Un appartamento dallo stile eclettico che accosta sapientemente colori accesi, arredi vintage di design e ricordi di famiglia. Sfoglia la gallery per scoprire la scelta più coraggiosa... la trovi in cucina!
Una casa a Buenos Aires, Argentina, che sa di Parigi grazie a soffitti alti, stucchi, finiture in bronzo e pavimenti in legno posato a lisca di pesce.
L'appartamento si trova in un edificio neoclassico della Belle Epoque che è stato completamente rimodernato e ora è la casa dell'artista argentina Luisa Freixas che vive qui con la sua famiglia.
Il tratto distintivo è l'esplosiva palette di colori che nasce proprio dalla sensibilità artistica della padrona di casa fermamente convinta del potere dei colori.
Qui arte, libri e creatività pervadono lo spazio, ne diventano protagonisti, non solo decorazioni.
I colori accesi, diversi per ogni stanza, danno una sferzata di energia e rendono interessante ogni ambiente. La noia è bandita da questa casa grazie a scelte coraggiose e spesso inaspettate che hanno donato un tocco décor bilanciato e allegro.
In cucina il giallo sole è un'iniezione vitaminica che definisce lo spazio e avvolge arredi e superfici per un riuscitissimo color block. La cucina non è un ambiente separato, si affaccia su un salotto usato come sala giochi per i bambini che è caratterizzata dal colore azzurro. Il giallo della cucina definisce quindi anche uno spazio senza richiedere pareti o separazioni. Dal giallo infatti si passa all'azzurro cielo con pareti, librerie e divani a quadretti in tono.
I colori dell'appartamento si ispirano a quelli della casa dell'artista impressionista Claude Monet a Giverny, in Francia.
Il corridoio era un buio spazio di passaggio che è stato trasformato in una scenografia teatrale a sorpresa grazie al rosa intenso con cui è stato totalmente dipinto coinvolgendo anche soffitto, infissi e porte.
Per rendere più luminoso l'ingresso è stata abbattuta la parete di separazione con il soggiorno sostituendola con una libreriada pavimento a soffitto che lascia filtrare la luce garantendo comunque la privacy della stanza.
Il risultato è una casa super vitale e allegra, piena di quadri e ricordi di famiglia. Il segreto sta nel bilanciare le tinte shock con spazi in cui lo sguardo può riposare. Il soggiorno è l'unica stanza bianca, il colore viene portato da arredi, accessori e opere d'arte.
Anche nelle camere i colori sono più calmi e tranquilli.
Nella camera delle bambine è stato scelto un doppio colore che separa visivamente in due la stanza e ha messo d'accordo entrambe!
L'arredo eclettico è il risultato di un mix di mobili di famiglia e icone del design collezionate dai proprietari di casa nel corso degli anni.
Per lui ‘superficiale’ non ha un’accezione negativa, anzi... Ha concentrato gran parte del suo lavoro sul ‘surface design’ e ha anche inventato un nuovo materiale!
Nato a Rimini e trasferitosi oltre 30 anni fa a Milano per studiare al Politecnico, nella sua carriera Diego Grandi si è distinto, tra l’altro, per le sue doti di ‘surface designer’.
Quando nasce il suo interesse per le superfici e i materiali?
Nasce già con la mia laurea e con il progetto di tesi che comprendeva tra gli altri anche una collezione di “Tappeti Satellitari”, collezione che presentai successivamente al Salonesatellite del 2000. Ho sempre guardato alle arti visive per formazione, e la bidimensionalità riesce a comunicare e a esprimere non solo valori di tipo estetico ma anche a lanciare dei messaggi. In quel caso i “Tappeti Satellitari” riprendevano immagini all’infrarosso della crosta terrestre mettendo in evidenza fenomeni quali la desertificazione, l’urbanizzazione o la deforestazione.
Anche un suo recente progetto è una superficie: Mathera, candidata al Compasso d’Oro 2024. Cosa la caratterizza?
Mathera è una superficie di nuova generazione, prodotta da Saib Egger Group e realizzata con materie prime al 100% riciclate e riciclabili. È un pannello composto da un cuore di legno rigenerato e una superficie di pochi decimi di millimetri contenente polveri di pietra e quarzo, anch’essi riciclati, che restituiscono prestazioni elevate al materiale. Può essere utilizzato in vari ambiti legati all’interior design: ante, top cucina, tavoli, ecc. È stato presentato nel 2022 e si sta guadagnando l’attenzione di aziende che lo stanno introducendo all’interno dei propri cataloghi come alternativa sostenibile a prodotti tradizionali.
