Una casa con i colori del lago in un borgo del Parco Nazionale d’Abruzzo
Il colore come strumento di comunicazione tra spazi interni e natura circostante: è stato questo il filo conduttore del progetto per la ristrutturazione di una casetta alle porte del centro storico di Barrea (AQ), Borgo Autentico d’Italia, uno dei più antichi e suggestivi del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Un progetto di ristrutturazione nato per dare una nuova vita ad una piccola casa indipendente, e trasformarla in un luogo di accoglienza per turisti e visitatori amanti del lago e della montagna. La casetta oggi dotata di ogni comfort, è curata in ogni particolare. Vi si accede da una scaletta tipica del posto, ha una piccola porta di accesso, da cui ha preso il nome la casa vacanze denominata “La Porticina”.
La casa domina l’intero lago di Barrea, le montagne e le distese di boschi che lo circondano. E sono proprio le tinte forti e decise dei diversi ambienti a riprendere le infinite sfumature che assume il lago con il trascorrere delle ore della giornata, che virano dal verde smeraldo del mattino al blu zaffiro della sera. Colori pieni, vibranti, luminosi, come solo quelli della natura sanno essere. Ma anche il bianco, presente in ogni ambiente, che in modo unico sa accogliere il calore e la luce del sole che pervade la casa, e che del cielo emula la sensazione di pace.
Dialogo tra interno ed esterno che non si limita allo strumento del colore, ma che passa anche da ogni scelta che ha caratterizzato il progetto di ristrutturazione dell’intera casa.
La decisione di far rivivere l’alto tetto spiovente che era stato in precedenza coperto; la creazione di un ambiente unico nella zona giorno; la scelta di infissi esterni, sottili, che non creano distanza, ma che al contrario incorniciano come un quadro il panorama: sono queste tra le scelte cardine di una visione che aveva lo scopo di donare una sensazione di ariosità ed ampiezza, la stessa che si prova quando si è circondati dalla natura.
Altro elemento di appartenenza al luogo, il legno, lavorato con maestria dalle abili mani di falegnami del luogo, per dare al progetto il pregio della presenza di mobili creati su misura: nelle camere da letto le cassettiere sono elementi che sanno al contempo spiccare per sobrietà e linearità negli spazi creati “ad hoc” per gli armadi a giorno; ma soprattutto nell’area living, in cui il disegno di un lambris, formato da assi verticali e pensato come schienale delle panche contenitive che circondano il tavolo circolare, separa l’angolo cottura con un parapetto passavivande.
Sgabelli artigianali in legno e una lampada a sospensione che cade sul tavolo completano l’accogliente angolo pranzo. Il parapetto lato cucina è rivestito con le piastrelle Lume di Marazzi, i mobili della cucina sono Ikea, colore nero, con oggetti e accessori che riprendono i colori utilizzati accostato al legno lasciato al naturale.
Sempre sui toni del blu il rivestimento a parete del bagno, è Nuance di Tonalite.
La posa a spina con punte verso l’alto richiamano le vette appuntite dei monti che circondano il lago, e che con il tramontare del sole disegnano un’indistinta zigzagante linea.
Dialogo, come detto, tra ambiente interno ed esterno, tra casa e natura. Dialogo, però, al quale colui che si trova a passare di lì vuole partecipare. Per riscoprire che infine, come in ogni cosa l’uomo emula la natura, anche nella costruzione dell’ambiente in cui abita, da essa l’uomo non può prescindere.
Palazzo Farnese torna a splendere grazie ai restauri di Palazzetti e Fondaco Italia
A Palazzo Farnese, uno dei capolavori del Cinquecento situato nel cuore di Roma e sede dell'Ambasciata di Francia in Italia, si è celebrato un momento di grande importanza per il suo processo di restauro. L'Ambasciatore di Francia in Italia, Christian Masset, ha accolto la famiglia Palazzetti e Enrico Bressan, Presidente di Fondaco Italia, per svelare insieme al team di restauratori il nuovo splendore del Camino e delle statue allegoriche del Salone d'Ercole.
Questo evento segna un significativo passo avanti nella vasta campagna di restauro di Palazzo Farnese, avviata nel 2021 con l'obiettivo di restituire tutta la sua bellezza originaria a questo importante patrimonio artistico. Nonostante i lavori in corso, il palazzo è stato aperto per permettere agli ospiti di ammirare i risultati finora raggiunti.
