è obbligatorio, è buona norma informare i vicini di casa sull’inizio dei lavori. È possibile affiggere un avviso nell’androne del condominio, in modo che sia visibile a tutti, o inviare una comunicazione scritta ai singoli condòmini».
Tra silhouette poetiche, tratti grafici, forme pure e rivisitazioni ardite del passato, queste nuove lampade per in&outdoor hanno finiture ‘tecno’. E accendono lo stile (e l’emozione) anche da spente!
Sono bellissime anche da spente. E sono tra le novità illuminazione del 2025. Ecco le nostre 12 scelte per dare un tocco di stile e di tendenza tecno alla casa e alla vostra zona outdoor.
1. Alma, con paralume in tessuto avvolto in una bolla di vetro soffiato [Contardi, ø cm 42x25h].
2.L’applique Shift ha linee minimali dolcemente smussate [Lodes, da cm 17x15x4h].
3. Blu Oceano opaco e Ottone satinato per la doppia sospensione Cantabrina con terminali in vetro bianco lucido [Italamp, cm 160].
4. Allumette è lo chandelier con bracci asimmetrici in blu [Foscarini].
5. Curuba Combo è in alluminio e vetro soffiato a bocca dégradé [Olev, ø cm 16,4x74h].
6. B¯ozu si ispira agli amuleti giapponesi appesi alle finestre [Masiero, ø cm 14x26h].
7. Fancy Home è ricaricabile e ne regoli altezza, temperatura di colore e intensità della luce [Tescoma, ø cm 11,7x27/31h].
8. Tiki portatile è in alluminio verniciato a polvere e policarbonato [Established & Sons, cm 24x10x30,7h].
9. Finitura Corten per Akoya [Fabbian, cm 30x12x30h].
10. Ninfea ha base in metallo placcato e diffusore in vetro incamiciato bianco [Ideal Lux, ø cm 20x9,3h].
11. Astral Trellis ha diffusore in rete metallica d’acciaio [Platek, cm 26h].
12. La Spazio è il lampione outdoor con lamiera in ferro zincato [Il Fanale, ø cm 55x352h].
Il 'Culture Depot', la biblioteca e spazio creativo di Probeat Agency con volumi di moda, arte, design. Wallpaper modello Hakama di Cartadaparatideglianni70.com, librerie Kanato e poltrone Alistair della linea AM.PM de La Redoute. Lampada a parete Crew_2 LED di Linea Light. I tavolini sono un modello fuori produzione de La Redoute Intérieur.
L’androne di ingresso di Casa Cirla sul Naviglio Grande di Milano. Marmi, stucchi e fregi sono originali e perfettamente restaurati. La scala e le colonne sono state disegnate dall'architetto pioniere dell'Art Nouveau Giuseppe Sommaruga.
Soprannominato ‘la chiesa’ per il suo aspetto austero, è l’ingresso di Probeat Agency al secondo piano. La boiserie e le modanature d’epoca in legno scuro, il soffitto bicolore a stucchi e i pavimenti in cementine Liberty effetto tappeto non hanno subito modifiche ma sono stati completamente ripristinati grazie a un restauro conservativo.
Nel salotto per l'hospitality, wallpaper Hakama di Cartadaparatideglianni70.com. Divano Lupine di Micadoni in velluto verde bottiglia, poltrone Alistair della linea AM.PM de La Redoute in velluto caramello. Sospensione Smooth LED di Rossini Illuminazione, tavolino e consolle gamma Gil de La Redoute Intérieur. Lampada da tavolo anni ’70, scultura e piccolo tavolo in legno di fine ‘800 provengono dalle case familiari dei titolari dell’agenzia.
Nella sala riunioni il camino in marmo rosso è originale dell'epoca, così come il parquet a spina italiana.
Intorno al tavolo Cool Flawas di The Masie in legno e fibra di vetro nella nuance verde nori, sedie Tibby della linea AM.PM de La Redoute in velluto jacquard bronzo. Vetrina in legno dei primi del ‘900 e quadro di Mario Schifano di proprietà dei titolari. Sospensione Smooth LED di Rossini Illuminazione.
