Icone del design

Icone del design: la caraffa termica EM77

Alessandra Barlassina

Alessandra Barlassina  •  Gucki

Blogger CF Style

Da quasi 50 anni è considerata un’icona del design nordico (e non solo) grazie alle forme minimaliste e alla formula vincente che combina estetica e praticità

Fin dal suo lancio nel 1977 ha riscosso un enorme successo internazionale. La caraffa EM77 è un ottimo esempio di come il buon design possa resistere al passare del tempo rimanendo attuale. Molto più di un semplice contenitore per bevande, deve la sua capacità di mantenere i liquidi caldi (fino a circa 9,5 ore) o freddi (fino a 19 ore) all’inserto in vetro isolante di alta qualità.

La chiave del suo successo è la praticità: è fornita di un doppio tappo, uno a bilanciere che permette di versare le bevande senza schizzi e senza doverlo rimuovere completamente, e uno a vite, perfetto per chi desidera portarla con sé magari per un picnic: insomma, è l’accessorio simbolo dell’amore dei nordici per la vita all’aria aperta! Negli anni ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti in tutto il mondo.

designer: Erik Magnussen (Copenhagen, 1940 - 2014).

produttore: Stelton » stelton.com

prezzo: da € 79,95 - capacità 1 litro.

progettata nel: 1977

idea: una brocca termica con tappo, dalle linee pulite e super funzionale.

materiali: inizialmente era realizzata in acciaio inox, oggi invece è in plastica ABS con interno in vetro.

segni particolari: il tappo a bilanciere brevettato, che garantisce la chiusura ermetica e consente di versare il liquido senza doverlo rimuovere.

curiosità: è ancora oggi un prodotto 100% Made in Danimarca, garanzia di standard elevati per qualità e durata.

Lo sapevi che... L’azienda Stelton nasce nel 1960 con l’obiettivo di creare design funzionale, sostenibile e senza tempo. Sono disponibili i pezzi di ricambio di tutti i componenti, così da sostituire le parti usurate senza dover acquistare una nuova caraffa.

City guide CasaFacile: scoprire Verona

Con le @amiche_in_tournee, un gruppo di lettrici e digital creator che si sono conosciute sul profilo IG di CasaFacile, continuiamo il giro d’Italia a caccia di cose belle. Questo mese Virna ci racconta la città scaligera, che conosce bene

È il luogo in cui Shakespeare ha ambientato la storia d’amore più conosciuta al mondo. Verona è la città che ha fatto innamorare Romeo e Giulietta e, con loro, un’infinità di turisti, catturati dal romanticismo dei suoi vicoli carichi di storia.

La mia cartolina della città ritrae Piazza delle Erbe. Sin dall’epoca romana rappresentava il Foro, era il centro della vita politica ed economica, la congiunzione fra il Cardo e il Decumano massimo.

Tutt’oggi rimane la piazza più amata e vissuta, dai veronesi e non; è il baricentro geografico della città, il punto di ritrovo per un aperitivo e ‘quatro ciacole’, come si dice da queste parti. Ed è anche il cuore pulsante delle attività commerciali. E questi sono alcuni luoghi (ma anche modi di dire e specialità) da scoprire.

DOVE TROVARE... L'AMARONE
Antica Bottega del Vino vicolo Scudo di Francia 3
Una bottega, un vero tempio del vino che esiste dai tempi della Repubblica di Venezia, quando si chiamava ‘Osteria Lo Scudo di Francia’. Da sempre frequentata da intellettuali e artisti, all’ingresso c’è una frase che recita: «Il vino è ispiratore del genio e dell’arte...». Entrate e gustate il loro Amarone.

ARCHITETTURA
Il museo di Castelvecchio è una delle opere più importanti di Carlo Scarpa. Distribuito su trenta sale e più livelli, ospita numerose opere d’arte e reperti archeologici. Il lavoro di Scarpa è un’esemplare lezione di restauro: ogni modifica apportata nei secoli è stata resa riconoscibile, celebrando la storia delle mura di questo castello. » museodicastelvecchio.verona.comune.it

L’EVENTO DA NON PERDERE
Per tutta l’estate fino al 6 settembre, protagonista è l’Arena di Verona Opera Festival, la rassegna che dal 1913 (anno del centenario della nascita di Giuseppe Verdi) ospita sul palcoscenico dell’anfiteatro romano i più grandi talenti della lirica mondiale. » arena.it

DOVE MANGIARE
Ristorante Darì vicolo Cieco San Pietro Incarnario 5A Al piano terra di Cà Rezzonico, antico palazzo della dinastia Cangrande, c’è il ristorante dove Corinna e Giuliano vi accolgono in un ambiente elegante. La specialità: il Risotto all’Amarone della Valpolicella e Monte Veronese 36 mesi.

