Il living di Villa Flavia è arredato in stile siciliano e marocchino, con decorazioni che includono ceramiche siciliane, teste di Moro, pigne e tavoli in pietra lavica.
Era una grande casa di vacanza di famiglia negli anni '70. Oggi Villa Flavia è il luogo del cuore di Oscar, il proprietario, che l'ha ristrutturata e scelta come dimora e luogo di hospitality per 365 giorni all'anno. L'ispirazione? Un mix di arredi in stile siciliano, mediterraneo e marocchino. Con un angolo d'Oriente
Una villa dai colori e profumi intensi che racconta una storia di famiglia, passione e amore per il design mediterraneo: è così che Oscar, nostro affezionato lettore, ci presenta la sua affascinante dimora siciliana aperta anche all'ospitalità.
«Io e il mio compagno abitiamo qui 365 giorni l'anno insieme ai nostri amatissimi cani Willy, Tyson, Margy e Poppy e ai due gattoni Meo Meo e Gina: siamo i loro umilissimi servitori!» scherza Oscar.
Dopo anni di vite frenetiche tra Milano, Amsterdam e Ho Chi Minh City, la coppia ha deciso di rallentare e di trasferirsi lontano dal caos delle città. «La villa risale agli inizi degli anni '70 ed è stata costruita dai miei nonni paterni come residenza per le vacanze. Per molti anni è stata il cuore delle nostre estati di famiglia ma col passare del tempo, il caldo e l'età hanno reso difficile per i nonni continuare a viverla» spiega il proprietario.
La villa, a ridosso di Capo Zafferano in località Santa Flavia (Palermo), è rimasta così chiusa mentre Oscar e il suo compagno erano all'estero, in Vietnam, per impegni lavorativi. «Al nostro ritorno in Italia abbiamo deciso di riportare in vita Villa Flavia, trasformandola in quella che per noi oggi è un'oasi di charme e tradizione mediterranea».
La ristrutturazione è stata completata nel 2021, con un progetto che ha curato Oscar personalmente combinando elementi dello stile siciliano, mediterraneo e marocchino. «Naturalmente abbiamo anche voluto ricreare un piccolo angolo di Asia in casa con la collezione di teste di Buddha e antiquariato del Sud-Est asiatico».
La villa si compone di un blocco principale con quattro camere da letto, ciascuna dotata di bagno privato, e un'area living spaziosa e luminosa. C'è anche una piccola dependance indipendente ideale per ospiti o momenti di privacy.
«Come appassionato di interior design ho curato ogni dettaglio della casa» racconta Oscar. «Gli spazi raccontano il mio legame con la Sicilia e l’amore per il Mediterraneo: la piscina, sempre su mio progetto, è decorata con maioliche marocchine, creando un richiamo visivo ai colori e alle forme di quel mondo».
Le decorazioni includono ceramiche siciliane, teste di Moro, pigne e tavoli in pietra lavica disegnati dal proprietario. Lo stile è una fusione di tradizione e modernità, armonizzato con il rigoglioso giardino che circonda la villa e contribuisce a creare un senso di pace e di privacy.
I toni scelti per la villa richiamano la macchia mediterranea e il mare: i verdi e gli azzurri richiamano le piante e il mare cristallino. I colori caldi del sole, della sabbia e della terra completano la palette.
Grande attenzione è stata dedicata al rapporto tra la villa e la natura circostante: gli spazi interni ed esterni sono stati progettati per integrarsi con il paesaggio, offrendo viste spettacolari e momenti di quiete immersi nel verde.
«Amiamo incontrare nuove persone, creare connessioni e condividere la bellezza di questo angolo di paradiso» spiega Oscar. «Per noi l’ospitalità non è solo una vocazione ma soprattutto una passione che ci consente di far conoscere e apprezzare il fascino della Sicilia».
Una selezione di 3 immagini scovate in giro per il web e raggruppate in trittici da Giorgia Bimbatti, la nostra Art Director. Fotografi, artisti, illustratori, typo designer: i loro lavori ispirano e fanno pensare. Questo mese il tema è... Playfulness
Nel design, ‘playfulness’ (o ‘ludicità’) si riferisce all’uso di elementi giocosi, divertenti e disinibiti per creare un’esperienza più coinvolgente e positiva per il fruitore.
