Il calendario a strappo 2026 per chi vuole sorprendersi ogni giorno
Non hai ancora trovato il tuo calendario ideale per il nuovo anno? Eccolo qui, pieno di citazioni e curiosità che alleggeriscono i giorni di questo 2026 appena iniziato...
Gennaio è appena iniziato, c'è ancora tempo per regalare – o regalarsi – il Calendario non ordinario 2026 di MiMi (Alessandro Mininno e Stefano Mirti). Un progetto di design, l’oggetto perfetto per chi il design lo ama davvero: un calendario a strappo, una pagina per ogni giorno, con un disegno e un breve testo (potrai scoprire tra l’altro cosa diceva Mies van der Rohe a proposito del lunedì mattina!.
Perché sceglierlo? Per avere 365 sorprese quotidiane: citazioni memorabili, eventi storici, curiosità culturali e ricorrenze dimenticate. Un’esperienza narrativa giorno per giorno illustrata con stile e ironia. Il calendario nasce da una visione: rendere ogni giorno qualcosa di più che una data sul foglio.
Formato compatto A6, stampato su carta rosa di alta qualità e rilegato a colla, info su kaleidosgames.com
L’amministratore risponde: per i doppi infissi serve il consenso del condominio?
Il nostro esperto amministratore di condominio ci spiega come regolarsi con le norme nel caso si vogliano installare doppi infissi alle finestre per proteggersi meglio dal freddo
Se voglio mettere doppi infissi alle mie finestre per proteggermi meglio dal freddo, devo chiedere il consenso del condominio?
Ogni intervento che coinvolge la facciata dello stabile deve rispettare il cosiddetto decoro architettonico dell’edificio. Un concetto ampio che include l’armonia della struttura, lo stile della facciata, la coerenza visiva.
I tribunali si sono occupati più volte di installazioni di doppie finestre, chiamati in causa da condòmini che contestavano i doppi infissi installati da altri condòmini.
Tutte le sentenze sostengono che l’installazione di doppie finestre non è automaticamente vietata, ma deve essere valutata caso per caso in relazione al suo impatto sul decoro architettonico dell’edificio. Quindi, per evitare possibili contestazioni, si deve verificare innanzitutto che il regolamento di condominio non contenga disposizioni specifiche relative alla modifica degli infissi.
In secondo luogo, meglio presentare il proprio progetto in assemblea per ottenere un’approvazione. L’ideale sarebbe coordinarsi con altri condòmini e proporre un progetto uniforme per tutto lo stabile.
Amministrazioni Tasca @amministrazionitasca
Icone del design: la sedia Carimate
Alessandra Barlassina • Gucki
Blogger CF Style
Una sfida per Vico Magistretti: reinventare la tradizionale sedia in legno con seduta di paglia per un Golf Club in Brianza. Leggi la storia di questa icona del design
Designer: Vico Magistretti (Milano, 1920-2006)
Produttore: Fritz Hansen
Progettata nel: 1959
Idea: rivisitare la sedia della tradizione in legno e paglia.
Materiali: faggio naturale o frassino tinto nero per la struttura, seduta in corda di carta naturale.
Segni particolari: in rosso compare in un dipinto di Renato Guttuso del 1968.
Curiosità: Vico Magistretti era un giocatore di golf molto appassionato.
Nel 1959 Vico Magistretti progetta il Golf Club di Carimate. Cuore del progetto, la Club House. Al suo interno un ristorante con terrazze panoramiche affacciate sul verde.
Magistretti si occupa anche degli arredi: ma quali sedie usare? Le sedie scandinave, da lui amate, sono troppo costose, cosi porta al Golf Club la classica sedia contadina in legno e paglia: comoda e pratica.
Rinforza la struttura dove necessario, nel punto di giunzione tra seduta e gambe, con un ingrossamento del legno. Nessuna decoro, a ingentilirla solo la curva dei braccioli, sempre però minimale e moderna.
Riprendendo il colore dei pilastri del ristorante del Golf Club, Carimate nacque rossa e per la prima volta nel mondo dell'arredo si utilizzò un colore all'anilina, all'epoca usata per i giocattoli.
Carimate è un successo immediato: esposta alla XII Triennale di Milano del 1960, è un bestseller anche in Inghilterra, dove diventa
un'icona della Swinging London.
