Geometrie e colori, unite a un lavoro di ‘sottrazione’, che vuole arrivare all’anima degli oggetti... Il designer tedesco ci racconta i segreti del suo lavoro.
La mostra ‘Prevalentemente soleggiato con rovesci sparsi’ nello showroom Alpi a Milano è stata l’occasione per fare due chiacchiere con Konstantin Grcic, che esponeva 6 ‘totem’ realizzati con i legni dai colori sfumati progettati per l’azienda leader nella produzione di superfici decorative in legno composto: dopo ‘Arcobaleno’ e ‘Raggiosole’, è la volta del poetico ‘Nebbia Mattutina’...
Quella tra lei e il legno è una lunga storia, non è vero?
Sì, ho una formazione da ebanista, acquisita a Londra negli Anni ’80, prima del Master in Industrial Design. I processi tecnologici di oggi, però, a quel tempo non erano immaginabili: creare, come succede ora con Alpi, un legno formato da tanti sottilissimi strati di legno sovrapposti per avere l’effetto di una sequenza continua e digradante di colori sarebbe stato impossibile!
La lampada Mayday per Flos è un suo progetto ancor oggi molto amato, premiato con il Compasso d’Oro nel 2001.
Ero in cerca di una lampada di quel genere e non trovavo nulla di simile per un utilizzo domestico. L’ispirazione mi è arrivata dalle lampade da cantiere: l’appendi, l’appoggi, la porti ovunque ti serva.
Ha spesso disegnato sedie. C’è qualcosa di particolarmente interessante nel progettarle?
Il design di una sedia rappresenta sempre una sfida, molto più di quanto si creda. Sono quattro gambe, una seduta e uno schienale... è un oggetto d’uso quotidiano, ma la sua progettazione ci fa confrontare con concetti importanti come ergonomia, stabilità, sicurezza. E, se si volesse tracciare una storia del design si potrebbe farlo attraverso l’evoluzione della sedia, non certo con i tavoli.
Dietro l’apparente semplicità di un oggetto si cela la complessità del progettarlo e del realizzarlo. L’essenzialità è il fine a cui tendere.
1999 - Lampada Mayday [Flos]
2002 - Pouf Osorom [Moroso]
2004 - Sedia Chair One [Magis]
2011 - Divano Cape [Established & Sons]
2013 - Sedia Parrish [Emeco]
2014-15 - Lavabi Val [Laufen]
2015 - Libreria Zigzag [Driade]
2016 - Sedia Remo Plastic [Plank]
2021 - Contenitore Locker Box [Vitra]
2023 - Legno Nebbia mattutina [Alpi]
E nel 2024?
Sto lavorando al progetto di una mostra collettiva in occasione delle Olimpiadi di Parigi dell’anno prossimo, che parla del futuro dello sport. Un tema che mi coinvolge e appassiona.
Allestimento della mostra 'Giovanni Battista Moroni, il ritratto del suo tempo' a Gallerie d'Italia Milano [Roberto Serra / Iguana / Gallerie d'Italia].
Allestimento della mostra 'Giovanni Battista Moroni, il ritratto del suo tempo' a Gallerie d'Italia Milano [Roberto Serra / Iguana / Gallerie d'Italia].
Allestimento della mostra "Giovanni Battista Moroni, il ritratto del suo tempo" a Gallerie d'Italia Milano [Roberto Serra / Iguana / Gallerie d'Italia].
Allestimento della mostra 'Giovanni Battista Moroni, il ritratto del suo tempo' a Gallerie d'Italia Milano [Roberto Serra / Iguana / Gallerie d'Italia]. Sulla destra il famoso ritratto de Il Sarto, il quadro più celebre del pittore.
Ritratti di Isotta Brembati, 1554-1557 e Gian Gerolamo Grumelli (Il cavaliere in rosa) 1560, Collezione Lucretia Moroni in concessione al FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano. 'Giovanni Battista Moroni, il ritratto del suo tempo' a Gallerie d'Italia Milano [Foto Studio Da Re, FAI Fondo per l'Ambiente Italiano].
Allestimento della mostra 'Giovanni Battista Moroni, il ritratto del suo tempo' a Gallerie d'Italia Milano [Roberto Serra / Iguana / Gallerie d'Italia].
Allestimento della mostra 'Giovanni Battista Moroni, il ritratto del suo tempo' a Gallerie d'Italia Milano [Roberto Serra / Iguana / Gallerie d'Italia].
Milano - 05/12/2023 - allestimento della mostra 'Giovanni Battista Moroni, il ritratto del suo tempo' a Gallerie d'Italia Milano [Roberto Serra / Iguana / Gallerie d'Italia].
Giovan Battista Moroni, Ritratto di un podestà, 1560-1565, Bergamo, Accademia Carrara. 'Giovanni Battista Moroni, il ritratto del suo tempo' a Gallerie d'Italia Milano.
Allestimento della mostra 'Giovanni Battista Moroni, il ritratto del suo tempo' a Gallerie d'Italia Milano [Roberto Serra / Iguana / Gallerie d'Italia].
