Fuorisalone 2026: cosa vedere a Tortona
Durante la Milano Design Week, il quartiere Tortona diventa un punto di riferimento per il mondo del design, con installazioni, mostre ed eventi diffusi. Il Tortona Design District ospita realtà come BASE Milano, spazio dedicato a progetti culturali e interdisciplinari e Tortona Rocks, che porta in scena il design internazionale, oltre al Superstudio Show e la Tortona design week.
Tortona Design week
Alla Tortona Design Week 2026, il distretto più iconico del Fuorisalone invita a una rivoluzione silenziosa: “THINKING BETTER, Look back to Shape the Future”. Attraverso installazioni immersive, debutti internazionali e una nuova visione della mobilità, il design riscopre il valore della memoria e dell’artigianalità, rimettendo l'essere umano al centro del progetto.
L'anima femminile e il benessere urbano
Tra le tappe obbligate di questa edizione spicca Corpografia - Paesaggio di Donna in via Tortona 25. Il progetto di Sara Ricciardi Studio (per Torneria Tortona) trasforma lo spazio pubblico in un’oasi rosa vibrante, un arcipelago di forme organiche che celebra la forza rivoluzionaria di Elsa Schiaparelli. Non solo un’installazione, ma un luogo di sosta e comunità dove il corpo diventa architettura ospitale. Poco distante, in via Tortona 35, la natura si riprende i suoi spazi con Urban Jungle. Nato dal Green Master Lab, questo scenario sinestetico propone fiori e foglie giganti in chiave fantastica, un invito a riscoprire il benessere sostenibile mettendo l'individuo al centro dell'ecosistema naturale.
Tecnologia invisibile e design d’eccellenza
Il design è anche capacità di svelare l'invisibile. Al nuovo Geberit Experience Center (via Tortona 31), l'installazione RŌS dello studio svizzero atelier oï mette in scena la danza dell'acqua: centinaia di molle in acciaio guidano le gocce in una composizione dinamica che rende poetico il flusso idrico. Per chi cerca il rigore materico, il debutto europeo del brand giapponese MEISDEL a Tortona Square promette di stupire. La loro cucina Anima 01, in acciaio inox, è plasmata come un pianoforte a coda: una scultura domestica che esplora il confine tra forza della materia e fluidità delle linee.
La mobilità del domani: tra carta e intelligenza artificiale
Tortona 2026 si conferma hub per il design automobilistico. Hyundai (via Tortona 32) presenta in anteprima mondiale la nuova IONIQ 3 con il racconto esperienziale "Unfold Stories", mentre Zeekr Design porta all'Opificio 31 l’installazione immersiva The Art of Connection. Il polo di via Tortona 31 ospita invece Haus of Automotive di Konzepthaus, con focus su illuminazione e UX, e la partecipazione di Lotus con il progetto "IN PROGRESS". Anche il mondo dell’industria pesante si fa estetica: Toyota Material Handling Europe (via Voghera 8) reinterpreta i carrelli elevatori attraverso una mostra che unisce heritage e intelligenza artificiale.
Contaminazioni: moda, sport e hospitality
Eyewear & Art: Barton Perreira debutta in via Tortona 20 con un pop-up scultoreo in Plexiglas e PVC riciclato curato da Laurent Badier Studio. Color Mood: Lechler (via Tortona 14) presenta "The Way of Sportin’ Life", esplorando come il colore possa trasferire l'energia dello sport negli spazi abitativi. Art Hub: L’hotel nhow Milano (via Tortona 35) si riafferma come crocevia fondamentale, ospitando mostre e format dedicati alla cultura contemporanea.
A completare il panorama espositivo saranno anche Lexus; Switzerland Global Enterprise; Hisense; MEDUM; Rafa Lanf ranco Concept Store; DUXIANA; IN BETWEEN; Plenitude con progetti che spaziano dall’innovazione tecnologica al design dell’abitare, dall’energia sostenibile alla ricerca artistica contemporanea.
Tortona Rocks
Se Tortona è il cuore pulsante della Design Week, Tortona Rocks ne rappresenta l'anima più sperimentale. Con undici edizioni all'attivo, la piattaforma curata da Milano Space Makers torna nel 2026 con il concept “Design to Change Everything”. L'obiettivo? Leggere il progetto non come semplice forma, ma come strumento critico capace di incidere sulla realtà e proporre alternative concrete alle incertezze del presente.
Esperienze sensoriali e interior d'autore
Il percorso espositivo parte dalle spettacolari installazioni di Opificio 31. Qui, IQOS collabora con i leader dell'acustica Devialet per dare vita a Soundsorial Design: un paesaggio immersivo modellato da acqua e suoni dove il visitatore smette di essere spettatore per diventare parte di un archivio vivente di interazioni. Per gli amanti dell'interior design, Archiproducts Milano conclude la sua tetralogia sugli elementi naturali con Fòco, living notes by Studiopepe: il fuoco è interpretato attraverso un allestimento stratificato di materia e luce. Poco distante, presso le Officine Savona (via Savona 33), Maisons du Monde presenta Moments of Joy: un itinerario emozionale tra giardini mediterranei e atmosfere desertiche per riscoprire il benessere domestico.