Dopo due mesi di intenso lavoro svolto dai restauratori del Consorzio Pragma, il camino e le statue dell'Abbondanza e della Carità del Salone d'Ercole hanno riacquistato nuova luce.
Questo notevole risultato è stato possibile grazie al progetto "La cornice del Tempo - curiamo il passato per dare bellezza al futuro", supportato da Palazzetti in collaborazione con Fondaco Italia. Il progetto si propone di contribuire alla valorizzazione del patrimonio culturale italiano, e dopo aver toccato importanti luoghi come il Palazzo Ducale di Venezia e il Palazzo Reale di Torino, ha ora fatto tappa a Roma.
Il camino, alto circa quattro metri e cinquanta, è situato nel Salone di Ercole ed è fiancheggiato da due sculture rappresentanti l'Abbondanza e la Carità. L'opera, composta da una decina di varietà di marmi policromi, è coronata da due putti che reggono lo stemma di Ranuccio Farnese. Le due statue, giunte a Palazzo Farnese nel 1628 dal monumento funebre di Paolo III a San Pietro, celebrano la gloriosa ascendenza del cardinale.
L'ultima grande impresa di restauro di queste tre opere risale al biennio 1928-1929. Diretta dall'architetto Emmanuel Pontremoli, l'opera coinvolse l'intero Salone d'Ercole e rappresentò un importante intervento di ripristino. La campagna attuale di restauro mira a consolidare e preservare l'opera d'arte per le generazioni future.
L'iniziativa di Palazzetti e Fondaco Italia è un esempio lodevole di collaborazione tra settore privato e istituzioni per il sostegno e la conservazione del patrimonio culturale. Il restauro del Camino e delle statue allegoriche di Palazzo Farnese è un omaggio alla storia e all'arte che arricchiscono la nostra società e sottolinea l'importanza di preservare il nostro patrimonio comune per le future generazioni.
Un sogno chiamato Venezia. Il restyling di un piccolo sottotetto in piena laguna
Situato al quarto e ultimo piano di un palazzetto del XVIII secolo, nel sestiere di Cannaregio a Venezia, l’appartamento mansardato di M, sede oggi di una residenza turistica, è lo scrigno dei ricordi della proprietaria, un piccolo portagioie in cui custodisce memorie e affetti familiari, che ha deciso di condividere con i suoi ospiti. Ecco il racconto di Mariangela e dell'architetto che ha seguito il restyling.
Il sogno condiviso con mio marito è sempre stato quello di avere un piccolo pied-à-terre a Venezia, città da noi sempre molto amata ed in cui ci piace trascorrere il nostro tempo tra mostre, scoperte di luoghi nascosti e dolce far niente passeggiando tra le calli.
Vedendo, in prima pagina, sul numero di Dicembre 2018 di CasaFacile, una piccola casa veneziana, il nostro desiderio si è fatto più forte. Detto, fatto e, nel Febbraio del 2019, in occasione del compleanno di mio marito, ho deciso di regalargli una piccola vacanza veneziana, durante la quale avremmo potuto vedere alcune case in vendita e, forse, tra esse, trovare la nostra.
Era tempo di trasformare il sogno in realtà!
La nostra casa si è presentata in una tarda mattinata di Febbraio, ed appena varcata la soglia, mi ha subito fatto battere il cuore: aveva tutto ed anche di più di quel che sognavamo!
Era evidente, però, che come una bella signora segnata dal tempo, necessitasse di un restyling. Era nostro desiderio che la casa rispecchiasse le nostre personalità e diventasse estensione del nostro mondo interiore; un luogo dove sentirci accolti tra colori e spazi a misura delle nostre esistenze.
Volevo che diventasse come uno scrigno custode e protettore di tesori, la scatola per i nostri ricordi da onorare tutti i giorni, ma anche da condividere con gli altri, tant’è che ne abbiamo fatto una residenza turistica, per fare in modo che, anche in nostra assenza, l’appartamento continui a raccontare storie.
Grazie all’incontro con l’architetto Ilaria Gambuti [@storiedinterni], persona squisita, di grande sensibilità, attenta ai nostri desideri e rispettosa di essi, che mi disse: “Riempiremo la sua nuova casa di tutti gli oggetti a lei cari legati a bei ricordi di vita fin qui vissuta. Il passato ha certamente luci ed ombre. Noi metteremo in primo piano le prime tralasciando le seconde, con la promessa che vivrà solo il presente proiettata verso un futuro ancora più luminoso!”, abbiamo iniziato l’avventura ed intrapreso un viaggio, che ci ha portato, oggi, ad avere una casa autentica e affine alle nostre vite, che abbiamo chiamato MyVeniceAttic, dove M sta per Mariangela e A per Alberto, mio marito e fra noi, la nostra amata Venezia!