Allestimento della mostra 'Giovanni Battista Moroni, il ritratto del suo tempo' a Gallerie d'Italia Milano [Roberto Serra / Iguana / Gallerie d'Italia].
Giovan Battista Moroni, Don Gabriel de la Cueva, Duca di Alburquerque, 1560. Berlino, Staatliche Museen Gemäldegalerie. 'Giovanni Battista Moroni, il ritratto del suo tempo' a Gallerie d'Italia Milano [Staatliche Museen zu Berlin, Gemäldegalerie/Christoph Schmidt].
Allestimento della mostra 'Giovanni Battista Moroni, il ritratto del suo tempo' a Gallerie d'Italia Milano [Roberto Serra / Iguana / Gallerie d'Italia].
Giovan Battista Moroni, Ritratto di donna con ventaglio, 1576-1579 ca. Amsterdam, Rijksmuseum, acquistato con il sostegno di Vereniging Rembrandt. 'Giovanni Battista Moroni, il ritratto del suo tempo' a Gallerie d'Italia Milano [Amsterdam, Rijksmuseum].
Giovan Battista Moroni, Ritratto di gentiluomo, 1560, Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia, fotostudio Rapuzzi. 'Giovanni Battista Moroni, il ritratto del suo tempo' a Gallerie d'Italia Milano.
La sede milanese delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo ospita la mostra “Moroni (1521-1580), Il ritratto del suo tempo”, la più completa esposizione mai dedicata al pittore lombardo che qui viene affiancato anche da opere di Lotto, Moretto, Tiziano, Veronese e Tintoretto
Ha aperto al pubblico il 6 dicembre scorso alle Gallerie d’Italia - Milano, museo di Intesa Sanpaolo, la mostra Moroni (1521 – 1580). Il ritratto del suo tempo a cura di Simone Facchinetti e Arturo Galansino.
L’esposizione, la più completa che sia mai stata realizzata dedicata a Giovan Battista Moroni, presenta oltre 100 opere tra disegni, libri, medaglie, armature, ma soprattutto dipinti provenienti da prestigiosi musei internazionali quali la National Gallery di Londra, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, Gemäldegalerie – Staatliche Museen di Berlino, il Musée du Louvre, il Museo Nacional del Prado, la National Gallery of Art di Washington e il Philadelphia Museum of Art. Alle opere di Moroni si affiancano importanti testimonianze figurative di Lotto, Moretto, Savoldo, Anthonis Mor, Tiziano, Veronese e Tintoretto.
La mostra, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è inserita nel programma Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023 ed è realizzata in partnership con Accademia Carrara di Bergamo e Fondazione Brescia Musei. La sede espositiva di Milano, insieme a quelle di Torino, Napoli e Vicenza, è parte del progetto museale Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, guidato da Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici.
“Siamo lieti di presentare un progetto espositivo di ampio respiro dedicato a Giovan Battista Moroni, che consente di riscoprire e ammirare negli spazi delle Gallerie d’Italia una delle pagine più belle e intense della pittura del Cinquecento lombardo e italiano. Questa iniziativa, cui hanno concorso importanti musei nazionali e internazionali, suggella l’impegno della nostra banca nella valorizzazione del patrimonio di Brescia e di Bergamo, nell’anno in cui sono state Capitale della Cultura italiana.”
Giovanni Bazoli, Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo
Nove temi per percorrere un’epoca
La mostra è suddivisa in nove nuclei tematici, ciascuno dedicato ad un particolare aspetto della produzione artistica dell’artista lombardo: dall’approfondimento della figura di Alessandro Bonvicino detto il Moretto, il maestro di Moroni, a Lorenzo Lotto, molto attivo a Bergamo dove ha lasciato significative tracce del suo passaggio. Seguono un approfondimento sul contesto trentino della metà del Cinquecento a partire dal Ritratto di Cristoforo Madruzzo, il Principe-Vescovo di Trento dipinto da Tiziano nel 1552 e la comparazione tra il Ritratto di Alessandro Vittoria, scultore trentino, con il Ritratto di Giulio Romano di Tiziano. Chiude la sezione la cosiddetta Pala dei Dottori, un’opera pubblica commissionata a Moroni dalla corporazione dei legali e dei dottori per il proprio altare nella basilica di Santa Maria Maggiore, all’epoca sede delle sedute conciliari.
I ritratti del potere
Mentre i ritratti di Tiziano e Tintoretto valorizzano lo status del personaggio perdendone di vista le specificità individuali, quelli realizzati da Moroni ci restituiscono sempre l’aspetto umano, pur nati con lo scopo esplicito di esaltarne il ruolo pubblico. Esemplare in questo contesto “Ritratto di un Podestà” del 1560-65 proveniente da Accademia Carrara di Bergamo.
