Ogni mese la direttrice Francesca Magni ci introduce al numero in edicola con un editoriale. Scopri quello di maggio... conosci la teoria del tocco di rosso?
Non è una novità, la Unexpected Red Theory, ma mi è tornata in mente quando ho scelto una delle case che troverete sul numero di maggio 2026.
Enunciata dalla designer newyorkese Taylor Migliazzo Simon, la formula dice che un tocco di rosso inaspettato rende migliore qualsiasi stanza. Del resto è il colore vitale per eccellenza, capace di risuonare con molte emozioni – amore, attenzione, soccorso, gioia: se provate a sfogliare le stanze di Anne e a sostituire i pezzi rossi con altri in nuance, nulla sarebbe sbagliato, ma si perderebbe la vitalità speciale che emana da questa casa danese.
Concordo senz’altro con la teoria. Ma ciò che ne apprezzo in particolare è... l’aggettivo.
Unexpected. La rosa sul vetro dell’auto lasciata dall’uomo con cui avrei costruito una famiglia. Sì, era rossa, arrivò mentre ancora mi crucciavo per una relazione disfunzionale: fu il suo essere inaspettata a farmi sollevare
la testa e riorientare lo sguardo.
Unexpected. La gatta randagia che si è fatta adottare la scorsa estate sgretolando i nostri pregiudizi e facendoci guardare la casa da prospettive nuove (abbiamo rivestito il pilastro in sala di materiale tiragraffi pensando al suo bisogno di arrampicarsi...!).
Unexpected.Amna, la ragazza di Gaza dell’età di mia figlia a cui un drone israeliano ha portato via una gamba. È arrivata in Italia con una borsa di studio, e come lei suo fratello Abd che ora abita con noi: tiene la stanza meglio che in un hotel cinque stelle, ci ha insegnato a sotterrare le foglie secche in giardino e quando siede sul divano, accanto alla libreria piena di scrittori israeliani e di libri sulla Shoah, mi ricorda che l’orrore nella storia assume molti colori, ma l’amore ne ha solo uno.
‘Unexpected red’ è la vita, se restiamo permeabili a ciò che ci propone. se permettiamo che quel tocco di rosso – amore, attenzione, soccorso, gioia – entri nelle nostre case per migliorarle.
Perché è pieno di sorprese! Qui ti raccontiamo che cosa troverai sfogliando il numero di maggio 2026, puoi comprarlo in edicola o in versione digitale con l'app CasaFacile
Le case di maggio 2026:
stile eclettico nel centro storico (da pag 40)
stile moderno per la ex casa da studenti (da pag 56)
stile brutalista soft con la rete sospesa per i giochi dei bimbi (da pag 72)
stile nordico con il rosso inatteso (da pag 139)
I progetti prima&dopo
come rinnovare completamente una casa senza ristrutturarla con colori e carte da parati anche sui soffitti (da pag 100)
come ristrutturare 60mq per una famiglia (pag 118)
come arredare una cucina modulare (pag 130)
Le idee da copiare
la cucina da esterno a prova di pioggia (pag 121)
la carta da parati scenografica da mettere sul soffitto (da pag 102)
il tavolo da esterno su cui si gioca anche a ping pong (pag 134)
Ma su CasaFacile di maggio 2026 trovi anche…
il focus per arredare gli spazi all'aperto, dalla colazione alla serata cinema (da pag 91)
il diritto all'intimità (pag 161)
gli arredi giusti per valorizzare un pavimento in marmo nero (pag 133)
la storia della lampada Berenice icona del design (pag 27)
tanti fai-da-te con protagonista i post-it origami (da pag 150)
la guida insolita di Bologna e l'evento da non perdere! (pag 156)
una mostra speciale sulle nuvole (pag 21)
consigli di lettura con il giusto stile d'arredo (pag 127)
le piante su misura da coltivare in un appartamento mansardato (pag 154)
una tavola davvero italian style (pag 152)
le nostre selezioni shopping di tavoli-scultura e poltrone da esterno, annaffiatoi belli&utili (da pag 33)
Trovi CasaFacile in edicola dal 5 maggio 2026 e puoi comprarlo anche in versione digitale con l'app dedicata
Nel cuore storico de La Spezia, un appartamento d’epoca sopravvissuto ai bombardamenti rinasce come casa indipendente. Sotto le volte a crociera, il restauro degli affreschi incontra il design fluido che non divide, ma unisce grazie alle armadiature smart
Nel cuore de La Spezia si nasconde un piccolo miracolo architettonico. L'appartamento della nostra lettrice-architetta Vilma Bongi, situato in un edificio dei primi del secolo scorso, è un "sopravvissuto". Mentre la seconda guerra mondiale ridisegnava i confini della città a colpi di bombardamenti e successive demolizioni, il piano terra di questo blocco residenziale rimaneva integro, custodendo sotto strati di intonaco e anni di destinazioni commerciali un tesoro inaspettato: splendide volte affrescate.
