Madia Float [Novamobili da Russo&DiMauro], centrotavola Triplex di Andrea Branciforti per [Orografie], quadro con la donna di Serafina Spinello, astratti di Innocenzo Carbone e Salvatore Zimone, lampada Taccia [Flos da Russo&DiMauro], piante [Alfò Fiori]. Alle pareti, colore Ursula’s Bikini e sulle porte Dutch Groove di [The Paint Makers Co.].
«I colori delle cementine in stile Liberty sono stati il ‘mastice’ decorativo che ha legato vecchio e nuovo: verdi in scala, azzurri, senape e grigi adesso li ritrovi in giro, a evidenziare la linea delle porte d’epoca e dei mobili su misura, e nella resina colata con un’unica gettata su cucina, tinello e bagno».
Vaso mano [Rituali Domestici], vasi miniatura [Rosenthal], tazzina [Alessi], tutto [da Russo&DiMauro]. Vasi Not Ordinary Brick in verde e rosso [Federica Bubani], cuscino Nazca [Fazzini], piastrella decorata a mano [Ninefifty], maschera in ceramica di animale [Ceramiche Artistiche Navanzino], colori [The Paint Makers Co.].
La parete è la stessa ma cambia totalmente la percezione: il comò è stato spostato in camera da letto (guardalo adesso a pagina 120) mentre i dipinti e le foto sono stati raggruppati in una nuova composizione sopra una madia che è più funzionale alla zona pranzo.
Il sofà è un modello che Francesca aveva comprato qualche anno prima, quindi
non desiderava né cambiarlo né rifoderarlo. Se il colore o il tessuto risultano un po’ pesanti, puoi provare ad alleggerirli con una composizione di cuscini che alterna diverse geometrie sui cotoni e i velluti. Questi hanno toni prevalentemente freddi, che abbassano la ‘temperatura’ calda del marrone.
Lampada a braccio Lampe de Marseille [Nemo Lighting] e tavolino Soda [Miniforms da Russo&DiMauro], tazzina [Alessi]; cuscini [Kirkby Design] e [Villa Nova], quelli con i cerchi Nazca [Fazzini]. Nella libreria, teste di moro Solimano e Roxelana d’India [Crita Ceramiche], piastrelle di ceramica di Caltagirone
[Ninefifty], vasetto Kuri Yo [Federica Bubani], vasetti in miniatura [Rosenthal da Russo&DiMauro], piante [Alfò Fiori], piatto Tema&Variazioni [Fornasetti].
Scrivania console Colas [La Redoute], lampada Oblique [Flos], orologio da tavolo Mini Puntero [Nomon da Russo&DiMauro], vasi delle coll. Marmi, Terra e Augusto [Federica Bubani], testa di moro pop [Folk Magda Masano]. Quadri di Innocenzo Carbone.
«Se, come qui, l’armadio
si sviluppa su una parete in cui c’è una porta, è interessante inglobarla come se facesse parte del progetto dell’armadio. Qui è stato fatto con il colore e usando il filo in alto della porta come riferimento per il disegno del guardaroba».
Armadio disegnato da Grazia Caruso di Atypique Design Studio e realizzato su misura da [Falegnameria Battiato Lorenzo], lampada [Jieldé], tappeto [Casa Amar], lampada Viscontea vintage [Flos]. Pitture: a parete, Scandi LightTM, sul mobile colore Elementary, My Dear WatsonTM, entrambe di [The Paint Makers Co.].
Un’altra armadiatura su misura, a tutta altezza,
è stata prevista nella rientranza dove c’era la seconda porta d’ingresso, quella che nelle case d’epoca creava un’entrata diretta nella zona di servizio. Francesca ha preferito eliminarla e creare
una grande dispensa, dipinta con uno smalto accordato al senape speziato delle pareti. Armadio dispensa disegnato dall’architetta Sandra Saviotto dello studio Work in Progress e realizzato da [Falegnameria Lorenzo Battiato]. Quadro Salvatore Zimone.