I ritratti al naturale
Con questa tipologia di ritratto Moroni riproduce in maniera fedele, senza forme di idealizzazione le persone immortalate nei quadri e tende a costruire set di posa sempre uguali – come facevano i fotografi nell’Ottocento – concentrando l’attenzione dell’osservatore sulla testa, lo sguardo, la posa delle mani e i dettagli della moda. Molte le personalità del tempo ritratte da Moroni che nella mostra vengono messi in dialogo con cinquecentine, armi e armature, selezionati con lo scopo di creare una relazione diretta con i dipinti.
Il cavaliere rosa e la moglie poetessa
“Lunge dagli occhi miei se arrossa, e impietra”, lontano dal mare assume il tipico colore rosso-rosaceo e si indurisce: è il corallo, materiale prezioso dall’apparenza vegetale ma appartenente al regno animale, che tinge gli abiti di un ‘dandy cinquecentesco’, Gian Gerolamo Grumelli. Il suo ritratto è uno dei capolavori più conosciuti di Moroni, caratterizzato proprio dal color corallo che racconta l’impresa di questo giovane uomo. Altrettanto affascinante il ritratto della sua seconda moglie del Grumelli, la poetessa Isotta Brembati, avvolta in un sontuoso abito damascato sui toni del verde.
La chiesa della Controriforma
Moroni produce immagini destinate a una Diocesi fedele ai dettami del Concilio di Trento: la mostra pone in risalto i personaggi ritratti che hanno chiesto di entrare a far parte delle storie sacre illustrate nelle varie pale d’altare, oltre a opere pubbliche di Moroni in perenne bilico tra innovazione e conservazione. Una sezione è dedicata alla preghiera individuale che durante la Controriforma trova riscontro in numerosi dipinti. Nel caso di Moretto e Moroni il ruolo del personaggio ritratto diventa sempre più incombente nei dipinti dove è protagonista l’orazione mentale: una sorta di visione dei fatti sacri ricreata nella mente del devoto.
Il Sarto e la moda del '500
L’opera è considerata la più iconica di Moroni: il personaggio è ripreso mentre lavora, sta tagliando con le forbici un pezzo di stoa tinta di nero, colore per antonomasia della moda europea del tempo. Da qui nasce l’idea di raccogliere ritratti della seconda metà del Cinquecento in grado di evidenziare la diffusione di abiti e cappelli, anche di fogge diverse, tutti costituiti da varie tipologie di stoffe nere. Il Libro del Sarto, un repertorio di modelli raccolto da un sarto milanese nella seconda metà del Cinquecento, illustra in modo efficace l’uso del nero nella moda del tempo. In alcuni di questi ritratti compaiono delle imprese: motti e iscrizioni che si combinano con degli oggetti simbolici per restituire al gesto esibito dal ritrattato un significato allegorico.
COSA: MORONI (1521-1580). IL RITRATTO DEL SUO TEMPO
Mostra a cura di Simone Facchinetti e Arturo Galansino
DOVE: Gallerie d’Italia – Milano, Museo Intesa Sanpaolo, piazza della Scala 6
QUANDO: Dal 06 dicembre 2023 al 01 aprile 2024. Orari: martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica: aperto dalle 9.30 alle 9.30; giovedì: aperto dalle 9.30 alle 22.30; lunedì: chiuso; ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.
COME:
I contenuti della mostra potranno essere fruiti attraverso l’App Gallerie d’Italia, inquadrando i QR Code presenti lungo il percorso di visita. Tariffe: intero 10€, ridotto 8€, ingresso gratuito per convenzionati, scuole, minori di 18 anni, ridotto speciale 5€ per under 26 e clienti del Gruppo Intesa Sanpaolo Informazioni e prenotazioni:http://www.gallerieditalia.com, [email protected], Numero Verde 800.167619
Il catalogo della mostra è realizzato da Edizioni Gallerie d’Italia | Skira.
Dalla stessa edizione è inoltre disponibile il volume per bambini “Giambattista Moroni e il mistero del ritratto perfetto. Storia illustrata e un po' inventata di un pittore coi baffi e persino la coda”.
Osserva bene le linee dello schienale… riconosci quelle silhouettes? ‘Masters’ sta per ‘Maestri’ ed è un esplicito omaggio a tre sedie-simbolo del design contemporaneo.
Starck e Quitllet celebrano tre icone firmate da Arne Jacobsen, Eero Saarinen e Charles e Ray Eames: nello schienale si ‘leggono’ i profili delle tre sedie, che si sovrappongono in un intreccio di linee perfette che dona alla seduta un’estetica futuristica.
Al centro c’è la sagoma dello schienale della Eiffel Chair degli Eames, le ‘orecchie’ sono quelle della Serie 7 di Jacobsen e i braccioli vengono dalla poltroncina Tulip di Saarinen. Kartell, fin dalla fondazione (1949) ha legato la sua produzione alla praticità e alle materie plastiche. Fu il suo fondatore, Giulio Castelli, ingegnere chimico e allievo di Giulio Natta (premio Nobel per le sue scoperte nel campo dei polimeri) a immaginare un nuovo modo per impiegarle, unendo tecnologia e design.