L’architetto ha saputo cogliere esattamente il senso che volevamo dare alla casa e, nel suo modo del tutto personale, unico e profondo di svolgere la professione, alla fine dei lavori, ci ha regalato un racconto, ispirato alla nostra storia, che per noi è diventato parte integrante di tutta l’esperienza.
Le scelte fatte
L’edificio in cui si trova la residenza si affaccia direttamente sul Canale di Cannareggio, che dal Canal Grande prosegue fino alla Laguna; l ’appartamento, ai tempi dell’acquisto, non aveva aperture su questo lato e, benché godesse di un terrazzo e di un’altana con una splendida vista sui tetti e sul canale, varcata la soglia, si perdeva la percezione di trovarsi a Venezia, perciò la prima domanda che ci si è posti è stata: “ come far entrare la città direttamente in casa e stabilire quella connessione che attualmente manca?”
Questo il punto di partenza da cui, poi, si è sviluppato tutto il progetto. Una piccola mansarda che si apre su una terrazza a tasca con altana non bastava a stabilire una connessione forte con la città. La soluzione? L'apertura di un abbaino sul tetto, sul fronte opposto, ha permesso di creare un nuovo punto di contatto, più diretto e scenografico con Venezia e la sua laguna!
Analizzando lo storico dell’edificio e recuperando la stratificazione delle opere eseguite nel tempo, è emerso che oltre le pareti visibili, c’era una porzione di sottotetto che, una volta riportata alla luce, non solo avrebbe dato alle stanze una sensazione di maggior ampiezza, ma avrebbe permesso di realizzare un’apertura sul lato nord, dove allo stato di fatto c’erano due piccoli lucernari, uno nella camera da letto e uno in cucina, realizzati per far entrare la luce e permettere il ricambio d’aria.
La realizzazione dell’abbaino ha permesso di stabilire una connessione diretta con la città, come uno schermo mutevole, attraverso il quale oggi si può essere osservatori attoniti dello spettacolo variopinto che Venezia offre ad ogni ora del giorno e in ogni condizione climatica, con i suoi molteplici colori.
Il gioco fra presente e passato come tema ricorrente
Seguendo lo spirito ospitale e amichevole della proprietaria, il piccolo ingresso è stato pensato come un guscio che, con i suoi toni caldi alle pareti ed il calore dorato degli specchi, utilizzati per ampliare la percezione del volume, ti avvolge e coinvolge nel racconto.
La nuova dimora si costruisce sui ricordi: una scelta di arredi e complementi che mescola colori, forme e tendenze. Personale e individualista, provoca e stupisce.
Per l’arredamento, sono stati scelti elementi di gusto diverso, che potessero colloquiare tra di loro; alcuni moderni, altri vintage, recuperati dalla soffitta di famiglia, per assecondare il desiderio della proprietà di dare nuova vita ad oggetti e mobilio cari alle loro infanzie vissute in altri luoghi ed in altri tempi.
Nel soggiorno spiccano mobili in legno intarsiati, librerie anni 50', ed un lampadario in vetro di murano, che si contrappongono alle linee morbide e moderne delle sedute da salotto, mentre il tavolino giallo in polietilene, più vicino ad una tendenza contemporanea, si accosta ai decori austeri del ferro battuto nero della vecchia macchina da cucire riadattata a consolle.
I mobili della cucina componibile sono minimali, dalle linee sottili ed essenziali. Una piccola zona pranzo rivela un tavolo e due sedie anni 50’ con piano in formica azzurro e gambe in ferro, che dialogano perfettamente con il frigorifero dalle linee vintage, in tinta.
Il bagno, dagli spazi limitati, necessitava di una ristrutturazione completa per renderlo funzionale; oggi ha un tocco più moderno, rivestito con piastrelle in grès porcellanato che riprendono motivi in pietra e resina, in equilibrio con il resto della casa.
