Hai delle nicchie in ingresso o corridoio? Puoi trasformarle in un guardaroba adottando un sistema di chiusura dotato di un telaio adattabile anche alle piccole irregolarità tipiche dei vecchi muri e di ante personalizzabili con finiture speciali per dare carattere all’ambiente. Proprio come Skema Vano Finito, qui laccato ULTRAopaco Malva Light [FerreroLegno, da cm 60x230h].
Vuoi organizzare meglio lo spazio sottoscala? Un buona strategia è creare un ripostiglio walk-in nella parte più alta chiudendolo con una porta dal taglio inclinato come Filomuro, e creare piccoli ripostigli nelle parti più basse con sportelli tecnici su misura come Chiudi Chiudi. Entrambi di [Garofoli, su progetto].
Vuoi nascondere il contatore della luce? Per chiudere i (brutti) vani tecnici con quadri elettrici o sistemi di allarme a vista, l’ideale sono gli sportelli filomuro come Chiudi Chiudi, tinteggiabili con pitture murali dello stesso colore della parete o da rivestire con carta da parati [Garofoli, su progetto].
Devi chiudere vani tecnici esterni? Servono ante realizzate con pannelli composti da più strati di alluminio e preverniciati come quelle del Sistema Fantasmino, resistente a umidità, pioggia e sbalzi termici tra -30 e 60 °C [Sistemi RasoParete, cm 100x210h].
La nicchia è in un ambiente unico? Assicurati che le ante siano in truciolare nobilitato idrofugo classe E1, rivestite con carta impregnata di resina melaminica e sigillate con bordi perimetrali in ABS, materiale resistente all’umidità. Come quelle di Eclisse Aero di [Eclisse, cm 70x200h].
Chiudere vani e rientranze con sistemi che si mimetizzano nella parete permette di sfruttare anche gli angoli più difficili. Qui proponiamo le soluzioni migliori per ogni esigenza
Sottoscala, nicchie, vani tecnici a vista spesso non sono sfruttati al massimo o restano a vista dando un senso di disordine.
La soluzione ideale per recuperarne funzionalità, ordine ed estetica è chiuderli con porte o sportelli filomuro: privi di cornici e stipiti e dotati di telai adattabili a murature e cartongesso, permettono di tinteggiare e di rivestire le ante come la parete così da ‘scomparire’ per garantire continuità visiva.
Per facilitare la chiusura di rientranze di ogni misura sono disponibili sportelli che partono da cm 30x30 – perfetti per nascondere il quadro elettrico o l’impianto d’allarme – fino ad arrivare a porte da cm 60-70x 260-280h adatte a trasformare i vani alti in preziosi ripostigli, guardaroba o dispense.
Attenzione però: per ottenere risultati certi e stabili nel tempo, bisogna:
• scegliere con cura i materiali di ante e telai, che in ambienti umidi e all’esterno devono garantire massima resistenza;
• fare un rilievo prima della posa, per capire come installare il telaio con precisione millimetrica su muri spesso irregolari.
L’installazione di reti antivolatili sulla facciata condominiale richiede l’approvazione dell’assemblea e comporta regole precise per la ripartizione delle spese. Ecco cosa prevede la legge, come vengono suddivisi i costi tra i condòmini e quali soluzioni adottare per proteggere edificio e animali nel rispetto dei diritti di tutti.
Le reti antivolatili sono una soluzione sempre più utilizzata nei condomìni per proteggere facciate, balconi e cornicioni dalla presenza di piccioni e altri uccelli. Ma quando si decide di installarle su parti comuni dell’edificio entrano in gioco regole precise: serve l’approvazione dell’assemblea, bisogna stabilire come dividere le spese e valutare eventuali disagi per i condòmini.
Trattandosi di un intervento considerato “migliorativo”, la normativa condominiale prevede specifiche maggioranze per deliberare i lavori e criteri precisi per la ripartizione dei costi. Inoltre è importante scegliere sistemi sicuri per gli animali e installati correttamente, così da tutelare sia il decoro dell’edificio sia il benessere degli uccelli.
Ecco cosa sapere prima di procedere con l’installazione delle reti antivolatili in facciata e come gestire eventuali contestazioni tra vicini.
