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CasaFacile di Giugno 2025: l’editoriale della direttrice

Un giornale di arredo non è semplicemente un giornale, ma un luogo in cui riconoscersi... Ti aspettiamo in edicola!

Bastava mettere due sedie di spalle e posare una tovaglia sugli schienali, per costruirsi un rifugio; bastava strisciare sotto il letto, infilarsi nella nicchia accanto all’armadio; bastava accucciarsi dietro una poltrona, tra la finestra e la tenda o dentro uno scatolone rovesciato... Da bambini il grande spazio della casa conteneva infiniti altri spazi possibili che ci si svelavano con facilità: bastava aver voglia di giocare o seguire quell’impulso, che ogni tanto prende, a nascondersi.

Crescendo, la nostra idea dello spazio si è irrigidita, ha iniziato a correre lungo i perimetri delle stanze facendoci credere che gli ambienti si generino costruendo muri. Così se abbiamo bisogno di stare soli dobbiamo chiudere una porta, se abbiamo desiderio di un piccolo rifugio pensiamo di doverlo cercare in case diverse dalla nostra. Eppure c’è un modo per ritagliare spazi nello spazio anche quando si è grandi, senza doversi infilare sotto un tavolo: usare la luce.

Me ne sono accorta quando una lampada ricaricabile mi ha indotta a disegnare di sera tenendo accesa solo lei nel buio del soggiorno: il suo cono illuminato ha la stessa magia della tenda di stoffa in cui mi rifugiavo a giocare nella mia cameretta.

Poi è arrivata l’abitudine di fare la doccia prima di coricarmi accendendo solo una candela, e anche lì è stato come scoprire un bagno nuovo con la fiamma che trasforma i confini geometrici delle pareti in un ambiente simile a una bolla (o, per chi se le ricorda, alle camere dei Barbapapà!). Le luci giuste sanno sempre ricavare stanze nelle stanze: pensate all’angolo lettura – una seduta e una lampada – che diventa porzione del soggiorno o di una camera da letto.

Anche la luce naturale è un ottimo architetto di spazi. Penso ai sottotetti che diventano case aprendo finestre in falda. Ma penso anche alle tende, leggere per velare e scure per schermare: pieno sole se si vuole studiare, disegnare, cucinare, luce morbida per rilassarsi, chiacchierare, meditare; modulare l’illuminazione permette di costruire infiniti rifugi dentro casa, come con le spalliere delle sedie e la tovaglia nei giochi da bambini. Perché è la luce, più dei muri, a disegnare il mondo che abitiamo.

Francesca Magni, direttrice

Home staging: un servizio e un mestiere da conoscere

È una tecnica di marketing che ha 50 anni ma in tanti ancora non sanno di cosa si tratti e non sanno di averne bisogno. Per vendere o per affittare una casa. Oppure come svolta professionale. Ecco cosa fa l’home stager, come diventarlo e le testimonianze di chi ne ha fatto l'attività della vita

Nato in America negli Anni ’70 e utilizzato in tutto il mondo, l’home staging è una tecnica di marketing immobiliare che si sta diffondendo anche in Italia. È un allestimento temporaneo che viene ‘messo in scena’ per valorizzare e presentare al meglio una casa, con un intervento mirato sull’aspetto estetico e funzionale degli spazi. L’obiettivo è preparare l’immobile per il mercato, dargli un look specifico, aumentare il numero di visite e ridurre i tempi di trattativa.

COME FUNZIONA
Non è una ristrutturazione né un progetto di interior design: l’home stager professionista cura l’immobile soltanto per il periodo della vendita o dell’affitto e punta a ‘stimolare’ l’immaginazione del cliente con dettagli emozionali. Se la casa è vuota la allestisce con un mix di mobili veri e di cartone 3D per aiutare a visualizzare gli ingombri, aggiunge accessori, luci e tessuti; se è già arredata interviene con un decluttering, per svuotare ed eliminare oggetti personali. Se la casa è buia punterà a creare un ambiente più luminoso. Non ultimo, l’home staging è una strategia di comunicazione visual: tramite un servizio video o fotografico professionale rende l’immobile attrattivo anche per i clienti online.

A CHI PUÒ ESSERE UTILE
Il servizio è richiesto dalle agenzie immobiliari, dai property manager, dai costruttori e dai privati. Secondo i dati delle associazioni professionali*, dopo un intervento di home staging il 93% degli immobili viene venduto con un tempo di permanenza sul mercato di 35 giorni contro i 174 classici. Lo sconto in fase di trattativa è del 3% rispetto al 7,8% che si ha di media. Per gli affitti brevi si ottiene una prima prenotazione dopo 4 giorni, con un tasso di occupazione dell’immobile del 50% e un aumento del prezzo di locazione del 25%. (*Ricerca nazionale su dati 2023 realizzata dalle due Associazioni di categoria professionale italiane APHSI e HS Lovers e Report EAHSP 2025).

PERCHÉ FARLO
Quando si possiede un immobile sul mercato da mesi e non si riesce a vendere, perché datato o arredato in maniera troppo personale. Quando la casa è vuota e risulta spoglia e fredda. Se si ricevono offerte troppo basse e si vuole massimizzarne il valore, senza accettare eccessivi ribassi. Se si vuole incrementare il numero di visite sui portali web. Va detto che l’home staging è un servizio poco conosciuto dai proprietari, viene usato soprattutto dalle agenzie immobiliari; il settore che lo sta chiedendo sempre di più è quello turistico e dell’hospitality, dove l’home stage fa attività di redesign.

QUANTO COSTA
Non esiste un tariffario ufficiale e ogni home stager può proporre un proprio preventivo in base agli interventi, al progetto, alla metratura e categoria dell’immobile, alla sua esperienza.

COME DIVENTARE HOME STAGER

Ci vuole passione, certo. Ma per fare dell’home staging una professione servono competenze di marketing, di comunicazione, di styling e di fotografia. In Italia è un’attività in crescita ma ancora di nicchia con una stima di circa 1.000 - 1.500 addetti. Spesso gli home stager vengono confusi con gli arredatori d’interni ma il percorso formativo è diverso: non esiste un albo però ci sono due associazioni di categoria riconosciute dal Mimit, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, (APHSI e HS Lovers) che rilasciano attestati di qualità.

CHI SONO LE HOME STAGER
«Il profilo è femminile, dai 40 anni in su. Molte sono già architetti o designer d’interni ma ci sono anche agenti immobiliari, ingegneri o operatori del mondo della pubblicità» spiega Laura Vimercati, presidente APHSI - Associazione Professionisti Home Staging Italia. «Non è necessario arrivare da un settore affine alla casa ma è richiesta una visione imprenditoriale, la capacità di fare un business plan, di pianificare, di proporsi ai clienti. Spesso si pensa che basti saper sistemare due cuscini e due candele: non è così. Le associazioni erogano ai propri associati crediti formativi a fronte di formazione e aggiornamento costanti per il rilascio annuale dell'attestato di qualità e qualificazione dei servizi, oltre a offrire un network a cui appoggiarsi».