La sua produzione ha vicissitudini intricate: da Artemide a Cassina, passando da De Padova e non solo.
Dal 2020, per i 100 anni dalla nascita di Magistretti, la produce Fritz Hansen. La paglia della seduta è stata sostituita da 100 metri di corda di lino intrecciata a mano ed è realizzata con legno certificato FSC.
LA MOSTRA:
Da non perdere, per scoprire le vicende dietro i progetti che hanno fatto la storia del design, 'Suppergiù 60 sedie in 60 anni' alla Fondazione Vico Magistretti, via Bellini 1, Milano. Fino al 26 febbraio 2026
La passione di Vico Magistretti per le sedie in mostra a Milano
CasaFacile di Gennaio 2026: l’editoriale della direttrice
Ogni mese la direttrice Francesca Magni ci introduce al numero in edicola con un editoriale. Scopri quello di gennaio dedicato alle mode e alle tendenze colore negli interni
Ho sempre pensato che il colore rispecchi lo spirito del tempo che viviamo e che le tendenze siano innamoramenti transitori dei quali abbiamo bisogno per soffermarci su qualcosa, giocarci un po’, e poi riprendere il cammino. Per questo sorrido quando leggo le invettive di chi le disprezza: certo, le mode, se seguite acriticamente, possono indurci a investire soldi (ed energie) in cose che un giorno potremmo aver voglia di sostituire. Ma parlano del nostro sentire! Sono la via per procedere nella ricerca, per vivere il nostro intrinseco bisogno di cambiamento.
Anche i colori seguono le mode, e noi ne siamo inevitabilmente coinvolti. Se sfoglio le case pubblicate nel 2025 vedo fiumi di blu/ottanio nelle sue declinazioni da intense a polverose, affiancati da altrettanti verde salvia, contrastati dal loro complementare, il terracotta. Noi stessi, nella rubrica S.O.S. CasaFacile su Instagram, abbiamo spesso consigliato queste tinte perché attualmente suonano ‘familiari’, rassicurano, piacciono. Ma sì, dobbiamo dirlo, sono la moda del momento (e forse una moda già alla fine della parabola...). Come erano di moda, negli Anni ’70, i toni accesi, arancio e marrone, rosso e verde, giallo e blu, contrasti esaltati da pattern geometrici e optical: la gente voleva libertà, ottimismo, voleva rompere gli schemi, ‘gridare’, e quei colori erano il vessillo di desideri collettivi.
Nei decenni successivi il colore si è andato smorzando. Secondo gli psicologi dei consumi, la scelta di toni desaturati sarebbe la risposta a vite stressate, all’ansia dell’era post moderna e tecnologica, al bisogno di quiete e forse anche alla necessità di compensare l’assalto di luce e colore che subiamo dagli schermi...
Difficile trovare verità assolute in queste analisi, ma che il colore rispecchi lo spirito dei tempi lo conferma l’istituto Pantone che per il 2026 ha proposto un bianco, somma di tutti i colori nello spettro della luce e al tempo stesso ‘non colore’. A me ha fatto pensare a questi tempi non facili, al senso di sopraffazione e al troppo rumore che, raggiunto un culmine, chiedono di essere tacitati. rifiatiamo, sembra dire. è ciò di cui abbiamo più bisogno.
Francesca Magni, direttrice
Progettare il verde indoor: casa esposta a sud
Alice Delgrosso
Vorresti avere delle piante ma non sai quali scegliere o temi di non saperle curare correttamente? In questa nuova rubrica la 'plant trainer' Alice Delgrosso progetta il tuo verde indoor partendo dalle caratteristiche degli spazi e dal tuo modo di vivere la casa
Una casa esposta a sud, quali piante scegliere e dove è meglio posizionarle?
La nostra esperta di piante ci racconta quali consigli ha dato:
"Carmen mi ha contattata per progettare il verde della sua nuova casa in Puglia, un'abitazione che unisce arredi moderni agli alti soffitti a volta e ai pavimenti di cementine antiche. La zona giorno, ampia e luminosa è il cuore della casa: qui si accolgono gli amici e si condividono le serate in compagnia. Carmen ama gli ambienti ordinati e ariosi, non ha molto tempo da dedicare alle piante ma desidera averne alcune che diano carattere e trasmettano un senso di benessere."
