Nel living le pareti bianche mettono in risalto la collezione di quadri, opere e ricordi di viaggi disposti in modo ordinato. Calu Fontes la definisce una 'parete affettiva'. I mobili vintage, dai divani brown al grande tappeto azzurro, danno calore e creano un'atmosfera familiare. (Tutte le foto @Wesley Diego).
Anche il mobile dispensa della cucina è un pezzo vintage che potrebbe adattarsi a qualsiasi ambiente: da vetrina per il salotto ad armadio per la camera da letto.
Nel quartiere Vila Romana a San Paolo, questa residenza di 300 m² distribuiti su tre livelli è un omaggio all’arte e al design. Il progetto è dello studio Pro.a Arquitetos
Affacciata su un giardino rigoglioso nel quartiere Vila Romana di San Paolo, Casa Amarela è stata progettata dallo studio tutto al femminile Pro.a Arquitetos per l’artista ceramista Calu Fontes.
Di dimensioni generose (misura 300 m²), la villa si sviluppa su tre livelli. Il progetto è studiato per integrare arte e architettura: il design degli interni dialoga con le opere dell’artista che sono parte integrante dell'arredo della casa.
All’ingresso si viene subito accolti da un pannello ceramico ideato da Calu Fontes. Il living è concepito come un ambiente di incontro e dialogo. Le pareti bianche mettono in risalto opere e dettagli artistici, mentre i mobili vintage, selezionati per il loro valore affettivo, donano calore e un senso di familiarità.
La palette cromatica della casa rispecchia la cifra stilistica di Calu Fontes. Prevalgono toni neutri su pareti e arredi, ma spiccano punti di colore strategici: la scala e la zona pranzo, dipinte in giallo e rosa, infondono all’ambiente un’energia solare e una sensazione di comfort visivo.
Completamente rinnovata, la cucina è diventata un open space integrato con la sala da pranzo. Una grande isola operativa e arredi dalle linee essenziali definiscono lo spazio, impreziosito da una cristalliera vintage rosa, che dialoga con le ante in compensato marino naturale e il pavimento grigio.
Lo studio Pro.a Arquitetos è formato da Adriana Weichsler, Daniella Martini e
Viviane Saraiva, architette con un approccio olistico a ogni progetto. «Pensare, creare e realizzare un’architettura che racconta storie e abita l’anima: è questo il nostro obiettivo» dicono. «In ogni progetto miriamo al risultato estetico e al benessere di chi vivrà lo spazio».
Un giornale di arredo non è semplicemente un giornale, ma un luogo in cui riconoscersi... Ti aspettiamo in edicola!
Chi segue i miei editoriali, in cui spesso rievoco episodi del passato, potrebbe pensare che io abbia avuto un’infanzia felice. In realtà è vero il contrario, ed è proprio per questo che mi piace correre a quegli anni, per pescare istantanee da portare nel presente, con le quali costruire una memoria positiva.
Mi piace collezionare soprattutto episodi legati alle case in cui ho abitato, perché lì, sullo sfondo di cucine Anni ’70, di tinelli che per quanto ero piccola io sembravano sconfinati, di solai in cui mi rifugiavo di nascosto nonostante il divieto della nonna, ho coltivato i miei ricordi migliori.
Spesso mio marito non capisce perché, anziché buttare, io abbia urgenza di conservare oggetti che sono tracce di un’epoca di cui non parlo mai bene, ma la ragione sta proprio qui: portare nel presente qualcosa che ci ha accompagnati anche in tempi non facili è un modo per ridare dignità al passato, per offrirgli una nuova possibilità. Per guarirlo.
Se, come ha mirabilmente detto Elizabeth Strout, la mia scrittrice preferita, i fatti non hanno importanza, sono le storie ad avere importanza, e le storie appartengono a noi e a come vogliamo raccontarle, allora tutto può volgersi al bello se portato in un contesto migliore e guardato con occhi benevoli.
