Ispirazioni

Pop, vintage, inedita: una mansarda eclettica sotto i tetti di Parigi

Incastonato sotto i vecchi soffitti di un edificio a Saint-Germain-Des-Prés, questo spazio è la prova di come, anche in una manciata di mq, si possono compiere piccoli miracoli di stile. Basta avere un’idea di partenza ben chiara!

Insieme alla madre Patricia, Lucile Clergerie ha trasformato un duplex mal progettato in un’accogliente casa di appena 60 mq dove lo stile Anni ’60 e ’70 incontra l’atmosfera dei cottage inglesi. «Mia madre mi costruiva le case delle bambole quando ero piccola», dice Lucile, «e da lei ho ereditato l’amore per il modellismo e la trasformazione degli spazi». Oggi progettano a 4 mani nel loro studio parigino Mother&Daughter Interior!

Le scelte fatte

Una volta eliminati i tramezzi, la visione estetica si è concentrata su un mix di colori pop e influenze Anni ’70. Le travi a vista, con le loro tonalità calde, sono diventate la spina dorsale dello spazio, mentre le pareti si decorano con motivi floreali e decori a righe: il risultato è una miscela detonante, al tempo stesso pop e romantica.

Il tocco di stile

Grazie alla loro personalissima cifra stilistica, qui l’ispirazione vintage si è sublimata nell’idea della libreria dalle forme arrotondate, fulcro del soggiorno. Se ti piace, è da copiare, subito!

styling Laurence Dougie/Mother&Daughter Interior – foto Benedicte Drummond/Living Inside – testi Grazia Caruso

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In Svizzera alla scoperta delle visioni di Joana Vasconcelos

Fino al 12 ottobre 2025 il Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona raccoglie oltre trent’anni di lavoro di una delle artiste più originali della scena internazionale

Una mostra da non perdere per chi ama l’arte che sorprende e diverte. È “Flowers of My Desire” e raccoglie oltre trent’anni di lavoro di Joana Vasconcelos, una delle artiste più originali della scena internazionale. La cornice è quella del pittoresco borgo di Ascona, affacciato sul lago Maggiore, dove il Museo Comunale d’Arte Moderna ospiterà, per tutta l’estate 2025, questa grande retrospettiva.

Joana Vasconcelos è nata a Lisbona nel 1971, ma le sue opere hanno girato il mondo: ha partecipato a tre Biennali di Venezia ed è stata la prima donna a esporre con una personale alla Reggia di Versailles e al Guggenheim di Bilbao.

Il suo stile è inconfondibile: mescola oggetti di uso quotidiano, ironia, materiali inaspettati e una forte attenzione ai temi legati all’identità femminile, alla memoria, alla società dei consumi.

Il percorso espositivo, curato da Mara Folini e Alberto Fiz, si sviluppa su due piani del museo e invita i visitatori a entrare nel mondo creativo di Vasconcelos senza pregiudizi.

Già all’ingresso ci si trova davanti a Wash and Go (1998), un’installazione che ricorda un autolavaggio, con due rulli colorati che simbolicamente “ripuliscono” chi passa. Poco dopo, ci si imbatte in La Baronessa (2023), una gigantesca scultura tessile alta dieci metri che sembra abbracciare l’edificio e che rende omaggio a Marianne Werefkin, artista a cui è dedicato il museo.

In mostra ci sono anche opere famose come Red Independent Heart (2013), un enorme cuore rosso che ruota accompagnato dalla musica del Fado portoghese, costruito interamente con forchette di plastica, oppure Flowers of My Desire, l’installazione che dà il titolo alla mostra, in cui piumini da spolvero diventano fiori colorati, belli ma anche inquietanti, racchiusi in una struttura metallica.

C’è poi un letto realizzato con blister di medicinali (Cama Valium), un frigorifero pieno di pellicce profumate dal messaggio provocatorio (Menu do Dia), e un divano con fiori di plastica che profumano di naftalina (Brise). Tutto, nella visione dell’artista, può essere ripensato: un mobile vecchio può trasformarsi in un’opera d’arte, un oggetto banale può diventare simbolo di qualcosa di più profondo.

Un’intera sezione della mostra è dedicata ai cosiddetti Stupid Furniture, arredi dismessi che Vasconcelos rivisita con forme colorate e morbide, dando loro nuova vita. I titoli – come Caldi Abbracci, La Sirenetta, Lollobrigida – evocano affetti, ricordi, emozioni familiari.

