In questa casa su due piani
con giardino vivono Rosa ed Emanuele con le figlie gemelle. Siamo nel quartiere romano del Pigneto. Prima salotto e pranzo erano
separati e comunicavano solo
attraverso una porta ad arco: lo studio di
architetti Urbandrops ha
suggerito di ampliare il più
possibile l’apertura in modo da
creare quasi un ambiente
unico ma dalle zone distinte. E così
anche la luminosità si è
moltiplicata. Il parquet al
posto del cotto dà charme.
«La palette di gialli, marroni e
terracotta sfuma nel verde
che richiama il giardino.
I decori naturali
addolciscono gli arredi
minimal» dice la stylist Cristina Gigli.
Divano componibile
Pixel con sedute trapuntate e rivestimento
grigio [Saba Italia] con cuscini colorati
e fantasia [Eklettikarte].
Tappeto Listras a righe [Karpeta], lampadari cilindrici
[Piccola Bottega]. Sulla poltrona Ruff dalle linee
avvolgenti [Moroso], cuscino fantasia
[Eklettikarte]. Llampada da
terra Wagasa [Gebrüder Thonet
Vienna da Mia Home Design Gallery].
Per i pranzi con famiglia e amici Cristina ha
proposto un’apparecchiatura perfettamente
integrata nel verde del giardino con tessili e
piatti floreali dai colori sgargianti, accompagnati
da calici trasparenti e tovaglioli in tinta unita. Tovaglia, tovaglioli e tovagliette fantasia [Lisa Corti], posate [Bitossi Home], bicchieri [LelaCasa], piatti piani Brillance Bone China
Grand Air floreali [Rosenthal].
«A Roma il clima consente di sfruttare il
giardino per 7-8 mesi l’anno» dice Rosa. «Ho
voluto che fosse il naturale prolungamento
del living per stare fuori il più possibile». Perciò
tappeti e morbide sedute arredano l’area relax. Lettino Daydream [Living Divani], poltrone Angel [Roche Bobois], tappeti
Penny Lane Olive e Disco più cuscini Philia, Aristote, Samsara e Avalon [Élitis], ombrellone [Eklettikarte], tavolino e lanterne [L’ora del tè].
Copia l’idea: la tappezzeria
geometrica Einda con maxi pattern
geometrico [Texturae] attira
lo sguardo e
mimetizza la cucina. Vassoio e
bicchieri sul divano [LelaCasa], piante
di tutta la casa [Maria Luisa Rocchi
Flowers].
Parquet a listoni [Orsolini].
Con la ristrutturazione cucina
e salotto sono un tutt’uno
ma lo stile minimale della zona
operativa e le colonne nascoste
in nicchia rendono protagonista
il tavolo in marmo, voluto
da Emanuele e Rosa, e fanno
percepire la cucina come
un’accogliente sala da pranzo. Cucina color carta da zucchero [Stosa]. Sul tavolo in marmo
realizzato su disegno, vasi giallo e verde di
[Maria Luisa Rocchi Flowers] come le piante;
sedie Omega [Arredo3],
lampadario [TNC Piccola Bottega].
Sul piano di lavoro, tagliere,
caraffa bianca, ciotola e
vaso in cemento, tutto di [LelaCasa].
Agli arredi morbidi
e contemporanei si
abbinano lampade
icona come Taccia
e Toio, entrambe
disegnate nel 1962
dai fratelli Castiglioni e prodotte da [Flos]. Tavolino-sgabello Allié in poliuretano
[La Manufacture da Mia Home Design
Gallery], tavolino dorato [197 Piermarini Design], vaso in cemento
e ciotola [LelaCasa]; radiatore [SciroccoH].
Dietro il soggiorno c’erano
cucina e bagnetto, ora
questa zona della casa è stata
trasformata in una comoda
lavanderia-stireria più bagno
ospiti. Carta da parati Color Shapes [Texturae], sapone
[Essenzialmente Laura], piante [Maria Luisa Rocchi Flowers].
Le stanze al piano superiore
erano tutte confrosoffittate e
questo rendeva gli ambienti
un po’ soffocanti. Una volta
liberate le travi, si è deciso di
tenerle a vista. Da
due stanze è stata
ricavata la suite
padronale in cui due
quinte a C alte 220
cm con gli armadi
dividono la camera
da cabina e bagno. La parete davanti al letto
è rivestita con una carta
dal decoro prospettico
per dare profondità. Cosa
cela? Qui si intravede la
porta che va nel bagno. Ante dell’armadio e porta
sono rivestite con la tappezzeria
Arcade B [Texturae].
Letto vestito
con lenzuola [Fazzini], plaid con
frange [Haomy da Mia Home Design
Gallery] e cuscino Aristote
[Élitis]. Lampadario Paper
Shade bianco [Hay],
sospensioni sui comodini [TNC
Piccola Bottega].
Gli spazi del primo piano erano ridotti a
magazzini, ora sono stanze da letto belle e
funzionali. «Al primo piano sono tre ma
finché le gemelle sono piccole le lasciamo
dormire insieme per farsi compagnia»
dice Rosa. Un’idea facile da copiare? La casetta
in legno che completa i letti, da decorare
con tante lucine colorate o con i loro disegni. Il letto è vestito con lenzuola [Fazzini] e plaid [Haomy da
Mia Home Design Gallery], tavolino e tappeto decorati [da L’ora del tè].
Per il momento la seconda
camera è dedicata al gioco
con arredi montessoriani;
divano e sedia in midollino
richiamano il giardino
e rendono leggera e quasi
fiabesca l’atmosfera. Pannelli murali Fiaba Rainbow [Jannelli&Volpi], divanetto in vimini [Madam Stoltz da Mia Home Design Gallery]
con cuscini [Eklettikarte, Mia Home Design Gallery e Élitis], tappeto Savanna B
[Karpeta], poltroncina [Nodo da Mia Home Design Gallery],
sospensione Paper Shade [Hay].
Un villino dei primi del '900 al Pigneto, a Roma, è stato ristrutturato completamente per adattarsi ai ritmi di una dinamica famiglia. Ora cucina, living e giardino si vivono in continuità. E la camera padronale propone un progetto da vedere!