Così, quando ho visto la casa della nonna di Vanessa Pisk, in cui lei ha scelto di conservare un mobile che oggi giudicheremmo imperfetto – e di dargli una nuova storia, ho pensato che certi progetti parlano davvero di aspetti profondi della nostra vita. E che salvare un mobile anche se oggi il suo look suona un po’ ‘strambo’ può avere un effetto miracoloso sul rimettere ordine nel nostro passato. Guarire i ricordi è una delle strade più importanti per vivere sereni. E le case di famiglia, quelle in cui spesso torniamo per le vacanze, sono il punto da cui partire.
Noi le scegliamo pensando che siano tutte bellissime, ma i gusti sono gusti. Delle case che trovi ogni mese su CasaFacile, di sicuro ce n'è una che preferisci: ecco il sondaggio per votare la tua preferita di Agosto!
2025
Tessuti Heritage Healing
della coll. Ancient Memories
[Fischbacher 1819]
in coppia con l’artista tessile
Caterina Roppo. Tessuti naturali
come la canapa, su cui sembra
di vedere i segni del passaggio
di vento, pioggia e sole e che,
con la sua matericità e mixata
ad altre fibre naturali, parla un
linguaggio universale.
È tra i designer più importanti della sua generazione e tra più prolifici, con oltre 2.000 progetti di interior e product design, caratterizzati dal Wanders’ touch...
Il suo è un tratto eclettico e fantasioso, irriverente a volte, sempre riconoscibile. Questo incontro è l’occasione per fare un bilancio del suo lavoro.
Dopo oltre 30 anni di attività come designer, a che punto della carriera sente di essere? «Ho chiuso il mio studio nel 2022, è stata una scelta di vita. L’idea era quella di fare meno, di avere un approccio più personale ai progetti e selezionare i lavori ai quali dedicarmi, libero anche dalla responsabilità dei circa 80 professionisti che lavoravano per e con me, nello studio».
Però ad aprile ha siglato una importante collaborazione... «Sì, con un grande studio di design cinese, CCD/Cheng Chung Design: abbiamo dato vita a una partnership che ci vedrà lavorare su progetti comuni, con uno staff super professionale. Allo stesso tempo continuerò a lavorare con alcuni dei brand per i quali ho sviluppato progetti in questi anni e ovviamente andrà avanti l’avventura di Moooi, il marchio fondato con Casper Vissers nel 2001. Ma non sento più il bisogno di fare chissà quante cose».
Con la maturità, pensa che una delle missioni del design sia renderci più felici? «La mia, la nostra missione è creare un ambiente d’amore, vivere con passione, realizzare i sogni più emozionanti. Gli oggetti risvegliano negli altri delle emozioni, ma ognuno ha un approccio differente. Io voglio mettermi in relazione con chi si interessa al mio lavoro, senza escludere nessuno. E creare il valore massimo che duri per il tempo più lungo possibile utilizzando il minimo di risorse. Se non crei valore, allora il tuo lavoro è inutile».
PROGETTO 1. La forma a elle della stanza ha suggerito
di mettere nella nicchia da cm 95x231 sotto
la finestra il letto più la lunga libreria che,
nella parte finale, copre la spalla della cabina
angolare che completa l’armadio con ante
battenti. Sul lato opposto un’ampia scrivania
da cm 120 con mensole è comoda per due.
È disponibile in 10 colori il letto imbottito
Cloud qui in tessuto bouclé grigio-blu super
resistente, dotato di box contenitore sotto la rete
a doghe [Westwing, cm 113x235x90h].
Base con due cassettoni per il sommier Light,
qui in color ottanio, disponibile anche con
seconda rete estraibile e in versione divano con
contenitore [Zalf, cm 88x199x38h].
Salvaspazio Il letto imbottito Lyle Modern: nel
giroletto alto 27 cm può alloggiare il sistema
contenitore Folding Box® per lenzuola e piumini
[Noctis, cm 107x216x117h].