Memoria pop e intelligenza artificiale
Tra le proposte più curiose, McDonald’s celebra i suoi quarant'anni in Italia con la mostra POOL Ti sblocco un ricordo, curata da Nicolas Ballario in via Tortona 58. Un'esperienza che unisce arte contemporanea (con opere di Damien Hirst e Vedovamazzei) e una "macchina del tempo" basata su AI per generare ricordi visivi personalizzati. Anche Swatch punta sull'intelligenza artificiale con AI-DADA Lab: i visitatori possono interagire con un'AI per elaborare in pochi istanti il design originale di un orologio New Gent partendo dall'archivio del brand.
BASE Milano
BASE Milano sovverte le aspettative del Fuorisalone scegliendo il tema Hello Darkness, trasformandosi in un ecosistema radicale dove l'oscurità non è vista come crisi, ma come spazio fertile di rigenerazione, esplorato attraverso installazioni immersive, biodesign e rituali collettivi.
L’ecosistema di Smarin: Ad emblema di questa visione, la Ground Hall ospita IDIORYTHMIA – RE-U construction system, progetto dello studio francese Smarin in partnership con l’Institut français Milano. Si tratta di un’infrastruttura di arredi reversibili e polimorfi che trasforma continuamente lo spazio: da agorà a sala proiezioni, fino a capsule dedicate al riposo. Il sistema permette di vivere e lavorare insieme rispettando il proprio ritmo individuale (idios rhythmos), in equilibrio tra autonomia e comunità.
Temporary Home: Il progetto di residenza di casaBASE apre le porte di cinque studi temporanei. Qui, i designer Jean Baptiste Durand, Bianca Carague, Lucrezia Alessandroni, Cristina Dezi, Saúl Baeza e Manuela Valtchanova trasformano le stanze della foresteria in luoghi di vita, ricerca personale e sperimentazione aperta al pubblico.
Exhibit – 4000 mq di ricerca: Il cuore pulsante è l’esposizione collettiva che coinvolge oltre 80 designer da 23 Paesi. Il percorso si articola su quattro traiettorie tematiche: Community (comunità sottorappresentate), Environmentalism (ecologie e sostenibilità), Rituals (riti contemporanei) e Media Tech (tecnologie).
Domus Academy: UNFOLD: In questo scenario si inserisce UNFOLD, l’esposizione di Domus Academy curata da VI+M Studio. Attraverso il tema ENGAGE FRICTION, 20 università internazionali indagano come le tensioni e i conflitti possano diventare catalizzatori di cambiamento, generando nuove narrazioni progettuali proprio a partire dall'opposizione.
Superstudio Design 2026
Per la sua 26ª edizione, Superstudio compie un passo storico: supera il concetto di singolo distretto per disegnare una mappa che attraversa Milano. Con 30.000 mq espositivi e la partecipazione di 91 brand e 88 designer da 19 nazioni (tra cui Giappone, Corea, Israele, Regno Unito e Francia), il progetto si articola in tre poli tematici che collegano Tortona, Barona e Bovisa.
SuperNova – Superstudio Più (Via Tortona 27): il cuore storico del distretto. Un percorso tra arte, tecnologia e design con 70 progetti internazionali e un focus speciale sulle delegazioni di Giappone e Corea. SuperCity – Superstudio Maxi (Via Moncucco 35): in zona Barona, uno spazio certificato LEED Gold dedicato alla dimensione urbana. Esplora il futuro delle smart city, la rigenerazione e l’inclusione sociale. SuperPlayground – Superstudio Village (Via Negrotto 59): un hub sperimentale e ludico in zona Bovisa, dove il design diventa gioco. È il punto di ritrovo per i giovani talenti, con apertura estesa fino alle 23:00.
SuperNova – Superstudio Più
Protagonista assoluto è il ritorno di Moooi con l'installazione museale “Moooi 25 and Promising”. Firmata da Marcel Wanders, l'esposizione occupa quasi 1.000 mq per festeggiare i venticinque anni dal debutto del brand. Accanto a Moooi, prendono forma le installazioni dei grandi protagonisti internazionali. Samsung Electronics presenta “Design is an Act of Love”, manifesto di una tecnologia dal volto umano, mentre Lexus esplora il movimento come esperienza emotiva con le installazioni immersive “SPACE” e “Discover Your Space”. Il rigore Bauhaus rivive nel progetto “UN:FOLD” di next125, una ricerca scultorea ispirata all'origami firmata da Ankon Mitra. La dimensione globale si riflette anche nell'installazione “Slow Hand Design” della Thailandia e nel progetto di Toyo Ito, che mette in dialogo i modelli di casa ideati da 100 bambini con le visioni di archistar come Kazuyo Sejima e Sou Fujimoto.
La sperimentazione materica anima l'intero percorso: Karbony esplora il filo di carbonio con “Infinity”, mentre Ross Lovegrove porta in scena le sculture cinetiche di “Gabo 2.0”. L'architettura si fa luce con “Cathedral”, l’opera site-specific in policarbonato di PolyPiù, e con l'installazione immersiva di Indigo Design. L'esperienza diventa digitale con l'allestimento di C&C Milano e con i "Domestic Oracles" dell’Istituto Marangoni in collaborazione con Alessi, dove il design incontra l'intelligenza artificiale. Non mancano i racconti d'eredità, come quello di Pastoe, e gli spazi conviviali come il bistrot esperienziale di Paola Navone per ABKStone.