L’installazione di reti sulla facciata è un’innovazione ‘migliorativa’ (art. 1120 c.c.) e richiede l’approvazione dell’assemblea: in seconda convocazione basta la maggioranza dei presenti che rappresenti almeno un terzo dei millesimi. Poiché si tratta di un intervento a beneficio dell’intero edificio, le spese si ripartiscono in proporzione ai millesimi di proprietà.
È fondamentale che le reti siano sicure per gli uccelli, in materiali flessibili e posate da professionisti. Se l’installazione crea disagi perché limita l’apertura delle finestre, la luce o la visuale, i condòmini possono rivolgersi all’amministratore per valutare in assemblea modifiche o rimozioni.
Senza un accordo, la legge prevede la mediazione civile, cioè un confronto guidato per trovare soluzioni pratiche ed evitare contenziosi.
L’obiettivo resta quello di proteggere l’edificio e gli animali, rispettando i diritti di tutti.
A cura dell'Amministratore Pietro Tasca - @amministrazionitasca
Con le sue foglie a cuore e i fiori lucidi che sembrano di cera, l’Anthurium porta in casa un tocco esotico ed elegante. Facile da coltivare con le giuste attenzioni, è una pianta scenografica capace di regalare fioriture lunghe e decorative, perfetta per dare carattere agli interni.
Foglie a cuore, fiori che sembrano di cera e un’aria ‘da Tropici’ che si fa notare: l’Anthurium è tra le piante più eleganti che si possano tenere in casa. Facile da coltivare se capisci che cosa ti chiede, ti ripaga con fioriture durature e una presenza scenografica.
Provenienza: originario delle foreste tropicali dell’America centrale e meridionale, l’Anthurium appartiene alla famiglia delle Araceae, come la Monstera e i Filodendri. In natura cresce come epifita sugli alberi, ricevendo luce filtrata e umidità costante. Il ‘fiore’ in realtà è una spata colorata (rossa, rosa, bianca o verde), che protegge la vera infiorescenza: la spiga centrale, chiamata spadice.
Posizione:Ama la luce, ma mai diretta (può causare bruciature sulle foglie). L’ideale è una stanza luminosa a sud o ovest, vicino a una finestra con
una tenda leggera. Se riceve abbastanza luce, fiorisce per mesi. In estate può essere coltivata all’esterno: va però messa in una zona all’ombra.
Acqua: Vuole un terreno fresco e leggermente umido, mai fradicio. Annaffialo soltanto quando i primi centimetri del terriccio sono asciutti, evitando i ristagni. Usa acqua a temperatura ambiente e non calcarea. L’Anthurium ama anche l’umidità dell’aria, per questo è perfetto da tenere nel bagno (se è luminoso) oppure altrove ma con accanto un umidificatore.
Terriccio: Ha bisogno di un substrato leggero e arioso. Puoi mescolare terriccio
universale con corteccia fine, perlite o fibra di cocco. Va rinvasato in primavera, nel momento in cui le radici iniziano a spingere fuori dal vaso e finiscono per occupare tutto il panetto di terra.
Cure speciali: Ama essere pulito: passa ogni tanto un panno umido sulle foglie, così togli la polvere e gli permetti di respirare meglio. Concima da marzo a settembre ogni 2–3 settimane con un fertilizzante liquido per piante da fiore. E se vuoi vederlo rifiorire non spostarlo troppo: ama la stabilità.
Fioritura: Con buone condizioni ambientali può restare in fiore per molti mesi all’anno. La spata cerosa dura a lungo e dona colore e struttura anche quando non ci sono nuovi fiori. Le varietà più comuni hanno fiori rossi, ma esistono anche in bianco, rosa, verde, viola e... nero!
Varietà: L’Anthurium andraeanum (sfoglia la gallery), dalle grandi spate colorate, è tra i più diffusi. L’Anthurium clarinervium ha foglie grandi, vellutate e venature argentee. L’Anthuriumwarocqueanum si distingue per l’aspetto a scudo e le sue lunghe foglie. La colorazione inizia con un verde chiaro, poi scurisce.