Oggi l’attenzione alla sostenibilità da parte dell’azienda ha portato alla realizzazione e all’uso, per alcuni prodotti, di ‘Bio’, biopolimero composto da materie prime derivate da fonti rinnovabili.
Non siamo nati oggi. Abbiamo avuto dei grandi predecessori. Masters evoca il ricordo delle linee di tre grandi maestri e di tre grandi capolavori. [Philippe Starck]
Designer: Philippe Starck (Parigi, 1949) con Eugeni Quitllet (Ibiza, 1972)
kartell.com: € 529 per la Metal (oro, in foto, rame, titanio e cromato), € 237 per la Soft Touch; cm 53,5x55x83h
Progettata nel: 2010
Idea: sintetizzare le tre sedie più iconiche del design contemporaneo, la ’Serie 7’ di Arne Jacobsen, la ‘Tulip Armchair’ di Eero Saarinen e la ‘Eiffel Chair’ di Charles e Ray Eames.
Materiali: tecnopolimero termoplastico riciclato con carica minerale, trattamento soft touch o metallizzato
Segni particolari: molto comoda, impilabile e leggera (pesa solo 4kg), è adatta sia in interni sia all’esterno
Varianti: esiste anche la versione sgabello (in due altezze) in cui le gambe si allungano, la seduta diventa più contenuta ma la struttura mantiene il medesimo segno grafico
Riconoscimenti. La sedia Masters ha vinto il Good Design Award 2010 e il Red Dot Design Award 2013
Tanti colori... La serie Masters è disponibile in una vasta gamma cromatica: la finitura ‘soft touch’ comprende 6 colori, dal bianco al nero passando per grigio, verde salvia, senape e ruggine. La versione metallizzata è proposta in oro, rame, titanio e cromato.
Il graduale passaggio dall’elettricità ottenuta dai combustili fossili verso un più frequente impiego delle fonti di energia rinnovabile è ormai un processo avviato e inevitabile. Che cosa comporta e quali vantaggi porterà l’elettrificazione ai consumatori? Te lo spieghiamo in questa guida.
L’elettrificazione è un processo globale già in atto che costituisce, accanto alle fonti di energia rinnovabile, il secondo pilastro di una transizione energetica giusta e inclusiva. Il processo è sostenuto da industrie, associazioni di categoria e istituzioni per la tutela del clima e tocca ciascuno di noi. Vale la pena, quindi, approfondire l’argomento, per capire cos’è e quali sono i passaggi necessari per metterla in atto, dall’incremento delle fonti di energia rinnovabile, al potenziamento delle reti, alle iniziative per semplificare la vita agli utenti finali.
Che cos’è l’elettrificazione
Per elettrificazione si intende il progressivo impiego dell'elettricità da fonti rinnovabili per tutte quelle attività finora alimentate soprattutto dai combustibili fossili: riscaldamento e raffreddamento, processi industriali, mobilità pubblica e privata.
Quali sono i vantaggi dell’elettrificazione
Il vantaggio fondamentale riguarda la salute: città meno inquinate implicano infatti una minore incidenza delle malattie. L’elettrificazione è inoltre uno strumento indispensabile per contrastare il riscaldamento globale e salvaguardare la vita delle generazioni future. È anche decisiva sotto l’aspetto economico: per i consumatori comporta risparmi in bolletta; per i fornitori, maggiore efficienza e riduzioni degli sprechi; per il tessuto produttivo nazionale, creazione di grandi margini di crescita per le filiere locali.
L’elettrificazione nelle case
I vantaggi dell’elettrificazione sono evidenti soprattutto nelle nostre case, come dimostra uno studio di Agici, realizzato per Enel, dedicato proprio ai benefici dell’elettrificazione degli impianti domestici per il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria. La ricerca sviluppa un’analisi dei benefici ambientali, economici e sociali e del loro bilancio rispetto ai costi. Sostituendo il 60% degli impianti di riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria più inefficienti con sistemi a pompa di calore, si potrebbe generare un beneficio netto economico, ambientale e sociale, compreso tra 95 miliardi di euro in assenza di ulteriori investimenti sulle rinnovabili, e fino a 222 miliardi nel caso in cui le pompe di calore fossero completamente alimentate con fonti rinnovabili. Questo si traduce in un risparmio di gas compreso tra i 5,6 e gli 8,9 miliardi di metri cubi all'anno (tra -18% e - 28% del totale dei consumi di gas residenziali, pari al consumo di 4,3-6,8 milioni di famiglie), e a un risparmio netto di emissioni di CO2 compreso tra 18 e 28 milioni di tonnellate all'anno (fino al 7% del totale delle emissioni dell'economia italiana).
L’elettrificazione nei processi industriali
L’elettrificazione dei processi industriali è anche un’occasione unica per le aziende che potranno rendere più sostenibile il proprio business e svilupparlo in un’economia decarbonizzata, elettrificata e digitalizzata. In questo modo le industrie non solo saranno una componente attiva della lotta ai cambiamenti climatici, ma innescheranno processi di innovazione capaci di garantire loro anche una proficua crescita economica sul lungo periodo. I benefici infatti riguardano tanto la sostenibilità e la tutela dell’ambiente, quanto il miglioramento della qualità dei prodotti e la riduzione dei costi di produzione. Se comparata con un processo a combustione, l’energia elettrica è infatti molto semplice da controllare e regolare, grazie a tecnologie che permettono di migliorare la qualità dei processi industriali e quindi del prodotto finito.
