Candidature aperte fino al 20 luglio per la nuova edizione del contest biennale a Martano (Lecce). Tema di quest’anno: “Il Progetto Necessario”, un invito a ridisegnare living e garden con attenzione alla sostenibilità e al futuro
Il design utile, capace di rispondere alle sfide del presente e migliorare la qualità della vita. È questa l’anima dell’Agorà Design Contest 2025, concorso internazionale promosso dall’azienda salentina Sprech, che torna con una nuova edizione all’insegna dell’innovazione sostenibile e del pensiero progettuale consapevole.
Fino al 20 luglio c’è tempo per candidarsi e partecipare al contest, che culminerà nel Festival Agorà Design, in programma dal 2 al 5 ottobre a Martano (Lecce), nel suggestivo Palazzo Baronale. Una quattro giorni di incontri, workshop e mostre per mettere in rete creativi, aziende e grandi nomi del design e dell’architettura.
Il tema dell'edizione 2025 è 'Il Progetto Necessario'. In un momento storico segnato da transizioni ambientali, sociali e tecnologiche, la nuova edizione invita progettisti, designer e architetti – professionisti o studenti – a proporre idee che non siano semplici esercizi di stile, ma risposte concrete e intelligenti ai bisogni reali.
Ispirandosi al principio “Less, but better” di Dieter Rams, il concorso spinge verso un design essenziale, ma carico di significato: innovativo, utile, onesto e duraturo. Un approccio che va oltre le mode per dare forma a oggetti e spazi davvero necessari.
Il contest è diviso in due ambiti: il primo è Living, dedicato all’interior design: arredi, complementi, rivestimenti, tessuti, pavimenti, soluzioni decorative. Qui i partecipanti dovranno presentare anche un prototipo del progetto. Il secondo è Garden, focalizzato sul Daybed da esterno, una seduta che unisce comfort, estetica e sostenibilità, ideale per ripensare il relax outdoor con uno sguardo contemporaneo.
Chi può partecipare? Il concorso è gratuito e aperto a tutti: designer, architetti, creativi già attivi nel settore e studenti di scuole e università italiane o internazionali. Si può partecipare da soli o in gruppo, con un solo progetto. Una giuria di esperti valuterà le proposte in base a originalità, qualità del design, coerenza con il tema e potenziale di produzione.
I progetti selezionati saranno premiati durante il festival di ottobre e inseriti in un catalogo internazionale distribuito a studi, aziende e redazioni di settore. Le migliori proposte saranno anche esposte in occasione di fiere nazionali e internazionali con la possibilità di entrare in un network professionale, confrontarsi con il mercato e dare concretezza alle proprie idee.
Agorà Design è un luogo di scambio culturale che ogni due anni trasforma il Salento in un polo creativo, grazie a un programma ricco di conferenze, workshop, lectio magistralis e laboratori per tutte le età. Tra gli ospiti delle scorse edizioni: Stefano Boeri, Giovanna Castiglioni, Peter Pichler, Benedetta Tagliabue e molti altri protagonisti della scena contemporanea.
A quali condizioni è possibile collocare il motore del condizionatore sul lastrico solare? L'esperto risponde
«Su questo argomento» spiega Pietro Tasca di Amministrazioni Tasca «si è espresso il Tribunale di Napoli con la sentenza n° 3527 del 29 marzo 2024. Riassumendo: il condòmino ha diritto di posizionare l’unità esterna del condizionatore sul lastrico solare a determinate condizioni.
Innanzitutto, occorre verificare che il regolamento di condominio non lo vieti. Poi va rispettato il decoro architettonico dell’edificio e il motore del condizionatore non deve impedire agli altri condòmini di utilizzare a loro volta lo spazio comune.
Chi intende installarlo non deve chiedere il permesso all’assemblea, ma deve darne comunicazione preventiva all’amministratore. Sarà quest’ultimo poi a comunicarlo agli altri condòmini alla prima riunione utile.
Se l’assemblea riterrà che l’opera viola i limiti che abbiamo elencato, potrà chiedere all’interessato di spostare l’impianto o di fare modifiche per renderlo compatibile con il decoro dello stabile o per evitare che limiti l’uso comune del lastrico. Se sorgono contestazioni, l’amministratore potrà agire dinanzi al giudice.