Stile: Messo in un vaso su un tavolino o una mensola luminosa, crea un angolo
relax dando colore, eleganza e quel tocco esotico senza chiedere troppo in cambio.
Il divano Amanto, disegnato da Mario Bellini nel 1966, entra oggi nel catalogo del brand nordico di arredo Hay con una nuova edizione. Ecco la storia di questa icona del design storico
Designer: Mario Bellini (Milano, 1935) Produttore: Hay Progettato nel: 1966 Idea: uno dei primi divani modulari della storia, da vivere in modo informale e conviviale. Materiale: oggi la scocca in ABS riciclato post-consumo al 99%, cuscini in schiuma bio-bilanciata al 94%. Segni particolari: è disponibile come modulo singolo e nelle varianti a due, tre e quattro posti.
Perché un divano è ‘di design’ e un altro no? Non c’è una risposta univoca ma sicuramente il design non deve diventare un’etichetta, ma deve aggiungere qualcosa. Erano gli Anni ‘60 e la rivoluzione sociale e culturale entrava anche nelle case stravolgendo il modo di vivere borghese e il cosiddetto salotto buono. Basta divani rigidi dove sedersi composti, si era alla ricerca di una nuova socialità, giovane, più informale e sfrontata.
In quegli anni il design italiano si è fatto avanti, offrendo nuove idee, nuova energia e una rinnovata interpretazione della vita moderna. Rolf Hay, cofondatore di Hay
Il design industriale diventa laboratorio di sperimentazione, un linguaggio capace di tradurre in forme le esigenze sociali. Mario Bellini concepisce così uno tra i primi divani modulari della storia: cuscini morbidi, accoglienti, poggiati su una scocca rigida, da muovere liberamente nello spazio.
Si voleva andare verso una nuova idea di casa, meno rigida.
L’altezza stessa della seduta comporta un nuovo modo di sedersi, più libero e più vicino al comportamento anticonformista dei giovani.
Il suo impatto fu immediato, tanto da entrare nella collezione del MoMA di New York. Non solo un arredo ma un’attitudine. Questo è design!
Ogni modulo fu concepito da Bellini completamente smontabile. Oggi nella nuova riedizione, mantiene questa caratteristica che favorisce manutenzione, durabilità e riciclo. È la prima riedizione di un progetto italiano da parte dell’azienda danese Hay, concepita con nuovi materiali sostenibili e performanti e in una palette cromatica che si ispira all’estetica nordica.
Ettore Sottsass in mostra al Palazzo Buontalenti di Pistoia: 1.400 opere raccontano il genio che ha rivoluzionato design e architettura
Un’occasione da non perdere per chi ammira l’opera di Ettore Sottsass, l’architetto-pittore-grafico-fotografo (e mille altre cose ancora) che in oltre 50 anni di attività ha creato uno stile ancora oggi riconoscibile e amato.
A Palazzo Buontalenti di Pistoia, fino al 26 luglio, la mostra ‘Io sono un architetto. Ettore Sottsass’ propone oltre 1.400 sue opere!
Il percorso attraversa circa trent’anni della sua ricerca, dal secondo dopoguerra alla metà degli anni Settanta, raccontando non solo l’evoluzione del suo stile ma anche il suo modo radicale di intendere il progetto: non semplice funzione, ma emozione, simbolo, esperienza umana.
La mostra racconta anche il rapporto di Sottsass con il design industriale e con Olivetti, per cui progettò alcune delle macchine e degli ambienti più iconici del Novecento. Superfici metalliche, colori inediti e geometrie essenziali trasformano gli strumenti tecnologici in oggetti quasi metafisici.
Non manca poi una sezione dedicata ai celebri mobili progettati per Poltronova, come i visionari Superbox, veri anticipatori del design postmoderno.
La mostra “Io sono un architetto” dimostra quanto il pensiero di Sottsass sia ancora attuale. In un momento in cui la casa torna a essere spazio emotivo, rifugio personale e luogo identitario, il suo lavoro ci ricorda che gli interni non devono essere solo efficienti, ma anche capaci di emozionare. Per Sottsass gli oggetti non erano mai neutri: raccontavano desideri, paure, rituali quotidiani e relazioni. Ed è forse proprio questa sensibilità a renderlo ancora oggi così amato da architetti, designer e appassionati di interiors.