DOVE FARE ACQUISTI
Ranuncoli piazzetta Portichetti 2. Una fioreria-boutique nel cuore di Verona: qui ogni composizione floreale diventa poesia visiva. Tra i fiori, gli arredi d’epoca e i dettagli d’arte, è un luogo dove il gusto si fa incanto.

Soufflé corso Cavour 15. «Julia Child sembra essersi fermata qui» dice Patrizia del suo negozio di articoli da cucina. Un luogo delizioso dove si trova veramente di tutto!

Filufilu via Amatore Sciesa 3/C. Dal laboratorio alla bottega, come una volta. Qualità, colore, morbidezza ed ecosensibilità: tutto in una borsa! Filufilu è anche un contenitore di realtà artigiane, provenienti da tutta Italia. Si organizzano workshop.

Itinerari via Sottoriva 4. Come un viaggio in giro per il mondo alla scoperta di suggestioni colorate: Fabia e Luca da più di trent’anni selezionano arredi e complementi che raccontano storie.

DOVE DORMIRE
Hotel Trieste corso Porta Nuova 57. Un boutique hotel nel centro storico, poco distante dall’Arena, perfetto per chi ama design vintage e pezzi unici e introvabili. Un luogo dall’identità moderna, dove arredi e colori danno vita a un sorprendente mix&match.

PER COLAZIONE
Pasticceria Flego via Stella 13. Con oltre 50 anni di tradizione, la pasticceria Flego offre un’ampia selezione di dolci artigianali: brioche farcite, macaron, monoporzioni creative e specialità veronesi, come la Torta Russa e il Nadalin, antenato del pandoro. «Saranno appagati non soltanto l’olfatto e il gusto, ma anche il tatto, l’udito e la vista!» così promettono Marco e Matteo Flego.

UNA CURIOSITÀ
Gioielleria Porta Borsari vicolo San Giovanni in Foro 1/A. In centro potete trovare la più piccola gioielleria al mondo! Incastonata come un diamante tra le mura di una chiesa paleocristiana, è un vero ‘gioiello dei gioiello’, di soli 3,78 metri quadrati. Per amore della città di Verona, tra le tantissime proposte Caterina ha voluto creare anche una collezione di accessori che rievoca la storia d’amore di Romeo e Giulietta.

A cura di Virna Lo Porto

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Festival des Cabanes 2025: a Roma l’architettura prende vita

Fino al 29 settembre Villa Medici a Roma ospita la quarta edizione del Festival des Cabanes. Cinque installazioni architettoniche originali trasformeranno i giardini storici dell'Accademia di Francia in un laboratorio di sperimentazione a cielo aperto

Fino al 29 settembre 2025 Villa Medici a Roma ospita il Festival des Cabanes, con cinque installazioni architettoniche nei suoi giardini storici. Cinque team di architetti hanno creato cabane innovative usando materiali sostenibili e idee originali. Un'occasione unica per scoprire come l'architettura può dialogare con il paesaggio e rispondere alle sfide ambientali.

Ogni progetto esplora un modo diverso di costruire pensando al futuro e alla sostenibilità. Le installazioni si trovano nei quadrati del giardino storico, tra pini secolari e siepi di alloro. Camminando da una cabane all'altra, i visitatori scoprono nuovi angoli di Villa Medici e possono ammirare il panorama di Roma dall'alto.

Arundo: La Casa di Canne
L'atelier MARE ha costruito una cabane usando la canna di Provence, una pianta che cresce lungo tutto il Mediterraneo ma che oggi si usa poco in architettura. La struttura ricorda un piccolo tempio e invita i visitatori a toccare le canne intrecciate, a riposare all'ombra e ad ascoltare il suono del vento. Le canne sono state raccolte dagli studenti lungo il Tevere e poi intrecciate a mano. Un esempio di come tecniche antiche possano essere utili oggi per costruire rispettando l'ambiente.