Innamorati del quartiere Pigneto di Roma dove già abitavano, Rosa ed Emanuele non si sono fatti sfuggire l’occasione quando questo villino primi ’900 su due piani con giardino è stato messo in vendita. «La struttura era stata rivista (male) negli Anni ’80: andava modificata per rispondere alle nostre esigenze e recuperare il più possibile l’originale» dice Rosa. «Ci siamo affidati allo studio Urbandrops per ristrutturare e poi a Cristina Gigli per finiture e arredi».
Le scelte fatte
«Si voleva che gli ambienti situati al piano terra fossero funzionali e aperti» racconta l’architetto Sabuzi Giuliani, «così abbiamo creato volumi distinti ma visivamente connessi che dialogano tra loro e con l’esterno, creando prospettive sempre nuove».
Tra cucina-pranzo e salotto la parete rimasta diventa un leggero diaframma che permette anche alla luce di invadere gli spazi. Allo stesso modo al primo piano gli ambienti sono stati razionalizzati per dare alle bambine due stanze (una per dormire e una per giocare) e ai genitori una suite con bagno e cabina armadio.
«I vecchi ribassamenti eliminati hanno riportato in luce il soffitto in legno, ora sbiancato, che amplifica la luminosità e dà un carattere tutto nuovo alle stanze» ci dice l’architetto.
Il tocco di stile
Con Rosa ed Emanuele, Cristina ha scelto il parquet caldo di tutta la casa, le tappezzerie trompe-l’oeil e fiabesche di cucina, bagno e camere da letto, tutti gli arredi super funzionali per le loro esigenze e i colori eleganti che sottolineano la connessione in&out.
La ristrutturazione
di questo appartamento a Parigi è stata seguita da Julie Lacour, architetta d’interni. Realizzata su
disegno di Julie,
la vetrata in vetro
e listelli di legno
curvati, dal décor
tridimensionale,
crea una quinta che
divide la cucina
dalla sala da pranzo
e le unisce al tempo
stesso. Da copiare
l’idea di integrare da
un lato una panca
a servizio del tavolo.
E poiché i due locali
grazie alla vetrata
diventano come uno
solo, si sono scelte
sospensioni vintage
dallo forme assortite
su entrambi i lati, in
un gioco di rimandi. Attorno al tavolo simile
a Dove [La Redoute],
sedie in legno Palazzo
[MisterWils]. Sospensioni
vintage in vetro soffiato
a mano [Etsy]. Cuscini
panca [Mes Rideaux
e Le Monde Sauvage].
Vasi [Alinéa], vassoio
[Monoprix].
Parla dell’infanzia trascorsa in Marocco la passione di Julie per le zellige,
che ha voluto protagoniste in cucina. La forma trapezoidale delle piastrelle,
la tipica finitura cangiante, la tinta sfumata acquamarina e l’imperfezione
della bocciardatura mettono in risalto l’isola in muratura e il lungo backsplash.
Un’idea a cui ispirarsi per dare vivacità anche alle cucine più lineari. Ppiastrelle Mosaique Fleurs [Winckelmans],
sgabelli alti Paddle [Cruso], sospensioni Minimal in terracotta [La Maison Pernoise]. Sedie
Windsor [Ercol]. Piatti e stoviglie di ceramica [Alix D Reynis].
Il mensolone a correre nello stesso legno
della cucina profila i 4 metri di paraschizzi, incorniciandolo. Piastrelle zellige Trapeze L [Mosaic Factory], applique scutura Fragment in ceramica [François
Bazin Studio].
Lo stile industrial è la scelta non banale per spezzare il deciso mood
boho della lampada a cappello e
della maxi libreria decorata con gli
archi, in un rimando alle vetrate
della cucina. Trait d’union tra gli stili
la linea color grafite che, come un
tratto a matita, profila il divano e
disegna il tappeto. Il tocco antracite
rimbalza anche sui coffee table in
pietra e, con il tessile denim, bilancia
il bianco ottico dei complementi. Divano Ghost, design Paola Navone [Gervasoni 1882] con cuscini [Le Monde
Sauvage]. Sul tappeto Beni Ourain [Les Trocanteuses], tavolini [Serax]. Lampada da parete
a bracci Marianne Double Wall Lamp [WO & WÉ]. Sospensione Saturne in rattan
[Atmosphère d’Ailleurs]. Lampada da tavolo La Meringue [Bureau Benjamin].
Il corner tanto voluto dai
padroni di casa è stato
ritagliato nella nicchia di
ingresso al living. Separato
come una piccola alcova,
ma aperto sulla stanza, è
perfetto per l’home working.
Per sfruttare l’arco è stato
realizzato un pensile chiuso da
ante. Su misura il piano della
scrivania a U in legno dotato di
mensola. Il tocco che mancava
è la poltroncina da bistrot!
L’ispirazione per la stanza studio ricavata nell’ampio
ingresso? Le vecchie portinerie! Per spezzare
il rigore delle linee diritte, anche qui tornano le
curve, con la vetrata arrotondata dagli archi
di legno, chiusa all’esterno da una panca relax
che nasconde una scarpiera. La tinta verde
che veste la porta, il guardaroba e l’ufficio è il
match con le piastrelle della cucina. Wallpaper Ombelles [Isidore Leroy], pittura decorativa Card Room
Green 79 [Farrow & Ball]. Faretti orientabili [Nosta].
Copia la panca relax: ti basterà tagliare in misura della
gommapiuma (densità 30 kg/m2 -
alta cm 5 - ) e rivestirla con una cover
in un tessuto d’arredo per rendere
comoda anche una panca in legno. Cuscini [Mes Rideaux, Élitis e Maison de
Vacances], sospensione Tense Pendant Lamp [New Works, ø cm 55].
Un terzo mini studio!
Lo spazio per un altro spazio
creativo è stato ritagliato
dall’ampio corridoio della zona
notte. Fissati alla colonna
portante e al muro, la coppia
di paraventi rétro schermano
con leggerezza ed eleganza. copia l’idea I classici paraventi
in paglia di Vienna sono l’idea easy
per ricavare la ‘stanza in più’. Sospensione Parasol con frange [Honoré]
Ha i colori del mare il bagno ora
fresco e luminoso. La palette nei toni
neutri del bianco e del corda si sposa
con l’elegante azzurro polvere delle
zellige a squama di pesce. I rimandi
rétro delle piastrelle e del pavimento
in terrazzo, l’ottone della rubinetteria
e il rattan degli specchi giocano con
lo stile contemporaneo del mobile
sospeso con doppia vasca d’appoggio. Piastrelle zellige formato Fish
e piastrelle Terrazzo [Mosaic Factory]. Lavabi
e vasca [» masalledebain.com] con rubinetti
[Grohe]. Applique [Nuura].