Il vano passavivande tra cucina e tinello acquista solidità con un telaio metallico su cui è stato fissato il banco snack. Caffettiera La Conica [Alessi da Russo&DiMauro], pentola Century [Pintinox], piatto con ciliegina Minnuzza di Sant’Agata [Folk Magda Masano]. Resina [Kerakoll]. colori a parete Scandi LightTM e Ambrosia GoldTM.
Il comò che prima stazionava nella camera da pranzo, in camera da letto trova una nuova ricollocazione: la sua altezza è stata il punto su cui regolare quella della boiserie dipinta alle spalle, così che otticamente potesse raccordare tutti gli elementi della stanza, inquadrando persino il letto alla francese che la proprietaria ha mantenuto senza testiera. Il punto di verde si ricollega a quello del mobile all’ingresso!
«La boiserie dipinta in colori medio-scuri influenza la percezione del volume degli arredi: se, come qui, di tratta di mobili scuri, il colore li ingentilisce; se sono mobili chiari appariranno più grandi di quanto siano in realtà».
Parure letto Bling [Fazzini], piumino e guanciali Perla [Cinelli Piume e Piumini]. Lampada in marmo verde Guatemala Emma Ta [Contardi da Russo&DiMauro], lampada rossa Bellhop [Flos]. Sul comò, vaso Coi baffi bianco [Crita Ceramiche]. Colori alle pareti Elementary, My Dear WatsonTM e Ursula’s BikiniTM [The Paint Makers Co.].
Il vecchio bagno pativa l’assenza di una grande doccia e di mobili contenitivi che non trovavano spazio per via del lavabo a colonna. Ora anche lo specchio ha un vano in più, assai utile per creme &Co.! Nel box doccia piastrelle Flauti [Ceramica Vogue].
A parete e a pavimenti, resina [Kerakoll], specchio Round Box [Ceramica Cielo], lampade Atil [Aromas del Campo]. Mobile bagno Hito color senape [Arblu], rubinetteria Via Manzoni [Gessi], box doccia Sirio [Arblu], sanitari Tesi [Ideal Standard], tutto da Lady Ceramica. Candela Cabana Candle – Vanilla e diffusore fragranze terracotta Feel [Federica Bubani]. Sul mobile, set di asciugamani Nettare [Fazzini].
Un appartamento in un palazzo di fine '800 viene... trasformato nel presente. Come? Ce lo racconta in prima persona Grazia, la stylist CF che ha guidato questa riuscitissima trasformazione.
Siamo nel centro storico di Avola, non lontano da Siracusa, al primo piano di un palazzotto di famiglia costruito tra il 1890 e il 1910. La proprietaria è Francesca, farmacista, che proprio tra le pagine di CasaFacile ha scoperto il servizio online di Atypique Design Studio e mi ha contattata per progettare un restyling a distanza che nella fase di ristrutturazione è stato seguito in loco dai collaboratori dello studio Work in Progress, le architette Sandra Saviotto ed Enrica Barone, e l’ingegnere Corrado Coffa. «Sono rimasta colpita dal fatto che, come me, Grazia amasse gli oggetti e i mobili vintage» dice Francesca. «Ne ho collezionati tanti nel tempo, ma volevo ottimizzare lo spazio». E non è facile ristrutturare una casa già piena, che sulla carta sembra non consentire molte possibilità di manovra...
Le scelte fatte
Francesca voleva anzitutto un ampio salotto, un nuovo bagno e un ingresso pratico: eliminata la suddivisione tra sala da pranzo e salotto, lo spazio è raddoppiato, quindi sono stati ridistribuiti i mobili potenziando gli spazi morti con pezzi disegnati su misura, polifunzionali.
Il tocco di stile
Per quel che riguarda il décor, il focus di partenza sono stati i due scenografici pavimenti in stile Liberty che hanno suggerito i colori e i nuovi materiali, come la resina e le piastrelle verde bottiglia del bagno. Intorno, i quadri d’autore e i pezzi d’artigianato collezionati da Francesca ritornano a splendere.
«La presenza di travi a vista e di graniglie a terra ci ha spinti a osare con il colore: alcune strutture e la scala sono in metallo tinto rosso come le gambe del tavolo da pranzo. A contrasto, gli altri arredi sono in tinte soft».
