Un giornale di arredo non è semplicemente un giornale, ma un luogo in cui riconoscersi... Ti aspettiamo in edicola dal 3 maggio 2024!
Di solito uso questo spazio per divagare sugli argomenti più svariati, convinta che parlare di noi (e viceversa). Ma questo mese voglio portarvi dentro alle pagine del giornale per svelarvi qualcosa che spero troverete utile.
Aggiungo a questo editoriale un titolo: “Ci avevi mai pensato?”. È quello che domando a voi ed è quello che ho domandato a me, quando ho ‘studiato’ le case che compongono questo numero (ne contiene 8!). Ognuna mi ha regalato soluzioni sorprendenti a cui non avevo pensato.
Tutto è cominciato con la casa di copertina, una mansarda a Parigi così minuscola che per ricavare la camera si è costruita una parete vetrata a ridosso del letto fino a farne una specie di alcova: la vetrata impedisce di sentirsi soffocati, la finestra sul tetto aggiunge poesia. Mi sono appuntata la soluzione perché è la prova che una camera in più è possibile anche in uno spazio grande quanto il letto!
Nell’appartamento di Avola, in Sicilia, la porta blindata è stata considerata come una geometria da integrare nella più ampia geometria delle armadiature in ingresso; risultato: la porta scompare e l’atrio è così pieno di mensole e vani (e in un punto di azzurro super!) da farmi pensare che è per pigrizia mentale che ci rassegniamo alla scarsa estetica di certi elementi strutturali e a ingressi poco curati (e qui ho ricordato che urge mettere mano al mio!).
Nella casa milanese, invece, ho trovato geniale il corridoio trasformato in una zona di servizio con due bagni, pensando ai suoi metri quadrati come a spazio da destinare a funzioni più utili del semplice passaggio.
Potrei continuare di casa in casa, ma la pagina è tiranna e quello che voglio dirvi è già tutto qui: spesso nelle case i vincoli strutturali sono molti meno di quelli che pone la nostra mente. il vincolo vero è il fare come si è sempre fatto, la nostra inerzia ideativa. il non averci pensato. Per questo cerco di portarvi dentro a case di altri Paesi a mettere il naso in progetti da cui possono scaturire spunti nuovi anche per noi. Penso sempre che i nostri amministratori dovrebbero fare lo stesso: viaggiare a caccia di idee efficaci per far funzionare le città... Da qualche parte qualcuno potrebbe averci già pensato!
Il modello Time [Arredo3] con maniglie a incasso Brera. Colonne separate in due blocchi distinti dalla boiserie LAB attrezzata. Isola con il piano snack ovale e il suo supporto Arco in impiallacciato lava e il top in ceramica Iris, dalla raffinata venatura visibile sullo spessore. Nelle colonne, le ante Time line.
Il primo prototipo di cucina da esterni [Arredo3] è dotato di lavello e piano cottura, con un fuoco a gas e una piastra per cucinare alla griglia, realizzati in acciaio inox.
Arredo3 compie 40 anni: una storia nel segno del design, della sostenibilità e di grandi “experience”. Un impegno costante per valorizzare la cucina come il cuore della casa in cui persone, colori, sapori e storie si incontrano e si combinano ogni giorno per mettere in scena qualcosa di straordinario: la vita.
Arredo3 progetta e produce oggi cucine moderne e in stile classico, realizzate in Italia con alti standard tecnologici e qualitativi, con un mix di design e sostenibilità. È nata nel 1984 dalla scommessa di tre giovani, pronti a cogliere un’occasione per loro imperdibile: puntare su una produzione industriale, curata e di qualità, e, al tempo stesso, vincere la sfida della personalizzazione.
Ci è voluto tempo, ma ci sono riusciti. La loro storia è contrassegnata da un crescendo di tecnologia con lo sviluppo di un notevole know-how tecnico, finiture sempre più raffinate, una spiccata attenzione nell’intercettare le richieste e le tendenze di mercato e nel trasformarle in proposte a catalogo. I risultati? Concreti: Arredo3 è infatti fra le prime aziende di settore per fatturato che offre cucine di design e made in Italy, in combinazioni sostenibili e uniche.
Fino a raggiungere quest’anno un prestigioso traguardo: 40 anni di attività. Un anniversario che celebra il costante impegno nella ricerca e lo spirito imprenditoriale fatto di lungimiranza e investimenti di successo che hanno portato l’azienda a essere una realtà solida, che conta oggi 350 dipendenti, esporta in 51 Paesi nel mondo e conta una rete di circa 2.500 punti vendita fra Italia ed estero e un ufficio dedicato al contract.