CHE PERCORSO FARE
«In Italia l’home staging non richiede attestati ma frequentare un corso di formazione è la via per presentarsi al meglio sul mercato» spiega Fosca de Luca, fondatrice dell’Accademia Italiana Staging & Redesign. «Proponiamo percorsi in cui si imparano regole di styling, progettazione, allestimento. Insegniamo a effettuare un sopralluogo, a capire le volumetrie, a redigere un preventivo, a studiare il target e il profilo del cliente. Diamo elementi di psicologia di marketing, di analisi del mercato, di normativa fiscale...». Il costo dei corsi in Italia è variabile, dai 1.400 euro in su.

SU COSA BISOGNA INVESTIRE
«Al primo incarico bisogna comprare tutto: è un investimento che rientrerà dopo circa 3 commesse» avvisa Arianna Guanziroli, titolare di Aria di Casa Home Staging. «Devi anche avere lo spazio per stoccare i materiali, i mobili veri o di cartone, gli accessori, i tessili, le lampade, insomma l’allestimento completo». «Poi c’è l’attrezzatura fotografica, la gestione della contabilità, la logistica: si fanno veri traslochi!» aggiunge Sara Bortoluzzi, home stager a Bologna. «A volte devi appoggiarti ad artigiani per piccole riparazioni, per le pulizie. Ma il ritorno, se sei ben organizzata, c’è».

COME FARSI NOTARE
«Siamo partite nel 2013 e oggi i nostri clienti sono principalmente le agenzie immobiliari che già ci hanno apprezzato: il passaparola funziona bene, ma all’inizio bisogna farsi conoscere e crederci» consiglia Susanna Giacomini, titolare insieme a Laura Giannini di Boîte Maison. «Alcuni anni fa abbiamo incontrato Barb Schwarz, l’inventrice americana dell’home staging: alla mia domanda su come far apprezzare meglio il valore del nostro servizio ha risposto “Mettiti il cuore in pace, io ci ho messo 10 anni a farmi capire!”. Insomma, il portafoglio clienti va costruito e gestito nel tempo, senza pensare di avere subito un ritorno».

LE TESTIMONIANZE DELLE HOME STAGER

ARIANNA GUANZIROLI, titolare di Aria Di Casa Home Staging di Alzate Brianza (Como)

«Ho lavorato per 12 anni in un'agenzia immobiliare e mi occupavo anche di curare la pubblicità sul sito. Mi ‘bruciava’ sempre vedere che delle bellissime case venivano fotografate male e si presentavano peggio: un giorno però una home stager ha telefonato in agenzia per offrire il suo servizio e grazie a lei mi sono illuminata! Ho trovato una scuola di home staging a Milano (era il 2016) e ho iniziato a sperimentarlo sulle case che l’agenzia aveva in listino.

Sono andata avanti così per un periodo, lavorando anche il sabato e la domenica, ma quando ho compiuto 40 anni e le mie figlie sono diventate un po’ più grandi mi sono detta: o mi lancio adesso nella libera professione o mai più. E mi sono licenziata, continuando a proporre le opportunità dell’home staging anche ad altre agenzie perché era il mio settore, conoscevo già il linguaggio e avevo molti contatti. Ma si può collaborare anche con investitori immobiliari, costruttori e oggi con gestori di case vacanze. Io, per esempio, lavoro nella zona del lago di Como che negli ultimi 5 anni ha avuto un grande sviluppo turistico e sono venuta in contatto con diversi property manager.

La mia storia è sicuramente quella di tante donne che vogliono reinventarsi dopo la maternità, che cercano un lavoro flessibile e creativo. Ma è necessaria una buona formazione iniziale, essere ben organizzati e avere un occhio fotografico, perché oggi la casa viene prima vista sui portali immobiliari e poi viene visitata. Bisogna essere abili nell’allestimento, nello styling, nella fotografia e ricordarsi che si sta facendo un’attività di marketing.

Il lato oscuro di questa professione è proprio essere viste come ‘donne annoiate che mettono due cuscini e due candele e tutto diventa bello’, in realtà ci sono sempre studio e preparazione dietro un allestimento.

I costi del servizio dipendono dalla qualità del materiale, se è incluso il servizio fotografico, se si sta lavorando su un immobile a Milano o in provincia, ognuna ha un suo tariffario. Posso dire che se si lavora con serietà, impegno e non con l'idea di fare un hobby è una professione con cui si può vivere abbastanza bene. Dipende anche dalla struttura che si ha o si vuole avere: ci sono home stager che fanno anche 15 allestimenti di appartamenti vuoti in un mese e contano su molti collaboratori, su un magazzino grande, su una logistica ben organizzata. Io ho scelto la mia ‘misura’: ho in magazzino lo staging per 5 appartamenti.

Il buon senso dice di cominciare al primo incarico comprando tutta la prima attrezzatura: si rientrerà dell’investimento al terzo utilizzo e ne servirà magari poi un’altra per gestire lavori in contemporanea. Poi andrà rinnovato perché cambiano le tendenze, i materiali si usurano, ci si stufa stufa di vedere le stesse foto sui social… Tra colleghe facciamo spesso mercatini di scambi, utili sia a chi deve avviare un magazzino a costi contenuti sia a chi deve rinfrescare la sua attrezzatura».

LAURA VIMERCATI, presidente APHSI - Associazione Professionisti Home Staging Italia di Milano e Co-founder di Home Staging Training Lab 

«Faccio home staging da 15 anni e posso dire che tutto sta cambiando molto velocemente: quando ho iniziato io c’era solo materiale americano, libri che parlavano di Barb Schwarz, la fondatrice del metodo. Eravamo delle sperimentatrici. Da disciplina perfettamente sconosciuta siamo passati a pratica molto inflazionata, così oggi spesso mi ritrovo a dire cosa non è l’home staging perché è molto travisato.

Vengo dal mondo dell'alta decorazione d’interni per progetti tailor made, ho lavorato in una società internazionale poi per un'agenzia immobiliare: l’impatto dal mondo del lusso a quello delle case da vendere è stato forte, e lì mi sono chiesta quale poteva essere il modo per presentarle meglio. La risposta è arrivata da Barb Schwarz: le ho scritto e grazie al suo mentoring e a un corso di preparazione ho deciso di fondare insieme ad altre colleghe l’associazione AHSPI, mosse dalla consapevolezza che l’home staging è uno strumento potentissimo nel settore immobiliare e che occorre sia divulgarlo sia riconoscerlo a livello professionale. È un mestiere e non un hobby, è una libera professione dove si entra in un mercato altamente competitivo e bisogna arrivarci con una formazione strutturata, senza mai smettere di approfondire e aggiornarsi.