La sua storia di designer parte quando era ancora studente. In oltre 30 anni ha collaborato con tante aziende, vincendo anche due Compassi d’Oro
Ospite sulla nostra Floating Home durante la Milano Design Week, ci ha raccontato gli inizi della sua carriera...
Possiamo dire che tutto è cominciato grazie a un leggio? «Certamente. Nel 1994 ero un giovane studente di architettura e mia madre temeva che stando chino sui libri sarei diventato gobbo come Leopardi. ‘Perché non ti compri un leggio!?’ mi diceva. Ho preferito progettarlo e costruirlo, poi l’ho proposto a un’azienda che l’ha portato Salone del Mobile. Facile, no? Le cose dopo non sono sempre andate così lisce, ma quel primo progetto mi ha fatto capire cosa avrei voluto fare da grande».
Poi, pochi anni dopo, il primo Compasso d’Oro per la posata Moscardino e il secondo per i tombini Sfera di Montini, uno dal decoro a zampe di uccelli... «Vincere premi prestigiosi dà soddisfazione, ma la carriera va costruita giorno per giorno, con forza di volontà, con un metodo e con tanta curiosità».
I taccuini Tribute Collection per PdiPigna omaggiano tre grandi del design: Gio Ponti, Enzo Mari, Ettore Sottsass. A quale si sente più affine? «A Gio Ponti, la figura più completa e sfaccettata del panorama progettuale prima di tutti: designer, architetto, pittore, fondatore e direttore di riviste, art director». Oltre che designer, è direttore creativo di varie aziende.
Cosa ama di più in questo ruolo? «Mi emoziono nel lavorare a fianco degli imprenditori, aiutarli a scrutare un futuro possibile per la loro azienda, coordinare i professionisti come fa un buon direttore d’orchestra: soltanto con il contributo di ciascun singolo si crea una bellissima sinfonia».
Che consiglio darebbe a un giovane aspirante designer? «Di avere determinazione, perseveranza, umiltà e una forte dose di ottimismo».
Una recente Direttiva Europea ha generato preoccupazioni sul destino delle case in classe energetica bassa. Per evitare allarmismi, facciamo il punto sul tema
Parte della strategia europea Renovation Wave (‘ondata di ristrutturazioni’), la Direttiva Case Green voluta per rendere gli edifici più sostenibili ed energeticamente efficienti, genera preoccupazioni e dubbi sui presunti interventi obbligatori su appartamenti e villette da effettuare entro il 2030. Facciamo chiarezza, per sfatare false credenze e comprendere le reali implicazioni di questa iniziativa.
COSA DICE LA DIRETTIVA
Entrata in vigore il 28 maggio 2024, Case Green chiede agli Stati membri, e non ai cittadini privati, di ridurre il consumo medio nazionale di energia negli edifici residenziali del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035, oltre a ridurre a zero le emissioni entro il 2050.
• Per recepirla, l’Italia ha tempo fino al 2026, sia per stabilire in libertà e sulla base del proprio parco immobiliare con quali strategie raggiungere i target, sia per introdurre incentivi e sostegni per rendere le riqualifiche energetiche più accessibili.
• Il nostro Governo dovrà anche introdurre il Passaporto di Ristrutturazione degli edifici, uno strumento che aiuterà i cittadini che vorranno usufruirne a individuare con chiarezza il percorso di riqualifica energetica per la propria abitazione.
QUALI OBBLIGHI CI SONO
• A oggi in realtà non esistono obblighi per i proprietari di case e non sono previste limitazioni o sanzioni per chi non riqualifica l’abitazione. Non è infatti vero che dal 2030 non si potranno vendere o affittare case che non siano già certificate in classe E e che non siano dotate di pannelli solari.
• L’obbligo di riqualificare le case entro il 2030 portandole in classe energetica E (su una scala di prestazioni che va dalla A – la più performante – alla G, la più energivora) era inserito in una delle revisioni della Direttiva, ma poi è stato rimosso perché ritenuto oneroso.
• Una cosa è vera: l’inevitabile e progressivo miglioramento energetico a cui presto o tardi andrà sottoposto il 60% degli edifici italiani che oggi rientra nelle classi F e G, porterà alla cosiddetta ‘sanzione di mercato’, cioè il deprezzamento naturale del valore delle case che rimarranno meno efficienti.