Arredo3: in occasione della Design Week lo showroom si trasforma in una galleria d'arte
Nel suo Store di Milano in via Solferino, Arredo3 ha accolto il pubblico con un progetto all’insegna dell’arte. Per una settimana, l’evento “LIFE IS ART – 40 Years of Kitchen Experience” ha trasformato lo showroom in una galleria d’arte, un palcoscenico animato dalle performance, presentate dal critico d’arte Luca Cantore D’Amore, di uno degli artisti pop più celebri del panorama internazionale: Gianpiero D’Alessandro, artista campano che vanta importanti collaborazioni con artisti, personaggi del jet set e brand internazionali come Justin Bieber, Cristiano Ronaldo, Snoop Dogg, Nike, Dolce e Gabbana e Netflix. È un’experience nella quale i valori Arredo3, ovvero rispetto, bellezza, operosità e sostenibilità, hanno preso vita in un concept che ne ha celebrato l’unicità, interpretando le creazioni del brand come un’arte fusa ogni giorno con la vita.
Nello Store Milano – Solferino, sempre in occasione della Milano Design Week, Arredo3 ha presentato innovativi progetti, eleganti e personalizzabili, frutto di una sempre maggior attenzione al rispetto per l’ambiente e ai dettagli.
Arredo3: la cura è tutta nei dettagli
L’eleganza delle linee più minimaliste viene proposta ora come decori essenziali: esempio sono le ante Time line che si caratterizzano per le due incisioni parallele e verticali fra le quali viene inserita la maniglia Brera.
Un'altra novità è rappresentata dalle forme sinuose, scelte per le collezioni di accessori esclusivi Arco e Tuttotondo. In dettaglio Arco, disegnata in esclusiva per Arredo3 dal designer Michele Marcon, propone il piano dalla forma ovale allungata oppure a goccia, il supporto per il piano, un parallelepipedo con teste stondate, e i fianchi delle basi e delle colonne, tutti con uno stile morbido grazie ai bordi raggiati.
Dalla lavorazione di un profilo di metallo a sezione tonda nasce Tuttotondo, collezione proposta in due finiture, nero e champagne, composta da piano snack tondo, squadrato o rettangolare in essenza lignea o tondo in gres; supporto in metallo con struttura a “T” o “H” per il piano snack; basamento per isole o madie; libreria da fissare a soffitto, a parete o freestanding, illuminata con Led integrati sui profili e completata con mensole a vassoio o con tondino anti-ribaltamento o da alcuni accessori in esclusiva per Arredo3, vale a dire mensole con le sponde stondate, mensole portabottiglie o ripiani in vetro fumé con bordo stondato; ponte elettrificato per attrezzare il piano di lavoro di un’isola con mensole, svariati accessori come portarotolo e portaspezie, luce integrata con comando touch e presa USB.
L’elemento di passaggio e unione fra strutture lineari e curve, è la maniglia Brera, con la sua sagoma pulita e rigorosa arricchita da angoli arrotondati, disegnata in esclusiva per Arredo3 dal designer Michele Marcon. Inserita nell’allestimento ecosostenibile Gaia, si sposa con i modelli Time, Asia e Kalì e può essere messa in posizione centrale o laterale sull’anta così da creare un decoro nell’accostamento di due ante. Disponibile in due dimensioni e in finitura bianco, nero o champagne.
Aura: il primo prototipo di cucina per esterni di Arredo3
Arredo3 presenta inoltre per la prima volta una cucina da esterni, un prototipo espressione del miglior percorso di sostenibilità aziendale. Aura è completamente realizzata in alluminio, materiale che può essere sempre rinnovato nel tempo e, proprio per favorire il riciclo, tutti i suoi moduli sono estremamente semplici da disassemblare.
Progettata per essere posizionata in terrazzo come nel sottoportico, è stata pensata in due moduli da 180 cm e 240 cm, con una profondità ampia di 70 cm per rendere molto pratico e gradevole il suo utilizzo. È dotata di lavello e piano cottura, con un fuoco a gas e una piastra per cucinare alla griglia, realizzati in acciaio inox. Sono disponibili in due dimensioni e due configurazioni, destra e sinistra, così da potersi adattare a tutte le esigenze. Le schiene hanno la predisposizione per gli attacchi di acqua e gas. Il top può essere scelto in diverse finiture di gres e acciaio inox.