L’elettrificazione nella mobilità
Le auto elettriche hanno un’efficienza fra tre e cinque volte superiore rispetto a quelle con motore termico. In Italia il parco dei veicoli elettrici è costantemente in crescita, e si prevede che entro il 2050 raggiungerà l’83% del totale. Anche perché la tecnologia sta man mano rimuovendo gli ostacoli che ancora frenavano la diffusione delle vendite: il costo di una vettura elettrica è competitivo con quello di un modello a combustione interna, l’autonomia delle batterie aumenta di anno in anno e così pure la velocità di ricarica. Infine, la capillarità delle infrastrutture di ricarica è ormai tale da garantire ai guidatori la sicurezza di non rimanere a secco.
Elettrificazione e fonti rinnovabili
L’elettrificazione deve andare di pari passo con un impiego sempre maggiore di elettricità da fonti di energia rinnovabili: sole, vento, acqua, calore della terra, ovvero risorse naturali inesauribili in grado di produrre energia elettrica nel rispetto del Pianeta. Le fonti rinnovabili, oltre a permettere l’affrancamento progressivo dalle fonti fossili e maggiore indipendenza in tema di approvvigionamenti di energia, garantiscono: più efficienza energetica e meno sprechi; convenienza economica soprattutto nel medio e lungo periodo; risparmio in bolletta per il consumatore finale. A fine giugno 2023 il MASE (Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica) ha inviato a Bruxelles una proposta di aggiornamento del PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima), ovvero lo strumento con cui ogni Stato Membro dell’Unione europea indica le misure per raggiungere gli obiettivi al 2030 legati alle politiche energetiche e di mitigazione. Il Piano - la cui approvazione definitiva è prevista entro giugno del 2024 – ha fatto salire l’obiettivo complessivo di copertura di consumi energetici da fonti rinnovabili al 2030 al 40,5%, 10,5 punti percentuali in più rispetto alla vecchia versione. Un obiettivo ambizioso, ma realistico.
I nuovi obiettivi obbligano a investimenti sulle reti elettriche
Il recente report dell’Agenzia Internazionale dell’Energia “Electricity Grids and secure energy transition” sottolinea che per centrare gli obiettivi ambiziosi che ci siamo dati in chiave di decarbonizzazione è necessario accelerare sugli investimenti annuali nelle reti a livello globale. Assieme all’urgenza di nuovi e più massicci investimenti emerge anche l’esigenza di accelerare le procedure di autorizzazione e di snellire l’esame delle richieste di allaccio alla rete di alta tensione di nuovi impianti di generazione da fonte rinnovabile. Devono anche essere accorciati i tempi complessivi per realizzare le infrastrutture di rete, che ora in Europa vengono portate a termine con tempi che a volte richiedono anche dai 5 ai 15 anni. Secondo il Rapporto, in definitiva, serve rinforzare le interconnessioni di rete sia all’interno dei confini nazionali sia tra Paesi diversi e procedere verso una sempre maggior digitalizzazione dell’infrastruttura, così da renderla ancora più flessibile e pronta ad accogliere flussi in crescita di nuova energia da fonte rinnovabile.
L’importanza delle reti intelligenti
Implementare le smart grids, o reti intelligenti, significa rendere più efficiente la distribuzione dell'energia elettrica in un modello produttivo fortemente decentralizzato rispetto a quello cui siamo stati abituati, in cui poche grandi centrali producevano energia. Ci sono alcuni elementi fondamentali quando si parla di miglioramento, innovazione ed efficientamento dell’infrastruttura. Uno è certamente la hosting capacity, cioè la capacità della rete di accogliere energia da fonte rinnovabile da sempre più impianti, pensiamo che oggi sul territorio italiano ci sono 1,4 milioni di prosumer (cioè contemporaneamente produttori e consumatori di energia).
La centralità dei clienti
Tra il 2024 e il 2026, Enel ha pianificato investimenti totali lordi pari a circa 35,8 miliardi di euro: oltre a 18,6 miliardi di euro nelle reti elettriche (miglioramento di qualità, resilienza, digitalizzazione e nuove connessioni) e 12,1 miliardi di euro circa nelle Rinnovabili (eolico onshore, solare e batterie di accumulo, repowering). Ma anche il segmento Clienti risulta centrale: il Gruppo ha pianificato nel triennio investimenti lordi pari a circa 3 miliardi, introducendo la novità delle offerte ‘multi-play bundled’. In pratica all’offerta principale (energia) verranno agganciati servizi aggiuntivi (gas, fibra ecc.) in partnership con altre aziende. Si tratta sostanzialmente di un portafoglio di soluzioni energetiche per la casa, i cui vantaggi, oltre che dalle offerte disponibili (energia, soluzioni per mobilità elettrica, efficienza energetica e fibra ultraveloce), derivano anche e soprattutto dal fatto di poter contare su un unico partner affidabile, per semplificare la vita dei clienti in un mercato sempre più complesso.