Una parte importante del lavoro dell’artista riguarda anche il tessile. Nelle sue Crochet Paintings, ad esempio, Vasconcelos usa il filo e l’uncinetto come se fossero pennelli, superando i confini tra pittura, scultura e artigianato.

In mostra troviamo anche Big Booby, una scultura a parete realizzata con tessuti imbottiti che raffigura un grande seno femminile, giocando tra provocazione e ironia. L’esposizione è arricchita da disegni, appunti e schizzi raccolti nei Cahiers de Ma Vie, veri e propri diari d’artista dove si può scoprire il dietro le quinte del suo processo creativo.

La mostra si inserisce nelle celebrazioni per i 100 anni della Conferenza di Locarno, e porta con sé un messaggio di apertura e dialogo tra culture. Durante i mesi estivi sono previsti incontri, spettacoli, laboratori per adulti e bambini, eventi musicali e anche una sfilata di moda, in collaborazione con associazioni culturali e realtà locali.

Per chi è curioso, per chi ama le contaminazioni tra arte e design, ma anche per chi vuole vivere un’esperienza visiva e sensoriale fuori dal comune, questa è l’occasione giusta per scoprire l’universo sorprendente di Joana Vasconcelos. Fino al 12 ottobre 2025, per informazioni: www.museoascona.ch | @museocomunaleascona

Crea la shopper in pizzo

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La cameretta del futuro secondo gli studenti del Politecnico di Milano

La sfida: progettare arredi per l’infanzia capaci di accompagnare la crescita fino all’adolescenza. Ecco come un team di studenti di Design del prodotto industriale, in collaborazione con Nidi, li ha immaginati

Come si progetta un arredo che accompagni una persona dai 3 ai 17 anni? Come si pensa un oggetto che cresca insieme a chi lo usa? A queste domande hanno provato a rispondere 30 studenti del corso di Design del Prodotto Industriale del Politecnico di Milano, durante il workshop “Design in crescita: da kids a teens e oltre”.

L’iniziativa nasce da una collaborazione tra la Scuola del Design del Politecnico e Nidi, marchio di Battistella Company specializzato in arredi per bambini e ragazzi. Coordinati dai docenti Bernardo Corbellini, Bice Dantona (fondatori di ToyBee Design Studio) e Mattia Italia, i partecipanti sono stati chiamati a progettare un complemento d’arredo capace di evolvere nel tempo, mantenendo funzionalità, valore affettivo e sostenibilità.

L’esercizio progettuale è stato tutt’altro che teorico: ogni gruppo ha dovuto calarsi nei panni dell’utente finale – bambini e adolescenti – per immaginare un oggetto che potesse davvero far parte della loro quotidianità. Il risultato? Progetti che affrontano in modi diversi il tema della trasformabilità: arredi modulari, sistemi componibili, oggetti che cambiano forma o funzione, tutti pensati per resistere nel tempo e negli usi.

Al centro di ogni proposta non c’è solo la funzionalità, ma anche una riflessione sul valore educativo ed emotivo degli oggetti. In un’epoca in cui tutto cambia velocemente – gusti, interessi, stili di vita – diventa importante progettare spazi e oggetti capaci di adattarsi, evitando sprechi e conservando significato.

Materiali naturali, riciclati o riciclabili, possibilità di personalizzazione, ergonomia: questi alcuni dei criteri condivisi da tutti i gruppi. Ma più che le soluzioni tecniche, è l’approccio a colpire: ogni studente ha cercato di costruire un legame tra oggetto e persona, immaginando prodotti capaci di restare, non solo per utilità ma per affetto.

Come ha ricordato Corbellini, “oggi non basta che un oggetto funzioni: deve durare anche emotivamente”. Ed è proprio questo uno dei temi più interessanti emersi dal workshop: la durata emotiva dei prodotti, un concetto che nel design per l’infanzia e l’adolescenza diventa centrale.

L’iniziativa ha mostrato anche quanto sia importante il confronto tra formazione e mondo produttivo. Il workshop si è trasformato in un piccolo laboratorio professionale, in cui gli studenti hanno potuto sperimentare dinamiche reali, confrontandosi con esigenze concrete e con il punto di vista di un’azienda che lavora quotidianamente sul campo.