Il profilo dei nostri associati è femminile, è entrato adesso anche un property manager 30enne ma la maggioranza sono architetti donne, interior designer, agenti immobiliari tra i 40 e i 50 anni che desiderano acquisire nuove competenze ed esplorare nuovi mercati.

APHSI seleziona molto i nuovi ingressi, mettendo alcuni paletti. Per associarti devi aver fatto un corso di formazione o impegnarti a farlo entro 6 mesi, chi entra come junior può fare il suo percorso per diventare ‘pro’. Non è una professione regolamentata da un albo, né assimilabile a quella dell'architetto, non è necessario fare un corso per dirsi home stager ma la legge 4 del 2013 dà la possibilità alle professioni non organizzate in albi o ordini di poter essere iscritte a un registro attraverso associazioni che le rappresentano, in modo da poter avere un riconoscimento, non giuridico.

Quanto si guadagna? Per fatturare tanto dipende dal tuo posizionamento, io per esempio lavoro nel luxury da 15 anni e ho un potere contrattuale diverso da chi esce adesso da un corso, come un libero professionista qualsiasi. Ho un magazzino di 300 mq dove tutto è catalogato e dove si svolgono i corsi di TRAINING LAB, le giornate pratiche di allestimento, styling e fotografia, durante le quali insegno come nasce un progetto, le regole dello styling, come si impostano i set da fotografare, come lavorare in modo ottimale con il fotografo, come selezionare i props di scena più idonei, fino alla gestione del magazzino e della logistica.

I costi? La quota associativa è di 200 euro all’anno, il nostro corso di formazione costa 1.497 euro. Come associazione forniamo a chi si iscrive formazione costante con incontri mensili, la contrattualistica per lavorare, il tutoring, le lettere d’incarico, le convenzioni con assicurazioni, fiscalisti, avvocati. Oltre al certificato di qualità che puoi allegare alla tua presentazione».

ALESSANDRA CRIPPA, titolare di Decoé Home Staging di Madrid (Spagna)

«A 25 anni ho lasciato l’Italia per lavorare sulle navi da crociera e girare il mondo. Quando ho scoperto di essere incinta io e il mio compagno abbiamo deciso di fermarci e di cercare un luogo simile a quelli vissuti durante i nostri viaggi, senza inverni. Destinazione: Canarie. Qui è nata la nostra seconda figlia e abbiamo comprato casa.

Con l'arrivo della pandemia tutto è rallentato ma per me è stato un momento prezioso: ho seguito corsi di crescita personale e ho scoperto la gioia di trasformare gli spazi, donando loro nuova vita, armonia e luce. Mi sono quindi iscritta a un corso online di Interiorismo y Diseño Técnico, che mi ha fornito tutte le competenze necessarie, dal disegno tecnico i rendering in 3D. Non è essenziale per essere home stager, ma per me, amante della precisione, è fondamentale per comprendere lo spazio e scegliere mobili con le proporzioni perfette.

Poco dopo ci siamo trasferiti a Madrid, lasciando la nostra casa di Fuerteventura, trasformata con successo in casa vacanze, il mio primo progetto dell’anima. L’arrivo a Madrid è stato un bel salto. Passare da un’isola senza inverni e senza semafori a una capitale con sciarpa e cappotto che viaggia in quinta è stato forte, ma ce l’abbiamo fatta! Nel 2024 è nata Decoé Home Staging e oggi lavoro con agenzie, investitori e privati, occupandomi di ogni tipo di casa, da quelle usate a nuove costruzioni o ristrutturate.

In Spagna l’home staging cresce sempre di piú (soprattutto nelle città) mentre in Italia, quando racconto cosa faccio, amici e parenti mi guardano ancora sorpresi… Voglio credere che sia solo un’eccezione! Secondo la AHSE (Asociación de Home Staging de España), il 75% delle case preparate con home staging si vende in meno di 90 giorni con un aumento del valore fino al 20%. Le mie quasi sempre nella prima settimana.

Il mio segreto? Lavorare con passione, non solo per incassare. La vera felicità per me è ridare dignità agli spazi, farli brillare, aggiungere quel tocco di colore e quel dettaglio strategico che fa la differenza, e poi ricevere quei messaggi che scaldano il cuore: “Ale, la casa è già venduta, e senza sconti!” ¡Olé! Quando ami davvero ciò che fai, i risultati vanno ben oltre i numeri. Questa mia passione autentica si trasforma in vera e propria energia che si riflette nella casa. E la casa in un attimo, vola via!».

SARA BORTOLUZZI, Home staging & Photography a Bologna

«Ho lavorato per 20 anni nel settore della meccanica legata al packaging, come project manager. Ho un Master in Economia e ho studiato Scienze internazionali, ma a un certo punto della vita ho avuto bisogno di cambiare, di recuperare le passioni che mi avevano animata da ragazza e alle quali avrei voluto agganciare dei percorsi di studi legati all'architettura e alla fotografia.

Sono di Treviso, ho frequentato l'università a Forlì poi mi sono trasferita a Bologna: è qui che ho seguito un corso di home staging per imparare le tecniche professionali e avviare la mia attività. Non mi sono licenziata all’improvviso: ho frequentato il corso mentre lavoravo ancora nella mia azienda, c'è stato un periodo di sovrapposizione e poi sono uscita in modo concordato.

Ho iniziato a lavorare a tempo pieno come home stager quando mi sono sentita pronta sotto ogni aspetto: organizzativo, commerciale, logistico e comunicativo. Bisogna ricordare che questa è un’attività imprenditoriale a tutti gli effetti. E non è legata al gusto personale di chi interviene: l’obiettivo dell’home staging è spiegare gli spazi attraverso un processo visuale ed emotivo, per poi arrivare a cercare di vendere al meglio l'immobile in base al target di riferimento.

Per i primi allestimenti acquisti tutto il materiale, devi avere un magazzino (io ne ho 3) e cercare una tua 'nicchia': c'è concorrenza, è vero, ma c'è ancora spazio per chi vuole lanciarsi nel settore. Io per esempio non seguo il lusso, lavoro in modo indipendente ma mi appoggio a collaboratori per il trasporto, per piccole attività artigianali come tinteggiatura, impianti elettrici, pulizie. Lo studio e l'allestimento li seguo in prima persona perché voglio avere la responsabilità del progetto, così come ho un database gestionale per essere sempre superorganizzata. I miei trascorsi da commerciale sono stati molto utili!

Il mio primo lavoro da home stager è stato un appartamento privato dove ho messo in pratica quanto appreso al corso: lì ho capito che poteva essere un'attività vera e propria. Si comincia sempre con il giro dei propri conoscenti, poi si contattano gli agenti immobiliari per proporsi e si cerca così di crearsi la propria clientela».