Il ruolo dei prosumer (produttori e consumatori) nel processo di elettrificazione
Ciascuno di noi può diventare protagonista del proprio futuro energetico, realizzando la transizione verso un mondo elettrificato nelle proprie case, aziende, comunità. In Italia ci sono già 1,4 milioni di prosumer, ovvero produttori e allo stesso tempo consumatori di energia da fonti rinnovabili. Un numero destinato a crescere rapidamente.
Nel percorso di transizione energetica e di elettrificazione (cioè il progressivo impiego di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili per tutte quelle attività finora alimentate soprattutto dai combustibili fossili), giocano un ruolo cruciale i cosiddetti prosumer, che in Italia sono già 1,4 milioni. Chi sono e perché sono importanti? Vediamolo nel dettaglio.
Chi sono e cosa fanno i prosumer
Prosumer è un neologismo inglese nato dalla fusione di producer e consumer inventato dal futurologo americano Albin Toffler nel 1980. Significa essere allo stesso tempo produttore e consumatore di energia, due ruoli tradizionalmente separati ma che nel nuovo scenario dell’elettrificazione non lo sono più. Sono quindi prosumer tutti quei cittadini e quelle aziende che scelgono di installare un impianto che conta su fonti rinnovabili per produrre energia elettrica per le proprie esigenze e non solo: quella in eccesso è infatti reimmessa sulla rete di distribuzione affinché sia a disposizione di altri utenti. Cittadini che possono riunirsi in comunità energetiche, composte da associazioni di famiglie, aziende, pubbliche amministrazioni che contribuiscono insieme all’installazione e all’utilizzo di impianti rinnovabili, condividendo l’energia prodotta attraverso la rete di distribuzione. Il prosumer quindi usa un impianto di piccole dimensioni per produrre energia da fonti potenzialmente inesauribili come la luce del Sole (ad esempio i pannelli fotovoltaici sul tetto) o il vento che soffia (il mini-eolico).
L’energia autoprodotta non deriva solo da fotovoltaico
Questa varietà di fonti è importante. Spesso c’è la falsa credenza che i prosumer utilizzino solo gli impianti fotovoltaici: invece ci sono anche possibilità come il mini-eolico, stazioni di ricarica domestica per ricaricare un’auto elettrica o qualsiasi altro modo per contribuire a generare (e usare) energia green. L’energia prodotta, come detto, può essere auto-consumata da chi l’ha prodotta oppure immessa nella rete nazionale e utilizzata da altre persone. Un meccanismo supportato anche da incentivi economici, decisi dai vari Paesi per rendere le persone sempre più protagoniste e per decentralizzare la produzione di energia, distribuendola sul territorio. È anche il modo in cui ciascuno di noi può capire meglio quanto è importante usare bene l’energia, con meno sprechi e rispettando l’ambiente. E c’è anche un vantaggio personale: risparmiando energia si hanno anche bollette più basse.
Un nuovo modello di rete
Il nuovo modo di generare elettricità richiede di superare il modello di rete centralizzato a cui siamo stati abituati finora, che vede l’energia partire dalle centrali, transitare sulle reti di trasmissione ad alta tensione e infine su quelle di distribuzione che la portano fino alle singole abitazioni. Nell’era dei prosumer, l’energia entra direttamente nella rete di distribuzione, può viaggiare in entrambe le direzioni (verso le reti di trasmissione o verso le utenze), con grandi variazioni (da una stagione all’altra, da un giorno all’altro, da un’ora alla successiva) di domanda e offerta. La percentuale di energia immessa direttamente nelle reti di distribuzione, secondo gli analisti di BloombergNEF, raggiungerà il 50% già entro il 2034. Elemento fondamentale è la hosting capacity, cioè la capacità della rete di accogliere energia da fonte rinnovabile da sempre più impianti.
L’importanza della digitalizzazione
È la digitalizzazione il fattore che permette alla rete di gestire flussi bidirezionali, adeguarsi in tempo reale tanto alla produzione di energia da fonti rinnovabili quanto alle oscillazioni della domanda, e garantire costantemente l’equilibrio energetico. Questa capacità avanzata di gestione permette anche lo sviluppo di nuovi modelli di business per i singoli prosumer, creando ulteriori incentivi all’installazione di rinnovabili o di sistemi di accumulo. In questo contesto le logiche dell’economia circolare, estendendo al massimo il ciclo di vita dei componenti, li reinserisce nella catena del valore dove possibile, riciclando le materie prime. Risulta necessario estendere l’accesso alle reti del futuro anche alle aree urbane ed extra urbane che al momento ne sono escluse, in modo che le opportunità offerte dalla transizione energetica non lascino nessuno indietro.