La Cabane 7L: Mattoni e Libri
MBL architectes ha creato due spazi collegati: una cabane per leggere nei giardini e una libreria all'ingresso. La cabane è fatta con una struttura metallica rivestita da oltre 4.000 mattoni legati con corde argentate. La libreria è composta da pile di mattoni che si possono spostare per creare sempre nuovi spazi. Un progetto che dimostra come si possa costruire in modo reversibile, senza lasciare tracce permanenti.

La Coque: La Casa Modulare
Tre giovani architetti hanno vinto il concorso Huttopia con La Coque, una cabane di 35 metri quadrati completamente smontabile. Ha un nucleo centrale con bagno e cucina, circondato da spazi aperti che si possono configurare in modi diversi. Il sistema permette di cambiare i pannelli della facciata a seconda delle esigenze. Un prototipo di casa leggera per il turismo sostenibile, che si può montare e smontare senza danneggiare il terreno.

Chiostro: Architettura e Arte
Il progetto più complesso è nato dalla collaborazione tra architetti romani, studenti londinesi e l'artista sudafricano Roger Ballen. Hanno creato un chiostro in legno con quattro piccole stanze attorno a un cortile centrale. All'interno, Roger Ballen ha installato "Who Lives Here?", un'opera che trasforma lo spazio in un mondo surreale fatto di disegni sui muri e oggetti sparsi. Un mix tra architettura tradizionale e arte contemporanea.

PAN-ORAMA: Finestre su Roma
Associates Architecture ha costruito un'installazione quadrata in legno scuro che racchiude un pino secolare. La struttura ha diverse aperture che incorniciano scorci di Roma, della villa e del giardino. L'effetto è quello di una macchina fotografica gigante che cattura frammenti di paesaggio, offrendo ai visitatori nuovi modi di vedere e fotografare la città eterna.

Il Festival des Cabanes 2025 dimostra come l'architettura possa essere sperimentale e accessibile allo stesso tempo, creando spazi che fanno riflettere sul futuro dell'abitare e del costruire.

Piante da appartamento

Tutti i segreti della Sansevieria

Alice Delgrosso Alice Delgrosso

È una ‘di famiglia’, una delle scelte più classiche per chi desidera una pianta da coltivare in casa. I suoi punti di forza? È capace di adattarsi anche alle condizioni difficili, è perfetta per chi ama la bellezza senza complicazioni e contribuisce a purificare l’aria degli interni

provenienza: originaria dell’Africa occidentale e diffusa fino al sud-est asiatico, la Sansevieria è una succulenta dalle grandi capacità di adattamento. Un tempo conosciuta come Sansevieria trifasciata, nel 2017 il suo nome scientifico è stato aggiornato a Dracaena trifasciata, dopo studi genetici che l’hanno avvicinata al genere Dracaena. È famosa anche con il soprannome di ‘lingua di suocera’, per le sue foglie rigide e appuntite, e nella cultura cinese è simbolo di fortuna e prosperità.

da sapere La Sansevieria è una pianta che si propaga facilmente: basta tagliare una foglia e lasciarla asciugare per un paio di giorni prima di piantarla in un substrato leggermente umido, oppure è possibile farla radicare in un bicchiere d’acqua. Richiede tempi un po’ lunghi ma il successo è garantito.

posizione La Sansevieria si adatta a quasi ogni condizione, dal bagno poco illuminato al salotto luminoso. Predilige ambienti con luce indiretta brillante, ma tollera anche zone ombreggiate. Se non è abituata, evita l’esposizione diretta ai raggi del sole, che potrebbero bruciare le foglie.

varietà Oltre alla comune Sansevieria trifasciata, lasciati conquistare dalla Sansevieria kirkii Silver Blue con foglie scultoree, bordate di rosso, super decorative, o dalla Sansevieria Cylindrica dal portamento verticale e slanciato.

acqua Come ogni succulenta, ha bisogno di pochissima acqua! Annaffiala bagnando tutto il panetto di terra, ma solo quando il terreno è del tutto asciutto. Evita i ristagni idrici e non lasciare acqua nel sottovaso, per prevenire il marciume radicale.

terriccio La Sansevieria ama un terreno drenante, meglio se si tratta di uno specifico per piante grasse e succulente. Un mix con sabbia, perlite e ghiaia aiuta a evitare ristagni d’acqua e garantisce un ambiente perfetto per la crescita della pianta.

cure speciali Preferisce vasi stretti, dove le radici possono sfruttare l’umidità senza che il terriccio resti umido troppo a lungo. Se coltivata in plastica, i rizomi possono esercitare pressione fino a deformare o anche rompere il vaso: in tal caso, rinvasa aumentando il diametro di 5-10 cm.

stile Dalla camera da letto all’ufficio, la Sansevieria si adatta senza problemi a qualsiasi ambiente. La sua silhouette verticale e slanciata la rende ideale per arredamenti minimalisti e contemporanei o in angoli poco spaziosi. È perfetta su una mensola o accanto alla scrivania come compagnia verde senza troppi pensieri.