La palette colori: un tuffo nella Venezia lagunare
Un dipinto risalente al XVIII secolo, attribuito all’artista Francesco Guardi (1712-1793), e attualmente esposto alla National Gallery of Art di Washington, che ritrae il ponte dei Tre Archi su cui affaccia il palazzetto in cui si trova l’appartamento, ha dato l'ispirazione per la scelta delle tinte per le pareti, utili ad enfatizzare il concetto di connessione.
Partendo dai colori utilizzati dall’artista, è nata una palette, da cui successivamente sono state estratte le tinte che meglio sposavano i toni dei pavimenti in terrazzo esistenti, uno diverso per ciascuna stanza, che sono stati restaurati e mantenuti.
Nella scelta dei decori alle pareti, linee oblique e perpendicolari alla falda del tetto, partono dall’ apertura sul Canale e si propagano nelle stanze, con tinte lagunari, a celebrare l’abbraccio tra la città e la casa stessa. Le lampade e applique riprendono i toni dei muri.
Sul terrazzo, una singolare interpretazione del dipinto del Guardi, riporta all’esterno le tinte utilizzate in casa, attraverso una pala realizzata con tasselli in vetro di Murano su progetto della proprietà, ad opera degli storici artisti vetrai di Orsoni Venezia.
Il grande pannello, che domina la scena ai piedi della scala in legno non ha solo una funzione decorativa, ma serve anche da oscurante alla finestra condominiale del vano scala comune, garantendo la privacy necessaria per godere dello spazio privato in totale libertà e relax.
Dalla graziosa terrazza a tasca si accede all' altana, una piccola oasi di romanticismo da cui affacciarsi e godere di tramonti rosei mozzafiato e delle bucoliche atmosfere di una città unica che stupisce ad ogni sguardo.
Nel costante gioco tra antico e moderno, questo spazio di luce e aria che serviva per guardare lontano, oggi ci invita a fermarci per una pausa lunga un tramonto.
Lampade da parete: novità e trend da Euroluce 2023
Giorgia Brusemini • Ogni Casa è Illuminata
Blogger CF Style
Le lampade di oggi sono più performanti, la qualità della luce è migliorata e anche l’attenzione alla sostenibilità. E la grande cura per il design le rende particolarmente attraenti... Ecco la nostra selezione di lampade da parete
Sono ottime alleate: in camera, per esempio, ti evitano una luce al soffitto e risparmi spazio sui comodini.
Sfoglia la gallery e lasciati ispirare!
- Alphabet of Light mini, per creare messaggi a parete. Proietta una luce continua e confortevole [Artemide]
- Il diffusore rigato produce giochi di luce. Stick AP Trio si installa anche in verticale. Diffusore in Plexiglas® [Contardi]
- Si mimetizza grazie alla finitura a specchio, per imprevisti effetti ottici. Reflex si può usare anche senza un punto luce: è alimentabile con il sistema Endless, un nastro conduttore adesivo [Davide Groppi]
- Mettendo insieme più elementi, ottieni forme differenti e dai vita a composizioni grafiche luminose originali (anche sulle superfici ad angolo). In acciaio armonico, molto flessibile, Segmento permette di creare forme a piacere [Olev]
- Con attacco magnetico, punti la luce dove vuoi: da diretta a indiretta, senza limiti. Gravitino 541, riedizione di un modello storico [Stilnovo]
- Model 2065 rilegge in chiave green un modello di Gino Sarfatti: diffusore in materiale riciclato e riciclabile al 100%. Versione con presa a muro standard se non si ha un punto luce a parete [Astep]
- Per la zona comodino: luce ambiente e da lettura, grazie al faretto che si orienta a 360°. Paralume e faretto orientabile per Konoha, in acciaio e alluminio [Marset]
- Alibel fa parte di un sistema a binario, tipologia sempre più diffusa nelle nostre case [Luceplan]
- La bellezza del vetro soffiato e dei riflessi che crea sulle pareti e nell’ambiente. In vetro soffiato lavorato a mano, Murané [Panzeri]
Toccare (e aprire) il cielo con un dito!
Dopo averci mostrato il cantiere di casa loro, Assunta e Andrea, ci accolgono nella loro casa inondata di luce, grazie alle finestre per tetti Velux.
Vi ricordate il cantiere della nuova casa di Assunta e Andrea alias @volpescorrano.architetti (creatorcfstyle)? Avevano deciso di chiudere alcune finestre esistenti e di.. aprirsi al cielo! Questa soluzione permette di salvaguardare meglio la loro privacy (ci sono vari edifici confinanti piuttosto vicini) e di aumentare molto sia la luce sia la ventilazione naturale grazie alle otto finestre per tetti Velux.
