Comfort & stile: 4 miti da sfatare sui fancoil

Quando sentite parlare di ventilconvettori pensate ancora ai polverosi ‘cassoni’ da ufficio poco efficienti e rumorosi? Beh, è un po’ come dire ‘telefono’ e immaginarsi le vecchie cabine pubbliche funzionanti a gettoni invece di pensare a uno smartphone! Meglio aggiornarsi un po'...

Ventilconvettori?! Ma sono quei brutti 'cassoni' che cacciano l’aria?

Fino a qualche tempo fa, il fancoil o ventilconvettore o VNT è stato considerato un terminale di impianto utile a riscaldare e raffrescare gli ambienti... ma esteticamente poco piacevole. Cordivari design ha saputo trasformare un elemento 'da nascondere' in un protagonista d'arredo minimalista, elegante e personalizzabile, anche grazie alla collaborazione con le designer Monica Alegiani e Vanessa Massacci.

Ma i fancoil si mettono solo in ufficio!

E invece oggi sono perfetti per la climatizzazione domestica: Run e Seven Lines di Cordivari design, dallo stile ricercato e personalizzabile, sono terminali in grado di garantire comfort tutto l'anno all'insegna dell'efficienza energetica. Progettati per funzionare con impianti di ultima generazione, come quelli a pompa di calore, si integrano senza problemi in ogni progetto di interior design grazie alle diverse finiture disponibili.

Chissà quanta polvere butteranno fuori… faranno male alla salute?

Run e Seven Lines sono dotati di appositi filtri capaci di trattenere polvere, acari e batteri in modo da garantire la massima igiene degli ambienti. I filtri sono facilmente rimovibili, pulibili e sostituibili... Così puoi dire addio ai 'baffi' scuri sopra i vecchi termosifoni!

Mah, alla fine dei conti, consumeranno di più...

Sia in caso di nuove costruzioni che in caso di interventi di ristrutturazione o riqualificazione energetica, scegliere un impianto a pompa di calore, abbinato a ventilconvettori caldo & freddo, rappresenta una soluzione ottimale per la climatizzazione e la produzione di acqua calda sanitaria. Le pompe di calore garantiscono coefficienti di prestazione (COP) significativamente superiori rispetto ai sistemi tradizionali (che si traduce in una marcata riduzione dei consumi energetici) e i ventilconvettori permettono di raggiungere la temperatura desiderata in ogni ambiente in modo versatile e omogeneo. Inoltre la loro inerzia termica ridotta permette di minimizzare gli sprechi energetici, adattando rapidamente l'erogazione di potenza alle effettive necessità.

 

Guarda il video qui sotto!

Leggi e certificazioni

Speciale regole e permessi: recuperare il sottotetto

La tua casa ha bisogno di un restyling? Ti aiuta l’interior designer. Devi riorganizzare gli spazi e rifare gli impianti? Serve l’architetto. E se si ‘toccano’ strutture (muri portanti, solai o tetto) serve anche un ingegnere. Partendo da 4 progetti degli architetti CFstyle ti aiutiamo ad affrontare la ristrutturazione districandoti tra regole e permessi: qui parliamo del sottotetto

Vuoi rendere abitabile il sottotetto? Leggi e procedure variano in base al Comune. Ecco cosa devi sapere.

Altezza
Nei locali in cui si soggiorna deve essere di 270 cm, scende a 240 in bagni e corridoi e vanno chiuse con armadi fissi o muri le parti sotto i 140/150 cm; l’altezza media ponderale (volume del sottotetto sopra i 140/150 cm diviso per la sua superficie) deve essere di cm 240. Nei Comuni sopra i 1000 metri s.l.m. e in alcune Regioni i valori scendono, così come dove è già stato recepito il Decreto Salva Casa del 2024 creato per favorire il recupero di spazi esistenti: verifica il Regolamento Edilizio Comunale di riferimento.

Rapporti aeroilluminanti
Per le corrette illuminazione e ventilazione tra la superficie di finestre e di pavimento di ogni locale deve esserci un rapporto di 1/8 o 1/10 in base ai Comuni. Se devi aprire finestre in falda o creare terrazzi a tasca variando il prospetto del tetto, un ingegnere strutturista deve fare una perizia per verificarne la statica e la portanza del solaio (che se necessario dovrà essere rinforzato).