LA RICHIESTA DI CARMEN
Piante resistenti e di presenza, che parlino la lingua della casa: luce, ordine, personalità. Poche, ma con carattere, per valorizzare lo spazio senza complicarlo.
ANALISI DELLA STANZA
Luce: un’ampia portafinestra esposta a sud regala luce calda e diretta nelle ore centrali del giorno. La luce diminuisce rapidamente all’interno: nella zona divano sarebbe necessario installare delle ‘grow lights’ per coltivare con successo.
Spazio: zona living e cucina sono in continuità, con un’isola centrale e una mensola alta sopra la porta che sale al piano superiore, perfetta per piante ricadenti.
Stile di vita: conviviale e dinamico, ma con un gusto preciso per l’ordine e la pulizia. Servono poche piante, ma scelte con cura e dal grande impatto visivo.
LE PIANTE PER CARMEN
In una casa ordinata e piena di luce, le piante diventano un modo per bilanciare energia e armonia. Bastano poche presenze, scelte bene, per dare vita a un ambiente accogliente e autentico: perché le piante giuste non solo decorano, ma riflettono lo stile e la personalità di chi abita la casa.
Pianta protagonista: Ficus elastica. Dal portamento ad albero, cresce in verticale ed esprime forza e creatività, come la personalità della proprietaria. Ama la luce intensa e regala un tocco scultoreo e mediterraneo allo spazio.
Verde a cascata: Pothos Neon. Perfetto sulla mensola sopra la porta, ha foglie brillanti e ricadenti che richiamano i toni delle tele moderne e porta un tocco di luce anche in angoli secondari. Richiede poche cure quindi va bene anche in un punto della casa non facilissimo da raggiungere.
Decorativa in cucina: Begonia maculata. Foglie a pois, colore e allegria: coltivata in idrocoltura mantiene la cucina pulita e ordinata, senza il rischio di
sporcare con la terra quando la si innaffia.
UN CONSIGLIO PER TUTTI
Se non si ha un particolare pollice verde e non si ha molto tempo da dedicare, meglio scegliere poche piante ma di dimensioni medio-grandi: sono più stabili, resistenti e richiedono minore cura e manutenzione.
La coltivazione in semi-idroponica è perfetta per chi ha poco tempo e ama ordine e pulizia.
A cura di Alice Delgrosso - igiardinidiellis.it
Come ottenere i bonus casa 2026
Simona Ortolan • Il pampano
Blogger CF Style
I Bonus Casa 2026 rappresentano un’opportunità concreta per intervenire sugli immobili migliorandone comfort, qualità e prestazioni energetiche. Tuttavia, l’accesso alle detrazioni fiscali richiede attenzione, metodo e una corretta gestione tecnica e amministrativa. In questa guida, analizziamo passo dopo passo cosa fare, prima, durante e dopo i lavori, per non perdere i benefici fiscali.
Affrontare una ristrutturazione oggi significa muoversi tra progetto, cantiere e normativa fiscale. I Bonus Ristrutturazione ed Ecobonus 2026 continuano a essere strumenti fondamentali, ma richiedono un approccio rigoroso, in cui ogni fase deve essere pianificata con precisione. Vediamo come orientarsi.
Cosa serve in sintesi
Per accedere correttamente ai Bonus Casa è indispensabile rispettare alcuni requisiti formali, spesso sottovalutati ma decisivi. La correttezza documentale è parte integrante del progetto, al pari delle scelte architettoniche.
- effettuare i pagamenti tramite bonifico parlante
- conservare fatture e ricevute
- trasmettere la comunicazione ENEA, quando prevista
- indicare le spese nella dichiarazione dei redditi, recuperando la detrazione in 10 quote annuali
Prima di iniziare i lavori
La fase preliminare è quella che più incide sulla buona riuscita dell’intervento, anche dal punto di vista fiscale. Prima dell’avvio dei lavori è necessario. Un progetto ben impostato riduce il rischio di errori e garantisce coerenza tra intervento edilizio e agevolazione fiscale.
- verificare di avere titolo sull’immobile (proprietà, usufrutto, locazione, comodato)
- affidarsi a un tecnico abilitato – architetto, ingegnere o geometra – che inquadri correttamente l’intervento
- presentare, se richiesta, la pratica edilizia adeguata (CILA, SCIA o altra comunicazione comunale)
- pianificare fin da subito pagamenti tracciabili e conformi
Durante i lavori
Nel corso del cantiere è fondamentale mantenere la disciplina amministrativa: ogni documento rappresenta un tassello essenziale del fascicolo dell’intervento.