Il programma culturale si completa con l'intervento pittorico dello Studio Moco e le attività sul Roof di RE.Circle, tra live painting e performance. All'interno della MyOwnGallery e del FLA Museum, l’arte dialoga con il progetto: dalla mostra di Franco Perrotti all'esposizione MIRRORS, che riunisce specchi d’autore firmati da maestri come Sottsass, Starck e Mendini. Un flusso continuo tra materia e dimensione immateriale, arricchito dal dialogo tra le sculture di Jacopo Mandich e la dimensione audiovisiva di Eric Oder.
Quali luci scegliere per illuminare il soggiorno
Altezze diverse e versatilità d’uso: sono questi i due punti cardine per bilanciare l’illuminazione a strati nel living multifunzione. Così basteranno pochi clic per scoprirne funzioni e identità. Ecco qualche consiglio per scegliere bene
FARETTI A MORSETTO
I faretti a morsetto con diffusore ruotabile sono ideali come luce d’accento diretta per evidenziare libri e stampe, ma basta puntarli verso il soffitto
o la parete per dar vita a luce ambientale indiretta.
In foto, Apex con clip [Hay, cm 14x8x27,5h].
PIANTANE A DOPPIA FUNZIONE
Grazie al paralume in tessuto, le piantane a emissione mista combinano funzionalità e atmosfera: per l’80% emettono luce diretta e diffusa senza abbagliare e per il 20% un fascio verso l’alto contribuendo alla luce generale.
In foto, Giardino Floor [Servomuto, ø cm 65x 180,5h]
LAMPADE DA TAVOLO
Le lampade da tavolo décor a bassa intensità sono punti luce d’accento che creano interesse visivo, attirano gli sguardi valorizzando gli arredi su cui si poggiano.
In foto, Nubola T Low ricaricabile [Riflessi, ø cm 20x17h].
Fai il test e scopri lo stile della tua camera da letto ideale
Sei più affine allo stile Grandmillenial, Secret Garden, Japandi 2.0, Massimalismo curato, Modern Farmhouse oppure Shambolism? Scopri in pochi minuti quale fra questi trend 2026 per la stanza da letto è più adatto alla tua personalità e ai tuoi gusti
Quando immagini la tua camera ideale pensi prima di tutto a…
A. Un’atmosfera romantica e senza tempo
B. Un ambiente immerso nella natura
C. Uno spazio essenziale e armonioso
D. Un ambiente ricco e scenografico
E. Una stanza calda e accogliente
F. Uno spazio creativo e fuori dagli schemi
Il materiale che ti fa sentire più 'a casa' è…
A. Legno lavorato o arredi vintage
B. Fibre naturali e elementi vegetali
C. Legno chiaro e superfici pulite
D. Velluto, metalli e materiali preziosi
E. Legno grezzo e tessuti naturali
F. Materiali recuperati o riciclati
Il tuo rapporto con gli oggetti di casa è…
A. Amo quelli con una 'storia'
B. Mi piace circondarmi di elementi naturali
C. Preferisco avere poche cose, ma ben scelte
D. Mi piacciono oggetti decorativi e importanti
E. Amo gli oggetti semplici e autentici
F. Mi diverte mescolare cose diverse
Se dovessi scegliere una palette cromatica…
A. Rosa polveroso e tonalità delicate
B. Verdi profondi e colori naturali
C. Beige e toni neutri caldi
D. Bordeaux, rame e colori intensi
E. Terracotta e sfumature della terra
F. Blu profondi e mix di colori
Il tuo ideale di relax è…
A. Leggere circondato da oggetti familiari
B. Stare in uno spazio luminoso e naturale
C. Godermi il silenzio in un ambiente ordinato
D. Vivere uno spazio elegante e scenografico
E. Stare in una stanza semplice e accogliente
F. Cambiare spesso atmosfera e combinazioni
Il pezzo che ti affascina di più è…
A. Un cassettone classico
B. Un arredo in legno chiaro con tante piante intorno
C. Un mobile minimal dalle linee essenziali
D. Una lampada o uno specchio di design
E. Un letto rustico chic con tessuti naturali
F. Un oggetto reinterpretato in modo originale
Come definiresti il tuo stile personale?
A. Romantico
B. Naturale
C. Essenziale
D. Sofisticato
E. Autentico
F. Creativo
PER SCOPRIRE IL RISULTATO
Conta quante volte hai scelto ogni lettera.
Se prevale la lettera...
A → lo stile della tua camera ideale è Grandmillennial
B → lo stile della tua camera ideale è Secret Garden
C → lo stile della tua camera ideale è Japandi 2.0
D → lo stile della tua camera ideale è Massimalismo curato
E → lo stile della tua camera ideale è Modern Farmhouse
F → lo stile della tua camera ideale è Shambolism
Le regole base per illuminare bene la casa
L’illuminazione artificiale modifica la percezione degli spazi: con le lampade puoi definire le zone, facilitare le attività quotidiane e creare atmosfera. Quali e quante luci prevedere in ogni stanza? Bastano poche regole per evitare errori, eccole qui
PENSA ALLA LUCE COME A UN MATERIALE DA COSTRUZIONE
Come dice l’architetto premio Pritzker Peter Zumthor «la luce è un materiale che possiamo manipolare per creare un’atmosfera specifica». Questo vale anche per la luce artificiale che va trattata come ‘costruttivo’ perché è in grado di costruire visivamente varie zone funzionali all’interno delle stanze.