La fascia a boiserie realizzata
con la wallpaper in fibra naturale
sostituisce la testata del letto.
La mini sospensione in rattan con
frange, lo sgabello che funge da
comodino e l’armadio con le ante
che sembrano persiane... tutto
rilegge in chiave design il tema del
viaggio, caro ai padroni di casa.
Da copiare il mix di tessile: in lino
grezzo e canapa écru con
il denim slavato stropicciato. Sospensione Raphia XS Conique [Honoré].
Tessile letto [Maison de Vacances].
Il mini hammam. La sinfonia dai toni neutri del
bagno adiacente alla stanza
padronale si accende con la fascia
decorativa tinta terracotta del mini
muretto rivestito con le zellige.
Se vuoi replicare questo ambiente ti
servono un grande specchio ad arco
che dà profondità alla stanza e
strizza l’occhio all’architettura tipica
moresca e delle piastrelle Bejmat e
terra, anch’esse provenienti dalla
tradizione marocchina: riprendono
il fascino imperfetto delle zellige.
Un lessico architettonico rétro – archi, nicchie e séparé – per ridistribuire i metri quadri in modo nuovo, il mix di terracotta e acquamarina che dà vitalità e luce e 3 idee da copiare per lo studio!
Un ampio plurilocale (150 mq) nel quartiere parigino di Laumière, nel XIX arrondissement, è il protagonista della ristrutturazione completa a opera dell'architetto Julie Lacour.
Riprogettare gli spazi allo scopo di dare fluidità alle stanze e ricavare preziosi angoli working per entrambi, oltre a ricavare zone per contenere: è stato questo l’input datole dalla giovane coppia di committenti.
Le scelte fatte
Un design ispirato ai viaggi con cenni boho e l’uso ridondante di linee curve e forme arrotondate ha sostituito il design rigido Anni ’70 che caratterizzava gli spazi. La vetrata décor ad archi, la nicchia alcova, l’ufficio ritagliato all’ingresso e l’armadio del living giocano tutti con le curve.
Il tocco di stile
La palette base dai toni neutri è accesa dai tocchi di verde salvia, dagli azzurri delle zellige e dal terracotta. Gli arredi? Un mix di pezzi di design, vintage e su disegno.
Il match boho/industrial
1. La maxi sospensione di rattan è il pezzo clou del living. Basta lei per decorare la stanza. Per evitare il total look, Julie non ha aggiunto altri complementi in stile boho, ma ha deciso di dare soltanto dei tocchi décor alla libreria con gli inserti ad arco in legno di balsa e rafia.
2. La lampada vintage a bracci di metallo nero è lo spunto industrial che rende protagonista la parete del divano. Il mix di tavolini coffee table in pietra è sempre un’ottima scelta per uno stile industrial più leggero.
3. Il divano in lino bianco e un tappeto Beni Ourain sono i complementi neutri perfetti come punto d’incontro tra i due stili. Ora non ti resta che giocare con il tessile: scegli cuscini tinta unita terracotta o cipria, micropattern o anche fantasie floreali abbinate al denim leggero stropicciato blu scuro
progetto arch. Julie Lacour styling Céline Hassen foto Sophie Lloyd testi Elisabetta Viganò
Una lampada unica che con eleganza crea giochi di luci e ombre, modificando lo spazio. Prodotta da Olev, gli intrecci sono in fibra di carbonio
Sono sempre attirata da quelle lampade che esplicitano in maniera più evidente come la luce abbia la capacità di modificare uno spazio, e la sospensione LikeShadow di Olev, dove l’illuminazione incontra gli innovativi intrecci in fibra di carbonio realizzati artigianalmente da Karbony, ne è la materializzazione.
Le sorgenti inserite in un minimale corpo centrale cilindrico producono un’emissione di luce diretta, per una buona illuminazione verso il basso e al contempo indiretta, che contribuisce ad arricchire lo scenario luminoso facendo accadere la magia.
Il leggero ‘telaio’ circolare mobile, oltre a conferire alla lampada un aspetto decorativo e aumentare il comfort visivo totale, contribuisce alla proiezione a soffitto delle geometrie della trama che si può personalizzare, alzandolo o abbassandolo. Una lampada unica che con eleganza crea giochi di luci e ombre.
dimensioni: ø cm 5x20h per il cilindro, ø cm 70 per il piatto traforato. materiale: alluminio e filo di fibra di carbonio intrecciato a mano. finiture: nero super-opaco, brunito marrone, oro, titanio. sorgente: Led Integrato 2x9,4 Watt, temperature 2700-3000K. prezzo €2.318. » olevlight.com
Questa casa è tra i progetti premiati all’edizione 2024 del concorso Interiér Roku (Interior dell’Anno), che in Repubblica Ceca dal 2015 viene assegnato agli interni privati e pubblici progettati da architetti o interior designer cechi e slovacchi. Ha ricevuto il Premio della Giuria Popolare – Ton.
La zona giorno è un parallelepipedo in cui
occhio e luce corrono liberi, fino al giardino.
L’uniformità data da bianco e legno chiaro è
interrotta dagli arredi colorati, dal cassettone
classico e dalla trasparenza della vetrina
che nasconde in parte alla vista la zona scala.
Inondato di luce naturale su due lati, il living
è super accogliente grazie al grande divano
con chaise-longue in grado di ospitare tutta la
famiglia quando è in visita. Completano il
soggiorno poltrona, pouf e tavolini. Quando
ci sono molti elementi in un soggiorno, è la
presenza di un grande tappeto a delimitare
la zona e a tenere tutto insieme. Qui, poi,
il soggiorno ha anche un ‘divisorio’ a parete:
il camino che lo separa anche idealmente
dalla zona pranzo. La parete dove c’è la tv
è attrezzata con contenitori sospesi: sono
la scelta che dona leggerezza a un ambiente.
