Progetti degli architetti

Nuovi progetti: eliminando l’ingresso il living raddoppia

Un piccolo appartamento ha ritrovato vita e luce senza rinunciare a comodità, spazi utili e personalità. Qui tutti i segreti degli interventi

Un piccolo bilocale in un quartiere vivace di Roma: la nostra lettrice Laura lo acquista anche se gli spazi non rispondono alle sue esigenze (un ingresso a corridoio, un micro salotto e una camera grandissima) con l’idea di farlo ristrutturare all’architetta CF style Sara Edalatkhah che con il giusto progetto lo rende molto più bello e funzionale.

La soluzione

Prima di tutto è stata ristretta la camera da letto ed eliminato il lungo corridoio d’ingresso: la zona giorno si è allungata ma anche allargata di 90 cm. Per creare un filtro tra gli ambienti giorno e notte c’è ora un disimpegno dotato di lavanderia e con ripostiglio in quota accessibile dal bagno, comodo e funzionale.

Il bagno si accorcia e allarga per diventare quadrato e accogliere la maxi doccia da cm 190 sotto la finestra, sanitari e ampio mobile lavabo. Visti gli spazi ridotti gli arredi sono essenziali e ben studiati: la cucina in linea da 3 metri è completa e con pensili a tutta altezza, la libreria con zona tv nasconde la scarpiera e la colonna per l’asse da stiro.

Anche nella zona notte ci sono pochi elementi e a giocare da protagonista è la parete in mattoni a vista, recuperata e messa in evidenza. Il bagno è lo spazio dove il colore diventa protagonista: mentre nel resto delle stanze i toni sono lievi e polverosi, qui si accentua e si declina nei rivestimenti e nei dettagli passando dal rosa al terracotta. La scelta della palette parte dalle tonalità del tappeto persiano che è un pezzo di famiglia.

BUDGET*
Demolizioni pareti e pavimenti € 5.000
Costruzioni nuovi tramezzi e assistenze murarie € 10.000
Nuovi impianti elettrico, idraulico, termico e di condizionamento € 8.000
Fornitura e posa pavimenti e rivestimenti € 8.000
Fornitura e posa sanitari, doccia e rubinetteria € 10.000
Fornitura e posa portoncino € 2.000
Fornitura e posa porte interne € 1.800
Tinteggiatura € 5.000
Fornitura e posa armadio disimpegno € 900
totale (iva esclusa) € 50.700 

* il preventivo si riferisce a questo progetto; l’immobile si trova a Roma.

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A cura di Elena Favetti

Architetti & Designer

Architetti & Designer: Piero Lissoni

Campione di milanesità, da 40 anni collabora con i più importanti brand. La sua cifra stilistica, nella vita e nella professione? Eleganza e understatement

Se c’è una caratteristica che contraddistingue le centinaia e centinaia di progetti nati dall’ingegno di Piero Lissoni, è l’instancabile ricerca della misura, della pulizia di forme. E il rifuggire da ogni eccesso.

Questo senso della misura è innato in lei o nasce dallo scambio con il committente? «È senza dubbio una miscela delle due cose: amo essere misurato, stare un po’ sotto traccia anche dal punto di vista professionale, adottare ciò che gli inglesi chiamano ‘understatement’. È anche uno dei caratteri di Milano. Lo amo in modo particolare perché mi permette di svolgere la professione senza strafare».

Di molte aziende con le quali lavora, è o è stato art director. Qual è la differenza principale nell’approcciarsi al progetto in questo ruolo o come designer? «In linea generale, il direttore artistico disegna i confini, mentre il designer progetta dentro quei confini. L’art director deve portare coerenza ma anche una certa distanza data dal suo venire dall’esterno e si deve relazionare con una serie di mondi: quelli degli altri designer con cui si trova a lavorare e quello dell’azienda con la sua scala tecnologica, creativa e commerciale...».