EVITA UN UNICO PUNTO LUCE AL CENTRO
Una sola lampada al centro della stanza illumina bene solo la parte centrale, ma lascia angoli e pareti in ombra dando la sensazione di ambiente piatto, poco accogliente e con ombre marcate.
CREA UN’ILLUMINAZIONE A PIÙ STRATI
Una casa è illuminata bene quando si percepisce un equilibrio tra più fonti luminose. Un risultato che si ottiene disponendo le lampade a più altezze in modo asimmetrico creando più livelli o strati luminosi che guidano l’occhio verso ogni zona che definiscono.
COMBINA PIÙ TIPI DI LUCI IN GRUPPI DISPARI
Per comporre correttamente gli strati, calcola un punto luce ogni 4-5 mq e organizza in ogni stanza gruppi luminosi in numero dispari (percepiti meno rigidi e più attraenti) combinando questi 4 tipi di luci che agiranno in sinergia.
- Diffusa: è la luce d’atmosfera, morbida e uniforme, da accendere per dare un senso di accoglienza.
- Indiretta: è la luce ambientale di fondo che viene riflessa su pareti e soffitti, ampliandoli visivamente.
- Diretta: è la luce funzionale che punta solo dove serve e si accende quando si svolgono compiti specifici.
- A emissione mista: è la luce che emette un fascio diretto (verso il basso) e indiretto (verso l’alto e poi riflesso).
Testi di Paolo Manca
Fuorisalone 2026: in Statale INTERNI presenta la mostra-evento “Materiae”
Dal 20 al 30 aprile 2026, la Statale di Milano ospita MATERIAE, l'evento di INTERNI che trasforma l'architettura in un’esperienza sensoriale. Oltre quaranta installazioni raccontano come la materia diventi linguaggio tra innovazione, cura e design internazionale.
Se c’è un luogo dove il FuoriSalone svela la sua anima più autentica, è tra i chiostri dell’Università degli Studi di Milano. Qui, la nuova edizione della mostra-evento di INTERNI, intitolata "Materiae", ci invita a riscoprire il progetto non come semplice oggetto, ma come "primo gesto" che connette tecnica e memoria. La materia non è mai neutra: ogni installazione in Statale è un’esperienza viva che mette in dialogo artigianato e intelligenza artificiale, natura e industria. Ecco le installazioni che troverete tra i portici e i chiostri dell'Ateneo.
L’Ingresso e la Hall dell’Aula Magna
- Luce Massiccia alla Statale (di Alexander Maria Bellman - Gruppo C14 per Ilti Luce - Nemo Group): un'opera luminosa sulla facciata che indaga il legame tra materia e luce, ispirandosi alla densità delle stelle e alla fisica quantistica.
- Innesti (di Silvio De Ponte per Idealverde): un portale scenografico realizzato con listelli di legno recuperati e piante rampicanti, che riflette sulla trasformazione della materia da inerte a organismo vivente.
- Esquisse (di Setsu & Shinobu Ito con Sony Creative Center – Sony Group Corporation): una collezione di arredi modulari che mette in mostra materiali sperimentali come il Triporous e l'Original Blended Material.
- Kaleido (di MAD Architects per Canva): un'installazione immersiva dove luce e colore si mescolano grazie all'AI, trasformando l'intelligenza artificiale in un pennello creativo per nuove immagini.
I Cortili: tra Paesaggio e Memoria
- Il cuore della Statale ospita le opere più monumentali, dove la materia si fa architettura e suono.
- UN_Material (di Piero Lissoni per Sanlorenzo): nel Cortile del ’700, l'iconica imbarcazione SHE viene sezionata e rivestita di tessuti semitrasparenti in un gioco di vuoti e pieni.
- Infinity – Design della mente (di Marco Nereo Rotelli con Domyn e Veolia): nel Cortile della Farmacia, sensori e musica generativa creano un ambiente dove l'essere umano dialoga poeticamente con l'AI.
- House of polpa (di Mutti): situata nel Portico del Richini, questa installazione esplora il valore simbolico e materico legato alla cultura del cibo.
- Mater (di Alessandro Scandurra con Holcim Italia): una struttura circolare costruita interamente con macerie rigenerate, simbolo di una comunità che si ricostruisce con responsabilità ambientale.
- AO TING Court (di Wu Bin – W.Design): un giardino contemplativo che traspone la delicatezza della pittura tradizionale cinese in forme tridimensionali.
- Chronolith (di DAAA Haus Group per Halmann Vella Ltd): un padiglione in pietra calcarea ricostituita che funge da meridiana, segnando il tempo attraverso le ombre naturali.
- KIRI³ (di Studio MM Design per XLam Dolomiti): un'analisi sull'evoluzione del legno, che da elemento naturale diventa un "superlegno" tecnologico per le sfide costruttive di domani.
- I suoni della materia (di OTTO Studio e Studio Azzurro per Parmigiano Reggiano): un percorso sensoriale che trasforma gli attrezzi della tradizione casearia in strumenti musicali interattivi.
- senzaFINE – beyond space limits (di Simone Micheli con Lumyra Energy, Pilosio e WorldHotels): un'opera che gioca con la percezione spaziale per superare i limiti fisici del design convenzionale.
- Le stanze del Metallo (di Alessandro Pandolfo per Secco Sistemi): una sequenza di spazi che esaltano le qualità estetiche e strutturali dei metalli in architettura.