Poltrona con poggiapiedi Timeout [Conform],
ma guarda anche il modello Volden su [» asfurniture.it]; divano simile
ad Alea di [Kave Home], tavolino che riprende
il Tabouret Berger di Charlotte Perriand prodotto da [Cassina], tavolino Pedrera
in vetro e ottone, design Francisco Juan Barba Corsini [Gubi su » designrepublic.com], sospensione Nelson Saucer Bubble, design di
George Nelson del 1952 [Hay]. La struttura del
camino è rivestita con piastrelle Rombini,
design Ronan & Erwan Bouroullec [Mutina].
Inserita tra il living e la cucina, la zona
pranzo ha una panca ‘incastonata’
tra il camino e il mobile contenitore
ad ante. La panca è una scelta furba
perché permette di far sedere più
persone in uno stesso spazio, rispetto
alle sedie accostate. E i bambini si
divertono a stare uno accanto all’altro!
Nota il rivestimento canneté per la
struttura del termocamino: qui si tratta
di un rivestimento in ceramica, nelle
camere da letto ritroveremo un disegno
simile, ma realizzato in legno.
Tavolo e sedia 811 [Ton su » finnishdesignshop.
it], sospensione a 4 sfere TR Bulbe, coll.
Tim Rundle [Audo].
Parquet in rovere simile alla Ref. 82762498
[Leroy Merlin].
La cucina è uno spazio ampio e libero, con le
armadiature sui lati e un tavolo da lavoro
su ruote al centro, pratico perché puoi spostarlo
dove ti è più utile. «Un’idea rubata all’atelier di
mio marito – dice sorridendo la padrona di casa –
lui usa questi tavoli per spostare le sculture
più grandi e pesanti, io per preparare pranzi e
cene!». Ben studiata l’illuminazione: nessuna
luce centrale, ma una serie di faretti incassati nel
controsoffitto, un’applique e luci sottopensile.
Il piano terra comprende una zona notte con camera
da letto dotata di bagno en suite, accessibile anche
con sedia a rotelle («andando avanti con l’età bisogna
pensare a qualsiasi evenienza», dice la padrona
di casa) e un altro piccolo servizio con wc al quale
si accede direttamente dall’ingresso. Da copiare
l’idea di una struttura in legno – qui è in teak – alta come
la testiera del letto, che corre lungo l’intera parete. Per un letto in teak guarda ‘letti e testiere’ su » tikamoon.it.
Per le sospensioni, ci sono i modelli Tense 90 e Tense 120 di Lantern e Tourron
[New Works su » shop.mohd.it].
Sotto il profilo progettuale, il settore più
interessante della camera è quello di fronte
al letto: è stata realizzata un’armadiatura a
tutta parete, su misura, interrotta a sinistra
da una nicchia che ospita la zona studio e
più a destra dalla porta che conduce verso
l’ingresso. Note di stile: il canneté bianco
già visto nel living e la coordinazione delle
essenze per parquet, finestre e pareti, che
contribuisce alla pulizia formale dell’ambiente.
Al piano terra c’è un
doppio ingresso: il primo è quello
vero e proprio, ed è stato
attrezzato con
armadiature all white; il
secondo è quello... nella foto seguente!
L'ingresso che distribuisce gli ambienti costituisce il ‘biglietto
da visita’ della casa,
perché in un unico colpo
d’occhio ci mostra i suoi
lati distintivi: il verde in
fondo, le sculture del
padrone di casa, la scala,
il grande living a sinistra.
Al piano superiore trovano spazio due camere da letto, delle
quali una – qui in foto – con cabina armadio, lo studio e
un bagno. I materiali naturali sono protagonisti: il legno del
parquet in rovere naturale, ripreso dalle boiserie, dalla
panca e dalla scrivania, unito a quello bianco dell’armadio
realizzato su misura (che richiama i contenitori al piano
inferiore), la paglia di Vienna, il rattan. Per
la panca, guarda Safara in massello di teak riciclato [Kave
Home]. La scrivania è realizzata
su misura. Sedia Mistra con maniglia [Master&Master]. Sospensioni coll. Nelson Bubble [Hay].
Di fronte al letto, la
parete è attrezzata con una capiente armadiatura su misura. Per un pouf in rattan simile a quello in foto, c’è il modello
Franco Albini di [Sika-Design, ø cm 55x35h].
Sul retro della casa, in fondo al giardino, sull’area
prima occupata da alcune pertinenze in stato di
abbandono, il proprietario ha fatto progettare uno
spazio in cui può esercitare la propria arte. Un
ambiente arioso e pieno di luce – anche grazie a
quattro lucernari aperti al centro e alla mega porta-
finestra traslante – in cui creare ed esporre le sue
sculture.
L’altezza di 4 metri ha permesso di avere
un soppalco in metallo dal quale si accede a vani
contenitori chiusi da ante scorrevoli. Ancora scelte
minimal: bianco, metallo e un pavimento in
cemento industriale resistente e facile da pulire. Per portefinestre di grandi dimensioni, guarda il modello Prolux
Slide di [Oknoplast], dal profilo sottile in classe A e A+ (triplo vetro).
Per le finestre da tetto a bilico guarda i modelli elettrici di [Velux]
che comandi comodamente a distanza grazie a Velux App Control.
Sui due lati dell’atelier sono stati ricavati un garage
con ricarica per l’auto elettrica e una zona con cucina,
bagno e area relax. Qui, un divano in pelle, un quadro
e uno scaffale con le sculture scaldano un po’ l’ambiente.
Pensata per abitarci in due e per ospitare figli e nipoti, questa dimora in stile nordico ed eclettico non ha nulla di superfluo. Merito di un progetto... da premio!
Una grande casa progettata per una coppia di anziani che ha deciso di vivere qui, assieme a due cani bassotti e con figli e nipoti che spesso arrivano in visita. Per questo, nel progetto di ristrutturazione curato dallo Studio ANNY Architects, si è data la massima attenzione a zona giorno e spazi di convivialità. E si è costruito un locale ad hoc, esterno alla casa, dove il padrone di casa, scultore, può lavorare alle sue opere.
Le scelte fatte
La villa è un connubio di vecchio e nuovo: è stata disegnata sulla pianta della costruzione originaria ma allo stesso tempo è stata progettata con grande attenzione alla sostenibilità. Utilizza tecnologie moderne come l’energia solare a pannelli, la pompa di calore, le tende esterne per la regolazione della temperatura e i tripli vetri. Il sistema comprende anche la ventilazione controllata con recupero di calore e una cisterna di raccolta dell’acqua piovana per l’irrigazione del giardino.