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Art Nouveau Week: le più belle ville Liberty italiane

Dall’8 al 14 luglio 2025 torna l’Art Nouveau Week per celebrare uno stile che ha rivoluzionato l’estetica a inizio del Novecento. Scopri tutti gli appuntamenti e la gallery di alcuni dei gioielli italiani!

Linee sinuose e floreali, attenzione ai dettagli decorativi raffinati, integrazione tra architettura, pittura e arti applicate. Il Liberty non è però solo un’estetica, ma una filosofia di grande eleganza e leggerezza che ha plasmato palazzi, ville e oggetti d’uso quotidiano, rendendo le nostre città musei a cielo aperto.

Giunta alla sua settima edizione, l’Art Nouveau Week è promossa dall’Associazione Italia Liberty con la direzione scientifica del professor Andrea Speziali. Vi aspetta un programma con oltre 120 itinerari in 70 città italiane, da Nord a Sud, con aperture straordinarie di gioielli solitamente inaccessibili come Villa Pottino a Palermo o Villa Magrini a Cesenatico.

ll Professor Speziali condurrà anche 14 conferenze online asincrone per esplorare ogni sfaccettatura del Liberty, dalla moda alla letteratura. Per gli amanti dei viaggi, ci sono tour esclusivi e non mancherà una suggestiva sezione dedicata all’arte funeraria Liberty nei cimiteri monumentali italiani, dove scoprirete sculture e monumenti di artisti come Bistolfi e Wildt.

Ogni attività è su prenotazione obbligatoria. Per il calendario completo e tutti gli approfondimenti seguite la pagina @artnouveauweek o visitate il sito www.italialiberty.it.

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Tendenza: stile Eileen Grey

Pioniera dell’architettura e del design moderno, costruì con il suo compagno Jean Badovici la loro casa rifugio in Costa Azzurra, l’iconica Villa E-1027

Era il 1929 quando Eileen Gray, pioniera dell’architettura e del design moderno, costruì con il suo compagno Jean Badovici la loro casa rifugio in Costa Azzurra, l’iconica Villa E-1027.

Lasciati ispirare dagli arredi senza tempo: l’utilizzo del tubolare d’acciaio, le sedute e le lampade nel segno della curva, la chaise-longue ergonomica, i tavolini eclettici, i tappeti in mood De Stijl. Tutto nei colori del cielo, del sole e del mare!

1. Iconico il tavolino in tubolare d’acciaio con piano in vetro regolabile in altezza E1027 di Eileen Gray [ClassiCon, ø cm 52x55/102h].

2. In lino con lavorazione jacquard il cuscino sartoriale Ritournelle [Casamance, cm 60x40].

3. Autoportante la libreria in legno Milonga che gioca con le linee e i colori [Miniforms, cm 90x41,5x200h].

4. Dischi magnetici colorati e intercambiabili nella lampada da parete Planet [Please Wait to be Seated, cm 32x 34x98h].

5. Ergonomica e adatta anche per l’esterno la chaise longue Palissade, design di Ronan e Erwan Bouroullec [Hay, cm 164,5x65,5x70h].

6. Una composizione astratta nel tappeto in pura lana tessuto a mano Blue Marine di Eileen Gray [ClassiCon, cm 110x215].

7. È un progetto del 1929 di Eileen Gray l’avvolgente poltrona in pelle con base in tubolare d’acciaio Bibendum, ispirata al personaggio della pubblicità Michelin [ClassiCon, cm 90x83x73h].

8. Composizione di piastrelle Isola (10 pezzi di 20,5x20,5 cm con pattern differenti) della coll. Dintorni di Inga Sempé. È venduta in scatole da 20 pezzi [Mutina].

9. In edizione limitata la poltrona F21 Lapis di Ruud-Jan Kokke in legno laccato [Kokke House, cm 77x67x79h].

10. Rieditato in soli tre pezzi il tavolino-contenitore impilabile Combi Center di Joe Colombo [Cappellini, ø cm 84x37h un elemento].