- tutti i pagamenti devono avvenire esclusivamente tramite bonifico parlante, con causale specifica, codice fiscale del beneficiario e dati dell’impresa esecutrice
- va conservata con cura tutta la documentazione, inclusi: fatture, ricevute dei bonifici, eventuali asseverazioni tecniche
Dopo i lavori: comunicazione ENEA
Per alcuni interventi, in particolare quelli legati al risparmio energetico, è obbligatoria la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
La procedura prevede l’accesso al portale ENEA dedicato alle detrazioni fiscali e la compilazione della scheda descrittiva, inserendo:
- dati dell’immobile
- tipologia di intervento
- spese sostenute
- informazioni tecniche richieste
Chi può inviare la comunicazione
L’invio telematico può essere effettuato:
- direttamente dal contribuente
- da un tecnico abilitato
- da un CAF o intermediario fiscale, se incaricato
Una volta completata la procedura, è indispensabile conservare la ricevuta ENEA insieme a tutta la documentazione dell’intervento. La mancata trasmissione entro i termini può comportare la perdita della detrazione, anche in presenza di pagamenti corretti.
Dichiarazione dei redditi
È possibile procedere autonomamente o affidarsi a un professionista per una corretta compilazione di tutta la documentazione. In fase di dichiarazione (Modello 730 o Redditi PF) occorre:
- indicare l’importo della spesa sostenuta
- riportare i dati catastali dell’immobile
- suddividere la detrazione in 10 rate annuali di pari importo
Interventi condominiali
Nel caso di lavori sulle parti comuni:
- il pagamento è effettuato dall’amministratore di condominio
- il singolo condomino detrae la quota a lui imputata
- l’amministratore rilascia una certificazione con importi, millesimi e dati del condominio
Questo documento va conservato e utilizzato per la dichiarazione dei redditi.
Per evitare errori
Alcuni errori formali, apparentemente marginali, possono compromettere il diritto alla detrazione. I più frequenti sono:
- utilizzo di bonifici ordinari anziché parlanti
- avvio dei lavori senza il titolo edilizio richiesto
- omissione della comunicazione ENEA, quando obbligatoria
Affrontare i Bonus Casa con un approccio progettuale, integrando competenze tecniche e fiscali, è la chiave per trasformare un’agevolazione in una reale opportunità di valore per l’abitare contemporaneo.
Per quanto conservare la documentazione
La documentazione relativa ai Bonus Casa deve essere conservata per tutta la durata della detrazione e per i termini di accertamento fiscale. In pratica:
- le detrazioni sono ripartite in 10 anni
- l’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui viene utilizzata l’ultima rata
- fatture, bonifici, ricevute ENEA, pratiche edilizie e certificazioni condominiali vanno quindi conservate per almeno 15 anni
Gennaio 2026: vota la casa del mese
Noi le scegliamo pensando che siano tutte bellissime, ma i gusti sono gusti. Delle case che trovi ogni mese su CasaFacile, di sicuro ce n'è una che preferisci: ecco il sondaggio per votare la tua preferita di Gennaio!
Bonus casa 2026: guida completa alle agevolazioni per la casa
Simona Ortolan • Il pampano
Blogger CF Style
Alcuni bonus casa restano attivi anche nel 2026: conoscerli in anticipo aiuta a sfruttarli al meglio. Ecco una guida semplice con le agevolazioni e gli errori da evitare
La Legge di Bilancio 2026 proroga per un altro anno i principali bonus edilizi, mantenendo fino al 31 dicembre 2026 le aliquote del 50% per la prima casa e del 36% per gli altri immobili. La riduzione delle detrazioni è rinviata al 2027, mentre dal 2028 è prevista un’aliquota unica al 30%. Vediamo nello specifico quali Bonus restano attivi, quelli che vengono eliminati, oltre a errori da evitare e informazioni utili.