Abiti in una zona fredda e non hai mai il caldo giusto? Uno dei fattori di cui il serramentista tiene conto è proprio la zona climatica di residenza: nella zona F, la più fredda d’Italia, l’ideale è un serramento che assicuri una trasmittanza termica fino a 1,0 W/m2K, un valore di isolamento che permette anche di accedere ai bonus fiscali; come Prolux+ [Oknoplast].
C'è umidità e sei spesso fuori casa? Per assicurare il ricambio d’aria agli ambienti umidi in modo autonomo serve un sistema di ventilazione meccanica decentralizzata come Schüco VentoAir che si applica a finestre Schüco in alluminio. Con 4 dispositivi, invisibili a finestra chiusa, il ricambio è di 9 mc/h [Schüco Italia].
Ristrutturi e vuoi sostituire anche il cassonetto? Visto che intervieni già sulla muratura, puoi riqualificare l’intero foro finestra inserendovi un monoblocco termo- isolante ‘tutto in uno’ che integra finestra, avvolgibile e zanzariera e che può raggiungere la classe di resistenza antieffrazione RC3; come Schüco Perfection Plus di [Schüco PWS Italia].
Vuoi schermare la luce ma non ami le tende? Punta su finestre che integrano le veneziane all’interno del vetrocamera. Disponibili anche motorizzate, sono un sistema efficace di schermatura solare che, regolando la quantità di luce in ingresso, assicura privacy e un buon risparmio energetico, come queste di [WnD].
Abiti in mansarda e non sopporti i rumori esterni? Contro il rumore della pioggia e quello del traffico (anche ferroviario e aereo) ti serve una finestra con triplo vetro stratificato, tripla guarnizione e rivestimenti esterni fonoassorbenti; come Acustica di [Velux].
Sostituire i serramenti migliora il comfort abitativo e aggiunge valore alla casa: è una scelta da valutare sempre, quando si acquista casa. E da fare rivolgendosi ad aziende e posatori di qualità. Sfoglia la gallery, abbiamo provato a pensare a varie necessità
Rinnovare le finestre è una miglioria che ha un grande impatto sia sul benessere termico sia sull’efficienza della casa, perciò va sempre valutato come intervento migliorativo quando si acquista un appartamento non nuovo, e anche quando non si deve fare una ristrutturazione completa.
Per una scelta consapevole il primo consiglio è rivolgersi a un serramentista che garantisca tutto l’iter, dall’individuazione della tipologia di finestre adatta a casa tua al rilievo, dalla posa certificata all’assistenza post-vendita.
• Vai dal serramentista con un elenco dei problemi delle attuali finestre (rumori, condensa), definisci le tue priorità e un budget; misura altezza e larghezza dei vani finestra, segna l’orientamento e scatta foto a infissi e davanzali.
• Alla prima consulenza chiedi quali sono pregi e limiti di ogni materiale. Ti verrà proposto un preventivo di massima: non è vincolante e non va firmato perché è solo una stima basata sulle misure prese da te e non sul sopralluogo con rilievo, che dovrà poi fare un tecnico.
• Dal sopralluogo si capirà in che modo risolvere le criticità di posa, come i davanzali ‘passanti’ in lastra unica che provocano dispersioni. E si valuterà se ci siano vincoli comunali o condominiali riguardo alle scelte estetiche, soprattutto dei profili esterni.
• Se vuoi accedere ai bonus fiscali, dovrai scegliere finestre che rispettano precisi valori di trasmittanza termica espressa in W/m2K.
• Fatto il preventivo è meglio accettarlo solo se analitico e se dichiara l’uso di materiali certificati per la posa qualificata e/o a regola d’arte, che si riconosce, ad esempio, dal Marchio di Progettazione Posa Qualità conforme alle norme UNI 11673.
Qui si gioca con lo stile cambiando lampada.
Dal mood Jap con la sospensione a lanterna dipinta in carta di riso [HKliving] allo scandi con la lampada di design nera, fino al boho chic con la cloche di rattan intrecciato.