Il tocco di stile
Tutti gli elementi dello stile nordico sono presenti: il colore bianco, il legno chiaro, le grandi finestre (scorrevoli), arredi dalle forme semplici e pulite, tanta luce naturale. Ma sono le note di colore a dare il giusto twist a questa casa e a scaldare gli ambienti, scongiurando l’all white!
Questa casa è tra i progetti premiati all’edizione 2024 del concorso Interiér Roku (Interior dell’Anno), che in Repubblica Ceca dal 2015 viene assegnato agli interni privati e pubblici progettati da architetti o interior designer cechi e slovacchi. Ha ricevuto il Premio della Giuria Popolare – Ton.
progetto AnnaNižňanská, Anna Podroužková (ANNY Architects), Andrej Kozánek, Peter Úradník foto Václav Novák testi Claudio Malaguti
Ecco com'era la cameretta prima del restyling... uno spazio un po' ibrido, ricavato nello studio della mamma: ci voleva proprio una vera cameretta 'da grande'!
Ecco com'era la cameretta prima del restyling... uno spazio un po' ibrido, ricavato nello studio della mamma: ci voleva proprio una vera cameretta 'da grande'!
Come ottimizzare una piccola stanza lunga e stretta? Come favorire la crescita dell’autonomia? Come fare un buon investimento che duri nel tempo e possa ospitarla anche da adolescente senza cambiare gli arredi? Scopri il restyling realizzato dalla creatorCFstyle @dillidalliblog per la figlia di 7 anni e i suoi trucchi salvaspazio e salvafuturo!
Quando arriva il primo figlio spesso c'è già una cameretta che lo attende, ma quando si aggiungono sorelline o fratellini la complessità del videogioco genitoriale 'trova-lo-spazio' aumenta di livello... e a volte si trovano soluzioni temporanee. Nel caso di mamma Francesca alias @dillidalliblog è andata proprio così: la piccola di casa è stata 'ospitata' per qualche anno in uno spazio ibrido, un po' studio dei genitori, un po' cameretta. Ma con l'inizio della scuola primaria ecco che l'esigenza di una stanza vera e propria va affrontata.
Come arredare una cameretta lunga e stretta
L'ex studio non ha dimensioni ampie ed è piuttosto lungo e stretto: Francesca ha deciso di massimizzare lo spazio contenitivo con un grande armadio e sfruttando anche il sottoletto (attrezzato con cassettoni) e la panca accanto alla scrivania. Il letto-divano è racchiuso tra le pareti e la spalla dell'armadio, creando uno spazio 'cocoon' che può essere vissuto con stile e comodità anche di giorno.
Quali arredi scegliere per favorire l'autonomia dei bambini
Lo spazio guardaroba è pensato per essere utilizzato in autonomia da una bambina: i cassetti nella parte bassa sono a portata di mano (anche quelle più piccole!) e l'asta appendiabiti è stata ribassata per lasciare più spazio in alto (raggiungibile solo da un adulto) per il cambio di stagione. I cassettoni sotto il letto e sotto la panca sono pensati anch'essi per un utilizzo indipendente da parte della piccola che potrà tenere in ordine giochi, libri e oggetti senza l'aiuto di un adulto.
Quali colori scegliere per la cameretta di una bambina
Meglio evitare colori accesi o troppo infantili per gli arredi: è più facile e soprattutto conveniente dare sfogo al 'periodo rosa' (attuale passione della figlia di Francesca) sulle pareti o con i tessili come copriletti e cuscini che potranno cambiare senza problemi durante la crescita della bambina e dei suoi gusti cromatici. Qui sono stati scelti armadio e scrivania in colori neutri e un verde pino per il letto e gli altri arredi, una tinta che potrà accompagnarla per molti anni fino all'adolescenza senza 'stonare'.
Dove trovare mobili di qualità per le camerette
Francesca ha scelto di realizzare la camera della figlia con l'aiuto di Nidi, azienda italiana da sempre impegnata a offrire arredi di qualità per gli spazi dedicati ai bambini e ai ragazzi più grandi. La storia di Nidi è legata a quella della storica azienda trevigiana Battistella, che dal 1953 è leader nel mondo dell’arredamento e che, per prima in Italia, ha avviato la produzione di camerette in laminato: attenzione al design, approccio artigianale e sostenibile (il materiale per i pannelli deriva da foreste responsabilmente gestite e certificate FSC®) sono i principi che guidano tutt'oggi questa azienda made in Italy.
Questa mansarda milanese di 163 mq è stata ridisegnata da Matteo Ranghetti, Alessandro Tonassi
e Rodolfo Sormani di @studioram_aa. Per il pavimento di tutta la
casa è stato scelto un rovere
naturale, impreziosito nella
zona giorno da un bindello (lo
vedi verso la porta) che fa da
cornice decorativa e divisorio
in direzione della zona notte.
Dall’ingresso, con lo sguardo si abbraccia
la zona giorno, aperta e ben organizzata. Le parti basse di una mansarda
vanno spesso sprecate o vengono
sottovalutate, qui invece sono state
sfruttate con mobili contenitori su misura,
non banali tamponature ma spazi utili,
impreziositi dal decoro a boiserie e
dal colore intenso che è ripreso nel muro
di fondo della cucina, lasciata invece
bianca per un piacevole contrasto. Cucina su
disegno [Cappellini Cucine]. Sedie da teatro vintage.
Sospensioni Stellar
Nebula di BIG - Bjarke Ingels
Group [Artemide]. In tutta la zona giorno, finestre a bilico elettriche con
tende esterne che proteggono l’ambiente da luce e calore: sono
disponibili in versione manuale, elettrica e solare [Velux].
Dice l’architetto: «Nella ristrutturazione ci ha guidati... la luce!
Abbiamo ricavato un unico ambiente per la zona giorno,
senza perdere la suddivisione delle funzioni, e abbiamo aggiunto
diversi scorci da cui vivere e osservare la casa». Divano con chaise-
longue Söderhamn [Ikea]. Applique I wanna be
your dog [Servomuto].
Lampada Costanza di Paolo
Rizzatto [Luceplan].