Ispirazioni

Effetto mare in città con la grande libreria azzurra

Da cucina a libreria a mobile tv. la grande struttura colorata che si sviluppa a elle nella zona giorno è la scelta che caratterizza questo elegante appartamento, dove sembra di stare... sempre in vacanza!

Dalle finestre del living-cucina si vede il Duomo di Arezzo ma alzi la mano chi non sente ‘profumo’ di mare in questo elegante appartamento dei primi ’900 nel centro storico della città... Merito del lungo mobile blu-azzurro che fa anche da filtro tra i diversi ambienti.

Le scelte fatte

«Con il nuovo progetto è stata assecondata la struttura esistente, dalla pianta quadrata con una ‘spina’ centrale: la zona notte ora si affaccia a sud, mentre la zona giorno guarda a nord» spiega l’architetto Emanuele Petrucci di SUPERplumstudio.

Il tocco di stile

Le finiture scelte rimandano ad ambienti sì classici, ma con un twist molto contemporaneo. «La calce chiara spatolata per i muri e il parquet di rovere naturale sono opachi ma con patine che riflettono la luce, ed entrano in dialogo con il mobile blu realizzato con finiture più satinate» dice l’architetto.

Testi Sara Peggion
Styling Cristyina Gigli
progetto SUPERplumstudio
foto Studio Daido

Decorare

Non i soliti quadri: 4 idee tra arte e craft

Cerchi ispirazioni originali per vestire le pareti di casa? Coloratissimi quadretti origami senza cornice, fogli spiegazzati che diventano opere d’arte, arazzi tessili super facili da fare e quadri 3D che strizzano l’occhio ai mattoncini per le costruzioni... Scegli quale realizzare!

IDEA 1: L’ARAZZO DIY
Usa un profilo modanato in legno come supporto a cui fissare le frange. Taglia i cordoncini di cotone da macramè da 3 o 4 mm della lunghezza desiderata. Fissali sul retro del profilo con una striscia di nastro biadesivo. A lavoro ultimato, rifila il retro incollando una fettuccia.

IDEA 2: LA WALL ART CON PIEGATURE ORIGAMI
Abbina i cartoncini per creare la tua palette colori e fai una prova di composizione. Con la matita e il righello segna dove realizzare le piegature dei cartoncini. Con un cutter ben affilato e un righello di metallo incidi leggermente il cartoncino. Non devi tagliarlo, ma solo segnare la piega. Ora realizza combinazioni di pieghe a monte e a valle e decora con i washi tape. Infine fissa i cartoncini alla parete con la gomma adesiva.

IDEA 3: I QUADRI STROPICCIATI

occorrente: √ carta di riso √ colore acrilico √ pennello a punta piatta √ righello √ forbici √ nastro biadesivo
come si fa:
1. Taglia il foglio di carta di riso in misura del supporto della cornice.
2. Con il colore acrilico dipingi al centro del foglio un quadrato. Puoi aiutarti creando una mascheratura con il nastro washi tape.
3. Lascia asciugare e piega a piacere il foglio, creando uno stropiccio ordinato.
4. Fissa il foglio al supporto della cornice con il nastro biadesivo. Lascia a vista, senza mettere il vetro.

IDEA 4: I QUADRI GEOMETRICI IN 3D

occorrente: √ cornice √ 8 cubetti di legno √ foglio e matita √ righello √ washi tape √ viti √ colla a caldo √ pennello e acrilico
come si fa:
1. Taglia il foglio in misura del supporto della cornice e disegna la posizione dei cubetti.
2.Con pezzi di nastro washi tape fissa il foglio al pannello di supporto della cornice.
3. Con la punta della vite incidi con forza i punti ai 4 lati dei cubetti disegnati.
4. Con la matita ripassa bene i punti di riferimento incisi sul pannello, in modo da avere l’esatta posizione dei cubetti.
5. Con la colla a caldo fissa i cubetti al supporto. Schiaccia bene in modo che la colla faccia presa.
6. Con il colore acrilico dipingi il supporto con i cubetti e tutta la cornice. Dai 2 o 3 mani per un risultato coprente e uniforme.

Testi di Elisabetta Viganò e Cristina Dal Ben, interior stylist » @wunderlab
Foto di Andrea Baguzzi

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Non prendiamoci sul serio: parola di Achille Castiglioni!