Bonus Ristrutturazioni
La detrazione è valida per la manutenzione straordinaria di edifici residenziali e il restauro e recupero conservativo. Include quindi lavori di ristrutturazione completa degli immobili, le opere murarie interne per modifiche strutturali o ampliamenti, il rifacimento di bagni (compresa la sostituzione di sanitari e rubinetterie) e cucine oltre alla sostituzione di infissi, porte e serramenti. Sono compresi anche lavori di riparazione o rifacimento tetti e facciate e sostituzione di pavimentazioni interne e esterne legate a interventi straordinari. A questi vanno aggiunti: efficientamento energetico (sostituzione caldaie, isolamento, schermature solari); installazione di sistemi di riscaldamento a basso consumo o pannelli solari; sicurezza domestica (porte blindate, sistemi di allarme); abbattimento barriere architettoniche (rampe, ascensori, adattamenti bagno).
I lavori di manutenzione ordinaria (per esempio, tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti interni) non danno diritto al bonus tranne quando compresi in un intervento globale di ristrutturazione dell'immobile.
Il limite di spesa detraibile è 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.
Il recupero è in 10 quote annuali.
Il bonus ristrutturazione al 50% spetta solo ai proprietari o titolari di diritti reali di godimento, se l’immobile è adibito ad abitazione principale. Se la casa non è abitazione principale all’inizio dei lavori, la detrazione maggiorata spetta solo se lo diventa al termine.
La detrazione è al 50% per la prima casa. Nel 2027 scenderà al 36%
La detrazione è al 36% per seconda casa e altri immobili. Nel 2027 scenderà al 30%
Bonus ristrutturazione dal 2028 aliquota unica al 30%
Bonus mobili e arredi
Condizione necessaria per usufruire del Bonus: deve esserci una ristrutturazione iniziata prima dell’acquisto (anche nel 2025). L'incentivo per l’acquisto di arredi nuovi arriva a 5.000 euro, con una detrazione del 50%.
Vale per arredi: letti, armadi, cucine, divani, illuminazione, materassi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini e grandi elettrodomestici (purché efficienti dal punto di vista energetico).
Ecobonus
L'incentivo per l’efficienza energetica può richiedere certificazioni specifiche e comprende: la sostituzione dei vecchi serramenti con nuovi più performanti che rispettano limiti di trasmittanza termica in funzione delle diverse zone climatiche del paese. Acquisto e la posa in opera di schermature solari, acquisto e installazione di impianti a biomassa, domotica per il controllo degli impianti, micro-cogeneratori, generatori d’aria calda a condensazione e impianti ibridi (pompa di calore + caldaia a condensazione).
Gli interventi di sostituzione degli impianti di riscaldamento con caldaie a combustibili fossili (come quelle a gas) sono esclusi dall’ecobonus, nonostante in precedenza beneficiassero di detrazioni del 50% o 65% se dotate di valvole termostatiche.
Il limite di spesa detraibile è 60.000 euro per ciascuna unità immobiliare.
Il recupero è in 10 quote annuali.
La detrazione è al 50% per la prima casa (scende al 36% nel 2027)
La detrazione è al 36% per seconda casa e altri immobili (scende al 30% nel 2027)
Dal 2028 ci sarà un’aliquota unica al 30%
Sismabonus
Il Sismabonus è prorogato fino al 2026 e permette detrazioni per interventi di messa in sicurezza sismica di edifici residenziali e produttivi, includendo anche i costi per classificazione e verifica sismica. Attenzione perché richiede certificazioni e progetti specifici. Possono accedere alle agevolazioni del Sismabonus le persone fisiche e le imprese, purché proprietarie o titolari di un diritto reale sull’immobile.
Il limite di spesa detraibile è di 96.000 euro per singola unità immobiliare e di 136.000 euro per interventi sulle parti comuni condominiali.
Il recupero è in 10 quote annuali.
La detrazione è al 50% per la prima casa (scende al 36% nel 2027)
La detrazione è al 36% per seconda casa e altri immobili (scende al 30% nel 2027)
Dal 2028 resta solo il Bonus Ristrutturazione al 30%, riservato ai soggetti Irpef e alle abitazioni residenziali.
Bonus Barriere architettoniche e Superbonus
Il Bonus Barriere architettoniche 75% viene eliminato e il lavori confluiscono nelle agevolazioni Bonus Casa.