Il soppalco era già presente ma era addossato alla parete e raggiungibile attraverso una scala a pioli: praticamente non veniva mai utilizzato. Anche la mancanza di una finestra in falda lo rendeva
poco pratico e privo di una funzione utile.
Scala in lamiera metallica e balaustra del soppalco realizzate su disegno di Matca Studio [Enrico Pistoia]. Mobile tv in legno realizzato su disegno di Matca Studio da [Woodlab74].
Accanto al divano Monopoli di [Désirée] come il pouf giallo, tavolino Lövbacken [Ikea, cm 77x39x51h]; a parete applique IO blu a luce direzionabile ruotando il paralume in metallo [FontanaArte, ø cm 16,5x10,5].
Tavolo da lavoro con base in metallo tinto rosso e piano in legno acquistato da [Estremi Roma] con sedie Odger in plastica e legno, qui
in azzurro ma oggi disponibili soltanto in antracite, beige e rosso [Ikea].
Il soppalco in legno esistente era in ottimo stato ma in una posizione poco utile. Fissando dei nuovi profili in ferro a L (poi laccati in rosso come la ringhiera) alle pareti laterali a 245 cm d’altezza, struttura e assito sono stati letteralmente traslati di 60 cm verso il centro della stanza in modo da poter inserire nel nuovo spazio libero la scala sospesa, sempre in ferro rosso e con parapetto a tondini, disegnata da Matca Studio. Ora sopra
c’è una zona relax-lettura tutta nuova, tutta da sfruttare.
Divano componibile con pouf quadrati e cuscini simile a Madurai di [Maisons du Monde, cm 195x95x82h + cm 100x100x42h], sedia a dondolo Eames RE RAR [Vitra, cm 52x81x76h]. Finestra da tetto manuale con apertura a bilico Velux GGL in legno naturale con vetrata standard stratificata [Velux, cm 55x78].
Una vecchia scaffalatura, poco capiente, si trovava sulla parete opposta rispetto a quella sulla quale ora è stata posizionata una libreria visivamente leggera con montanti in metallo e ripiani in mdf, qui in finitura Black Jade. Oltre a essere molto spaziosa, riprende nella geometria e nel colore la greca delle cementine a pavimento e il disegno di parete e porta in ferro e vetro che dividono il living dalla cucina: anche questo accordo aiuta a creare una sensazione di ordine nell’ambiente.
Cucina modello K105 in laccato bianco e rovere [Zecchinon], sospensioni realizzate con elementi di [Creative Cables],
panca in legno realizzata su disegno di Matca Studio da [Woodlab74], tavolino bistrot In Between [&tradition,
ø cm 60x73h], libreria pensile Crossing [Kriptonite].
Soggiorno e cucina prima erano del tutto separati: così per portare in tavola i piatti era necessario passare dall’ingresso; in più i due locali godevano solo della luce che entrava dalle rispettive finestre. Adesso
gli ambienti sono comunicanti, si è mantenuta solo parte del vecchio tramezzo, che per metà diventa un muretto sormontato da una finestra e si conclude con una porta scorrevole in metallo e vetro.
Il soppalco è una grande risorsa se si crea un collegamento comodo con la stanza sotto e si ricava una finestra nel tetto. Scopri tutto in questo progetto dallo spirito informale!
A Roma dietro le Terme di Caracalla c’è il rione San Saba, degli Anni ’20 con palazzine di 3, 4 piani dai grandi cortili interni. È in uno di questi condomini che abita Denise, all’ultimo piano in un appartamento che in soggiorno gode di doppia altezza e ha bellissime travi a vista; c’è anche un soppalco che però è poco più di un magazzino, dato che vi si sale solo con una scala a pioli. Per non parlare della cucina lunga, stretta e separata da living: Denise vorrebbe creare uno spazio più accogliente e conviviale. Così si affida a Matca Studio – 17 Metri Quadri che riesce letteralmente a moltiplicare lo spazio, soprattutto nella zona giorno.