Alla Fondazione Achille Castiglioni, nel cuore di Milano, una mostra invita a riscoprire il lato spesso più leggero, curioso, giocoso del maestro del design

La Fondazione Achille Castiglioni apre le sue porte con una mostra inedita e divertente e profonda allo stesso tempo: “GIOCO e PROGETTO, PROGETTO è GIOCO… Non prendiamoci troppo sul serio”  è un’occasione unica per riscoprire uno dei volti meno raccontati di Achille Castiglioni: quello giocoso, ironico, leggero ma mai banale.

Fino al 27 maggio 2026 la mostra ci invita a entrare in un mondo fatto di meraviglia e intuizione. A ideare il percorso è Giovanna Castiglioni, figlia di Achille e instancabile divulgatrice del suo pensiero. L’idea nasce da una delle domande più frequenti durante le visite guidate in Fondazione: “Ma tuo papà giocava con te? E quali erano i vostri giochi?”.

Da qui, un viaggio nella memoria familiare e negli archivi personali, per scoprire che, pur non avendo mai progettato giochi, Achille li ha sempre amati, collezionati, osservati, usati per divertirsi e per pensare.

Uno dei filoni principali della mostra è dedicato alle trottole, quelle che Achille ha raccolto nel tempo e che poi ha regalato al figlio Carlo, il quale ha continuato la collezione con entusiasmo. In mostra si trovano trottole di ogni genere: in legno tornito, metallo, plastica, colorate o essenziali, provenienti da diversi paesi e culture. Alcune sono pezzi rarissimi, altre sono semplici giocattoli da edicola, ma tutte condividono un fascino eterno.

La trottola, infatti, incarna alla perfezione l’essenza del progetto “alla Castiglioni”: apparente semplicità, ma grande intelligenza funzionale. Serve tecnica per costruirla e abilità per farla danzare. Non è solo un gioco per bambini: è un oggetto poetico che chiede attenzione, esercizio, equilibrio.

Nella stanza dello specchio, si trovano le “Wunderkammer”: vetrinette piene di oggetti raccolti da Achille nel corso della sua vita. Non grandi icone del design, ma piccoli frammenti di genialità quotidiana. Fermacarte, fischietti, mollette, giocattoli meccanici, oggetti anonimi e talvolta senza nome, ma con una precisa ragione d’essere. Alcuni sono regali di amici, altri sono frutto di viaggi, tutti raccontano la capacità di Castiglioni di osservare l’ordinario con occhi straordinari.

Un’intera sezione è dedicata ai giochi dei figli, Carlo e Giovanna. Ci sono costruzioni, puzzle, giochi d’ingegno e memoria. Oggetti che oggi Giovanna utilizza anche nelle conferenze internazionali, per spiegare il pensiero progettuale del padre attraverso l’esperienza ludica. Perché, come ama dire, “il gioco stimola l’intelligenza e può diventare una vera ginnastica mentale”. Nella stanza dei prototipi, tradizionalmente dedicata al racconto della progettazione industriale, viene dato spazio a progetti giocosi: oggetti che sembrano nati da un’intuizione infantile o da una sfida tra amici, e che invece si rivelano perfetti esempi di equilibrio tra forma, funzione e sorpresa.

Non poteva mancare un omaggio a coloro che condividevano con Achille questo sguardo curioso e divertito sul mondo. Nella sala delle riunioni si trovano riferimenti ai grandi maestri con cui Castiglioni ha collaborato o si è confrontato: Bruno Munari, Enzo Mari, Max Huber, Aoi Huber Kono, solo per citarne alcuni. Non si tratta di semplici citazioni: sono esempi concreti di come il gioco fosse spesso il punto di partenza per invenzioni geniali, per visioni nuove, per esperimenti formali e concettuali.

Il designer Marco Marzini ha curato l’allestimento con lo stesso spirito giocoso della mostra. Ha creato un grande “emporio di giochi”, usando pannelli bianchi di faesite forata che ricordano le pareti degli antichi laboratori scolastici o delle botteghe artigiane. Il suo obiettivo era rendere i giochi azionabili, toccabili, vivibili. Il visitatore si ritrova immerso in un ambiente dove nulla è statico e tutto invita alla partecipazione. All’ingresso, le illustrazioni di Carlo Stanga accolgono il pubblico come in un teatrino di marionette, con personaggi curiosi che sembrano pronti a raccontare storie.