- 365 (di Meneghello Paolelli Associati per Gibus): un'interpretazione dell'outdoor come stanza dinamica, capace di adattarsi e cambiare pelle durante tutte le stagioni dell'anno.
- Ceramics Forged in Light (di Snøhetta per VitrA): un'indagine sul futuro del riciclo ceramico, dove lo scarto viene nobilitato attraverso il design e la luce.
- Busan Echoes (di Migliore+Servetto per City of Busan): un'opera di luci e suoni che trasporta il visitatore nell'atmosfera e nell'identità culturale della metropoli coreana.
- Tracce di cura (di AMDL CIRCLE e Michele De Lucchi per Zambon): un intervento delicato che riflette sul concetto di salute e sulla responsabilità del prendersi cura dell'altro.
- Ad Aquam 2026 – Reflections (di Rubinetterie Treemme con Studio Q-Bic e Polimi): un'installazione che invita alla consapevolezza sull'uso dell'acqua come risorsa globale limitata.
- Wild Kong (di Richard Orlinski per Fidenza Village): l'imponente scultura pop dell'artista francese che porta un tocco di energia selvaggia e giocosa nel contesto storico.
- Goodbye discomfort (di Thirtyone Design + Management by Claudia Campone per Uniqlo): Un'installazione che esplora il concetto di benessere a 360 gradi. Il design si mette al servizio della persona per eliminare le piccole frizioni del quotidiano, trasformando la materia in un guscio di puro comfort.
Loggiati e sottoportici della Statale
- Light Knot Progression (di BIG – Bjarke Ingels Group per Artemide): Situata nel Loggiato Est, questa installazione è un vero "nodo di luce" tecnologico che sfida le linee classiche dell'architettura con la sua progressione geometrica.
- I Giardini Segreti (di Christoph Radl con Eugenia Bruni per Pasquale Bruni): un allestimento onirico nel Loggiato Ovest che celebra il 65° anniversario della Maison orafa.
- Nel sottoportico, ecopixel RINGS (di Jan Puylaert per EcoPixel) è realizzata con una serie di anelli colorati che trasformano i rifiuti industriali invisibili in oggetti di design di alto valore estetico.
- Crafted to Transcend (di Paola Sasplugas per PDPAOLA): un'opera che esplora l'eleganza oltre la materia, tra artigianalità e visione contemporanea.
- Metropac (di Accademia IUAD): un progetto sperimentale nato dalla ricerca degli studenti del Corso Triennale in Design e Architettura degli Interni.
- Comfort Inside (di GCS Genny Canton Studio, Operaventuno e ABS Group per MCZ Group): una riflessione sul calore domestico e sull'interior design come guscio protettivo.
- Chiedi alla Luna (di Artset per Ever in Art con LiveHelp): un'installazione poetica che utilizza l'interazione per connettere il visitatore a una dimensione sognante.
- Spanish Design as a Souvenir (di CODOO Studio per Tile of Spain): una raccolta di icone e materiali che raccontano l'anima creativa e la tradizione manifatturiera spagnola.
- racconti d’aMare (di Navim Yacht Lab e Tecnimpianti): un'esplorazione tecnica ed emozionale legata al mondo della progettazione navale e del mare.
- Origin (Teaser) (di Zaha Hadid Architects per Audi): un'anticipazione della grande installazione che esplora le forme organiche e la genesi della materia.
- VIVO – Abitare l’emergenza (di IED con curatela di Davide Angeli): un prototipo di abitazione temporanea pensato per rispondere con dignità e design alle catastrofi naturali.
Outdoor Lounge, Scalinate e Interni
- TIBUR / CONTINUUM (di Studio Paolo Ferrari per AATC and Co): una lounge all'aperto che esalta la continuità materica e la bellezza solida del travertino giallo italiano.
- Corals – Origin of Matter (di Natascia Finocchiaro Maurino per Cristallina Design): una riflessione sulla memoria geologica che trasforma il marmo in sculture ispirate alle forme dei coralli.
- Sorpresa (di Alessandro Enriquez per Kartos): un intervento grafico e coloratissimo che accoglie i visitatori sulla scalinata monumentale.
- Materia in due atti (di Dainelli Studio per Status Contract): un sofisticato progetto d'arredo che trasforma la Sala Stampa in uno spazio di narrazione materica.
Scopri gli stili trendy 2026 per la camera da letto
Scegliere un’ispirazione e declinarla su tutti i pezzi, dal letto all’armadio ai complementi: è il segreto per avere una stanza davvero di carattere. Qui partiamo da stili nuovi come shambolism, grandmillennial, modern farmhouse... Ti piaceranno perché mixano romanticismo, recuperi dal passato, colori e materiali naturali, linee morbide e lusso accessibile
Grandmillenial
Combina i termini Grandma (nonna) e Millennial ed è nato sulla rivista House Beautiful. È lo stile amato dalle nuove generazioni che riprendono il passato e ne comprendono la bellezza delle forme e l’importanza di materiali massicci e durevoli, di tonalità e decori senza tempo. Per recuperare il romanticismo delle nostre radici.
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Secret Garden
Il legno chiaro combinato con il verde acceso, dallo smeraldo al bosco, è ideale per generare ambienti avvolgenti e rilassanti, eleganti con un tocco ‘naturale’ dato da arredi e complementi effetto sottobosco.