Le scelte fatte
«Per prima cosa abbiamo pensato di spostare il soppalco» dice l’architetto Tania Castagno. «Per renderlo facilmente accessibile è stato traslato di 60 cm verso il centro della stanza in modo da inserire lungo la parete una scala sospesa in metallo che abbiamo fatto realizzare su disegno. In più, chiesti i permessi, abbiamo aggiunto una finestra sul tetto per aumentare anche la luminosità». Tra ingresso, cucina e soggiorno sono state realizzate delle aperture rifinite in ferro e vetro: danno la sensazione che gli ambienti siano un open space pur rendendoli divisibili all’occorrenza.
Il tocco di stile
Le graniglie e le travi in legno originali sono esaltate da una palette di colori fatta da rosso, ottanio e bianco con punte di nero: tinte sempre attuali e qui perfette!
Gli arredi sono per la maggior parte pezzi di famiglia che si inseriscono in una cornice architettonica che ha stravolto il layout Anni ’60. La libreria invece è degli ex proprietari: l’hanno lasciata nella casa e Francesca l’ha prontamente recuperata.
«Non volevo una cucina completamente aperta ma neanche chiusa: così ho pensato a questa finestra passavivande che permette anche di chiacchierare quando
si sta insieme, tra una zona e l’altra» racconta Francesca. Sedie Cab 412 di Mario Bellini, vintage [Cassina], sospensione Straight [Linea Light]. Parquet [Almafloor], cucina su disegno [Mason’s], pavimento Molitor [DSG Ceramiche], lampade sospensione su disegno, a parete Newton [Egoluce].
La cucina, seminascosta da un setto esistente parzialmente aperto, porta luce indiretta al corridoio d’ingresso tramite un’ulteriore apertura con vetro fisso.
Francesca Diano ha avuto un’idea: «Il bordeaux sottolinea i tramezzi preesistenti, il bianco puro
i volumi nuovi, ribassati e centrali, che contengono le zone di servizio, tutti gli altri sono beige grigio». Anche le strutture portanti, ovvero travi e pilastri, sono state riportate a vista, e come il bordeaux sottolineano la riconoscibilità delle parti preesistenti.
Dal lato della sala, il volume di un’area operativa in Dekton si incastra nell’apertura, concepita come un vecchio passavivande che crea un dialogo tra la materia delle superfici e il colore.
Per portare luce al bagno cieco, si è creato un taglio vetrato a ‘elle’ che ricrea una bella geometria sul lato salotto. Divano e poltrone [Minotti], lampada da terra Triedro di Joe Colombo per [Stilnovo] tutti vintage.
I due bagni non finestrati ricevono la luce indiretta da tagli netti in vetro opalino.
Nel bagno che serve la camera padronale la forma stretta e lunga è stata ben sfruttata: agli estremi, wc e bidet a sinistra, vasca a destra. Il mobile è una madia etnica che arriva dallo Sri Lanka).
Nella parte dei sanitari, traccia una nicchia che valorizza un gruppo di quadri. Un faretto centrale illumina la zona. Sanitari Comoda e lavabo Elegance Soft [Azzurra Ceramica], rubinetteria Gun [Jacuzzi], rivestimento Lume [Marazzi], pavimento Molitor [DSG Ceramiche].
In questa visuale si leggono perfettamente tutti i nuovi volumi di bagni e disimpegni ricavati lungo l’ex corridoio, che era un po’ la ‘spina dorsale’ dell’appartamento. Restano riconoscibili perché sono dei volumi bianchi, più bassi, che arrivano all’altezza delle travi. Per il passaggio degli impianti è stato creato un gradino di 17 cm che rialza sia i servizi
sia la zona delle camere
In bagno, il mobile [Ikea] è stato personalizzato rivestendolo con un piano di piastrelle bordato in metallo. Sanitari Comoda [Azzurra Ceramica], rubinetteria
Gun [Jacuzzi], pavimento Molitor [DSG Ceramiche]. Luci a incasso [Wever e Ducré].
Gli ex bagni unificati, diventano la nuova cameretta di Tilde. Traccia di questo cambiamento è la colonna di scarico, che rimane a vista tra le due finestre che portano un plus di luce naturale. L’ambiente è arredato con
pezzi transitori, che si adattano alle varie fasi di crescita. Irrinunciabile, per ora, la tenda teepee! Parquet [G&B Guerrini].