_Timothy, designer degli Akuko Labs, disegna GMK Motif, un set di tasti audace ed espressivo. Parte dall’estetica rigida a griglia, introducendo forme organiche e contrasti giocosi, trasformando uno spazio di lavoro essenziale in una dichiarazione artistica.
_ Hal Haines adora la ‘narrazione visiva’, che prima esprimeva con la fotografia e ora di pingendo su ceramica. Qui le piastrelle diventano un racconto che ci accomuna nella sua quotidianità.
_Teerapoj Teeropas ha costruito un marchio thailandese che fonde artigianalità, tradizione, futuro in un melting pot culturale, creando qualcosa di unico. Qui la sedia da pranzo BoaBoa multicolor, rivestita a mano.
Un mondo magico fatto di ispirazioni naturali e giochi di proiezioni: ecco una sospensione 'botanica' con un vero spirito green
Il designer tessile Juraj Straka con la lampada a sospensione Boucan disegnata per Ibride ci trasporta nel suo magico mondo, fatto di ispirazioni naturali dove forme vegetali ed elementi animali si intrecciano in una composizione grafica serigrafata unica, capace di decorare il grande riflettore traforato che illumina lo spazio trasformandolo in una poetica foresta.
All’accensione della lampadina la luce, oltre a illuminare verso il basso, proietta sul soffitto luci e ombre che evocano un fogliame denso e poetico.
Una nota in più: Boucan è realizzata con una sottile lamiera traforata in laminato massiccio ed è pensata per essere spedita piatta, riducendo al minimo l’impatto ambientale del trasporto.
dimensioni: da ø cm 70 e da ø cm 130. materiale: lamiera traforata in laminato massiccio serigrafato. finiture: a colori vivaci o nelle tonalità del verde. sorgente: lampadina Led a filamento. prezzo: €666,94 il modello da ø cm 70. » ibride-design.com
Nel living il parquet in
rovere posato a spina italiana si sposa con la
panca bassa – su misura come la cappottiera
– che si integra con la struttura che ospita
camino e tv. Panca bassa e cappottiera realizzate su
misura da [Barra Falegnami]. Termocamino a pellet [Mcz]. Wallpaper Adina dorato opaco [su
» cartadaparatideglianni70.com]. Plafoniera Bahia [Foscarini], poltroncina Moritz in teddy con
braccioli [Westwing], piantana Tolomeo Terra
[Artemide]. Tappeto Jules [Westwing], coffee-table Saarinen [Knoll].
Da copiare il
mobile-cappottiera
con ante rivestite
di specchi e
paglia di Vienna. Poltrona
con poggiapiedi Womb Chair [Knoll], lampada
da tavolo President [Fortuny].
Il soggiorno è un grande spazio aperto in cui
l’unica traccia del passato è il pilastro portante
che non si poteva eliminare. Ante+porta realizzate su misura
da [Barra Falegnami]. Sulle porte, pittura verde
cod. L8.09.61 [Sikkens].
Dietro il living c’è la zona pranzo,
caratterizzata dalla presenza di due ‘porte’
verdi che conducono a uno spazio contenitivo e alla zona notte. Realizzate su misura
da [Barra Falegnami] la madia e la griglia in alto.
Attorno al tavolo Podium, sedie Kuga
Slim, tutto [Bontempi Casa].
Sopra il tavolo, sospensione Le
Soleil [Foscarini].
Sulla parete della zona
pranzo, a sinistra e a
destra, due elementi che
hanno funzioni diverse,
pur sembrando uguali: il
primo è un contenitore,
l’altro è la porta che va
alla zona notte. Il colore
verde li uniforma ancora
meglio. Anche le altre
due strutture bianche
sono un mobile – a
sinistra – e il rivestimento
di un pilastro – a destra.
Nella nicchia, al centro,
la madia e la griglia che
cela il condizionatore (si
può aprire per un getto
d’aria più potente) sono
realizzate con lo stesso
legno di rovere. Ma il
protagonista è il tavolo
con scultorea gamba
centrale: una scelta che
riduce l’affollamento di
gambe creato di solito
dal tavolo e dalle sedie! Sulla madia,
contenitore Trullo [Kartell] e lampada Taccia Small
[Flos].