Lo showroom è decorato con wallpaper effetto caleidoscopio Granada di Cartadaparatideglianni70.com. Lampade a parete e a soffitto Crew_2 led di Linea Light. Poltrone Mamaia di Micadoni. Per gli espositori sono state usate sia le librerie Kanato in metallo nero della linea AM.PM de La Redoute sia diversi modelli della gamma Hiba in acciaio de La Redoute Intérieur.
Affacciata sul Naviglio Grande, una residenza decorativista di fine Ottocento è stata restaurata con sensibilità e visione. E oggi è sede di Probeat Agency
Costruita nel 1895 su progetto dell’architetto Giuseppe Sommaruga, pioniere dell’Art Nouveau milanese, Casa Cirla è un raro esempio di architettura decorativista che ancora oggi racconta una Milano del passato elegante e borghese.
In origine residenza di una famiglia di imprenditori del marmo, la casa è tutelata dalla Soprintendenza dei Beni Culturali e conserva intatti i suoi tratti più distintivi: boiserie originali, pavimenti in legno a spina di pesce, scale in ferro battuto e un arco a virgola all’ingresso.
Il progetto di restauro conservativo è stato curato dallo Studio Bettonica Leone e ha rispettato l’identità della casa, esaltandone l'anima storica. Il progetto di interior design ha poi trasformato Casa Cirla in un hub creativo: la dimora è stata infatti scelta come nuova sede dell'agenzia di comunicazione Probeat Agency,fondata nel 2002 da Paolo Ruffato ed Emanuela Schiavone. Proprio la co-founder ha curato personalmente tutto l'arredo e il concept degli interni.
Ogni stanza di questo nuovo headquarter ha una propria atmosfera, tra carte da parati a effetto caleidoscopico che reinterpretano il Liberty in chiave contemporanea, arredi scultorei in velluto e complementi dal sapore esotico raccolti nei viaggi dei fondatori dell’agenzia.
Le finiture originali, come le modanature e le strutture in ferro battuto, sono state lasciate a vista e si integrano con elementi e arredi più moderni.
L'INGRESSO E LA 'CHIESA'
Dall’androne di ingresso sul Naviglio Grande si accede a uno scalone di rappresentanza originale in marmo (disegnato dall'architetto Sommaruga) che serve i primi due piani del palazzo con marmi, stucchi e fregi perfettamente restaurati.
Al secondo piano un grande corridoio soprannominato la ‘chiesa’ accoglie gli ospiti dell'agenzia, tra boiserie e modanature d’epoca in legno scuro, soffitto bicolore a stucchi e pavimenti in cementine con motivi effetto tappeto. Questa 'hall' non ha subito modifiche ma è stata completamente ripristinata attraverso un restauro conservativo.
Anche l’illuminazione è originale dell’epoca, con due sospensioni a lanterna che ora montano però lampadine Led ad alta resa, integrate da due plafoniere sferiche della linea Emily di Rossini Illuminazione: è la gamma che è stata utilizzata come sospensione e lampada a parete nella maggior parte degli uffici e dei corridoi del secondo piano.
IL SALOTTO PER L'HOSPITALITY
Affacciato sul Naviglio Grande il salotto per ricevere i clienti è decorato con carta da parati effetto caleidoscopio Hakama di Cartadaparatideglianni70.com nella tonalità beige perlato. Il divano a 4 posti è il modello Lupine di Micadoni in velluto verde bottiglia, mentre le poltrone sono il modello Alistair della linea AM.PM de La Redoute in velluto caramello.
Per l’illuminazione si è scelto la sospensione Smooth LED a doppia emissione di Rossini Illuminazione, mentre il tavolino e la consolle appartengono alla gamma Gil de La Redoute Intérieur con piano in vetro temperato effetto marmo.
La lampada da tavolo vintage anni ’70 in alluminio e tessuto, la scultura del Leone delle Serenissima e il piccolo tavolo in legno di fine ‘800 provengono dalle case familiari dei titolari dell’agenzia.