Permessi
In condominio serve il consenso dei condòmini convocati in assemblea presentando il progetto di recupero. Ottenuto il permesso, l’architetto deposita in Comune una SCIA (o un permesso a costruire se si alza il tetto) completa di relazione dell’ingegnere strutturista, piano paesaggistico perché si modifica il prospetto del tetto e allegato per le barriere architettoniche. A meno di particolari vincoli, i lavori partono subito dopo la consegna della SCIA.

Un esempio
A Bolzano l’architetta CF style C. Linda Salzano si è occupata del recupero di un sottotetto e dell’annessione all’appartamento sottostante, con ristrutturazione di entrambi. Al secondo piano gli spazi sono stati riorganizzati per aggiungere due bagni e creare una cucina a vista sul pranzo poi è stata realizzata la scala che porta in mansarda. Qui, risanato e isolato il tetto e aperte tre finestre in falda e un terrazzo a tasca, sono stati realizzati un grande living, bagno e lavanderia con caldaia. È stata fatta la predisposizione per l’impianto fotovoltaico. Ora i due livelli sono un unico alloggio ma la predisposizione degli impianti e degli ingressi indipendenti renderà possibile l’eventuale ri-divisione in due alloggi distinti.

A cura di Elena Favetti e Paolo Manca

E se la porta blindata fosse anche bella?

Invece di cercare sul web come migliorare l'estetica della porta d'ingresso... è meglio andare alla scoperta di modelli che mettono d'accordo tecnologia e design come D180 di Dierre, il portoncino blindato dal design minimalista e dalle alte prestazioni

Si perde nella notte dei tempi il pregiudizio secondo il quale se una cosa è robusta e tecnologicamente avanzata... può anche non essere esteticamente gradevole e ciò sembra normale, accettabile, inevitabile. Ed ecco che si fanno infinite discussioni sul colore delle ante della nuova cucina o sulla gradazione del parquet e poi si acquista una porta blindata basandosi solo sulle prestazioni, magari chiedendosi poi come camuffarla con la carta da parati o verniciandola per adeguarla allo stile della casa!

Finalmente possiamo uscire da questo circolo vizioso: esistono porte blindate belle, curate, personalizzabili ed efficienti. Un esempio? D180 di Dierre, porta blindata filotelaio, con cerniera a scomparsa con apertura a 180°. L'innovazione oggi si apre all'eleganza!

Il suo design minimalista si sposa con le alte prestazioni e permette una scenografica apertura completa a 180°. Le cerniere sono a scomparsa e si svelano solo nella massima apertura dell’anta, per lasciare spazio all’estetica raffinata di una soluzione complanare al telaio lato interno abitazione.

Dal punto di vista dell'efficienza acustica e termica nonché della sicurezza le prestazioni sono garantite: D180 è disponibile in 3 diverse soluzioni di apertura: serratura con cilindro New Power alta sicurezza, serratura a doppio cilindro un cilindro New Power più un cilindro di servizio e anche nella versione con serratura motorizzata hibry5.

Le cerniere regolabili permettono di far aderire la porta perfettamente al suolo per lasciare all'esterno tutti i rumori provenienti dalla strada o dal pianerottolo. Ma la protezione non si ferma qui, si applica anche agli agenti atmosferici e al freddo grazie a un ottimo isolamento termico che riduce la trasmittanza.

La cerniera a scomparsa D180 è diversa da quelle tradizionali perché la porta si può aprire fino a 180° senza comunque dover rinunciare alla doppia battuta: quando la porta è chiusa, la cerniera si nasconde perfettamente nel telaio per avere un muro dall’aspetto pulito ed elegante. Ed essendo invisibile è anche più difficile forzarla.

Ecco perché D180 è un prodotto innovativo sia dal punto di vista tecnologico che estetico: è possibile scegliere i colori dei pannelli in una ricchissima collezione di rivestimenti, di maniglierie, di sistemi di apertura per rispondere a qualsiasi desiderio, progetto e necessità. Con l'affidabilità made in Italy di Dierre.

News

Raccontarsi con i fiori: partecipa al primo ‘Floral & Natural Retreat’

Ti piacerebbe vivere un’esperienza immersiva tra natura, arte floreale e ascolto profondo? Il 5 luglio si terrà il primo evento di The Rare Nature, l'officina creativa della flower designer Claudia Tinor Centi. Ecco come partecipare!