La camera, alle pareti è rivestita con un azzurro
carta da zucchero e a pavimento c’è una soffice moquette. Sopra il comò della nonna campeggiano due piccole tende giapponesi, di quelle che solitamente chiudono gli ingressi dei ristoranti. Un tocco super creativo! Moquette Grace [Besana Carpet Lab], applique [Mercatino Penelope].
Non che lo spazio mancasse ma... perché sprecarlo? Qui c'era un lungo corridoio che Francesca ha utilizzato per nuovi bagni e piccoli passaggi. Un'idea super, da copiare anche per mini case!
Francesca Diano ha un rigoroso approccio al progetto: «Ciò che ‘fa’ la casa non è l’arredo cool o costoso, ma gli spazi: se hanno il taglio giusto, se sono progettati con una logica sia architettonica sia decorativa, il risultato sarà una casa che apparirà equilibrata, funzionale e bella» racconta. Il suo è un appartamento a Milano, in zona Città Studi, in cui vive con il marito Stefano e la figlia Tilde.
Le scelte fatte
Il layout del 1960 è stato rivoluzionato. Come tutte le case di quel periodo, aveva un maxi corridoio con porte sui due lati: è stato eliminato per sfruttare la sua lunghezza e ricavare due bagni e i disimpegni. Il nuovo volume centrale è stato poi sottolineato da un ribassamento dei soffitti e da un uso originale del colore.
Il tocco di stile
«Sono contro le mode del momento: per questo quasi tutti gli arredi della casa sono di recupero. Il vintage è quel classico che non passa mai di moda» conclude Francesca.
Candele e bouganville. Il tocco da fiaba nella zona bar del Relais San Maurizio a Santo Stefano Belbo, nelle Langhe: un progetto che mixa vintage e nuovo.
Carlotta Oddone progetta interni dove l’essenziale è ciò che non si vede: pazienza, cura, anima. La sua guida per costruire uno stile unico è fatta di parole. Astratte, ma concretissime... Questo mese la parola di stile è: fantasia
La parola fantasia viene dal greco, vive nel latino e continua nella nostra lingua. Letteralmente, indica quella capacità della nostra mente di mostrare (a noi stessi in primo luogo) e di creare delle immagini e delle situazioni.
I nostri pensieri e le nostre parole hanno un forte potere creativo. Pensare a una cosa, dirla, può essere un’anticipazione della realtà. Avere chiarezza dei nostri desideri è un ottimo modo per trovare la determinazione a realizzarli. Siamo i principali censori di noi stessi, spesso ci impediamo di sognare una cosa e in questo modo rendiamo ancora più difficile la possibilità che si avveri.
Se ogni giorno dobbiamo confrontarci con una situazione pesante, un lavoro che non ci piace, relazioni difficili, immaginare di cambiare tutto questo è sano, non folle. Avere delle fantasie su ciò che ci piace, non significa avere grilli per la testa: è il primo passo per entrare in una situazione di cambiamento.
Questo vale anche per gli spazi che abitiamo. Siamo cresciuti credendo che ci fossero regole quando invece siamo liberi. La nostra casa può essere il luogo dove permettiamo che alcuni oggetti si animino e ci divertano, ci inteneriscano e ci tengano compagnia. Partiamo dalle nostre case per creare un mondo che ci piace di più, la fantasia sarà la nostra bacchetta magica!
Le pentole da forno sono un indispensabile alleato in cucina, consentendo di preparare una vasta gamma di piatti succulenti e gustosi.
Una rostiera con coperchio in vetro è perfetta per arrosti succulenti, garantendo una cottura uniforme e mantenendo il sapore e la tenerezza della carne intatti. La pentola in pietra ollare, fatta a mano con cura artigianale, è ideale per cotture lente, stufati e zuppe, offrendo risultati sorprendenti grazie alla sua capacità di mantenere il calore in modo uniforme.
Per chi ama brasati e spezzatini, una pentola in fusione d'alluminio è la scelta ideale, adatta sia per fuochi tradizionali che per induzione e forno, garantendo risultati impeccabili in ogni occasione. La cozziera in ghisa smaltata con coperchio è invece perfetta per cucinare mitili con vari sughetti, aggiungendo un tocco di gusto e tradizione ai piatti di mare. Lo stampo in ceramica Delicia è ideale per far lievitare l'impasto del pane e cuocerlo in forno, garantendo una crosta dorata e fragrante.