LA SALA RIUNIONI
Nella sala riunioni è stato conservato un camino dell’epoca in marmo rosso: è l’unica stanza in cui sopravvive il parquet originale a spina italiana restaurato e riportato al suo splendore, mentre nel resto dello spazio si è scelto di ricorrere a maestranze specializzate per posarne uno nuovo, sempre in rovere biondo a spina all’italiana, rispettando le tecniche e lo stile dell’epoca.
Per l’arredo è stato scelto il tavolo Cool Flawas di The Masie in legno e fibra di vetro nella nuance verde nori, accompagnato dalle sedie Tibby della linea AM.PM de La Redoute in velluto jacquard bronzo.Completano una vetrina in legno dei primi del ‘900 e il quadro di Mario Schifano di proprietà dei titolari di Probeat Agency.
Il CULTURE DEPOT
Insieme al Photo & AI Studio, questo spazio creativo raccoglie volumi di moda, arte, architettura e human culture ed è pensato come luogo d’incontro, di consultazione e contemplazione.
La carta da parati è sempre il modello Hakama di Cartadaparatideglianni70.com, per gli espositori sono state scelte le librerie Kanato con struttura e montanti destrutturati in metallo nero della linea AM.PM de La Redoute. Le poltrone sono il modello Alistair della linea AM.PM de La Redoute in velluto caramello, la lampada a parete è la Crew_2 LED di Linea Light e i tavolini sono un modello fuori produzione de La Redoute Intérieur.
LO SHOWROOM
L’intero terzo piano di Casa Cirla ospita lo showroom di Probeat Agency, dove vengono esposte le collezioni e i prodotti dei clienti dell’agenzia. Originariamente destinato a spazio di servizio e agli alloggi del personale domestico, è raccordato al piano uffici dalla grande scala originale dell’epoca modernizzata dalla tinteggiatura effetto boiserie in smalto verde e dalle lampade Crew_2 LED di Linea Light.
I diversi ambienti dello showroom sono tappezzati con la carta da parati effetto caleidoscopio Granada beige perlato di Cartadaparatideglianni70.com, per l’illuminazione sono state scelte nuovamente le lampade a parete o soffitto Crew_2 led di Linea Light in varie dimensioni.
Le poltrone sono il modello Mamaia di Micadoni in velluto beige, per gli espositori sono state usate sia le librerie Kanato in metallo nero della linea AM.PM de La Redoute che diversi modelli della gamma Hiba in acciaio nero verniciato a polvere epossidica de La Redoute Intérieur. I tavolini rotondi in metallo e vetro effetto marmo appartengono alla gamma Frotorp di Ikea e le appenderie sono strutture tecniche in acciaio da arredo showroom.
Sempre al terzo piano di Casa Cirla, con uno spazio indipendente separato dallo showroom, c'è il Photo & AI Studio, cuore produttivo della nuova sede: 70 mq dedicati a shooting, podcast, video. Anche qui lo spazio mantiene quell’estetica calda e sofisticata che caratterizza tutta la casa.
Progetto di restauro conservativo: Studio Bettonica Leone Arredo e concept interni: Emanuela Schiavone Foto: Matteo Piazza
Nuovi progetti: senza corridoio ora c’è spazio per un grande living
Il divano aiuta a dividere l’area relax dalla zona pranzo, ricavata a diretto
contatto con la cucina semi-a-vista. Il sofà è completato da un pouf, che quando
serve dà vita a una seduta extra che si somma alle poltroncine. Così il
salotto è informale e versatile, capace di trasformarsi in base alle occasioni. Divano grigio [Confalone Design], cuscini d’arredo [Coincasa
e Maisons du Monde].
Anna e Francesco amano organizzare cene con gli amici:
Valentina ha quindi proposto un tavolo allungabile per 6/8
commensali, facile da aprire. Il piano del tavolo richiama
il parquet e per illuminarlo è stata scelta una sospensione
colorata che fornisce luce sia luce diffusa sia puntuale. Tavolo e
sedie [Confalone Design].