Di giorno è un divanetto il letto Giove, qui
con rete a doghe e cassettone sotto rete. Per
un materasso da cm 80x190, è totalmente
sfoderabile [Perdormire, cm 89x220x85h].
In questa
composizione l’elemento trasformabile
Kali Board 90 [cm 216x85,3/95,2x102,3h] con letto singolo a scomparsa
e scrittoio maxi che viene in luce con
movimento basculante, è completato dal
ponte con libreria e armadi sopra [Clei].
PROGETTO 2.
La stanza da cm 450x230 sfrutta la parete
lunga di fronte alla porta. Per farci stare
tutto si inserisce un sistema armadio a ponte
sopra un elemento doppio uso che con un
gesto passa dalla configurazione scrivania a
quella letto e sul lato corto una panca
imbottita serve da divanetto per rilassarsi.
LA CAMERA PER DUE PREADOLESCENTI. Soluzione con i letti a soppalco
Spaziobed Young Cabina Armadio messi in linea con
parapetti a rete, compatti ma con armadiatura
capiente, scala divisoria con cassetti e librerie a ponte
sui letti per libri e oggetti personali [cm 126x452x 300h]. La scrivania Piuma è anch’essa in faggio
massiccio [da cm 100x60x75h]. Tutto [Cinius].
PROGETTO 3. La stanza da cm 455x325 ha un intero lato lungo
sfruttabile con una struttura a castello con i letti da
una piazza e mezza più l’armadiatura sottostante,
chiusa da ante scorrevoli, facilmente accessibile e
semplice da tenere in ordine. Ognuno ha la sua
scrivania, completata da una libreria dietro la porta.
Lo scrittoio 7623 ha
struttura e piano in laccato bianco e mensole in
laccato Gardenia, per tenere i libri in ordine e
sotto mano [Giessegi, cm 150x58x75h].
Struttura in acciaio verniciato color salvia,
compresa alzatina e ripiano, accolgono il top in
impiallacciato rovere di Littera, dal profilo curvy
[Hiro Design, da cm 80x50x83h].
L’alzatina tessile di Compasso consente
di usare lo scrittoio anche a centro stanza;
struttura metallica e piano in melamminico
[Zalf, cm 123,6x60,6x100,2h].
Lo scrittoio Leo
ha gambe incrociate in metallo, rialzo con spazi
per libri e ripiani con cassetti per accessori e
cancelleria [Nidi, cm 138,6x61x113h].
LA CAMERA PER DUE BAMBINI PICCOLI. Questa composizione è formata da:
letto a castello Nuk con letto inferiore
e cassettoni, protezione Paddy a ribalta
e scaletta con cassetto e maniglia
Shell, armadio con anta battente con
maniglie Shell ed elemento estraibile
più libreria Holly, tavolo Woody, pouf
Cube, contenitori Tynn su ruote
e tappeto Polar Bear [Nidi].
PROGETTO 4. La stanza rettangolare da cm 290x435 con
un pilastro accanto alla finestra e la porta
di fronte a questa, suggerisce di sfruttare il
lato lungo con una struttura a soppalco
che ospita i letti a castello, armadio, libreria
e scala attrezzata. Così tutto il resto dello
spazio è libero per il gioco.
Le camere dei nostri figli sono un piccolo mondo dentro il mondo più grande della casa: li ospitano non solo per dormire ma per molte attività quotidiane che variano con la loro crescita. Ecco perché richiedono una cura progettuale speciale. E arredi versatili, che sfruttino al meglio i metri quadri
1. LA CAMERA PER FIGLI UNICI CHE SI EVOLVE
Quando si passa dall’arredo ‘da piccoli’ ai sistemi componibili, occorre trovare una soluzione definitiva che sia in grado di seguire la crescita dai ragazzi. Cosa serve?