Immerso tra i filari e le colline del Podere Cavàga, nella bergamasca, nasce un’esperienza che unisce arte floreale, ritualità contemporanea e profonda connessione con la natura.

Il 5 luglio 2025, Claudia Tinor Centi – fondatrice di Atelier Hanami e ideatrice di The Rare Nature, officina creativa che fonde tecnica floreale e consapevolezza – presenta il primo evento del suo nuovo percorso: Floral & Natural Retreat.

Un ritiro sensoriale, un’esperienza immersiva tra natura, gesto creativo e ascolto profondo, in collaborazione con MDB Studio e Podere Cavàga.

Dopo l'aperitivo di accoglienza si vivrà un'esperienza di foraging: una pratica antica che invita a camminare, osservare, raccogliere rami, foglie, piccole meraviglie vegetali. Non si tratta solo di “prendere dalla natura”, ma di imparare a guardarla, ad ascoltarla, a rispettarla.

Nel pomeriggio, il cuore creativo dell’evento prende forma con il laboratorio di composizione floreale The Rare Nature Workshop. Guidati da Claudia, i partecipanti lavorano con i materiali raccolti, dando vita a composizioni che raccontano emozioni, memorie, intuizioni. Il gesto floreale diventa così un linguaggio personale, una forma di meditazione attiva.

Al tramonto si entra nella dimensione più corporea del retreat: la Melotea. Si tratta di una pratica guidata che fonde musica, ritmo e movimento consapevole, pensata per risvegliare il corpo e lasciarlo danzare con libertà. Un’esperienza immersiva, dolce ma profonda, capace di sciogliere tensioni e creare presenza.

Seguirà un momento conviviale, autentico e condiviso: l’allestimento della tavola con le creazioni floreali e una cena tra i filari, a lume di candela.

Floral & Natural Retreat è il primo passo di un progetto che vuole riportare al centro la natura, l’ascolto e l’espressione creativa. In un tempo in cui tutto corre, The Rare Nature propone uno spazio per fermarsi. Per ritrovare la propria voce. Per scoprire che bellezza e semplicità possono coesistere, e diventare strumento di trasformazione.

Per informazioni:
Dove:
Podere Cavàga, Foresto Sparso (BG)
Quando
: 5 luglio 2025 
Prezzo evento
: €190 (escluso pernottamento – possibilità di soggiorno da €150 con colazione)

Prenotazioni: [email protected], @therarenature, www.therarenature.it

Leggi e certificazioni

Speciale regole e permessi: frazionare un appartamento

La tua casa ha bisogno di un restyling? Ti aiuta l’interior designer. Devi riorganizzare gli spazi e rifare gli impianti? Serve l’architetto. E se si ‘toccano’ strutture (muri portanti, solai o tetto) serve anche un ingegnere. Partendo da 4 progetti degli architetti CFstyle ti aiutiamo ad affrontare la ristrutturazione districandoti tra regole e permessi. Qui parliamo di frazionare una unità in 2

Se sei proprietario di una casa troppo grande per le tue necessità puoi dividerla in due unità: quella che non ti serve puoi venderla o affittarla. Ecco come fare.

I documenti necessari
Dopo aver verificato che la documentazione dell’appartamento sia tutta in regola (proprietà, dati e planimetria catastale) devi ottenere il consenso del condominio riunito in assemblea (anche perché viene aperta una seconda porta d’ingresso sulle parti comuni). Va fatto preparare e depositare all’Ufficio Tecnico Comunale da un architetto o un geometra il progetto che va allegato alla CILA o alla SCIA (che serve se si interviene strutturalmente su solai o muri portanti) a seconda del tipo di intervento e di quello che prevede il Comune in cui si trova l’immobile. A fine lavori si comunica al Catasto il cambio delle planimetrie, si richiede il certificato di agibilità per i nuovi appartamenti, si effettua la variazione delle tabelle millesimali in assemblea condominiale ed eventualmente si vende o trasferisce la proprietà del secondo alloggio.