La piastra cuocitutto in FineGres Melodia è adatta per cucinare senza grassi, sia su fuoco, induzione che in forno, offrendo una cottura sana e leggera senza rinunciare al gusto. Per chi cerca praticità, una pentola multiuso per microonde è perfetta per riscaldare, scongelare e cuocere a vapore, rendendo la preparazione dei pasti più veloce e semplice. Infine, per rosolare alla perfezione, un tegame basso in ghisa vetrificata con coperchio è la scelta ideale, garantendo una distribuzione uniforme del calore e risultati sorprendenti in cucina. Esploriamo insieme le caratteristiche e le prestazioni di queste pentole da forno, offrendo suggerimenti su come utilizzarle al meglio per ottenere piatti deliziosi e impeccabili.
La cucina moderna richiede strumenti speciali per ottenere il massimo da ogni preparazione. Tra questi, wok, tajine, donabe e altre pentole si distinguono per la loro capacità di rendere impeccabile ogni piatto. Una pentola in alluminio antiaderente con cestello è perfetta per le fritture, mentre una casseruola allungata con griglia e coperchio in alluminio è ottima per cucinare il pesce. Le padelle forate per caldarroste sono ideali per cuocere carne e verdure sul barbecue.
Strumenti come il Donabe giapponese sono ideali per bolliture lente, perfetti per zuppe e stufati.
La lasagnera in acciaio inox è adatta sia per i fornelli che per il forno, permettendo di preparare lasagne con facilità.
Per la cottura degli asparagi, una pentola stretta e alta in acciaio è indispensabile. La tajine in terracotta è ideale per stufati di carne e pesce.
Il wok è essenziale per la cucina orientale, mentre una casseruola in acciaio con coperchio in legno è perfetta per risotti cremosi.
Sono l'elemento essenziale nella cucina di ogni appassionato di gastronomia. Grazie alle loro caratteristiche avanzate e ai materiali di alta qualità, queste padelle offrono prestazioni eccezionali che facilitano e migliorano la preparazione di una vasta gamma di piatti. Una bistecchiera antiaderente, ad esempio, è perfetta per grigliare carne e verdure anche su piani cottura a induzione, garantendo una cottura uniforme e senza attaccarsi. Le padelle in alluminio e acciaio con rivestimento antiaderente permettono di cucinare senza grassi, rendendo i piatti più leggeri e sani senza compromettere il gusto.
Le padelle in ferro, come la lionese, sono ideali per cucinare a fuoco lento, arrostendo la carne alla perfezione o tostando la frutta secca con un sapore unico. Per chi ama rosolare, scottare e caramellare i cibi, una padella in acciaio e alluminio rappresenta la scelta ideale, grazie alla sua capacità di mantenere alte temperature in modo uniforme. La padella doppia, invece, è perfetta per preparare frittate senza rischiare di romperle durante il ribaltamento. I bordi arrotondati di alcune padelle facilitano il salto delle verdure, rendendo la cottura ancora più dinamica e divertente, mentre le padelle con bordi alti e tondi sono ottimali per saltare la pasta con il condimento, assicurando una distribuzione uniforme dei sapori.
Non mancano le opzioni eco-friendly, come le padelle in alluminio 100% riciclato con fondo antiaderente, ideali per preparazioni leggere senza l'uso di olio o burro, contribuendo così a una cucina più sostenibile. E per i dessert, una padella con fondo piatto e bordi bassi è perfetta per cucinare crêpes, garantendo una cottura omogenea e facile gestione della pastella. In questo articolo, esploreremo le diverse tipologie di padelle super performanti, analizzandone le caratteristiche specifiche e fornendo suggerimenti su come scegliere la padella giusta per le vostre esigenze culinarie, nonché alcune ricette che sfruttano al massimo le potenzialità di questi strumenti straordinari.