SUSANNA GIACOMINI, titolare con Laura Giannini di Boîte Maison di Varese

«Ho cominciato a occuparmi di home staging 12 anni fa. Avevo un'agenzia di comunicazione, la mia socia Laura lavorava con me e la nostra formazione è stata importante perché eravamo già abituate a vedere la casa come un prodotto da vendere.

Nel nostro mestiere a volte devi allestire una casa vuota, altre devi fare ‘decluttering’ di un appartamento ancora troppo vissuto e personalizzato, poi c'è la casa che deve essere affittata. Raramente incontriamo i proprietari: lavoriamo con agenzie immobiliari e property manager. A loro diciamo sempre che l’home staging non può nascondere i difetti e non ti fa vendere a un prezzo superiore, piuttosto ti aiuta a non farti chiedere uno sconto.

Come allestiamo? Dipende, mettiamo sempre il tavolo vero e le sedie, perché magari i clienti si siedono a trattare. Usiamo un divano di cartone rivestito con un tessuto anche se è capitato che qualche cliente ci si sedesse sopra e ce lo sfasciasse! A volte troviamo già la cucina e a volte magari una camera da letto. Il vantaggio dei mobili di cartone non è tanto il prezzo ma la logistica, perché si piegano e si mettono in auto. Una volta consigliavamo anche il materasso gonfiabile, adesso no perché poi si sgonfia, si rompe e magari lo devi buttare via. Le cucine di cartone poi sono bellissime, ci sembra di essere delle bambine che giocano con la casa delle bambole, anche i clienti sono spesso colpiti da quanto sembrino reali.

Io e Laura ci siamo divise le competenze, lei è più tecnica io mi occupo più dello styling: quando entro nell'appartamento ormai so già tutte le cose che ho e che porterò dai nostri due garage strapieni. All’inizio bisogna impegnarsi molto per cercare clienti, oggi ci chiamano agenzie con le quali abbiamo già lavorato e anche i costruttori.

Sono passati 15 anni da quando l’home staging è arrivato in Italia ma tra i privati il servizio non è ancora diffuso. I più propositivi sono i giovani agenti che magari investono in prima persona nell’home staging perché hanno capito che porterà benefici a trattativa: tra i nostri clienti, ce n’è uno che ci ha affidato 18 immobili».

FOSCA DE LUCA, fondatrice dell’Accademia Italiana Staging & Redesign di Bologna

«Oggi l'home staging vive una fase ‘evolutiva’: all'inizio era legato solo alle case da vendere, quindi con scenografie finte che si usavano solo per il periodo di vendita dell’immobile. Da diversi anni abbiamo trasferito queste competenze legate al marketing immobiliare anche al settore turistico e degli affitti brevi, dove si tratta più di un interior design vero e proprio, quindi anche la formazione è cambiata. Non si tratta più solo di avere competenze del mondo marketing e comunicazione, oggi la nostra Accademia forma il professionista che fa staging sia per la vendita sia per l'hospitality turistica o per le case per studenti o per gli affitti lunghi.

Le persone che si formano da noi cercano un'altra attività nella vita: abbiamo avvocati, medici, esperti di finanza, giornalisti con la passione per la casa e per l’interior design, architetti che si vogliono specializzare, tecnici del settore come agenti immobiliari e fotografi.

Io ho iniziato nel 2010 a occuparmi di home staging e l’Accademia è nata nel 2015: da allora ho formato circa 1.300 professionisti. Ho studiato comunicazione e marketing, sono stata agente immobiliare e ho lavorato nelle costruzioni per anni, poi ho coinvolto altri colleghi nell’idea di creare una scuola per chi voleva intraprendere questa attività.

I nostri corsi sono in formula mista, online in diretta streaming e con delle giornate in presenza. Chi oggi fa home staging a livello professionale sicuramente è passato da un corso di formazione perché è un'attività molto particolare che richiede competenze di styling, progettazione, allestimento. Insegniamo a effettuare un sopralluogo, a capire le volumetrie, a redigere un preventivo, a studiare il target e il profilo del cliente. Diamo elementi di psicologia applicata al marketing, di analisi del mercato, di normativa fiscale.

In Italia il grande scoglio da superare per far decollare il nostro settore è l’immobiliare. L'anno scorso ho fatto uno stage negli Stati Uniti: in America per gli agenti è normale preparare una casa prima di venderla, quindi è prassi contattare l’home stager e farlo pagare al proprietario. Da noi si comincia a cambiare mentalità ora grazie agli agenti più giovani e aggiornati sulle nuove regole di vendita, tra le quali anche l'home staging».

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CasaFacile: il numero di Giugno 2025

È in uscita il nuovo numero di CasaFacile. Ecco cosa trovi al suo interno!

COSA C’È DI NUOVO

  • CasaFacile Digital Week
  • Reportage CF Floating Home
  • News & Trend
  • Talent Scout
  • City Guide
  • Lo shopping del mese
  • Tendenza blu Klein
  • Architetti & Designer
  • Icone del design
  • Icone & figli

SCUOLA DI STILE

Scelte inaspettate: rosa magnetico
♫ “Pink+ White” di Frank Ocean

Il bello di vivere in mansarda. Bagnati dal sole
♫ “It isn’t perfect but it might be” di Olivia Dean

Ambienti da riempire di vita: chic e funzionale
♫ “Out of the game” di Rufus Wainwright

FOCUS — RIFARE CASA

Ristrutturare e... sopravvivere alla burocrazia!

PRIMA & DOPO

Nuovi schemi abitativi: stanze in dialogo

IDEE E SOLUZIONI

  • Relax all'aperto: gli arredi base (e le piante giuste)
  • Scegliere la cucina
  • Arredare con la graniglia gialla
  • Home staging: un servizio e un mestiere da conoscere

DÉCOR E VERDE

  • Elogio della linea curva, progetto morbido
  • Vasi decorati... a matita!
  • A tavola: con la tovaglia Vichy, in verde
  • Ci vuole un fiore (anche in cucina!): la camomilla
  • Allena il tuo pollice verde: misteriose Tillandsie
News

A Parma torna il Festival della Lentezza 2025

Dal 6 all’8 giugno tre giorni di incontri, spettacoli, musica e laboratori. Per riflettere su come viviamo il tempo e i luoghi che abitiamo

Giunto alla sua undicesima edizione, dal 6 all’8 giugno 2025 torna a Parma il Festival della Lentezza. Un appuntamento culturale che negli anni ha saputo affermarsi come spazio di riflessione sul valore del tempo, delle relazioni e del vivere quotidiano in modo più consapevole.

Il tema scelto per quest’anno è quello del “filo rosso”, ispirato alla leggenda giapponese che racconta di un filo invisibile capace di legare persone destinate a incontrarsi. Questo simbolo è il punto di partenza per una serie di eventi che spaziano tra letteratura, musica, teatro, incontri, laboratori e progetti partecipativi, con l’obiettivo di stimolare un pensiero critico sulla contemporaneità e sulle modalità con cui abitiamo il mondo – non solo le nostre case, ma anche i nostri legami sociali e culturali.