Il soffione doccia Closer, che richiama nella forma e nella modalità di utilizzo una lampada a braccio, è invece uno dei suoi progetti più noti. Come è nata quell'idea?
Deriva dall’osservazione di alcuni modelli di lampade, quelle a braccio appunto, e alla loro capacità di adattarsi all’interno di uno spazio circoscritto, portando luce in maniera flessibile ovunque e senza vincoli. Questa è stata l’occasione per una riflessione più ampia, spostando il focus all’interno dell’ambiente bagno e restituendo all’area doccia maggiore libertà e funzionalità.
La sua creatività è stata spesso stimolata dalla ceramica...
Penso da sempre che questo materiale possa esprimere a livello estetico e tecnologico delle potenzialità non del tutto esplorate. Ho quindi sviluppato un percorso di ricerca che mi ha portato a collaborare con aziende che condividevano questo punto di vista e che mi hanno permesso di sperimentare tecnologie innovative e modalità impiego inedite. La ceramica oggi è molto valorizzata ed è uscita da un recinto che ne aveva condizionato l’utilizzo soltanto in certi ambienti della casa.
Oggi abbiamo carte da parati che sembrano rivestimenti in ceramica, piastrelle che sembrano carte da parati, laminati e grès che imitano tutto... Il consumatore come può orientarsi? L'apparenza prevale sulla sostanza dei materiali?
Ho sempre pensato alla sincerità del materiale e alla capacità di comunicare se stesso mantenendo un legame con la materia di riferimento, che si tratti di ceramica, carta da parati, laminato o altro. È chiaro che le nuove tecnologie aprono la porta a nuove interpretazioni che, senza voler sviare, possono offrire delle opportunità a professionisti, aziende e consumatori non solo soltanto in termini estetici ma anche funzionali (vedi ad esempio la stampa digitale).
Parliamo di sostenibilità. Quanto è cambiato l'approccio a questo tema da parte delle aziende e dei progettisti, negli ultimi anni?
Per esperienza diretta, il tema sostenibilità sembra essere diventato imprescindibile da qualsiasi approccio progettuale sia da parte delle aziende che dei designer che vengono interpellati per condividere strategie e visioni a lungo termine. Il progetto si arricchisce di una dimensione fondamentale nella fase creativa, realizzativa e di promozione. La sostenibilità fa pertanto il suo ingresso nei processi gestionali delle imprese in un modo che fino a qualche tempo fa non era neppure immaginabile.
Finiamo con un gioco. Da buon romagnolo, ama cucinare. Quali designer del passato inviterebbe a cena?
Domanda impegnativa… Ho conosciuto diversi designer negli anni e ce ne sono alcuni che mi avrebbe fatto piacere incontrare. Il primo che mi viene in mente è Angelo Mangiarotti. Prepareremmo insieme i cappelletti disquisendo di consistenza ed elasticità della sfoglia e del giusto rapporto tra quantità di carni e formaggi nel ripieno. Poi, a Nanda Vigo probabilmente proporrei un aspic a sorpresa: una farcitura a strati utilizzando consistenze textures e colori, immancabilmente ricoperta da una gelatina trasparente. Infine, inviterei Antonia Campi e le proporrei un’intera cena a base di carciofi. In tutte le sue forme, declinazioni e cotture.
Per formazione, ho sempre guardato alle arti visive. Una superficie non riesce soltanto a esprimere valori di tipo estetico, lancia anche dei messaggi.
2000 - Tappeti satellitari [autoproduzione]
2003 - Superficie Racing [Abet Laminati]
2009 - Cuscino-sacco a pelo Monday’s [Skitsch]
2011 - Carta da parati Iride [Jannelli&Volpi]
2012 - Cabinet Rooms [Mogg]
2013 - Piastrelle Type 32 [Lea Ceramiche]
2014 - Soffione Closer [Zucchetti]
2015 - Lavabo Vertigo [Alfa Marmi]
2021 - Specchio Franky [Azzurra Ceramica]
2022 - Superficie Mathera [Saib Egger Group]
2023 - Lavabo Charlotte [Azzurra Ceramica]
Progetti futuri?