Nel video possiamo finalmente visitare questa casa ormai completa e farci raccontare direttamente da loro com’è abitare a un passo dal cielo e guardare i fuochi d’artificio direttamente dal divano.
Sapevate che le finestre da tetto, a parità di superficie, fanno entrare più del doppio della luce, più in profondità e in modo più uniforme rispetto a quelle classiche verticali? Voi siete soddisfatti della luce che avete in casa o ne vorreste di più?
Negozi CF style: Ta-daan
Paola Tartaglino • We Make A Pair
Blogger CF Style
Andiamo a caccia di negozi in stile CFstyle: questo mese la selezione è a cura della nostra blogger e creator Paola Tartaglino!
TA-DAAN, nato come community per chi ama l’artigianato contemporaneo, in pochi anni si è evoluto in un progetto composito: eventi, laboratori e uno shop online.
- Bottiglia Scoubidou rivestita con corda in pvc [Casa Atlântica]
- Cesta Zoore Colour Block, intrecciata a mano [Aketekete]
- Lampada Adela, in metallo e cotone intrecciato a mano [Wera Jane Design]
- Borsa-cesta Super Celeste, in giunco selvatico e pelle conciata al vegetale [Toino Abel]
Negozi CF style: STØV a Torino
Negozi CF style: Milan Icons
EasyStory: 6 pezzi d’arredo per ridefinire la casa con stile
Sono i sei elementi d’arredo – letto, scrivania, appendiabiti, tavolo, sgabello e vassoio – della collezione EasyStory che il brand ucraino YourFoRest realizza rifacendosi alle teorie dell’Autoprogettazione di Enzo Mari e ispirandosi al fai-da-te. In frassino, sono pensati per essere comodi e facili da spostare e vengono proposti a prezzi abbordabili.
EasyStory è il progetto del brand ucraino YourForRest: una gamma di mobili per interni minimalisti progettati pensando alla mobilità e alla facilità di auto-assemblaggio. I designer dell'azienda hanno cercato di creare una soluzione pratica alla perenne richiesta di mobili facili da installare e trasportare, dando vita a una storia d'interni semplice ma avvincente.
L'ispirazione per l'esplorazione della mobilità dei mobili può essere fatta risalire al famoso designer italiano del XX secolo, Enzo Mari. Il suo progetto di Autoprogettazione ha incoraggiato i designer a rivisitare il concetto di DIY (Do It Yourself). Prendendo spunto dalla filosofia di Mari, i designer di EasyStory coinvolgono gli utenti nella creazione dei propri oggetti di design.
Utilizzando materiali naturali, linee pulite e un sistema di fissaggio unico e brevettato che elimina la necessità di chiodi e viti, i designer di YourForRest offrono ai proprietari di EasyStory un'esperienza nuova e l'opportunità di sentirsi co-creatori dei loro mobili.
EasyStory è più di un semplice mobile: è un gioco che sfida gli utenti a percepire l'essenza del design da una prospettiva diversa. Grazie a questo approccio interattivo, i clienti possono godere di mobili convenienti, mobili e confortevoli.
"Per noi il design è una disciplina che ci permette di studiare e analizzare fenomeni sociali, culturali e persino politici. Non prendiamo semplicemente un'idea astratta e la trasformiamo in un oggetto; ogni nostro progetto nasce da osservazioni, interessi e conclusioni personali", spiega Yulia Korelska, fondatrice di YourForRest. "L'ispirazione per la collezione EasyStory è nata dai ritmi e dagli stili di vita in rapida evoluzione degli individui moderni. Dal sopportare le serrate alle crisi migratorie, abbiamo vissuto in prima persona diversi scenari di vita. Sulla base di queste esperienze, abbiamo sviluppato una collezione di mobili mobili, esteticamente gradevoli e funzionali, che possono facilitare un nuovo inizio o integrarsi perfettamente in un nuovo ambiente"
La collezione EasyStory comprende sei articoli: EasyBed, EasyDesk, EasyHanger, EasySeat, EasyTable e EasyTray. Ciascun pezzo può fungere da complemento per un altro articolo della gamma EasyStory o essere indipendente come unità versatile. EasyStory raggiunge un delicato equilibrio tra funzionalità ed estetica. Con le sue forme senza tempo e l'uso di materiali ecologici, la collezione è progettata per rimanere attuale e resistere ad anni di uso attivo.