Il calendario di eventi è già stato anticipato il 23 marzo con una lectio magistralis di Alessandro Baricco all’Auditorium Paganini, che ha registrato il tutto esaurito.

Nei tre giorni principali, il programma vedrà protagonisti ospiti del panorama culturale italiano: venerdì 6 giugno Michele Serra (giornalista e scrittore) Sofia Pasotto (attivista per i diritti umani), Stefania Andreoli (psicoterapeuta); sabato 7 giugno Paolo Rossi (attore e comico) ed Espérance Hakuzwimana (scrittrice); domenica 8 giugno Gad Lerner (giornalista), Antonio Scurati (scrittore Premio Strega) e Mario Brunello (violoncellista).

Accanto agli incontri, il Festival propone mostre, spettacoli, performance, installazioni e laboratori, distribuiti in diversi luoghi della città. Una delle principali novità dell’edizione 2025 è il coinvolgimento diretto del quartiere che ospita il Festival.

Tra aprile e maggio un laboratorio creativo ha coinvolto gli studenti dell’Università di Parma, i giovani e gli educatori del Progetto Itaca e un gruppo di residenti tra Borgo delle Colonne e Piazzale Salvo D’Acquisto. L’obiettivo? Realizzare un intervento urbano condiviso e simbolico, in grado di “legare le case” e mettere in connessione persone, spazi abitativi e storie quotidiane. Un’esperienza che ha unito design sociale, creatività e partecipazione civica.

Il Festival della Lentezza è un evento culturale e l’occasione per riflettere su come abitare in modo più consapevole e umano i nostri spazi, siano essi privati o pubblici. Le attività proposte spingono a ripensare i luoghi del vivere – case, cortili, strade, quartieri – dal punto di vista estetico, funzionale, simbolico.

Mobili fai da te

Come realizzare una libreria su misura a muro

Simona Ortolan

Simona Ortolan  •  Il pampano

Blogger CF Style

In questo progetto di fai-da-te ho trasformato un corridoio caotico e poco sfruttato in uno spazio funzionale e ordinato, realizzando un armadio su misura con alcuni arredi di recupero e integrando una libreria costruita da zero. Un'idea perfetta per chi vuole riorganizzare la casa con creatività, sostenibilità e soddisfazione personale!

Chi ha detto che i corridoi devono essere solo zone di passaggio? Spesso sottovalutati, questi spazi possono offrire un grande potenziale di contenimento e organizzazione. Nel mio caso, l’esigenza è nata da un doppio cambiamento: il corridoio era diventato un punto critico di disordine e nel frattempo dovevo spostare una libreria che era in camera di mia figlia.

Con qualche arredo recuperato dalla cantina e tanta voglia di rimettere ordine, ho progettato un armadio su misura che rispondesse esattamente alle esigenze di quello spazio stretto e lungo.

Ho utilizzato due moduli armadio bianchi, una serie di moduli singoli, un vecchio porta CD  a colonna e ho costruito una libreria ad hoc, su misura per completare la parete e creare una continuità visiva e funzionale.

Vuoi provarci anche tu? Ecco come ho fatto! Ovviamente andrà adattato agli spazi e alle esigenze della tua casa. Il mio armadio nasce da un mix di elementi che avevo già e da una nuova libreria.

La prima cosa che ho fatto è stato mettere in posizione i primi moduli, uno di 75x38x246 cm che ho adibito a scarpiera, un modulo 100x38x246 cm per le giacche e una serie di piccoli contenitori 35x35x35 cm e 35x35x70 cm sovrapposti. Per rendere tutto omogeneo ho posizionato i piccoli moduli in modo che risultino in linea con le ante dell'armadio. Nella parte superiore ho chiuso lo spazio che si crea tra l'armadio e il soffitto con un pannello di MDF e ho poi stuccato e dipinto di bianco. Tutti i moduli sono fissati tra loro con le apposite viti passati. A questa soluzione ho aggiunto la libreria su misura e ho poi chiuso il progetto con un mobile ruotato di 90 gradi rispetto a questa composizione per contenere i CD e che ho adattato nelle misure.

Ora ti spiego, passo passo, come costruire la libreria su misura, partendo da un progetto semplice e facilmente personalizzabile. L’idea è imparare il metodo, così potrai creare un mobile che si adatti perfettamente al tuo spazio.

Occorrente

  • Pannelli in legno OSB e in MDF
  • colla da legno
  • viti da legno autofilettanti
  • tasselli e viti
  • squadre in acciaio per fissaggio al muro
  • squadrette in acciaio per ripiani
  • metro e matita
  • bolla
  • matita
  • carta vetrata
  • seghetto alternativo
  • trapano e avvitatore
  • pinze e giravite
  • primer e smalto
  • rullo e pennello
  • pistola a spruzzo

Prima di procedere con la realizzazione del progetto è bene prendere tutte le misure corrette e verificare la possibilità di forare i muri. Sono quindi molto utili un rilevatore digitale e un distanziometro. Inoltre una livella laser ci aiuta a mettere in bolla tutti i pezzi.

Ho scelto i pannelli OSB perché sono economici, di grandi dimensioni e molto resistenti. A seconda della grandezza della libreria, puoi scegliere spessori da 1,5 cm a 2 cm. Come prima cosa, fai tagliare nei brico center i pannelli in OSB in base alla profondità della libreria. Trattandosi di tagli molto lunghi, è preferibile utilizzare una sega circolare professionale. Nel mio caso ho aggiunto anche dei pannelli in MDF spessi 1 cm che sono serviti per i ripiani più piccoli del porta CD e dei pannelli in MDF spessi 0,3 per il tamponamento laterale di rifinitura della colonna CD (visto che ne ho aumentato l'altezza).