I lavori
Ovviamente entrambe le nuove unità devono rispettare i requisiti di metratura e di igiene previsti dal Comune di appartenenza: superficie dell’alloggio e dei singoli locali, rapporti aeroilluminanti, dotazioni igienico-sanitarie e corretto allaccio a scarichi e canne fumarie. Per avere il giusto comfort acustico è bene isolare le pareti che dividono i due alloggi; tutti gli impianti (che vanno certificati) e le utenze devono essere resi autonomi.

Un esempio
La nostra architetta CF style Susanna Rao ha deciso di dividere in due l’appartamento di famiglia: su un totale di 132 mq ha ricavato un trilocale di 86 mq da tenere per sé (vive con marito e figlia) con due bagni, cucina separata e zona studio, più un bilocale di 46 mq da affittare.

All’Ufficio Tecnico è stata presentata una SCIA perché sul terrazzino del trilocale è stata aperta una nuova finestra; per fare ciò è stato ottenuto il permesso del condominio dopo aver verificato che l’infisso fosse a più di 10 metri dalla parete finestrata frontistante come previsto dalla legge.

A fine lavori sono stati aggiornati gli APE (Attestati di Prestazione Energetica), depositate le variazioni catastali e presentata per ciascun appartamento la segnalazione certificata di agibilità.

Vuoi anche tu una consulenza per la tua casa da un architetto CF Style? Consulta l’elenco degli architetti selezionati da CasaFacile per te.

A cura di Elena Favetti e Paolo Manca

Leggi e certificazioni

Speciale regole e permessi: realizzare una veranda

La tua casa ha bisogno di un restyling? Ti aiuta l’interior designer. Devi riorganizzare gli spazi e rifare gli impianti? Serve l’architetto. E se si ‘toccano’ strutture (muri portanti, solai o tetto) serve anche un ingegnere. Partendo da 4 progetti degli architetti CFstyle ti aiutiamo ad affrontare la ristrutturazione districandoti tra regole e permessi. Qui parliamo della veranda

La veranda è uno spazio coperto su loggiato, terrazzo, balcone o portico, chiuso da superfici trasparenti impermeabili apribili in tutto o in parte. Ecco come procedere per realizzarne una sul terrazzo.

I permessi e i documenti
La veranda è una costruzione fissa che aumenta la volumetria dell’appartamento a cui è collegata e modifica la sagoma dell’edificio: bisogna far preparare da un architetto uno studio di fattibilità e un progetto dopo aver avuto il consenso dall’assemblea condominiale, se il regolamento di condominio pone dei vincoli a chiusura degli spazi esterni o modifiche della facciata.

Il progetto, completo delle pratiche richieste dal proprio Comune, come la relazione dell’ingegnere strutturista sulla statica della veranda e la conformità alla normativa antisismica, si allega al Permesso a Costruire (o alla SCIA a seconda del Comune). L’ufficio tecnico valuta se l’edificio ha volumetria residua per la veranda, che siano rispettati i limiti percentuali di aumento della cubatura dell’appartamento (in linea generale il 20-25%) e che sia garantito il rapporto aeroilluminante del locale collegato alla veranda. Con il via libera da parte del Comune si parte con i lavori, finiti i quali si presenta al Catasto il cambio della superficie abitativa e in assemblea si procede con la variazione delle tabelle millesimali.

Le caratteristiche
La struttura deve essere stabile e ancorata a pavimento e pareti, non deve essere visibile dalla strada e le vetrate devono garantire un isolamento termoacustico adeguato al Comune in cui viene costruita.

Un esempio
A Genova i proprietari di un appartamento con grande terrazzo di pertinenza all’ultimo piano di un condominio decidono di chiudere parte del terrazzo con una veranda per aumentare la superficie della zona giorno.

L’architetta CF style Manuela Marconi, ottenuto il Permesso a Costruire (completo di relazione dell’ingegnere strutturista), ha fatto realizzare una veranda in ferro e vetro con tetto in legno in stile con l’edificio.

L’appartamento in origine era di 84 mq quindi, potendo a Genova aumentare la superficie abitativa del 20% la veranda è di 16,65 mq. Per garantire i rapporti aeroilluminanti, l’alloggio è stato ristrutturato ridimensionando il living e ingrandendo la camera da letto accanto.

Vuoi anche tu una consulenza per la tua casa da un architetto CF Style? Consulta l’elenco degli architetti selezionati da CasaFacile per te.