Il Superbonus resta solo per le aree post-sisma, ovvero tutti i territori interessati da eventi sismici a partire dal 1° aprile 2009 in cui sia stato dichiarato lo stato di emergenza (comprende anche l’Emilia Romagna, Ischia, Campobasso, la città metropolitana di Catania, l’Abruzzo, oltre ai territori del cosiddetto Cratere del sisma 2016 appartenenti alle regioni Lazio, Marche, Abruzzo e Umbria).
Cose da sapere
- Funzionano solo se si rispettano regole e tempi.
- I requisiti vanno verificati prima.
- Le spese vanno pianificate con attenzione
Errori da evitare
- Dimenticare la CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata).
- Acquistare mobili prima della data di inizio lavori.
- Usare un bonifico ordinario invece del bonifico 'parlante'.
- Smarrire le certificazioni di conformità degli impianti.
CasaFacile: il numero di Gennaio 2026
Ecco cosa troverai sfogliando CasaFacile di gennaio 2026: puoi comprarlo in edicola o in versione digitale con l'app CasaFacile
COSA C’È DI NUOVO
- Cartoline da...
il giro d'Italia a caccia di cose belle con le @amiche_in_tournee fa tappa a Pistoia (correte a pagina 14) - News & Trend
Andiamo alla scoperta di calendari trendy, morbide sedute multicolor, parquet tartan, rituali relax in mostra, viaggi per appassionati di architettura... e molto altro, a partire da pagina 16! - Punto Luce
La nuova lampada da tavolo con i bordi a contrasto la trovi a pagina 17. - I Fantastici 4
A pagina 19 trovate tanti spunti shopping scelti dalla digital creator Cf style Mariana Bettinelli @interiornotes.com - Talent Scout
Che cosa abbiamo scovato questo mese? Maialini portafortuna, ex libris a timbro, tendenze per pet-lover, creazioni in fil di ferro e... altre cose deliziose da gustare a pagina 20. - Icone del design
A pagina 21 c'è tutto quello che volevate sapere sulla sedia Carimate disegnata da Vico Magistretti nel 1959. - Architetti&Designer
La sua lampada Dandelion è al MoMA, ma a pagina 22 ci racconta di un'antica passione e di un sogno... L'avete riconosciuta? - Icone e figli
Per illuminare il tavolo da pranzo con una lampada fissata al muro Charlotte Perriand nel 1938 ha creato Potence Pivotante: a pagina 23 potete scoprire tutte le applique rotanti sue "figlie". - Lo shopping del mese
Da pagina 25 trovate le nostre selezioni di cuscini pop, culle... e caffettiere! - Tendenza
Bianco onirico! Tutte le sfumature del colore dell'anno 2026 Cloud Dancer sono a pagina 30.
LE CASE DI GENNAIO 2026: SCUOLA DI STILE
STILE NEO-CLASSICO
Colonial style rivisitato: un mood personale (da pagina 32)
Sfoglia questa casa ascoltando ♫ “Steal” dei Maribou State e copia il suo stile con i nostri suggerimenti shopping di pagina 45.
STILE CONTEMPORANEO
Scelte essenziali: legno, pietra, luce (da pagina 46)
Sfoglia questa casa ascoltando ♫ “Happy Man” dei Jungle e copia il suo stile con i nostri suggerimenti shopping di pagina 59.
STILE VINTAGE POP
Filosofia 'reloved' swing metropolitano (da pagina 60)
Sfoglia questa casa ascoltando ♫ “Dream Sweet in Sea Major” dei Miracle Musical e copia il suo stile con i nostri suggerimenti shopping di pagina 73.
FOCUS — CHE STILE È?
Francese, British, Marocchino, Scandinavo, Italiano... Da pagina 75 analizziamo 6 mood molto amati per imparare a riconoscerli e a ricrearli e a pagina 82 ti sveliamo quali sono gli stili che impazzano su Instagram (e i profili da seguire per prendere ispirazione).