Durante tutto l’anno, la Fondazione organizzerà laboratori, incontri, workshop e conferenze, anche in collaborazione con altri musei e istituzioni. Un’occasione per approfondire il legame tra creatività e gioco, tra design e sperimentazione, coinvolgendo non solo designer e architetti, ma anche famiglie, bambini, appassionati di tutte le età.

Mise en place

Dall’orto al giardino: una tavola in rosso

Per decorare la tavola d’estate, l’idea è di usare quello che la stagione ci regala: qualche fiore e tanti pomodori e peperoni che, in un’altra occasione, userai poi in cucina

L’ispirazione di questa mise en place rievoca un picnic all’aria aperta: Caterina ha recuperato alcuni piatti vintage, decorati con illustrazioni botaniche che sembrano strappate alle pagine di un erbario, e li ha sistemati su strati di lini rosa e rosso ciliegia che accolgono un pullulare allegro di ortaggi estivi: pomodori di ogni forma, peperoni rossi e rametti di erbe.

Un orto mediteranneo perfetto per l’estate! A completare, il tocco Vichy dei tovaglioli, l’ultimo punto che sottolinea il rilassato mood rustico-chic.

I CONSIGLI DELLA LETTRICE
Caterina Mainero @catnoir_roma

1. I colori: scegli una base di colore coerente (in questo caso il rosso accompagnato da sfumature di rosa e lilla) e poi gioca con contrasti delicati inserendo rametti, frutta e verdura come se fossero delle decorazioni in palette.

2. I tovaglioli: rendili un elemento decorativo: aggiungi mini composizioni floreali (lavanda, rosmarino, salvia o fiori secchi) e fermali con un nastro dai quadretti più piccoli.

3. Le verdure e i fiori: crea un centrotavola destrutturato, sparso per la lunghezza della mise en place, semplicemente mescolando fiori e ortaggi. È un modo economico ma di grande effetto per decorare.

4. La ceramica: punta su piatti con elementi botanici, anche di aziende tutte diverse.

LA PROSSIMA TAVOLA POTREBBE ESSERE LA TUA!
Scatta dall’alto e invia a [email protected] con oggetto ’Tavola’.

Il bagno che ti somiglia: idee, stili e soluzioni firmate Leroy Merlin

Il bagno perfetto esiste, ed è quello che parla di te. Con Leroy Merlin puoi progettarlo su misura, unendo stile, comfort e funzionalità.

Leroy Merlin ti guida nella creazione di un ambiente accogliente, pratico e perfettamente in linea con il tuo stile. Dalla ristrutturazione totale al semplice rinnovo, scopri le infinite possibilità per dare forma al tuo spazio benessere.

In un mondo dove ogni stanza racconta chi siamo, il bagno diventa il nostro rifugio personale: un luogo in cui funzionalità e bellezza si incontrano in un equilibrio perfetto. Leroy Merlin lo sa bene e per questo propone soluzioni su misura, capaci di interpretare ogni esigenza, gusto e spazio. Il 2025 vede protagonista un design consapevole, dove materiali naturali, geometrie decise e atmosfere rilassanti trasformano anche il più piccolo intervento in un gesto di stile.

Per chi ama la pulizia delle linee e il contrasto visivo, lo stile Graphic Design è la scelta ideale: bianco e nero si rincorrono tra superfici opache e dettagli metallici, con giochi di luce nascosti che trasformano la doccia in un piccolo angolo spa. Se invece cerchi la semplicità che profuma di casa, lo stile Countryside è un abbraccio caldo di tonalità morbide e materiali autentici, pensato per chi desidera un bagno che rilassa e accoglie.

Preferisci un’estetica soft e avvolgente? Con Soft Design entri in un mondo di toni neutri, texture leggere e forme armoniose: un vero invito al benessere quotidiano. E per chi ama sentirsi in sintonia con la natura, Wood Nature è l’espressione di una scelta autentica: legni caldi, finiture materiche e un’atmosfera zen che trasforma il bagno in un angolo di equilibrio.

Leroy Merlin non offre solo stili, ma anche soluzioni pratiche e complete: mobili bagno, box doccia, rivestimenti, illuminazione, specchi e sanitari, tutti combinabili per un progetto coerente e armonioso. E con i servizi di ristrutturazione - dal rinnovamento completo della tua vecchia doccia con una nuova fino alla completa ristrutturazione del bagno, dalla ideazione alla realizzazione, con ARKY - ogni intervento è supportato da professionisti competenti, per un’esperienza senza stress.