Come nasce Nui, il parquet che ha disegnato quest’anno per Listone Giordano? «Nasce dal continuo scambio con l’azienda e con Andrea Margaritelli (titolare e brand manager di Listone Giordano, ndr). Il parquet, alla fine, è un pezzo di legno e da sempre le assi di legno si collegano a incastro. Questo ‘segno’ rende Nui ancor più efficiente e stabile, grazie al suo disegno e a come le assi si accostano».

Intervista di Claudio Malaguti

Ci vuole un fiore

Ci vuole un fiore (anche in cucina!): il Fico di mare

Questa rubrica nasce dall’incontro fra Alice e I Tempestas: ogni mese ci propongono un fiore edulo, lei ne parla dal punto di vista botanico e loro lo usano come ingrediente per una ricetta. Qui i pregi del Fico di mare, una pianta succulenta rustica che riserva sorprese in cucina, dove insaporisce e colora le pietanze

Nel linguaggio dei fiori ci racconta di adattamento, di resistenza e generosità. Il Fico di mare cresce dove la terra incontra il sale, sulle dune dorate e tra le rocce battute dal vento, portando con sé il segreto di chi riesce a fiorire anche in condizioni estreme.

Conosciuto anche come Fico degli Ottentotti (nome scientifico Carpobrotus edulis), è una succulenta originaria del Sudafrica, amatissima oggi nei giardini costieri e lungo le scogliere del Mediterraneo.

Il nome, che deriva dal greco karpos (frutto) e brotos (edibile), racconta molto della sua natura: ogni parte della pianta, dal fiore al frutto, è infatti commestibile e sotto tanti aspetti benefica.

Strisciante e rigogliosa, la pianta si allunga sul terreno come un tappeto verde brillante, punteggiato da fiori dai toni rosa antico, fucsia, giallo o arancio. Le foglie, carnose e triangolari, contengono una linfa densa e vischiosa simile a quella dell’aloe: sono un vero concentrato di virtù che lenisce, idrata, protegge.

Le radici si insinuano nella sabbia leggera, trattenendola e nutrendola. Non a caso, questa pianta viene usata anche per prevenire l’erosione dei terreni e per proteggere dalle fiamme: una grande alleata della terra e del mare.

Il fiore del Fico di mare costituisce un piccolo miracolo botanico: simile a una margherita dai colori accesi, si apre soltanto nelle ore più luminose della giornata, come se volesse ricordarci l’importanza di seguire la luce. Una fioritura che incanta da maggio a ottobre, attirando api, farfalle e sguardi curiosi.

E in cucina? Il Fico di mare è tutto da scoprire. I petali possono essere essiccati e utilizzati come decorazione, oppure uniti agli impasti per dare colore e aroma. Si possono pastellare e friggere come piccole frittelle floreali, dolci o salate.

I suoi frutti, detti anche ‘fichi del Capo’, hanno un sapore acidulo e profumato: sono ottimi per preparare marmellate, composte e sciroppi dal gusto esotico e naturale. Anche le sue foglie, ricche di sali minerali, possono essere consumate crude o cotte, usate per calmare la sete o come ottimo sostituto del sale.

LO SAPEVI CHE… Coltivarlo è semplice: bastano un vaso, un terreno drenato e tanto sole. Attenzione però: ama espandersi! Le sue talee radicano molto facilmente e formano nuovi cespugli in poche settimane. Una volta in fiore, il tappeto si accende di colori vividi che ti faranno sognare spiagge lontane... anche dal terrazzo di casa!

Crocchette di patate con maionese ai petali

di @i_Tempestas ovvero Fabrizio Maggiulli e Giovanni Montenero, cook e book lovers 

Ingredienti
Per 12 crocchette: √ 600 g di patate a pasta gialla √ 2 cucchiai di fecola di patate √ 2 cucchiai di pangrattato √ 2 cucchiai di lievito alimentare in scaglie √ 3 cucchiai di fiori di Fico di mare freschi tritati (scegli soltanto i petali, senza la base verde) √ 3-4 foglie di menta √ sale e pepe q.b. √ olio evo q.b.