Oggi, quella che un tempo era una bottega artigiana ha ritrovato la sua vocazione domestica, trasformandosi in una ‘casa indipendente’ nel pieno centro storico. Come? Grazie a un'intuizione progettuale brillante: la chiusura dell'ingresso condominiale a favore di un accesso diretto dal giardino privato. Un lusso segreto che affaccia su gran parte delle finestre, regalando privacy e un respiro verde inaspettato.
La sfida più grande della ristrutturazione è stata il rapporto con l'altezza e la bellezza delle quattro volte a crociera consecutive. Durante i lavori, la rimozione degli intonaci ha rivelato decorazioni pittoriche originali che i proprietari hanno scelto non solo di salvare, ma di rendere protagonisti assoluti. Qui, la storia non è un semplice sfondo, ma ha guidato il progetto.
Come dividere una casa di quattro ambienti senza spezzare la continuità visiva di un soffitto affrescato? La risposta è nel design "sospeso". Non muri a tutta altezza, ma armadiature ben studiate che lasciano correre l'occhio.
Per non compromettere la maestosità delle volte, si è scelto di eliminare le pareti divisorie tradizionali. La separazione funzionale tra gli ambienti è affidata interamente alle armadiature.
In particolare, il sistema Architype di Caccaro è stato utilizzato come vero e proprio elemento strutturale. Questi moduli diventano pareti attrezzate che definiscono le zone della casa senza mai toccare le volte, permettendo alla luce e allo sguardo di fluire liberamente tra un ambiente e l'altro.
Il resto degli arredi segue questa filosofia di rispetto: pezzi selezionati con cura per integrarsi nello stile architettonico, alternati a elementi contemporanei di forte contrasto che dichiarano con orgoglio l'appartenenza al presente.
IL PROGETTO
La ristrutturazione è stata seguita dagli architetti Roberto e Cristina Tartarini e dall'arredatrice Giulia Barosio del team Gandolfo arredamenti di La Spezia. Le foto sono di Antonio Gandolfo e Giulia Barosio.
GLI ARREDI
Armadi con porte passanti: Sistema Architype by @caccaro_official
Divano: Ghost by @gervasoni1882
Tavolino: D.552.2 di Gio Ponti per @molteniandc
Libreria: K1 by @kriptonitedesign
Scrittoio: D.847.1 di Gio Ponti per @molteniandc
Cucina: @mesons con elettrodomestici @aeg.italia e top @laminam_spa
Libreria: Antis by @alfdafre
Letto 1 piazza e mezza: Golf by @oggionilettidinamici
Letto matrimoniale: banner di @oggionilettidinamici
Se la casa permette al gatto di muoversi, nascondersi, giocare secondo le sue naturali esigenze, coabitare con lui sarà più facile anche per noi. Ne parliamo con Diletta Caprilli di @gattari_informati
Più del cane, il gatto ha esigenze che riguardano lo spazio domestico. Il tema è come soddisfarle conciliandole con le nostre. Qui rispondiamo a qualche domanda con l’aiuto di Diletta Caprilli, consulente per il comportamento, il benessere e la gestione del gatto, che dopo aver vissuto 10 anni in Cina – dove ha fatto attivismo per la tutela di cani e gatti liberi – ora lavora con veterinari clinici e specialisti e fa consulenze a chi vuole vivere al meglio con i propri gatti.
Esistono case non adatte ai gatti o tutte si possono adeguare ad accoglierli?
«Le case troppo piccole per gatti che non escono o che convivono con altri animali, possono risultare problematiche. In questi casi è importante sviluppare la casa in verticale, per dare più spazio calpestabile e più vie di fuga. Poi ci sono le case in stile ‘minimal’ con pochi arredi: sono poco adatte ai gatti che oltre che predatori sono prede e hanno bisogno di rifugi e nascondigli».
Le torri per arrampicarsi sono necessarie?
«La tridimensione è importante per il gatto, specie se vive solo indoor o se ci sono più persone o animali in casa. Le torri non devono essere considerate solo giochi, ma anche postazioni di riposo e marcatura. Si possono sostituire con semplici mensole».
Come aiutare il gatto ad abitare anche in altezza?
«La prima cosa da fare è sfruttare i mobili che già si hanno in casa: per farlo salire su un armadio o su una libreria si possono posare delle mensoline vicine su cui possa darsi lo slancio. Esistono poi veri e propri percorsi a muro e le amache da fissare al vetro, alla parete o al termosifone».