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Japandi 2.0
Il mix tra lo stile giapponese e quello scandinavo abbandona il bianco assoluto e si fa più caldo e avvolgente, mantenendo il legno curvato come elemento di base ma aggiungendo tessuti e colori più caldi, terrosi e naturali.
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Massimalismo curato
Uno stile carico ma elegante, fatto di tessuti e texture importanti, pelle e laccati lucidi abbinati a metalli come ottone e oro rosa anche a specchio. I dettagli sono scelti con cura perché risultino preziosi ma non sguaiati. Le forme? Sono curvy e abbondanti.
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Modern Farmhouse
È un country rinnovato in chiave contemporanea grazie a decori e arredi più minimali e squadrati rispetto a quelli classici di cui mantiene gli aspetti principali come cornici e materiali. Accosta al legno i laccati e i tessuti naturali e grezzi.
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Shambolism
In inglese ‘shambolic’ significa caotico. È uno stile che ne combina diversi: curvy e minimal, vintage e moderno con un’attenzione particolare alla sostenibilità. Ecco perché alcuni arredi e oggetti sono in materiale riciclato o riciclabile.
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A cura di Elena Favetti
Fuorisalone 2026: Cosa vedere a Isola
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Dieci anni di creatività indipendente, tra botteghe locali e una community diventata ormai globale. Dal 20 al 26 aprile, Isola Design Festival riaccende il cuore del distretto con "TEN: The Evolving Now": un viaggio tra la storica Fabbrica Sassetti e mostre diffuse, alla scoperta del design di domani.
Nato dall'idea di dare spazio e voce ai giovani designer indipendenti che non trovavano posto nel panorama milanese, l'Isola Design Festival festeggia un traguardo speciale. Con il tema “TEN: The Evolving Now”, l'evento ideato da Isola Design Group, e che unisce talenti internazionali, gallerie e botteghe storiche compie 10 anni. Quest'anno il festival sceglie di tornare alle origini e di rimettere le persone e il quartiere al centro, riaprendo come base principale la suggestiva Fabbrica Sassetti (via Filippo Sassetti 31), ex filatura della lana degli anni Trenta e simbolo del valore del fare. Sotto la direzione creativa di Elif Resitoglu, dieci grandi iniziative accenderanno i punti chiave della zona - tra cui Atelier Kondakji, Copernico, Fondazione Catella, Stecca3 e ZonaK - tra ricerca sui materiali, network e nuove narrazioni.
Isola Design Gallery a Fabbrica Sassetti
La storica mostra di Isola torna per la sua settima edizione per celebrare l’alto artigianato, il design da collezione e i pezzi custom. Un percorso che unisce creativi da tutto il mondo (tra cui Danimarca, Germania, Giappone e Corea del Sud) per raccontare gli stili di vita contemporanei attraverso la materia. Da non perdere: Le opere di Cezar Moldovan per il brand rumeno Arbore, che traduce concetti architettonici in oggetti per la casa, e le composizioni tattili di STRATA, realizzate stratificando legno, vetro, madreperla e acciaio [Via Filippo Sassetti 31]
No Space for Waste a Fabbrica Sassetti
Giunta alla sua terza edizione, questa rassegna trasforma il concetto di rifiuto in risorsa preziosa. Attraverso il design circolare e processi produttivi responsabili, la mostra esplora il riutilizzo di materiali scartati o sottoutilizzati, dimostrando come l'upcycling possa generare oggetti di altissimo valore estetico e funzionale. Non dimenticate di dare un'occhiata al programma dei workshop dedicati alle tecniche "lente" e ai materiali naturali [Via Filippo Sassetti 31]
Rasa – The Indian Collective a Fabbrica Sassetti
Curata da Nidhi Chandak e Varun E S (Isola Studio India), questa mostra è un omaggio alla ricchissima tradizione artigianale indiana vista attraverso una lente contemporanea. Il nome Rasa (रस) in sanscrito indica l'essenza emotiva: un invito a vivere il design non solo come estetica, ma come un viaggio sensoriale fatto di narrazioni e continuità culturale [Via Filippo Sassetti 31]
The Dutch Atelier a Fabbrica Sassetti
Un focus curato sulla scena olandese contemporanea, da sempre pilastro del network di Isola. Questa rassegna offre uno spaccato unico su un design fatto di sperimentazione pura, uso audace del colore e chiarezza concettuale e dove l'identità del designer si fonde con processi produttivi innovativi [Via Filippo Sassetti 31]
Baguette Studio: LE LABO 1.0 a Fabbrica Sassetti
Un’installazione live che trasforma lo spazio in un vero laboratorio produttivo. Qui, le lampade della collezione Le Labo prendono vita sotto gli occhi del pubblico, realizzate con una cera naturale rimodellabile. Un esempio perfetto di trasparenza produttiva e filosofia "zero scarti" applicata al design della luce [Via Filippo Sassetti 31]
Industrial Design Association: Designer Sauditi a Fabbrica Sassetti
Una selezione curata che porta a Milano l'interpretazione contemporanea del patrimonio culturale dell'Arabia Saudita. Dalla geometria architettonica ai rituali dell'ospitalità, gli oggetti in mostra raccontano un artigianato che evolve senza perdere le proprie radici [Via Filippo Sassetti 31]
Shape of Belonging all'Atelier Kondakji
Ospitata nell'affascinante cornice dell'Atelier Kondakji, questa mostra è un’indagine profonda sui legami tra identità, origini e memoria. Grazie alla collaborazione tra Isola Design e Oliwia Maria Studio, l'artigianato viene presentato come un linguaggio universa [via Vincenzo Civerchio 2]