Per la maionese di fiori: √ 50 ml di bevanda vegetale senza zuccheri (a temperatura ambiente) √ 100 ml di olio di semi di girasole √ 1/2 cucchiaino di senape dolce √ 1 cucchiaino di succo di limone √ 1/2 cucchiaino di polvere di barbabietola (facoltativa, serve solo per il colore) √ 1 pizzico di sale √ 1 cucchiaio colmo di petali di fiori di Fico di mare

Occorrente: √ schiacciapatate √ teglia da forno √ erogatore spray olio (facoltativo)

Procedimento
1. Lessa le patate con la buccia, poi pelale e schiacciale finché sono ancora calde. Lasciale intiepidire.
2. Aggiungi fecola, pangrattato, lievito alimentare, sale, pepe e i fiori tritati finemente con la menta.
3. Mescola fino a ottenere un composto omogeneo e modellabile.
4. Forma le crocchette con le mani leggermente unte e passale nel pangrattato.
5. Ungi leggermente le crocchette e cuoci in forno a 200 °C per 25-30 minuti, girandole a metà cottura.

Per la maionese
1. In un bicchiere alto, versa la bevanda, la senape, il succo di limone, il sale e la polvere di barbabietola, se scegli di utilizzarla.
2. Frulla con un frullatore a immersione, versando l’olio a filo.
3. Quando la consistenza sarà stabile, aggiungi i fiori frullati e dai un’ultima frullata veloce.
4. Lascia riposare in frigo almeno 30 minuti prima di servire.

TIPS & TRICKS • Quando monti la maionese, muovi delicatamente il frullatore dall’alto verso il basso, per una struttura più omogenea. • Per ungere le crocchette prima di infornarle, utilizza un erogatore spray: è più pratico. • Se preferisci, puoi cuocerle in padella con un filo di olio.

Icone del design

Nathalie, l’invenzione del primo letto col ‘vestito’

«Flou ha rifatto il letto» recitava la pubblicità di Nathalie, e mai frase fu più letterale. Con questo modello, infatti, Vico Magistretti ha introdotto un concetto nuovissimo: quello del letto imbottito e in tessuto sfoderabile. L’idea è stata così rivoluzionaria che oggi ci sembra sia sempre esistita...

Gli Anni ’70 vedono il boom del piumone da letto: vestito con una fodera colorata e cambiabile, tiene caldo di notte e si sistema con un gesto al mattino. È proprio a partire da questo concetto che Vico Magistretti, in collaborazione con Rosario Messina (titolare di Flou), sviluppa un’idea destinata a rivoluzionare il concetto di letto.

Si tratta del primo modello imbottito e ‘vestito’: ti avvolge come un piumone che risale fino sulla testata diventando cuscino; di giorno nasconde i guanciali, di sera offre sostegno al relax e alla lettura.

Non solo: è totalmente e facilmente sfoderabile per cambiarne l’aspetto con le stagioni; e quando la tv dal salotto arriva in camera, la testata si reclina leggermente.

Oggi Nathalie è un sistema letto a 360° con basi e reti a scelta, ma negli anni è stato ispirazione per tutti i letti tessili che da allora hanno felicemente invaso le nostre case.

NATHALIE
designer: Vico Magistretti
anno: 1978
Nato lo stesso anno della fondazione di Flou che da allora lo produce, è stato il primo letto imbottito e tessile, totalmente sfoderabile grazie alle chiusure in velcro. Nel 2020 ha vinto il Compasso d’Oro alla Carriera, per la prima volta dato a un prodotto.

Testi di Elena Favetti

Scoprire! – 7ª Digital Week CasaFacile

“Finché si avranno passioni non si cesserà di scoprire il mondo” diceva Cesare Pavese. E settembre è sempre un nuovo inizio, l’energia rinnovata dalla pausa estiva ci induce a nuovi progetti, siamo nel mood giusto per trovare nuove possibilità per la casa e per il nostro stile di vita. Entriamo quindi in una settimana speciale che ci proietta nel futuro...

COSA SONO LE DIGITAL WEEK?

Quattro settimane all'anno dedicate a quattro diversi temi, tutte da vivere, scoprire, guardare e commentare sui social e sul sito di CasaFacile.