Le mansarde spesso sono pensate come luoghi
caldi in estate e freddi in inverno, ma qui la
ristrutturazione ha portato un miglioramento
dell’efficienza energetica della casa. Sono
state sostituite tutte le finestre per tetti
ingrandendole e scegliendo tripli vetri isolanti,
con trattamento basso emissivi (cioè che
riflettono il calore interno) e selettivi (che bloccano
il calore all’esterno). Se il caldo non entra né
esce, non bisogna raffreddare o riscaldare di più!
In tutta la zona giorno, finestre a bilico elettriche con
tende esterne che proteggono l’ambiente da luce e calore: sono
disponibili in versione manuale, elettrica e solare [Velux].
Dice l’architetto: «Le travi erano dipinte nel tentativo
di nasconderle. Ora le abbiamo sottolineate riportandole al
loro colore naturale che gioca bene sulle pareti bianche». Libreria String [String Furniture],
tavolo d’artista in metallo con piano decorato all’acido, sedie
antiche di famiglia. Sospensioni Orsa [Artemide].
In tutta la zona giorno, finestre a bilico elettriche con
tende esterne che proteggono l’ambiente da luce e calore: sono
disponibili in versione manuale, elettrica e solare [Velux].
I lavori di ristrutturazione hanno portato una ridistribuzione degli spazi. Nella zona notte sono state ricavate due
camere per i bambini – una delle quali oggi è
usata come studio dalla proprietaria di casa
che è graphic designer – un bagno, una mini
lavanderia e la camera matrimoniale, che
è una vera suite con cabina armadio e bagno
in camera. Ma l’intervento che ha
decisamente trasformato la vivibilità della casa
è quello che ha trasformato il terrazzo, che in
origine era piccolo, davanti alla portafinestra:
accorciando la falda del tetto si è ricavato dello
spazio in più, ora attrezzato con un tavolo per
mangiare all’aperto appena il tempo lo permette.
Massimo comfort:
nella zona notte le
finestre sono
dotate di tapparelle
motorizzate che si
comandano a
distanza via app. In tutta la zona notte
e nei bagni: finestre a bilico elettriche con tapparelle ad alto
isolamento che si controllano con Velux App Control [Velux]. Da notare, il mobile su misura che chiude la parte
bassa dell’ambiente, fatto di cassetti decorati
con listelli a boiserie.
5 vantaggi:
la tapparella offre
oscuramento
ottimale, abbatte
il calore estivo
fino al 96%, in
inverno aumenta
l’isolamento termico
fino al 16%, riduce
i rumori da impatto
e scoraggia i
malintenzionati.
Un bagno en suite... sotto le
stelle! La sfida è
stata ricavare un
bagno completo
di doccia e vasca
nelle altezze
di una mansarda. Lampada
Miconos da parete [Artemide], vasca freestanding
Muse [Zucchetti], sanitari sospesi Enjoy [Ceramica Cielo].
Rubinetterie Stereo [Quadro Design].
In bagno i mobili su misura sono fondamentali
per l’organizzazione dello spazio. Dalla wallpaper in
stile jungle protagonista della stanza è stato preso
il punto di verde che riveste pareti e mobili. Lampada Tolomeo Mini [Artemide], carta da parati Figari Agave [Lelièvre]. Tappeto [H&M
Home].
Una stanza montessoriana ha pochi arredi per crescere insieme, spazi contenitivi e una piccola libreria, tutto ad altezza bimbo. La luce zenitale
provenendo
dall’alto resta
costante per tutto
il giorno senza
dipendere
dall’esposizione
della stanza.
Nelle mansarde, di norma le zone più basse – a
Milano quelle sotto i 150 cm di altezza ma ogni
Comune ha le proprie regole – si possono usare
solo per ricavare contenitori e ripostigli. Qui si
sono progettati preziosi armadi, ma per renderli
meno scontati sono stati pensati abbinando
vani chiusi con ante ad altri a giorno dove tenere
oggetti e libri a vista. Letto a cassetti Hemnes [Ikea, 86x209].
Mobile su misura. Libreria Bookworm [Kartell].
Tutto quello che non ti aspetti da una mansarda: tanta luce e spazi ariosi! Merito di un intervento che ha aumentato le finestre sul tetto e disegnato gli ambienti con cura sartoriale
Il fascino della mansarda lo senti, non si può spiegare. Aurora e Matteo sognavano di trovare proprio un sottotetto da abitare con i loro bambini, Ettore e Leone. Una ricerca lunga e faticosa... poi, finalmente, eccolo: molto diverso da ora ma con un potenziale che l’architetto Rodolfo Sormani di Studio RAM ha saputo subito cogliere.
Le scelte fatte
Spazi sacrificati, stanze anguste, pareti scure: la casa non era valorizzata. Sono state demolite tutte le partizioni, per creare una zona giorno aperta ma con aree distinte e ben definite. Pilastri e strutture portanti, poi, sono stati inseriti in armadiature che li celano alla vista e offrono prezioso spazio contenitivo in più.
Il tocco di stile
Il colore, nelle tonalità del verde, dà carattere ai diversi ambienti; le carte da parati super decorative nella zona notte ottengono l’effetto wow!
progetto Studio RAM foto Andrea Segliani testi Alessandra Barlassina
Questa rubrica nasce dall’incontro fra Alice e I Tempestas: ogni mese scelgono un fiore edulo, lei ne parla dal punto di vista botanico e loro lo usano come ingrediente per una ricetta. Qui parlano della Camomilla, una pianta erbacea spontanea che, tra i tanti pregi, sa anche dare sapore a un dolce tradizionale
Nel linguaggio dei fiori, la Camomilla simboleggia la forza e la resistenza contro le avversità. Benché piccola e apparentemente fragile, riesce a crescere ovunque, affrontando con tenacia ogni ostacolo. È un fiore che insegna la dolcezza, ma anche la capacità di superare le difficoltà con serenità.
La Camomilla, conosciuta in botanica come Matricaria Chamomilla, dimostra come la natura spontanea sappia offrirci, in ogni petalo, un concentrato di virtù. Se c’è un fiore che tutti associamo ai momenti di relax, questo è la Camomilla, il fiore della buonanotte.
Nota fin dai tempi antichi per le sue proprietà calmanti e antinfiammatorie, è stata a lungo considerata una pianta sacra: nell’antico Egitto, per esempio la dedicavano a Ra, il Dio del Sole, credendo che sapesse infondere coraggio e pace.