UN CONSIGLIO
Mentre si attende il programma nazionale che tra un anno ci dirà come e quando intervenire, il consiglio è di scoprire adesso in quale classe energetica ricade la nostra casa. Scoprendone la classe daremo al nostro immobile una carta d’identità energetica, nella quale sono indicati i consumi di energia e il relativo impatto ambientale. È importante ambire alle classi più alte perché più alta è la classe più la casa è in grado di ottimizzare l’uso di energia e di ridurre gli sprechi.
CHI REALIZZA LA CERTIFICAZIONE ENERGETICA
Ci si rivolge a un Certificatore Energetico (si trova online cercando negli elenchi regionali dei certificatori energetici) il quale rilascia l’Attestato di Prestazione Energetica (l’APE già obbligatorio nelle compravendite, donazioni e locazioni) ossia il documento che, riportando le prestazioni, i consumi e le emissioni, incasella la casa in una classe energetica e fornisce anche raccomandazioni e soluzioni per migliorarne l’efficienza.
• Tra gli interventi che possono aiutare a scalare una o due classi, anche un passo alla volta, ci sono l’isolamento ‘a cappotto’ delle pareti perimetrali, la sostituzione della caldaia con la pompa di calore e l’adozione di finestre isolanti e pannelli solari.
Un esempio di stanza con la graniglia gialla. Nel testo leggi i consigli di Nicoletta
Carbotti,
architetto e
interior designer, su Instagram come
@la_nico_c.
La palette si appoggia
sui toni del blu, un
buon complementare
del giallo intenso del
pavimento. Il blu infatti
‘raffredda’ e stempera
il pavimento e al tempo
stesso lo completa.
Tra i ‘pavimenti difficili’ le graniglie gialle sono ai primi posti. Eppure è possibile salvare anche loro, valorizzandole con il giusto mix di colori e arrredi
A molti la graniglia gialla evoca ricordi da casa della nonna, scenari passati, vintage, rétro. Ma è l’unico registro estetico che si può adoperare per arredare ambienti con questa pavimentazione? O è possibile ‘interpretare’ questo materiale fino a realizzare un progetto d’arredo minimale, funzionale e contemporaneo?
Un buon modo è far leva sulla forza cromatica di questa graniglia, andando ad appoggiarvi sopra arredi in stile nordico, dunque dalle linee essenziali ma di carattere, e scegliere colori accesi e forti, che ne evidenziano le geometrie.
È possibile inoltre giocare con la texture effetto terrazzo adoperandola in chiave decorativa, sia per divertenti carte da parati da alternare a color block decisi, sia per accattivanti tappeti capaci di scaldare l’atmosfera. Come in questa proposta pensata per un angolo dedicato all’home office.
Cose, persone, suggestioni, mode che verranno e intramontabili evergreen. Scovati in giro, intercettati su Instagram o surfando nello ‘sconfinato-mondo- dell’Internet’...
RICILI DAL MARE
Legni consumati, ferraglie e rottami arrugginiti… Con questi elementi, dalle mani di Luca Paroli nascono pesciolini e piccoli mostri marini, tutti con una storia da raccontare. @unpescefuordacquariccione
CROCHET ADDICT
Dai valore ai tuoi lavori, regalati uno di questi uncinetti! Di legno pregiato cana- dese o esotico, sono intagliati, intarsia- ti e levigati a mano. E ovviamente ognuno è diverso dall’altro. @knitbrooks
CACHEPOT!
Dinosauri, animali della savana… Avete mai pensato di ‘ospitare’ all’interno di queste riproduzioni di plastica (che di sicuro avete in giro per casa) piccole piante grasse? Strane creature vi sorprenderanno. @succulentzoo
PIETRE D’AUTORE
C’è chi si limita a raccoglierli, i sassi più belli… Elena Nuez, invece, li decora fino a farli diventare piccole opere d’arte, disegni che sembrano prototipi per una collezione di tessuti. @bicocacolors
BLOWIN’ IN THE WIND
Una sottile lastra di acciaio zincato, forbici per sagomare i dischetti e fil di ferro come supporto: con Alice la magia di questi leg- gerissimi ‘mobile’ va in scena, a catturare la luce e i riflessi, a farsi muovere e cullare da ogni alito di vento. @mononoke
APPEAL MATERICO
«Sono ossessionata dal colore grezzo della porcellana, la tavolozza delle mie creazioni è minimal. Ma le texture scolpite a mano danno profondità», racconta Heather Knight. L’argilla è diventata il suo modo di esprimersi, oltre le parole. Ogni sua creazione è tattile, moderna, elegantissima. @elementclaystudio
Testi di Giusi Silighini
Innovazione, comfort e sicurezza: la casa secondo Plenitude
Dalla transizione energetica alla tranquillità domestica, la casa del futuro parla il linguaggio dell’innovazione e della sicurezza.