Per Azzurra Ceramica stiamo lavorando a un progetto che verrà presentato al prossimo Salone del Mobile e la collezione Mathera si arricchirà, sempre in occasione del Salone, di una nuova superficie.
la foto del mese èdiValeriaD’Agatae
delle sue ‘amiche in tournée’. Valeria lavora presso l’ufficio di Presidenza della Regione Liguria. Piatti e bicchieri [Maisons du Monde], brocca in ceramica [@lamaisondegenes], brocche con coperchio [La Porcellana Bianca], tovagliette [WMilano], sottobicchieri di @noccioletostate; ceramiche @hemera.laboratorioartigiano, @cer.amicheac, @ceramicarlat (le trovi tutte su Instagram).
Un gruppo di ‘CF lovers’ con la passione per la mise en place s’incontra in giro per l’Italia, tappa dopo tappa. Tante tavole da allestire, raccontare e vivere. Questa è nata a casa di Valeria, sotto gli ulivi della Liguria!
Appassionate di tavole chic e legate da una bella amicizia nata sui social di CasaFacile, ‘Le amiche in tournée’ (amano definirsi così) hanno iniziato a incontrarsi in giro per l’Italia: «Questa mise en place è stata realizzata nel mio giardino ligure, sotto i rami di ulivo. Hanno partecipato tutte le mie amiche... per questo la definirei una tavola in tournée!». Lei è Valeria D’Agatae insieme a @ziavirna, @susannagiacomini, @giudittastradesign, @raccontamiunatavola, @beatricesannino, @noccioletostate e @lacucinella ha pensato a un’apparecchiatura che sembrasse ‘strappata’ a un giardino in fiore.
I consigli di Valeria D'Agata
Idea floreale. Per mantenere la freschezza e il profumo dei fiori, taglio loro lo stelo e li adagio, insieme alle erbe aromatiche, dentro a ciotole di diverse misure, colme d’acqua, come vuole la tradizione di San Giovanni. Non soltanto la notte del 24 giugno...
Idea vegetale. Oltre ai fiori aggiungo la verdura o i sapori di stagione. In questo caso il richiamo è al Mediterraneo: cipolle di Tropea, capperi, aglio, olive e cetrioli. Sistemati all’interno del vassoio basso sono diventati un ulteriore decoro!
Ceramica bianca. Amo la ceramica, soprattutto quella bianca, prediligendo tutto ciò che esce dai piccoli laboratori artigianali. Ciotole di varie misure, piccoli elementi decorativi, piattini. Per rallegrare la composizione unisco dei pezzi color pastello.
Ceramica lavorata. Belle le ceramiche dipinte ma anche i soggetti a rilievo: apportano un ‘touch’ materico che fa subito natura.
Nei tipici caruggi genovesi, un'accogliente negozio è dedicato all’interior design.
Da Pattern - Home and crafts, a Genova (Vico dei Garibaldi, 14R) si possono trovare un’accurata selezione di mobili, luci e complementi d’arredo dal sapore vintagenordico ma anche tanti pezzi unici!
Carrello in legno color borgogna e cachi [Hübsch]
Lampada da soffitto in bambù [Madam Stoltz]
Poltrona in stile Déco rivestita con tessuto Bramble mineral/slate
di Morris & Co.
Decoro da parete mano di Fatima in ferro riciclato.
Fotografi, artisti, illustratori, typo designer: i loro lavori ispirano e fanno pensare. Questo mese il tema è... 'Sol Levante'!
Il sole che sorge, ma anche sinonimo di Oriente.
Katerina Shukshina ama giocare con le verdure per creare nuovi ‘abiti e accessori’ di uso comune. Qui ci sono le sue sneakers germogliate fatte intrecciando fiori di cipolla. Guarda caso la modesta cipolla è originaria dell’Asia ed è una coltura da rinnovo, apre la rotazione delle colture agricole.