Divano Cloud Couch in velluto effetto goffrato [HKliving], coffee-table in cristallo temperato ambrato e sospensione in fibra naturale [Loods 5]. Lampada da parete a braccio [House Doctor]. Tappeto vintage [Rozenkelim].
Stessa tinta malva ma finitura satinata per porte, infissi e architrave che si aprono sulla zona pranzo. Pittura decorativa Diamond Dust [Lab Paint] e Setting Plaster [Farrow& Ball].
La tinta scelta per il soffitto è la stessa delle pareti, ma qui la troviamo in una tonalità più chiara, in un rimando di luce e ombra. I pezzi del cuore di Sheila per il living sono la madia con la parete di cimeli e stampe. Casetta per gatti Amsterdam [Katon].
Vista panoramica sui tetti di Amsterdam dalla terrazza attrezzata con un tavolo conviviale e una zona relax riparata, protetta dalla pergola freestanding e con un maxi divano a
moduli. Divano componibile da outdoor [Vida XL], tappeto persiano vintage [Merel in Wonderland].
Fa da sfondo alla postazione lavoro l’intensa nuance melanzana che dal soffitto scende sulle pareti per avvolgere la scrivania. «Al posto di una tela bianca, da personalizzare, mi sono immaginata la mia postazione creativa come un foglio di cartoncino scuro da disegnare con la matita bianca», racconta Sheila. «Ecco perché
ho ridipinto di melanzana anche la scrivania con il mobiletto contenitore. Ora ho lo sfondo perfetto per i miei lavori e la parete è una moodbord in divenire che personalizzo con pattern, fiori secchi incorniciati e altri oggetti décor a seconda del progetto che devo realizzare».
Torna, per la stanza padronale, la tinta avvolgente del malva con una tonalità di melanzana sul soffitto, in netto contrasto con il bianco degli infissi
della finestra e del parquet smaltato. Pitture decorative Nether Red [Little Greene] e Enchanting Eggplant [Histor].
L’armadio in rattan è dipinto di una delicata tinta verde acqua che stacca sulla parete. Completa lo spirito vintage la scenografica specchiera in rattan con appendiabiti acquistata da Sheila in un mercatino.
Per spezzare il bianco ottico delle piastrelle vintage lucide, che rivestono le pareti
e si srotolano sulla vasca in muratura, Sheila ha dipinto il soffitto di terracotta rosata, cromia nella palette della casa.
In un appartamento di fine Ottocento nel cuore di Amsterdam, l’interior designer Sheila Thompson trasforma gli ambienti con una palette elegante fatta di melanzana, rosa cipria e malva. Un mix raffinato di vintage e design contemporaneo dove il colore diventa il filo conduttore della casa e i dettagli raccontano storie, passioni e ricordi.
Sì, sono i dettagli che fanno la differenza! Lo ha pensato subito Sheila Thompson, graphic designer, quando si è trasferita nell’appartamento del compagno Ben: un terzo e quarto piano in un edificio del 1890 nel cuore di Amsterdam. «Finestre porte in stile, soffitti alti... e la luce, tutto aveva un grande charme» racconta la designer. «Non mi restava che trovare la palette giusta per rinnovare il suo stile».
LE SCELTE FATTE:
Le tinte polvere del rosa – dal cipria, al malva, al blush fino al melanzana – hanno dato vita a una palette sofisticata, perfetta nel mix di arredi vintage, di recupero e pezzi più moderni. «Uno stile mix di stili» - come lo definisce Sheila, dove il colore scandisce e modula gli spazi.
LA CUCINA DA SPAZIO CHIUSO AD AREA OPEN:
Tolto il tramezzo interno che separava la piccola cucina dalla sala da pranzo, Sheila ha ricavato uno spazio arioso e luminoso. «Ora ho finalmente posto per un grande tavolo, perfetto per accogliere gli amici e da usare come zona lavoro in più», racconta. Vincente l’idea di dipingere a scatola la stanza, abbinando la tinta blush delle pareti al malva, con un tocco di grigio, per gli infissi e il soffitto. Eliminati i pensili, i mensoloni fai-da-te dialogano con le nicchie e le ante della cucina di recupero dipinte di nero.