Ci sono vari modi
per integrare un
pilastro: pitturarlo
come le pareti,
rivestirlo con una
carta che lo renda
protagonista,
mimetizzarlo con
una struttura in
legno, cartongesso
o muratura.
Oppure lasciarlo a
vista: qui si è
tolto l’intonaco per
portare in superficie
il cemento, trattato
con un impregnante. Divano Elisir [Calia Italia], poltrona con poggiapiedi
Womb Chair [Knoll], parquet [Italparchetti]. Porte scorrevoli [ADL].
A parete, pittura rosa cipria cod. D8.13.73 [Sikkens].
La cucina è un locale di
grande pulizia formale, con un twist vintage dato
dal pavimento in graniglia e dalla cucina con la
parte superiore in legno laccato verde (codice colore
Sikkens L8.09.61 come le ante del living) e quella
inferiore in rovere. Arredi nelle stesse tonalità
completano il mood. Sul pavimento in graniglia [Mipa Design], tavolo Saarinen [Knoll] con
sedie DSW [Vitra]. Poltrona Manuell e mensola da
parete in legno Oak, entrambe di [Westwing]. Sgabello Prince Aha [Kartell], madia color celadon
[Sklum]. Orologio Tic Tac [Kartell].
Quella che ora è la zona
notte è stata oggetto di
una ridistribuzione totale.
L’ingresso curvo alla
camera matrimoniale fa
da filtro verso la zona
più intima della casa. Il
colore gioca un ruolo
fondamentale: da copiare
il rosa cipria.
Infissi e battiscopa sono
bianchi, per alleggerire
l’insieme e dare luce. Pitture verde cod. L8.09.61 e rosa cipria cod. D8.13.73, entrambe [Sikkens]. Parquet [Italparchetti].
La camera da letto è stata pensata come
una suite. Vi si accede passando accanto
alla cabina armadio e all’armadio in rovere,
realizzati su misura. Gli arredi sono stati
scelti per le loro linee pulite, dalla chiara
ispirazione jap. Letto Fushimi
[Pianca], lampade a sospensione, parete e soffitto Gregg [Foscarini]; poltroncina in
velluto Zeyno, scrivania Evrak in frassino scuro, pouf in velluto Alto, lampada da terra Matilda, tutto [Westwing].
La pianta del bagno non ha subito modifiche
con la ristrutturazione. L’ambiente è stato
completamente rifatto per, ancora una volta,
amplificare la luce. La scelta più naturale?
Un pavimento in graniglia dai frammenti così
leggeri che la fa sembrare bianca. E bianchi
sono anche il soffitto e la zona della doccia.
Qui sono le pareti a essere protagoniste, con
le piastrelle lucide turchesi posate a spina:
riprendono la posa del parquet nel resto della
casa e allargano visivamente l’ambiente. A pavimento, piastrelle in graniglia di marmo Bianco Cristallo della coll.
Tinte Unite [Mipa Design].
A parete, piastrelle Look turchese Glossy [Ragno,
cm 6x24]. Applique simili a Bruco, design Vico Magistretti [FontanaArte].
Il mobile bagno è stato realizzato su misura da [Barra Falegnami].
Un vecchio appartamento completamente rivoluzionato con uno scopo: eliminare gli ostacoli al libero fluire della luce. E il décor a base di tonalità chiare e materiali naturali esalta il risultato
A vederlo ora risulta difficile credere che questo appartamento nel centro storico normanno di Aversa (Ce) fosse buio e anonimo. Merito dell’intervento con cui In-Nova Studio ha riprogettato la distribuzione degli spazi, che prima non favoriva il passaggio della luce tra gli ambienti.
Un lavoro ‘speciale’ perché è qui che l’architetto Marcello Ferrara di In-Nova Studio vive con la moglie Simona. «È stato un progetto a 8 mani – dice Ferrara – che ha visto coinvolti me, i miei due soci dello Studio e mia moglie».
Le scelte fatte
Ridotte al minimo le partizioni tra i locali e sostituite le pareti – dove si è potuto – con porte trasparenti, ora la luce può viaggiare libera.