«Il parquet in rovere che scalda
l’ambiente, posato a listoni seguendo la larghezza del
locale, aiuta ad allargarlo e ampliarlo visivamente» spiega l'architetto. Mobile con ante Besta [Ikea] come le lampade a
sospensione, poltroncina bianca e grigia più tappeto a losanghe
[Maisons du Monde], carta da parati acquistata su
[» cartadaparatideglianni70.com]. Parquet in rovere naturale
spazzolato [Berti], battiscopa [Ravaioli], finestre [Aluplast].
Per schermare la zona relax dall’ingresso c’è una quinta a giorno in cartongesso con base ad ante e ripiani. Qui prima c’erano un
ripostiglio/cabina armadio (con
finestra!) e parte della vecchia cucina
abitabile. Inoltre il lungo
corridoio che distribuiva i 3 locali
rubava loro spazio.
La cucina è larga 4 metri e profonda
145 cm ed è stata organizzata a C,
per non sprecare centimetri e cucinare
muovendosi agevolmente. Sui lati
corti ci sono le colonne con frigo e forni
raccordate alla zona operativa da moduli
angolari sia chiusi da ante sia a giorno,
nei quali conservare stoviglie e dispensa. Cucina Wega [Arredo3], cappa [Faber], luci [Maisons
du Monde].
Quando serve, la cucina si può chiudere grazie alle porte scorrevoli in vetro satinato: passa solo la luce! Porte scorrevoli in vetro
satinato e decorato [Cristal Porte d’Arredo]. Bollitore e cavatappi [Alessi],
piatti [Pumo Pugliese], brocca [Solimene Ceramiche].
piastrelle Casamood [Florim Ceramiche].
Anna la desiderava da sempre
e le dimensioni della camera
(15 mq) ne hanno consentito
lapresenza: l’architetta
Valentina ha inserito
una zona guardaroba di ben
4 mq organizzata in linea e
ricavata dietro il letto. Letto con contenitore
[Ikea], abat-jour sopra il comodino
[Slamp], lenzuola [Coincasa],
wallpaper acquistata on line su
[» cartadaparatideglianni70.com]. Bella idea la tappezzeria che ricopre anche la porta della cabina: così si mimetizza.
Allargato rubando una fascia di 40 cm
alla cameretta, ora ha abbastanza
spazio per accogliere sui lati lunghi da
una parte vasca e doccia, dall’altra
i sanitari più un ampio mobile lavabo. Piastrelle Melting [Fap
Ceramiche], rubinetterie [Frattini].
Se la casa è medio-piccola ogni centimetro è prezioso e un lungo corridoio ne spreca tanti. Qui la sua eliminazione ha suggerito di unire anche salotto, cucina e ripostiglio per creare un open space ampio, funzionale e luminoso
Una casa dotata di affacci su tre lati è praticamente un sogno: per questo ad Anna e Francesco è piaciuta subito anche se un lungo corridoio la divideva in due rubando tanto spazio ai 75 mq...
Serviva il tocco di un professionista per rivedere gli ambienti, che così suddivisi in tante stanze risultavano inutilmente soffocanti. L’architetta CF style Valentina Sportello ha trovato la soluzione perfetta per Anna e Francesco e la figlia piccola.
La soluzione
Le zone giorno e notte hanno mantenuto la loro posizione ma, eliminato il corridoio e abbattuti i tramezzi fra cabina armadio, cucina e salotto è stato ricavato un grande living che sfrutta la luce che entra da ben 4 finestre, più quella della cucina che è stata spostata verso il fondo: organizzata a C, è compatta ma completa; è a vista sul soggiorno ma può essere facilmente chiusa da una doppia porta scorrevole in vetro satinato che la cela lasciando passare la luce.
La zona relax-tv è vicino all’ingresso, schermato da una libreria a giorno in cartongesso; l’area pranzo è verso la cucina e impreziosita da un portale contenitore, sempre in cartongesso.
Nella zona notte la camera padronale è stata regolarizzata nella forma dando spazio a un mini locale lavanderia e alle spalle del letto è stata organizzata una lunga cabina armadio; la stanza per la figlia è stata leggermente ridimensionata per poter ampliare il bagno che adesso ha sia la doccia sia la vasca, così da accontentare tutti!