Le nuove tecnologie al servizio del cliente e della sicurezza
Anticipare le esigenze di elettrificazione delle società moderne significa sfruttare gli sviluppi tecnologici innovativi per soddisfarle, e aprire nuove opportunità in termini di modelli di business innovativi mettendo al centro il cliente e la sicurezza di comunità, operatori ed ecosistemi naturali a contatto con l’infrastruttura. L’obiettivo è fornire un servizio di distribuzione elettrica basato su una infrastruttura resiliente, sostenibile, e interattiva. In questo senso possono essere decisive nuove tecnologie come il Quantum Computing per migliorare la pianificazione e l’esecuzione delle attività in campo. La digitalizzazione delle cabine secondarie ottimizza la pianificazione della rete, rende i lavori più efficienti e incrementa la sicurezza sul lavoro, rendendola più agevole e misurabile, soprattutto in chiave preventiva.
L’efficienza energetica passa anche attraverso i nuovi smart meter, i contatori intelligenti
La versione 2.0 degli Smart Meter si chiama Open Meter ed è un contatore intelligente di seconda generazione, 100% in plastica riciclata, che fornisce ai clienti informazioni sui propri dati di consumo più dettagliate, tempestive e di facile accesso. La consapevolezza sulle abitudini di utilizzo energetico, in questo modo, cresce e spinge ad adottare comportamenti più efficienti e sostenibili. E non è l’unico vantaggio!
A giugno 2023 Gruppo Enel ha installato il suo 30 milionesimo Open Meter e la fase massiva di installazione di questi contatori intelligenti di seconda generazione sarà completata nel 2024 raggiungendo tutti i comuni serviti dal Gruppo. 30 milioni è una nuova e importante pietra miliare nel percorso verso l’efficienza energetica. Ma vediamo perché.
Tutti i vantaggi dei contatori Open Meter
I nuovi contatori intelligenti non misurano soltanto i consumi di energia: Open Meter, distribuito a partire dal 2017, è anche uno strumento che rende più sostenibile il consumo di energia, permettendo di bilanciare la curva della domanda-offerta di energia elettrica, e rappresenta uno degli elementi chiave su cui costruire vere e proprie smart city, le città intelligenti e circolari. Innanzitutto Open Meter consente ai clienti di accedere più facilmente ai propri dati di consumo, accrescendo così la consapevolezza sulle abitudini di utilizzo energetico per adottare comportamenti più efficienti e sostenibili. Inoltre, abilita tariffe personalizzate che si adattano meglio alle abitudini di consumo, con prezzi dinamici e altamente flessibili. Attraverso una nuova tecnologia chiamata “Chain 2”, permette di integrarsi con i sistemi per gestire elettrodomestici, caldaie, condizionatori e luci, e pianificarne l’accensione e lo spegnimento in modo intelligente. Infine, questo dispositivo facilita il monitoraggio in tempo reale dell’energia auto-prodotta attraverso i propri impianti di generazione distribuita, come il fotovoltaico, e apre le abitazioni ai servizi necessari per l’utilizzo delle auto elettriche.
Perché Open Meter è un contatore sostenibile
Open Meter non solo rappresenta un grande passo in avanti nell'ambito dell'efficienza energetica, ma anche nella sostenibilità. È infatti classificat come "100% Green", in quanto composto interamente da plastiche riciclate, provenienti dai contatori intelligenti sostituiti (si parla infatti di Circular Smart Meter).
La scelta di rivedere in chiave circolare la catena del valore dello smart meter, dalla fase di progettazione al fine vita, è stata possibile grazie all’adozione da parte del Gruppo Enel di soluzioni innovative destinate proprio a minimizzare l’impatto sull’ambiente, a limitare l’utilizzo di materiale vergine e la produzione di rifiuti e massimizzare invece i benefici socio-economici a livello locale. Ciascun Circular Smart Meter consente un risparmio di 7Kg di CO2 nel corso della sua vita utile (pari a 15 anni) e 1,1 kg di materiale vergine, oltre ad attivare una filiera locale di produzione di materia prima “seconda”. I benefici ambientali legati alla produzione del nuovo Open Meter con plastica rigenerata sono stati misurati con il metodo del Life Cycle Assessment, riconosciuto in ambito scientifico a livello internazionale. Ed è anche grazie al contributo del Circular Smart Meter che Enel è stata riconfermata nei principali indici sulla sostenibilità delle aziende, come la FTSE4Good Index Series, che classifica le migliori imprese al mondo in termini di pratiche e trasparenza a livello ambientale, sociale e di governance (ESG).
Fotografi, artisti, illustratori, typo designer: i loro lavori ispirano e fanno pensare. Questo mese il tema è... 'matrice'!
La varietà dei significati di questa parola prende le mosse dall’immagine della madre: utero, organismo e ordine generatore, simbolo e segno della generazione e della riproduzione.
Javier de Riba. Partendo da un modello e ripetendone il modulo, crea una pavimentazione colorata e originale riqualificando una strada pubblica. Qui un esempio di ‘Floors’ durante uno dei suoi laboratori artistici nei Paesi Baschi.