Che giochi servono davvero al gatto?
«Il gioco è una potente forma di prevenzione naturale dello stress, come insegno nei miei videocorsi. Sono indispensabili i giochi predatori da fare con l’umano, per esempio le bacchette o le palline, poi quelli di problem solving, sensoriali, olfattivi (i legnetti di matatabi o silvervine e di ulivo che stimolano e poi rilassano). I giochi devono essere svolti in modo da appagare veramente, seguendo il più possibile lo schema predatorio con un inizio, uno sviluppo e una ‘vittoria’ per il gatto. Si possono proporre a rotazione al gatto, tenendoli in ceste o cassetti».
Il tiragraffi è necessario?
«È fondamentale averne più di uno nei punti strategici (es. vicino al divano o alle tende). Il tiragraffi serve al gatto per marcare il territorio, lo aiuta a sentirsi sicuro e lo fa comunicare con l’ambiente. Che sia a castello o verticale (anche appeso alla parete), deve essere lungo almeno il doppio della lunghezza del gatto che si ‘stira’ in piedi; vanno bene anche i modelli orizzontali in cartone o gli zerbini. Il tiragraffi può essere fai-da-te: basta avvolgere una colonna in legno o le gambe di un tavolo con corda in sisal ben tesa. Dei tappeti appesi alle pareti possono fungere sia da tiragraffi sia da punti di slancio per saltare su un’altezza».
C’è un modo per evitare che il gatto salga sul tavolo o sulla cucina?
«Partiamo dalla realtà: il gatto ha bisogno di saltare e curiosare. Vanno capite le sue esigenze prima di dargli dei divieti (che di solito non funzionano...). L’obiettivo non è impedirgli di salire, ma offrirgli un’alternativa più interessante mettendo un mobile o un tiragraffi alto accanto al tavolo e rendendo gratificante il momento in cui lo usa, con un premietto o un rituale positivo. L’ideale è avere queste alternative prima che il gatto arrivi in casa per fondare subito delle routine positive. Una cosa è certa: sgridare il gatto non serve ed è controproducente, perché rinforza e aumenta la competizione e rovina il rapporto di fiducia con noi».
Noi le scegliamo pensando che siano tutte bellissime, ma i gusti sono gusti. Delle case che trovi ogni mese su CasaFacile, di sicuro ce n'è una che preferisci: ecco il sondaggio per votare la tua preferita di Maggio 2026!
Questa rubrica nasce dall’incontro fra Alice e I Tempestas: ogni mese scelgono un fiore edulo, lei ne parla dal punto di vista botanico e loro lo usano come ingrediente per una ricetta. Questo mese scopriamo il Finocchietto selvatico, i cui fiori sono apprezzati da sempre per le loro virtù medicinali. E sono gustosissimi anche in cucina
Nel linguaggio dei fiori simboleggia il coraggio, la forza interiore e la chiarezza mentale. Pianta solare per eccellenza, cresce libera e spontanea nei luoghi più luminosi: lungo i sentieri aridi, tra i muretti a secco, ai bordi delle strade dove è una presenza comune.
Il suo nome botanico è Foeniculum vulgare, dal latino 'foenum', fieno, per il profumo secco e speziato che si sprigiona sfiorandola. È una pianta perenne, rustica, resistente al vento e alla scarsità d'acqua, che da secoli accompagna i passi dei contadini, i riti delle donne, le ricette della memoria tramandate tra le generazioni.
In cima ai suoi steli, da giugno a settembre, sbocciano fiori gialli, piccoli e leggeri, riuniti in eleganti ombrelle che attirano api, farfalle e insetti impollinatori. Sono proprio i fiori ad annunciare la maturazione dei semi, piccoli tesori aromatici utilizzati fin dall’antichità per le loro preziose virtù medicinali.
Pianta di luce, il Finocchietto è da sempre associato alla lucidità mentale e alla protezione spirituale. Si usava bruciarlo nei falò di San Giovanni al fine di scacciare le energie negative e propiziare sogni profetici. Si portava addosso come amuleto, oppure si appendeva alle porte per tenere lontani gli spiriti e i malintenzionati.
Nelle campagne del Sud si diceva che una casa con una pianta di Finocchietto vicina era benedetta dal sole. Foglie, fiori e semi sono tutti utilizzabili, perfetti per aromatizzare l’aria e i cassetti e regalare sollievo ai piedi stanchi. Un mazzetto secco conservato nell’armadio tiene lontane le tarme e una manciata di semi masticata dopo i pasti favorisce la digestione e rinfresca il respiro. Provare per credere!