RINNOVO FAI-DA-TE. Con il sistema inodore all’acqua Sottosopra Colore Per Interni basta un rullo per trasformare il vecchio pavimento in due facili step: prima si passa un fondo colorato che rinnova e fa da ancorante, poi si stende la finitura trasparente che ha la funzione di protettivo [Gapi Paints]
RELOOKING PROFESSIONALE. Unico sul mercato, il sistema Microresina Floor è un microfilm all’acqua colorato realizzato sovrapponendo 4 diversi strati funzionali e decorativi che, in soli 300 micron di spessore (cioè millesimi di millimetri), permettono di rivestire il vecchio pavimento con un film protettivo che colora le piastrelle e le fughe, senza nasconderle [Kerakoll]
Hai un pavimento in klinker e vorresti rinnovarlo? Scopri le soluzioni per rinnovare questo tipo di pavimenti, ottenendo un risultato esteticamente piacevole e duraturo.
Per riportare a nuovo un pavimento in klinker senza doverlo rimuovere e mantenendo la forma e la texture delle piastrelle, ti proponiamo due sistemi super collaudati multistrato per il relooking delle superfici, incluse grès e pietre naturali.
Se hai manualità, pazienza e tempo libero puoi intervenire tu stessa con il sistema di verniciatura pronto uso, altrimenti puoi ricorrere al sistema resinoso professionale, applicato da posatori qualificati in grado di garantire risultati a prova di difetti e di usura nel tempo.
Ho preso in affitto un appartamento in un condominio. Quali sono le spese comuni che mi spettano?
Lo abbiamo chiesto a Pietro Tasca, titolare di Amministrazioni Tasca: ecco la sua risposta.
In base all’articolo 63 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 917/1986, sono a carico dell’inquilino le spese relative alla manutenzione ordinaria degli impianti dell’ascensore e di video sorveglianza, dei citofoni e dell’antenna.
Ma anche la pulizia delle scale, l’illuminazione dei locali comuni, lo spurgo dei pozzi neri, le tasse per il passo carraio. E il 90% dei costi di portineria. L’inquilino le deve anticipare, può chiedere poi il rimborso al proprietario se tra i due c’è un accordo in tal senso.
Sono invece a carico del proprietario i costi assicurativi dello stabile, il compenso dell’amministratore, il 10% dei costi della portineria, le spese bancarie e le spese straordinarie, ossia quegli interventi di ristrutturazione o di manutenzione straordinaria che riguardano l’intero edificio (sostituzione del tetto, rifacimento delle facciate...). E l’installazione di nuove cassette postali, cartelli segnalatori, zerbini condominiali... Cioè tutte le spese per opere e servizi che durano nel tempo, anche al di là della presenza dell’inquilino.
Sempre più sacrificato nelle case di oggi per ragioni di spazio, l’ingresso in realtà è un angolo preziosissimo.
E se lo arredi con scelte estetiche ma funzionali, ti aiuterà a tenere ordine (e a non perdere chiavi, ombrelli, shopping bag...), a mantenere l’igiene (non dimenticare un posto dove toglierti le scarpe), a prepararti per uscire.
Se poi si tratta di un piccolo angolo integrato nella zona giorno, è ancora più importante scegliere gli arredi giusti per renderlo, oltre che pratico, anche bello.
Nell’ingresso, dietro a un divano, in camera da letto... stupiscono con le loro forme scolpite. Quelle che trovi qui, in metallo ma anche in legno o vetro, sono leggere, funzionali e creative. Ti basterà appoggiarci sopra un vaso, una lampada o un oggetto caro per creare micro installazioni domestiche.
Le console non sono solo elementi funzionali, ma vere e proprie opere d'arte che elevano l'estetica di qualsiasi ambiente. La loro versatilità permette di utilizzarle in molti spazi della casa, offrendo superfici utili senza appesantire l'ambiente. Le console in metallo cromato, in particolare, aggiungono un tocco di modernità e lucentezza, riflettendo la luce e ampliando visivamente lo spazio. Quelle in legno donano calore e un senso di accoglienza, mentre le versioni in vetro conferiscono leggerezza ed eleganza.
Posizionate in un ingresso, possono diventare il punto focale che accoglie con stile, mentre dietro a un divano o in camera da letto fungono da pratici e raffinati piani d'appoggio. Questi arredi multifunzionali sono la soluzione ideale per chi desidera combinare estetica e praticità, personalizzando ogni angolo della propria casa con oggetti e complementi di design.