Il tocco di stile
L’uso di rosa, verde e giallo e di carte da parati di grande effetto sono le principali scelte décor della casa.
progetto Arch. Marcello Ferrara/IN-NOVA STUDIO foto Carlo Oriente testi Claudio Malaguti
Questa rubrica nasce dall’incontro fra Alice e I Tempestas: ogni mese scelgono un fiore edulo, lei ne parla dal punto di vista botanico e loro lo usano come ingrediente per una ricetta. Questo mese tocca alla Malva che, con il suo sapore delicato e leggermente dolce, dà un twist inatteso a uno dei più classici snack
Con i suoi fiori dal tenue colore rosa-violaceo e le foglie morbide e vellutate, la Malva si fa spazio nei prati, lungo i sentieri di campagna e persino negli angoli più inaspettati delle città. Da secoli è un rimedio naturale prezioso e un ingrediente sorprendente in cucina.
Conosciuta in botanica come Malva sylvestris, appartiene alla famiglia delle Malvacee ed è diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo. Il suo nome deriva dal greco ‘malakos’, che significa morbido, un chiaro riferimento alle sue proprietà emollienti e lenitive.
Già nell’antichità, la Malva era considerata una pianta dalle virtù quasi magiche: Dioscoride, medico e botanico del I secolo d.C., la riteneva un rimedio universale, mentre i Romani la chiamavano ‘omnimorbia’, cioè cura per tutti i mali.
Facile da riconoscere, ha un portamento cespuglioso, foglie tondeggianti con margini leggermente dentati e fiori delicati che sbocciano da aprile fino all’autunno inoltrato.
Il suo potere? Un’abbondanza di mucillagini, sostanze antinfiammatorie che donano sollievo ai tessuti irritati: risulta quindi ideale per tisane e decotti contro il mal di gola, la tosse e il mal di denti. Ma i suoi benefici non si fermano qui: è anche depurativa, lenitiva, digestiva e diuretica.
E in cucina? Un tocco di creatività ed è fatta! Le giovani foglie si possono infatti aggiungere crude nelle insalate o lessare per arricchire minestre e zuppe, mentre i fiori decorano piatti, dolci e tisane con la loro bellezza discreta.
Un classico della tradizione contadina è la zuppa di malva, perfetta per le sere fresche, mentre in estate non c’è niente di meglio di una bevanda rinfrescante ai fiori di malva, dall’elegante tonalità blu-viola, che cambia colore se aggiungi qualche goccia di limone.
LO SAPEVI CHE… Nel linguaggio dei fiori la Malva rappresenta la dolcezza, la comprensione e l’amore materno. Inoltre si dice che protegga dagli influssi negativi e favorisca la serenità.
di @i_Tempestas ovvero Fabrizio Maggiulli e Giovanni Montenero, cook e book lovers
INGREDIENTI Per 4 waffles: √ 5 ml di aceto di mele √ 25 g di sciroppo d’acero √ 5 ml di estratto di vaniglia √ 30 ml olio di semi di girasole Per la crema: √ 40 g di zucchero di canna √ 20 g di maizena √ 4 g di estratto di vaniglia √ 1 pizzico di sale √ scorza di mezzo limone bio √ 170 g di farina 0 √ 30 g di farina di mandorle √ 8 g di maizena √ 7 g di lievito per dolci √ 1 g di sale √ 10 fiori di Malva freschi √ 250 ml di bevanda vegetale alla mandorla √ 200 ml di bevanda vegetale alla mandorla √ 20 Fiori di Malva freschi occorrente √ piastra per waffles
PREPARAZIONE WAFFLES 1. Lava delicatamente i fiori di malva, separa i petali dal calice e asciugali con un panno. 2. In una ciotola, mescola il latte vegetale con l’aceto di mele e fai riposare 5 minuti. 3. Aggiungi lo sciroppo d’acero, l’olio, la vaniglia, i fiori poi mescola bene. Unisci pian piano le polveri mescolando con una frusta per ottenere una pastella senza grumi. 4. Lascia riposare per tutto il tempo della preparazione della crema.