A cura di Elena Favetti e Paolo Manca

Più luce, meno caldo: il sottotetto diventa casa

Alessandra Barlassina

Alessandra Barlassina  •  Gucki

Blogger CF Style

Se sei ancora convinto che le mansarde siano energivore o soffocanti e che le finestre per tetti siano semplici lucernari, dovresti entrare nella casa di Aurora e Matteo per scoprire la bellezza di abitare ‘a cielo aperto’...

Non è facile capire il potenziale di uno spazio buio diviso in tante stanzette anguste dalle pareti scure: Aurora e Matteo avevano quasi perso le speranze di trovare la grande mansarda dei sogni in cui vivere con i loro bambini, ma si sono affidati all'intuito dell'architetto Rodolfo Sormani che ha saputo valorizzare una vecchia soffitta condominiale trasformandola in una casa davvero a cielo aperto.

In questa ristrutturazione mi sono fatto guidare dalla luce! Raddoppiare alcuni lucernari installando nuove finestre per tetti è stata una scelta sicuramente vincente

Tutte le partizioni sono state demolite: i pilastri e le strutture portanti sono state inglobate in una serie di armadiature su misura che li nascondono e ottimizzano gli spazi. La zona giorno è completamente aperta ma visivamente suddivisa in modo da rispondere alle varie funzioni: cucina, pranzo e salotto.

Spesso le parti basse delle mansarde sono poco valorizzate, qui invece sono sfruttate al massimo con mobili contenitivi su misura che creano un effetto boiserie molto particolare. Il colore verde che fa da 'connettore' dei vari spazi aumenta questo effetto di chiaro-scuro che dà carattere a tutto il living.

C'è un altro colore oltre al verde che disegna gli spazi: è il legno delle travi che è stato riportato al naturale e gioca a contrasto con il bianco delle pareti. Tutta questa casa parla di luce, ma le grandi aperture al cielo non devono far pensare all'equazione luce = caldo estivo = freddo invernale. La ristrutturazione ha aumentato l'efficienza energetica: i lucernari sono stati tutti sostituiti (e spesso ingranditi) con finestre per tetti di ultima generazione con tripli vetri isolanti che bloccano il calore all'esterno, a tutto vantaggio dei costi di riscaldamento e di raffrescamento.

Ma c'è di più: all'esterno sono state montate schermature sulle finestre per tetti. Nella zona giorno ci sono tende filtranti e nella zona notte sono state aggiunte anche le tapparelle oscuranti che abbattono il calore estivo fino al 96%, riducono i rumori (come quello della pioggia battente) e scoraggiano i ladri! Tutto può essere comodamente motorizzato... e comandato anche a distanza via app.

Siamo abituati a installare persiane o tapparelle sulle finestre verticali, ci sembra scontato proteggere i vetri dall'esterno: a maggior ragione ha senso farlo con le finestre per tetti che sono più esposte alla luce (zenitale) durante tutto il giorno.

Insomma, il bello del vivere in mansarda 'bagnati dal sole' non ha più svantaggi perché la tecnologia delle finestre per tetti Velux risolve tutti i problemi di isolamento e regala un impagabile senso di libertà per chi sceglie di abitare... a cielo aperto!

 

Guarda anche il video qui sotto

 

Ispirazioni

Una piccola mansarda parigina rosa magnetico

Affacciata sugli alberi di square Trousseau a Parigi, questa piccola mansarda è un mix di dolcezza e di energia, grazie a una dose maxi di rosa bon bon unita al bianco energizzante!

Del passato sono rimaste solo le travi, le finestre originali e la bella vista sui tetti della città: la proprietaria Caroline desiderava ridare a questa piccola mansarda nel XII arrondissement una nuova identità.

La missione si è compiuta grazie allo studio di interior design Labopop di Parigi, che ha ridisegnato tutti gli spazi e puntato su una palette rosa nelle sue declinazioni più morbide, abbinata al bianco ottico delle pareti e al parquet sbiancato.

Le scelte fatte

Al centro dello spazio living ora c’è la cucina, un tempo nascosta sul retro, e un soppalco che sfrutta l’altezza del soffitto di quasi 4 metri e che viene usato come camera ospiti.