Yumiko Higuchi, artista giapponese del ricamo di fama mondiale. Qui con il dragone ricamato ci riporta alla cultura cinese, il 2024 è infatti l’anno del Drago Verde (verde perché di legno) e rappresenta la rinascita e la crescita delle piante. ‘Il ricamo nella vita quotidiana’ è il suo nuovo libro dove ispirarsi in punta d’ago, all’arte e alla cura di una vita semplice.
Daisuke crea uno scrigno di sushi. Il suo lavoro è un sapiente mix di artigianato, creatività e pazienza. Con le sue eccezionali capacità trasforma ingredienti di tutti i giorni in opere ipnotizzanti.
Da collezione, un progetto degli Anni ’70 e in edizione limitata, la lampada Minos con paralume in ottone rivestito in lana e base in graniglia Un pezzo divertente e iconico che è anche una perfetta lampada della buonanotte! [Merve Kahraman, ø cm 28x44h]
Orsetti iconici. I fratelli Campana nei primi Anni 2000 cominciarono a proporre le loro poltrone Banquete, in edizione limitata. Se vuoi investire in un pezzo d’autore tieni d’occhio le case d’asta, altrimenti... recupera tanti peluche e realizza la tua!
Caldo abbraccio. Con tanto di orecchie, occhi e braccioli la bergère-orso morbidissima è ancora più cozy. Ha il poggiapiedi coordinato la poltrona Papa Bear [Pierre Yovanovitch, cm 93x83x105h]
Gli esperti spiegano questa tendenza parlando di ‘design regressivo’, un mix di nostalgie infantili e voglia di tenerezza.
C’è tutto questo e molto di più a giustificare l’esplosione di morbidezza che avvolge la casa, fatta di texture effetto fluffy, di divani e sedute cocoon, di pouf, tappeti, plaid e cuscini ‘polari’, di lampade pelose con le orecchie.
E se i tessuti e i rivestimenti ‘Teddy Bear’ sono diventati ormai un classico nella moda come nell’arredamento, gli esperti di interior collezionano solo orsi e orsetti d’autore!
Serra solare bioclimatica [KE], 1 Tappeto Bitte Jute Multicolore, in juta resistente. È adatto a essere inserito sotto a una pergola chiusa da vetrate [Rugvista, cm 250x350]. 2 Tavolo da esterno Yo! con piano in ceramica [cm 70x70x90h] e sgabelli Yo! [cm 50x54x98h] con seduta e schienale in cordino intrecciato [Connubia]. 3 Portavasi da giardino in polietilene blu [Deghi, ø cm 35x40-70-90h].
Ecco una soluzione per realizzare un 'giardino d'inverno' con la serra solare bioclimatica.
Cara CasaFacile, ho un bello spazio outdoor esposto a sud-est e mi piacerebbe realizzarci un ‘giardino d’inverno’ dove rilassarmi e coltivare piante, ma li trovo tutti in stile inglese. Ce ne sono con linee pulite e moderne?
Cara Carla, sì, esistono delle pergole tutto-vetro in stile contemporaneo la cui funzione è proprio quella di creare un luminoso giardino d’inverno da vivere in ogni stagione. Se addossate a una parete esposta a sud-est come la tua, fanno anche da serra solare bioclimatica (perfetta per le tue piante), una struttura che, captando l’energia solare, diviene un ‘serbatoio di calore’ da cedere agli interni.
l giardino d’inverno e serra solare bioclimatica KE Sunlight ha il tetto in vetro stratificato trasparente o bianco opaco da 12 mm, mentre i lati sono chiusi dal sistema di vetrate scorrevoli Line Glass [KE].
L’atmosfera si fa accogliente tra i mobili di modernariato e la boiserie dipinta che cinge tutto come un abbraccio: Ilaria, la padrona di casa, non se la sentiva di dipingere tutte le pareti di verde, per questo si è pensato a una fascia che si allinea al davanzale della finestra.
Appendiabiti Hang it all [Vitra], libreria realizzata su misura. tappeto [Benuta]. A parete, pittura Card Room Green N. 79 [Farrow&Ball], carta da parati Sweet Pea [Cole&Son].
Eliminato l’ingresso che prima faceva da filtro tra cucina e salotto, è emersa l’esigenza di non lasciare una zona centrale slegata dal resto. Per questo Costanza ha deciso di usare la carta da parati: come un ‘filo’ fiorito, è lei che tiene insieme la cucina, la porta d’ingresso e la porzione di salotto di fianco alla libreria.