IL PROGETTO La forma a elle della stanza ha suggerito di mettere nella nicchia da cm 95x231 sotto la finestra il letto più la lunga libreria che, nella parte finale, copre la spalla della cabina angolare che completa l’armadio con ante battenti. Sul lato opposto un’ampia scrivania da cm 120 con mensole è comoda per due.
LA SOLUZIONE Un letto da usare anche come divano per il relax con gli amici e con cassettoni per i giochi [cm 199,3x91x40h], un armadio che sfrutti l’angolo con una cabina perché per gli accessori sportivi serve sempre spazio [cm 228,4x58/128,4x259,2h], una libreria per i pupazzi prima e i libri poi [cm 154,8x31,6x 259,2h], una scrivania per studiare anche in due [cm 120x 58x75h]. Composizione CM316 in nobilitato Cenere Wood e laccato Gardenia e Bianco [Giessegi].
2. LA CAMERA PER CHI STUDIA
Con la scuola secondaria e l’università serve sempre tantissimo spazio per libri ma anche per vestiti e accessori... E se la stanza è molto stretta come qui, come si fa?
IL PROGETTO La stanza da cm 450x230 sfrutta la parete lunga di fronte alla porta. Per farci stare tutto si inserisce un sistema armadio a ponte sopra un elemento doppio uso che con un gesto passa dalla configurazione scrivania a quella letto e sul lato corto una panca imbottita serve da divanetto per rilassarsi.
LA SOLUZIONE Bisogna ricorrere a un sistema lineare come Making Room che su un’unica parete contenga l’armadio, la libreria, la scrivania e il letto. In questa composizione l’elemento trasformabile Kali Board 90 [cm 216x85,3/95,2x102,3h] con letto singolo a scomparsa e scrittoio maxi che viene in luce con movimento basculante, è completato dal ponte con libreria e armadi sopra [Clei].
3. LA CAMERA PER DUE PREADOLESCENTI
È in questo periodo che i figli cominciano ad avere interessi e attività diverse quindi serve che ciascuno abbia spazi ben definiti almeno per contenere vestiti e accessori.
IL PROGETTO La stanza da cm 455x325 ha un intero lato lungo sfruttabile con una struttura a castello con i letti da una piazza e mezza più l’armadiatura sottostante, chiusa da ante scorrevoli, facilmente accessibile e semplice da tenere in ordine. Ognuno ha la sua scrivania, completata da una libreria dietro la porta.
LA SOLUZIONE Ottima la soluzione con i letti a soppalco Spaziobed Young Cabina Armadio messi in linea con parapetti a rete, compatti ma con armadiatura capiente, scala divisoria con cassetti e librerie a ponte sui letti per libri e oggetti personali [cm 126x452x 300h]. La scrivania Piuma è anch’essa in faggio massiccio [da cm 100x60x75h]. Tutto [Cinius].
4. LA CAMERA PER DUE BAMBINI PICCOLI
Nella fase in cui i bimbi vanno ancora all’asilo la stanza deve avere tanto spazio libero da dedicare al gioco, ma anche tanti contenitori per tutte le loro cose anche in vista della crescita.
IL PROGETTO La stanza rettangolare da cm 290x435 con un pilastro accanto alla finestra e la porta di fronte a questa, suggerisce di sfruttare il lato lungo con una struttura a soppalco che ospita i letti a castello, armadio, libreria e scala attrezzata. Così tutto il resto dello spazio è libero per il gioco.
LA SOLUZIONE Questa composizione è formata da: letto a castello Nuk con letto inferiore e cassettoni, protezione Paddy a ribalta e scaletta con cassetto e maniglia Shell, armadio con anta battente con maniglie Shell ed elemento estraibile più libreria Holly, tavolo Woody, pouf Cube, contenitori Tynn su ruote e tappeto Polar Bear [Nidi, su progetto].