In cucina, il suo profumo è parte dell’infanzia per chi è cresciuto tra i campi. Entra nelle conserve, nelle zuppe di legumi, nei pani della tradizione. Ma è sui fiori che vogliamo soffermarci: si possono raccogliere prima che sfioriscano del tutto, essiccare e conservare in barattoli di vetro, che si possono poi usare per insaporire piatti semplici tutto l’anno e anche nelle ricette dell'inverno.
LO SAPEVI CHE… In Sicilia è l’ingrediente chiave della pasta con le sarde, in Puglia aromatizza il pane fatto in casa, in Sardegna profuma il maialetto arrosto e in Toscana i suoi fiori essiccati si usavano nei cassetti per tenere lontano l’umido e... il malumore. Tradizione, profumo e memoria, racchiusi in un solo ciuffo di Finocchietto. (testi di Alice Delgrosso)
Macedonia di mela verde, pera e melograno con fiore di Finocchietto
di @i_Tempestas ovvero Fabrizio Maggiulli e Giovanni Montenero, cook e book lovers » youtube.com/@i_tempestas
Ingredienti per 4 persone: √ 1 mela verde Granny Smith √ 2 pere invernali croccanti (tipo Kaiser o Conference) √ 1 melograno (solo i chicchi) √ 2 cucchiai di mandorle a lamelle tostate √ fiori freschi o secchi di Finocchietto selvatico.
Per il dressing: √ 2 cucchiai di olio evo delicato √ 1 cucchiaio di limone √ 1 cucchiaio di sciroppo d’acero √ sale e pepe nero q.b.
Occorrente: √ coltello affilato √ coppapasta √ frusta piccola o forchetta per emulsionare il dressing.
Procedimento:
1. Lava mela e pere. Taglia entrambe a cubetti regolari, tenendo la buccia per colore e consistenza. Ricava i chicchi del melograno. 2. Tosta leggermente le mandorle a lamelle in una padella. 3. Prepara il dressing: emulsiona olio evo, succo di limone, sciroppo d’acero, sale e pepe. 4. Assembla: disponi mela e pere nei piatti, aggiungi i chicchi di melograno e le mandorle tostate. 5. Condisci con il dressing. 6. Completa con i fiori freschi di Finocchietto selvatico: devono sembrare piccoli soli che brillano sopra l’insalata.
TIPS & TRICKS • Più i cubetti di pere saranno simili, più il piatto risulterà elegante. • Non mescolare troppo, lascia che i colori restino ben separati nel piatto. • Puoi tostare le mandorle per 5 minuti nella friggitrice ad aria. • Mantieni i fiori sempre in superficie, mai mescolati, per non rovinarli.
L'arancione scuro per il soffitto (ovvero la parte sottostante del soppalco) ha una funzione architettonica: delimita lo spazio in altezza, crea un confine e così fa in modo che ci si senta accolti anche se la stanza è molto ampia e tutta finestrata. Divano componibile X6 [4x6 Sofa], simile a Jax [HKliving]; cuscino Flores [AYTM]. Tappeti Norte [Ferm Living] e Tribe [Momo Rugs], coffee-table Naia [Dutchbone, ø cm 80x40h]. Lampada da tavolo con base in ceramica Retro Stoneware [HKliving].
Pannelli fotografici fonoassorbenti Jud & Jula [Pieces of Art, da cm 50x70]; accanto al bancone della cucina sgabelli Base Stool 65 in rovere nero [Studio Henk]. Sopra il bancone, sospensioni ‘a tubo’ Fine [Muuto, cm 120].
Il bancone cucina, che ospita vani contenitori e i fuochi ha l’ulteriore funzione di dividere la zona pranzo da quella dedicata al relax. Ha due luci ad hoc, ‘a tubo’ con Led che non abbagliano. L’essenza in legno è cruciale per rendere accogliente uno spazio così ampio. Attorno al tavolo sedie Nebai [Kave Home].
La tubatura, dipinta come il soffitto, scompare. Su due materiali diversi, tieni conto della resa del colore. Il parallelepipedo posizionato sotto il soppalco in prossimità della scala – aggiungono stile e praticità. La grande ‘scatola’ rivestita in legno di noce accoglie elettrodomestici grandi e piccoli (questi a vista). Lampada Mushroom cromo [HKliving]. Lastra in marmo Breccia Medicea a venature forti, come quelle proposte da [FMG-Fabbrica Marmi e Graniti].
Fughe sì o no? Le fughe bianche e ben visibili sono la scelta perfetta
per dare a un pavimento indoor il sapore di una piastrellatura da esterno. Piastrelle in grès porcellanato smaltato simili a Marina della serie I Colori in finitura matt [CE.SI., cm 10x10].