Quante volte, soggiornando in un albergo, capita di trovare un’idea che ci piacerebbe replicare in casa nostra... A Corrubbio, non lontano da Verona, c’è un hotel che è una vera miniera di spunti! È il Byblos Art Hotel - Villa Amistà: una villa del ’700 in cui interni e arredi sono stati disegnati nel 2004 da Alessandro Mendini e che ospita oltre 200 tra installazioni site specific e opere di artisti contemporanei. Il libro ‘Extra Ordinary Byblos Art Hotel’ (Electa) ne racconta gli straordinari spazi.
Villa Amistà, situata sui resti di una "casa forte" romana, ha visto trasformazioni architettoniche significative nel corso dei secoli. Michele Sanmicheli progettò il corpo centrale della villa in stile veneziano nel Quattrocento, e Ignazio Pellegrini completò l’attuale costruzione nel 1700. Nel 1999, Dino Facchini, imprenditore nel settore della moda, acquistò la villa e incaricò Alessandro Mendini di curarne gli interni. Mendini ha saputo integrare elementi eccentrici con l’eleganza classica della villa, creando un equilibrio tra il passato e il contemporaneo, grazie anche alla presenza di oltre 200 opere di artisti e designer di fama internazionale.
Oggi, il Byblos Art Hotel - Villa Amistà è un vero museo d’arte contemporanea. La collezione include opere di Vanessa Beecroft, Damien Hirst, Marc Quinn, Anish Kapoor e molti altri. Il volume fotografico ‘Extra Ordinary Byblos Art Hotel’, realizzato da Paolo Riolzi con la stylist Carolina Trabattoni e scritto da Maria Chiara Antonini, offre uno sguardo approfondito sugli spazi e sulle opere che rendono unico questo hotel. Ogni stanza e sala comune invita gli ospiti a esplorare e a lasciarsi ispirare, fondendo l'eredità storica con le espressioni artistiche contemporanee.
L’interno antiaderente della pentola a due manici consente di cucinare senza grassi e il fondo radiante distribuisce al meglio il calore [Smeg, ø cm 26]
Le casseruole rappresentano uno degli strumenti più versatili e indispensabili in cucina, capaci di adattarsi a una vasta gamma di preparazioni. La loro versatilità si manifesta attraverso diverse caratteristiche specifiche che le rendono adatte a molteplici usi.
Ad esempio, una pentola in acciaio inossidabile con cestello e coperchio in vetro è perfetta per la cottura a vapore, mentre una pentola antiaderente a due manici permette di cucinare senza grassi, grazie al suo fondo radiante che distribuisce il calore in modo uniforme. Questi strumenti multifunzionali non solo facilitano la preparazione dei cibi, ma migliorano anche la qualità delle pietanze, consentendo cotture precise e controllate.
Oltre alle funzioni di base, le casseruole possono vantare materiali e design che ne esaltano ulteriormente l'uso. Il vetro borosilicato con manico in acciaio, ad esempio, è ideale per riscaldare liquidi senza rischi di alterazione del sapore, mentre l'alluminio pressofuso offre la possibilità di utilizzare la casseruola come rostiera, combinando due strumenti in uno. Le pentole in rame, poi, sono eccellenti per la preparazione di salse delicate, grazie alla loro capacità di condurre il calore in maniera omogenea. Infine, non possiamo dimenticare la pentola a pressione, che permette di risparmiare tempo prezioso durante la cottura. In questo articolo, esploreremo come scegliere la casseruola più adatta alle vostre esigenze e condivideremo alcune ricette che evidenziano la straordinaria versatilità di questi strumenti.
Fanno coppia con l’essenza chiara del parquet i mobili in stile shabby. Per riportare il legno al grezzo sono tutti stati decapati con un processo di microsabbiatura a bassa pressione.
Il tavolo da pranzo e il coffee-table esibiscono piani d’artista, con geometrie incise ispirate alla lavorazione taglio a sega usata per i parquet. Per proteggere il legno grezzo, Chloé consiglia
una cera dura naturale trasparente.
Divano in lino bianco [Maisons du Monde]. Il coffee-table e il tavolo Stockholm nella sala da pranzo, in massello di legno di sheesham [Maisons du Monde] sono stati fatti sabbiare con motivo a righe da Mathieu Gouneaud Sablage Aérogommage. Poltrona rosa antico [Dassie Artisan], chandelier in cristallo [Timothy Oulton].