In un’epoca in cui la casa è sempre più il centro della nostra vita, le soluzioni per renderla efficiente, intelligente e sicura diventano fondamentali. Plenitude, sta ridefinendo il concetto di abitare attraverso un ecosistema di servizi all’avanguardia che unisce sostenibilità, tecnologia e comfort.
La casa intelligente è anche efficiente
Plenitude propone una gamma completa di soluzioni per l’efficientamento energetico domestico: impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia, climatizzatori a basso consumo, caldaie e pompe di calore di nuova generazione, fino ai termostati intelligenti per gestire ogni ambiente in modo smart. Un’offerta pensata per ridurre l’impatto ambientale e rispondere al bisogno crescente di autonomia energetica. L’innovazione si estende anche alla mobilità: grazie a una capillare rete di colonnine e alle WallBox residenziali, la ricarica dell’auto elettrica diventa semplice e quotidiana, perfettamente integrata nella vita di casa
Una partnership che mette la sicurezza al centro
Oggi, abitare in modo consapevole significa anche proteggere ciò che ci sta più a cuore. Per questo Plenitude ha avviato una collaborazione con Verisure, leader europeo nei sistemi di allarme monitorati, integrando l’offerta di sicurezza avanzata all’interno dei propri servizi per la casa.
Fino al 31 agosto, nei Plenitude Store selezionati, sarà possibile accedere a un’offerta esclusiva: chi sceglie un sistema d’allarme Verisure riceverà uno sconto dedicato, un Kit Plenitude in omaggio e potrà usufruire dei servizi di sicurezza professionale a un prezzo agevolato. E non è tutto: con l'operazione a premi 'Proteggi la tua casa e il tuo ufficio con Verisure', sempre fino al 31 agosto, si avrà la possibilità di ricevere in omaggio anche una Carta Prepagata Plenitude, utile per il pagamento delle proprie bollette di luce o gas o da regalare.
Una nuova idea di casa: integrata, sicura, su misura
Il valore aggiunto? Una proposta completa che guarda alla casa come a un sistema integrato, dove ogni tecnologia è pensata per semplificare la quotidianità, contribuire a ridurre i consumi e garantire serenità. Il tutto supportato da un servizio clienti multicanale e da un team di consulenti specializzati pronti a guidare ogni scelta con competenza e trasparenza.
Iscrivendosi al programma loyalty 'Plenitude Insieme', inoltre, ogni cliente può accedere a vantaggi esclusivi, premi, offerte mensili e contenuti esperienziali.
Lettino Osini in rattan sintetico Naturale beige con schienale regolabile in 5 posizioni e cuscino in poliestere imbottito in schiuma [Beliani, cm 70x190x33/98h]. Ombrellone Macramé con struttura in legno di faggio e telo in cotone traforato [Bizzotto, ø cm 250x254h]. Pianta: KUMQUAT (Mandarino cinese). Piccolo
e ornamentale, si coltiva bene in vaso.
Ama il sole e va protetto in inverno; i frutti
si mangiano interi, buccia compresa!
Lettino Plano con struttura in resina fiberglass rivestita
da tela tecnica traspirante, qui nei colori menta/mandorla. Lo schienale è regolabile in 4 posizioni [Nardi, cm 71x211x97h ]. Ombrellone
Somer Verde Flora con supporto in metallo e tessuto in poliestere in grado di offrire protezione efficace contro i raggi UV [The Masie, ø cm 250x240h]. Pianta: CITRUS LIMETTA (Lime dolce). Poco
conosciuto ma delizioso, dai frutti profumati
e succosi, ideali per bibite estive. Ama il caldo e
teme il freddo: perfetto per terrazzi soleggiati.