Come in una casa d’impianto tradizionale, la cucina è il cuore di questo loft. Si trova al centro del grande spazio aperto e fa da punto di raccordo tra living e zona pranzo. È stata realizzata su misura in legno veneer, un legno ingegnerizzato formato da un supporto in HDF (pannello ad alta densità) rivestito da uno strato di legno nobile, in questo caso il noce: si ottiene l’estetica del legno massello con il vantaggio di un prodotto che non teme l’umidità, che è più sottile e quindi più leggero, che impatta meno sull’ambiente e ha un costo inferiore.
Le grandi finestre hanno suggerito di posare una piattaforma lungo l’intera parete vetrata: è un’idea da copiare anche nello sguancio di una finestra. In legno e apribile, servirà come vano contenitore. Tavolo Disc Marble Look [Polspotten, ø cm 70x 75h] con lampada Mushroom [Losno] e sedie Rey, design Bruno Rey [Hay]. Finestre di [MHB].
Il letto si appoggia a una struttura ‘double face’: verso il letto fa da testiera e base per le lampade, sull’altro (nella foto seguente) si alza e diventa armadio. Altro spazio contenitivo è nel letto su misura, dotato di contenitori, e nella cabina armadio ricavata tra la camera e il bagno.
L’anima industrial di questo loft si coglie ancora meglio sul soppalco, dove si è ricavata la zona notte. Qui le strutture in acciaio sono ben evidenti e dettano lo stile. Lo spazio risulta luminosissimo grazie alle grandi finestre da tetto.
Sull’altro lato del soppalco c’è il bagno. È uno spazio di oltre 10 mq in cui sono state ricavate le diverse zone funzione. La doccia è al centro, con la luce che arriva dall’alto; di fronte si trova il lavabo.
Sull'altro lato del bagno un muretto ospita il vaso e un orinatoio. «È una scelta non troppo comune nemmeno in Olanda – dice Rick – avere vaso e orinatoio in bagno. Vaso e orinatoio in foto della coll. ILBAGNOALESSI di [Laufen]. Se cerchi un orinatoio con coperchio da installare nel bagno di casa, guarda anche Gala Arq [su » habitium.com] o Fizz di [Duravit] e Renova Plan di [Geberit], entrambi da [Leroy Merlin].
Un loft a Rotterdam diventa il punto di partenza per esplorare un modo diverso di abitare, più aperto, fluido e sorprendente. Nella capitale dell’architettura sperimentale, questa casa racconta come vivere senza pareti attraverso soluzioni d’arredo intelligenti, spazi che dialogano tra loro e idee da copiare anche in contesti più tradizionali. Tra tutte, ce n’è una in bagno... sfogliate la gallery per scoprirla!
Uno spazio aperto di quasi 140 mq, con soffitti di ben 7 metri e una zona soppalcata... Rick ha subito amato questo loft che si trova in un bel sobborgo di Rotterdam, ad appena 20 minuti dal centro. Ma per trasformarlo in una vera casa ha chiesto l’aiuto dello studio di interior design Atelier9, composto da tre giovani professioniste.
LE SCELTE FATTE
Linda van Houts di Atelier9 racconta che «davanti a uno spazio così grande, la sfida è stata dividerlo in zone funzione senza limitare il flusso di aria e luce». Al posto dei muri, la parete bassa rivestita di piastrelle detta la disposizione degli arredi di living e cucina, mentre il colore dà un ritmo ai diversi ambienti. È poi il volume degli arredi a plasmare le ‘stanze senza pareti’!
IL TOCCO DI STILE
Gli elementi strutturali tipici del loft sono stati tenuti a vista. Il colore è strumento architetturale più che elemento décor, mentre superfici tattili come il legno, la pietra, le piastrelle e i tessuti creano uno stile deciso ma accogliente.
Progetto Atelier9 Studio Styling Linda van Houts Foto Anke Leunissen Testi Claudio Malaguti
Scopri 4 idee décor fai da te con lettere e parole: collage tipografici, plastiche termosaldabili e intrecci con chiodini per decorare la casa con stile.
1. Stampa in misura la lettera scelta, ritagliala e fissala al centro del pannello con pezzi di nastro adesivo washi tape. 2. Con la matita ripassa il contorno della lettera. Mantieni un tratto leggero e stacca la dima dal pannello.
3. Con il washi tape realizza una cornice sui 4 lati del pannello, a 2 cm dal bordo. 4. Aiutandoti con il martello fissa i chiodini tutto intorno alla cornice, mantenendo la distanza di 2,5 cm.
Il consiglio in più: dipingi il pannello con una tonalità chiara, color pastello, se vuoi realizzare l’intreccio in nero. Al contrario, se ami le tinte scure, usa un filo di cotone bianco e chiodini con la testa dorata.