Lampade: sceglile a partire dalla luce
Giorgia Brusemini • Ogni Casa è Illuminata
Blogger CF Style
Nei suoi ‘Appunti manoscritti, ottobre 2004’ Vico Magistretti dice: «nelle lampade la cosa più importante è la luce». Ovvero, oltre all’estetica, è l’effetto luminoso che deve guidare le nostre scelte.
A luce diffusa, diretta, indiretta, con doppia illuminazione: ecco una guida per individuare la lampada giusta in base al risultato che vuoi ottenere in ogni angolo della casa.
Luce diffusa
L’illuminazione è indirizzata verso tutte le direzioni, la luce emessa ammorbidisce i contrasti e inonda l’ambiente in modo omogeneo, simile all’effetto della luce diurna. Con lampade a luce diffusa si ottiene un’illuminazione generale con ombre attenuate.
Luce diretta
Il fascio luminoso va in una direzione precisa e crea contrasto tra zona in luce e zona in ombra. Ideale per l’illuminazione funzionale (piano di lavoro, scrittoio) o per mettere in risalto qualcosa. Se usata come unico elemento acceso in una stanza, crea un’atmosfera raccolta.
Luce indiretta
Il fascio luminoso è indirizzato su soffitti o su pareti e riflettendo si diffonde in maniera omogenea attenuando le ombre. Una lampada a luce indiretta produce una illuminazione confortevole: poiché la sorgente non è visibile, si crea un’atmosfera calda e accogliente.
Indiretta e diretta
La luce è indirizzata verso due direzioni distinte, solitamente verso il basso e verso l’alto, garantendo un’illuminazione sia funzionale sia confortevole, evitando l’effetto ‘caverna’ che invece può produrre una singola lampada a luce diretta.
Meglio le finestre da tetto o quelle verticali?
Se stai ristrutturando o progettando una nuova casa, dedica molta attenzione alla scelta delle finestre: qui mettiamo a confronto quelle da tetto e le ‘classiche’ verticali e ti spieghiamo perché la scelta migliore (quando possibile) è… abbinarle! Una combinazione intelligente permette di sfruttare al massimo i vantaggi di entrambe le tipologie, creando un ambiente equilibrato, luminoso, confortevole. E questa buona scelta ti permetterà anche di alleggerire le bollette.
Una delle principali ragioni per combinare finestre tradizionali con finestre da tetto è l'opportunità di ottenere un'illuminazione naturale completa in tutti gli angoli della casa. Le finestre tradizionali, posizionate in verticale sulle pareti, permettono alla luce di entrare in orizzontale e diagonale, illuminando le zone più vicine ai muri perimetrali e consentendo la vista verso l'esterno. Le finestre da tetto, a parità di superficie, fanno entrare più del doppio della luce, più in profondità e in modo più uniforme, creando effetti luminosi unici e contribuendo a illuminare più a lungo gli ambienti. Questa combinazione di fonti di luce crea un'atmosfera altamente luminosa, riducendo la necessità di utilizzare l'illuminazione artificiale e risparmiando energia elettrica.
ILLUMINAZIONE, MA ANCHE… PAESAGGIO!
L'uso combinato di finestre tradizionali e finestre da tetto consente inoltre di creare un effetto visivo e prospettico affascinante all'interno degli spazi abitativi. Le finestre tradizionali offrono una vista panoramica dell'esterno, consentendo di ammirare il paesaggio circostante, mentre le finestre da tetto aprono la vista al cielo: il tetto diventa una vera e propria quinta parete panoramica con le soluzioni 2in1 e le soluzioni 3in1 di Velux! Questa combinazione di prospettive multiple conferisce profondità agli ambienti, creando un ambiente visivamente interessante e coinvolgente.
SCELTE DI STILE, SCELTE DI LUCE
La combinazione di finestre tradizionali e finestre da tetto può anche contribuire all'armonia architettonica dell'edificio. Le finestre tradizionali possono essere selezionate in base allo stile architettonico e posizionate strategicamente per bilanciare l'estetica dell'edificio. Le finestre da tetto, d'altra parte, aggiungono un tocco di originalità e contemporaneità al design complessivo e possono essere aperte dove servono, senza i vincoli e i limiti che invece subiscono quelle verticali per esempio in contesti d’epoca. L'armonia tra questi due tipi di finestre crea un equilibrio estetico che valorizza l'aspetto dell'edificio sia all'interno che all'esterno.