Il tocco di stile

Protagonista è il rosa: usato in versione ‘block’ nel living e in camera, in cucina mette in risalto i dettagli (corri a scoprire la scaletta di metallo verniciato, stile piscina!) e gli arredi di design che creano un gioioso effetto mix&match.

progetto: Labopop
styling: Elen Pouhaer
foto: Frenchie Cristogatin
testi: Sara Peggion

News

‘Il canto delle balene’: l’arte dei diorami all’Acquario di Milano

Cosa ci fa una megattera in una vasca da bagno? E un sub in canottiera? Fino al 29 giugno è possibile 'tuffarsi' nei poetici diorami di Stefano Prina: 37 opere diventano sognanti scenografie in stop motion

Fino al 29 giugno 2025 l’Acquario Civico di Milano ospita Il canto delle balene, una mostra incantata e sorprendente firmata da Stefano Prina, architetto e modellista milanese. Un viaggio visivo e narrativo tra diorami e dipinti che raccontano un mondo sommerso, onirico e poetico.

Curata da Andrea Lancellotti, l’esposizione è un omaggio alla forza evocativa del diorama, strumento antico che Prina reinventa per dare voce a nuove storie, popolate da megattere in relax in vasche da bagno vintage, sub ironici in canottiera e piovre uscite da un racconto di Jules Verne.

Un universo marino fantastico e surreale prende vita in 37 scenografie che sembrano uscire da un film in stop motion, ricche di dettagli e colpi di scena.

Ogni creazione nasce da un principio semplice ma potente: niente si butta, tutto si trasforma. Prina infatti realizza le sue opere partendo da oggetti recuperati — mestoli, sveglie, caschi, alluminio, vecchi giocattoli — donando loro nuova vita e nuovi significati.

Una mostra che incanta grandi e piccoli, e che lancia anche un messaggio forte e attuale: la bellezza può nascere dal riuso creativo, stimolando immaginazione, riflessione e sostenibilità.

Per informazioni: acquariodimilano.it

Dulux Biancoluce: la pittura che accende i tuoi spazi

Dulux Biancoluce è la soluzione ideale per chi desidera ambienti più luminosi e accoglienti, anche in condizioni di luce naturale limitata. Grazie alla sua formula innovativa a base di pigmenti ultra-bianchi, riflette la luce con efficacia, migliorando la percezione dello spazio e contribuendo al comfort visivo e abitativo.

In ambito residenziale, la qualità della luce incide profondamente sul benessere percepito e sulla valorizzazione degli spazi. Tuttavia, non tutti gli ambienti beneficiano di un’esposizione favorevole: corridoi ciechi, stanze orientate a nord, salotti affacciati su cortili interni spesso risultano cupi, sacrificando la vivibilità e il potenziale estetico.

Dulux Biancoluce nasce per rispondere a questa esigenza con una proposta concreta ed efficace: una pittura murale superlavabile opaca, sviluppata per massimizzare la riflessione luminosa. Grazie a una formula esclusiva a base d’acqua e pigmenti ultra-bianchi, Biancoluce è in grado di potenziare la luce presente, naturale o artificiale, aumentando la luminosità percepita dell’ambiente in modo uniforme e duraturo.

Questo effetto si traduce in interni più ampi, ariosi e accoglienti, dove la luce diventa un vero e proprio elemento progettuale. Il punto di bianco neutro e la finitura opaca assicurano una resa elegante, discreta e versatile, capace di integrarsi armoniosamente con qualsiasi stile d’arredo, dal contemporaneo al classico.

Oltre all’estetica, Biancoluce garantisce prestazioni tecniche di alto livello: la copertura è immediata fin dalla prima mano e la resa elevata — fino a 200 m² per confezione — consente di intervenire su più ambienti con un unico prodotto, ottimizzando tempi e risorse. Inoltre, la riflessione luminosa migliorata può contribuire a ridurre la necessità di illuminazione artificiale durante il giorno, favorendo un approccio energetico più sostenibile.

Estremamente resistente e facile da pulire, Biancoluce si presta perfettamente agli ambienti più vissuti della casa, come ingressi, cucine e camere da letto, combinando funzionalità e durata nel tempo.

Scegliere Dulux Biancoluce significa fare della luce un alleato del progetto d’interni, migliorando la percezione dello spazio e il comfort abitativo, senza rinunciare all’eleganza e alla praticità. Una scelta intelligente per trasformare anche gli ambienti meno valorizzati in spazi da vivere con piacere, ogni giorno.