PREPARAZIONE CREMA 1. Lava delicatamente i fiori di Malva, separa i petali dal calice e asciugali con un panno. 2. Versa la bevanda in un pentolino e aggiungi i fiori, la vaniglia e la scorza del mezzo limone. 3. Scalda a fuoco dolce fino a quando il latte è caldo, non bollente. Spegni e lascia in infusione per 5-10 minuti, poi frulla. 4. In una ciotolina, mescola l’amido di mais con lo zucchero e un pizzico di sale. Versa nei liquidi e sbatti finché non è liscio. 5. Rimetti il composto sul fuoco a fiamma dolce e mescola continuamente con una frusta. Dopo un paio di minuti, la crema inizierà ad addensarsi. 6. Quando ha raggiunto una consistenza liscia e vellutata, spegni il fuoco e versala in una ciotolina, coprila con una pellicola a contatto e lascia riposare durante la cottura dei waffles. 7. Ungi la piastra per waffles e versa un mestolo di pastella in ciascuna forma, cuoci per circa 5 minuti in totale verificando a metà cottura il grado di doratura.
TIPS & TRICKS • Puoi sostituire lo sciroppo d’acero con quello di agave. • Se non hai la piastra elettrica per fare i waffles, puoi optare per dei pancakes realizzati con la stessa ricetta. • Per ungere la piastra dei waffles, utilizza olio vegetale e un pennello.
Il borgo di Alpisella,
oggi ‘Selucente’,
ospita anche un loft
ricavato dall’ex fienile
della segale. Il colore
rosato della parete
in cocciopesto della
cucina riprende le
decorazioni a rullo
che abbellivano gli
spazi abitativi delle
cascine locali. I progettisti del
recupero di Borgata Alpisella sono Fabio Revetria e Lara Sappa,
architetti fondatori di
Officina82.
L’arredamento scelto per il living
del loft è essenziale e i materiali tradizionali usati
per gli interni sono naturali: il legno grezzo
delle travi, il ferro della stufa, il
cemento colorato dei pavimenti
e della calcecanapa (un bio-
composto naturale ottenuto dal
mix di calce e canapa) delle pareti.
L'esterno dell’ex fienile: la muratura in
pietra intonacata a calce è stata mantenuta
per conservare l’immagine originale dell’edificio.
Sono stati invece aggiunti due nuovi abbaini
in legno di abete per creare un soppalco e
trovare spazio alla zona notte.
La zona notte con un letto
matrimoniale e due singoli: da qui adesso si
può godere la vista sull’Alta Val Tanaro e
sul bosco di castagni. «Il progetto ha seguito
un approccio integrato tra architettura e
paesaggio, rispettoso e minimale, che però
non ha dimenticato le sorprese
scenografiche» spiega Lara Sappa.
L'ingresso della ex chiesetta costruita nel primo dopoguerra e mai
consacrata: fu utilizzata per pochi anni anche
come scuola. Oggi è alloggio, ufficio e luogo
di accoglienza.
Per rievocare l’aura mistica della chiesetta,
i progettisti hanno applicato un filtro rosso sul
vetro dell’oculo che crea
una rifrazione diversa in base alle stagioni.
Nella zona dell’abside sono stati ricavati
il bagno, la cucina e il bivacco del custode. Divano [Officina82], lampada Poldina XXL di [Zafferano].
«Lavorare al computer
nel raccoglimento dell’ex
chiesetta e trascorrere
serate con gli amici
all’esterno del loft con
un’impagabile vista sulle
Alpi: sono i momenti che
preferisco» racconta
Lara Sappa, progettista
di Selucente (nella foto). Il top? Dormire
nella Glam Box tutta
vetri immersa nella
natura: vai alla foto successiva per
ammirarne la bellezza!
Nel 2021, con la seconda fase dei lavori, a
Selucente è stata costruita la Glam Box: è un
modulo in legno di 5x3 metri, riconoscibile
dal tetto in lamiera di acciaio Corten® che
richiama il colore dei tetti tradizionali in
terracotta piemontese. La particolarità? La
porta vetrata scorrevole è completamente
apribile e permette di spostare il letto
(montato su ruote) sulla pedana esterna in
legno per dormire completamente sotto le
stelle! All’interno ci sono anche un bagno
privato e un soppalco: le pareti sono realizzate
in tavoloni di legno locale di castagno.