Tavolo Caravela [Olaio], sedie vintage di Niels Otto Møller (Anni ’60), sideboard MB15 di Franco Albini per Poggi (1957). Lampada Tolomeo Mega Wall, design Michele De Lucchi [Artemide ].
Gli spazi del living sono abbastanza ristretti, quindi Costanza ha pensato di sfruttarli
con una grande libreria su misura che, oltre a contenere la tv, diventa seduta per la zona pranzo, armadio appendiabiti e panca per il lato ingresso: «La libreria è profonda 55 cm. La prima anta è adibita ai cappotti, la panca serve per sedersi e riporre le scarpe nel cestone sottostante. Nei vani aperti destinati ai libri è stato previsto un doppio fondo che riduce la profondità a 30 cm» spiega. Il riquadro della seduta è verde e diventa un punto d’attenzione.
«La cucina l’avevano già progettata quando ho preso l’incarico» racconta l’architetto Costanza Santovetti. La disposizione per me funzionava, solo che Ilaria aveva scelto delle finiture pesanti come il beige, una pietra sintetica... Lei è appassionata di carte inglesi e non andavano bene con quel concept. Quindi siamo partiti dalla wallpaper per arrivare a una cucina bianca con i piani in marmo di Carrara». Belle le lampade a parete!
Cucina [Molteni&C Dada Engineered],
carta da parati Sweet Pea [Cole&Son], colori murali Green Smoke [Farrow&Ball] e RAL 9001 per il bianco. Lampada vintage Lampara, in versione giallo [FontanaArte].
Nella camera da letto si è riportato lo stesso concetto della libreria: l’armadio a un certo punto si interrompe e diventa altro, in questo caso una zona lavoro con scrivania e cassetti. Si è creato, poi, un po’ di movimento grazie
a un paio di nicchie e a una carta da parati materica inserita nei riquadri aperti. Lampada Toio [Flos], armadio e letto su misura. Il colore a parete è Subtle Tundra [Sikkens].
Wallpaper Charlie [Boråstapeter], colore a parete Subtle Marble [Sikkens], mobili in midollino realizzati da un artigiano, sospensione [Il Paralume], tappeto [Benuta]. Armadio su misura.
Lo spazio è prezioso, specie negli appartamenti in città. L'idea per sfruttarlo al massimo? Disegnare arredi con più funzioni, come questa libreria che è anche panca e contenitore.
Siamo in zona Porta Venezia, a Milano, in un appartamento di 90 mq che è stato progettato da Costanza Santovetti, architetto e designer d’interni. È lei che ci racconta questo ultimo lavoro fatto per Ilaria, un’amica che ha conosciuto quando era a Londra e che vive qui con il marito, un figlio di un anno e mezzo e un’altra bimba in arrivo.
Le scelte fatte
Il progetto si avvale di diversi mobili ibridi che servono a più funzioni, come la libreria nel living che diventa anche panca e mobile da ingresso e gli armadi nelle camere.
Il tocco di stile
Nel periodo che ha trascorso a Londra, Ilaria ha imparato ad amare le carte da parati, così ha chiesto a Costanza di inserirle in un contesto che resta, di base, contemporaneo. A fare da eco, alcuni arredi vintage. Lo styling finale è a cura di Vanessa Pisk
Premio al colore. In questa casa che ha vinto il 1° premio, cioè il tavolino a 3 gambe Cumano giallo di Achille Castiglioni per Zanotta) ogni stanza ha un tema colore.
Ospitare in casa propria o in una arredata a questo scopo può essere una scelta felice non solo per il guadagno, ma per l’esperienza, che regala incontri con persone di tutto il mondo e il piacere di offrire e vedere apprezzati i propri spazi.
Per cominciare, però, bisogna affrontare la burocrazia: per pubblicare l’annuncio su Airbnb occorre avere un codice identificativo regionale e un sistema per la registrazione in Questura degli ospiti, serve che la casa abbia alcuni requisiti di sicurezza e uno stile adeguato.
Chi non se la sente di partire da solo, può rivolgersi a OspitaMI, l’associazione che dal 2017 accompagna gli host nelle pratiche per un’ospitalità responsabile.