Lettino tessile Luxe The
Resort Navy con rivestimento in poliuretano e poliestere e schienale ergonomico regolabile su 6 altezze [Sunny Life, cm 56x180x9h]. Ombrellone
Stripesol Wave con telaio in alluminio e tessuto in poliestere Blue [Fatboy, ø cm 350x282h]. Pianta: CITRUS MYRTIFOLIA (Chinotto).
Elegante e profumato, ben si adatta alla coltivazione
in vaso, in posizione riparata e luminosa. Mantieni la
sua chioma con potature leggere a fine inverno.
Divano modulare Maximo 5 con struttura in resina post consumo, tessuto ad alta componente riciclata e ripiano portaoggetti [Nardi, cm 369x182x79h].
Cuscini impermeabili Patio [Luv Unique Home, cm 40x40]. Tappeto Spark in polipropilene [Unique Loom, cm 304x396]. Pianta: IMPATIENS
WALLERIANA
Fiorisce instancabilmente
all’ombra luminosa
ed è perfetta per vasi e
ciotole. Gradisce
irrigazioni regolari e un
terreno ben drenato per
evitare ristagni.
Divano Sedalis in alluminio verniciato a polveri con schienale e seduta in corda intrecciata resistente ai raggi UV e cuscini sfoderabili idrorepellenti [Kave Home, cm 210x90x
80h]. Cuscino waterproof Forget me Not Navy Blue in poliestere riciclato [Celina Digby, cm 45x45]. Tappeto in polipropilene Lilith Poppy
Red [Laura Ashley, cm 160x230]. Pianta: HYDRANGEA
(Ortensia). In ombra luminosa
dà il meglio, offrendoti grandi
infiorescenze che cambiano
colore in base al pH del terreno.
Ama suoli umidi e ben concimati.
Divano a 3 posti Baku in tessuto da esterno Olefin giallo [Deghi, cm 270x90x63h]. Copricuscino Cretegny
in PET [Loberon, cm 60x40]. Tappeto Cretegny in PET resistente a muffa [Loberon, cm 200x300]. Pianta: HOSTA Ideale per bordure
e vasi in zone ombreggiate, ha
grandi foglie decorative. Ama
il terreno fresco e ben drenato.
Attenzione alle lumache che
sono ghiotte delle sue foglie.
Sdraio a due posti Double, in legno di faggio sostenibile e tela personalizzabile [Contrado, cm 98x104x105h]. Tavolino Distretto di Murano in
polipropilene nel colore Rosa e con piano-vassoio rimovibile in legno [Defora Home, ø cm 70x36h]. Pianta: LOBELIA
ERINUS
Ideale per vasi
sospesi e bordure in
mezz’ombra, colora
con i suoi piccoli fiori
blu. Vuole irrigazioni
regolari e luce
non troppo diretta.
Sdraio Varna in legno di eucalipto e tela in poliestere riciclato verde kaki [Maisons du Monde,
cm 67x100x75h]. Tavolino Deya in calcestruzzo rinforzato con fibra di vetro, smaltato Dark Green [Ferm Living, ø cm 47x45h]. Pianta: BRACHYSCOME
MULTIFIDA
Leggera e fitta, forma
cuscini di margheritine
lilla. Perfetta per
vasi e bordure, è
semplice da
coltivare. Ama il
sole e un terreno
ben drenato.
Tavolino Parri
in ceramica con decoro China [Safavieh, ø cm 32x46h]. Sdraio Wave in legno di teak e tela in poliacrilico [Business & Pleasure, cm 59x93x79h]. Pianta: SALVIA
MICROPHYLLA
Rustica e generosa, attira
farfalle e impollinatori.
Resiste bene alla siccità
e predilige il pieno sole.
Dopo la prima fioritura
potala per averne di nuove.
Sdraio Julia City Garden con struttura in alluminio
rosso carminio e tela plastificata grigia con poggiatesta [DCB Garden, cm 58x102x100h]. Tavolino Plévin in calcestruzzo grigio, dotato di incavo per
riporvi ghiaccio, bibite o piante [Loberon, ø cm 90x40h].
Un lettino e un ombrellone, un divano e un tappeto, una sdraio e un tavolino: basta poco per creare un angolo all’aperto su misura per il tuo spazio. Qui gli abbinamenti perfetti, verde incluso
SDRAIO + TAVOLINO
Oggi più stilosa e anche in versione a due posti, l’iconica sedia da spiaggia con teli antiusura si abbina a tavolini waterproof alti 35-45 cm su cui appoggiare bibite, libri e piantine in vaso. Il più cool? Integra un ampio vano portaghiaccio!