Che tu voglia reinventare completamente il tuo bagno o rinfrescare solo alcuni elementi, sul sito di Leroy Merlin trovi tanti progetti e ispirazioni, consigli e strumenti per pianificare ogni dettaglio, con la garanzia di uno stile che ti rappresenta.

Case dei lettori

Prima & Dopo: 150 mq di leggerezza a Bologna

Chiara è una nostra affezionata lettrice dal 'lontano' 2011. Proprio su CasaFacile ha trovato l'aiuto che cercava per ristrutturare un grande appartamento della prima periferia bolognese. Tre camere, un living, una cucina, due bagni e il sogno di sempre: uno studio! Seguite qui il suo racconto

«Sono una vostra appassionata lettrice dal 2011 quando ho comprato, insieme a mio marito, la nostra prima casa. Sono passati più di 10 anni, sono nate due bimbe e la casa è diventata troppo stretta, sicché ne abbiamo a lungo cercata una nuova fino a quando, circa due anni fa, l'abbiamo finalmente trovata in un quartiere della prima periferia di Bologna.

Ci siamo quindi imbarcati in una ristrutturazione completa, con l'aiuto del team di Amodo per Star Srl che avevo visto segnalato proprio sulla vostra rivista. La casa di 150 mq aveva gli spazi che cercavo: tre camere da letto comode, una sala e una cucina separate, un ingresso, due bagni e il valore aggiunto, ovvero la possibilità di convertire il vecchio cucinino in uno studio per lavorare da casa!

Abbiamo deciso di apportare modifiche ridotte alla planimetria, sia per ragioni di contenimento dei costi, sia perché la distribuzione degli spazi era già adatta alle nostre esigenze. Il più grosso cambiamento è stato spostare la cucina dal classico cucinino anni '60 al tinello, per poi aprire una porta tra tinello e sala, in modo da rendere più fluida la zona giorno. Il vecchio cucinino è diventato lo studio di cui tanto sentivamo la mancanza nella vecchia casa.

Per quanto riguarda le finiture, abbiamo posato in tutta la casa tranne nei bagni un parquet in rovere a spina e abbiamo giocato un po' con i nostri colori preferiti: la palette è sui toni dell’azzurro/blu e del rosso, con tocchi di giallo.

I mobili sono un mix di arredi vintage, Ikea e qualche pezzo di design (soprattutto le luci, per le quali ho una passione). Abbiamo riutilizzato in parte i nostri arredi precedenti e abbiamo salvato una libreria "svedese" che era già presente in casa e di cui mi sono innamorata a prima vista, spostandola dalla sala all'ingresso.

Un grande grazie per avermi fatto compagnia in questi anni, attraverso due case (e due figlie), la lettura di CasaFacile è stata uno dei miei momenti di benessere e mi ha sempre dato tante idee e ispirazioni. Un carissimo saluto a tutta la Redazione da Chiara!».

Qui sotto la descrizione più dettagliata degli ambienti e degli arredi della nuova casa di Chiara:

INGRESSO. Sono stati mantenuti i varchi già esistenti, riproporzionando però le dimensioni delle porte che davano verso la sala e verso quello che era il vecchio tinello (ora cucina). Per dare più luce si è optato per una pittura color tortora che accoglie la libreria vintage “svedese” acquistata dalla precedente proprietà.

Sulla parete opposta alla libreria una panchetta Maisons du Monde, uno specchio rotondo Oca Nera rosso e applique Las Sola (modello Emyr Moderne LED), sempre in versione rosso e oro per riprendere il colore dello specchio. A soffitto, faretti su binario Rossini Manuka.

SALOTTO. La sala prima era un ambiente separato: per rendere più comoda e vivibile la zona giorno è stato aperto un varco tra sala e l’attuale cucina, ora divisa con una porta scorrevole in vetro serigrafato. La sala prende luce da un’ampia porta finestra sul fondo della stanza che consente l’accesso al balcone. La zona pranzo è arredata con tavolo Artù di Miniforms, sedie Cream di Calligaris (due senape, due rosse e due grigie) e lampadario Zettel ‘z di Ingo Maurer.