«Gli ospiti hanno il diritto di soggiornare in case confortevoli e belle. Il design degli oggetti che ci circondano migliora la qualità della vita anche durante un soggiorno breve» dice il presidente Fabio Calarco.
Ecco perché OspitaMI, insieme alla Fondazione Castiglioni, promuove il ‘Premio Achille Castiglioni Design e Ospitalità’, di cui qui vedi le case premiate nella 2a edizione.
La prima l’abbiamo scelta perché interpreta al meglio il senso originario dell’home sharing: accogliere in una stanza della propria casa; la seconda perché offre uno stile caratteristico e begli oggetti di design che, come avrebbe detto Achille Castiglioni, “fanno compagnia”.
I manifesti sono due tra i 139 realizzati da altrettanti professionisti della grafica italiana di oggi in omaggio ai Maestri premiati con il Compasso d’Oro alla carriera, per la mostra dell’ADI Design Museum di Milano ‘Manifesto alla Carriera’ che si è tenuta nel 2021.
In cucina, usato per le pareti e per i mobili, ritroviamo uno dei blu delle ‘bolle’ in soggiorno. «L’effetto è quello
di una scatola – dice Nicoletta – in cui si viene assorbiti cucinando». Le luci sottopensile permettono di lavorare con agio, ma quando sono spente la cucina è una grande tela blu! L’illuminazione è stata studiata con cura in tutta
la casa: guarda il gioco di luci prodotto dall’applique a doppia sorgente! Offrire pezzi di design in un affitto breve è un gesto di grande cura per gli ospiti: come diceva Achille Castiglioni, “Gli oggetti devono fare compagnia”.
Applique Nautilus [Lodes], tavolo Super-circular di Piet Hein e Bruno Mathsson, sedie Serie 7 di Arne Jacobsen [Fritz Hansen], sospensione Frisbi, di Achille Castiglioni [Flos, ø cm 60x73h].
Letto Tadao, design Vico Magistretti per [Flou], mobile-scrittoio USM Häller [USM, cm 77,3x37,3x 109h] con sopra una lampada di [Elio Zema], oggi fuori produzione.
«In cerca di una divisione per la camera da letto che la separasse ma lasciasse passare la luce verso il corridoio, così da integrarlo al resto della casa, ho pensato a una porta scorrevole in legno a due ante sovrapponibili. È stata realizzata su misura – dice Nicoletta – e all’occorrenza può dividere o unire gli spazi». Sospensione Libellule [Forestier su
madeindesign.it, da ø cm 56x20h].
L’arredo della stanza è easy ma curato: accanto al letto a doghe spicca la presenza del mobile-scrittoio icona del design, scelto per le sue linee minimali
ma anche per la capacità contenitiva e per la ribalta che lo rende funzionale e salvaspazio.
La lunga mensola sulla destra del corridoio, che si ripete in salotto, permette di rendere il corridoio una zona da vivere e non soltanto di passaggio.
Il bagno è all’interno di un cubo ricavato proprio al centro dell’appartamento. È cieco, così per renderlo più luminoso le pareti sono state dipinte con uno smalto lucido bianco. Una tonalità antracite è invece stata scelta, a contrasto, per il pavimento (questo è l’unico ambiente in cui non si è posato il parquet) e l’interno della doccia.
Nicoletta offre ai suoi ospiti comfort, design, eleganza e alcuni tocchi decisamente Wow! Gli spazi sono sfruttati al meglio ma non 'affollati' di arredi, tutti da vivere!
Nicoletta l’amore per il design, le case e l’ospitalità ce l’ha nel Dna. «Con un padre ingegnere edile, una madre quasi architetto e una nonna albergatrice – esclama sorridendo – non poteva che essere così!». Per questo a un certo punto, condividendo questa passione con il suo compagno, ha accantonato la carriera nella finanza e ha deciso di diventare interior designer, all’inizio facendo esperienza con la ristrutturazione della propria casa, poi con quelle di amici, quindi con un primo appartamento dedicato allo ‘short stay’, infine con questo.
Le scelte fatte
La disposizione degli ambienti è stata rivoluzionata per avere un living più ampio e una camera da letto comoda, che faccia anche da zona studio.
Il tocco di stile
Sicuramente l’uso del colore, che detta il ritmo delle diverse zone degli ambienti. E la parete decorata da bolli.