Ami il lettering? Scopri 4 idee décor fai da te con lettere e parole: collage tipografici, plastiche termosaldabili e intrecci con chiodini per decorare la casa con stile.
Se lettere e parole ti affascinano, il lettering può diventare un vero alleato per dare personalità agli ambienti. Ecco 4 idee décor fai-da-te in cui i caratteri tipografici sono protagonisti assoluti: dal collage creativo alle decorazioni con plastiche termosaldabili, fino agli intrecci con chiodini per effetti grafici sorprendenti. Un mix di tecniche e materiali semplici, perfetto per realizzare decorazioni originali e su misura, ideali da appendere, regalare o usare per rinnovare un angolo di casa con un tocco creativo.
SUL TESSUTO:
Scegli il tuo font preferito e ritaglia dalle plastiche termosaldabili le lettere della scritta ‘Good Vibes’. Posizionale sulla federa, copri con la carta forno e stira a temperatura alta, senza vapore, per 10/15 secondi, muovendo il ferro.
L'AFFICHE:
Mixa la tecnica del collage alla pittura coni colori acrilici questa affiche da incorniciare. Per realizzarla ritaglia da un cartoncino neutro il passepartout, quindi una maxi lettera e incollala al centro di un cartoncino a contrasto. Con una matita bianca disegna le sagome dei decori: foglie, fiori stilizzati e geometrie, quindi dipingile a mano libera.
SEGNAPOSTO:
Gioca con le sovrapposizioni il segnaposto per gli amanti dei caratteri grafici. Stampa o disegna a mano l’iniziale dell’invitato. Scegli font diverse tra loro per le lettere e ritagliale da fogli di carta leggera, cartoncino e carta traslucida, per avere giochi di trasparenze. Fissa poi tra loro le lettere con
un velo di colla stick e poggiale sul piatto.
IL QUADRO CON GLI INTRECCI: Occorrente: √ pannello di compensato √ nastro washi tape √ righello √ matita √ chiodini √ martello √ filo di cotone √ forbici
1. Stampa in misura la lettera scelta, ritagliala e fissala al centro del pannello con pezzi di nastro adesivo washi tape. 2. Con la matita ripassa il contorno della lettera. Mantieni un tratto leggero e stacca la dima dal pannello. 3. Con il washi tape realizza una cornice sui 4 lati del pannello, a 2 cm dal bordo. 4. Aiutandoti con il martello fissa i chiodini tutto intorno alla cornice, mantenendo
la distanza di 2,5 cm. 5. Stacca il washi tape e profila con i chiodini il contorno della lettera, fissandoli a circa 2 cm. 6. Realizza gli intrecci, avvolgendo il filo ai chiodini. Crea una trama fitta, che lasci libera la lettera al centro. Il consiglio in più: dipingi il pannello con una tonalità chiara, color pastello, se vuoi realizzare l’intreccio in nero. Al contrario, se ami le tinte scure, usa un filo di cotone bianco e chiodini con la testa dorata.
Sfoglia la gallery e scopri tutti i fai da te.
Di Elisabetta Viganò e Cristina Dal Ben interior stylist » @wunderlab Foto Andrea Baguzzi
Shari Caviglia, l’orafa che inventa piccoli gioielli d’architettura
Tra gli espositori di Med Soul 2025, Shari Caviglia è laureata in Architettura ma ha seguito poi la sua vera passione: l'oreficeria. Oggi crea gioielli d'argento e oro con tecniche tradizionali e stampa 3D: su anelli, bracciali e collane imprime i dettagli e i profili dei più bei palazzi genovesi
Si definisce una "artigiana orafa non convenzionale". La genovese Shari Caviglia è laureata in Architettura ma ha fatto poi della sua passione per l'oreficeria il suo vero mestiere. Oggi fonde le tecniche tradizionali con quelle della progettazione e stampa 3D e crea gioielli d'argento e oro con il suo brand Shari Caviglia Jewels. Sono piccole architetture da indossare su anelli, bracciali e collane.
Shari qual è stato il suo percorso professionale e quando è nata la sua passione per l’arte orafa? «Sono laureata in Architettura con specializzazione in restauro. Ho lavorato per diversi mesi in uno studio di architetti ma ho capito che non era la mia strada. Mentre ero ancora all'università, avevo avuto l'occasione di partecipare a un workshop con un orafo genovese che ti guidava passo passo alla progettazione e alla successiva realizzazione di un gioiello. È stata una folgorazione! Così, quando ho cominciato a ragionare sul mio futuro, la mia mente è andata subito lì, in un ambito che avrebbe potuto valorizzare la mia naturale creatività permettendomi, contemporaneamente, di sfruttare le mie competenze di progettazione 3d nel campo della gioielleria».