Michael Mapes. Con la sua “Anatomia di una Musa” qui nelle vesti di Clelia Farnese, decostruita meticolosamente attraverso centinaia di fotografie sezionate, materiali e persino scoperte biologiche, crea una sorta di ‘DNA biografico’.
Jonas Frei. Naturalista, architetto di paesaggio e autore di libri. Ama il tema della biodiversità, e ce lo rappresenta in modo esteticamente gradevole. Nella gallery: varietà di fagioli del genere Phaseolus.
La colazione del 25. Soprattutto se ci sono bambini per casa, la colazione di Natale deve essere super magica! Non dimenticare bacche rosse, fiori e tanto colore sul tavolo!
Carlotta Oddone progetta interni dove l’essenziale è ciò che non si vede: pazienza, cura, anima. La sua guida per costruire uno stile unico è fatta di parole. Astratte, ma concretissime... Questo mese la parola di stile è: magia
Natale uguale Magia... rimane vero per (quasi) tutti, anche quando abbiamo preoccupazioni e intorno a noi ci sono guerre e orrori. Ci sono tante buone ragioni per festeggiare il Natale, spirituali, tradizionali, o anche solo perché è un momento prezioso: ci ricorda di gioire delle piccole cose e della presenza delle persone che amiamo. Quindi sì, Natale continua a essere il momento per eccellenza in cui desideriamo creare intorno a noi un po’ di Magia. Ma come trasformare le nostre case e le nostre tavole e renderle più calde e accoglienti? Sappiamo bene che un giro dal parrucchiere, un vestito speciale e il trucco possano cambiare completamente il nostro aspetto. Le case sono come noi, sono una nostra rappresentazione e se lo desideriamo possono cambiare abito e prepararsi a festa. Ecco alcune semplici tips.
Aumentare l’illuminazione con creatività: candele ovunque, corpi illuminanti a terra o sui mobili, luci accese (senza pensare alla bolletta, almeno in questo periodo).
Preparare il tavolo e farne un piccolo capolavoro. Esagerare un po’. Io in genere non seguo le indicazioni del bon ton, ma invento tavole scomposte con tovaglia, sottopiatto, piatto piano e piatto dolce, mettendo insieme pezzi diversi tra loro. E non dimentichiamo di decorare anche il tavolo della colazione della mattina del 25! Sistemare bacche e fiori rossi in tutti i vasi e composizioni di mele rosse sulle alzatine.
Divertirsi a fare tutto questo! Ma perché soltanto a Natale...?
Cose, persone, suggestioni, mode che verranno e intramontabili evergreen. Scovati in giro, intercettati su Instagram o surfando nello ‘sconfinato-mondo-dell’Internet’...
COLLAGE ANIMATI
Cosa succede a questi cavalli disegnati in patchwork se escono dalla loro dimensione ‘piatta’, si articolano con viti colorate e si issano su bastoncini di legno che li muovono al galoppo? @clareyoungs
BIRDWATCHING
Ma qui l’osservazione dell’uccellino si fa tra le mura di casa. Quando la qualità dell’aria è scarsa, Birdie® scenderà finché non aprirai le finestre e… lo riporterai in vita. In vendita su www.birdie.design
STANZE IN SCATOLA...
…e se poi la scatola ha le dimensioni di quelle da fiammiferi, il risultato è più che sorprendente. Antje Damm, mamma di 4 figlie, da architetto a scrittrice/illustratrice di libri per bambini, e con i suoi micro mondi. @antje.damm
MAGIC DANDELION
Tarassaco, dente di leone (o di cane), soffione… tanti nomi e mille proprietà medicinali. Chi non ha soffiato da bambino sulla sua corolla di steli evanescenti? Ora, in una sfera di resina, ci farà compagnia per la notte. AboutYouDesignCrafts su Etsy
VILLAGGI ILLUMINATI
Basta un semplice download e le sagome stilizzate delle eleganti casette americane inizi ’900, con dettagli Art Déco, diventeranno un luminoso insieme, ideale anche da centrotavola. Stampate, ritagliate e messe in forma, ci vorrà poi solo una candelina all’interno. PartyGraphix su Etsy
È tempo di cominciare a pensare alla tavola di Natale... Ecco 5 coppie speciali per aggiungere brio alla tua mise en place!
Con l'avvicinarsi della stagione natalizia, l'arte culinaria si veste di festa, unendo la tradizione dei piatti decorativi natalizi all'irresistibile profumo e sapore del panettone. In questo connubio magico, la tavola diventa un palcoscenico dove il gusto e l'estetica si fondono armoniosamente per creare un'esperienza gastronomica unica. In questo articolo, esploreremo il mondo incantevole di piatti decorativi ispirati al Natale, perfetti per accogliere il protagonista indiscusso delle festività: il panettone.
Ogni pezzo, come un'opera d'arte, contribuirà a trasformare la tavola in un capolavoro visivo e gustativo, regalando a famiglia e amici un'esperienza culinaria natalizia indimenticabile.