COME DOSARE UN COLORE INTENSO:
Se scegli un colore intenso e particolare come questo punto di viola, usalo su una parete colpita dalla luce per renderlo brillante.
Se cerchi accenti di colore da usare a piccoli tocchi per rompere il melanzana, puoi optare per giallo o arancio se vuoi un effetto pop, salvia e beige per ‘spegnere’. Un mix raffinato è con il verde acqua.
Il viola melanzana si accosta bene con legni di tonalità chiara e non troppo calda (più verso il grigio che verso il giallo/rosso).
È un colore ideale per ambienti boho-chic con accessori in paglia.
IL TOCCO DI STILE:
La passione di Sheila per le collezioni di cimeli e memorabilia attraversa tutta la casa e ne diventa parte integrante dello stile. Oggetti carichi di ricordi, piccoli tesori trovati nei mercatini o custoditi nel tempo raccontano affetti, viaggi e storie lontane. Sono appesi alle pareti come in una piccola galleria personale oppure trovano posto su mensole, librerie e mobili vintage, contribuendo a creare ambienti autentici e vissuti. Ogni dettaglio aggiunge carattere agli spazi e dialoga con la palette polverosa della casa, trasformando l’arredo in un racconto intimo e stratificato.
Styling Monique van der Pauw Foto Ton Bouwer/House of Pictures/Living Inside Testi Elisabetta Viganò
Sei in cerca di idee fai-da-te per rendere speciali le tue mise en place? Fiori, ramage e decori fioriti spuntano sui portatovaglioli di carta realizzati con l’intaglio. E i petali diventano tridimensionali... Scopri come realizzarli
Vuoi dare un tocco creativo alla tavola con un progetto semplice ma d’effetto?
I portatovaglioli fai da te in carta si trasformano in piccoli decori floreali: intagli delicati, motivi botanici e dettagli tridimensionali rendono ogni mise en place più originale e raffinata. Ecco come si realizzano:
COME SI FA: 1. Prendi le misure e taglia a metà, in lunghezza, il foglio bianco A4 e i cartoncini. Partendo dalla base del foglio segna delle linee di riferimento a cm 3,5, a cm 5, a cm 13 e a cm 8. Disegna sulla parte centrale, da cm 13, il motivo con foglie o un fiore da intagliare. 2. Appoggia la carta carbone sul cartoncino colorato e sovrapponi il modello appena realizzato. Con la matita ripassa le linee di riferimento e il disegno. 3. Con il cutter (proteggi il piano di lavoro con un tappetino da taglio) incidi per metà ciascuna foglia che compone il decoro. Piega la parte tagliata verso l’alto e schiaccia con il dito sulla piega,> in modo da ottenere un effetto 3D. 4. Piega il cartoncino lungo i segni di riferimento e fissa sul retro i due lembi sovrapposti con il nastro biadesivo. Infila all’interno il tovagliolo.
A cura di Elisabetta Viganò e Cristina Dal Ben interior stylist @wunderlab
Aggirare i pilastri con un trucco: zone di servizio 'passanti'. Lo spazio c'era ma era difficile da sfruttare per la presenza di pilastri. Il layout è stato ridisegnato integrandoli in modo diverso: ora c'è posto per capienti armadi. E le zone di servizio passanti recuperano altri metri quadri.
Una casa molto grande ma non risolta, perché i progetti precedenti non l’avevano resa funzionale.
Molti i limiti: dalla pianta irregolare alle pareti perimetrali non perpendicolari, dagli elementi strutturali a vista al lungo corridoio fino all’enorme ingresso. Ma l’architetto CF style Sara Edalatkhah ha trovato la giusta risposta alle richieste dei proprietari.
LA SOLUZIONE:
La principale esigenza era che la camera da letto matrimoniale e la cameretta
del bambino fossero collegate. Per ottenere questo, il bagno principale è stato reso comunicante con entrambe le stanze e da quella padronale vi si accede attraverso una cabina armadio passante: questo consente di ridurre al minimo lo
spazio del disimpegno dell’area notte. Risolto questo nodo fondamentale si è passati al resto dell’appartamento, che è stato reso più funzionale a partire proprio dai suoi limiti. Il corridoio ora non c’è più e nell’ingresso ridimensionato il ripostiglio è più grande per contenere cappotti e accessori, la cucina è stata spostata nel living e ampliata; un gioco di nicchie non solo ingloba i pilastri ma accoglie armadiature e colonne elettrodomestici.