Spesso se un ambiente non è accogliente è colpa della luce sbagliata. Ecco come orientarsi con la cosiddetta ‘temperatura di colore’ per scegliere la luce (calda o fredda) più adatta in ogni contesto
SCEGLI LA LAMPADINA GIUSTA
Per capire le temperature di colore delle luci di casa si fa riferimento ai valori espressi in gradi Kelvin (K) su una scala da 2.300K a 6.500K. Più bassi sono i gradi, più la luce è calda e adatta ad ambienti rilassanti. Via via che i gradi aumentano la luce diventa più brillante e fredda, consigliata dove servono precisione e attenzione.
Bianco molto caldo
Sul comodino e per creare angoli intimi intorno al divano.
Bianco caldo/neutro
Per la zona pranzo, dove serve equilibrio tra calore e luminosità.
Bianco diurno
Sul top in cucina dove ci vuole una luce chiara e nitida per agevolare il lavoro.
Bianco freddo
Troppo intenso per la casa, ma non per il box in cui è difficile parcheggiare.
Bianco caldo
Per dare un benvenuto caloroso e accogliente nell’ingresso e per le letture riposanti accanto alla poltrona.
Bianco neutro/nitido
Nella zona studio/lavoro per favorire la concentrazione e in bagno per truccarsi, radersi e pulire.
Bianco diurno freddo
Su balconi, terrazzi e giardini come illuminazione notturna sicura, al servizio di impianti antintrusione.
CRI: L’INDICE DI RESA CROMATICA
Noto come CRI, IRC o Ra, l’Indice di Resa Cromatica è utile da conoscere perché ci dice, su una scala da 50 a 100, quanto una lampada è accurata nel rendere in modo fedele i colori che illumina.
Più alto è il CRI, migliore è la qualità della luce e maggiore è la sua resa. Un CRI da 70-80 può far vedere i colori sbiaditi ed è accettabile in cantina, mentre in cucina servono luci con CRI da 90 in su che rendano giustizia al colore reale dei cibi.
I marmi sanno essere accattivanti ma a volte le venature troppo marcate possono spaventare. Stile nordico e colori eleganti sono gli alleati di un risultato perfetto!
Ho visto eliminare marmi splendidi solo perché avevano venature di carattere e una varietà cromatica che poteva rendere difficoltosa la scelta dell’arredo. Ma il marmo è un materiale generoso e con una vita lunghissima e si presta a molte interpretazioni nel corso della sua esistenza.
Un consiglio per approcciarsi alla scelta di mobili e complementi? Se la venatura è pronunciata e vigorosa, occorre indirizzarsi verso uno stile asciutto e minimale: il design nordico può davvero essere un ottimo alleato! Arredi dalle forme pulite e con leggere smussature possono essere la scelta giusta per ‘ammorbidire’ percettivamente l’insieme.
Il marmo grigio, in particolare, va ingentilito e ravvivato con colori eleganti ma accesi e con dettagli dai colori tenui e delicati. Un gioco di contrappunto e di equilibri che può aiutare a reinterpretarlo in chiave contemporanea.
La palette si appoggia sui toni del verde inglese, quindi una tonalità fredda e poco satura, sostenuta da accenti di rosa antico e dettagli in nero.
Yuki fa parte di una collezione dal mood pop:
è rivestito in tessuto stretch con dettagli
in lycra e imbottitura in poliuretano espanso
[Egoitaliano, cm 180x90x87h].
Ispirazione Seventies per Nuria con struttura
in legno, imbottitura in poliuretano espanso
e rivestimento in velluto di ciniglia
[La Redoute, cm 212x106x79h].
Rivestimento in pelle cognac trapuntata per
N701 con imbottitura in schiuma, perfetta per
accogliere e sostenere il corpo [Ethnicraft
su » madeindesign.it, cm 140x91x76h].
Play ha struttura in legno, imbottitura in
schiuma poliuretanica e fibre di poliestere e
rivestimento in tessuto tecnico color ruggine
[Maisons du Monde, cm 193x94x74h].
Il tessuto che riveste l’imbottitura in
poliuretano su struttura in legno del tre posti
Spencer è totalmente asportabile [Cattelan
Italia, cm 198x102x74h].