DAL 22 AL 28 SETTEMBRE 2025: SCOPRIRE!

Una settimana per SCOPRIRE cosa vogliamo davvero
Qual è il significato originario del verbo ‘scoprire’? Togliere ciò che copre, che nasconde, che limita la vista... Trovare quello che prima proprio non si vedeva, ma probabilmente era già lì, stava solo aspettando uno sguardo nuovo in grado di coglierlo e apprezzarlo. ‘Ogni giorno è una scoperta’ non è una polverosa frase fatta, ma diventa il pane quotidiano di chi sta arredando una nuova casa o rinnovando quella in cui vive da tempo. Ecco che cosa faremo in questa settimana speciale, andremo alla scoperta di tanti spazi, prodotti, dettagli e desideri che attendevano solo di essere guardati con occhi nuovi. Pronti? Via!

COSA TROVERAI SUI SOCIAL DI CASAFACILE?

Soluzioni smart, progetti da copiare, prodotti selezionati e raccontati dal team di digital creator di CasaFacile. Ogni giorno su Instagram proporremo stories e reel per conoscere meglio tante novità a disposizione, sfatare vecchi miti e aiutarti a fare le scelte giuste per i tuoi spazi piccoli o grandi.

  • L’arrivo di un bebè spariglia la routine domestica, a partire dal bucato: ma la neomamma Martina alias @ispirando ha scoperto la potenza del suo ‘sesto senso’ che si allea a quello di WHIRLPOOL.
  • Cos’è che chiamiamo casa? Un mix di scelte, affetti, sensazioni, racconti, valori. È il giardino della nonna, le cene con gli amici, è un aspettami-per-pranzo. Lo scopriamo in Abruzzo, la terra dei nostri creator @volpescorrano.architetti e del ‘saper fare’ con cura di ARAN CUCINE.
  • Ci siamo abituati alle automobili ibride, ma pensiamo ancora di dover scegliere tra stufe a legna o a pellet!@ilpampano ha trovato la soluzione, una stufa ibrida firmata PIAZZETTA: perché è così vantaggioso l’utilizzo di due diversi combustibili? Lo scoprirai nel video.

E NELLE STORIES TROVERAI TANTI ALTRI SPUNTI PER LA TUA CASA!

 

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Scopri le stufe ibride Piazzetta che mettono tutti d’accordo

Simona Ortolan

Simona Ortolan  •  Il pampano

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A legna o a pellet? Se questa è la prima domanda che ti poni acquistando una stufa, devi sapere che esistono soluzioni ibride che uniscono i vantaggi dei due combustibili. Qui ti raccontiamo come trovare la stufa ideale per la tua casa in montagna senza dover scegliere tra praticità del pellet e il fascino naturale della legna. Zero rinunce, molti vantaggi!

Avete presente quelle coppie piene di carattere, con gusti opposti ma complementari? Marco e Susanna sono proprio così. Quando mi hanno chiesto di progettare la loro casa in montagna ho raccolto una bella sfida... soprattutto quando si è trattato di scegliere la stufa.

Susanna sogna il silenzio lontano dalla città, ma non è disposta a rinunciare a nessuna comodità: vuole accendere la stufa a pellet da remoto e trovare la casa già calda. Marco invece immagina una vita semplice, a contatto con la natura: legna raccolta nel bosco e la stufa da caricare a mano.

Li ho fermati prima che iniziasse il dibattito: “Avete presente la vostra auto ibrida? Ecco, esistono anche le stufe ibride”. Marco e Susanna non hanno dovuto scegliere tra comodità e semplicità... con Infinity Plus Line di Piazzetta hanno scelto entrambe! Due combustibili, doppi vantaggi.

Tutti i vantaggi delle stufe ibride Infinity Plus Line di Piazzetta

Le stufe ibride funzionano sia a pellet che a legna, e puoi passare da un combustibile all’altro senza interruzioni: la fiamma è alimentata dal pellet? Apri lo sportello e metti la legna, nessun problema di spegnimento o riavvio!