VENTILAZIONE E RAFFRESCAMENTO NATURALI
La combinazione di finestre tradizionali e finestre da tetto offre anche un maggior controllo sull'ambiente interno. Le finestre tradizionali possono essere aperte per permettere la ventilazione naturale e regolare il flusso d'aria, mentre le finestre da tetto possono essere utilizzate per favorire la naturale fuoriuscita dell'aria calda verso l'alto. Questo approccio sinergico alla ventilazione consente di mantenere un ambiente fresco e confortevole, ottimizzando il comfort e riducendo l'utilizzo di condizionatori d'aria o ventilatori.
OSCURAMENTO & ISOLAMENTO, COME E QUANDO VUOI
Le finestre da tetto a volte sono ancora vittime di pregiudizi: la camera da letto può essere ben oscurata? Fanno entrare troppo caldo? Le tende e tapparelle Velux permettono di oscurare perfettamente gli ambienti in modo da stimolare la produzione di melatonina, l'ormone del sonno che ci aiuta a mantenere attivi i ritmi circadiani. Le tende della Collezione Natura sono disponibili in due versioni: oscurante e filtrante, entrambe certificate secondo lo Standard 100 da OEKO-TEX e prodotte in Europa. Per proteggere dal caldo d’estate e dal freddo d’inverno ci sono le tapparelle Velux (disponibili nelle versioni elettriche e solari) che garantiscono oscuramento, isolamento e sono anche un ottimo deterrente anti intrusione.
La combinazione di finestre tradizionali e finestre da tetto rappresenta dunque un approccio intelligente per ottenere il massimo dei vantaggi funzionali ed estetici. Questa combinazione offre un'illuminazione naturale completa, crea effetti visivi affascinanti, contribuisce all'armonia architettonica e consente un maggiore controllo dell'ambiente interno. Se stai pianificando la ristrutturazione o la costruzione di una nuova casa, considera l'uso combinato di finestre tradizionali e finestre da tetto Velux per creare un ambiente unico e straordinario in cui vivere.
Non sai da dove iniziare? Scopri il servizio consulenza Velux.
Le Buone Scelte: il 5° festival digitale dedicato alla casa
Per tutto il mese di giugno dedicheremo spazio sul nostro sito e sui nostri canali social alle buone scelte, che sono quelle che ci fanno stare bene e vivere felici, che sono funzionali e innovative, coraggiose e sostenibili, facili da mettere in pratiche e personalizzate affinché siano... uniche!
Ogni giorno, quello che scegli, quello che pensi e quello che fai è ciò che diventi (Eraclito)
SCEGLIERE BENE PER VIVERE MEGLIO
La nostra vita prende direzioni diverse proprio in base alle buone scelte che compiamo ogni giorno, molto spesso legate all’acquisto di un prodotto per la nostra casa. E se andiamo alla ricerca delle radici della parola ‘buono’, troviamo il sanscrito ‘felicità’ (dve) e ‘splendore’ (div), da cui deriva anche la parola ‘divino’.
Fare buone scelte significa dunque selezionare con cura qualcosa che ci renda felici e illumini di splendore la nostra quotidianità!
DI’ LA TUA!
Hai mai fatto una scelta legata all’arredo della casa di cui ti sei poi pentita? Qual è invece la scelta di cui vai particolarmente orgogliosa, anche se magari all’inizio ti sembrava azzardata? Chi ti dà i consigli migliori quando devi prendere una decisione riguardo alla casa? Quale ambiente vorresti rinnovare?
Partecipa al nostro sondaggio sulle buone scelte e diventa protagonista del nostro Festival Digitale!
I VIDEO DELLE NOSTRE DIGITAL CREATOR
Fai parte del team #cucinachiara o #cucinascura? Tra i tuoi sogni nel cassetto c’è una cucina all’aperto? Insieme a Scavolini giochiamo con i ‘dress code’ del cuore della nostra casa.
Esiste un’alternativa ai classici termosifoni che soddisfi estetica ed efficienza con un plus di praticità? Andiamo alla scoperta dei mille pregi dei misteriosi VNT con Cordivari.
Dormire in un letto illuminato dalla luna, far entrare aria fresca senza finestre che sbattono, vivere inondati dalla luce zenitale grazie a Velux: ecco le storie di chi ha scelto di guardare... in alto!
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