Nella zona living ci sono: divano Ditre Italia modello Krisby, carrello vintage Alvar Aalto (che era dei suoceri di Chiara) con sopra la lampada Jurassic Lamp di Seletti e, dall’altro lato del divano, libreria Sapiens di BBB Italia. Sulla parete opposta alla finestra, madia Fragile di Minotti Italia laccata rossa.

«Sulla credenza c'è la macchina da scrivere di mia nonna, che era segretaria alla Ducati» racconta Chiara. Di fronte al divano, incorniciata dalle due porte, parete attrezzata in legno laccato bianco con inserti color pavone. Davanti al divano, tavolino basso ovale Ikea. A soffitto, faretti su binario Rossini Manuka (gli stessi dell’ingresso), sopra il divano due applique Artemide Mesmeri.

LA CUCINA è attrezzata su due lati paralleli: da un lato i fuochi, dall’altro il lavabo; sul lato corto, a fianco della porta finestra, è stato posizionato un frigo all’americana a libera installazione. La cucina è stata realizzata da Cucine Schmidt Bologna con pannelli in due colori (bianco e un color grigio-verde-azzurro), piano in composto di quarzo.

La cucina nasconde, in un’armadiatura profonda, una zona lavanderia attrezzata con lavatrice e asciugatrice e con mensole. A soffitto, lampadario Kartell; sopra la porta, orologio a cucù Guzzini.

LA CAMERA MATRIMONIALE ha mantenuto forma e dimensioni originali. È arredata con un letto con base contenitore (Merkurio di Flou), accanto due comodini spaiati: uno componibile Kartell con ruote (vintage, dei suoceri), l'altro è Vikhammer di Ikea colore blu.

«Sulla testata del letto, abbiamo fatto dipingere un rettangolo in vernice grigio perla, stesso colore delle pareti della sala, e al suo interno abbiamo appeso due stampe di Riccardo Guasco, L'apostrofo verde e Le palle piene». Il lampadario a soffitto è Random Light II di Moooi, versione grande.

Sulla parete opposta al letto c'è una doppia cassettiera Ikea Malm in rovere e sopra è stato ripreso il tema del 'tondo' con due cerchi, uno blu più grande e uno giallo più piccolo, con al centro pecchio rotondo Ikea Stockholm in rovere.

LE CAMERETTE La camera di Matilde ha mantenuto forma e dimensioni originali. La parete del letto è decorata con carta da parati genere planetario, acquistata su Photowall. Letto Släkt e armadio Pax, entrambi di Ikea. La camera di Olivia è stata arredata “riciclando” i mobili della precedente cameretta comune alle bimbe, tutti Ikea. Il lampadario a soffitto è un paralume Origami corallo sfumato comprato su Etsy, le due teste trofeo di elefante e renna sono in crochet.

I BAGNI Qui si è cercata l'uniformità cromatica, pur scegliendo rivestimenti diversi, puntando sui toni dell’azzurro e del legno. In entrambi è stato posato a pavimento un gres porcellanato bianco (Ceramica Valsecchia). Nel bagno della zona notte il rivestimento a parete è di ceramica a mattonelline (Country Ash Blue di Equipe Ceràmicas); sul piano in legno, sono posati due lavabi a coppa; sopra i lavabi, specchi rotondi Maisons du Monde e applique Mini Glo Ball di Flos.

«Il quadretto è il mio preferito: è una stampa di Giselle Dekel e si chiama Nothing Goes My Way» racconta Chiara. Nel secondo bagno, a parete rivestimento Dom Ceramiche Lipari nei colori acqua naturale e sale; mobile bagno monoblocco con lavabo semi incassato e specchio rettangolare. A soffitto, lampada Las Sola in legno.

IL DISIMPEGNO I vecchi armadi a muro anni 60 (con finitura originaria in legno scuro e pannelli beige) sono stati conservati perché in buone condizioni e ridipinti in color tortora con profili e pomelli rossi.

LO STUDIO «Qui abbiamo fatto realizzare dal falegname una lunga mensola-scrivania che corre su tutta la parete lunga e consente di allestire due postazioni lavoro. Sopra abbiamo montato i pensili della vecchia cucina, in laccato bianco, per documenti e oggetti vari» spiega Chiara. La lampada da studio sulla scrivania è Maisons du Monde.