La Camomilla fiorisce spontanea nei prati e lungo i bordi delle strade da primavera fino all’estate inoltrata. I suoi capolini bianchi e gialli, semplici e perfetti, emanano un aroma che gli antichi Greci paragonavano a quello delle mele mature, da cui deriva il suo nome: Khamaìmelon, cioè ‘mela della terra’.
Rilassante per mente e corpo, la Camomilla è perfetta per chi cerca un po’ di sollievo. Un’infusione dei suoi fiori calma lo stomaco irritato, favorisce il sonno e allevia anche i fastidi di una giornata stressante.
La Camomilla ha però anche molte altre applicazioni. Nell’Europa medievale, le sue piante venivano bruciate per combattere le epidemie o appese sopra le culle dei neonati per proteggerli dalle malattie.
Ancora oggi, la Camomilla è preziosa per la cura della pelle: i suoi estratti aiutano a lenire irritazioni, eczemi e arrossamenti, rendendola un ingrediente prezioso nella cosmesi naturale.
I suoi fiori possono poi essere usati in cucina per aromatizzare marmellate, caramelle, gelati e persino liquori come il vermouth. E allora, perché non provare un risotto alla Camomilla o un’insalata di pesce decorata dai suoi delicati petali?
LO SAPEVI CHE… Puoi coltivare la Camomilla in giardino o in vaso, seminando a marzo o aprile. Ama i terreni leggeri e ben drenati e predilige il sole. Non solo abbellirà il tuo spazio verde, attirerà anche gli impollinatori, contribuendo all’equilibrio dell’ecosistema. Seminala una volta: tornerà a fare capolino spontaneamente, di anno in anno.
Biancomangiare alla Camomilla
di @i_Tempestas ovvero Fabrizio Maggiulli e Giovanni Montenero, cook e book lovers » youtube.com/@i_tempestas
ingredienti
Dosi per 4 persone: √ 300 ml di bevanda vegetale alla mandorla √ 200 g di mascarpone vegano √ 2 cucchiai colmi di fiori secchi di Camomilla √ 60 g di sciroppo d’acero √ 10 g di amido di mais √ 2 g di agar agar in polvere √ 1 cucchiaino di estratto di vaniglia √ 1 pizzico di sale
occorrente √ stampi per budini oppure anello e fogli di acetato √ garza per filtraggio o colino
procedimento
1. In un pentolino scalda 250 ml di latte vegetale con i fiori secchi di Camomilla. Appena accenna a bollire, spegni e lascia in infusione 15 minuti coperto.
2. Filtra bene il latte, spremendo i fiori per estrarre tutto l’aroma. In questo modo dovresti ottenere circa 200 ml di infuso.
3. In una ciotolina a parte stempera l’amido di mais e l’agar agar in 50 ml di latte vegetale freddo.
4. Versa il liquido ottenuto nel latte alla Camomilla, unisci zucchero, vaniglia, sale, mescola poi aggiungi il mascarpone precedentemente ammorbidito.
5. Quando sarà perfettamente amalgamato e senza grumi, rimetti sul fuoco dolce. Porta a leggero bollore e cuoci per almeno 2 minuti, mescolando di continuo per attivare l’agar agar. La crema deve addensarsi e velare il cucchiaio.
6. Versa subito negli stampi, se in vetro unti con dello sciroppo d’acero o con il caramello.
7. Fai raffreddare, quindi lascia rassodare in frigo per almeno 4 ore.
TIPS & TRICKS
• Anello e foglio di acetato sono il metodo più semplice per sformare perfettamente il tuo budino, ma se preferisci i bicchierini in vetro ti basterà mettere lo sciroppo sul fondo. Al momento di servire immergi il fondo del bicchiere per pochi secondi in acqua calda e rovescia sul piatto.
• Puoi sostituire lo sciroppo d’acero con quello di agave o caramello, meglio se fatto con zucchero di canna chiaro.
Le fughe colorate sempre più protagoniste nelle scelte di design
Con Color Fill di Kerakoll, il materiale che connette pavimenti e rivestimenti in ceramica, pietra naturale e mosaico oggi non è più un semplice riempitivo tecnico, ma è diventato protagonista delle scelte di stile e di arredo grazie ai tantissimi colori disponibili. Guarda la gallery per trovare ispirazioni per la tua casa!
Cinque prodotti diversi e una palette di 50 colori: ecco la materioteca e la gamma cromatica che hai a disposizione con Color Fill di Kerakoll per personalizzare pavimenti e rivestimenti in ceramica, pietra naturale o mosaico.
Anche le fughe possono essere colorate!
Siamo abituati a scegliere colori e finiture delle piastrelle senza dare troppa importanza al materiale che le ‘connette’ e che può fare davvero la differenza. Le fughe colorate sono linee che progettano e disegnano lo spazio: non sono più dettagli, ma vere e proprie protagoniste di scelte di stile dai risultati sorprendenti, come quelli che vedi nella gallery.
Una gamma super versatile per tutte le esigenze
Color Fill di Kerakoll è in grado di offrire soluzioni idonee per molteplici destinazioni d’uso: nata per rispondere alle esigenze estetiche e prestazionali della finitura decorativa, Color Fill comprende due stucchi, Fugabella Color e Fugalite Color, e tre sigillanti, Silicone Color, Neutro Color e Silmat Color, per garantire una proposta integrata di soluzioni in linea con le tendenze dell’interior design e dell’architettura. Le formulazioni messe a punto da Kerakoll si traducono in una varietà di prodotti in grado di offrire molteplici combinazioni cromatiche, dove l’estetica incontra la performance.
Tono su tono o a contrasto?
La scelta è completamente libera perché la palette di Color Fill permette tantissime combinazioni cromatiche, dalle nuance più soft e delicate alle tinte decise, intense e squillanti. La corrispondenza cromatica delle tinte di Color Fill con quelle di Color Collection, il sistema completo di pitture e resine decorative di Kerakoll, permette di creare progetti coordinati per qualsiasi esigenza di stile.
La sostenibilità non è un dettaglio…
Kerakoll è Società Benefit certificata B Corp, riconoscimento rilasciato dall’ente internazionale B Lab alle organizzazioni che si impegnano a rispettare alti standard di performance sociale e ambientale. Scegliere la gamma di stucchi e sigillanti decorativi Color Fill significa contribuire al rispetto di questi principi, oggi più che mai fondamentali e condivisi.