11. Ispirazione Fifties per la lampada Alphabeta di Luca Nichetto [Hem, cm 57x34x150/170h].

12. In&outdoor il daybed Dharma di Studiopepe [Baxter, cm 197x80x58h].

13. In porcellana il vaso Clash [&Klevering, ø cm 8x24h].

14. Portatile la lampada a Led Aurora La Petite [Italamp, ø cm 15x26h].

15. Piano e base in DV-Glass nei tavolini Gliss [FIAM Italia, da ø cm 50x50h].

Testi di Marta Mariani

 

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Glamping nordico, smart o di lusso? Lasciati ispirare da questi trend

Tendenza da 5 miliardi di dollari, la vacanza immersa nella natura può suggerire anche dettagli di stile e di benessere. Dalle mini spa all'aperto agli arredi stile lodge, ecco come trasformare il glamping in idee per la casa e per l'interior design

Unisce il fascino della natura al comfort (e al design) di un boutique hotel. Il glamping – da glamour + camping – è diventato un vero trend globale. Una forma di turismo esperienziale che piace sempre di più: secondo uno studio di Grand View Research, il giro d'affari supererà i 5 miliardi di dollari entro il 2030.

Facile capire il perché: chi non sogna di dormire in un lodge magari con piscina privata e jacuzzi vista tramonto? Questi soggiorni lasciano anche qualcosa quando si torna a casa. Perché il glamping non è solo vacanza, ma anche ispirazione di stile e benessere. Ecco alcune delle tendenze che, oltre a fare bene allo spirito, possono trasformarsi in idee per l’interior.

Glamping nordico: in Svezia o Norvegia, i lodge privilegiano il legno naturale, le linee essenziali e il minimalismo funzionale. Una vera scuola di design da cui prendere spunto per casa: materiali sostenibili, palette neutre e focus sul comfort.

Tende safari in Sudafrica: grandi spazi aperti, arredi etnici, docce esterne e vasche panoramiche. Il mix perfetto tra lusso e libertà. Per chi ama l’outdoor, il suggerimento è creare angoli relax nel giardino con elementi “naturali” come legno grezzo, tessuti in lino e zone d’ombra strategiche.

Cupole geodetiche negli Stati Uniti: trasparenze, vista a 360° e arredamento hi-tech. Un format che piace anche ai più giovani e che insegna come la tecnologia possa fondersi con il paesaggio. A casa? Bastano giochi di luce, smart lighting e finestre ampie per portare il fuori… dentro.

Glamping luxury in Italia: il design diventa un’esperienza come sulla Riviera ligure, dove un resort esclusivo ad Alassio ha rivoluzionato l’idea di ospitalità open air con il progetto 'Baba Luxury'. Nella residenza Baba Infinity si può fare un’esperienza immersiva che unisce idromassaggio, cromoterapia e linee pulite grazie a una nuova minipiscina firmata Treesse, storico brand italiano specializzato in soluzioni wellness di design.

Realizzata in collaborazione con il designer Marc Sadler, Fusion Spa 230 ha dimensioni compatte (230x180 cm), bordo a sfioro e installazione versatile. Una suggestione anche per chi sogna di creare una spa sulla propria terrazza o nel proprio bagno. La tecnologia Ghost, brevetto esclusivo Treesse, integra completamente i getti idromassaggio nella vasca e crea un effetto luminoso scenografico.

Che sia naturale o diffusa, la luce è infatti la vera protagonista del glamping. A casa puoi ricreare questo effetto e giocare con lampade regolabili, strip LED e lucernari per creare atmosfere rilassanti. E per un vero outdoor arredato come un salotto scegli divani da esterno, tappeti in fibra naturale, materiali come legno,  pietra, rattan e lino: riportano in casa le sensazioni vissute in un lodge nella natura.

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Luglio 2025: vota la casa del mese

Noi le scegliamo pensando che siano tutte bellissime, ma i gusti sono gusti. Delle case che trovi ogni mese su CasaFacile, di sicuro ce n'è una che preferisci: ecco il sondaggio per votare la tua preferita di Luglio!

Coming Soon
sondaggio case LUGLIO 2025
Stile COLOR BLOCK 17 ( 10.3 % )
Stile RÉTRO 28 ( 16.97 % )
Stile CONTEMPORANEO 20 ( 12.12 % )
Casa PRIMA & DOPO 42 ( 25.45 % )
Stile MODERNO 58 ( 35.15 % )
In edicola

CasaFacile di Luglio 2025: l’editoriale della direttrice

Un giornale di arredo non è semplicemente un giornale, ma un luogo in cui riconoscersi... Ti aspettiamo in edicola!