Come si fa

  1. Prendi le misure della libreria e come prima cosa, taglia i pannelli di OSB in base all'altezza definitiva della libreria con il seghetto elettrico. Per la mia libreria ho usato pannelli OSB con spessore 1,5 cm. Rifinisci con la carta vetrata.
  2. Prendi le misure dei ripiani, taglia i pannelli e rifinisci con la carta vetrata. In questo caso, se la "luce" della libreria non è troppo ampia, puoi usare pannelli OSB spessi 0,9 cm. Ricorda che i libri sono spesso molto pesanti e il ripiano, se troppo sottile, potrebbe piegarsi o peggio spezzarsi. Quindi valuta bene lo spessore.
  3. Fissa il primo laterale della libreria al muro. Mettilo in bolla, posiziona la squadra in metallo e segna con una matita il punto dove posizionerai le viti (sul pannello) e i tasselli (a muro). Per una libreria alta meglio usare 3 squadre: una in alto, una in basso e una a metà del mobile.
  4. Fora il muro in corrispondenza dei segni, inserisci i tasselli e fissa con le viti la quadretta. Posizione il pannello e con le viti, fissa la squadra. A questo punto il primo pannello è posizionato. Se, come nel mio caso, hai un modulo armadio accostato, fissa il montante anche a quest'ultimo. Bastano alcune viti e un avvitatore.
  5. Ripeti la procedura anche per l'altro montante della libreria.
  6. A questo punto con una riga e la bolla, prendi l'altezza in cui dovrai sistemare i supporti per i ripiani. Tira una riga con la matita e crea la base per inserire i ripiani.
  7. Prendi 4 squadrette piccole, quelle che si usano come supporto per i ripiani, e avvitale nei punti corrispondenti sui montanti. Ripeti l'operazione per tutti i ripiani.
  8. Posiziona i ripiani sulle squadrette e con 4 viti e l'avvitatore, fissate ai montanti. In questo modo il mobile prenderà stabilità. Per maggiore sicurezza, si può aggiungere un po' di colla per legno sulla sezione dei ripiani.
  9. Quando la libreria sarà montata procedi con la finitura. Dai prima una mano di primer e poi passa al colore. Per stendere lo smalto, puoi usare il pennello, un piccolo rullo o ancora meglio, una pistola a spruzzo, per un lavoro più preciso.

 

 

 

Condominio

L’amministratore risponde: i mobili sul pianerottolo

Se i vicini di piano sono d’accordo, si possono tenere i mobili sul pianerottolo comune? Scopri cosa dice il Codice civile e una recente pronuncia della Corte di Cassazione

Risponde Pietro Tasca, titolare di Amministrazioni Tasca: «No, non è possibile. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 16934/2023. Questo perché i pianerottoli sono considerati spazi comuni, destinati al passaggio e non a usi esclusivi. La loro funzione principale è collegare i vari piani dell’edificio, garantendo a tutti i condòmini un transito sicuro e agevole.

L’articolo 1102 del Codice civile stabilisce che ogni condòmino può usufruire delle parti comuni, a patto che non ne modifichi la destinazione d’uso e non limiti il diritto degli altri condòmini di utilizzarle.

L’occupazione del pianerottolo con mobili violerebbe entrambi i principi, perché il pianerottolo verrebbe usato come spazio privato e non più di passaggio e perché ostacolerebbe il transito.

Pertanto, anche se i vicini di piano sono d’accordo, l’installazione di mobili sul pianerottolo è vietata.

Solo l’assemblea condominiale può autorizzare, con voto unanime, un uso diverso dello spazio rispetto alla sua funzione originaria. Via libera, invece, per gli oggetti piccoli (un vaso o un portaombrelli) o a collocazioni temporanee».

News

Fuorisalone 2025: il reportage dalla nostra Floating Home

Un’antica chiatta ormai a riposo sui Navigli milanesi si è trasformata durante il Fuorisalone in una CasaFacile galleggiante, piena di idee da copiare. Scopriamola insieme!

Il nostro evento al Fuorisalone di Milano ha trasformato CasaFacile in una Floating Home, una mini casa galleggiante progettata da Studio Pisk. Al centro un dehors accogliente dava l'accesso alla zona lounge (dedicata a workshop e laboratori) e alla Mini Home, una vera e propria casa di 37mq in cui il colore ha letteralmente ‘creato’ i vari ambienti. Scopriamola insieme!

L’ACCOGLIENZA QUI SI FA… FLUIDA! Schienali che si possono spostare in qualsiasi punto del divano, elementi estraibili che creano chaise-longue a scomparsa e i pouf Cube per aggiungere al volo altri posti per gli amici: a dare il benvenuto sulla Floating Home di CasaFacile c’era la versatilità di Liberty [Divani.Store].

NUOVE ENERGIE Una console realizzata in collaborazione con Eni, Plenitude e Enilive ha permesso ai visitatori di scoprire i vantaggi di far parte della famiglia [Eni].

IL VERDE NON è SOLO UN COLORE... grazie alla raffinata selezione di piante (aceri, agrumi, salvie) a cura di [Floricoltura Bariani Agostino].

A TUTTA LUCE (E RISPARMIO) L’angolo relax composto da tavolo OC in finitura wengé e poltroncine Joli in faggio tinto smoke rivestite in tessuto Mica Amber [Zilio A&C] è ospitato sotto la finestra per tetti 2 in 1 di [Velux]: con questa soluzione puoi installare due finestre in un unico telaio con profili extra sottili effettuando un unico foro (meno lavori, meno spese!).

IL CONSIGLIO: aggiungi alle tende le schermature solari esterne, terrai il caldo lontano dalle finestre per tetti, risparmiando sulla climatizzazione.

UNA MINI CASA IN 37 MQ Cucina, zona pranzo, salotto, camera, guardaroba: la Mini Home progettata da Studio Pisk è piena di spunti funzionali e décor. Un’architettura leggera separa gli ambienti senza dividerli e crea scenografie domestiche da cui trarre ispirazione per i propri spazi. Lampada Rosè Maxi in vetro verde acqua [Italamp]; le sedie Stella disegnate da Matteo Ragni e il tavolo Spy sono di [Billiani].

IL CONSIGLIO: Come definire le zone e le funzioni della casa in un open space? Con il colore, guarda il pavimento della mini home!

IL SALOTTO SI FA NOMADE con il divano modulare Nettuno in tessuto bouclé impermeabile e i pouf Cube in vari colori [Divani.Store].

CITAZIONI CHE PASSIONE Le abbiamo disseminate dappertutto e abbiamo voluto anche scriverle ‘in bella’ grazie al calligrafo Alfredo Sannoner e alle iconiche penne [Cross].

ACQUA&ACQUE Non potevano mancare in una casa galleggiante: in versione classica e con un ‘boost’ come Aquavitamin [Acqua Minerale San Benedetto].

CASAFACILE FA SCUOLA! Interessante la testimonianza del designer Matteo Ragni rivolta a 35 studenti di un liceo artistico.

FLOATING LAB Benvenuti nell’area lounge: qui ci si rilassa, si partecipa ai laboratori, ci si disseta, si gusta un buon caffè e si intrecciano relazioni che da sempre sono il cuore della community di CasaFacile. E il relax è ancora più completo quando ci si accomoda all’insegna del made in Italy, grazie a Divani.Store.

LANTERNE RIVISITATE Sono cilindriche e impreziosite dal vetro intagliato a mano le lampade Fata Morgana [Italamp] in finitura canna di fucile.