In-Side, qui in verde salvia, è la poltrona in polietilene contenente materiale riciclato post-consumo e chips laterali multicolore in polietilene
riciclato postindustriale [Magis, cm 82,8x90,8x86,8h].
Colori accesi, linee morbide, comodità ma anche spirito giocoso: tutto ciò è racchiuso nella poltrona monoscocca Gomma che in 55 anni non ha mai smesso di essere attuale. Il suo segreto? La forma ‘primordiale’ ma ricercata, che ha ispirato tante sedute contemporanee
Gli Anni ’70 per il design sono un periodo di sperimentazione: le forme si fanno generose, i colori diventano accesi e si utilizzano materiali nuovi, in grado di garantire funzionalità e di offrire ai progettisti la possibilità di giocare con le forme.
Massimo esempio di questa ‘cultura pop’ è la poltrona Gomma, diventata un’icona grazie alle linee curve e archetipiche e ai colori brillanti dei rivestimenti. La novità è l’uso della gomma espansa per seduta e schienale, che rende la poltrona morbida e flessibile, capace di accogliere il corpo sostenendolo e abbracciandolo.
La linea curvy della monoscocca, la seduta ribassata e le quattro ‘zampe’ che caratterizzano Gomma, negli anni sono state di ispirazione per poltrone monolitiche che hanno ripreso e rideclinato questi elementi in forme sempre nuove, anche con materiali riciclati, e senza mai perdere il mood giocoso.
GOMMA designer: Jonathan De Pas, Donato D’Urbino e Paolo Lomazzi anno: 1970 Progettata per Zanotta, questa poltrona dalle forme morbide e avvolgenti rispecchia la volontà di designer e azienda di realizzare una seduta funzionale, esteticamente accattivante e allo stesso tempo giocosa... che di sicuro colpisce e si fa notare!
PORTAFINESTRA
SCORREVOLE
La traversa a terra non
deve esser più alta di
2,5 cm o, meglio, la soglia
deve essere ribassata
il più possibile per
agevolare passaggi sicuri
a bimbi, anziani e a chi
ha problemi motori. In
foto, scorrevole Modern
Slide [WnD, su progetto].
IL PARQUET ULTRA-SOTTILE Se scegli tavole
spesse 10 mm puoi sovrapporle su qualunque pavimento
preesistente per evitare lavori invasivi. In foto, formato
Tavola Slim 120 Coll. Dream [Woodco].
SCALA A 2 RAMPE Per chiudere il sottoscala la scala deve avere gradini ad alzata chiusa, quindi privi di spazi vuoti tra le pedate. Ogni rampa deve avere massimo 15 gradini, con pedate profonde almeno 25 cm e alzate di 15-17 cm. In foto, scala in acciaio Knee TR 10 [Roversi, su progetto].
CHIUSURE PER IL VANO SOTTOSCALA Per ricavare un ripostiglio si realizza una parete in cartongesso e si adottano pannelli di chiusura dotati di telai integrati nel muro e di ante trapezoidali filomuro che, da chiuse, risultano invisibili. In foto, di 15-17 cm. In foto, sistema filomuro Skema [FerreroLegno, su progetto].
PORTA SCORREVOLE
A SCOMPARSA
Il muro in cui va installato il
controtelaio della porta
deve essere di 9-15 cm se
in muratura e di 10-15 cm
se in cartongesso. La porta
NM00 in finitura frassino
poro aperto Bianco si
adatta a controtelai posati
su entrambi i tipi di pareti
[Flessya].
La tua casa ha bisogno di un restyling? Ti aiuta l’interior designer. Devi riorganizzare gli spazi e rifare gli impianti? Serve l’architetto. E se si ‘toccano’ strutture (muri portanti, solai o tetto) serve anche un ingegnere. Partendo da 4 progetti degli architetti CFstyle ti aiutiamo ad affrontare la ristrutturazione districandoti tra regole e permessi. Qui parliamo di accorpare 2 appartamenti
Si possono unire due appartamenti per renderli un'unica casa solo se appartengono allo stesso proprietario.
Come procedere
Se gli immobili sono già della stessa proprietà si procede subito con le varie fasi di progettazione e ristrutturazione insieme all’architetto. Se il secondo alloggio è da acquistare, si può usufruire delle agevolazioni prima casa a patto che il compratore al rogito si impegni a effettuare tutti i lavori necessari a dimostrare che l’immobile finale sarà uno solo.
È anche possibile acquistare solo una parte dell’appartamento da accorpare: prima di procedere è necessario eseguire un frazionamento e l’acquisto della sola parte da unire al proprio immobile (vedi pag. 102). Attenzione che potrebbe essere necessario ottenere il consenso anche da parte del condominio se il regolamento condominiale ponga dei limiti su frazionamenti e accorpamenti di immobili.
Le pratiche
L’accorpamento è considerato manutenzione straordinaria quindi, per eseguirlo, va presentata in Comune una CILA se non si toccano strutture portanti o una SCIA se si aprono porte su muri portanti o si interviene sui solai per collegare i due piani con una scala; in questo caso servirà oltre al progetto di ristrutturazione dell’architetto anche la relazione sulla statica e sul rispetto della normativa antisismica preparata dall’ingegnere strutturista.
Finiti i lavori, l’architetto/ingegnere/geometra presenta al Catasto la variazione con fusione delle due unità e la Segnalazione Certificata di Agibilità mentre un tecnico certificato stilerà la nuova Certificazione Energetica APE.
Un esempio
A Milano una famiglia decide di ampliare la propria abitazione acquistando e annettendo parte dell’appartamento al piano di sotto. Eseguito il frazionamento e l’acquisto della parte di immobile interessata, l’architetto CF style Marco D’Andrea ha definito il progetto da allegare alla SCIA collaborando con lo strutturista che ha prodotto le pratiche antisismiche e di verifica statica per l’intervento sul solaio che divide i due alloggi in modo da metterli in comunicazione con una scala.
Al piano terra è stata organizzata la zona giorno-cucina con 1 bagno, di sopra la zona notte con 4 camere, 2 bagni e una stanza tv. A chiusura lavori sono state depositate tutte le variazioni e le certificazioni richieste.