La scala a pioli in metallo che porta al soppalco è la versione contemporanea di quelle utilizzate nei vecchi fienili. Sulla mensola
lampada Poldina di [Zafferano] e
serigrafia dell’artista Elisa Talentino
ispirata al Barone Rampante di Italo
Calvino. Tessili letto di [Borgo delle
Tovaglie], coperta [Zara Home].
Tra Liguria e Piemonte il progetto visionario di quattro amici: dare nuova vita all’antica borgata di Alpisella, oggi ribattezzata Selucente, nel rispetto dei principi dell’architettura rurale. E ci puoi anche soggiornare!
In Alta Val Tanaro (Cn), a quota 1.000 metri e a poche decine di km in linea d’aria dal mare, quattro amici un giorno hanno avuto un sogno e una visione: dare nuova vita all’antica borgata di Alpisella, oggi ribattezzata Selucente, nel rispetto dei principi dell’architettura rurale.
Le scelte fatte
Il progetto di recupero, curato dai due architetti del gruppo Fabio e Lara di Officina82, è stato suddiviso in più fasi ed è ancora in corso: a oggi Selucente ospita un loft dove c’era il fienile, un alloggio-ufficio nella ex chiesetta e alcuni innovativi moduli, in parte mobili, dove è possibile pernottare sotto le stelle.
Il tocco di stile
I materiali utilizzati: la terra e la pietra locale, il cocciopesto, il ferro e il legno, secondo un progetto che si fonda sulla sostenibilità e sulla bioarchitettura, per una migliore qualità della vita.
styling Francesca Davoli progetto Officina82 foto Fabrizio Cicconi/Living Inside testi Sara Peggion
1. Base in legno di frassino massello grigio più struttura in mdf imbottita con poliuretano espanso rivestita in tessuto per Biarritz [Ditre Italia, cm 64x56x78h]. 2. Greta ha struttura in acciaio verniciato più seduta, braccioli e schienale imbottiti e rivestiti in pelle [Cattelan Italia, cm 62x62x78h]. 3. Poltroncina in mogano con seduta foderata e schienale in rattan [H&M Home, cm 68x58,5x73h].
1. Granite ha 3 gambe in massello di frassino naturale e rivestimento in ciniglia terracotta [Kave Home, cm 61x53x73h]. 2. Marais è in massello e multistrato impiallacciato noce con sedile in tessuto bouclé [La Redoute, cm 56x53x78h]. 3. Bukowski ha gambe e schienale in noce massiccio a sezione tonda con seduta in paglia di Vienna [New Works, 57x46x71,8h]. 4. Struttura in abete e multistrato curvato imbottiti e rivestiti in tessuto per Dover [Marac, cm 65x61x73h]. 5. Adrien ha struttura nera e imbottitura in poliuretano rivestito in poliestere bouclé [Westwing, cm 56x51x82h].
A prima vista le gambe sembrano tre, due davanti e una dietro centrale, in realtà Pigreco ne ha quattro perché le due posteriori sono affiancate e collegate da una mini traversa... È questa forma archetipica a dare dinamicità a una sedia nata per una tesi di laurea e diventata icona!
«Nell’ambito della sedia non vedo cos’altro si possa inventare, ma questa mi pare che sia più che sufficiente»: così disse l’aspirante designer Tobia Scarpa quando nel 1959 presentò come tesi di laurea presso l’Università di Venezia quella che poi diventò la sua sedia più famosa.
Tobia Scarpa voleva realizzare una seduta dinamica in grado di trasmettere il senso dello spazio, e per farlo si era ispirato alla forma archetipica del triangolo: le gambe posteriori sono ravvicinate – a tal punto che quasi si fondono in una sola – e insieme a quelle anteriori sorreggono uno schienale arrotondato che è tutt’uno con i braccioli.
Una forma che abbina solidità a leggerezza, quasi un monolite avvolgente e dinamico che negli anni è diventato, ed è ancora oggi, fonte d’ispirazione per designer e aziende; e, sviluppando l’idea iniziale, in alcuni casi si è arrivati ad avere davvero un’unica gamba posteriore...