Sedie Billie Blanket [per La Redoute Interieurs]. Appeso alla parete: arazzo Tassel Wall Hanging Jumbo intrecciato a macramè [The Dharma Door]. credenza con cassetti e specchiera appoggiata a terra [Maisons du Monde].
«Se si gioca con i toni neutri dal bianco al sabbia, il colore che si aggiunge deve essere un po’ desaturato: qui tappeto e poltrone sono in malva e borgogna ma in una sfumatura polverosa».
L’idea fai-da-te: rivesti un piatto
di terracotta con la garza gessata.
Con la colla vinilica diluita sovrapponi su una parte un tessuto a trama grossa e rifilalo. Lascia asciugare e infine dipingi
con l’acrilico nero.
Il bianco delle pareti, degli stucchi e degli infissi restaurati rimbalza sui toni miele del parquet
e dei mobili sabbiati. Effetto marezzato per la volta con affaccio: tolti gli strati di vernice l’intonaco è stato riportato all’originale.
Bianco e top in teak con posa a spina per la cucina angolare. Invece dei pensili, mensolone minimal con cinghie di cuoio. Furba la scelta della lampada/ cappa ottonata stile vintage.
Qui lo stile boho si affida al tocco raw del legno vintage delle panche, al vimini del lampadario e alla juta del tappeto che sembra un quadro. Fa da cornice il bianco ottico delle pareti che amplifica la luce.
tessile letto in lino senape [Maison de Vacances]. Il paralume in vimini intrecciato, ispirato alle nasse da pesca, diventa prezioso con il rosone barocco in stucco.
Mood suite per la stanza padronale con ampio bagno annesso. La parete in legno con vetrata voluta da Chloé è l’appendice décor che risolve la divisione dei due ambienti. Fa da schermo il tendone in lino grigio perla fissato con un cavetto d’acciaio.
Inscenano una piccola installazione la damigiana di vetro ambra e le anfore vintage sabbia e senape. Appoggiate a
terra sono l’elemento décor inatteso da personalizzare con rami o tralci rubati
in giardino. Ambra e senape sono i colori scelti da Chloé per il tessile della zona notte. Bottiglioni in vetro ambra e anfore in terracotta smaltate [Westwing], [HKliving], [Beliani].
Mood rétro per la vasca freestanding con i piedini, alloggiata su una pedana. Il muretto alle spalle diventa mensola. Vasca da bagno vintage Surry Hills con piedini [Le Monde du Bain]. A terra piastrelle vintage in grès porcellanato Classic 01 coll. Patchwork Classic [Ceramica Sant’agostino].
Il vecchio comò intarsiato, tolte le ante e con un nuovo piano di marmo, diventa mobile lavabo. A contrasto,
la vasca rettangolare, super minimale, con rubinetteria a parete. Troneggia appoggiato sul muretto/mensola l’enorme specchiera barocca fatta restaurare. Nel gioco dei contrasti le applique sono due boules di vetro
minimali su base di ottone.
Pareti in pietra, legno chiaro, mobili sabbiati...e poi tocchi barocchi (gli chandelier a goccia) a scombinare lo stile rustico. Il risultato? Un insieme felice e armonico!
Originari di Bordeaux, ma trasferiti in California per lavoro, Chloé e Grégory erano alla ricerca di un rifugio tutto per sé, nella città natale, per le rituali vacanze in Francia. Nel vivace quartiere Saint Paul, questo appartamento settecentesco dai soffitti alti, gli infissi con gli stucchi e il suggestivo balcone li ha convinti.
Le scelte fatte
Più spazio e più luce, nel rispetto dello stile originario: ecco le linee guida per la ristrutturazione. Scelta la palette di base - bianco e legno chiaro - occorreva senza dubbio smorzare il mood rustico.
Il tocco di stile
Ispirata dai rosoni, Chloé ha dosato tocchi barocchi con gli chandelier in cristallo e le specchiere dorate. Il risultato? Un inedito stile boho, très chic, dove la palette neutra si accende con nuance dal senape al rosa all’azzurro polvere.