DIVANO+TAPPETO
Per l’angolo chiacchiere punta su un sofà outdoor monocolore messo in risalto da un tappeto in fibra sintetica nelle fantasie iper-cromatiche che ami di più, riprese dai cuscini per creare uno stile coerente.
LETTINO + OMBRELLONE
Vuoi un’isola relax che ti proietti in riva al mare? Scegli un lettino prendisole reclinabile su cui ascoltare musica, riposare o leggere un libro sotto un ombrellone con telo filtrante o anti-raggi UV che ne richiami il mood.
Testi di Paolo Manca (selezione e testi piante a cura di Alice Delgrosso)
In questa casa su due piani
con giardino vivono Rosa ed Emanuele con le figlie gemelle. Siamo nel quartiere romano del Pigneto. Prima salotto e pranzo erano
separati e comunicavano solo
attraverso una porta ad arco: lo studio di
architetti Urbandrops ha
suggerito di ampliare il più
possibile l’apertura in modo da
creare quasi un ambiente
unico ma dalle zone distinte. E così
anche la luminosità si è
moltiplicata. Il parquet al
posto del cotto dà charme.
«La palette di gialli, marroni e
terracotta sfuma nel verde
che richiama il giardino.
I decori naturali
addolciscono gli arredi
minimal» dice la stylist Cristina Gigli.
Divano componibile
Pixel con sedute trapuntate e rivestimento
grigio [Saba Italia] con cuscini colorati
e fantasia [Eklettikarte].
Tappeto Listras a righe [Karpeta], lampadari cilindrici
[Piccola Bottega]. Sulla poltrona Ruff dalle linee
avvolgenti [Moroso], cuscino fantasia
[Eklettikarte]. Llampada da
terra Wagasa [Gebrüder Thonet
Vienna da Mia Home Design Gallery].
Per i pranzi con famiglia e amici Cristina ha
proposto un’apparecchiatura perfettamente
integrata nel verde del giardino con tessili e
piatti floreali dai colori sgargianti, accompagnati
da calici trasparenti e tovaglioli in tinta unita. Tovaglia, tovaglioli e tovagliette fantasia [Lisa Corti], posate [Bitossi Home], bicchieri [LelaCasa], piatti piani Brillance Bone China
Grand Air floreali [Rosenthal].
«A Roma il clima consente di sfruttare il
giardino per 7-8 mesi l’anno» dice Rosa. «Ho
voluto che fosse il naturale prolungamento
del living per stare fuori il più possibile». Perciò
tappeti e morbide sedute arredano l’area relax. Lettino Daydream [Living Divani], poltrone Angel [Roche Bobois], tappeti
Penny Lane Olive e Disco più cuscini Philia, Aristote, Samsara e Avalon [Élitis], ombrellone [Eklettikarte], tavolino e lanterne [L’ora del tè].
Copia l’idea: la tappezzeria
geometrica Einda con maxi pattern
geometrico [Texturae] attira
lo sguardo e
mimetizza la cucina. Vassoio e
bicchieri sul divano [LelaCasa], piante
di tutta la casa [Maria Luisa Rocchi
Flowers].
Parquet a listoni [Orsolini].
Con la ristrutturazione cucina
e salotto sono un tutt’uno
ma lo stile minimale della zona
operativa e le colonne nascoste
in nicchia rendono protagonista
il tavolo in marmo, voluto
da Emanuele e Rosa, e fanno
percepire la cucina come
un’accogliente sala da pranzo. Cucina color carta da zucchero [Stosa]. Sul tavolo in marmo
realizzato su disegno, vasi giallo e verde di
[Maria Luisa Rocchi Flowers] come le piante;
sedie Omega [Arredo3],
lampadario [TNC Piccola Bottega].
Sul piano di lavoro, tagliere,
caraffa bianca, ciotola e
vaso in cemento, tutto di [LelaCasa].
Agli arredi morbidi
e contemporanei si
abbinano lampade
icona come Taccia
e Toio, entrambe
disegnate nel 1962
dai fratelli Castiglioni e prodotte da [Flos]. Tavolino-sgabello Allié in poliuretano
[La Manufacture da Mia Home Design
Gallery], tavolino dorato [197 Piermarini Design], vaso in cemento
e ciotola [LelaCasa]; radiatore [SciroccoH].