PIGRECO designer: Tobia Scarpa anno: 1959
Deve il suo nome alla forma creata dalle due gambe ‘sorelle’ che presenta sul retro e dallo schienale, che richiama proprio la lettera greca. Prodotta da: Tacchini.
Nel 2022 è stata rieditata in soli 200 pezzi firmati e da collezione, realizzati in noce canaletto con rivestimento del sedile in uno speciale tessuto.
La quinta edizione del Radicepura Garden Festival di Giarre, in Sicilia, si apre il 17 maggio con il tema'Chaos and the Order in the Garden'. Da non perdere i 10 giardini temporanei di architetti e paesaggisti under 36
Se amate il verde, il design e i luoghi che uniscono bellezza e creatività, segnatevi questo appuntamento: torna il Radicepura Garden Festival, la biennale internazionale dedicata al paesaggio mediterraneo, in programma dal 17 maggio al 7 dicembre 2025 a Giarre (CT), in Sicilia.
Nel Parco Botanico Radicepura sarà possibile visitare 10 giardini temporanei e 7 giardini permanenti, realizzati con le piante messe a disposizione da Piante Faro.
Primo evento internazionale dedicato al garden design e all’architettura del paesaggio del Mediterraneo, il Festival coinvolge grandi protagonisti del paesaggismo, dell’arte e dell’architettura, giovani designer, studiosi, istituzioni, imprese.
Il tema di quest’anno è “Chaos and the Order in the Garden”. Un invito a scoprire come anche il giardino, oggi, possa riflettere i cambiamenti del mondo contemporaneo, diventando uno spazio in cui convivono libertà e progetto, spontaneità e armonia.
I progetti selezionati – oltre 1.100 candidature da 62 Paesi – vedono protagonisti giovani paesaggisti under 36 affiancati da figure di riferimento dell’architettura del paesaggio: James Basson, Sarah Eberle, Michel Péna, Paolo Pejrone, Andy Sturgeon.
A queste installazioni si affiancano le opere di artisti e designer che indagano l’elemento naturale attraverso linguaggi diversi: Emilio Isgrò, Adrian Paci, Alfio Bonanno, Giò Forma, Studio Coloco, tra gli altri.
Il festival si svolge all’interno di un parco botanico di 5 ettari, un archivio vegetale con 3.000 specie e 7.000 varietà tra piante tropicali, mediterranee, rare e fossili. Un contesto che diventa laboratorio di biodiversità, design biofilico, cultura del paesaggio.
Durante l’evento ci saranno mostre, incontri, installazioni artistiche e appuntamenti culturali per chi vuole esplorare il verde come forma di espressione e benessere quotidiano.
Con oltre200.000 visitatori, 60 giardini realizzati, 200 eventi e 25.000 studenti coinvoltinelle edizioni precedenti, Radicepura è diventato un punto di riferimento per il paesaggio mediterraneo, ma anche una piattaforma per chi sogna un futuro più verde, condiviso e creativo.
Visitate il festival se.. Amate l’arredamento da esterni e cercate nuove idee, siete appassionati di giardini, natura e paesaggio; se siete architetti, garden designer, vivaisti. Per chi cerca un’esperienza diversa, tra arte, sostenibilità e bellezza.
Prima di tutto predisponi attacchi e scarichi per l’acqua del lavello e prese di corrente per il piano cottura. E in questi tre esempi scopri che bastano pochi metri quadri!
BALCONE
Sul balconcino la zona cottura sfrutta la profondità di cm 125 con un monoblocco con lavello e sul top si mette un modulo a induzione o a gas. Un tavolino da ø cm 60 e pieghevole è perfetto per 2.
TERRAZZO
In terrazza la cucina completa di lavello e piano a induzione/gas si allestisce lungo il muro perimetrale, l’area pranzo si ricava di fronte con tavolo, panca e sedie per 8. Sull’altro lato c’è anche la zona relax.
GIARDINO
In giardino l’area cottura e pranzo si organizza sotto il portico/pergola. La cucina si può sviluppare ad angolo con doppio lavello su un lato, più fuochi, griglia e forno per la pizza sull’altro. Sul lato opposto degli armadi per stoviglie e accessori, al centro il maxi tavolo per 10-12.