Quando la stufa funziona a pellet puoi gestirla anche via app da remoto, così puoi accenderla prima di arrivare a casa e trovare la temperatura perfetta. Mentre quando la stufa funziona a legna, non hai nemmeno bisogno della corrente elettrica.

Un altro vantaggio è la silenziosità: il tiraggio della canna fumaria è naturale anche durante il funzionamento a pellet (senza il rumoroso aspiratore fumi).

Le stufe ibride Piazzetta offrono tre modalità di riscaldamento tra cui scegliere:

  1. ventilazione forzata dal basso per una temperatura uniforme dal pavimento al soffitto (Multifuoco® System)
  2. convezione naturale per un comfort ancora più silenzioso
  3. accumulo, grazie alle pietre refrattarie che rilasciano calore anche dopo lo spegnimento (Heat Storage System).

E il design? La gamma Infinity Plus Line di Piazzetta è ampia, puoi scegliere tra stufe dal look minimal contemporaneo e modelli più classici per tutti i gusti.

Calcola l'incentivo del conto termico e gli altri vantaggi Piazzetta

Vuoi conoscere l'incentivo del conto termico per la sostituzione del tuo vecchio caminetto o stufa? Vuoi scoprire quali sono gli incentivi fiscali attivi e saperne di più sull'estensione di garanzia o sui finanziamenti senza interessi? Qui trovi tutti i dettagli.
 

 

Pareti e pavimenti

Sos pavimenti: come arredare con le piastrelle rosate

Nicoletta Carbotti

Nicoletta Carbotti  •  Nicoletta Carbotti

Blogger CF Style

Non parliamo del cotto, ma di piastrelle prive di una loro storia, che di solito si sceglievano per la tonalità neutra e che si trovano oggi in molte case. Se non sai come abbinarle, leggi qui!

Il pavimento rosato può mettere in difficoltà nella scelta dell’arredo giusto, soprattutto se non si tratta di un cotto antico ma di piastrelle dozzinali. Puoi però provare a farlo dialogare con le altre superfici, per uno stile romantico ma attuale.

Ho strutturato il mood sul binomio rosa&verde salvia, capace di integrare la pavimentazione e valorizzarla. Il divano, dalle forme tondeggianti e piene, dovrà essere scelto in colore a contrasto.

Anche per i complementi si propone di optare per elementi dal disegno rotondo e sinuoso. Le rotondità, unite ai toni pastello, suggeriscono un’estetica morbida e restituiranno un’atmosfera avvolgente.

Questo immaginario è spesso associato a un senso di comfort, sensualità e fluidità che richiama le forme della natura e si oppone alla rigidità delle linee rette (anche quelle del pavimento!). Consiglio l’aggiunta di dettagli con del nero.

News

Talent scout di settembre 2025

Cose, persone, suggestioni, mode che verranno e intramontabili evergreen. Scovati in giro, intercettati su Instagram o surfando nello ‘sconfinato-mondo- dell’Internet’...

GUARDARE OLTRE
Le cornici sono parte integrante nelle opere di Andrew Scott, che sui social superano il miliardo di visualizzazioni. Una quarta parete riconfigurata che dà nuova vita ai soggetti. @andrewscott_art

TOAST STAMPATI
Con questi timbri in ri- lievo potrai personalizzare fette di pane, muffin e dolcetti, scegliendo tra più di 200 soggetti o inventandone uno. Un’idea irresistibile, per grandi e piccoli. » HannaKirbyDesigns su Etsy

APRI QUELL’ARMADIO!
Prima vedi cappotti, cappelli e stivali in bell’ordine, poi come in un diorama, un’im- prevista carrellata pop-up ti trasporta in un bosco, con tanto di montagne innevate sul fondo. Una mirabile creazione di carta quella di Shelley Aldrich, da effetto wow! @shelleyaldrichminimuseum

PICCOLI SOGNI GREEN
Alzi la mano chi non ha mai desiderato dormire in una casa sull’albero... Con questo kit fai-da-te in ottone dorato potrai assemblarne una versione mini, da calare nel tuo vaso preferito. Ci sono anche una scaletta per arrivare in cima e l’altalena: chiudi gli occhi e torna bambino… » botanopia.com