Ha deciso quindi di approfondire gli studi? «Sì, ho frequentato un corso all’Accademia Digitale Dama di progettazione e stampa 3d a Milano, ma ho capito che ancora mancava qualcosa. Infatti, per poter creare un gioiello che fosse indossabile, dovevo trovare il modo di realizzare i giusti pesi e spessori. Ho seguito così un corso di oreficeria alla Scuola Orafa Ambrosiana di Milano per studiare le tecniche tradizionali orafe. Terminati questi studi ho portato i curricula in tutta Genova e ho avuto la fortuna di poter fare apprendistato da due orafi genovesi che mi hanno permesso, con competenza e pazienza di fare un po' di gavetta. Nel mentre mio padre, informatico, mi ha regalato la mia prima stampante 3d, e da lì sono partite le mie collezioni, nelle quali ho fuso le mie due anime, quella di architetto e quello di artigiana orafa, creando gioielli architettonici e floreali. Nel 2023 ho aperto il mio laboratorio in Via degli Orefici 8/20 a Genova».
Ci racconta come si svolge il suo mestiere di artigiana "non convenzionale" e chi sono i suoi clienti? «Ho voluto fare del mio passato il mio punto di forza. Per me ogni gioiello nasce come un progetto nel quale fondo l’innovazione della progettazione e stampa 3d alle tecniche tradizionali orafe rifinendo il gioiello a mano a banchetto. I miei gioielli nascono sempre da un dettaglio che mi colpisce. Lo fotografo, successivamente lo schizzo a mano, da lì passo al 2d e successivamente alla progettazione 3d. Stampo il prototipo del gioiello in resina e lo mando a fondere nel materiale prescelto per poi rifinirlo a mano a banchetto con le tecniche tradizionali orafe. Realizzo anche molti gioielli personalizzati, che possono partire da un gioiello già presente in collezione rivisitato oppure partire da zero ispirandosi ad un posto o a un dettaglio del cuore o ad un fiore. I miei clienti in generale sono persone che amano portare con sé un gioiello che ricorda casa, che racconta la loro storia. Sono spesso architetti, ingegneri, divulgatori, storici d’arte, persone dall’animo romantico».
Da cosa trae ispirazione per le sue creazioni? Quali materiali ama di più lavorare? «Traggo ispirazione da ciò che amo maggiormente, l’architettura e la natura. Sono sempre con il telefono in mano in giro per catturare dettagli. Adoro perdermi nei dettagli architettonici, ad esempio i battenti in ferro delle porte. Nel caso della natura adoro i fiori, e cerco di far trasparire la delicatezza e la plasticità di questi attraverso i miei gioielli. Lavoro l’argento 925 e l’oro su commissione. Sono i due metalli che preferisco, coi quali sento di esprimermi al meglio».
Quali sono i suoi best seller? «Direi di avere 6 prodotti best seller e sono: l’anello a scudo Skyline Genova, un anello a sigillo con una mia illustrazione dello skyline della città inciso sopra. L’anello Boccadasse, completamente lavorato a 360 gradi: è super dettagliato con tanto di barchetta sulla spiaggia. L’anello regolabile del Duomo di Genova: rappresenta le colonne che incorniciano i portoni della cattedrale di San Lorenzo. E poi ci sono tre anelli floreali: uno regolabile a tema papaveri, la collana rigida a due fili lavanda, gli orecchini earcuff lavanda, piccolini, asimmetrici e molto originali».
Sta lavorando su nuovi progetti, idee, creazioni? «Si sto laborando a una nuova linea floreale chiamata Margherita, a un nuovo progetto che vorrei aggiungere alla linea wedding, e una collezione con tema Tarocchi per la design week di Genova, uche mi spinge ad andare un po' oltre la mia confort zone ma che trovo proprio per questo molto interessante».
Con Bespoke AI, la cucina Samsung si occupa di tutto. A te rimane il piacere di creare
In occasione della Milano Design Week 2026 scopriamo la visione di Samsung in cucina: uno spazio personalizzabile e in continuo divenire, in cui la tecnologia non si sostituisce alla persona ma anzi la libera riducendone il carico mentale. Per lasciare spazio alla creatività.
Un sogno che si avvera: qualcuno che si occupa dei doveri… lasciandoci solo i piaceri! Ecco, gli elettrodomestici della linea Bespoke AI firmata Samsung vogliono proprio regalarti questa libertà, in uno spazio in cui tu sei protagonista.