PRIMA & DOPO
- LA CASA PRIMA & DOPO DI GENNAIO
Le regole per cambiare? Recupero e colore. Scopriamo insieme da pagina 84 come la nuova palette di Studio Pisk può attualizzare gli spazi di un bilocale di ringhiera... - IL PROGETTO PRIMA & DOPO DI GENNAIO
Se il progetto standard della casa in costruzione non vi convince... siete ancora in tempo per riprogettarla con l'architetto! E aggiungere una pergola bioclimatica addossata alla casa che diventa una stanza in più, come spiegato da pagina 97
IDEE E SOLUZIONI
- LA CASA IDEE & SOLUZIONI DI GENNAIO
Un bilocale tutto da copiare, a partire dall'ironia degli elementi tipografici sparsi ovunque, dalle palette coraggiose e dagli spazi comunicanti con le porte in vetro. Da pagina 100 - IL PAVIMENTO 'DIFFICILE' DI GENNAIO
Come arredare la casa se c'è un pavimento in graniglia rossa: la soluzione e gli abbinamenti giusti sono a pagina 115 - TENDENZE SMART IN CUCINA
Come creare (e nascondere) una lavanderia in cucina: tante idee da pagina 116 - RINNOVARE IL LOOK CON I TESSILI
Living, camera e bagno si trasformano con nuovi tessuti di qualità, da pagina 118 - GUIDA PRATICA SALVA BUCATO
Le novità in arrivo (come la lavatrice con 3 cestelli e l'asciugatrice smart) e una guida da conservare: trovate tutto a pagina 121 - A MISURA DI GATTO
Il gatto vive lo spazio anche "in verticale": da pagina 122 potete scoprire come progettare la casa (anche) per lui
DÉCOR E VERDE
- LA CASA DECOR DI GENNAIO
Vi piace lo stile eclettico pop? Allora la casa da pagina 124 è perfetta per voi! - FAI-DA-TE
Le istruzioni per realizzare subito un organizer da scrivania sono a pagina 136 - TAVOLE DA COPIARE
Fascino Old England per una tavola dal mood tartan a pagina 138 - PIANTE SU MISURA
Novità di gennaio, la nuova rubrica che progetta il verde indoor! Non sapete quali piante scegliere o temete di non saperle curare correttamente? La 'plant trainer' Alice Delgrosso @igiardinidiellis.it progetta il verde indoor partendo dalle caratteristiche degli spazi delle lettrici. Questo mese vediamo insieme quali piante inserire in una casa esposta a sud se la padrona di casa ha poco tempo per curarle: da pagina 140 (qui scoprirete anche come richiedere una consulenza green)VITA DI CONDOMINIO
Si possono mettere doppi infissi alle finestre senza il consenso del condominio? La risposta è a pagina 143
Davide Balda, l’archeodesigner che ‘tesse’ la materia
Laureato allo IED di Torino, Davide Balda si dichiara un archeologo della materia. Tra gli espositori della mostra mercato Med Soul di Genova, nel suo laboratorio crea nuovi prodotti isolanti da scarti tessili, da impiegare in bioedilizia, nell'arredo e persino come capi di abbigliamento
Originario di Genova, il 27enne Davide Balda si definisce 'un designer multidisciplinare che progetta in modo consapevole e democratico, prendendosi cura e occupandosi delle problematiche del vivere nel mondo contemporaneo'. La sostenibilità e il design sociale sono al centro dei suoi progetti, presenti e futuri.
Davide, qual è il tuo percorso di studi e quando è nata la tua passione per l'artigianato e per il design? «Ho studiato design del prodotto allo IED di Torino e successivamente ho frequentato un master di primo livello in Social design promosso da Fondazione Pistoletta e Polidesign. È qui che è nato il mio interesse per il co-design, ovvero progettare per gli altri e con gli altri. Grazie a queste due esperienze ho unito a passione per i materiali e l’artigianato a progetti legati all'ambito sociale e ambientale. Ho poi frequentato workshop e laboratori in Austria e in Germania, dove ho avuto l'occasione di sperimentare diversi processi ‘do it yourself’ legati ai biomateriali, al riutilizzo degli scarti dei prodotti».
Che cosa si intende con la parola ‘archeomaterico’? «Archeomaterico deriva dalla parola archeodesigner, che descrive la mia metodologia progettuale improntata sulla ricerca e sullo studio della materia, contestualizzata nel mondo e nella società di oggi. È una parola composta che unisce la disciplina dell'archeologia e del design, significa scovare e progettare con le materie - intese come macerie e residui del mondo contemporaneo - per donare nuovamente vita, funzionalità e un valore che spiega la storia e l'attività dell'essere umano. Nella mia ricerca vado anche a capire l'origine geografica della materia stessa, studio come le dinamiche morfologiche di un paesaggio abbiano influito a generarla».