LA CUCINA CHE NON TI ASPETTI Bianca? No, bordeaux. Con un’anima green. Il modello Petty [Di Iorio Cucine], con maniglia a gola nera e top in HPL, ha le ante rivestite con foglia PET riciclata. Lo zoccolo ha un’altezza ridotta per regalare più spazio nelle basi. Un esempio? Sopra alla lavastoviglie a incasso se vuoi puoi mettere anche un cassetto!

CHI VUOLE UN CAFFÉ? Il protagonista degli incontri con la community lettrici & lettori è [Hausbrandt].

MADE IN ITALY anche sulle nostre tavole: i prodotti firmati [BF - Le Stagioni d’Italia] sono sostenibili e di alta qualità.

IL VARO della floating home è stato ancora più divertente e sfizioso con i mix originali e speziati di [Madama Oliva].

CAMERA CON VISTA Chi ha detto che testiera e giroletto devono essere dello stesso colore? Studio Pisk qui ha giocato a contrasto. E lo stile va d’accordo con la praticità: il letto Soleil [Divani.Store] è rivestito in tessuti con tecnologia Quick Clean e ha piedini in acciaio da 24 cm che facilitano le pulizie. Scenografica sul tavolino Earthenware [HKliving distr. da Design & Lifestyle Italia] la lampada Aurora [Italamp] presente nel living in versione da terra. Sul comodino lampada Papi-on disegnata da Studio Pisk per l’evento LighTOGether di fondazione TOG.

LA NICCHIA DÉCOR Ideale per mimetizzare elementi di servizio (un aspirapolvere per esempio), qui racchiude la cassettiera Blush [HKliving distr. da Design & Lifestyle Italia] con i vasi [Egal Ceramiche].

NELL'ANGOLO LETTURA La poltroncina Hippy [Billiani] e la lampada Caterina in metallo oro con diffusore in vetro bianco/verde [Italamp] sul tavolino Terrazzo [HKliving distribuito da Design & Lifestyle Italia].

GOODIE BAG Per architetti e digital creator CF style la borsa omaggio con caffè [Hausbrandt], bloc-notes [Letts of London] e penna stilografica [Schneider].

COLORI E MANI IN PASTA Con @cucinama anche le tagliatelle fatte in casa possono diventare ‘cartelle colori’ da abbinare poi con gusto.

DONNE DESIGNER La ‘cantastorie’ del design più seguita su IG è @gucki.it: con il suo racconto ha valorizzato molte progettiste degli anni del dopoguerra.

DEDICATO AGLI ARCHITETTI un gioco divertente&serissimo: i tarocchi proposti da @biancorossodesign letti da Zelide per progettare con più efficacia e soddisfare più clienti.

TRA UN WORKSHOP E L'ALTRO... Abbiamo scoperto che le chips non sono tutte uguali: quelle artigianali [Patatas Nana] fanno la differenza (come nell’arredo!) .

LA LUCE ZENITALE è più luce! Anche @la_nico_c ha giocato le sue carte… e siamo andati alla scoperta della luce che arriva dall’alto con [Velux].

MOODBOARD Come arredare la zona divano e la parete del letto? Con le moodboard di @pistacchio_e_caffe e [Divani.Store] abbiamo risolto i dilemmi décor più diffusi.

LA CAMERETTA IDEALE va disegnata dai bimbi! A loro disposizione tappeti [Nidi], colle, pastelli [Giotto] e l’aiuto de @ilpampano.

Nuovi progetti: rivoluzione in ingresso

Spostando l’ingresso direttamente sulla zona giorno e scambiando cucina e cameretta, questo appartamento d’epoca ha guadagnato un bagno e una cabina armadio in più... e la cucina a vista ha persino la penisola!

Una giovane coppia di lettori di CasaFacile ha acquistato un trilocale per andare a convivere. L’esposizione è praticamente tripla e i soffitti di questo appartamento d’epoca sono alti ben 335 cm.

L’organizzazione degli ambienti ha però poco senso, con un ingresso sul quale si affaccia l’unico bagno (troppo piccolo), la camera matrimoniale accessibile direttamente dalla cucina e quest’ultima nel punto più lontano dal soggiorno.

Per riorganizzare spazi e funzioni la coppia si affida all’architetta CF style Lorenza Pollavini. Le richieste? Un grande living con cucina a vista, due camere, un bagno grande e una lavanderia.

La soluzione

Per prima cosa l’architetta suggerisce di spostare l’ingresso direttamente sul soggiorno, sfruttando una nicchia esistente e chiudendo quello attuale: ottenuto il permesso dal condominio si può procedere.

Questa modifica consente di sfruttare la vecchia anticamera per ampliare il bagno esistente e ricavarne un secondo per ospiti e lavanderia.

Per accorpare la zona notte, la seconda camera è stata spostata dove c’era la cucina, in fondo al corridoio (ribassato per la canalizzazione dell’aria condizionata) è stato ricavato un ripostiglio e la stanza padronale, leggermente allungata, ha guadagnato un’ampia cabina armadio.

Il living ha mantenuto la sua posizione ma acquistando gran parte della vecchia cameretta adesso vi trovano posto una cucina a vista con penisola e una grande zona pranzo e gode della luce di ben 3 finestre!

IL BUDGET*
Demolizioni tramezzi, rivestimenti e pavimenti € 12.000
Costruzioni tramezzi e sottofondi più opere in cartongesso € 19.000
Nuovo impianto idrico sanitario € 13.000
Nuovo impianto elettrico compreso nuovo quadro elettrico € 7.300
Fornitura e posa nuovi infissi e porte € 18.000
Fornitura e posa pavimenti e rivestimenti più opere di tinteggiatura pareti e plafoni € 24.000
totale (iva esclusa) 93.300
* Il preventivo si riferisce a questo progetto; l’immobile si trova a Milano.

→ Sei un architetto e vuoi entrare nella squadra CF? Vai su » casafacile.it/tag/diventa-professionista-cf-style

→ Cerchi un architetto? Vai su » casafacile.it/architetti-e-interior-designer

A cura di Elena Favetti

Il giardino su misura: arredi outdoor per ogni stile e spazio

Mini balcone o mega terrazzo? Angolo verde o grande giardino? Qualunque sia la dimensione del tuo spazio all’aperto, Leroy Merlin ha la soluzione giusta per te con collezioni che permettono di vivere l’esterno con stile, comfort e praticità

Che si tratti di un piccolo balcone in città, un grande terrazzo o un giardino, Leroy Merlin propone soluzioni complete per ogni esigenza, con design curato e materiali resistenti.

“Sopra al nostro appartamento c’è questo terrazzo spoglio e abbandonato. Vorrei rimetterlo a nuovo per sfruttarlo durante l’estate, e per trovare l’ispirazione giusta ho chiesto aiuto a CasaFacile.”

Da questo desiderio della nostra creator CFstyle Francesca Dilli Dalli nasce un viaggio alla scoperta delle soluzioni outdoor di Leroy Merlin, pensate per trasformare anche gli spazi più trascurati in ambienti belli, funzionali e comodi da vivere. Collezioni versatili, moderne, progettate per adattarsi a ogni stile, gusto e necessità.