Dimentica l'idea di una cucina statica, progettata una volta per tutte e destinata a rimanere uguale a se stessa nel tempo. La linea Bespoke AI firmata Samsung AI trasforma il cuore della casa in un sistema dinamico e organizzato che evolve insieme a te, gestendo in autonomia i compiti più noiosi o ripetitivi.
Una regia invisibile (e intelligentissima)
In questa visione, la connettività e l'AI non sono un freddo insieme di circuiti che richiede tempo ed energie per essere capito e utilizzato, ma una regia invisibile che fa esattamente il contrario: impara da te e poi, attraverso l'App Samsung SmartThings, mette in comunicazione gli elettrodomestici Bespoke AI affinché dialoghino fra loro per semplificarti la vita.
La tecnologia che libera la creatività
La vera rivoluzione sta nel ribaltamento dei ruoli. Con Bespoke AI, la tecnologia non sostituisce la creatività umana, anzi, la libera! Riducendo la complessità della gestione domestica (niente più "cosa c'è in frigo?" o "come si imposta questo programma?"), si liberano tempo ed energie.
Il risultato? Non devi più impegnarti a gestire, ma sei libera di intuire, pensare e creare. La cucina diventa il palcoscenico della tua espressione personale, mentre l’intelligenza artificiale lavora dietro le quinte per semplificare, ottimizzare, risparmiare.
Perché ci piace?
Perché è una visione della casa che mette finalmente la persona al centro. La cucina diventa un’esperienza che prende forma giorno dopo giorno, un progetto in divenire che riflette chi siamo e come scegliamo di investire il nostro tempo.
Cosa significa nel quotidiano?
Performance eccellenti e consumi ottimizzati, automaticamente.
Routine personalizzate che si adattano al ritmo della tua giornata.
Comandi vocali e controllo remoto per un utilizzo ancora più comodo e intuitivo.
Sicurezza degli elettrodomestici collegati alla rete wi-fi di casa garantita dalla piattaforma integrata Samsung Knox.
Elettrodomestici che si arricchiscono di nuove funzionalità e programmi, grazie agli aggiornamenti software.
La AI Kitchen è un sistema progettuale integrato, in cui gli elettrodomestici collegati alla rete wi-fi domestica dialogano e collaborano. Ecco qualche esempio per capire come la tecnologia e l’AI possono supportarti nella vita di tutti i giorni.
IL FRIGORIFERO…
diventa il fulcro della casa: attraverso il display AI Home puoi controllare tutti i dispositivi connessi di casa (sì, anche l’aria condizionata, il TV o la lavatrice!), scaricare ricette dal web e poi inviarle subito al forno con le relative impostazioni di cottura, navigare in Internet, guardare video su YouTube o consultare il calendario degli impegni di tutta la famiglia. Hai le mani sporche o impegnate? Usa i comandi vocali per aprire le porte! Vuoi risparmiare energia? L’AI impara dalle tue abitudini e sa che durante la preparazione dei pasti apri e chiudi il frigo in continuazione: il frigorifero regola automaticamente l’attività del compressore e lo fa partire solo quando serve, risparmiando energia.
IL FORNO…
può ricevere le ricette direttamente dall’app SmartThings Food con relativi tempi e impostazioni. Grazie alla doppia porta e alla tecnologia Dual Cook cucina più pietanze con cotture diverse contemporaneamente e senza mix di odori, per esempio una torta al livello superiore e un pesce al livello inferiore. Il forno è dotato anche di una fotocamera interna che ti mostra sullo smartphone a che punto è la cottura anche mentre sei comodamente seduta sul divano! E puoi anche registrare video in time lapse della cottura delle tue creazioni... molto utile se sei un digital content creator!
IL PIANO COTTURA…
ha la cappa integrata che si regola automaticamente in base alla qualità dell’aria. Come il forno, può ricevere le ricette direttamente dall’app SmartThings Food con relativi tempi e impostazioni. Non è solo intelligente ma bellissimo: la sua superficie opaca Matte Black è splendida al tatto e anti-graffio (sì, non devi più aver paura di spostare una padella!) . Estremamente versatile, può essere installata in modalità filtrante o aspirante, per adattarsi ad ogni tipo di cucina.
LA LAVASTOVIGLIE…
capisce quanto sono sporchi i piatti e regola automaticamente temperatura, durata del ciclo e numero di risciacqui; tiene sotto controllo i consumi di energia, consente di scaricare nuovi programmi di lavaggio e anche di attivare l’assistenza da remoto. Il terzo cestello, dedicato a bicchieri e tazze, è dotato di getti d’acqua dedicati per pulirli a fondo, mentre nel cestello inferiore il Sistema Vertical Pro consente di lavare padelle e teglie anche in verticale, ottimizzando lo spazio.
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