Isola Design Awards Winners' Showcase
Negli spazi di Copernico Isola for S32, riflettori accesi sui dieci vincitori dell'edizione 2025. Un’occasione imperdibile per scoprire i progetti che hanno ridefinito i confini della creatività digitale e fisica, spaziando tra otto diverse categorie [Copernico Isola for S32, via Filippo Sassetti 32]
Default Is Not Universal — The Same Design, Different Perceptions
Negli spazi di Fondazione Catella, una mostra curata da Isola per Ithra sfida l’idea di una visione universale del design. Protagonisti sono i designer della regione MENA (Middle East e North Africa), i cui lavori diventano il centro di un esperimento interattivo: attraverso l’intelligenza artificiale, le reazioni e le percezioni dei visitatori vengono trasformate in visualizzazioni in tempo reale [Fondazione Catella, via Gaetano de Castilla 28]
The New State of Materials by Materially alla STECCA3
La mostra accende i riflettori sui materiali del futuro: un viaggio tra innovazione, circolarità e decarbonizzazione. Alternative bio-based, plastica e legno fino alle finiture metalliche di ultima generazione. La mostra non è solo un'esposizione, ma un ecosistema che esplora come la produzione (sia digitale che tradizionale) possa diventare finalmente sostenibile [STECCA3, Via Gaetano de Castilla 26]
ZONA K ospita Archivi Futuri e Rising Talents
Cosa resterà del nostro design oltre il 2050? Co-curata da Isola e Pietro Petrillo, Archivi Futuri debutta per esplorare nuove metodologie di conservazione delle emozioni e della cultura progettuale. La terza edizione di Rising Talents è un’esplosione di energia creativa che accende i riflettori su studenti eccellenti e designer emergenti da tutto il mondo. Uno sguardo fresco, giocoso e dichiaratamente sperimentale che mette in discussione le convenzioni del progetto [ZONA K, Via Spalato 11]
Oasi in città di Aura
Nell’area verde adiacente al Bosco Verticale, sorge una piccola capsula esperienziale dove la natura incontra l'architettura urbana. Un guscio specchiante che scompare nel paesaggio per racchiudere al suo interno un micro-ecosistema di verde verticale, progettato per migliorare il comfort ambientale e il benessere indoor attraverso l'aria naturale [via Gaetano de Castillia 23]
DELOOM/RELOOM - La Tête Dans Les Nuages
La Tête Dans Les Nuages presenta un’installazione immersiva dove il tessuto si fa materia viva e in mutazione. Sotto gli occhi dei visitatori, i capi vengono disfatti liberando fibre che si depositano al suolo come nuvole, per poi essere trasformate. Un paesaggio sospeso tra detriti e rinascita, che racconta il ciclo infinito della materia [via Confalonieri 21]
Light Our Fire - INTERNI MATERIAE
Studio Azzurro trasforma la facciata di Urban Up | Unipol in un organismo luminoso in continua trasformazione. Dopo acqua e aria, la terra emerge come elemento centrale, fungendo da ponte verso il fuoco inteso come forza creativa. Ispirata al mito di Prometeo, l’installazione riflette sull’energia come potere e responsabilità [Via Gaetano de Castillia 23]
Soft Monument - A Floating Common di Tête Dans Les Nuages e Amy Tidmarsh
All'esterno di STECCA3, una grande installazione tessile immersiva di La Tête Dans Les Nuages con Amy Tidmarsh trasforma tessuti di mongolfiere recuperati in vele monumentali sospese su strutture modulari. Animate dal vento, le superfici tessili generano uno spazio vivo fatto di colore, movimento e luce [Stecca3, Via Gaetano de Castillia 26]
SOLIDIFIED: from matter to form
La collaborazione tra David Heldt (SOLIDIFIED) e Sanne Kaal (FINISHED FORMS) dà vita a una mostra collettiva che esplora la coerenza tra materia, forma e composizione, dove oggetti e idee differenti coesistono per generare una nuova unità attraverso il contrasto [VIAFARINI, via Carlo Farini 35]
The Collector’s Room
WHO Design Studio e Teo Sandigliano invitano a rallentare il passo. L'allestimento, trasforma lo spazio in un interno domestico immaginario, lontano dai ritmi frenetici del Fuorisalone. Qui il design abbandona la pura funzione per diventare "artefatto di una vita vissuta": un racconto discreto fatto di viaggi, memoria e gusto personale [via Confalonieri 11]
Brussels House: From Matter to Meaning
La mostra esplora la materia non solo come sostanza grezza, ma come veicolo di messaggi profondi. Attraverso una narrazione strutturata in tre atti, il design di Bruxelles si mette in mostra con una selezione di opere ad alto tasso di innovazione [via Gaetano de Castillia 23]
Casa OZ – Living in the middle of skyscrapers
L'interior designer Anna Orlenok di OZ Interiors apre al pubblico una ex casa di ringhiera, trasformata in un rifugio contemporaneo nel cuore del distretto. Un progetto che celebra il dialogo tra materiali naturali e artigianalità, dove il vivere moderno trova una nuova dimensione intima e ricercata [via Gaetano de Castillia 24 - Palazzina C]
- articolo in aggiornamento -
Icone del design: la Cone Chair
Alessandra Barlassina • Gucki
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Nel centenario della nascita di Verner Panton, Vitra celebra il designer danese con la nuova Upholstery Collection, che rinnova la Cone Chair e altre sue sedie iconiche. Il momento giusto per raccontare la storia di un pezzo iconico, capace di unire sperimentazione, carattere e sorprendente attualità.