SCATOLE DEI RICORDI
Piccoli oggetti, appunti, fiori, biglietti… cose legate a qualcuno, a un viaggio o a un momento. Sono valigie lunghe 38 cm, pronte per raccogliere e conservare tutto. Per te o per chi vuoi. » meminio.com

MANIE DA CHEF
Un set di 25 etichette per le spezie, per avere tutto ordinato, visibile e con lo stesso font, anche personalizzabile: per veri fissati dell’ordine in cucina. » CraftingStudioBHT su Etsy

Testi di Giusi Silighini

Ispirazioni

Eclettica e deliziosa: la soffitta che non ti aspetti a Milano

Piccola ma con ambienti ben divisi, questa casa offre veri e propri scorci grazie all’uso di due colori (un azzurro e un rosa) e alla capacità di unire stili diversi

Siamo nella ex soffitta di Anni ’20, nell’eclettico quartiere Maggiolina di Milano nato a inizi ’900 come zona residenziale per i giornalisti, e a conquistare Flavio ed Edoardo è stata la personalità da cui si è accolti entrando sotto il tetto con capriate a vista.

Le scelte fatte

«Nonostante i 60 mq la casa è divisa in ambienti chiari e funzionali e ha un balconcino con un bell’affaccio» raccontano. «Era ristrutturata, l’abbiamo personalizzata nei colori e ci siamo presi 4 anni per arredarla con una regola: aspettare per prendere solo ciò che davvero ci piace!».

Il tocco di stile

Il gusto si avvicina al provenzale, ma è bilanciato da un tocco moderno (tavolo e divano), da echi scandi e da un coraggioso mix and match. Il dettaglio perfetto? La passione di Flavio per i fiori secchi, selezionati e essiccati da lui.

foto Deborah Della Penna – testi Costanza Filippi

Prima & Dopo

Prima & Dopo: un attico su due livelli conquista affacci suggestivi

Via i controsoffitti, nuove finestre nel tetto e una palette colore chiara. Questo attico è stato riprogettato per migliorare la luminosità. E pensare che i proprietari volevano cambiare casa...

Teodoro e Isabella vivevano in un appartamento al terzo piano con terrazzo: per loro un valore aggiunto imprescindibile. «Giunto il momento di cambiare casa», racconta Teodoro, «la presenza di un terrazzo era il nostro punto di partenza nella ricerca».

Trovato l’attico perfetto, appena ristrutturato, fanno la proposta, ma il giorno dopo la casa viene ritirata dalla vendita. «La delusione è stata presto dimenticata grazie a una nuova soluzione: la nostra casa attuale!». Nonostante i numerosi lavori da fare, gli spazi bui e affollati da arredi datati, la stanza inondata di luce affacciata sul terrazzo è risultata decisiva.

Le scelte fatte

Prima la casa aveva una divisione rigida: la cucina era all’ingresso, il living separato dalla sala da pranzo da una parete, c’era solo un bagno e tutte le stanze avevano controsoffitti. «Ma noi volevamo luce!» dice Teodoro. Così i controsoffitti sono stati abbattuti, le stanze ampliate eliminando i corridoi e si sono installate finestre sul tetto, per godere al massimo della luce zenitale. Via il muro che chiudeva il living, la scala è stata spostata per lasciare spazio all’attuale cucina: ora è lei a disegnare lo spazio e a portare luce nella stanza, anche grazie alla finestra sul tetto.

Il tocco di stile

Un delicato verde salvia scelto da Isabella veste le pareti: illuminato dal bianco dei soffitti, diffonde luminosità. Gli arredi dal design minimale sono in toni neutri; il legno del parquet originale dialoga con le travi rimaste a vista e con le doghe che disegnano l’ingresso.

styling e testi a cura della interior stylist Elisabetta Viganò @wunderlab - progetto arch. Gianluigi Besana ([email protected]) – foto Guido Barbagelata