La zona giorno è addirittura triplicata e da essa si accede al grande terrazzo attraverso le portefinestre che sono state ampliate.
Infine, al posto della vecchia cucina è stata ricavata una terza camera-studio con un secondo bagno, entrambi accessibili dall’ingresso in modo da garantire a questi ambienti la giusta privacy.
BUDGET* Demolizioni pareti e pavimenti, ampliamento finestre, asportazione sanitari compreso trasporto in discarica €12.400 Ricostruzione pareti in laterite €24.750
Realizzazione nuovo impianto idraulico per 2 bagni e cucina €9.300 Realizzazione nuovo impianto elettrico compresa domotica luci e serrande €16.900
Realizzazione nuovo impianto termico €9.000
Realizzazione nuovo impianto condizionamento canalizzato €10.000
Fornitura e posa pavimenti e rivestimenti €13.000
Realizzazione controsoffittature €8.400 Tinteggiature €7.000 Totale (iva esclusa) €110.750
* Il preventivo si riferisce a questo progetto; l’immobile si trova a Roma.
Hai mai sognato una casa dove tutto sembra trovarsi al posto giusto, come in un abbraccio accogliente? Il segreto non è la perfezione, ma l'armonia. Arredare in stile total look aiuta a scegliere un filo conduttore e lasciarlo correre libero di stanza in stanza. Dimentica le divisioni nette: è il momento di far dialogare il living con la camera da letto e la cucina con la lavanderia, creando un racconto visivo fluido che parla di te. Qui trovi qualche consiglio utile per far sì che stili, materiali e colori vadano d'accordo senza frammentazioni né monotonie
Il segreto per un’estetica di impatto è adottare un unico linguaggio materico e una palette coordinata che attraversi l’intera casa. Quando la cucina, il living, il bagno e la zona notte seguono una ‘regia’ stilistica comune, si genera un’armonia visiva rilassante che ha due vantaggi principali:
Percezione spaziale: gli ambienti sembrano più ampi e preziosi perché l'occhio non incontra interruzioni visive nette.
Semplificazione progettuale: si elimina lo stress di dover abbinare accostamenti complessi, affidandosi a un percorso fluido e guidato.
Qualche esempio pratico?
Decidere di avere il mobile soggiorno perfettamente coordinato alla parete attrezzata oppure la libreria con la stessa finitura della cucina. Tutto è personalizzabile per creare ambienti in cui riconoscersi evitando il freddo effetto catalogo.
Oltre l’arredo: progettare spazi da amare
Il concetto di fondo infatti non è solo estetico, ma emotivo. La casa deve essere uno spazio autentico, fatto per essere vissuto con naturalezza e ‘amato’ quotidianamente. Nella visione Scavolini ogni stanza parla la stessa lingua, ma conserva la propria identità e funzionalità specifica: dal cuore pulsante della cucina alla praticità dei sistemi laundry, fino all'intimità della zona notte.
Un unico partner per una casa davvero made in Italy
Passare dalla teoria alla pratica diventa più semplice quando si può contare su un unico interlocutore capace di interpretare l'intera gamma delle funzioni dell'abitare.
Quella di Scavolini è una storia di evoluzione costante: nata a Pesaro nel 1961 come realtà artigianale di cucine, l’azienda è oggi un punto di riferimento internazionale del Made in Italy. Nel tempo l’azienda ha ampliato la propria proposta introducendo collezioni bagno, sistemi living, cabine armadio e soluzioni per la zona notte, fino a sviluppare un vero concetto di home total look.
Scegliere un approccio integrato significa investire in un design che dura nel tempo, dove l'esperienza e la qualità produttiva si fondono per creare spazi dove ogni elemento è, per definizione, ‘fatto per essere amato’... evoluzione naturale della più amata dagli italiani.