Cominciamo a cercare una stanza verso l’ora di cena. È la regola dei nostri viaggi itineranti, ogni sera un ‘last minute’. «Guarda tu che hai più occhio», dice mio marito cavandosi d’impaccio con furbizia, e io sfoglio foto di B&B con lo stesso imperativo con cui cerco i servizi di case da pubblicare: deve essere un ambiente che... ‘mi dice qualcosa’’! Un’espressione per me chiarissima, ma che ora devo trovare modo di tradurre in parole per voi.

Mi diceva qualcosa la casa provenzale di Christine, vicino a Isle-sur-la-Sorgue, tovaglie e lenzuola a fiorellini, cuscini impunturati con le rouches, porcellane vintage, cuori di legno e un magnifico pavimento di piastrelle decorate nel bagno: niente di lussuoso, qualche soprammobile di troppo per i miei gusti ma perfetto in quel contesto di poltrone romantiche e sedie in legno. Un mondo vero che parla di lei.

Mi diceva qualcosa la stanza con spesse mura in un palazzetto provenzale fine ’700 ingentilita da porte dipinte di verde salvia, dai cuscini ciliegia abbinati al lampadario e all’abat-jour, e dai mobili d’epoca recuperati. L’ospite era lo svedese Håkan, che la mattina a colazione nella sua bella cucina tutto-a-vista rimpinguava le portate a seconda di quello che, con la coda dell’occhio, intuiva gli ospiti gradissero di più: a noi frutti di bosco, agli americani altre uova, ai francesi più burro...

Mi diceva qualcosa la suite nel centro storico di Dolceacqua dove Rossana ci ha accolti con l’iniziale ruvidità dei liguri per poi rivelarsi una donna calorosa e affettuosa; e se – lo ammetto – forse non avrei scelto quel rivestimento per le pareti, mi sono però commossa per la cura che ha usato nel comporre l’ambiente, per il dettaglio del pacchetto di fazzoletti sul comodino accanto a un taccuino e una matita, per l’accappatoio e le ciabatte, segni gentili e non dovuti in un B&B.

Una stanza che ‘mi dice qualcosa’ non è solo né necessariamente di mio gusto, ma è una stanza ‘che parla’. Racconta di qualcuno che non ha curato solo gli aspetti funzionali, ma ha aggiunto quell’essenziale del décor che sì, in questo caso è visibile agli occhi, e parla anche al cuore. Quel décor grazie al quale dormire in una stanza diventa un modo per incontrare persone.

Francesca Magni, direttrice

Mise en place

Le vostre 4 tavole d’estate: and the winner is…

Ogni mese pubblichiamo sul giornale una mise en place a cura della community. Ma le immagini che arrivano in redazione sono molte di più! Così, su Instagram vi abbiamo chiesto si scegliere tra 4 tavole 'inedite' a tema estate. Ecco come è andata e... aspettiamo le vostre nuove proposte per il prossimo autunno!

Ogni mese su Casa Facile pubblichiamo una tavola realizzata da voi della community.

I mesi sono solo 12, ma le tavole che meriterebbero la pubblicazione sono decisamente di più.

Per 'correre ai ripari' abbiamo lanciato un gioco su Instagram chiedendovi di scegliere la preferita tra 4 tavole estive.

And the winner is... la tavola pop di @casina.gialu! Piccola curiosità: la volta scorsa vi avevamo detto che stavamo aspettando mise en place realizzate da uomini. Detto fatto, perché dietro Casina GiaLù ci sono Giacomo e Luca. Complimenti! Il mix perfetto di colori forti e materiali a contrasto ha convinto la maggioranza dei votanti.

Bravissima anche Michela, che progetta e realizza allestimenti per gli eventi di @laura.dipietrantonio. La sua mise en place è un inno all’estate e alla cucina italiana.

Compimenti anche a Caterina @catnoir_roma con la sua tavola nei toni del verde e a Valentina @quasi.un.attico che farà felice chi apprezza la semplicità.

E non dimenticate: la prossima tavola scelta per la pubblicazione sul giornale potrebbe essere la vostra! Scattate dall’alto e inviate a [email protected] con oggetto ‘Tavola’.

Aspettiamo i vostri scatti! In particolare, stiamo cercando mise en place adatte ai mesi di settembre, ottobre, novembre...