E cosa intendi invece con il termine ‘tecnofossili’? «Lo studio delle evoluzioni e la trasformazione della Terra mi hanno spinto ad interessarmi al fenomeno della fossilizzazione, in particolare alla formazione di una particolare tipologia: i tecnofossili. Sono i ritrovamenti e gli scarti materici prodotti dall’uomo che saranno le materie prime dei nostri discendenti. Sono dei residui di derivazione naturale artificiale che l'attività umana ha generato durante l'arco della sua esistenza sul pianeta Terra. È con questi tecnofossili che realizzo nuovi materiali e nuovi manufatti. I miei progetti non sono mai speculativi ma mirano ad avere un risvolto concreto nel quotidiano per apportare un reale cambiamento. La materia, quindi il processo di scoperta e la creazione, divengono le modalità per raccontare o intervenire su questioni più ampie, ambiscono ad inserirsi in dibattiti ambientali, sociali ed economici in cui il design può realmente contribuire».
Come si svolge il tuo lavoro, hai un laboratorio in cui crei materiali e oggetti? Cerchi delle aziende che investano sulle tue idee o sei già sul mercato con prodotti per il consumatore? «Dopo l'esperienza vissuta a Fabrica come 'artist in residence', durata circa un anno e mezzo nel 2024, sono tornato a Genova e ho aperto un piccolo laboratorio, un luogo per me fondamentale nel quale riesco a creare, a ricercare e sviluppare nuovi materiali sostenibili e nuovi oggetti. Ora sto lavorando sulla produzione di Tecno Suolo, un substrato tessile fertilizzante con il quale far crescere le piante, su un materiale per biodilizia e su un nuovo tessuto di feltro con cui creare elementi d'arredo come paralumi, tendaggi, tovaglie e anche capi di abbigliamento. Oltre a produrre e vendere, organizzo workshop in cui mostro i processi sostenibili che utilizzo, sono laboratori pensati sia per le persone sia per le aziende interessate ad applicare i miei materiali. La mia ricerca mira appunto ad aiutare le aziende a rigenerare il loro scarto industriale e diventerà presto una start-up che offrirà questo tipo di servizio sostenibile».
Qual è stato il momento in cui hai capito che il tuo percorso creativo doveva concentrarsi sul recupero degli scarti piuttosto che sulla creazione di oggetti ex novo? «È stato un processo lungo, sicuramente dal punto di vista pratico mi ha aiutato il tirocinio all'interno dello studio di design Tellurico, in Olanda, improntato su tecniche e processi di produzione per rigenerare le materie. Ma per me il design non è mai stato estetica o creare qualcosa di nuovo, quanto riuscire a rielaborare quello che già si ha, ridandogli una nuova vita».
Quali sono le sfide tecniche più difficili che incontri? «La parte più difficile all’interno del mio progetto ‘Telare la materia’ è riuscire a integrare questi processi sostenibili all'interno delle grandi aziende, riuscire a convincerle che l’investimento può avere un reale riscontro sull’ambiente. Un'altra delle sfide riguarda il processo di produzione: gli oggetti che realizzo non sono industriali, quindi la mia produzione per ora non è su larga scala, utilizzo stampi creati da me. In futuro mi piacerebbe riuscire a trovare dei collaboratori che possano aiutarmi per ingrandire la produzione e l'applicazione reale di questi materiali».
Hai già idea di quale sarà la tua prossima idea progettuale? «Per il 2026 ho un po' di idee in mente, cercherò di trasformare il mio progetto Telare la Materia in impresa, di costruire quindi un servizio che possa essere messo a disposizione di tutte le aziende e di tutte le realtà tessili. Oltre a procedere con certificazioni e brevetti dei materiali che sto sviluppando, ad avere collaborazioni con altri studi e a partecipare ad eventi come la Design Week di Milano. A giugno concluderò poi un progetto di moda: una giacca per sport alpinistici, in collaborazione con aziende austriache e tedesche e col centro di ricerca di Innsbruck».
Come immagini la casa del futuro? Sarà costruita con i materiali che stai testando oggi? «La immagino costruita in ottica sostenibile. Con il materiale per biodilizia che sto realizzando, per esempio, si può creare una serie modulare di mattoni ideali sia per la costruzione della casa - quindi come elemento strutturale dell'abitazione stessa - sia per soluzioni di interior design come pannelli di rivestimento per un isolamento termico-acustico migliore».