Tra tutte le collezioni per Outdoor di Leroy Merlin, la nostra creator ha scelto la linea Odyssea. Moderna ed elegante, con struttura in alluminio color antracite, racchiude tutto ciò che serve per vivere il terrazzo in modo completo: dal tavolo allungabile con piano in vetro, alle sedie impilabili, dal salottino con cuscini sfoderabili al dondolo relax, fino alla lampada portatile e ricaricabile per creare l’atmosfera giusta nelle sere d’estate. Ogni dettaglio parla di comfort, funzionalità e stile.
Guarda il video della nostra creator #CFstyle Dilli Dalli

Un outdoor per tutte le esigenze: consulenze su misura per ogni spazio

Dal pavimento alla pergola, dal verde ai mobili, dalle fioriere al barbecue, dai cuscini alle luci: trovi tutto il necessario per creare un ambiente completo e personalizzato, grazie a prodotti pensati per tutte le metrature e per ogni budget. E se hai bisogno di una guida, puoi affidarti al servizio di progettazione con esperti affidabili e competenti.

Le nuove collezioni Naterial: la casa continua all’aperto

Naterial è il brand Leroy Merlin che porta lo spirito della casa anche fuori. Le sue collezioni offrono qualità, sostenibilità e stile, per vivere l’outdoor in ogni stagione e occasione. Che si tratti di un aperitivo a bordo piscina o una cena sotto le stelle, Naterial propone soluzioni modulari e accessori coordinati che rispondono a ogni esigenza estetica e funzionale.

Come dicono da Leroy Merlin: “Per abitare bene, bisogna prima sognare bene”. E con Naterial, il sogno si trasforma facilmente in realtà. Scopriamo insieme le nuove collezioni:

Odyssea: eleganza e privacy in stile contemporaneo

Minimalista, modulabile e ricercata, Odyssea è pensata per chi ama un’estetica sobria e sofisticata. Tutti gli elementi – dai divanetti componibili al tavolo con piano in vetro, dalle sedie impilabili al dondolo con tettuccio parasole – sono progettati per offrire comfort e funzionalità.
L’atmosfera si completa con elementi mobili come lampade ricaricabili senza fili e grandi vasi con piante verdi. La palette neutra e i materiali resistenti rendono questa collezione perfetta per chi desidera arredare il terrazzo in stile metropolitano.
Guarda il video della nostra creator #CFstyle Dilli Dalli

Linea Odyssea, Naterial [Leroy Merlin]
 

Gaia: lo stile rustico si fa moderno

Ami lo stile shabby ma ti affascina anche la linearità del moderno? La collezione Gaia riesce a coniugare entrambe le anime. Il suo piano in ceramica stile coccio si abbina alla struttura in alluminio effetto legno, creando un’atmosfera calda e accogliente.
Il tavolo estensibile ospita fino a 8 persone, perfetto per le cene tra amici, mentre le sedute in corda sintetica – comode, belle e resistenti – sono disponibili in versione classica o alta, ideali anche per l’aperitivo. Il salotto in rattan sintetico completa l’area relax, con materiali pensati per durare nel tempo, proprio come le serate estive da condividere.

Linea Gaia, Naterial [Leroy Merlin]
 

Medena: per chi ama i dettagli

La serie Medena è un concentrato di ispirazione e charm. Con il suo design coordinato – tavoli, poltroncine, sdraio, pouf – e i dettagli decorativi come ghirlande luminose, cuscini tropical e barbecue a gas, permette di organizzare uno spazio conviviale e sempre in ordine.
Perfetta anche sotto una pergola, la collezione Medena è pensata per adattarsi a ogni stagione, regalando un’area pranzo comoda e una zona lounge da vivere in totale relax.

Linea Medena, Naterial [Leroy Merlin]
 

Persea: l’equilibrio tra natura e design

Realizzata in alluminio e teak certificato FSC, la linea Persea si distingue per i suoi arredi dal gusto naturale, ideali per chi desidera ricreare un angolo accogliente e suggestivo. Con elementi componibili e una palette elegante, bianco e antracite, Persea si abbina perfettamente alla pergola bioclimatica della stessa serie.
Completano la collezione lettini prendisole, salottini da esterno, tavoli da pranzo, e una illuminazione scenografica curata nei minimi dettagli con ghirlande e applique da parete.

Linea Persea, Naterial [Leroy Merlin]

Lasciati ispirare e progetta il tuo spazio outdoor

Scopri tutte le collezioni outdoor su leroymerlin.it e trasforma il tuo terrazzo, balcone o giardino in un luogo da vivere ogni giorno, dal primo raggio di sole fino all’ultima luce della sera. Sul sito di Leroy Merlin trovi tantissime idee, progetti da cui prendere spunto e soluzioni adatte a ogni gusto, stile e dimensione.

Mise en place

Le vostre 3 tavole di primavera: and the winner is…

Ogni mese pubblichiamo sul giornale una mise en place a cura di una lettrice. Ma le immagini che arrivano in redazione sono molte di più! Così, su Instagram vi abbiamo chiesto si scegliere tra 3 tavole 'inedite' a tema primavera. Ecco come è andata e... aspettiamo le vostre nuove proposte per il prossimo autunno!

Ogni mese su Casa Facile pubblichiamo una tavola realizzata da voi lettrici (usiamo il femminile perché finora nessun lettore ci ha inviato proposte di mise en place, però noi le aspettiamo!).

I mesi sono solo 12, ma le tavole che meriterebbero la pubblicazione sono decisamente di più.

Per 'correre ai ripari' abbiamo lanciato un gioco su Instagram chiedendovi di scegliere la preferita tra 3 tavole romantiche, 3 palcoscenici per i fiori più scenografici del mese, le peonie e le rose.

And the winner is... la tavola con le peonie rosa di Silva Sandroni. Complimenti Silvia! La sua mise en place raffinata e easychic ha convinto anche per un dettaglio delicatissimo: le tovagliette ricamate che richiamano le sue amate peonie.

Un applauso anche alla tavola di Caterina Mainero: i suoi colori freschi e pop sono perfetti per una mise en place che ha già voglia di estate e di pranzi all'aperto.

La tavola di Matilde Morselli è invece un delicato classico che consigliamo per una festa celebrativa, dal battesimo alla comunione. Avete notato i mazzetti di margherite che si fanno 'largo' tra rose e peonie?

E non dimenticate: la prossima tavola scelta per la pubblicazione sul giornale potrebbe essere la vostra! Scattate dall’alto e inviate a [email protected] con oggetto ‘Tavola’.

Aspettiamo i vostri scatti! In particolare, stiamo cercando mise en place adatte ai mesi di settembre, ottobre, novembre...