Dietro il soggiorno c’erano
cucina e bagnetto, ora
questa zona della casa è stata
trasformata in una comoda
lavanderia-stireria più bagno
ospiti. Carta da parati Color Shapes [Texturae], sapone
[Essenzialmente Laura], piante [Maria Luisa Rocchi Flowers].
Le stanze al piano superiore
erano tutte confrosoffittate e
questo rendeva gli ambienti
un po’ soffocanti. Una volta
liberate le travi, si è deciso di
tenerle a vista. Da
due stanze è stata
ricavata la suite
padronale in cui due
quinte a C alte 220
cm con gli armadi
dividono la camera
da cabina e bagno. La parete davanti al letto
è rivestita con una carta
dal decoro prospettico
per dare profondità. Cosa
cela? Qui si intravede la
porta che va nel bagno. Ante dell’armadio e porta
sono rivestite con la tappezzeria
Arcade B [Texturae].
Letto vestito
con lenzuola [Fazzini], plaid con
frange [Haomy da Mia Home Design
Gallery] e cuscino Aristote
[Élitis]. Lampadario Paper
Shade bianco [Hay],
sospensioni sui comodini [TNC
Piccola Bottega].
Gli spazi del primo piano erano ridotti a
magazzini, ora sono stanze da letto belle e
funzionali. «Al primo piano sono tre ma
finché le gemelle sono piccole le lasciamo
dormire insieme per farsi compagnia»
dice Rosa. Un’idea facile da copiare? La casetta
in legno che completa i letti, da decorare
con tante lucine colorate o con i loro disegni. Il letto è vestito con lenzuola [Fazzini] e plaid [Haomy da
Mia Home Design Gallery], tavolino e tappeto decorati [da L’ora del tè].
Per il momento la seconda
camera è dedicata al gioco
con arredi montessoriani;
divano e sedia in midollino
richiamano il giardino
e rendono leggera e quasi
fiabesca l’atmosfera. Pannelli murali Fiaba Rainbow [Jannelli&Volpi], divanetto in vimini [Madam Stoltz da Mia Home Design Gallery]
con cuscini [Eklettikarte, Mia Home Design Gallery e Élitis], tappeto Savanna B
[Karpeta], poltroncina [Nodo da Mia Home Design Gallery],
sospensione Paper Shade [Hay].
Un villino dei primi del '900 al Pigneto, a Roma, è stato ristrutturato completamente per adattarsi ai ritmi di una dinamica famiglia. Ora cucina, living e giardino si vivono in continuità. E la camera padronale propone un progetto da vedere!
Innamorati del quartiere Pigneto di Roma dove già abitavano, Rosa ed Emanuele non si sono fatti sfuggire l’occasione quando questo villino primi ’900 su due piani con giardino è stato messo in vendita. «La struttura era stata rivista (male) negli Anni ’80: andava modificata per rispondere alle nostre esigenze e recuperare il più possibile l’originale» dice Rosa. «Ci siamo affidati allo studio Urbandrops per ristrutturare e poi a Cristina Gigli per finiture e arredi».
Le scelte fatte
«Si voleva che gli ambienti situati al piano terra fossero funzionali e aperti» racconta l’architetto Sabuzi Giuliani, «così abbiamo creato volumi distinti ma visivamente connessi che dialogano tra loro e con l’esterno, creando prospettive sempre nuove».
Tra cucina-pranzo e salotto la parete rimasta diventa un leggero diaframma che permette anche alla luce di invadere gli spazi. Allo stesso modo al primo piano gli ambienti sono stati razionalizzati per dare alle bambine due stanze (una per dormire e una per giocare) e ai genitori una suite con bagno e cabina armadio.
«I vecchi ribassamenti eliminati hanno riportato in luce il soffitto in legno, ora sbiancato, che amplifica la luminosità e dà un carattere tutto nuovo alle stanze» ci dice l’architetto.
Il tocco di stile
Con Rosa ed Emanuele, Cristina ha scelto il parquet caldo di tutta la casa, le tappezzerie trompe-l’oeil e fiabesche di cucina, bagno e camere da letto, tutti gli arredi super funzionali per le loro esigenze e i colori eleganti che sottolineano la connessione in&out.