Designer: Verner Panton (Gamtofte 1926- Copenhagen 1998)
Produttore: Vitra » vitra.com
Progettata nel: 1958
Idea: reinventare la struttura della sedia con una forma che sfida stabilità e gravità.
Materiali: base in acciaio, rivestimento in tessuto disponibile in 13 colori.
Segni particolari: seduta e schienale sono un tutt’uno.
Curiosità: nel 1959 Panton presentò la Cone Chair alla Købestaevnet, fiera danese molto affollata. Il designer sorprese la platea fissando la poltrona e gli altri mobili al soffitto, affinché tutti potessero vedere le novità.
"L'obiettivo principale del mio lavoro è provocare le persone inducendole a usare l'immaginazione". Verner Panton
'Come una ballerina sulle punte pronta a piroettare’. È stata descritta così, questa sedia che ha sfidato la struttura tradizionale a quattro gambe.
Erano anni in cui il design si faceva più audace e Verner Panton ne divenne il campione.
La richiesta di riarredare il ristorante Kom Igen di Langesø, di cui suo padre era il direttore, fu l’occasione per un progetto ‘totale’. Panton ebbe carta bianca e progettò l’intero arredamento, disegnò tessuti, tappeti, illuminazione, mobili, uniformi del personale e persino il menù.
Il tutto usando esclusivamente cinque tonalità diverse di rosso! Nacque così il ristorante più colorato di tutta la Danimarca e fu un successo immediato. Subito le nuove sedute a cono rovesciato si fecero notare e un imprenditore le mise in produzione fondando appositamente l’azienda Plus Linje. Panton ebbe in questo modo la possibilità di sperimentare ulteriormente con la forma del cono: in rapida successione nacquero la versione sgabello della Cone Chair, Cone Stool, e un anno dopo la Heart Cone Chair, diventata famosa per il suo schienale a forma di cuore.
Per celebrare i 100 anni dalla sua nascita, Vitra in collaborazione con Verner Panton Design AG presenta la ‘Upholstery Collection’: questa e altre sedie iconiche del designer danese sono proposte con nuovi rivestimenti, anche in Pelle Premium, sfoglia la gallery.
Testi: Alessandra Barlassina @gucki.it
Una mansarda con arredi in muratura al posto delle pareti
Una mansarda da vivere, bella e funzionale: un progetto che trasforma i limiti del sottotetto in punti di forza, con separazioni leggere, soluzioni su misura e un pavimento che organizza gli ambienti scandendo visivamente lo spazio.
Quando lo spazio non è semplice da sfruttare, le idee giuste diventano la soluzione per creare ambienti funzionali e comodi da vivere.
Siamo a Roma, in una mansarda ricavata in un palazzo d’inizio ’900 in stile Coppedè (dal nome dell’architetto che, tra il 1915 e il 1927, realizzò non lontano da qui un complesso di edifici in stile eclettico che influenzò anche molte costruzioni adiacenti). Qui prende forma il pied-à-terre che l’architetta Marta Cammarano ha pensato come un rifugio urbano luminoso e informale.
LE SCELTE FATTE:
In origine lo spazio era suddiviso da grandi arredi che rendevano l’ambiente chiuso e poco leggibile. La scelta vincente? Eliminarli e restituire allo spazio una continuità visiva: le diverse funzioni sono scandite soltanto da piccole quinte murarie e dal grande protagonista del progetto: il pavimento di cotto napoletano.
Il cotto napoletano, smaltato ma anche al naturale, è stato posato con uno schema che sembra richiamare i parquet a spina con fascia e bindello: è lui il cuore del progetto. Scandisce le funzioni senza ricorrere a pareti o separazioni.
IL TOCCO DI STILE:
La palette colori è il punto chiave: terracotta e blu dialogano in tutte le loro sfumature, rafforzate dallo styling della nostra Cristina Gigli.
Progetto Arch. Marta Cammarano
Styling Cristina Gigli con la collaborazione di Giovanna Perrozzi
Foto Francesca Maiolino
Testi Grazia Caruso
Come arredare una camera da letto in stile Secret Garden
Legno chiaro e tonalità profonde di verde creano un ambiente elegante e rilassante che richiama l’atmosfera del sottobosco. Lo stile perfetto per chi ama ispirarsi alla natura
Lo stile Secret Garden porta la natura direttamente nella camera da letto. Il legno chiaro diventa la base dell’arredo e si combina con sfumature intense di verde, dallo smeraldo al verde bosco.
Questa palette naturale contribuisce a creare ambienti avvolgenti e rilassanti. Arredi e complementi evocano l’effetto del sottobosco e trasformano la stanza in uno spazio elegante ma profondamente naturale.
La palette dello stile
* legno chiaro
* verde smeraldo
* verde bosco
* complementi che evocano il sottobosco
A cura di Elena Favetti