Forme anti-tensione. La seduta larga 50 cm e profonda 55 è molto accogliente; il morbido schienale alto e i braccioli sagomati sostengono le spalle e gli avambracci alleviando le tensioni. Ispirata alle forme sinuose degli Anni ’50, Miss ha un’imbottitura generosa ed è rivestita in tessuto Bouclé rosso [Altavilla Italia, cm 70x90x90h]. Modello a totem per la libreria in acciaio B.Blos di Bruno Rainaldi [BBB, cm 49x35x192h]
Sostegno e relax corretti. Lo schienale e la seduta sono inclinati al punto giusto per assicurare una postura naturale e, anche grazie ai braccioli, sostenere il corpo permettendogli di rilassarsi. Scultorea, 637 Utrecht XL è resa comoda dalle imbottiture in poliuretano espanso e ovatta di poliestere [Cassina, cm 66x89x75h]. I vassoi in legno possono ruotare nella libreria Babel con struttura metallica [Dante Goods And Bads, ø cm 60x177h]
Seduta cocoon. Sagomato come un guscio, lo schienale avvolgente con altezza netta di 72 cm ingloba i braccioli e ‘abbraccia’ la seduta larga e profonda 47 cm, offrendo un sostegno ergonomico. Con base girevole, la poltrona Jupiter ha un cuscino di seduta in poliuretano espanso Bultex [Ligne Roset, cm 88x89x100h] Un sistema flessibile e in vari modelli per Eiffel, in alluminio verniciato [Hay, cm 50x50x110h]
Basso e morbidissimo. Alto solo 72,5 cm, ha una seduta profonda 53 cm e a 42 cm da terra adatta anche a chi è più minuto. L’imbottitura a tre strati lo rende comodo per tutti. Qui rivestito con tessuto blu Laila 05, il divano sfoderabile Onni è sorretto da una leggera struttura in metallo [Novamobili, cm 155x72,5x74,5h]. Ha diverse soluzioni e finiture la libreria modulare Level in legno e metallo [About Office, cm 225x47x143h]
Relax day&night. Basta una rotazione della seduta per trasformare il divano con cuscini profondi 58 cm in un comodo letto con materasso alto 17 cm, mantenendo i cuscini di seduta e schienale agganciati alla rete. Divano letto a 3 posti Rock, rivestito con tessuto Yucatan 47 [Vitarelax, cm 210x99/220x97h]. Schienale rivestito in ecopelle per la libreria Daen in frassino con piani in Mdf [Gervasoni, cm 101x42x182h]
Versatile e trasformabile. Sul divano basso e profondo 110 cm gli schienali movibili con base antiscivolo si spostano a piacere per creare sedute su misura. Se li togli, puoi usarlo come letto per un ospite. Sfoderabile, Plano ha 2 schienali e 4 cuscini imbottiti con misto piuma e fibra di poliestere [DondiSalotti, cm 240x110x43h]. Piani arrotondati e struttura in metallo con raffinati dettagli in ottone per lo scaffale modulare Boomerang [Casamilano, cm 200x45x200h].
Per rilassarsi alla grande. Con sedute larghe 81 o 101 cm e profonde 80 cm, il divano risulta comodo anche per le persone più alte e per chi si rilassa allungandosi o raggomitolandosi. Rievoca lo stile Anni ’70 il divano a moduli componibili Ginza, qui rivestito con tessuto Venice senape [Calligaris, cm 344x100/132x73h]. Edizione speciale Total Black per la libreria Metrica in tondino di metallo e cristallo [Mogg per Mohd, cm 78x25x190h]
Un invito al relax totale. Gli schienali e i braccioli sono reclinabili con un angolo di inclinazione fino a 30°. Così sulle ampie sedute larghe 85 o 95 cm e profonde 65 cm si può anche schiacciare un pisolino. In tessuto giallo sfoderabile, il divano Hab è per 4 persone, comode anche tra un cuscino e l’altro [Désirée, cm 335x95x89h]. I montanti verticali consentono un’installazione sia a parete sia a centro stanza per Wigmore Shelving System [De Padova, cm 155/250x36/40x100/280h il modulo]
Schienali sollevabili. La comodità della seduta la decidi tu sollevando o abbassando gli schienali: se li abbassi avrai la seduta di 56 cm e lo schienale di 72; se li sollevi la seduta arriva a 71 cm e gli schienali a 95 cm. Sofà 3 posti Masù, con dormeuse laterale [Egoitaliano, cm 308x97/157x72/95h]. Sistema componibile a cremagliera per Flexy Easy in metallo brunito e mensole ottanio [Zalf, cm 242x46x296h]
L’ultima tendenza per la zona lettura? Librerie nere e imbottiti nei colori primari in perfetto stile Bauhaus. E perché poltrone e divani siano comodi e su misura per te, ti spieghiamo quali profondità e altezza nette devono avere seduta e schienale. Vuoi metterli a centro stanza? Alti dividono, bassi fanno correre lo sguardo.