Setup è rivestito in tessuto Smile Flex
trapuntato più seduta e schienale in mousse
poliuretanica multi-densità su base metallica
[Roche Bobois, cm 215x108x85h].
L’ispirazione? Un tubetto di dentifricio ripiegato! È con questa immagine in testa che Michel Ducaroy ha ideato il sofà che ha spiazzato la scena del design degli Anni ’70, anche grazie all’uso di materiali allora inediti, ma da quel momento imprescindibili
Grande appassionato di nuovi materiali e tecnologie, Michel Ducaroy nel 1973 presentò al Salon des Arts Ménagers del Palais de la Défense di Parigi questo strano divano monoscocca in schiuma di poliestere: senza piedini né braccioli, con la seduta ribassata che diventa schienale e soprattutto con un rivestimento trapuntato, rugoso e raggrinzito.
Una giuria di professionisti gli assegnò il premio René-Gabriel proprio per la grande innovazione che portava al mondo degli imbottiti. Non solo, il pubblico lo apprezzò tantissimo al punto da farne uno dei mobili più venduti degli Anni ’70!
Ligne Roset decise allora di realizzarne tante varianti – ancora in produzione – come poltrone, dormeuse e moduli da accostare. Una vera icona che negli anni ha ispirato altri divani dalle forme generose e compatte, tutti comodissimi.
TOGO designer: Michel Ducaroy anno: 1973
La schiuma di poliestere ha reso possibile a Ligne Roset la realizzazione di questo divano dalla forma primordiale che allo stesso tempo accoglie e sostiene il corpo in maniera ottimale. Diventato presto un must capace di adattarsi a case di stili diversi, ancora oggi è prodotto con la lavorazione originale che richiede 6 ore per realizzare ogni pezzo.
Yuki fa parte di una collezione dal mood pop: è rivestito in tessuto stretch con dettagli in lycra e imbottitura in poliuretano espanso [Egoitaliano, cm 180x90x87h].
Ispirazione Seventies per Nuria con struttura in legno, imbottitura in poliuretano espanso e rivestimento in velluto di ciniglia [La Redoute, cm 212x106x79h].
Rivestimento in pelle cognac trapuntata per N701 con imbottitura in schiuma, perfetta per accogliere e sostenere il corpo [Ethnicraft su » madeindesign.it, cm 140x91x76h].
Play ha struttura in legno, imbottitura in schiuma poliuretanica e fibre di poliestere e rivestimento in tessuto tecnico color ruggine [Maisons du Monde, cm 193x94x74h].
Il tessuto che riveste l’imbottitura in poliuretano su struttura in legno del tre posti Spencer è totalmente asportabile [Cattelan Italia, cm 198x102x74h].
Setup è rivestito in tessuto rosa Smile Flextrapuntato più seduta e schienale in mousse poliuretanica multi-densità su base metallica [Roche Bobois, cm 215x108x85h].
La collezione Melt, nata dalla collaborazione tra lo studio svedese Front e Tom Dixon, nella sua nuova variante wireless e scenografica si inserisce anche negli spazi all’aperto
Melt Portable Large Led ha un’affascinante aura magica che la caratterizza: il grande diffusore dalla forma organica sembra fatto di vetro soffiato liquido, che a lampada spenta riflette e cambia aspetto, mentre a lampada accesa rivela il suo interno con nuovi affascinanti riflessi.
Fornita di una treppiede come base d’appoggio ma anche di una funzionale cinghia per appenderla sia all’interno che all’esterno, io me la immagino agganciata a una trave, a trasformare con i suoi effetti di luce un accogliente pergolato, o anche a un albero, immersa nel verde per un’estiva serata molto speciale.
dimensioni: ø cm 50x57h. materiale: policarbonato. sorgente: Led Integrato 4,5 W - Lumen 500. prezzo: da €952 per la versione opale.
»tomdixon.net