La poltrona da lettura deve sostenere il corpo senza farlo sprofondare né limitarne i movimenti. Considerando la propria corporatura e statura, è bene orientarsi su sedute larghe 45-65 cm (esclusi i braccioli) con profondità netta (misurata dallo schienale) di 45-65 cm e uno schienale imbottito con altezza di circa 55-75 cm dalla seduta.
Se hanno schienali bassi (a partire da 70 cm da terra) i divani compatti sono perfetti anche a centro stanza per dividere zone negli open space senza ostacolare le visuali. I più furbi? Hanno gli schienali movibili e si trasformano in letto.
I divani con sedute profonde più di 80 cm sono adatti alle persone più alte e a chi ama allungarsi. E gli schienali? Quelli alti rendono i sofà utili anche per dividere una stanza in due zone, quelli sollevabili modificano la profondità delle sedute.
Nate come sedute economiche – la paglia intrecciata era più conveniente del legno – queste sedie oggi vivono una nuova stagione, con impagliature sempre più confortevoli.
Dalla riedizione dell’iconica Carimate, disegnata nel ’59 da Vico Magistretti per il Golf Club dell’omonimo paese, si è sviluppata una rilettura del country style che riambienta le sedie impagliate in contesti eleganti (anche) di città.
Il ritorno delle sedie impagliate parla di un recupero della tradizione e di materiali naturali come legno e corda. [Francesca]
Volumi morbidi, forme arrotondate e rivestimento tessile per Jeff, il sistema modulare di Patrick Norguet [Pedrali, cm 150x100x78h]. Un gioco di ripetizioni e cromie nel quadro Nun [Evelina Kroon per Artillieret, cm 70x100]
Una tinta soft con cuscini extra per Impression sfoderabile e con seduta ergonomica [Prostoria, cm 190x90x70h]. Pennellate materiche su tela nel quadro danese dipinto a mano Scenario, con cornice in legno [Malerifabrikken su » westwing.it, cm 92x120]
Struttura in legno di faggio e pino scandinavo e cuscini sartoriali per Jenkins, con rivestimento personalizzabile [Marie’s Corner, cm 165x87x81h]. Tattile, dipinto in rilievo su tela, il quadro Relief Artwork [Kristina Dam, cm 30x90]
Con base in massello e rivestimento in tessuto o pelle Giò Day Bed [Ceccotti Collezioni, cm 209x80x70h]. In edizione limitata il quadro Green Shapes [Agave, cm 60x80]
Del 1960 il quadro a olio su tela Villa Borghese di Willem de Kooning [The Willem de Kooning Foundation, cm 203,2x177,8]. Con rivestimento in velluto e piedi sagomati, Lazare [La Redoute, cm 103x150x93h]
Personalizzabile nel rivestimento e nelle finiture, Key West [Capital, cm 150x73x79h]. Grafica la stampa digitale Oh Yes, con cornice [Any Image su westwing.it, cm 33x43]
Silhouette classica in velluto Georgetown [Marie’s Corner, cm 190x80x88h]. In composto cementizio i quadri della capsule collection Canal Grande, disegnata da Patricia Urquiola [Cimento®, da cm 5x7 a cm 86x83]
Nel ’700, sull’onda del gusto neoclassico prodotto dalla scoperta delle rovine di Pompei ed Ercolano, nasce la dormeuse, un arredo per il riposo diurno ispirato ai triclini di epoca romana.
Scomparsa dalle case negli ultimi decenni votati ad arredi meno ‘romantici’, la dormeuse di forma allungata, con una spalliera aperta e uno o più cuscini, torna con linee morbide o rigorose e minimali, ma con la vocazione di sempre: offrire momenti di ‘composto’ relax. Puoi inserirla in ambienti classici ma anche modernissimi: guarda come stanno bene queste dormeuse contemporanee abbinate ognuna a un quadro astratto!